Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: luciano massaferro

  • Chiusa l’inchiesta su don Luciano: prove sufficienti, si va a processo

    Chiusa l’inchiesta su don Luciano: prove sufficienti, si va a processo

    Giudizio immediato per don Luciano Massaferro, il parroco alassino accusato di aver abusato di un’undicenne sua parrocchiana. Secondo i magistrati ci sono prove a sufficienza per poter sostenere in un processo la grave accusa di pedofilia.

    La procura della Repubblica ha dunque chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne (reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista e responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi) e chiesto al giudice delle indagini preliminari, Emilio Fois, di fissare l’udienza davanti al collegio.

    Don Luciano, detenuto da mesi nel carcere di Sanremo, ha sempre negato e respinto ogni accusa. Ma i racconti della ragazzina, a quanto pare, sembrano convincenti. Tre sarebbero infatti gli episodi da lei descritti. Uno sarebbe avvenuto su uno scooter, un altro nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale ed il terzo nella baracca dell’orto di proprietà don Luciano Massaferro dove il parroco avrebbe fatto giurare all’undicenne, in un momento di intimità, di non raccontare nulla dei loro incontri proibiti.

    Secondo i legali del prete però (gli avvocati Alessandro Chirivì di Albenga e Mauro Ronco di Torino), la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le due relazioni effettuate dagli psicologi sarebbero contradditorie. La prima definisce credibile il racconto dell’undicenne. Per la seconda, la ragazzina “fa fronte al disagio emozionale ricorrendo a modalità difensive, quali il diniego e la tendenza alla fantasia”. E sempre i difensori avevano dato un’altra chiave di lettura alla testimonianza dell’undicenne in sede di incidente probatorio, ritenendola inattendile, perchè quando le sono state mostrate le foto, non avrebbe riconosciuto il capanno agricolo. Nell’ottica accusatoria, invece, l’undicenne dice il vero. E ora don luciano dovrà prepararsi ad un duro processo.

  • Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    (per tutti i links andare all’articolo originale, ndr)

    Lo scandalo-pedofilia continua a tenere banco. I malumori serpeggiano, e non sono ormai limitati soltanto all’eterno dissidente Hans Kung, del quale Repubblica ha pubblicato ieri l’articolo Benedetto XVI ha fallito, i cattolici perdono la fiducia. Di “strategia fallimentare” parla anche la BBC, citando esponenti cattolici. In Germania, il paese natale di Joseph Ratzinger, le apostasie stanno aumentando a ritmo allarmante: la diocesi di Friburgo ha comunicato che 2.711 fedeli hanno lasciato la Chiesa nel solo mese di marzo, una cifra più che doppia rispetto allo stesso mese del 2009; 2676 invece le defezioni nella diocesi di Rottenburg-Stoccarda, molte più che a gennaio (921) e febbraio (1.011).
    Di fronte al malumore dei fedeli, il papa ha invitato ieri la Chiesa a fare “penitenza”. Ma la Chiesa ha anche deciso di serrare le fila, pur a costo di suscitare nuove polemiche. Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, per esempio, ha fatto cancellare la rubrica delle “lettere dai lettori” del settimanale diocesano Vita Nuova soltanto perché aveva ospitato le lettere di nove sacerdoti “controcorrente”: Claudio Magris ha scritto una lettera aperta al vescovo, il quale gli ha risposto definendo la soppressione “una salutare provocazione”, anche perché il giornale “vende poco e costa alla poverissima Diocesi di Trieste una barca di soldi”.
    Tornando alla questione degli abusi sessuali commessi da sacerdoti, nuove rivelazioni continuano ad aggiungersi. La Associated Press ha elencato l’altro ieri trenta casi di sacerdoti cattolici accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti in altro luogo. Due di questi sono finiti in Italia: padre Mario Pezzotti, ‘attivo’ in Amazzonia, ora residente a Parma, e don Vijay Vhaskr Godugunuru, trasferito presso la diocesi di Montepulciano. Su quest’ultimo caso La Libre rileva il silenzio del Vaticano: il vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, si difende affermando alla AP che non gli erano state date “sufficienti evidenze per provare le accuse”. A Foggia, don Nicolangelo Rossi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver palpato quattro ragazzine in un confessionale. Il 24 maggio comincerà invece il processo contro Don Luciano Massaferro, arrestato lo scorso dicembre e difeso a spada tratta dal vescovo (cfr. Ultimissima del 29 dicembre 2009). Il sito francese Golias ha nel frattempo rintracciato e pubblicato una lettera del 1991 dell’allora prefetto della Congregazione del Clero, il cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, con la quale il porporato si congratulava con il vescovo di Bayeux, mons. Pierre Pican, fresco di condanna a tre mesi per non aver denunciato un prete pedofilo: il porporato si congratulava con lui per aver “agito bene”, preferendo rischiare la prigione piuttosto che denunciare “il suo figlio-prete”. Il Vaticano ha rilasciato in proposito una nota ambigua: “Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l’unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001″.
    Non mancano tuttavia le reazioni: Radio Vaticana ha diffuso le dichiarazioni di padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell’arcidiocesi di Milwaukee dal 1995 al 2003, che ha accusato di “antipapismo” il New York Times per aver voluto affidarsi alle “menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone credibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un ex studente di teologia”.
    In questo difficile momento le gerarchie ecclesiastiche possono comunque sempre contare sul sostegno della politica italiana: il presidente Giorgio Napolitano, in occasione degli 83 anni di Benedetto XVI, compiuti oggi, ha fatto pervenire al papa la sua “profonda considerazione per il suo alto magistero”. Il consiglio dei ministri ha invece espresso “solidarietà per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa”.

    Il Vaticano ai ferri corti con il mondo 
    di Alessandro Capece [15 apr 2010]

    Le denunce degli abusi sui minori sono in costante aumento. Le strategie adottate finora per riprendere in mano il gregge allo sbando si sono rivelate inefficaci. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano smarrite davanti alla scelta tra riconoscere le proprie colpe, ammettendo implicitamente che gli abusi sono stati occultati, e denunciare i colpevoli alla magistratura, concorrendo alla distruzione definitiva della sua immagine, oppure continuare a sorvolare.
    Addossare la colpa agli omosessuali è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Segretario Generale della Conferenza dei vescovi cattolici ha precisato – riporta il Telegraph – che la pedofilia non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale e che l’abuso è una fissazione che nasce dalla difficoltà di sviluppare relazioni mature con gli adulti e dalla conseguente necessità di focalizzare le pulsioni sessuali sui bambini.

    Un attivista di “Outrage!”, l’associazione che difende le vittime della pedofilia, ha aggiunto che arroccarsi in una difesa aggressiva mentre il gregge scappa danneggia la reputazione della Chiesa più degli attacchi che subisce.

    La rabbia dei fedeli per quello che sta accadendo – riporta il sito Voz Nueva (www.lavozcolorado.com) – ha fatto crescere il numero dei detrattori del Papa, scioccati dalla constatazione che la Chiesa ha tenuto nascosto i suoi scheletri nell’armadio chissà per quanto tempo senza curarsi minimamente di punire i colpevoli e risarcire le vittime.

    Questa inarrestabile crisi di fiducia non può avere che due sbocchi: un rinnovamento profondo della Chiesa Cattolica o la perdita definitiva del suo prestigio.

    http://www.uaar.it/news/2010/04/16/pedofilia-malumori-cattolici-reazioni-nuove-rivelazioni/

  • L’attivista Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

    L’attivista Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

    05/04/2010 – 16:33
    L’attivista gay Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

    Rivelazione Shock di Francesco Zanardi, imprenditore savonese, e attivista radicale per la causa che riguarda i diritti degli omosessuali in Italia
    Ora, in risposta al Cardinale Angelo Sodano, al quale ha inviato una lettera aperta, l’attivista gay critica le parole dello stesso Cardinale, che aveva nel giorno della Santa Pasqua rivolto un messaggio di vicinanza a Benedetto XVI, attaccato su più fronti per gli scandali riguardanti gli episodi di pedofilia che sarebbero stati occultati dallo stesso Ratzinger.

    In tale messaggio Sodano aveva definito “chiacchericcio“ le denunce e le accuse che vedrebbero il Santo Padre ed in generale il Vaticano nascondere o comunque “tralasciare” i presunti numerosi casi di abuso sessuale a danni di minori e bambini da parte di sacerdoti o alti prelati.

    “All’età di 13 anni – dice Zanardi – ho subito violenze sessuali da parte di un prete di Savona. Finalmente la giustizia sta facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”

    L’attacco di uno dei maggiori attivisti nel campo del riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali si basa sul fatto che le dichiarazioni del Cardinal Sodano, offenderebbero le vittime ( come lui) piuttosto che invece in colpevoli ( come dovrebbe essere:

    “Quelle dichiarazioni infangano non i colpevoli ma le vittime come me. Sono stato anche io abusato da un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese.”

    Zanardi si è rivolto alla stessa procura che ha recentemente provveduto all’arresto di Luciano Massaferro, un prete di Alassio, accusato di aver abusato di una bimba di 11 anni. La parte della lettera che racconta ciò che Zanardi avrebbe subìto all’età di 13 anni mette oggettivamente i brividi, anche se ovviamente risulta essere ancora tutta da verificare.

    Dal giudice ho accompagnato altre due vittime di quel parrocco. Frequentavamo la stessa parrocchia, una chiesa nel savonese. Io avevo 13 ani, loro qualche anno meno. Tutti avevamo alle spalle famiglie sfasciate: chi non aveva il padre, chi la madre alcolizzata. Io non avevo né uno né l’altra. Facevamo i chierichetti in quella chiesa e lui ci portava a fare campeggio nei boschi, oppure ci ospitava in casa della madre anziana. Ci chiedeva di dormire con lui. Credevamo fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci mostrava. Ci dava una famiglia, ci ascoltava, ci faceva giocare come un padre, a noi che non avevamo nessuno con cui vivere la nostra adolesenza.
    E alla sera ci chiamava in tenda. Per anni ho vissuto con vergogna quei ricordi e anche ora, alcune vittime, pensano che sia sbagliato denunciare il proprio carnefice perché allora ci aveva amato, in una maniera assassina, ma ci aveva dato quell’affetto che un ragazzino ha bisogno per crescere. Ora basta però: chiedo a tutti di trovare la forza e denunciare alla magistratura queste atrocità come ho fatto io. Queste persone non devono fare ad altri, il male che hanno fatto a noi“

  • Zanardi: “Io, vittima di un prete pedofilo

    Zanardi: “Io, vittima di un prete pedofilo

    Chiesa con le vittime non con il Papa”
    L’attivista gay di Savona, sposato con il suo compagno dopo una lunga protesta, critica le parole dell’ex Segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano che alla messa di Pasqua ha espresso solidarietà al Pontefice attaccato dopo lo scandalo dei sacerdoti pedofili. E svela: “All’età di 13 anni fu violentato da un parroco di Savona nascosto dall’omertà della Chiesa”
    di BRUNO PERSANO

    Zanardi: “Io, vittima di un prete pedofilo Chiesa con le vittime non con il Papa” Francesco Zanardi, a sinistra, il suo compagno Manuel Incorvaia, e Paola Concia, deputata Pd

    “La Chiesa, dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre”. In una lettera aperta inviata al cardinale Angelo Sodano, Francesco Zanardi – attivista gay di Savona che il mese scorso si è sposato con il suo compagno dopo una lunga protesta – attacca la presa di posizione del cardinale e svela: “All’età di 13 anni ho subito violenze sessuali da parte di un prete di Savona. Finalmente la giustizia sta facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”.

    Rompendo il protocollo della messa di Pasqua, domenica l’ex Segretario di Stato aveva rivolto un messaggio di vicinanza di tutta la Chiesa al pontefice dopo lo scandalo sulla pedofilia e aveva definito “chiaccericcio” le denunce contro il silenzio usato dal Vaticano per celare gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. “Ci stringiamo intorno a Lei”, aveva detto il cardinale rivolgendosi al Pontefice. “Il popolo di Dio non si lascia impressionare dal chiacchiericcio, dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti”.

    Zanardi critica le parole usate dall’ex Segretario di Stato Vaticano e si indigna “davanti alla pubblica offesa fatta alla presenza del Santo Padre”: “Quelle dichiarazioni – scrive l’imprenditore savonese – infangano non i colpevoli ma le vittime come me. Sono stato anche io abusato da un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese. Un sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”.

    La procura di Savona alla quale Zanardi si è rivolto, è la stessa che sta indagando sulla vicenda di don Luciano Massaferro, il prete di Alassio rinchiuso in carcere da più di 3 mesi con l’accusa di aver abusato di una undicenne. “Dal giudice – spiega Zanardi – ho accompagnato altre due vittime di quel parrocco. Frequentavamo la stessa parrocchia, una chiesa nel savonese. Io avevo 13 ani, loro qualche anno meno. Tutti avevamo alle spalle famiglie sfasciate: chi non aveva il padre, chi la madre alcolizzata. Io non avevo né uno né l’altra. Facevamo i chierichetti in quella chiesa e lui ci portava a fare campeggio nei boschi, oppure ci ospitava in casa della madre anziana. Ci chiedeva di dormire con lui. Credevamo fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci mostrava. Ci dava una famiglia, ci ascoltava, ci faceva giocare come un padre, a noi che non avevamo nessuno con cui vivere la nostra adolesenza. E alla sera ci chiamava in tenda. Per anni ho vissuto con vergogna quei ricordi e anche ora, alcune vittime, pensano che sia sbagliato denunciare il proprio carnefice perché allora ci aveva amato, in una maniera assassina, ma ci aveva dato quell’affetto che un ragazzino ha bisogno per crescere. Ora basta però: chiedo a tutti di trovare la forza e denunciare alla magistratura queste atrocità come ho fatto io. Queste persone non devono fare ad altri, il male che hanno fatto a noi”.

    (05 aprile 2010)

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/04/05/news/zanardi_sodano-3135190/?ref=rephp

    Pedofilia, lettera di una vittima a Sodano «La Chiesa stia con noi, non con il Papa»

    L’appello di un attivista gay di Savona che ha denunciato abusi da parte di un prete: «Dichiarazioni ci infangano»

    SAVONA – «La chiesa dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre». Così, in una lettera inviata al cardinale Angelo Sodano, Francesco Zanardi – attivista gay di Savona che il mese scorso si è sposato con il compagno dopo una lunga protesta – attacca la presa di posizione del cardinale che domenica, rompendo il protocollo della messa di Pasqua, ha rivolto un messaggio di vicinanza di tutta la Chiesa al Pontefice riguardo agli scandali sulla pedofilia.

    «INFANGATE LE VITTIME» – «Io e le altre vittime – scrive Zanardi nella lettera aperta a Sodano – troviamo che siano uno spergiuro le Sue dichiarazioni azzardate, davanti al Santo Padre nel giorno della resurrezione di Gesù, dichiarazioni che offendono e tendono a infangare mediaticamente non i colpevoli ma le vittime come me». «Mi rivolgo a Lei – scrive Zanardi – precisando anticipatamente che non volevo turbare assolutamente il clima della Santa Pasqua, ma mi trovo indignato davanti alla pubblica offesa fatta da Lei alla presenza del Santo Padre, nei confronti delle vittime di sacerdoti pedofili». Sono anche io – prosegue – «vittima di un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel Savonese. Proprio in questi mesi, finalmente, pare che la giustizia stia facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente».

    «CHIEDIAMO LA VERITÀ» – Dichiarazioni – si legge ancora nella lettera al cardinale Sodano – che «trovo infamanti nei nostri confronti. La chiesa questa volta non è attaccata, chi crede in Dio chiede semplicemente la verità. Mi auguro che la Chiesa si assuma con più serietà e onestà la responsabilità delle atrocità che ha coperto negli anni e risarcisca quanto possibile le vittime questi crimini, vittime hanno già subito e che ora sono costrette nuovamente a rivivere. Mi auguro che tutte le vittime come me non debbano subire altre ingiuste violenze, ma finalmente giustizia», aggiunge Zanardi che recentemente ha denunciato alla magistratura di essere stato vittima di un caso di pedofilia compiuto nei suoi confronti da un sacerdote quando era ragazzino. La magistratura ha aperto un’inchiesta e martedì Zanardi sarà ascoltato in procura a Savona. L’attivista si è sposato il mese scorso con Manuel Incorvaia, dopo uno sciopero della fame per rivendicare i diritti degli omosessuali. (Ansa)

    05 aprile 2010

    http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_05/pedofilia-chiesa-sodano-papa-lettera-gay_a3938512-409c-11df-84ba-00144f02aabe.shtml

  • Savona: don Lu, oggi dal gip la perizia sulla bimba

    Savona: don Lu, oggi dal gip la perizia sulla bimba

    Sarà discussa oggi davanti al giudice Emilio Fois la perizia sulla chierichetta di dodici anni effettuata da una psichiatra che aveva il compito di verificare l’attendibilita’ del racconto della ragazzina che avrebbe subito le presunte violenze da parte di don Luciano Massaferro, il parroco di San Vincenzo e San Giovanni di Alassio, in carcere dal 29 dicembre prima in quello di Chiavari poi a Sanremo. Da una prima valutazione emersa nei mesi scorsi, a detta degli avvocati, i racconti della bambina non sarebbero da ritenersi attendibili, ma stando a quanto trapelato l’esito finale della perizia ribalterebbe la versione fornita dei legali. Tra l’altro sarebbero anche stati riascoltati gli amichetti della presunta vittima delle molestie del prete. Alcuni forse influenzati dai genitori non avrebbero raccontato la verita’ su fatti e circostanze poi contestate al sacerdote.
    Intanto c’e’ attesa su un altro fronte perche’ a breve potrebbero pronunciarsi anche i giudici del Tribunale del riesame su un’ennesima richiesta di scarcerazione del prete.

    Mercoledì 17 Marzo 2010 ore 08:04

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=72009

     

  • Savona, nuovo caso di prete-pedofilo: “no comment” dalla Procura

    Savona, nuovo caso di prete-pedofilo: “no comment” dalla Procura

    Savona. Silenzio. E’ questa la linea scelta dalla Procura di Savona in merito al nuovo caso di prete-pedofilo esploso in città. Dal sesto piano di Palazzo di Giustizia si trincerano infatti dietro ad un “no comment” e non arriva quindi nessuna conferma, ma nemmeno nessuna smentita, su questa nuovo caso di abusi che vedrebbero coinvolti dei minori.

    Le voci di una nuova inchiesta, che coinvolgerebbe un parroco savonese per episodi di violenza, risalenti a molti anni fa, però sembrano essere più che fondate. A seguire questo nuovo caso di abusi da parte di un sacerdote dovrebbero essere i sostituti Coccoli e Ferro, gli stessi che seguono la ormai nota vicenda di Don Luciano Massaferro.

    E sarebbe proprio da questa storia che, secondo indiscrezioni, prenderebbe le mosse questo nuovo filone di inchiesta. A far scattare le verifiche sul prete, che al momento però non presta servizio in nessuna parrocchia perché ha chiesto al vescovo una “pausa” dal suo Ministero, sarebbe stato un esposto presentato ai carabinieri nel 2008 da un savonese che denunciava di aver subito violenze sessuali quando aveva 14 anni.

    Da quella denuncia però non era mai partita nessuna indagine perché dall’epoca dei presunti abusi erano ormai passati troppi anni e il reato era quindi caduto in prescrizione. Il nome del sacerdote era comunque finito nero su bianco vicino alla grave accusa di pedofilia. Per questa ragione, probabilmente, i magistrati hanno voluto, forse quando il nome di questo parroco è comparso vicino a quello di Don Luciano (?) , vederci più chiaro.

    Sono state quindi sentite altre persone che hanno frequentato, negli anni, la parrocchia nella quale prestava servizio il prete accusato di abusi e sembrano essere saltate fuori nuove testimonianze di giovani che affermano di aver subito violenza. Episodi che, stavolta, pur essendo accaduti molti anni fa, non sono in prescrizione e pertanto punibili dalla legge.

    Quello che è certo è che l’inchiesta è molto delicata e presenta ancora tanti aspetti da chiarire: per esempio perché i minori che hanno subito gli abusi abbiano aspettato così tanti anni prima di uscire allo scoperto. Aspetti sui quali la Procura, ormai sembra chiaro, sta già lavorando attivamente, ma con il massimo riserbo, da settimane. nello giraudo

  • Le Iene. Francesco Zanardi denuncia preti pedofili e malversazioni nella diocesi di Savona, Ratzinger e Vescovi sotto accusa. Spretati don Nello Giraudo e don Giorgio Barbacini. Indagato don Pietro Pinetto

    Le Iene. Francesco Zanardi denuncia preti pedofili e malversazioni nella diocesi di Savona, Ratzinger e Vescovi sotto accusa. Spretati don Nello Giraudo e don Giorgio Barbacini. Indagato don Pietro Pinetto

    Savona: sacerdote indagato per abusi sessuali su minori

    Dopo la vicenda di don Luciano Massaferro che tanto ha fatto discutere in questi mesi innocentisti e colpevolisti nel Savonese, si apre un altro fronte di indagine in Procura. Nel mirino dei giudici infatti ci sarebbe un altro noto sacerdote del Savonese che sarebbe stato indagato per abusi sessuali su minori dell’epoca, che risalirebbero a vent’anni fa. Le vittime, ex scout che hanno trovato il coraggio di raccontare le sevizie subite solo qualche mese fa, avrebbero ora tra i 30 – 40 anni. Un trentottenne che ha raccontato on – line le sevizie subite, è stato ascoltato dalla Procura.

    r.c.

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=71919

  • Albenga: don “Lu”, i parrocchiani scrivono ad Alfano

    Albenga: don “Lu”, i parrocchiani scrivono ad Alfano

    Sono centinaia e centinaia le lettere che, in questi giorni, amici,
    conoscenti e fedeli di Don Luciano Massaferro, stanno spedendo al Ministro di Grazia e Giustizia, Angelo Alfano, dalla Diocesi di Albenga-Imperia.

    Un’iniziativa che parte dal Vicario Generale, Mons. Giorgio Brancaleoni, attuale amministratore parrocchiale della Chiesa di San Vincenzo in Alassio. Infatti, la scorsa settimana, durante la veglia per il sacerdote arrestato, Don Brancaleoni ha invitato i fedeli presenti a scrivere al Ministro Alfano. I firmatari del testo chiedono, dunque, al Guardasigilli che, da Roma, “si invii una forma di controllo e ispezione presso la Procura di Savona, per comprendere come stanno conducendo l’inchiesta su don Luciano”.

    “Sono un semplice cittadino – così comincia il testo della lettera
    distribuita in molte parrocchie della Diocesi di Albenga-Imperia – che desidera portare a Vs. conoscenza il caso giudiziario di Don Luciano Massaferro, parroco della Parrocchia di San Vincenzo in Alassio, in provincia di Savona. Questo sacerdote è stato arrestato per presunte molestie sessuali nei confronti di una ragazza di 12 anni, seguita dai servizi sociali”. E proseguendo, si legge ancora “gli interrogatori, duri e prolungati, effettuati su oltre 60 tra bambini, ragazzi e giovani frequentanti la parrocchia, non hanno portato a nulla. Viceversa la ragazzina, con molte problematiche, si è contraddetta in modo eclatante. Nonostante che tutte le indagini svolte fino ad ora portino ad una totale estraneità di Don Luciano rispetto ai fatti che gli vengono imputati, per ben tre volte è stata negata la scarcerazione”. E, inoltre, “dal 29 dicembre scorso Don Luciano Massaferro è rinchiuso in una cella insieme ad altre sette persone, dove, innocente, è costretto a subire ogni sorta di angherie. Mi chiedo come sia possibile ciò e come sia possibile che un giornale abbia potuto pubblicare alcune notizie, prima ancora che ne fosse messo al corrente l’avvocato difensore”.

    A coro unanime, i firmatari della lettera aggiungono tutta la loro sfiducia nella possibile scarcerazione del sacerdote: “come cittadino e come elettore, che fino ad ora ha avuto estrema fiducia nell’apparato giudiziario, attualmente non mi sento più tutelato. Infatti è evidente che chiunque decida di querelarmi può farmi stare in prigione non in base a prove, ma in base alla volontà di un giudice, sostenuta dal nulla”. Ecco perchè ciascuno chiede “gentilmente a codesto Ministero che venga effettuato
    un controllo sul comportamento della Procura della Repubblica di Savona”. Ad oggi, ancora, non è stato dato riscontro alla lettera dal Ministero di Grazia e Giustizia di Roma, ma si presume che una risposta a breve arrivi, come attendono i fedelissimi di Don Luciano.

    red.sav.

    Domenica 07 Marzo 2010 ore 08:37

  • I “sostenitori” di Don “Lu” pronti a scrivere al Ministero della Giustizia

    I “sostenitori” di Don “Lu” pronti a scrivere al Ministero della Giustizia

    Alassio. Scrivere una lettera al Ministero della Giustizia. Potrebbe essere questa la prossima “mossa” degli amici di Don Luciano Massaferro, il parroco alassino accusato di violenza sessuale su una bambina di 12 anni, per sostenerlo. L’iniziativa ancora una volta parte dal gruppo su Facebook “Don Luciano libero!” dove una delle fedeli di Don Lu lancia l’idea: “Carissimi, ieri sera ho inviato a qualcuno di voi un messaggio contenente la traccia di una lettera che si potrebbe scrivere e scriveremo al Ministero di grazia e giustizia”.

    Prosegue C.B. nel suo messaggio: “Non per mettere parole sull’indagine in corso ma per informare il nostro Ministro sul generale comportamento della Procura di Savona. Le ultime lettere che ho ricevuto oggi da Don Luciano mi spingono a rivolgermi atutti voi! Ma voi sapete che gli stato concesso un Rosario dopo due mesi? Così come dopo due mesi gli è stato concesso di celebrare sS.Messa a porte chiuse? Ma non voglio divagare. Vi dicevo dell’iniziativa per informare il Ministero di Grazia e giustizia. Da più parti mi sono sentita dire che iniziative simili devono essere avvalorate da professionisti per non incorrere in errori che potrebbero essere usati contro di lui…”.

    “Molto pacatamente vi dico invece il mio pensiero. Iniziative simili, proprio perchè non avvalorate da professionisti, ma semplicemente nate da comuni cittadini, possono permettersi di contenere nei mezzi usati per portarle a termine, piccoli errori di forma e contenuto, non perseguibili e che nulla possono cambiare in una storia costruita sì, questo dobbiamo dirlo, più su ipotesi e dubbi che su certezze inconfutabili. D’altra parte ritengo che sia un dovere oltre che un diritto, per ogni cittadino, rivogersi con spontaneità e chiarezza a coloro che ha eletto per essere governato, quando sente la necessità di informare su fatti e comportamenti che screditano e mortificano la nostra democrazia” prosegue ancora la sostenitrice di Don Luciano.

    “Abbiamo eletto delle persone che ci rappresentano e che devono quindi essere informate delle nostre difficoltà e di ciò di cui da soli non riusciamo ad occuparci. Non penso che per fare questo occorra essere laureati o competenti a 360 gradi, e qualche termine improprio o non opportuno ci verrà senz’altro scusato proprio perchè scritto da semplici e comuni cittadini. Sottolineo inoltre come proprio l’iniziativa singola e privata sia alla base di ogni vera democrazia quando non va a ledere la democrazia stessa!”.

    Il messaggio prosegue poi con alcuni dettagli “organizzativi” destinati a tutti i fedeli e gli amici di Don Lu che vogliono aderire alla manifestazione di solidarietà. Insomma sul social network gli “innocentisti” sembrano proprio non volersi arrendere: non credono alle accuse mosse dalla Procura, continuano a sostenere il sacerdote alassino e lo difendono a spada tratta.

  • “Don Lu”, dalle e-mail ora spunta un’amante

    “Don Lu”, dalle e-mail ora spunta un’amante

    “Don Lu”, dalle e-mail ora spunta un’amante

    27 febbraio 2010

    Don Luciano Massaferro resta in carcere nonostante la duplice istanza della difesa alla scarcerazione, ma l’inchiesta si arricchisce di particolari curiosi. Da uno dei computer del prete sequestrati e sottoposti a perizia sarebbe scaturita la presenza di un rapporto sentimentale abbastanza stretto tra il sacerdote e una delle frequentatrici della parrocchia.

    «Rapporto spirituale particolarmente intenso scaturito dall’appoggio morale ricevuto in un momento particolare della vita», avrebbe sostenuto la donna, mentre le trascrizioni delle e-mail (non è un caso che all’ultimo faccia a faccia fosse presente anche il perito informatico della procura) hanno convinto gli inquirenti dell’opposto.

    I dettagli sul Secolo XIX in edicola

    Alassio: don Luciano Massaferro aveva una amante

    Don Luciano Massaferro, il prete arrestato per presunte violenze su una sua chierichetta il 29 dicembre scorso, aveva un’amante. Lo si sarebbe scoperto analizzando i computer che il prete utilizzava per la sua attivita’ nelle parrocchie di San Vincenzo e di San Giovanni ad Alassio. A riportare la notizia è Il Secolo XIX oggi in edicola. La donna, ascoltata dagli inquirenti, si sarebbe detta totalmente estranea alla vicenda. “Si tratta di un rapporto spirituale particolarmente intenso scaturito dall’appoggio morale ricevuto in un momento particolare della vita”. Ma secondo quanto avrebbero appurato gli inquirenti il legame tra il sacerdote e la donna sarebbe decisamente diverso. Intanto i legali del prete, Alessandro Chirivi’ e Mauro Ronco, hanno annunciato il ricorso in appello contro l’istanza bocciata dal giudice Emilio Fois per la scarcerazione di don Luciano che accusa anche problemi di salute. Sottoposto a perizia psichiatrica nel carcere di Valle Armea a Sanremo, il prete continua a ricevere la visita dell’avvocato Chirivi’. ‘Il mio cliente e’ provato per questa esperienza carceraria ed e’ immaginabile-dice il legale- Riteniamo che sia innocente e quindi il regime carcerario per lui e’ piu’ difficile da sopportare’.

    r.c.

    Sabato 27 Febbraio 2010 ore 10:24

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=70756