Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: luciano massaferro

  • Alassio: don Massaferro, il vicario “nessuno allontanamento”

    Alassio: don Massaferro, il vicario “nessuno allontanamento”

    “Non abbiamo escluso nessuno dalla Chiesa di San Vincenzo. Non è stata chiusa nessuna porta in faccia alla bambina che ha accusato Don Luciano Massaferro. Abbiamo invece voluto tutelare la minore e la sua famiglia perché non siano esposte ad una situazione imbarazzante, per la quale ancora attendiamo l’esito dell’inchiesta. Abbiamo ritenuto opportuno, proprio nell’interesse della bambina che temporaneamente non frequentasse l’oratorio e non salisse sull’altare a fare la chierichetta. Un gesto dunque di tutela e di protezione, per garantire la sua privacy”. Con queste parole il Vicario generale della Diocesi di Albenga-Imperia, attuale amministratore parrocchiale, sede plena, della Chiesa di San Vincenzo ad Alassio commenta la notizia della madre della bambina molestata dal prete che avrebbe detto che la figlia sarebbe stata allontanata dalla parrocchia.

    Venerdì 22 Gennaio 2010 ore 16:46

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=68331

     

  • Albenga:caso Massaferro, risponde vescovo diocesano Oliveri

    Albenga:caso Massaferro, risponde vescovo diocesano Oliveri

    “Come ho già detto sin dal primo momento dell’arresto di Don Luciano, resto fiducioso che al più presto il sacerdote possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti di cui è indagato, con l’aiuto della difesa dei suoi legali, ai quali esprimo tutta la mia stima e gratitudine. Chiederò nuovamente, come Vescovo, che mi venga concesso un incontro, nel carcere di Chiavari, con il sacerdote, di cui sono padre e pastore. La cura della Parrocchia di San Vincenzo in Alassio, come già noto, resterà temporaneamente affidata ad un amministratore parrocchiale, sede plena, nella persona del Vicario Generale, Mons. Giorgio Brancaleoni”.

    Lo dichiara S.E. Mons. Mario Oliveri, (nella foto) vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, commentando l’ordinanza del tribunale del riesame relativa alla custodia cautelare di Don Luciano Massaferro.

    e.c.

    Lunedì 18 Gennaio 2010 ore 17:56

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=68022

     

  • Inchiesta Don Lu, incidente probatorio: domani la nomina dei periti

    Inchiesta Don Lu, incidente probatorio: domani la nomina dei periti

    Savona. Saranno nominati domani dalla Procura della Repubblica di Savona i periti del Collegio che dovrà giudicare attendibile la versione della ragazzina di 12 anni sui presunti abusi sessuali subiti da Don Luciano Massaferro, il prete alassino rinchiuso in carcere a Chiavari con l’accusa di violenza sessuale su minore. Sarà composto da psichiatri e psicologi. Saranno loro, infatti, a presiedere nell’incidente probatorio che verrà disposto nei prossimi giorni,un passaggio decisivo ai fini dell’inchiesta.

    Intanto sul fronte delle indagini proseguono le analisi dei periti della Procura sul quarto pc utilizzato da Don Luciano, che conterrebbe elementi di prova altrettanto determinanti per confermare le accuse a Don Lu. Foto e altro materiale sono al vaglio degli inquirenti. “Aspettiamo di vedere l’esito di questa analisi – commenta l’avvocato difensore Alessandro Chirivì -. Agli atti, per noi, resta il racconto della ragazzina, e vedremo nell’incidente probatorio”.

    E in merito ad alcune contraddizioni emerse negli interrogatori di Don Luciano, la difesa non si mostra preoccupata: “Chiaramente la situazione che vive in carcere Don Luciano è molto difficile, posso dire che elementi in tal senso sono da imputare allo status psico-fisico di Don Lu e non sono stati certo fattori centrali per l’accertamento della verità”.

  • Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista

    Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista

    Il prete accusato di pedofilia
    Si sfalda il fronte innocentista
    21 gennaio 2010
    | Giovanni Ciolina

    Don Luciano durante la celebrazione di una messa

    Spegnere i riflettori della ribalta e soprattutto abbassare i toni della discussione. Alassio non intende disinteressarsi alla vicenda che ha portato in carcere don Luciano Massaferro con l’infamante accusa di violenza sessuale su una parrocchiana di 11 anni. Ma, come ha puntualizzato Carlo Annibale, fondatore della pagina “don Luciano Libero”, che ha raccolto su Facebook quasi 400 sostenitori e che ieri ne ha deciso la chiusura, «in questa fase è giusto che la magistratura faccia il suo corso e per rispetto di don Lu, della ragazzina e degli inquirenti, ritengo se ne debba parlare un po’ meno».

    Una linea che ha trovato d’accordo anche il sindaco, Marco Melgrati, che, dopo alcune dichiarazioni pepate, ieri, ha invitato a «farla finita, a lasciare sbollire le polemiche e attendere la verità dell’inchiesta». Una linea non adottata da altri sostenitori del gruppo appassionato di Internet che nell’arco di un pomeriggio ha ridato fiato al “gruppo di preghiera che crede nell’innocenza del prete”.

    Sfaccettature di uno stesso problema che continua a fare registrare novità sotto il profilo dell’inchiesta. Dai computer posti sotto sequestro, per esempio, sono arrivate ulteriori conferme sulle dichiarazioni contraddittorie fornite da don Lu.

    Proprio di fronte a questi nuovi sviluppi e all’ordinanza del tribunale del Riesame (che ha negato la scarcerazione del parroco), il muro dell’integralismo innocentista per don Luciano ha incominciato a conoscere qualche crepa, lasciando spazi a dubbi e sicuramente al lavoro degli inquirenti.

    Soprattutto attorno alla bambina e alla sua famiglia, Alassio sembra aver eretto una campana d’isolamento: dimenticati gli attacchi dei giorni scorsi, istituzioni e semplici cittadini sembrano essersi eretti a suoi paladini.

  • Don Luciano, autorizzata la visita del Vescovo

    Don Luciano, autorizzata la visita del Vescovo

    Il vescovo di Albenga mons. Mario Oliveri è stato autorizzato a visitare nel carcere di Chiavari, dov’è recluso, il parroco di Alassio (Savona) don Luciano Massaferro, arrestato il 29 dicembre scorso con l’accusa di violenza sessuale su una chierichetta di undici anni. Lo annuncia il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione che aveva fatto una richiesta in questo senso. «Ci auguriamo – afferma – che lo sblocco di questa situazione porti a un rasserenamento del clima, in modo che le indagini da parte della Procura di Savona possano ora procedere con serietà e celerità fino all’accertamento della verità».

    «Ci auguriamo anche – aggiunge Buttiglione – che vista la delicatezza della situazione venga assicurata a tutti i soggetti coinvolti, in primis la bambina e il sacerdote, un’adeguata tutela della loro dignità, con l’utilizzo di tutti gli strumenti di sostegno necessari».

  • Alassio: don Luciano, sedici pagine di ordinanza del Riesame

    Alassio: don Luciano, sedici pagine di ordinanza del Riesame

    Sono sedici le pagine dell’ordinanza scritta dai giudici del Tribunale del Riesame (tutte donne) con le quali è stato motivato il rigetto dell’istanza di scarcerazione presentata dai legali Chirivì e Ronco per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio accusato di violenza sessuale. Nell’ordinanza viene sottolineata soprattutto l’attendibilità dei racconti della ragazzina che dice di essere stata molestata dal parroco di San Vincenzo e di San Giovanni. Ma nella sentenza dei giudici ci sono anche le contraddizioni formulate dal sacerdote in sede di interrogatorio davanti ai magistrati savonesi. Ad esempio sul misterioso quarto computer portatile di cui gli inquirenti ne conoscerebbero l’esistenza ma che non è mai stato trovato, quindi la baracca dell’orto sulle alture di Alassio dove la ragazzina dice di essere stata col sacerdote o ancora l’incontro in cui la mamma e il nonno della bambina avrebbero affrontato il parroco. L’inchiesta, al di là della decisione del Riesame, non si è mai fermata. Gli inquirenti attendono i risultati delle perizie effettuate anche sul cellulare del prete sequestrato il giorno stesso del clamoroso arresto.

    r.c.

    Martedì 19 Gennaio 2010 ore 10:44

  • Savona: perizie sul computer di don Luciano Massaferro

    Savona: perizie sul computer di don Luciano Massaferro

    E’ stato affidato l’incarico a un perito che dovrà aprire i computer (sono tre) sequestrati a don Luciano Massaferro, per verificarne il contenuto. Una nuova mossa (ma al momento non ci sono conferme) potrebbe essere quella di chiedere un incidente probatorio e mettere a confronto il sacerdote con la ragazzina che lo accusa.
    Intanto è atteso per la prossima settimana il verdetto dei giudici del tribunale del riesame ai quali si sono rivolti i legali del prete, Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, per la scarcerazione. “Non ci sono elementi sufficienti perché il nostro assistito resti ancora detenuto”, hanno detto ieri poco prima che il sacerdote venisse interrogato per la terza volta in Tribunale.

  • Buttiglione: inammissibile che il vescovo non possa far visita a don Lu

    Buttiglione: inammissibile che il vescovo non possa far visita a don Lu

    Sul caso di don Luciano interviene nuovamente il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione: «Sono 22 giorni che don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, è in carcere con la grave accusa di pedofilia», scrive Buuttiglione in una nota.«Non c’è dubbio che le indagini debbano fare il loro corso in giustizia e verità, come ha detto il cardinal Bagnasco e riteniamo che dimostreranno l’innocenza del parroco. Mi chiedo però come mai non sia permesso al suo vescovo di andare a visitarlo nel carcere di Chiavari. Monsignor Mario Oliveri, vescovo ordinario diocesano di Albenga nel cui territorio si trova Alassio, da tempo chiede la possibilità di incontrare il suo sacerdote, cosa cui ha diritto. Mi chiedo dunque se non sia il caso che un ispettore ministeriale verifichi i motivi di tale insistito diniego alla visita del vescovo”.

  • «Può farlo di nuovo»: Don Lu resta in cella

    «Può farlo di nuovo»: Don Lu resta in cella

    Don Luciano Massaferro resta in carcere. Così ha deciso il tribunale del Riesame al termine di quattro giorni di camera di consiglio, aggravando l’aspetto delle esigenze cautelari. Non ci sarebbe infatti solo il timore di una reiterazione del reato, ma di fronte alle contraddizioni palesate negli interrogatori «una sua scarcerazione potrebbe creare problemi sotto il profilo dell’inquinamento delle prove». Ossia don Luciano, tornando a casa, potrebbe avere la possibilità di intralciare le indagini, anche perché, come anticipato nei giorni scorsi dai racconti dei compagni della presunta vittima, sarebbero venuti alla luce altri due presunti aspetti su cui fare luce. Altre due ragazzine divenute oggetto delle attenzioni pericolose del prete. E non è una decisione senza importanza quella che arriva dal Riesame. In attesa del processo, è un pronunciamento ufficiale e quindi in grado di segnare il destino futuro.

    Ma è di ieri anche l’inquietante notizia di un furto messo a segno nell’abitazione della famiglia della ragazzina implicata nella vicenda. Un episodio che la magistratura, pur riservandosi dietro un no comment sui particolari, puntualizza come «non abbia nulla di ricollegabile all’inchiesta». Un’incursione denunciata ieri e che va a rendere ancora più odiosa una vicenda brutta già di per sè e tutt’altro che conclusa.

    L’ordinanza di sedici pagine depositate ieri in cancelleria ha invece di fatto accolto in toto il castello accusatorio costruito dalla procura di Savona. Secondo i giudici genovesi la bambina di undici anni, vittima delle presunte attenzioni sessuali del sacerdote di Alassio, è attendibile sotto tutti i profili e soprattutto «ha sempre descritto in modo univoco i fatti, di fronte ai vari psicologi, ma anche alla presenza della madre, del nonno ed a casa del prete». Un confronto, non giudiziario, che non è mai venuto alla luce e regala un ulteriore aspetto di riflessione sulla vicenda.

    Don Luciano sapeva, quindi, delle accuse prima ancora dell’arresto e benché i giudici non facciano riferimenti temporali a quell’episodio, la sparizione del quarto computer risalirebbe proprio a quel periodo.

    Sulla sua esistenza anche i giudici del riesame non hanno dubbi sostenendo «che c’è un computer di cui don Luciano nega l’esistenza» e che un testimone oculare aveva indicato senza ombra di dubbio. Si tratta di un perito informatico che aveva lavorato in casa del sacerdote per trasferire alcuni files dal vecchio pc a quello nuovo.

    Se l’ordinanza regala otto pagine alla trattazione giuridica sull’attendibilità della presunta vittima, i giudici hanno anche fornito riscontri su fatti accessori che hanno convinto il sostituto procuratore Alessandra Coccoli a richiedere al giudice delle indagini preliminari Emilio Fois l’ordinanza di custodia cautelare.

    Ma i giudici del Riesame hanno regalato spunti anche sulle varie testimonianze fornite dai compagni della ragazzina, dei vicini di casa del prete e dei parrocchiani che a più riprese hanno smentito le dichiarazioni rese in interrogatorio da parte di don Luciano.

    Una vicenda sulla quale il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, invita alla pacatezza e alla riflessione, dopo le prese di posizione nette della prima ora: «Lasciamo che le cose facciano il loro corso e preghiamo che tutto si risolva nella giustizia e nella verità». Prima un articolo su Avvenire nel quale veniva duramente attaccata la procura savonese per l’arresto (e soprattutto la conferma della custodia cautelare in carcere) per il sacerdote alassino. E poi il silenzio, che suonava come una benedizione alla linea del quotidiano dei vescovi, del vescovo di Albenga-Imperia. Mario Oliveri si era detto convinto di trovarsi di fronte a un colossale malinteso e si era limitato a commentare «Non ho nulla da aggiungere né da togliere a quanto pubblicato sull’Avvenire».

    A bocce ferme, il presidente dei vescovi (che aveva già precisato di non conoscere personalmente e di non aver mai incontrato don Luciano) indica le virtù da seguire: «La giustizia – che è quella degli uomini ma anche quella divina – e la verità, piaccia o meno».

     

  • Don Luciano resta in carcere E’ accusato di violenza sessuale

    Don Luciano resta in carcere E’ accusato di violenza sessuale

    Il tribunale del riesame respinge l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del sacerdote di Alassio rinchiuso nela prigione di Chiavari dal 29 dicembre scorso. Le proteste del mondo cattolico locale
    Resta in carcere don Luciano. Il tribunale del riesame di Genova ha respinto la richiesta di remissione in libertà del parroco di Alassio don Luciano Massaferro, arrestato il 29 dicembre con l’accusa di violenza sessuale su una chierichetta di undici anni.

    Don Massaferro resta quindi rinchiuso nel carcere di Chiavari dove stamani ha assistito con altri detenuti ad una messa celebrata dal cappellano don Franco Brioni.

    L’arresto di don Massaferro (don Lu, come chiamato dai suoi parrocchiani delle chiese di San Vincenzo e di San Giovanni Battista di Alassio), ha suscitato le proteste del mondo cattolico locale, ampiamente riprese dal quotidiano l’Avvenire. I difensori del sacerdote sottolineano che l’accusa si basa unicamente sulla testimonianza della bambina che giura di aver subito molestie dal sacerdote in più occasioni. Accuse che i periti hanno giudicato attenbili.
    (18 gennaio 2010)