Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: luciano massaferro

  • Il prete accusato di pedofilia «L’ho visto nudo in canonica»

    Il prete accusato di pedofilia «L’ho visto nudo in canonica»

    14 gennaio 2010
    | Gianluigi Cancelli

    E alla vigilia dell’atteso appuntamento giudiziario, spuntano nuovi particolari sul terzo episodio del quale è accusato il parroco di San Vincenzo ad Alassio

    Proprio alla vigilia dell’udienza davanti ai giudici del Tribunale del riesame di Genova, fissata per questa mattina alle nove e mezza, spunta un nuovo episodio di accusa nei confronti di don Luciano Massaferro, il parroco alassino di 44 anni arrestato la mattina del 29 dicembre scorso dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di dodici anni.

    Si tratta di un incontro che, secondo la tesi accusatoria sostenuta dalla procura di Savona basata su quanto la vittima aveva raccontato prima alla madre e poi alla psicologa dell’ospedale Gaslini che aveva subito segnalato l’accaduto al tribunale dei minori di Genova, sarebbe avvenuto all’interno della canonica che si trova proprio attaccata alla parrocchia di San Vincenzo.

    Un episodio che, almeno secondo quanto raccontato dalla bambina, sarebbe stato più grave rispetto a quelli precedenti. In sostanza il sacerdote si sarebbe in parte spogliato di fronte alla dodicenne che nel suo racconto alla psicologa dell’ospedale Gaslini avrebbe fornito una serie di dettagli precisi nella descrizione del luogo dove era avvenuto questo incontro. Non solo. La bambina avrebbe fornito anche alcuni particolari sulla successione di quanto accaduto e addirittura una descrizione delle parti intime del sacerdote. «È vero che tra gli episodi per i quali è stato firmato l’ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di don Luciano Massaferro vi è anche questo episodio che sarebbe avvenuto nella canonica attigua alla parrocchia – si limita a commentare l’avvocato della diocesi di Albenga e Imperia Alessandro Chirivì, che insieme all’avvocato Mauro Ronco (presidente del consiglio dell’Ordine forense di Torino) difende il parroco alassino – ma non mi risulta che la bambina abbia fornito dettagli particolari riguardanti il corpo del sacerdote. Vorrei comunque sottolineare come anche in questo caso si tratti soltanto del racconto di una bambina di dodici anni, da cinque seguita dagli psicologi del Gaslini. Come per gli altri due presunti episodi che hanno portato al suo arresto non vi sono prove di quanto sarebbe accaduto, ma soltanto il racconto della bimba. Mi sembra un po’ poco per arrivare ad arrestare e soprattutto a tenere per tutto questo tempo in carcere una persona che sino a prova contraria deve esser considerata innocente».

    Una tesi che i difensori di don Luciano Massaferro avevano già provato a sostenere di fronte al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Savona, Emilio Fois, senza per la verità ottenere alcun risultato. Tesi che questa mattina riproporranno davanti ai giudici del Tribunale del riesame di Genova. Un appuntamento che per la sorte del sacerdote alassino sembra essere, almeno dal punto giudiziario, decisivo. «Ho incontrato don Luciano questo pomeriggio (ieri pomeriggio per chi legge, n.d.r. in carcere a Chiavari – spiega ancora l’avvocato Chirivì – e devo dire di averlo trovato molto provato. Nonostante le lettere, e sono quasi un centinaio, che ha ricevuto dai suoi parrocchiani che sono certi della sua innocenza, ha il morale basso. Ma non potrebbe essere diversamente, perché parliamo di una persona che è in carcere da quindici giorni sapendo di essere innocente».

    Oltre al racconto della bambina vittima dei presunti episodi, a dire il vero, la tesi accusatoria punta anche sul fatto che il sacerdote alassino continui a negare con decisione l’esistenza di un quarto computer che avrebbe utilizzato nei mesi passati e della cui esistenza gli investigatori sono certi. Computer che però sino ad oggi non è stato ancora trovato.

  • Alassio: don Luciano, una borsa da pc e i sospetti su di lui

    Alassio: don Luciano, una borsa da pc e i sospetti su di lui

    C’è un quarto computer nel mirino della Procura, ma non si trova. su quel pc potrebbero esserci i “segreti” di don Luciano Massaferro, almeno questo è quello che ipotizzano gli inquirenti che indagano sul parroco della San Vincenzo di Alassio arrestato il 29 dicembre. Gli inquirenti hanno trovato una borsa da computer, ma non il pc. Che cosa significa? Il pc potrebbe essere stato fatto sparire prima del clamoroso arresto della polizia, non dopo che il sacerdote è stato trasferito e rinchiuso nel carcere di Chiavari. E’ un punto, questo, sul quale sono fermamente convinti gli inquirenti. E sulle accuse al sacerdote non vi sarebbero, come prove, solamente i racconti delle molestie subite dalla chierichetta, ma anche la descrizione precisa dei luoghi dove questi sarebbero avvenuti. Ma anche l’accusa, come del resto la difesa, attendono solo il pronunciamento dei giudici del tribunale del riesame al quale è stato chiesto di concedere la libertà al sacerdote.

    Martedì 12 Gennaio 2010 ore 14:51

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67623

     

  • Inchiesta Don Lu, la Procura: “Quadro accusatorio quasi completo”

    Inchiesta Don Lu, la Procura: “Quadro accusatorio quasi completo”

    12 gennaio 2010
    Savona. In attesa della pronuncia del Tribunale del Riesame sulla scarcerazione di Don Luciano Massaferro prosegue l’indagine della Procura della Repubblica di Savona nei confronti del prete alassino, arrestato per abusi sessuali su una bambina di 11 anni. Nonostante alcune pressioni arrivate dal mondo cattolico gli elementi e le prove raccolte a carico di Don Lu hanno assunto la forma di un quadro accusatorio completo, e gli inquirenti sono convinti che difficilmente il prete alassino verrà rilasciato.

    Bocche cucite sul dettaglio delle indagini, in particolare sul quarto pc utilizzato da Don Lu, dal quale gli organi inquirenti sperano di avere gli ultimi riscontri. Dall’analisi svolta dai periti sui primi tre computer sequestrati al prete nessuna prova schiacciante, sembra, tutta la verità potrebbe quindi nascondersi nell’ultimo dei pc, che gli investigatori sperano di trovare al più presto.

    www.ivg.it/2010/01/12/inchiesta-don…quasi-completo/

     

  • Prete arrestato, cattolici all’attacco della procura

    Prete arrestato, cattolici all’attacco della procura

    Buttiglione attacca la Procura

    11 gennaio 2010

    Interrogazione parlamentare dell’Udc

    Sulla vicenda di don Luciano interviene anche il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione: «È incredibile che uno stimato sacerdote, e comunque un qualsiasi cittadino, sia in carcere da quasi due settimane per un’accusa che non ha alcun riscontro. È il caso di don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, arrestato il 29 dicembre con la grave accusa di pedofilia, scattata dopo le affermazione di una sua parrocchiana undicenne.

    La pedofilia va perseguita con la massima severità in qualunque ambiente si riscontri, ma non possiamo non prendere atto che le affermazioni della giovanissima sono al momento prive di qualsiasi riscontro documentale e testimoniale, mentre non è stato ascoltato nessun testimone a discarico di don Massaferro. Giusto che si indaghi, ma in casi così delicati è necessario il massimo della prudenza, all’opposto della mediaticità che già sta creando danni a tutte le persone coinvolte. Resta poi discutibile che sulla base di quanto raccolto finora ci siano gli estremi per tenere in un duro regime carcerario quello che per la legge è a tutti gli effetti un presunto innocente, mentre secondo chi lo conosce è anche una persona stimata e un sacerdote di valore. Sul modo in cui viene affrontata la vicenda di don Massaferro l’Udc presenterà un’interrogazione parlamentare».

    E dopo le critiche del quotidiano cattolico Avvenire interviene anche il procuratore capo di Savona Francantonio Granero: «Riconosco la legittimità della critica, ma non replico. Come in tutti i quarant’anni della mia carriera, ho agito con serena coscienza e piena responsabilità, condividendo le scelte dei due colleghi».

    Gli inquirenti attendono la decisione del tribunale del riesame prevista per giovedì in merito all’istanza di scarcerazione presentata dai legali difensori del sacerdote arrestato.

  • Savona: prete arrestato, Granero “non replico alle critiche”

    Savona: prete arrestato, Granero “non replico alle critiche”

    “Riconosco la legittimità della critica, ma non replico. Come in tutti i quarant’anni della mia carriera, ho agito con serena coscienza e piena responsabilità, condividendo le scelte dei due colleghi”.

    Taglia corto il procuratore capo Francantonio Granero sulle critiche mosse ieri dal giornale “Avvenire” in merito all’operato della magistratura a proposito del clamoroso arresto di don Luciano Massaferro, parroco di Alassio finito in carcere a Chiavari con l’accusa di aver violentato una bambina di undici anni. ha detto ai cronisti.

    Intanto anche gli stessi inquirenti attendono la decisione del tribunale del riesame prevista per giovedì in merito all’istanza di scarcerazione presentata dai legali difensori del sacerdote arrestato.

    Lunedì 11 Gennaio 2010 ore 13:36

  • La Curia attacca i magistrati e se la prende con la bambina. Il prete è innocente. Parola del vescovo e dei suoi parrocchiani.

    La Curia attacca i magistrati e se la prende con la bambina. Il prete è innocente. Parola del vescovo e dei suoi parrocchiani.

    La colpa è tutta della bimba. Il vescovo chiama a testimoni gli adulatori del prete: “Chi lo conosce sa che è innocente” (come se un pedofilo violentasse davanti ai suoi adulatori). Copione già visto.

    Ha taciuto per giorni, atteso il no del Gip alla scarcerazione o ai domiciliari, poi dopo che l’indagato ha scelto il silenzio all’ultimo interrogatorio, a parlare è la diocesi di Albenga Imperia, quella alla quale appartiene don Luciano Massaferro, 44 anni, inquisito e detenuto con l’accusa di violenza su una bambina di undici anni,

    Dopo le dichiarazioni di prassi di inizio inchiesta arriva un attacco diretto a lla Procura della Repubblica “rea” per l’arresto di don Luciano Massaferro e sotto accusa per l’indagine che, secondo la Curia (che ha scelto come portavoce l’ufficio comunicazioni sociali e la pagina settimanale diocesana locale pubblicata su Avvenire) avrebbe avuto solo una tesi punitiva, senza ascoltare testimoni pro indagato.

    All’attacco alla Procura segue quello ai media per le cronache sul caso, ma questo aspetto (seppur importante) non è nuovo nello stile del quotidiano cattolico.

    Nell’articolo si parla anche della presunta vittima: «siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario, con la testimonianza di una minore, che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile, nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia».

    Intanto sul fronte giudiziario, la prossima settimana (il 14 gennaio) il Riesame di Genova dovrà pronunciarsi sul ricorso contro la carcerazione, presentata dal nuovo legale del sacerdote, Mauro Ronco, presidente dell’Ordine forense torinese e consulente anche per il Vaticano per le vicende giudiziarie e no che hanno colpito sacerdoti accusati di pedofilia.

    LA PAGINA DELLA DIOCESI INGAUNA

    In un articolo nella pagina curata dall’ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali si fa riferimento alla detenzione in carcere di don Luciano: «In questa triste pagina, tre elementi oggettivi restano fissati, ad oggi, nel cuore e nella mente. Prima di tutto l’arresto di un sacerdote, che sembra essere condannato di un reato infamante, prima ancora che le indagini siano terminate e che un rinvio a giudizio e un processo penale siano stati celebrati sul suo conto».

    «Ciò nonostante – secondo quanto scrive il quotidiano – sulle locandine delle edicole, sui quotidiani nazionali e locali, sui siti internet e social network più diffusi sono corsi, in questi giorni, titoli strillati a mò di sentenze con rito accelerato, tanto da suscitare seria preoccupazione e immediate prese di posizione».

    Nell’articolo si parla anche della presunta vittima: «Siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario, con la testimonianza di una minore, che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile, nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia».

    Poi, l’affondo contro la Procura, «che ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato ad oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione».

    Secondo quanto scritto sull’Avvenire, l’unica vera notizia, «forse antipatica e fastidiosa per qualcuno», sarebbe il fatto che «un’intera comunità cristiana, fatta non solo di sacerdoti e suore ma anche di laici impegnati e ai margini, è uscita fuori forte e determinata nella solidarietà, pronta e disponibile a discernere sempre il bene dal male e che, fino a prova contraria, stando agli elementi emersi, non solo non può condannare il sacerdote ma pure prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore».

    Alassio: prete arrestato, l’accusa deposita atti al Riesame

    Saranno depositati al tribunale del riesame di Genova anche dall’accusa i documenti raccolti in questa settimana su don Luciano Massaferro, il parroco arrestato per violenza sessuale su una ragazzina di undici anni. Solo la prossima settimana tuttavia i giudici genovesi decideranno in merito al ricorso presentato dalla difesa che ha chiesto la scarcerazione del sacerdote per prove insufficienti affinché possa restare ancora detenuto in carcere a Chiavari.

    Il parroco attende fiducioso il verdetto del riesame anche alla luce dell’ingresso nella squadra dei difensori di don Luciano Massaferro. Ad affiancare Alessandro Chirivì c’è ora il collega Mauro Ronco, presidente (anche se in scadenza) dell’Ordine degli Avvocati di Torino. Un incarico che il parroco ha accolto con grande soddisfazione: ieri dopo l’udienza davanti ai pm Alessandra Coccoli e Giovanni Battista Ferro (nella foto), si è lasciato andare a un sorriso liberatorio dopo una settimana di detenzione nella casa circondariale chiavarese.

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67397

    Alassio: faccia a faccia tra don Luciano e la ragazzina

    Don Luciano Massaferro e la ragazzina che lo accusa, potrebbero presto trovarsi faccia a faccia, uno di fronte all’altro. Non è più soltanto un’idea, presa in considerazione dalla Procura. Presto, infatti, i magistrati Giovanni Battista Ferro (nella foto) e Alessandra Coccoli potrebbero chiedere al giudice delle indagini preliminari che disponga un confronto fra il sacerdote e l’undicenne, le cui posizioni sono distanti anni luce. La ragazzina lo accusa. Il prete si difende, negando gli episodi che lo hanno portato in carcere con l’accusa di violenza sessuale. Intanto è stata fissata per la prossima settimana, a Genova l’udienza del tribunale del Riesame. Nell’occasione i giudici dovranno decidere se accogliere o meno la richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice delle indagini preliminari Emilio Fois, che ha portato in carcere don Luciano Massaferro, ora detenuto (in una cella che divide con altre sette persone) a Chiavari.

    r.c.

    Sabato 09 Gennaio 2010 ore 07:01

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67407

    Alassio: prete arrestato, giovedì la decisione del Riesame

    E’ atteso per giovedì prossimo a Genova il verdetto dei giudici del Tribunale del Riesame che dovranno discutere dell’istanza di scarcerazione presentata dai difensori di don Luciano Massaferro, il sacerdote alassino accusato di violenza sessuale su una ragazzina di undici anni, sua parrocchiana. I sostituti Coccoli e Ferro stanno preparando le rispettive «memorie» sulla base delle quali i giudici del Riesame prenderanno le loro decisioni.
    Allo stato attuale però, secondo quanto risulta ai difensori, anche alla luce dei tre interrogatori del parroco alassino, gli elementi d’accusa sarebbero gli stessi di sempre, e sostanzialmente soltanto il racconto della ragazzina raccolto dalla psicologa del Gaslini e acquisito agli atti dell’inchiesta. Elementi che, come ha sottolineato il professor Ronco, per la difesa non sarebbero sufficienti, senza riscontri obiettivi, a sostenere un’accusa così grave, e certamente a mantenere in carcere don Massaferro.

    Domenica 10 Gennaio 2010 ore 08:13

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67453

  • Prete arrestato, oggi nuovo interrogatorio

    Prete arrestato, oggi nuovo interrogatorio

    A sorpresa nuovo interrogatorio per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio, accusato di violenza su una bambina di 12 anni. Il sacerdote sarà in Tribunale a Savona, questo pomeriggio, a partire dalle 16.

    http://www.primocanale.it/news.php?id=61506

    07 gennaio 2010
    Inchiesta pedofilia: “Don Lu” non risponde ai magistrati
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    Don Luciano Massaferro

    Savona. E’ stato un interrogatorio lampo quello di questo pomeriggio che ha messo di nuovo faccia a faccia, presso il Tribunale di Savona, gli inquirenti e Don Luciano Massaferro, il prete alassino accusato di abusi sessuali su una bimba di 11 anni, sua parrocchiana. Assistito anche dal nuovo legale difensore, l’avvocato torinese Mauro Ronco, “Don Lu” si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del procuratore capo Gian Antonio Granero e del pm Giovanni Battista Ferro, titolare dell’indagine. Poco meno di quindici minuti e Don Luciano Massaferro ha fatto ritorno nel carcere di Chiavari, dove è rinchiuso dallo scorso 29 dicembre.

    Ora, in attesa della pronuncia del Tribunale del Riesame sull’istanza di scarcerazione, Don Luciano vuole mettere a punto la sua nuova strategia difensiva. La Procura, intanto, prosegue con gli accertamenti: elementi utili all’inchiesta potrebbero arrivare dalla perizia sui tre computer sequestrati al prete alassino. Per ora nessuna conferma se l’indagine si sia allargata ad altri episodi di abusi sessuali.

    Savona: prete arrestato non risponde al pm Ferro

    Si è avvalso della facoltà di non rispondere don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato la settimana scorsa con l’accusa di aver violentato una minorenne. Glielo ha consigliato l’avvocato Mauro Ronco, presidente dell’Ordine degli Avvocati piemontesi (nella seconda foto) che da oggi affianca l’avvocato Alessandro Chirivì nella difesa del sacerdote. Un nome di assoluto prestigio visto che l’avvocato Ronco è anche ordinario di diritto penale all’Università di Padova.

    “Non ci sono elementi di accusa sufficienti affinché il nostro assistito resti ancora in carcere – ha detto l’avvocato poco prima di entrare nell’ufficio del pm Giovanni Battista Ferro al sesto piano di palazzo di giustizia- Questo è il terzo interrogatorio che il nostro cliente cliente sostiene considerando quello davanti al gip dopo il suo arresto. Noi abbiamo sempre dato ampia disponibilità alla magistratura savonese, lo abbiamo fatto anche oggi accogliendo la nuova convocazione a palazzo di giustizia, ma ora è arrivato il momento – ha detto il legale al termine dell’udienza lampo durata meno di dieci minuti – di affidarci alle valutazioni dei giudici del tribunale del riesame di Genova che dovrebbero pronunciarsi quanto prima. Anche l’accusa dovrà depositare i propri atti e quindi potremo valutare meglio ciò che contestano al nostro cliente e studiare delle contromisure, ma a tutt’oggi posso dire che il mio cliente è assolutamente innocente e non lo dico solamente perché sono il suo difensore, ma proprio perché mi posso esprimere su quanto ho letto nell’ordinanza e su ciò che mi ha detto il collega Chirivì che sta seguendo molto bene il caso. Insomma in un quadro accusatorio del genere non possiamo che non essere fiduciosi”.

    Don Luciano, al termine della breve udienza nell’ufficio del pm, è apparso sereno. Ha sorriso ai suoi avvocati convinto probabilmente che l’arrivo del nuovo avvocato nella squadra dei difensori possa davvero fare chiarezza su tutta la vicenda. Prima di lui, come persona informata sui fatti, il pm, affiancato dal vice capo della squadra mobile Pierluigi Vizio e dall’ispettore Ariu, avevano sentito un uomo come persona informata sui fatti fatto poi accomodare nel lungo corridoio al sesto piano in attesa della fine dell’interrogatorio del prete. Insomma l’inchiesta da parte della procura è tutt’altro che al capolinea. Faccia distesa anche il pm Ferro che quindi attende con tranquillità la decisione del tribunale del riesame di Genova.

  • Doppia difesa per Don Luciano

    Doppia difesa per Don Luciano

    Savona. Si ricorre ad un esperto di fama nazionale come Mauro Ronco – presidente dell’ordine degli avvocati di Torino ed esperto in casi di pedofilia – per rinforzare la difesa di Don Luciano, il parroco alassino accusato di violenza sessuale nei confronti di un’undicenne, sua parrocchiana.

    Non si tratta però di una sostituzione, o di un cambio di rotta nella strategia difensiva: nel “team” legale in difesa di don Luciano, rimane anche l’avvocato Alessandro Chirivì, che, dall’inizio di questa brutta storia, ha seguito passo dopo passo la vicenda giudiziaria. L’avvocato Ronco ha anzi condiviso le misure prese dal giovane avvocato che lo affiancherà in questa storia e si è definito “convinto della necessità di discutere in sede di Riesame le misure cautelari”.

    Il duro interrogatorio di martedì non ha dunque significato una “rottura” col passato nella strategia difensiva. La presenza di un così noto avvocato, esperto in casi analoghi a quello che vede coinvolto Don Luciano, mostra però chiaramente di come la “partita” sia diventata dura per il parroco alassino.

    Molto si è detto del pc al vaglio degli inquirenti. Non si tratta però di un pc personale del parroco, ma di quello a disposizione di tutti gli educatori dell’oratorio. La difesa, ha nominato come consulente di parte l’ingegner Alessandro Mastelli.

    Inchiesta “Don Lu”: i periti al lavoro su tre pc, alle 16 nuovo interrogatorio
    Savona. Tutto nei tre pc sequestrati nelle due parrocchie e nell’abitazione di Don Luciano Massaferro. Dall’analisi dei computer gli inquirenti sono convinti di trovare nuovi elementi di prova a carico del prete alassino, arrestato per abusi sessuali su una bambina di 11 anni. La Procura ha reso noto che i periti nominati sono già al lavoro per scandagliare da cima a fondo tutti i contenuti dei tre pc. Una di questi, però, era quello usanto da tutti i parrocchiani. La difesa avrà come consulente di parte l’Ing. Alessandro Mastelli.

    Per oggi pomeriggio, alle 16, Don Lu verrà di nuovo interrogato presso il Tribunale di Savona dal pm Giovanni Battista Ferro e dal procuratore capo Gian Antonio Granero. Per la settimana prossima è invece prevista la pronuncia del Tribunale del Riesame in merito alla scarcerazione chiesta dal difensore e amico di Don Lu, l’avvocato Alessandro Chirivì. Per la difesa di Don Luciano è stato chiamato anche l’avvocato Mauro Ronco, presidente dell’ordine degli avvocati di Torino, e considerato tra i maggiori esperti dei casi di pedofilia.

  • Il don arrestato per pedofilia: il mistero del Pc “nascosto”

    Il don arrestato per pedofilia: il mistero del Pc “nascosto”

    Era stato affidato ad alcuni educatori dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Vincenzo e San Giovanni, il computer di don Luciano Massaferro, il sacerdote di 44 anni arrestato la scorsa settimana con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni. Lo hanno ritrovato l’altro ieri gli uomini della squadra Mobile a conclusione di una serie di perquisizioni disposte dalla Procura ed effettuate ad Alassio in contemporanea all’interrogatorio fiume dell’indagato. E si spiegano, così, anche le lunghe attese del pomeriggio.

    Ieri, in questura a Savona sono poi sfilate decine di persone – educatori, parrocchiani, ma anche semplici conoscenti – per essere ascoltati dal sostituto procuratore, Giovanni Battista Ferro. Il ritrovamento del vecchio Pc (ieri è stato affidato l’incarico peritale per un supplemento di indagine) ha rappresentato la prima, clamorosa novità dell’inchiesta dopo l’arresto e soprattutto ha messo fuori gioco il sacerdote, che sinora aveva sempre negato di aver avuto un computer precedentemente a quello trovato in casa sua.

    Gli inquirenti hanno voluto capire dai diretti interessati (gli educatori) i particolari di quella consegna e soprattutto dei rapporti che avevano con don Luciano. Ovvio che di fronte a quella bugia gli investigatori ora sospettano sul possibile contenuto dell’hard disk, ma soprattutto vogliono vederci chiaro.

    Sempre ieri pomeriggio, infine, al sesto piano del palazzo di giustizia sono arrivati i genitori della presunta vittima delle attenzioni morbose di don Luciano, che hanno ribadito la loro intenzione di non costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento ai danni del sacerdote.

  • Indagini sul computer che don Luciano aveva fatto “sparire”

    Indagini sul computer che don Luciano aveva fatto “sparire”

    06/01/2010 10:10

    Indagini sul computer che don Luciano aveva fatto “sparire”

    E’ stato ritrovato solo l’altro ieri dagli uomini della squadra mobile, dopo una lunga serie di indagini, il computer di cui don Luciano Massaferro, il parroco di 44 anni di Alassio arrestato a fine anno con l’accusa di abusi sessuali su una bimba di 12 anni, aveva sempre negato l’esistenza. Secondo le indiscrezioni che trapelano dalle indagini, era stato affidato agli educatori dell’Azione cattolica della parrocchia di San Vincenzo e San Giovanni. Ieri pomeriggio gli stessi educatori sono stati sentiti a lungo in qualità di persone informate sui fatti. Sempre ieri è stato nuovamente interrogato per quattro ore don Luciano, poi accompagnato al penitenziario di Chiavari dove è detenuto. Gli investigatori cercano ora di capire cosa contenesse il pc del parrocco prima di essere consegnato all’Azione cattolica.

    http://www.primocanale.it/news.php?id=61431