Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Marcial Maciel Degollado

  • Cardinale Angelo Bagnasco presiede la commissione nominata dal Papa per esaminare il caso del cardinale Stanislaw Dziwisz arcivescovo emerito di Cracovia

    Cardinale Angelo Bagnasco presiede la commissione nominata dal Papa per esaminare il caso del cardinale Stanislaw Dziwisz arcivescovo emerito di Cracovia

    (a cura Redazione “Il sismografo”) Il caso del porporato, ex segretario personale di s. Giovanni Paolo II, Stanisław Dziwisz sarà esaminato da una speciale commissione del Vaticano. Il Papa ha istituito un gruppo di lavoro presiedut0 dal card. Angelo Bagnasco. Questa commissione indagherà sulle accuse al cardinale polacco  “da tempo fortemente sospettato di aver nascosto, insabbiato, eluso denunce di pedofilia a vari livelli nella Chiesa”, come sicriveva Il Mattino tempo fa. Secondo le informazioni di Onet, la Chiesa polacca non è stata informata dell’inizio dei lavori della commissione. I suoi membri hanno già intervistato diverse persone e in futuro incontreranno le vittime dei preti accusati di pedofilia. Nel novembre scorso sempre Il Mattino osservò: l’arcivescovo Stanislaw Gadecki l’anno scorso “aveva parlato della necessità di una commissione di inchiesta alla tv polacca TVN24, ponendo diverse domande sull’atteggiamento del cardinale Dziwisz, 81 anni, sospettato di nascondere al Papa gli abusi sessuali dei sacerdoti in tutto il mondo, compresi gli affari di McCarrick o della Legione di Cristo, così come gli affari pedofili nella Chiesa polacca. Secondo l’autore del rapporto, il giornalista polacco Marcin Gutowski, il cardinale non ha mai trovato il tempo di incontrarlo e di rispondere alle sue tante domande. (…) Resta da mettere a fuoco anche il suo ruolo nell’insabbiare la vicenda scabrosa di padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, abusatore seriale, corruttore e mai punito dalla Chiesa per i suoi legami con diversi amici in curia.” Va ricordato che sette mesi fa il Vaticano annunciò severe sanzioni contro un cardinale polacco di 97 anni, Henryk Gulbinowicz, “a cui è stato vietato di esercitare il suo ministero e di usare i simboli vescovili a seguito di un’indagine su presunti abusi sessuali”.

  • I Legionari di Cristo hanno diffuso i nomi dei preti responsabili di abusi

    I Legionari di Cristo hanno diffuso i nomi dei preti responsabili di abusi

    I Legionari di Cristo, una congregazione interna alla Chiesa cattolica, hanno diffuso pubblicamente i nomi dei propri sacerdoti accusati di abusi sessuali dagli anni Quaranta, cioè dagli inizi della congregazione, fino al 2019. La serie di documenti è stata diffusa al termine di un percorso iniziato nel 2009 con cui la congregazione – nota anche per la spregiudicatezza con cui in passato ha gestito il proprio ingente patrimonio – ha affrontato insieme al Vaticano le estese accuse di abusi nei confronti dei propri leader, compreso il fondatore Marcial Maciel Degollado, morto nel 2008.

    Dopo anni di accuse, oggi i Legionari di Cristo hanno riconosciuto la loro omertà nei confronti dei propri sacerdoti e di Maciel Degollado – che la Chiesa aveva costretto a dimettersi da capo della congregazione nel 2005 – decidendo di compensare economicamente le persone abusate. Per evitare nuove violenze hanno messo in piedi una struttura per agevolare nuove eventuali denunce.

    I Legionari di Cristo nacquero in Messico negli anni Quaranta come una congregazione di missionari di idee piuttosto conservatrici, senza essere eccessivamente connotati politicamente. Furono riconosciuti quasi subito dalla Chiesa cattolica, e negli anni si espansero sia nel Sud America sia in Occidente. L’origine del loro nome non è chiarissima ma fa probabilmente riferimento a una zelante attività “sul campo”, dato che i legionari erano i soldati semplici dell’esercito romano.

    «La Congregazione si è impegnata a correggere i suoi errori e ha riconosciuto degli alleati nelle autorità civili ed ecclesiastiche, nella società, nei mezzi di comunicazione e negli organismi specializzati in prevenzione di abusi e riparazione della giustizia» si legge nel documento (PDF) in cui spiegano l’approccio degli ultimi anni. Anche la pubblicazione dei nomi dei sacerdoti coinvolti, si legge nel documento, «vuole contribuire alla creazione di percorsi con cui vogliamo fare verità, fare giustizia e contribuire a sanare le vittime e consolidare una cultura di abusi zero nella Congregazione e nella società».

    L’elenco si può leggere sul sito 0abusos.org nella sezione casos de abuso ed è diviso per paese dove sono stati attivi i sacerdoti coinvolti. Di tutti loro sono stati diffusi nomi e cognomi, a meno che la legislazione locale lo proibisca: in quel caso sono stati indicati col nome oppure con un numero. In Italia è stato attivo un sacerdote coinvolto, il messicano Vladimir Reséndiz Gutiérrez, che fra il 2003 e il 2008 visse a Novara, in Piemonte. Reséndiz Gutiérrez fu sospeso dal suo lavoro dopo le prime accuse, nel 2008, e nel 2013 la Chiesa lo espulse dal sacerdozio.

    In totale i sacerdoti responsabili di abusi sessuali sono 27, mentre le persone abusate sono circa 170, in buona parte maschi di età compresa fra 11 e 16 anni. Circa un terzo delle persone abusate ha ricevuto violenza proprio da Maciel Degollado, su cui circolavano moltissime accuse già negli anni Novanta. Nel 1999 però le accuse nei suoi confronti furono archiviate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, un organo interno al Vaticano guidato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, che poi diventò papa col nome di Benedetto XVI.

    I Legionari di Cristo ci tengono a sottolineare che le accuse riguardano soltanto il 2 per cento dei sacerdoti che hanno fatto parte della congregazione in tutta la sua storia, cioè 1.380. Dei 27 sacerdoti coinvolti, soltanto due sono stati condannati dalla giustizia penale, mentre 16 sono stati sanzionati dalle autorità del Vaticano e 8 risultano ancora sotto processo ecclesiastico. L’indagine interna ha anche individuato 60 novizi accusati di abusi, e che alla fine non sono mai diventati sacerdoti. Non è chiaro se anche le accuse nei loro confronti siano state segnalate alle autorità civili o ecclesiastiche.

    L’iniziativa dei Legionari di Cristo è stata presa in accordo col Vaticano, che però adotta standard meno rigorosi sui casi che riguardano tutti gli altri sacerdoti: ancora oggi, nonostante le nette prese di posizione di Papa Francesco, non sono rari i casi di sacerdoti accusati di abusi che vengono semplicemente sospesi o trasferiti dalle autorità ecclesiastiche, senza che il pubblico venga messo a conoscenza delle vicende.

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  • Legionari di Cristo: “Sono 27 i nostri sacerdoti che hanno abusato di 170 minori”

    Legionari di Cristo: “Sono 27 i nostri sacerdoti che hanno abusato di 170 minori”

    Con sofferenza, chiedendo perdono e invocando riparazione per le vittime, i Legionari di Cristo, Congregazione afflitta da decenni dal male degli abusi perpetrati anzitutto dal fondatore Marcial Maciel Degollado, fanno un nuovo passo verso la trasparenza e pubblicano una relazione sui casi di pedofilia interna dal titolo: “Fare verità, fare giustizia, sanare”. L’obiettivo è avanzare «nel cammino di richiesta di perdono e di attivazione di numerose iniziative volte a tutelare i minori e gli adulti vulnerabili».

    Nel documento vengono fatti nomi e cognomi dei Legionari che hanno commesso abusi su minori negli ultimi 70 anni e viene reso noto il numero totale di sacerdoti colpevoli: 27. Ventisette preti pedofili tra i Legionari di Cristo su 1.380 «ordinati in tutta la storia della Congregazione», sottolinea la relazione. Dunque, «il 2%».

    Dei 27 sacerdoti, si legge, «tre sono morti senza andare in giudizio civile, due sono stati condannati in un processo penale. Gli altri, fino a ora non hanno subito un processo per diversi motivi, come le leggi vigenti nei diversi Paesi o la scadenza della prescrizione». Mentre per quanto riguarda i procedimenti canonici, dei 27 «due sono morti senza giudizio, 16 sono stati sanzionati, otto sono attualmente sotto processo canonico, uno ha ricevuto la dispensa dal ministero senza giudizio. È stato richiesto alla Santa Sede di togliere la prescrizione di otto di questi casi perché possano essere rimandati a giudizio».

    Il numero delle vittime riportato nella Relazione è invece di 170. Tutti minorenni, in gran parte maschi, con età tra gli 11 e i 16 anni. Sessanta di questi sono stati abusati solo da Maciel, il carismatico fondatore del quale dopo decenni si scoprirono misfatti come tossicodipendenza, malversazioni economiche, figli avuti da quattro relazioni diverse. Per circa 50 delle vittime – informa il report – si è portato avanti «un percorso di riparazione e riconciliazione, con la volontà di aprire lo stesso percorso a tutte le vittime che lo desiderino». Al momento, la Legione «non ha ricevuto nessuna denuncia, contro membri sacerdoti per presunti abusi sessuali di minori, successiva al 2016».

    Con la Relazione di oggi si aggiornano anche le statistiche sui casi di abuso avvenuti tra i Legionari dalla fondazione nel 1941 fino al dicembre 2019. Statistiche rese note già dall’indagine dal titolo “Radiografia di otto decenni per sradicare gli abusi”, consegnata nel gennaio dello scorso anno ai 66 partecipanti al Capitolo generale tenutosi a Roma per eleggere il nuovo superiore. L’inchiesta era stata pubblicata per volontà della stessa Congregazione il 17 dicembre 2019 (il giorno in cui il Papa aboliva il segreto pontificio per i casi di abusi) e aveva destato grande scalpore: per la prima volta nella storia, la Legione ammetteva abusi commessi dai suoi membri.

    I risultati dell’indagine (all’epoca si parlava di 175 minorenni abusati da 33 Legionari, 18 dei quali ancora interni alla Congregazione) avevano suscitato un vespaio di polemiche soprattutto in America latina, dove la Legione è proprietaria di una rete di istituti, scuole primarie e secondarie, università, presidi sanitari, e dove, una settimana prima, era esploso il caso di Fernando Martínez Suárez, 79 anni, prete messicano abusato e abusatore che, dopo «un attento studio», era stato ritenuto responsabile di aggressioni sessuali su sei bambine e quindi dimesso dallo stato clericale.

    Per l’aggiornamento della Relazione di oggi si è tenuto conto degli «avanzamenti dei casi nei tribunali civili o ecclesiastici», oltreché di «informazioni ricevute successivamente» al report 1941-2020. Riguardo ai 74 Legionari individuati nella precedente indagine che avrebbero commesso abusi mentre erano novizi o religiosi in formazione, 60 (l’81%) – si legge – non sono arrivati all’ordinazione sacerdotale. Nel corso del 2020, sono stati ulteriormente studiati i 14 casi arrivati al sacerdozio.

    Nel rapporto viene svolto un focus sulla situazione italiana, che tuttavia non introduce nessuna novità su casi già noti. Il primo è, appunto, quello di Marcial Maciel, condannato nel 2006 da Benedetto XVI a ritirarsi dall’esercizio pubblico del sacerdozio e a passare il resto della vita in silenzio e preghiera (Maciel è morto poi nel 2008). Il secondo caso è quello del messicano Vladimir Reséndiz Gutiérrez, ex rettore del seminario minorile dei Legionari di Gozzano, condannato in via definitiva a 6 anni e 6 mesi al termine di un processo interamente svolto in assenza dell’imputato, trasferitosi prima in Messico.

    Casi, come detto, notori che tuttavia rappresentano una ferita aperta nella branca italiana della Congregazione: «Noi, Legionari di Cristo del Territorio d’Italia, soffriamo per il dolore e lo scandalo che alcuni suoi membri hanno provocato nel tempo a chi ha subito un abuso, alla sua famiglia, alla Chiesa tutta», affermano, assicurando: «Ci sentiamo impegnati nel cammino di richiesta di perdono e di attivazione di numerose iniziative volte a tutelare i minori e gli adulti vulnerabili».

    A tal fine, sono stati attivati due canali per l’«ascolto di eventuali altre vittime che non abbiano ancora avuto l’opportunità di denunciare quanto subito negli anni passati». Un canale «istituzionale» per le denunce nei vari Paesi è consultabile su https://www.0abusos.org; Mentre il canale professionale indipendente per l’aiuto e la denuncia di vittime è raggiungibile tramite escuchamos@eshma.eus, e su WhatsApp e Telegram al numero +34 615 26 36 99.

    https://www.lastampa.it/cronaca/2021/03/22/news/legionari-di-cristo-sono-27-i-nostri-sacerdoti-che-hanno-abusato-di-170-minori-1.40059833

  • Pedofilia, l’attacco del New York Times: “Giovanni Paolo II fatto santo troppo in fretta. La sua reputazione è caduta”

    Pedofilia, l’attacco del New York Times: “Giovanni Paolo II fatto santo troppo in fretta. La sua reputazione è caduta”

    In un editoriale che sta avendo eco mondiale, il giornale americano torna ad avanzare dubbi sulla canonizzazione di Wojtyla: al centro la promozione nel 2000 del cardinale Mc Carrick, che un rapporto voluto da Bergoglio ha rivelato avere commesso abusi sessuali su minori

    “Oggi dopo più di un decennio di dubbi, la reputazione di Giovanni Paolo II è caduta sotto la nuvola più oscura. Dopo che lo stesso Vaticano si è precipitato a canonizzarlo, ha pubblicato questa settimana uno straordinario rapporto che ha posto ai piedi del santo la colpa dell’avanzamento di carriera del cardinale“. Il porporato a cui si riferisce il New York Times è l’americano Theodore Mc Carrick, spretato nel 2018 da papa Francesco con un processo per ‘direttissima’ nel foro interno della Congregazione per la dottrina della Fede e che il Rapporto Mc Carrick voluto da Bergoglio ha riconosciuto come molestatore e predatore sessuale, in particolare di giovani seminaristi. In un editoriale che sta avendo eco mondiale, il giornale americano torna a riproporre dubbi sulla canonizzazione di Giovanni Paolo II, avvenuta nel 2014 dopo un processo lampo e solleva ombre sul pontefice polacco per come ha gestito nel 2000 la promozione alla prestigiosa sede di Washington di Mc Carrick, che alle spalle aveva una eccezionale storia di fund raising. Intanto anche la Chiesa polacca è in subbuglio.

    Nonostante il cardinale Stanislaw Dziwisz, ex braccio destro di Wojtyla, segretario personale fidatissimo negli anni del pontificato, abbia già rigettato ogni accusa “infamante” di aver ricevuto soldi per “nascondere fatti o favorire persone indegne” avanzata con un documentario della tv polacca TVN24, la bufera non si placa, rinfocolata oggi dalla notizia della morte del cardinale Henryk Gulbinowicz, 97 anni, già arcivescovo di Breslavia, che tre settimane fa è stato privato dal Vaticano del diritto di usare le insegne vescovili a causa delle prove di molestie sessuali e insabbiamento di casi di pedofilia da parte del clero della sua diocesi.

    Ma è il caso Mc Carrick a scuotere ancora gli Stati Uniti: il Nyt ricorda che “l’investigazione” McCarrick definita “istituzionale” dalla Santa Sede e resa pubblica martedì scorso, frutto di due anni di indagini interne con 90 audizioni, parallela e in un certo senso conseguente a quella dell’ex Sant’Uffizio, è stata “commissionata da papa Francesco, che ha canonizzato Wojtyla nel 2014″ e “rivela come Giovanni Paolo II abbia scelto di non credere alle ripetute accuse di abusi sessuali avanzate contro il cardinale Mc Carrick, inclusa la pedofilia, consentendogli così di scalare il vertice della gerarchia“.

    Sempre il Nyt sottolinea che, secondo i critici, il Rapporto “soprattutto fornisce la prova bruciante che la Chiesa si è mossa con velocità spericolata per canonizzare Giovanni Paolo“, con una causa che ha beneficiato della speciale dispensa dai cinque anni dalla morte del candidato, “e ora è intrappolata nelle sue stesse macerie“. Il Nyt menziona anche il ruolo proprio di Dziwisz (in passato chiamato in causa anche per la triste vicenda del fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado), che come si evince dal rapporto vaticano, fu il tramite di una lettera con cui McCarrick ingannò Wojtyla, sostenendo di non avere mai avuto rapporti sessuali né con maschi né con femmine e ottenendo così l’ambita promozione.

    Le acque restano dunque agitate nella chiesa polacca dove la conferenza episcopale è intenzionata ad andare avanti sull’iniziativa di una commissione d’inchiesta indipendente sulla pedofilia. E si agitano anche quelle della conferenza episcopale americana, riunita oggi e domani (virtualmente in osservanza alle normative anti Covid) nella sua sessione autunnale. Sul tavolo dei vescovi Usa è pervenuta la richiesta choc del National Catholic Reporter, storica rivista progressista, perché discuta la richiesta al Vaticano di sopprimere il culto di San Giovanni Paolo II (la festa liturgica è il 22 ottobre). “Le vittime di abusi – dice il Ncr – non meritano niente di meno di questo”.

    All’ordine del giorno dell’assemblea dei vescovi Usa ci sono del resto proprio questi temi cogenti: “I vescovi – si legge sul sito dell’Usccb – audiranno un report dal National Review Board che ammonisce la commissione sulla Protezione dei Minori sui temi della protezione minorile, specificamente sulle policies e le pratiche di prevenzione“. L’agenda del meeting include anche un dialogo tra i vescovi riguardo le risposte pastorali sulla pandemia del Covid 19 e sul razzismo.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/16/pedofilia-lattacco-del-new-york-times-giovanni-paolo-ii-fatto-santo-troppo-in-fretta-la-sua-reputazione-e-caduta/6005849/

  • Bufera sul cardinale Dziwisz, l’episcopato polacco chiede al Vaticano una commissione di inchiesta

    Bufera sul cardinale Dziwisz, l’episcopato polacco chiede al Vaticano una commissione di inchiesta

    Città del Vaticano – Stavolta il rischio è di arrivare a contaminare persino l’immagine di un santo, Giovanni Paolo II. Il presidente della Conferenza episcopale polacca si è detto favorevole a che la Santa Sede possa istituire una commissione indipendente per chiarire il ruolo dell’ex segretario personale di Papa Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislaw Dziwisz, da tempo fortemente sospettato di aver nascosto, insabbiato, eluso denunce di pedofilia a vari livelli nella Chiesa. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti.

    La dichiarazione dell’arcivescovo Stanislaw Gadecki arriva il giorno in cui il Vaticano renderà noti i risultati di una tanto attesa indagine interna sulla carriera dell’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick, punito solo nel 2019 dopo le accuse di abusi sessuali. Il dossier dovrebbe finalmente chiarire chi lo ha aiutato e coperto in tutti questi anni facendolo diventare prima vescovo, poi arcivescovo e, infine, cardinale, attraversando indenne tre pontificati nonostante le voci e le denunce nei suoi confronti.

    L’arcivescovo Gadecki ha parlato della necessità di una commissione di inchiesta alla tv polacca TVN24, ponendo diverse domande sull’atteggiamento del cardinale Dziwisz, 81 anni, sospettato di nascondere al Papa gli abusi sessuali dei sacerdoti in tutto il mondo, compresi gli affari di McCarrick o della Legione di Cristo, così come gli affari pedofili nella Chiesa polacca.

    Secondo l’autore del rapporto, il giornalista polacco Marcin Gutowski, il cardinale non ha mai trovato il tempo di incontrarlo e di rispondere alle sue tante domande. Secondo TVN24, il servizio del Vaticano sull’ex cardinale McCarrick potrebbe aiutare a comprendere meglio il ruolo svolto da Dziwisz durante gli anni trascorsi vicino a Giovanni Paolo II in Vaticano e successivamente come arcivescovo di Cracovia. Resta da mettere a fuoco anche il suo ruolo nell’insabbiare la vicenda scabrosa di padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, abusatore seriale, corruttore e mai punito dalla Chiesa per i suoi legami con diversi amici in curia.

    Venerdì scorso il Vaticano ha annunciato sanzioni contro un cardinale polacco di 97 anni, Henryk Gulbinowicz, a cui è stato vietato di esercitare il suo ministero e di usare i simboli vescovili a seguito di un’indagine su presunti abusi sessuali.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_chiesa_abusi_maciel_dziwisz_polonia_papa_francesco_vittime_legionari_cristo_vaticano-5577355.html

  • Polonia, Francesco punisce il cardinale Gulbinovicz insabbiatore e gay, mentre Dziwisz difende Wojtyla

    Polonia, Francesco punisce il cardinale Gulbinovicz insabbiatore e gay, mentre Dziwisz difende Wojtyla

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – In Polonia – patria di San Giovanni Paolo II – sta saltando il formidabile tappo delle coperture che i vertici della Chiesa polacca hanno fornito per anni a tanti preti pedofili, spesso spostati da una parrocchia all’altra, ignorando puntualmente le denunce delle vittime. Dopo una indagine interna il Vaticano, attraverso la nunziatura di Varsavia, ha comunicato le punizioni per il cardinale Henryk Gulbinowicz. Come spiega il gesuita polacco Erik Gumulak, in un articolo su Vatican News, è responsabile di atti omosessuali, abusi e di avere collaborato con la polizia sotto la dittatura comunista. Probabilmente era ricattato per le sue attività omosessuali.

    Francesco gli ha imposto il divieto di partecipare a qualsiasi celebrazione o riunione pubblica, di usare le insegne vescovili, di essere sepolto in cattedrale (nel caso morisse, visto che ha 97 anni). Inoltre gli è stato imposto di devolvere un’adeguata somma di denaro come donazione per le attività della Fondazione San Giuseppe, istituita dalla Conferenza Episcopale Polacca per sostenere le attività della Chiesa a favore delle vittime di abusi sessuali, per la loro assistenza psicologica e la prevenzione e l’educazione delle persone responsabili della protezione dei minori.

    Un passaggio del genere da parte di Papa Francesco costituisce un segnale importante per una delle Chiese più importanti d’Europa, patria di San Giovanni Paolo II, dove vive anche il cardinale Stanislaw Dziwisz, influente ex segretario personale di Wojtyla, anch’egli finito sotto i riflettori per una serie di accuse relative all’insabbiamento di abusi.

    Accuse che però Dziwisz, in una intervista a TVN24, non solo nega con tutte le forze ma rimanda a chi gestiva all’epoca la Segreteria di Stato, vale a dire il cardinale Sodano. Non solo. In questo modo Dziwisz ha negato che Giovanni Paolo II fosse a conoscenza dei crimini commessi da Marcial Maciel Degollado, criminale e abusatore seriale di bambini, nonché fondatore dei Legionari di Cristo.

    Il caso di insabbiamento che, invece, viene imputato a Dziwisz, all’epoca in cui gestiva la diocesi di Cracovia – dal 2005 al 2016 – è di non avere dato seguito alla lettera di una vittima, Janusz Szymik, abusata da un sacerdote, padre Jan Wodniak. Dziwisz afferma di non avere mai avuto questa lettera anche se un prete di Cracovia conferma di avergliela consegnata nelle mani  nel 2012.

    «Non ricordo conversazioni in merito», ha detto Dziwisz a TVN24, spiegando che la questione non poteva riguardarlo, poiché Wosniak non apparteneva all’arcidiocesi di Cracovia, ma alla vicina diocesi di Bielsko-Zywiec. «Non posso avere sulla coscienza un fatto che non conosco. Anzi. E’ impossibile. Se avessi saputo tutti i dettagli, avrei reagito, anche se non avrei avuto il diritto di farlo perché si trattava di una diocesi diversa dalla mia».

    L’accusa di Isakowicz-Zaleski contro Dziwisz sta attirando l’attenzione di tutta l’opinione pubblica polacca poiché il sacerdote è il fondatore della Fondazione Fratel Alberto, uno dei più grandi gruppi no profit del Paese che aiuta i disabili fisici o mentali.

    Dziwisz già segretario di Giovanni Paolo II dal 1978 al 2005 nega anche che sia mai stato a conoscenza del caso di Marcial Maciel Degollado (il fondatore dei Legionari di Cristo morto negli Usa nel 2008, senza avere avuto in Vaticano nessun processo, solo la sanzione di non poter esercitare il suo ministero in pubblico e di ritirarsi a vita privata).

    Le prime denunce sui crimini di Maciel arrivarono in Vaticano verso la metà degli anni Novanta. Dziwisz ha ripetuto che Giovanni Paolo II «non ha mai nascosto nulla, non ha mai coperto tali questioni».

    «Quando queste cose cominciarono a venire fuori, chiesi a uno dei collaboratori di Maciel se ne fosse a conoscenza; egli rispose che nessuno dei Legionari ne aveva sentito parlare. Ho sentito dire che in questa vicenda la colpa è di Giovanni Paolo II o mia, ma posso dire che mentre ero in Vaticano non ne ho mai sentito parlare».

    Dziwisz ha smentito anche di avere mai ascoltato voci sulle condotte di due cardinali pedofili, l’americano Theodore McCarrick – al quale Francesco ha tolto la porpora due anni fa – e l’austriaco Hans Groër, morto in un convento senza alcuna punizione da parte della Santa Sede. Sia McCarrick che Groër erano stati nominati da Giovanni Paolo II.

    A questo punto Dziwisz sembra scaricare le responsabilità su Sodano che all’epoca dei fatti gestiva la Segreteria di Stato: «Non credo che queste siano domande per me, perché non sono stato io. Queste cose accadevano in Segreteria di Stato. Giovanni Paolo II non aveva paura di tali questioni», ha detto il cardinale.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/wojtyla_gay_omosessuali_polonia_vittime_molestie_cardinale_gulbinovicz_dziwisz_stanislao-5570177.html

  • «Giovanni Paolo II ha coperto un pedofilo», l’accusa di una delle vittime di padre Maciel

    «Giovanni Paolo II ha coperto un pedofilo», l’accusa di una delle vittime di padre Maciel

    Città del Vaticano – Nel giorno del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II una delle prime vittime di padre Marcial Maciel Degollado – forse il più grande criminale della Chiesa in epoca moderna – torna puntare il dito sul pontefice polacco. A suo parere non ci sono dubbi che Wojtyla era a conoscenza dei crimini aberranti di questo pedofilo, fondatore dei Legionari di Cristo, super protetto in Vaticano tanto da non essere mai sottoposto ad alcun processo nè punito dalla Congregazione della Fede benchè su di lui vi fosse un corposo fascicolo di reati commessi tra il Messico, l’Italia, la Spagna e la Francia.

    Josè Barba Martin dal Messico fa sapere a metà degli anni Novanta assieme ad un gruppo di vittime pubblicò una letttera aperta su un giornale messicano molto letto, Milenio.  La lettera naturalmente sollevò un putiferio incredibile in tutta l’America Latina. La missiva elencava i crimini di Maciel, circostanziandoli con prove e date e portava la firma di altri sette ex legionari. Le vittime a questo punto contattarono anche l’allora nunzio apostolico in Messico, monsignor Justo Mullor Garcia.

    La stessa lettera, nel frattempo, fu inviata a tutti i vescovi messicani. Maciel Macial Degollado in Messico all’epoca era una potenza. Non solo era il fondatore di un ordine religioso ricchissimo che controllava università, scuole e istituzioni, ma aveva anche accesso ai vertici istituzionali, aveva rapporti con la Cia e tanti imprenditori influenti.

    «Nessuno ci diede mai risposta. Fummo ignorati. Io personalmente sono convinto che Giovanni Paolo II e specialmente il cardinale Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI sapevano bene della colpevolezza di Maciel».

    Intanto le vittime, l’anno successivo, nel 1998 si recarono dal giudice ecclesiastico a Città del Messico, Antonio Roqueni Ornelas per inoltrare una denuncia formale a Roma, al Sant’Uffizio, tramite l’avvocata rotale Marta Vegan. La denuncia fu presentata direttamente nelle mani di monsignor Gianfranco Girotti che all’ora lavorava con il cardinale Ratzinger.

    Nel frattempo il nunzio Mullor Garcia proprio per avere dato appoggio alle vittime di Maciel subiva all’interno del Vaticano un ostracismo senza pari, persino dai vertici della Segreteria di Stato, fino alla sua totale emarginazione. Prima di morire (per una malattia) l’ex nunzio disse che era contento di avere agito sempre in coscienza e con il Vangelo in mano.

    Il postulatore della causa di beatificazione e poi di canonizzazione, monsignor Slavomir Oder ritiene, invece, che San Giovanni Paolo II non sapesse come stavano le cose. «Non ha coperto mai nessun pedofilo e se avesse saputo che era pedofilo non gli avrebbe dato alcuna copertura. E’ chiaro però che tante cose ora ci sfuggono perchè non essendo stati testimoni presenti dei fatti è difficile fare valutazioni a posteriori. Posso dire che Giovanni Paolo II aveva una esperienza diretta sul discredito che in Polonia, sotto il regime comunista, veniva gettato continuamente sui preti polacchi. I servizi segreti costruivano dossier per accusarli di cose orribili. Wojtyla conosceva che erano accuse false e montate. Finchè quindi non si trattava di una prova evidente e rimaneva un margine di dubbio egli pensava che poteva essere il frutto di una manipolazione ingiusta».

    Una domanda analoga, sebbene stavolta generica, è stata sottoposta recentemente a Papa Francesco dal giornalista spagnolo Jordi Evole in una lunga intervista. Bergoglio ha spiegato che «la verità del Vangelo ha un valore senza tempo, ma gli abusi sessuali all’interno della Chiesa sono giudicati secondo una ermeneutica dell’epoca». Come dire che in questo campo il problema deve essere contestualizzato storicamente. In ogni caso tanti dubbi restano sul terreno.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_papa_wojtyla_giovanni_paolo_ii_maciel_degollado_legionari_vittime_abusi-5234751.html

  • USA. I Legionari di Cristo e i nuovi abusi sessuali in USA e Messico

    USA. I Legionari di Cristo e i nuovi abusi sessuali in USA e Messico

    Volontà di ‘riabilitazione terapeutica’ ma non di ‘riabilitazione economica’

    di Daniele Rosa

    l’Organizzazione Mondiale dei Boy Scouts ha dichiarato in America, dove ha la sede, fallimento ha causa delle cause penali per abusi su minori un’altra Congregazione , questa volta religiosa,  I Legionari di Cristo,ha dovuto pubblicamente chiedere scusa per le nuove denunce in Messico e negli Stati Uniti.

    I Legionari di Cristo e gli abusi sessuali

    I Legionari di Cristo ( in latino Congregatio Legionariorum Christi) sono un istituto maschile di diritto pontificio fondati il 3 gennaio del 1941 a Città del Messico da Marcial Maciel Degollado che ricevette circa 20 anni dopo il pontificio decreto di lode.

    Ma fu proprio la Santa Sede nel 2006, dopo un’indagine, a dichiarare colpevole Degollado di reiterati atti di pedofilia e di adulterio avendo avuto, da sacerdote, tre figli da due donne differenti nel corso di una vita depravata.

    Da questo scandalo la Congregazione è stata riformata ma, evidentemente, non abbastanza.

    E adesso i Legionari stanno facendo Mea Culpa sui 175 giovani che, secondo dati da loro annunciati, sarebbero i minori abusati.

    Nel documento (di circa venti pagine) reso pubblico e chiamato ‘Verso una cultura di abusi zero’ i sacerdoti chiedono perdono per la loro cecità e le loro omissioni.

    ‘Vogliamo riparare con azioni concrete e intendiamo rendere pubblici i nomi dei sacerdoti da noi giudicati colpevoli’

    Il documento è stato presentato nel corso della Giunta organizzata ogni sei anni per disegnare le strategie del futuro della Congregazione.

    I Legionari di Cristo e gli abusi sessuali

    Nel documento vengono riconosciuti i molti errori commessi nel non aver investigato su quanto era successo in maniera approfondita, nel non aver sanzionato i crimini per fare giustizia e nel non aver compreso la sensibilità delle vittime.

    Questa decisione di outing però non è del tutto spontanea e deriva dall’ordine di Papa Francesco dell’anno scorso alle Organizzazioni Cattoliche nel mondo. L’ordine di collaborare con le vittime, riparare ai danni causati e fare piccoli gesti di epurazione. Ma le parole riparare e piccoli gesti sono state interpretate forse non del tutto correttamente

    ‘Obtorto collo’ i Legionari hanno dovuto fare pubblica ammenda, anche perché nel frattempo sono emerse altre denunce.

    Fra i preti pedofili denunciati il  messicano Fernando Martinez, accusato di abusi in varie città messicane. Denunce contro 87 membri della Congregazione e altri due sacerdoti incriminati per pederastia, gli spagnoli Antonio Rodriguez Sanchez e Josè Maria Sabin.

    Ma questo pubblico ‘Mea Culpa’ sembra non convincere molto una delle vittime Ana Salazar che sostiene che questa è solo un’operazione di facciata. E’ solo per lavarsi la faccia. I loro affari con i bambini stanno continuando e le accuse di pederastia si ripercuotono sull’immagine dei loro collegi che sono sparsi in ben 19 paesi nel mondo’.

    Un altro aspetto molto controverso e più volte emerso nelle parole delle tante presunte vittime è che i Legionari parlano solo di ‘riparazione terapeutica’ ma mai di ‘riparazione economica’.

    ‘Per noi vittime non c’è nulla, mentre per i preti colpevoli sono mantenuti a Roma, come Sanchez e Martinez,  vita natural durante’.

    Forse è troppo semplice appellarsi alla giustizia di Dio dimenticandosi che gli uomini pagano anche sulla terra. I Legionari dovrebbero comprenderlo meglio per diventare totalmente credibili.

    https://www.affaritaliani.it/cronache/usa-i-legionari-di-cristo-i-nuovi-abusi-sessuali-in-usa-messico-655600.html

  • “Ci masturbava mentre leggeva il Vangelo”, così agiva il prete pedofilo

    “Ci masturbava mentre leggeva il Vangelo”, così agiva il prete pedofilo

    Manteneva la bibbia con una mano e a leggeva, mentre con l’altra masturbava le bambine. Sono gli agghiaccianti dettagli emersi sugli abusi commessi da Padre Ferdinando Martinez e diffusi di recente da un’inchiesta del Vaticano.

    Ci masturbava mentre leggeva il Vangelo o la Bibbia

    Stavolta gli abusi erano commessi su delle bambine la cui età variava dai 6 ai 9 anni che frequentavano una prestigiosa scuola privata in Messico, appartenente ai Legionari di Cristo, l’ordine religioso fondato in America Latina da Marcial Maciel Degollado. Un sistema di sostanziale omertà ha coperto per anni i crimini commessi in quella scuola. Un sistema di potere che è andato avanti fino a che le vittime non hanno deciso di denunciare. Adesso spuntano altri agghiaccianti dettagli su quello che accadeva tra le mura di quell’edificio.

    I dettagli sul pedofilo padre Martinez

    L’ultimo capitolo nero riguarda una scuola privata di Cancun, in Messico e un insegnante, padre Ferdinando Martinez, solo da poco ridotto allo stato laicale. Diverse ragazzine che venivano mandate in quella scuola a studiare da famiglie facoltose, pagando rette salatissime, dovevano regolarmente subire attenzioni morbose e patologiche da parte di questo prete. Altro che abuso di potere. Ana Lucia Salazar, oggi ha 36 anni, è una giornalista e una mamma di tre figli, ma ha ancora incollato quel trauma addosso. A una tv messicana ha raccontato: «Ci leggeva dei passi della Bibbia mentre con una mano ci masturbava». «E’ chiaro che dopo questo nessuna cosa per noi bambine la vita non fu piu la stessa. Purtroppo il passato è passato e non c’è modo di dimenticare».

    https://www.teleclubitalia.it/183297/ci-masturbava-mentre-leggeva-il-vangelo-cosi-agiva-il-prete-pedofilo/

  • Messico, abusi choc in Chiesa: “Ci leggeva la Bibbia e ci masturbava, eravamo bimbe di 6 anni”

    Messico, abusi choc in Chiesa: “Ci leggeva la Bibbia e ci masturbava, eravamo bimbe di 6 anni”

    Nuovi agghiaccianti particolari dal rapporto sulle violenze commesse da membri dell’associazione ‘Legionari di Cristo’ dalla sua nascita nel 1941 ad oggi. Il suo fondatore, il padre messicano Marcial Maciel Degollado, è responsabile di almeno 60 casi di abusi di minori. Ma i sacerdoti responsabili delle violenze sono almeno 33.

    di Biagio Chiariello

    “Padre Ferdinando Martinez ci faceva chiamare in sagrestia, ci sistemava accanto a lui, a volte anche sulle sue gambe e mentre ci leggeva la Bibbia o il Vangelo, ci masturbava”. Emergono nuovi particolari in merito al dossier della Congregazione dei Legionari di Cristo, che ha pubblicato un rapporto sugli abusi sessuali su minori commessi da membri dell’associazione dalla sua fondazione in Messico, il 3 gennaio 1941, ad oggi. Secondo quanto ricostruito il suo fondatore, il padre messicano Marcial Maciel Degollado, morto nel 2008 sarebbe responsabile di almeno 60 casi di abusi di minori. La chiesa non lo avrebbe mai scomunicato perché in Vaticano c’è chi lo ha difeso fino all’ultimo a spada tratta (anche l’allora segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano), limitandosi a sostenere che quelle nei suoi confronti erano solo voci. Lo studio precisa che i 33 sacerdoti responsabili degli abusi rappresentano il 2,44% dei 1.353 legionari ordinati nel corso della storia dell’associazione.

    A sbloccare il processo nei suoi confronti fu Joseph Ratzinger, già prefetto dell’ex Sant’Uffizio, una volta diventato Papa. Dopo un’indagine durata più di un anno, ma con denunce che risalivano già al 1956, nel 2006 la Congregazione per la Dottrina della Fede – risparmiandogli comunque il processo canonico per “età avanzata e salute cagionevole” – condannò l’86enne Maciel alla rinuncia di ogni ministero pubblico e gli impose “una vita riservata di preghiera e di penitenza” per gli abusi sessuali e i delitti di pedofilia continuati per decenni su numerosi seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione.

    Adesso spuntano ulteriori scioccanti particolari, frutto di un sistema interno all’ordine religioso fatto di minacce, veri e propri lavaggi del cervello ai membri della struttura ai quali era proibito fare denunce, avere contatti con l’esterno, persino con i famigliari. In particolare ci si concentra su scuola privata di Cancun, in Messico e un insegnante, padre Ferdinando Martinez, da poco ridotto allo stato laicale. Diverse bambine  (la cui età variava dai 6 ai 9 anni) che venivano mandate in quell’istituto a studiare da famiglie facoltose, pagando rette salatissime, dovevano regolarmente subire attenzioni morbose da parte di quest’uomo di chiesa. Ana Lucia Salazar, oggi ha 36 anni, è una giornalista e una mamma di tre figli, ma non potrà mai dimenticare le violenze subite. A una tv messicana ha raccontato: “Ci leggeva dei passi della Bibbia mentre con una mano ci masturbava: è chiaro che dopo questo per noi bambine la vita non fu più la stessa. Purtroppo il passato è passato e non c’è modo di dimenticare”.

    https://www.fanpage.it/esteri/messico-abusi-choc-in-chiesa-ci-leggeva-la-bibbia-e-ci-masturbava-eravamo-bimbe-di-6-anni/