Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Marcial Maciel

  • «Giovanni Paolo II ha coperto un pedofilo», l’accusa di una delle vittime di padre Maciel

    «Giovanni Paolo II ha coperto un pedofilo», l’accusa di una delle vittime di padre Maciel

    Città del Vaticano – Nel giorno del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II una delle prime vittime di padre Marcial Maciel Degollado – forse il più grande criminale della Chiesa in epoca moderna – torna puntare il dito sul pontefice polacco. A suo parere non ci sono dubbi che Wojtyla era a conoscenza dei crimini aberranti di questo pedofilo, fondatore dei Legionari di Cristo, super protetto in Vaticano tanto da non essere mai sottoposto ad alcun processo nè punito dalla Congregazione della Fede benchè su di lui vi fosse un corposo fascicolo di reati commessi tra il Messico, l’Italia, la Spagna e la Francia.

    Josè Barba Martin dal Messico fa sapere a metà degli anni Novanta assieme ad un gruppo di vittime pubblicò una letttera aperta su un giornale messicano molto letto, Milenio.  La lettera naturalmente sollevò un putiferio incredibile in tutta l’America Latina. La missiva elencava i crimini di Maciel, circostanziandoli con prove e date e portava la firma di altri sette ex legionari. Le vittime a questo punto contattarono anche l’allora nunzio apostolico in Messico, monsignor Justo Mullor Garcia.

    La stessa lettera, nel frattempo, fu inviata a tutti i vescovi messicani. Maciel Macial Degollado in Messico all’epoca era una potenza. Non solo era il fondatore di un ordine religioso ricchissimo che controllava università, scuole e istituzioni, ma aveva anche accesso ai vertici istituzionali, aveva rapporti con la Cia e tanti imprenditori influenti.

    «Nessuno ci diede mai risposta. Fummo ignorati. Io personalmente sono convinto che Giovanni Paolo II e specialmente il cardinale Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI sapevano bene della colpevolezza di Maciel».

    Intanto le vittime, l’anno successivo, nel 1998 si recarono dal giudice ecclesiastico a Città del Messico, Antonio Roqueni Ornelas per inoltrare una denuncia formale a Roma, al Sant’Uffizio, tramite l’avvocata rotale Marta Vegan. La denuncia fu presentata direttamente nelle mani di monsignor Gianfranco Girotti che all’ora lavorava con il cardinale Ratzinger.

    Nel frattempo il nunzio Mullor Garcia proprio per avere dato appoggio alle vittime di Maciel subiva all’interno del Vaticano un ostracismo senza pari, persino dai vertici della Segreteria di Stato, fino alla sua totale emarginazione. Prima di morire (per una malattia) l’ex nunzio disse che era contento di avere agito sempre in coscienza e con il Vangelo in mano.

    Il postulatore della causa di beatificazione e poi di canonizzazione, monsignor Slavomir Oder ritiene, invece, che San Giovanni Paolo II non sapesse come stavano le cose. «Non ha coperto mai nessun pedofilo e se avesse saputo che era pedofilo non gli avrebbe dato alcuna copertura. E’ chiaro però che tante cose ora ci sfuggono perchè non essendo stati testimoni presenti dei fatti è difficile fare valutazioni a posteriori. Posso dire che Giovanni Paolo II aveva una esperienza diretta sul discredito che in Polonia, sotto il regime comunista, veniva gettato continuamente sui preti polacchi. I servizi segreti costruivano dossier per accusarli di cose orribili. Wojtyla conosceva che erano accuse false e montate. Finchè quindi non si trattava di una prova evidente e rimaneva un margine di dubbio egli pensava che poteva essere il frutto di una manipolazione ingiusta».

    Una domanda analoga, sebbene stavolta generica, è stata sottoposta recentemente a Papa Francesco dal giornalista spagnolo Jordi Evole in una lunga intervista. Bergoglio ha spiegato che «la verità del Vangelo ha un valore senza tempo, ma gli abusi sessuali all’interno della Chiesa sono giudicati secondo una ermeneutica dell’epoca». Come dire che in questo campo il problema deve essere contestualizzato storicamente. In ogni caso tanti dubbi restano sul terreno.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_papa_wojtyla_giovanni_paolo_ii_maciel_degollado_legionari_vittime_abusi-5234751.html

  • USA. I Legionari di Cristo e i nuovi abusi sessuali in USA e Messico

    USA. I Legionari di Cristo e i nuovi abusi sessuali in USA e Messico

    Volontà di ‘riabilitazione terapeutica’ ma non di ‘riabilitazione economica’

    di Daniele Rosa

    l’Organizzazione Mondiale dei Boy Scouts ha dichiarato in America, dove ha la sede, fallimento ha causa delle cause penali per abusi su minori un’altra Congregazione , questa volta religiosa,  I Legionari di Cristo,ha dovuto pubblicamente chiedere scusa per le nuove denunce in Messico e negli Stati Uniti.

    I Legionari di Cristo e gli abusi sessuali

    I Legionari di Cristo ( in latino Congregatio Legionariorum Christi) sono un istituto maschile di diritto pontificio fondati il 3 gennaio del 1941 a Città del Messico da Marcial Maciel Degollado che ricevette circa 20 anni dopo il pontificio decreto di lode.

    Ma fu proprio la Santa Sede nel 2006, dopo un’indagine, a dichiarare colpevole Degollado di reiterati atti di pedofilia e di adulterio avendo avuto, da sacerdote, tre figli da due donne differenti nel corso di una vita depravata.

    Da questo scandalo la Congregazione è stata riformata ma, evidentemente, non abbastanza.

    E adesso i Legionari stanno facendo Mea Culpa sui 175 giovani che, secondo dati da loro annunciati, sarebbero i minori abusati.

    Nel documento (di circa venti pagine) reso pubblico e chiamato ‘Verso una cultura di abusi zero’ i sacerdoti chiedono perdono per la loro cecità e le loro omissioni.

    ‘Vogliamo riparare con azioni concrete e intendiamo rendere pubblici i nomi dei sacerdoti da noi giudicati colpevoli’

    Il documento è stato presentato nel corso della Giunta organizzata ogni sei anni per disegnare le strategie del futuro della Congregazione.

    I Legionari di Cristo e gli abusi sessuali

    Nel documento vengono riconosciuti i molti errori commessi nel non aver investigato su quanto era successo in maniera approfondita, nel non aver sanzionato i crimini per fare giustizia e nel non aver compreso la sensibilità delle vittime.

    Questa decisione di outing però non è del tutto spontanea e deriva dall’ordine di Papa Francesco dell’anno scorso alle Organizzazioni Cattoliche nel mondo. L’ordine di collaborare con le vittime, riparare ai danni causati e fare piccoli gesti di epurazione. Ma le parole riparare e piccoli gesti sono state interpretate forse non del tutto correttamente

    ‘Obtorto collo’ i Legionari hanno dovuto fare pubblica ammenda, anche perché nel frattempo sono emerse altre denunce.

    Fra i preti pedofili denunciati il  messicano Fernando Martinez, accusato di abusi in varie città messicane. Denunce contro 87 membri della Congregazione e altri due sacerdoti incriminati per pederastia, gli spagnoli Antonio Rodriguez Sanchez e Josè Maria Sabin.

    Ma questo pubblico ‘Mea Culpa’ sembra non convincere molto una delle vittime Ana Salazar che sostiene che questa è solo un’operazione di facciata. E’ solo per lavarsi la faccia. I loro affari con i bambini stanno continuando e le accuse di pederastia si ripercuotono sull’immagine dei loro collegi che sono sparsi in ben 19 paesi nel mondo’.

    Un altro aspetto molto controverso e più volte emerso nelle parole delle tante presunte vittime è che i Legionari parlano solo di ‘riparazione terapeutica’ ma mai di ‘riparazione economica’.

    ‘Per noi vittime non c’è nulla, mentre per i preti colpevoli sono mantenuti a Roma, come Sanchez e Martinez,  vita natural durante’.

    Forse è troppo semplice appellarsi alla giustizia di Dio dimenticandosi che gli uomini pagano anche sulla terra. I Legionari dovrebbero comprenderlo meglio per diventare totalmente credibili.

    https://www.affaritaliani.it/cronache/usa-i-legionari-di-cristo-i-nuovi-abusi-sessuali-in-usa-messico-655600.html

  • Il Senato messicano indagherà sugli abusi del clero

    Il Senato messicano indagherà sugli abusi del clero

    El Senado mexicano investigará abusos del clero

    Creano un organo indipendente che cercherà di risarcire le vittime

    (ANSA) – CITTA ‘DEL MESSICO, 11 FEB – Il Senato messicano ha annunciato oggi la creazione, per la prima volta in questo paese, di un ente governativo indipendente, incaricato di indagare sui numerosi casi di pedofilia clericale al fine di garantire il risarcimento a vittime dirette o indirette.

    Il nuovo organo godrebbe di autonomia, sarebbe integrato non solo dai legislatori, ma anche dai rappresentanti della società civile, dal ramo esecutivo ma soprattutto dalle vittime.
    L’entità avrebbe “poteri legali sufficienti” per rendere giustizia a coloro che hanno subito abusi di potere da parte di sacerdoti.

    L’annuncio è stato fatto pochi giorni dopo che è venuto alla luce un nuovo scandalo che ha scosso i legionari di Cristo, quando è stato appreso che il sacerdote Fernando Martínez, un direttore di diversi collegi della congregazione ha subito sistematici atti di pedofilia.

    Martinez ora vive a Roma, nelle strutture della congregazione, in pensione, senza che la giustizia lo raggiungesse perché i suoi crimini gli erano stati prescritti.
    L’ordine fu fondato 8 decenni fa dal sacerdote messicano Marcial Maciel, che morì nel 2008, due anni dopo essere stato sospeso e condannato a una vita di penitenza e preghiera da allora papa Benedetto XVI.
    Maciel è stato punito dopo aver scoperto che ha abusato di oltre 60 giovani, molti dei quali minorenni, seminaristi dell’organizzazione e condotto una doppia vita con due donne e diversi bambini di cui ha anche abusato.

    Un altro caso importante riguarda il sacerdote Nicolás Aguilar, accusato di aver insultato più di 90 bambini di bambini, sia in Messico che negli Stati Uniti, negli anni 80.
    Secondo le vittime, “Padre Nicolás” ha ricevuto protezione dal cardinale pensionato Norberto Rivera Carrera, ex arcivescovo primato del Messico e cardinale Roger Mahony, arcivescovo di Los Angeles.

    “Non possiamo ignorare i numerosi casi segnalati in diversi media”,
    I parlamentari hanno fatto riferimento al caso dell’ex legionario José Barba, uno dei primi denuncianti delle azioni di Maciel e degli ex studenti dei Summit Institutes di Città del Messico, Cancun e Saltillo, abusati quando erano ragazze di Fernando Martínez.

    “Per loro, per loro e per tutte le altre vittime di abusi sui minori in Messico e nel mondo, non possiamo evitare la nostra responsabilità come senati”, hanno detto i legislatori. “Pertanto, siamo costretti a intraprendere azioni efficaci per combattere questa tragedia sociale”, hanno detto.
    Alla fine del 2019, i Legionari di Cristo hanno reso pubblica una “Mea Culpa” in cui hanno ammesso che 175 minori erano vittime dei pazzi appetiti di 33 dei loro sacerdoti e che 60 vittime, quasi un terzo, erano attribuibili a Macial Maciel , il fondatore della congregazione.

    La rete di sopravvissuti agli abusi sessuali dei sacerdoti e la stessa gerarchia cattolica hanno tuttavia respinto il rapporto considerando che l’organizzazione cerca solo di “lavarsi la faccia” e che il numero delle vittime sarebbe ben al di sopra di quanto ammesso.

    Inoltre, i legionari sono stati rimproverati per non aver mai presentato denuncia all’accusa.
    Il governo messicano ha ammesso settimane fa di indagare sulle finanze dell’organizzazione, per sospetto di essere coinvolto nel “riciclaggio di denaro” e nell’evasione fiscale attraverso operazioni sofisticate attraverso paradisi fiscali, ma i legionari hanno respinto queste accuse.

    Il senatore Germán Martinez, del movimento nazionale di rigenerazione (Morena), ha dichiarato che ci sono 550 casi di pedofilia clericale e solo 4 condanne.
    “Abbiamo un debito con le vittime di questa epidemia”, ha detto il legislatore, rilevando la necessità di “riparare i danni in passato in modo che l’abuso sui minori non si ripeta”.
    Il Messico “vergognosamente si trova in uno dei primi posti” al mondo in questa materia e questo deve finire, ha detto.

    (traduzione con Google)
    http://www.ansalatina.com/americalatina/noticia/mexico/2020/02/11/senado-mexicano-investigara-abusos-del-clero_c6d7f60f-fe67-4f34-810f-46664ebd93f0.html
     

  • Legionari di Cristo: “Il sacerdote e preside della mia scuola mi ha violentato e mi ha fatto vedere come ha abusato di altre bambine”

    Legionari di Cristo: “Il sacerdote e preside della mia scuola mi ha violentato e mi ha fatto vedere come ha abusato di altre bambine”

    Lo scorso dicembre i Legionari di Cristo hanno pubblicato un rapporto in cui riconoscono che tra il 1941 e il 2019 i membri della loro congregazione hanno violentato 175 bambini.

    Secondo il documento, il suo fondatore, il messicano Marcial Maciel, ha abusato di 60 minori.

    In questi giorni, come ogni 6 anni, i legionari sono riuniti per otto settimane a Roma.

    Oltre a nominare i loro nuovi leader, discuteranno, tra le altre questioni, “la strada da seguire per prendersi cura delle vittime di abusi sessuali, possibili insabbiamenti, abbandono o omissioni in relazione a loro in passato”.

    -175 casi di abusi sessuali su minori (60 di padre Marcial Maciel): il rapporto storico dei Legionari di Cristo,

    ciò è stato confermato dalla BBC Mundo Pablo Pérez de la Vega, direttore della comunicazione di questa organizzazione in Messico.

    Cita anche una dichiarazione della Santa Sede nel 2010 rilasciata dopo una visita ai legionari in cui si descrivono i comportamenti di Marcial Maciel, fondatore di questa congregazione, come “veri crimini” e affermano che la sua vita è stata “senza scrupoli”.

    “Questa vita era sconosciuta a gran parte dei legionari, soprattutto a causa del sistema di relazioni costruito da Maciel, che aveva sapientemente saputo creare alibi, ottenere la fiducia, la familiarità e il silenzio di coloro che lo circondavano”, ha affermato la dichiarazione.

    Un altro dei preti accusati è Fernando Martínez, che, dopo essere stato pubblicamente denunciato da alcune delle sue vittime in Messico, ha ammesso di aver commesso abusi.

    Biani López Antúnez sarebbe stata violentata dagli 8 ai 10 anni .

    A quel tempo López Antúnez scrisse una lettera in cui disse alla sua insegnante che il prete e direttore della scuola dava a lei e alle sue compagne “baci sempre più vicini alla bocca” e “le avvicinava tra le gambe” .

    Questa è la testimonianza della museografa ormai 37enne narrata in prima persona.

    Quando avevo 8 anni, la mia famiglia si trasferì da Città del Messico a Cancun. I miei genitori mi hanno messa in una scuola dei Legionari di Cristo, senza poter immaginare che terribili abusi avrei subito dalle mani del direttore e sacerdote Fernando Martínez.

    Ero una dei primi studenti del Cumbres Institute di Cancun nel 1991. La scuola era ancora in costruzione quando abbiamo iniziato le lezioni.

    Avevo 8 anni e sono entrata in terza elementare. I miei genitori avevano deciso che dovevamo andare in quella città, che era ancora molto piccola, in modo da crescere in un ambiente più sano e vicino alla natura.

    Il direttore della scuola era il sacerdote Fernando Martínez. Ora sappiamo che Martinez era stato nominato nonostante fosse già stato accusato di abuso sessuale in altre scuole a Città del Messico e Saltillo.

    Lui stesso aveva riconosciuto un’accusa del 91 e aveva persino chiesto di non essere trasferito a Cancun perché non si sentiva “sicuro” ad accettare quella responsabilità dopo le accuse.

    Tuttavia, i legionari hanno messo a capo della mia scuola un predatore sessuale, che ha continuato il suo comportamento criminale a proprio agio.

    Martinez stava guadagnando la nostra fiducia e aumentando gradualmente i suoi abusi.

    Ha iniziato con i baci sulla guancia che ci ha dato sempre più bocca in bocca, come per caso.

    E così, è salito di tono, con abusi più gravi, fino a quando è venuto a violentarci. Lo ha fatto in più occasioni.

    Era colluso con una insegnante, che ci prendeva in gruppo di tre ragazze dalle nostre classi e ci portava in direzione o alla cappella. Lì’, chiudevano le tende, le porte e ci facevano tutti i tipi di cose orribili.

    A volte ci faceva leggere la Bibbia, ci dava le ostie o ci faceva giocare con oggetti sacri per distrarci, confonderci e abusare di noi.

    Le ragazze uscirono piangendo e nessuno disse nulla.

    Mi ha abusato per due anni, dagli 8 ai 10 anni. Inoltre, mi ha fatto vedere come ha abusato di altre ragazze.

    È stata una cosa terribile. Ero molto piccola e non capivo cosa stesse succedendo. All’inizio era una figura di totale autorità. Era il sacerdote della scuola, che apparentemente rappresentava Dio.

    Inoltre, era la massima autorità della scuola. Come poteva quell’uomo fare qualcosa di sbagliato?

    Ho pianto molto . Abbiamo pianto tutte. Ricordo di essermi chiusa nel bagno della scuola per piangere e piangere. Tornai in classe, mi sdraiai sul banco e continuai a piangere.

    A poco a poco mi sono resa conto di essere stata abusata. Non potevo con le mie emozioni e con il mio corpo.

    Ho ricordi molto vividi di alcuni abusi. Ricordo molto bene una volta che mi fece vedere come aveva violentato un’altra ragazza più piccola di me, nella cappella della scuola. Lì mi resi conto che questa bambina soffriva e che dovevo fare qualcosa per proteggerla.

    In un’occasione, una maestra di scuola è entrata nel bagno e ha scoperto il gruppo di ragazze che piangevamo. Ci ha chiesto cosa non andava in noi, ma gli abbiamo detto che non potevamo dirglielo.

    Ci ha chiesto di scrivere una lettera.

    L’ho scritta, ma l’ho inviata alla mia insegnante, Lorena.

    Oltre ai baci, ho potuto articolare che ci attirava tra le gambe .

    Nella nostra mente infantile era difficile discernere che la Maestra Aurora era la sua complice e che ci portava con sé sapendo cosa ci stesse facendo.

    Quindi le abbiamo detto cosa stesse succedendo. Ci ha detto che avrebbe risolto il problema, ma di non dirlo ai nostri genitori. Invece e’ proprio quello che abbiamo fatto.

    Ho detto a mia madre e ho parlato con altre mamme delle ragazze che sapevo fossero state abusate.

    Loro parlarono con Eloy Bedia Diez , che era il nuovo direttore territoriale dei legionari, era il giugno 1993.

    Ora sappiamo che nel dicembre 1992 Ana Lucia Salazar, che era un anno più giovane di me, aveva detto ai suoi genitori che Martinez l’aveva abusata ripetutamente. È stata violentata da sola.

    Quando parlarono con Martinez, disse loro che la ragazza “aveva frainteso tutto”.

    Andarono anche da Bedia e dal vescovo Jorge Bernal, che non fecero nulla. Sicuramente pensavano che la lamentela di una ragazza singola non avrebbe causato loro problemi.

    I suoi genitori la portarono via da scuola e tornarono a vivere a Monterrey.

    Quando anche noi quattro lo abbiamo accusato, Bedia ha informato i genitori degli studenti che Martinez non era più a Cancun. Sappiamo che lo hanno portato fuori dal paese e lo hanno portato a Salamanca, in Spagna, e lo hanno messo in un noviziato, anche li’ in contatto con dei minori.

    Bedia ha recentemente scritto che dopo l’incontro con le nostre mamme ha incontrato tutti i genitori della scuola.

    Ciò che non specifica è che non ha invitato le madri delle vittime a quel secondo incontro. E ha raccontato loro una storia diversa . Disse loro che Martinez doveva lasciare il Messico a causa di un problema cardiaco e che lo avrebbero operato a Miami.

    Con Martinez fuori dal paese, i miei genitori non potevano nemmeno denunciarlo legalmente .

    “Marchiata e svergognata”

    E attorno all’argomento si è formato un grande scandalo. Alcuni sapevano che Martinez se ne era andato per abuso sessuale. La gente si chiedeva chi fossero le ragazze che erano state violentate.

    Sebbene non fossero attacchi diretti contro di me, li ho ascoltati parlare. Non sapevano che ero io, ma stavano parlando di me. Mi sentivo additata e mi vergognavo.

    È ciò che fa la società: indica sempre le vittime e non il violentatore.

    Alcuni addirittura difesero il prete dicendo che le accuse erano calunnie. “Come puoi dire qualcosa del genere di un padre così gentile e di una brava persona, che ha dato la prima comunione ai nostri figli”, hanno detto.

    Non sappiamo quante vittime c’erano nella nostra scuola. Ma sicuramente il tuo rapporto non è all’altezza.

    Riconosci solo coloro che li accusano pubblicamente. E dice che alcune altre accuse sono false.

    Ad esempio, Martinez è stato accusato di abusi sessuali per la prima volta 50 anni fa, nel 1969 . Ed è stato in contatto con i bambini per molti anni.

    Denunce pubbliche

    L’anno scorso a maggio, è stata di nuovo Ana Lucia, che ora è una conduttrice radiofonica e televisiva, che ha iniziato a denunciare Fernando Martínez, ma ora pubblicamente.

    È uscita su molti giornali parlando dei terribili abusi.

    Quindi mi è sembrata molto coraggiosa, ma non ci sono riuscita.

    A seguito delle sue denunce, nel novembre dello scorso anno, Martinez ha inviato una lettera ad Ana Lucia chiedendo perdono.

    “Mi dispiace in ginocchio”

    “Sono inorridito e voglio con questo breve messaggio fare appello al tuo cuore generoso e chiederti perdono in ginocchio. Nessuno tranne Dio e te puoi darmi la pace “, dice.

    “So che il mio comportamento in quel momento non era degno del mio status di sacerdote che dovrebbe portare anime affidate a lui a Dio e specialmente nel caso di un educatore, di una persona con nuove responsabilità con le persone a lui affidate. No ho giustificazione e deploro cio’ che ho fatto “, continua.

    Lì parla anche delle sanzioni che gli sono state imposte: non avere un ministero sacerdotale pubblico, non indossare una tonaca e mantenere una vita di preghiera.

    Mi sembra che queste punizioni siano una risata per qualcuno che ha sistematicamente e ripetutamente abusato di bambini. Un predatore sessuale, un pedofilo confesso.

    “Mostri del passato”

    Quando ho iniziato a vedere Ana Lucia sui giornali, ricordavo il suo nome, ma non mi ricordavo di lei perché non eravamo della stessa classe.

    Fu allora che un altro conoscente della scuola mi contattò. Mi disse che era stata violentata e voleva sapere se era anche il mio caso.

    Sono rimasta scioccata. Mi sono resa conto che non eravamo le sole vittime quelle che conoscevo. Che c’era di più.

    Quel giorno abbiamo finito per parlare di quattro vittime di Martinez. All’improvviso, ricordando gli abusi, tutti i mostri del passato tornarono. Non che abbia subito di nuovo il trauma, piuttosto l’ho vissuto di nuovo.

    I legionari hanno risposto alle accuse dicendo che avrebbero fatto un’indagine speciale sugli abusi di Martinez.

    Volevano dire che sono una legione rinnovata e trasparente e che sono preoccupati per le vittime. E hanno assunto una società americana per il controllo dei danni, chiamata Praesiduim.

    Per il loro rapporto non hanno contattato Ana Lucia, hanno contattato solo uno dei nostri conoscenti. Ha dato loro le mie informazioni e ho accettato di vederli, ma sono andata con alcuni avvocati.

    “Ricerche fatte a modo”

    In cambio della mia testimonianza, ho chiesto loro di garantire che non l’avrebbero condivisa con i legionari in modo che ciò non influisse sul mio caso. Ma non mi hanno mai più contattato.

    Di sei vittime con cui siamo in contatto, hanno intervistato una sola persona.

    Quando ho visto quell’indagine, il mio sangue ribolliva perché si trattava di un’indagine condotta in un modo in cui tutti i crimini sono imputati al fondatore Marcial Maciel.

    Maciel è l’unico da incolpare perché è già morto. Perché sappiamo tutti che era un criminale e nessuno si preoccupa di accusarlo di altri tre o cento reati.

    Ma, ad esempio, sappiamo che l’attuale direttore generale dei legionari Eduardo Robles Gil, era a conoscenza degli abusi dal 2014 e non ha avviato un’indagine.

    Dicono di aver provato a presentare una denuncia a Quintana Roo. Ma non rilasciano nemmeno un foglio della denuncia. Dicono che non ha proceduto perché era gia’ scattata la prescrizione. Ma sono trasparenti e vogliono collaborare con le autorità civili.

    Nel rapporto chiedono scusa alle vittime. Quello che pensavo fosse il vomito. Perché non ci è mai importato davvero.

    Quando il suo rapporto è venuto alla luce, i media lo hanno pubblicato ampiamente. Hanno parlato di una “indagine storica” e hanno dato la versione della legione, che presumibilmente si e’ rinnovata e sta cercando di servire le sue vittime.

    Mi sembrava così grave che tutti lo applaudissero, che decisi di parlare pubblicamente per sostenere Ana Lucia.

    “Il danno non va mai in prescrizione”

    Vogliamo che i crimini sessuali contro i bambini non si prescrivano. Perché il danno non si prescrive mai: è ancora lì ed è permanente. Non puoi prevedere il periodo di tempo per riuscire a raccontare qualcosa di così terribile e così difficile persino a parlarne.

    È un abuso che rompe lo sviluppo dell’infanzia e dei bambini.

    Ora Martinez ha 80 anni e viene tenuto in una casa a Roma , scontando una punizione apparentemente dura per lui. Ma i suoi insabbiatori stanno dirigendo la legione.

    Questa è la nostra lotta. Che non siano più responsabili di bambini che potrebbero essere loro vittime.

    Hanno molte scuole private in Messico e in altre parti del mondo e sono una delle loro principali fonti di reddito. Quindi i genitori che mettono i loro figli lì, oltre a metterli in pericolo, stanno finanziando un’istituzione criminale.

    I legionari furono fondati da un criminale, da un pedofilo. Se lo sai già e se la legione non ha fatto nulla contro coloro che hanno coperto quei crimini, allora come istituzione non ha motivo di esistere.

    L’unica cosa che impedirà loro di commettere abusi sarà che li mettano in prigione.

    “Da vittima a vittimizzatore”

    Abbiamo anche appreso dal rapporto che il nostro stupratore era stato abusato da Marcial Maciel, il fondatore dei legionari.

    È un brutto discorso, molti dicono che se sei una vittima diventi un abusatore. Ma per me è persino offensivo. Sono stata una vittima e non ho mai abusato di nessuno. Nessuno delle mie amiche lo ha fatto.

    Non ho compassione per lui. Penso che lo abbiano reso pubblico solo per giustificarlo. Ma penso che sia il contrario. Che in cambio del suo silenzio, i legionari lo hanno protetto e coperto per 50 anni di abusi.

    Nel 1997, nove ex legionari hanno inviato una lettera a Giovanni Paolo II denunciando Marcial Maciel di abusi sessuali e reso pubbliche le accuse. E Martínez non è tra questi.

    Dei bambini non gli importa davvero nulla. Significano solo un business da cui ottenere denaro e per abusare.

    Ma quegli abusi ti segnano per la vita. Per ogni vittima in modo diverso.

    Ho lasciato quella scuola il prima possibile. E poi ho cambiato città e poi paese. Ho sempre cercato di mettere sempre più distanza, come se volessi scappare. Ho sempre cercato di iniziare una nuova vita in un altro posto dove nessuno mi conosceva.

    Inoltre, ho concluso che il mio trauma non mi ha permesso di avere figli. Fisiologicamente sono sana. Ma ho un blocco. Mi spaventa pensare di avere una bambina che può essere violentata.

    Capisco le vittime che non hanno parlato pubblicamente. Ognuno ha i suoi tempi, li elabora in modo diverso. Lo rispetto. Forse vogliono presentare una denuncia tra qualche anno. O forse non vorranno mai farlo. Anche questo è da rispettare. So che sono distrutti, perché lo sono anche io.

    https://www.bbc.com/mundo/noticias-51306686?SThisFB&fbclid=IwAR3aoxC8bV7h38TJNHuS2pQh4ANClbLsguTk1JLIpTUbxy3Q6AGOosqFdk0

  • “Ci masturbava mentre leggeva il Vangelo”, così agiva il prete pedofilo

    “Ci masturbava mentre leggeva il Vangelo”, così agiva il prete pedofilo

    Manteneva la bibbia con una mano e a leggeva, mentre con l’altra masturbava le bambine. Sono gli agghiaccianti dettagli emersi sugli abusi commessi da Padre Ferdinando Martinez e diffusi di recente da un’inchiesta del Vaticano.

    Ci masturbava mentre leggeva il Vangelo o la Bibbia

    Stavolta gli abusi erano commessi su delle bambine la cui età variava dai 6 ai 9 anni che frequentavano una prestigiosa scuola privata in Messico, appartenente ai Legionari di Cristo, l’ordine religioso fondato in America Latina da Marcial Maciel Degollado. Un sistema di sostanziale omertà ha coperto per anni i crimini commessi in quella scuola. Un sistema di potere che è andato avanti fino a che le vittime non hanno deciso di denunciare. Adesso spuntano altri agghiaccianti dettagli su quello che accadeva tra le mura di quell’edificio.

    I dettagli sul pedofilo padre Martinez

    L’ultimo capitolo nero riguarda una scuola privata di Cancun, in Messico e un insegnante, padre Ferdinando Martinez, solo da poco ridotto allo stato laicale. Diverse ragazzine che venivano mandate in quella scuola a studiare da famiglie facoltose, pagando rette salatissime, dovevano regolarmente subire attenzioni morbose e patologiche da parte di questo prete. Altro che abuso di potere. Ana Lucia Salazar, oggi ha 36 anni, è una giornalista e una mamma di tre figli, ma ha ancora incollato quel trauma addosso. A una tv messicana ha raccontato: «Ci leggeva dei passi della Bibbia mentre con una mano ci masturbava». «E’ chiaro che dopo questo nessuna cosa per noi bambine la vita non fu piu la stessa. Purtroppo il passato è passato e non c’è modo di dimenticare».

    https://www.teleclubitalia.it/183297/ci-masturbava-mentre-leggeva-il-vangelo-cosi-agiva-il-prete-pedofilo/

  • Messico, abusi choc in Chiesa: “Ci leggeva la Bibbia e ci masturbava, eravamo bimbe di 6 anni”

    Messico, abusi choc in Chiesa: “Ci leggeva la Bibbia e ci masturbava, eravamo bimbe di 6 anni”

    Nuovi agghiaccianti particolari dal rapporto sulle violenze commesse da membri dell’associazione ‘Legionari di Cristo’ dalla sua nascita nel 1941 ad oggi. Il suo fondatore, il padre messicano Marcial Maciel Degollado, è responsabile di almeno 60 casi di abusi di minori. Ma i sacerdoti responsabili delle violenze sono almeno 33.

    di Biagio Chiariello

    “Padre Ferdinando Martinez ci faceva chiamare in sagrestia, ci sistemava accanto a lui, a volte anche sulle sue gambe e mentre ci leggeva la Bibbia o il Vangelo, ci masturbava”. Emergono nuovi particolari in merito al dossier della Congregazione dei Legionari di Cristo, che ha pubblicato un rapporto sugli abusi sessuali su minori commessi da membri dell’associazione dalla sua fondazione in Messico, il 3 gennaio 1941, ad oggi. Secondo quanto ricostruito il suo fondatore, il padre messicano Marcial Maciel Degollado, morto nel 2008 sarebbe responsabile di almeno 60 casi di abusi di minori. La chiesa non lo avrebbe mai scomunicato perché in Vaticano c’è chi lo ha difeso fino all’ultimo a spada tratta (anche l’allora segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano), limitandosi a sostenere che quelle nei suoi confronti erano solo voci. Lo studio precisa che i 33 sacerdoti responsabili degli abusi rappresentano il 2,44% dei 1.353 legionari ordinati nel corso della storia dell’associazione.

    A sbloccare il processo nei suoi confronti fu Joseph Ratzinger, già prefetto dell’ex Sant’Uffizio, una volta diventato Papa. Dopo un’indagine durata più di un anno, ma con denunce che risalivano già al 1956, nel 2006 la Congregazione per la Dottrina della Fede – risparmiandogli comunque il processo canonico per “età avanzata e salute cagionevole” – condannò l’86enne Maciel alla rinuncia di ogni ministero pubblico e gli impose “una vita riservata di preghiera e di penitenza” per gli abusi sessuali e i delitti di pedofilia continuati per decenni su numerosi seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione.

    Adesso spuntano ulteriori scioccanti particolari, frutto di un sistema interno all’ordine religioso fatto di minacce, veri e propri lavaggi del cervello ai membri della struttura ai quali era proibito fare denunce, avere contatti con l’esterno, persino con i famigliari. In particolare ci si concentra su scuola privata di Cancun, in Messico e un insegnante, padre Ferdinando Martinez, da poco ridotto allo stato laicale. Diverse bambine  (la cui età variava dai 6 ai 9 anni) che venivano mandate in quell’istituto a studiare da famiglie facoltose, pagando rette salatissime, dovevano regolarmente subire attenzioni morbose da parte di quest’uomo di chiesa. Ana Lucia Salazar, oggi ha 36 anni, è una giornalista e una mamma di tre figli, ma non potrà mai dimenticare le violenze subite. A una tv messicana ha raccontato: “Ci leggeva dei passi della Bibbia mentre con una mano ci masturbava: è chiaro che dopo questo per noi bambine la vita non fu più la stessa. Purtroppo il passato è passato e non c’è modo di dimenticare”.

    https://www.fanpage.it/esteri/messico-abusi-choc-in-chiesa-ci-leggeva-la-bibbia-e-ci-masturbava-eravamo-bimbe-di-6-anni/

  • Legionari di Cristo, al via il Capitolo generale 2020 tra gli scandali per gli abusi

    Legionari di Cristo, al via il Capitolo generale 2020 tra gli scandali per gli abusi

    Sessantasei sacerdoti riuniti a Roma per eleggere il nuovo superiore e riflettere sul futuro della Congregazione. Una settimana fa spretato padre Martínez, responsabile di violenze su minori negli anni ’90

    SALVATORE CERNUZIO

    CITTÀ DEL VATICANO. L’ombra degli abusi torna ad avvolgere e travolgere i Legionari di Cristo, a tredici anni dalla condanna al fondatore Marcial Maciel Degollado, il potente e controverso sacerdote messicano dalla doppia vita del quale emersero solo dopo decenni (e anche post mortem) i reati e le malefatte compiute. La Congregazione di diritto pontificio, fondata nel 1941, ha aperto ieri il Capitolo generale ordinario del 2020, il massimo organo di governo di un ordine religioso, per fare il bilancio degli ultimi sei anni, eleggere il nuovo superiore generale ed analizzare le sfide e le questioni urgenti per i prossimi anni. A cominciare dalla «via da seguire nella cura delle vittime di abusi sessuali, possibili insabbiamenti, negligenze o omissioni in relazione ad essi nel passato», come si legge in una nota pubblicata sul sito ufficiale.

    Ai partecipanti al Capitolo – 66 sacerdoti in rappresentanza di nove territori – è stata presentata una indagine interna dal titolo “Radiografia di otto decenni per sradicare gli abusi”, l’inchiesta pubblicata per volontà della Congregazione lo scorso dicembre, nello stesso giorno in cui il Papa aboliva il segreto pontificio per i casi di abusi. I risultati avevano fatto grande scalpore, soprattutto in America Latina dove i Legionari sono proprietari di una rete di istituti, scuole primarie e secondarie, università, presidi sanitari: per la prima volta nella storia la Legione ammetteva gli abusi commessi al suo interno dalla fondazione fino al dicembre 2019.

    In particolare colpivano i numeri: 175 minorenni, di un’età compresa tra gli 11 e 16 anni, vittime di aggressioni sessuali da parte di 33 sacerdoti appartenenti all’organizzazione religiosa (18 dei quali ancora all’interno), dove ricoprivano incarichi di responsabilità. Proprio la posizione di potere ha reso difficile o a volte ha direttamente ostacolato la possibilità di denunciare i crimini e i loro autori, dal momento che nella Congregazione per anni è rimasto in vigore il “quarto voto” che impediva ad ogni appartenente di criticare e commentare i comportamenti negativi di un superiore e tantomeno di parlarne con qualcuno. Motivo per il quale il cardinale Velasio De Paolis, insigne giurista morto due anni fa, nominato da Benedetto XVI nel 2010 commissario dei Legionari, arrivò a dire che trovare la verità «non fosse così semplice».

    È a causa di questo clima di censure e occultamenti che per decenni si è mantenuto in piedi il sistema che ha garantito l’impunità di Maciel, tossicodipendente, abusatore di seminaristi e anche delle mogli e dei figli avuti nel segreto, acclamato invece come un santo da molti, anche all’interno della Curia romana e delle alte sfere del Vaticano. Dei 175 casi di minori abusati resi noti dalla indagine, sessanta sono stati compiuti da Maciel.

    Un’altra vicenda emblematica – forse la peggiore dopo quella del fondatore – è quella di padre Fernando Martínez Suárez, 79 anni, prete messicano abusato e abusatore che circa una settimana fa è stato dimesso dallo stato clericale con un provvedimento della Congregazione per la Dottrina della Fede, a seguito di «un attento studio» sottoposto all’attenzione del Papa. Martínez, vittima di Maciel nel 1954, all’età di 15 anni, è ritenuto colpevole di ripetuti abusi nei confronti di sei bambine tra i sei e i nove anni, all’inizio degli anni ’90, nell’Istituto Cumbres di Cancun, dove insegnava. È accusato anche di altri abusi, tra cui uno a danno di un bambino di circa 4 anni nell’Istituto Cumbres Lomas di Città del Messico nel 1969.

    Lo scandalo è deflagrato a novembre quando i Legionari hanno confermato ogni accusa al sacerdote chiedendo «umilmente perdono» alle vittime. Una di queste, Ana Lucía Salazar, presentatrice televisiva, aveva reso noto tramite i social di essere stata costretta a subire le violenze di Martínez quando aveva solo otto anni, nell’Istituto Cumbres. A ridosso del Capitolo generale ha rilasciato una infuocata intervista tv in cui ha raccontato nel dettaglio come questa scuola privata, frequentata da figli di famiglie facoltose, con rette altissime, si fosse trasformata in un inferno per lei e le compagne che padre Ferdinando faceva chiamare in sagrestia e toccava nelle parti intime mentre leggeva passi della Bibbia. «È chiaro che dopo tutto questo la vita per noi bambine non fu più la stessa. Il passato è passato, ma è difficile dimenticare», ha detto Ana Lucía, oggi 36enne e madre di tre figli.

    Con le altre sopravvissute e le rispettive famiglie oggi chiede giustizia e il risarcimento dei danni. Nei mesi scorsi le donne hanno annunciato anche la presentazione di una denuncia penale collettiva e hanno chiamato in causa padre Eloy Bedia, candidato a vicario capitolare dei Legionari, accusato di aver insabbiato i misfatti di Martinez. Nei mesi scorsi il sacerdote ha ricevuto una lettera in proposito del Tribunale ecclesiastico dell’arcidiocesi di Monterrey. Secondo le vittime, Bedia aveva assicurato di occuparsi del caso, di fornire un accompagnamento ai minori abusati e ai loro familiari, di ritirare il prete pedofilo dal ministero attivo, ma le sue sono state tutte «false promesse». Lo dimostra il fatto che a Martínez, dopo le accuse, fu affidato un altro incarico a Salamanca, sempre a contatto con minori.

    Padre Bedia continua a ribadire la sua estraneità ai fatti adducendo la colpa del trasferimento ad una decisione dello stesso Maciel. Tuttavia, nel polverone generale, ha chiesto di essere dispensato dalla partecipazione al Capitolo generale per rispetto ai sopravvissuti: «Tramite una lettera mi hanno riferito che la mia partecipazione causerebbe grande dolore… Comprendo che sentano la mia presenza come una nuova ferita», scrive in un comunicato. «Spero con tutto il cuore che la mia richiesta possa alleviare in qualche modo la sofferenza delle vittime e che come Congregazione possiamo andare verso l’incontro con loro e contribuire a una guarigione delle ferite».

    La tensione rimane comunque alta in Messico, patria natale di Maciel, dove, peraltro, la settimana scorsa il capo della Financial Intelligence Unit (FIU) del Ministero delle Finanze, Santiago Nieto, ha rivelato che è in corso un’indagine contro l’organizzazione religiosa per presunti casi di riciclaggio e per i legami con Martha Sahagún, moglie dell’ex presidente Vicente Fox.

    Da Roma i partecipanti al Capitolo recepiscono tutte le preoccupazioni e cercano di tirare le somme per il futuro, riflettendo anche sulla missione e l’identità della Congregazione. In più occasioni, nel passato, si è parlato di una chiusura della Legione che, tuttavia, nonostante gli scandali avvicendatisi quasi ciclicamente negli anni e l’emorragia di appartenenti, ha continuato a mantenere un numero elevato di vocazioni e di appartenenti al ramo laico del Regnum Christi.

    Negli ultimi anni, dopo la riforma avviata dalla Santa Sede, la Congregazione ha iniziato a vivere ed esercitare l’autorità secondo le nuove Costituzioni, ad elaborare un rapporto per rinnovare il processo formativo dei membri, ad attuare politiche di ambienti sicuri per la cura e la protezione dei minori, e la configurazione canonica di tutto il Regnum Christi. Un compito svolto sotto la guida dell’assistente pontificio, il gesuita Gianfranco Ghirlanda.

    Il Capitolo in corso a Roma – al quale undici sacerdoti partecipano per la prima volta – dovrà valutare questi temi nelle prossime settimane. Soprattutto dovrà eleggere il nuovo superiore generale che prenderà il posto di padre Eduardo Robles-Gil, nell’incarico dal 2014, e dei suoi consiglieri.

    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2020/01/21/news/legionari-di-cristo-al-via-il-capitolo-generale-2020-tra-gli-scandali-per-gli-abusi-1.38363768?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&refresh_ce
  • Outing dei Legionari di Cristo: in 80 anni ben 175 vittime di abusi e 33 preti-orchi

    Outing dei Legionari di Cristo: in 80 anni ben 175 vittime di abusi e 33 preti-orchi

    Città del Vaticano  – Coinvolta da decenni nel più vasto e drammatico scandalo degli abusi sessuali su minori dentro un ordine religioso, la Congregazione dei Legionari di Cristo, fondata in Messico negli anni Cinquanta, ha pubblicato ora un rapporto-shock da cui emerge che nei quasi 80 anni dalla sua costituzione ben 33 sacerdoti, a cominciare dal suo fondatore padre Marcial Maciel Degollado, si sono resi responsabili di ben 175 casi accertati di violenza su bambini e adolescenti.

    Frutto del lavoro di sei mesi di una commissione interna che ha esaminato tutta la documentazione esistente dal 1941 ad oggi, e che ha interrogato vittime e responsabili degli abusi, il rapporto e’ stato pubblicato nel portale ceroabusos.org, ma sara’ presentato ufficialmente e discusso il 20 gennaio a Roma in occasione del Capitolo generale della Congregazione.

    In un ampio preambolo al documento, i vertici dei Legionari di Cristo osservano di come abbiano «sperimentato che qualunque atto di avvicinamento ad una vittima e’ un passo essenziale verso la giustizia e la verita’». E che «fare luce sul passato, per quanto possa essere doloroso, e’ un gesto liberatorio e di fondamentale importanza per costruire il futuro». Anche per questo il rapporto condanna gli abusi commessi, cosi’ come le «pratiche istituzionali o personali che possono aver favorito o propiziato qualsiasi forma di abuso o rivittimizzazione».

     L’allusione fa riferimento al metodo di controllo sui seminaristi che padre Maciel aveva instaurato in tutta la struttura. Maciel è morto negli Usa a gennaio 2008 per un cancro, ma nonostante sia stato ritenuto colpevole di abusi su minori (compreso gli abusi sui suoi figli naturali) non è mai stato ridotto allo stato laicale dalla Chiesa. In Vaticano godeva di protezioni molto potenti, come i cardinali Stanislao Dziwisz e Angelo Sodano.

    Maciel fu solo costretto dall’ex Sant’Uffizio a ritirarsi a vita privata nel 2006, tenendo conto anche di denunce sulla sua doppia e tripla vita, con abusi anche sui figli naturali, che risalivano al 1956.

    Operando al riparo di forti protezioni che si era procurato in Vaticano, Maciel ha mantenuto la carica di superiore generale dei Legionari di Cristo durante quasi tutto il periodo di sviluppo della Congregazione, partecipando fra il 1968 e il 2005 a vari Capitoli generali. Quando ancora la parte oscura della sua vita non era emersa (lo fu a partire dal 1997), fu considerato molto vicino a Giovanni Paolo II, pontefice che accompagno’ durante le visite che realizzo’ in Messico nel 1979 e 1990.

    In conclusione il rapporto sottolinea che i 33 sacerdoti autori degli abusi rappresentano il 2,44% dei 1.353 legionari ordinati nella storia dell’associazione. Di quei responsabili, sei sono morti, otto hanno abbandonato il sacerdozio, uno ha lasciato la Congregazione e 18 vi sono invece rimasti. Il 100% di essi, assicurano dalla congregazione, e’ pero’ escluso da rapporti pastorali con minori; quattro sacerdoti hanno restrizioni nell’esercizio del ministero e si attengono ad un piano di sicurezza, mentre 14 non esercitano il ministero sacerdotale pubblico.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_chiesa_pedofilia_legionari_papa_francesco_sodano_maciel-4942802.html

  • Legionari di Cristo, “175 minori abusati dalla fondazione nel 1941: 33 preti responsabili”

    Legionari di Cristo, “175 minori abusati dalla fondazione nel 1941: 33 preti responsabili”

    Pubblicato pubblicato un rapporto sulle violenze commesse da membri dell’associazione dalla sua nascita nel 1941 ad oggi. Fin dal 1963 il Vaticano era in possesso delle prove violenze del suo fondatore, Marcial Maciel Degollado, ma li tenne nascosti fino al 2006

    Centosettantacinque minori abusati e responsabilità accertate per 33 sacerdoti. Sono i numeri contenuti nel dossier della Congregazione dei Legionari di Cristo, che ha pubblicato un rapporto sugli abusi sessuali su minori commessi da membri dell’associazione dalla sua fondazione in Messico, il 3 gennaio 1941, ad oggi. Il rapporto, che sarà presentato il 20 gennaio a Roma in occasione del Capitolo generale della Congregazione, precisa che il suo fondatore, il padre messicano Marcial Maciel Degollado, è responsabile di almeno 60 casi di abusi di minori. Casi che sono inclusi nei 175 di cui parla il documento. Con la sua pubblicazione, “i Legionari di Cristo desiderano fare un ulteriore passo per conoscere e riconoscere il fenomeno dell’abuso sessuale su minori e favorire la riconciliazione con le vittime”. Il rapporto inoltre, pubblicato nel portale ceroabusos.org e realizzato in sei mesi da una commissione interna alla congregazione, “condanna e deplora” gli abusi commessi, così come “quelle pratiche istituzionali o personali che possano aver favorito o propiziato qualsiasi forma di abuso o rivittimizzazione“.

    Dopo aver sottolineato che fra i 175 minori abusati sono inclusi le 60 vittime dello stesso fondatore della Congregazione, padre Maciel, lo studio precisa che i 33 sacerdoti responsabili degli abusi rappresentano il 2,44% dei 1.353 legionari ordinati nel corso della storia dell’associazione. Dei responsabili, “sei sono morti, otto hanno abbandonato il sacerdozio, uno ha lasciato la Congregazione e 18 vi sono rimasti. Di questi ultimi, il 100% è escluso da rapporti pastorali con minori, quattro hanno restrizioni nell’esercizio del ministero e osservano un piano di sicurezza, mentre 14 non esercitano il ministero sacerdotale pubblico“.

    Il Vaticano in possesso delle prove di abusi dal 1943: ma li tenne nascosti fino al 2006 – A inizio anno la Congregazione vaticana per gli Istituti di vita consacrata ha riconosciuto che il Vaticano era in possesso fin dal 1943 di documenti probatori sulla pederastia di Marcial Maciel Degollado (1920-2008), che rimasero però nascosti. Il prefetto del dicastero, il cardinale brasiliano Joao Braz de Aviz, 71 anni, aveva dichiarato alla rivista spagnola Vida Nueva che “chi lo ha coperto era una mafia, non rappresentava la Chiesa“. “Ho l’impressione che le accuse di abuso cresceranno”, aveva continuato De Aviz, “ci siamo nascosti per tutti questi anni anni ed è stato un errore enorme”.

    È noto che il processo sugli abusi di Maciel – colpevole di una doppia e tripla vita con figli da diverse donne, di abusi su giovani seminaristi – fu tenuto per molto tempo fermo in Vaticano, grazie soprattutto alle sue amicizie in alto grado, e a sbloccarlo fu Joseph Ratzinger, già prefetto dell’ex Sant’Uffizio, una volta diventato Papa. Fu solo il 19 maggio 2006, dopo un’indagine durata più di un anno, ma con denunce che risalivano già al 1956, la Congregazione per la Dottrina della Fede – risparmiandogli comunque il processo canonico per “età avanzata e salute cagionevole” – inflisse a un Maciel ormai 86enne la pena della rinuncia a ogni ministero pubblico e gli impose “una vita riservata di preghiera e di penitenza” per gli abusi sessuali e i delitti di pedofilia continuati per decenni su numerosi seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione. Per quest’ultimo delitto era già incorsa la scomunica ‘latae sententiae’. La decisione fu approvata personalmente da papa Benedetto XVI. Come si apprende però dalle ultime dichiarazioni, la Sede pontificia era in possesso delle prove di colpevolezza del fondatore dei Legionari già da più di 60 anni.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/22/legionari-di-cristo-175-minori-abusati-dalla-fondazione-della-congregazione-nel-1941-33-preti-responsabili/5633555/?fbclid=IwAR2WLxtSM0Gwd3t7sNWLpVI7xYBXwDgugS_syqGvfYjBUbl3GNNz8JQmgmc

  • “Norberto Rivera mi offrì di essere un vescovo in cambio del silenzio sulla pederastia”

    “Norberto Rivera mi offrì di essere un vescovo in cambio del silenzio sulla pederastia”

    Athié Gallo lasciò il sacerdozio intorno al 2003, dopo aver realizzato la grave situazione e il suo occultamento da parte della Chiesa.

    Alberto Athié Gallo, un ex prete che aveva 20 anni di servizio nell’Arcidiocesi del Messico, condivide il fatto di aver lasciato il sacerdozio nel 2003 dopo aver preso coscienza della grave situazione della pedofilia clericale e dell’occultamento della chiesa, a livello locale e globale.

    Fino a quando, come afferma, a quel tempo il cardinale Norberto Rivera gli offrì la posizione di vescovo in cambio del silenzio nelle sue lamentele contro i preti pedofili, che fu la goccia che fece traboccare il vaso per appendere la stola, perché Rivera venne a proteggere Marcial Maciel, accusato di aver abusato sessualmente di piccoli discepoli della congregazione dei “Legionari di Cristo”.

    “Si è offerto di farmi vescovo se avessi taciuto, ho detto di no. Certo che non avrei accettato, andai anche dal nunzio apostolico, il quale mi disse che ciò che il cardinale Rivera proponeva era assolutamente impossibile e lo stava facendo, poi col tempo lo stesso nunzio mi diede la ragione “.

    Questo è stato condiviso da Athié Gallo nella sua partecipazione come relatore a Torreón nel “Forum nazionale della pederastia clericale, per la cultura della prevenzione”.

    Cosa pensi della pedofilia?

    Anche se fino al 70% degli abusi su minori provengono dalla stessa famiglia ed è difficile denunciare abusi, nel caso della Chiesa essi non devono nascondere un atto contro un bambino perché contraddicono la loro missione, mentre i vertici del clero contraddicono la loro missione proteggendo l’aggressore invece di proteggere la vittima.

    Eri un prete, quale era la ragione principale per smettere di essere uno?

    Sono stato prete per 20 anni della mia vita e mi sono reso conto di questa situazione quando ho trattato le vittime di padre Marcial Maciel. Quando ho cercato di dire cosa stava succedendo, mi sono reso conto che c’era un sacco di occultamento da parte delle autorità ecclesiastiche a tutti i livelli e non potevo continuare a farne parte.

    Eri un prete, quale era la ragione principale per smettere di essere uno?

    Sono stato prete per 20 anni della mia vita e mi sono reso conto di questa situazione quando ho incontrato le vittime di padre Marcial Maciel. Quando ho cercato di dire cosa stava succedendo, mi sono reso conto che c’era un sacco di occultamento da parte delle autorità ecclesiastiche a tutti i livelli e non potevo continuare a farne parte.

    Ti consideri un credente?

    Non sono più un credente come lo ero prima. Non credo più nell’istituzione e se Dio esiste penso che non dovrebbe essere d’accordo con questo tipo di azione, anche con coloro che sono venuti a farlo nel suo nome e nei valori religiosi.

    Qual è il denominatore comune per il quale un sacerdote arriva a commettere abusi su un minore?

    La pedofilia clericale si riferisce a un doppio abuso, da un lato l’abuso dell’autorità spirituale morale e religiosa, poi quando l’abuso sessuale è consumato in modo sessuale, tutti i vescovi, i cardinali e persino la santa sede, coprono la situazione, oltre a minimizzare e disprezzare le vittime. Prima viene la manipolazione delle coscienze e poi arriva l’abuso sessuale, che è un altro modo di abusare dell’autorità, ma in modo fisico.

    Da quando combatti per sradicare la pedofilia del clero?

    Come seminarista ho iniziato a notare che c’era un danno per il bambino, ma era qualcosa che si sentiva da lontano, come il rumore del corridoio, era anche un argomento a cui era proibito accedere. Successivamente come sacerdote ho trovato diversi casi in cui ho detto “questo non può essere”. Per prima cosa ho combattuto dall’interno, non da un denunciante esterno. Ho combattuto dal 1994 al 2001 all’interno della chiesa. Ho cercato di convincere la chiesa a riconoscere che c’era un grave problema, per aprire allo stesso tempo a cercare una soluzione sotto i principi evangelici della chiesa, ma anche con quelli della legge, tuttavia non hanno prestato attenzione.

    Sei stato perseguitato dalla Chiesa per le tue accuse?

    Perseguitato no, ma bloccato perché mi è costato molto lavoro per trovare un lavoro stabile, infatti il cardinale Rivera ha combattuto contro di me per non farmi trovare lavoro a Città del Messico, quindi ho dovuto lasciare il paese per un po’. Era tutta una guerra aperta, senza violenza ma era un ostacolo.

    Quali sono le notizie in Messico su questa situazione?

    C’è molto da fare, ma questo tipo di Forum sulla pedofilia del clero aiuta a sensibilizzare la comunità con la presentazione dei casi. Nel frattempo, il ruolo che le autorità religiose continuano a svolgere nel condannare la pedofilia e, dall’altra parte, si vede come gestiscono il caso per salvare il loro prestigio, senza riconoscere che i loro membri hanno ferito migliaia e migliaia di minori.

    https://www.milenio.com/estados/mas-estados/no-creo-mas-en-la-institucion-y-si-dios-existe-debe-estar-de-acuerdo