Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Biografia di Francesco Zanardi – La recensione di Michele Del Gaudio

    Biografia di Francesco Zanardi – La recensione di Michele Del Gaudio

    di Michele del Gaudio – “Francesco Zanardi – biografia di Cristina Balestrini… Lo trovi su AMAZON – EDITORE

    “Lasciate che i bambini vengano a me” (Luca 18,16) dice il mio amico Gesù ed io vedo Francesco, anche oggi, nei suoi cinquantun’anni, fra quei bambini.

    Consiglierei però a Gesù nel prossimo Vangelo di rivolgersi a bambine e bambini, perché la Costituzione ha sancito la parità di genere! Anche se in tanti la calpestano.

    Non c’è da meravigliarsi che Gesù sia mio amico: gli parlo tutti i giorni! Non perché sia Dio, ma perché credo profondamente nel suo insegnamento e tento di praticarlo, anche se non riesco a credere che sia Dio.

    Sono un non credente come Francesco! Anche se David Maria Turoldo afferma: “Molti credenti non sanno di non essere credenti. Molti non credenti non sanno di essere credenti”. Allora anche Francesco ed io forse siamo credenti! E possiamo dialogare con Gesù!

    Il Nazareno è protagonista in questo libro: un sacerdote distrugge la vita di Francesco, ma è un altro sacerdote a ricostruirla e a dimostrare che, se c’è Giuda, c’è anche Pietro! Il male e il bene competono nelle giornate di tutte, tutti noi; il male aggredisce soprattutto nel buio, ma neanche il bene riposa e… anche alla notte più tenebrosa segue sempre il giorno.

    L’autrice è Cristina Balestrini, collaboratrice, colonna, madre, figlia di Francesco, il quale autografa direttamente alcuni capitoli. Il figlio di Cristina ha subito lo stesso calvario di Francesco… e di Gesù… il tormento è identico qualunque sia la causa e la forma.

    Il racconto scorre agile, comprensibile, trasparente, pur contenendo eventi atroci e riflessioni psicologiche, sociologiche, filosofiche, giuridiche… che però non ledono il coinvolgimento della lettrice, del lettore, che assaporano anche una poesia invadente e discreta, cruenta e quieta, prepotente e catartica.

    Francesco è una persona “scomoda”, si è arrampicato per vie inesplorate, già impervie ma incattivite dagli omertosi, insanguinate da coscienti aguzzini, puntellate da presunti cherubini.

    La tribù egoista e superficiale evita la scabrosità, predilige l’inerzia del silenzio, a volte assassino, la navigazione subacquea che non specchia, se non sbrigative maldicenze.

    Eppure si incontrano personaggi straordinari, come Stefano Milano, che rappresenta la tragedia di Francesco, e delle “sue figlie”, e dei “suoi figli”, più di novecento, accanto agli scaffali dei “suoi ospiti” cartacei, lampanti ed enigmatici, oppure nella piazze assolate ed assetate di saperi, ideali, sentimenti. (Pag. VI)

    E la magistrata Maria Monteleone (Pag. 128-130), stimatissima amica, con la quale ho condiviso il maestro, il giudice Mario Almerigni, che ci ha insegnato a combattere anche perdendo, perché è nell’impegno la “beatitudine”, a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo.

    E Luisa Bonello, che, “nell’esercizio della professione… si imbatte in alcune vittime… e come medico accoglie tutto il loro malessere, come cattolica accoglie tutto il loro dolore” (Pag. 75 ss..); giunge al sacrificio supremo, causato dalle sue denunce… ma chi la trafigge di lingua o di spada resterà negletto… mentre l’eroina è sì morta per la vita, ma è viva per la morte… viva finché è nel pensiero, nelle conversazioni, nelle scritture…

    La citazione di Pirandello, “Il fu Mattia Pascal”, giunge a proposito, perché un vanto di Francesco è il rifiuto della maschera. Fino a trent’anni è stato costretto ad indossarla, anzi ad indossarne diverse: è il bravo chierichetto per don Carlo Rebagliati, l’amante in catene per don Nello Giraudo, il bambino introverso per la madre, il figlio adottivo imposto per il padre, l’amico di giochi, il compagno di scuola, il riparatore… prima di oggetti… oggi di viventi.

    La storia di Francesco è articolata, crudele, spietata, tormentata, implacabile, ineluttabile, intransigente, inattesa, lenta, graduale, inimmaginabile, imprevista, sorprendente, progressiva, tangibile, altruista, straordinaria, utopistica… la sintetizzo in pochi flash che non ne abbracciano l’immensità.

    Abbandonato alla nascita, inizia una vita in salita. (Pag. 14)

    Il padre adottivo non vuole figli ed abolisce le gioie infantili, compresi i compleanni.

    La madre, succube, con una fede ossessivo compulsiva, anche in tutti i preti, suicida. (37)

    La parrocchia torturatrice, ma con lo stanzino nel sottoscala ove esplora, smonta e rimonta.

    Il sacerdote che gli fa da papà, don Carlo.

    Il sacerdote carnefice, don Nello: “… è qualcosa che ti rimane fisso nel cervello, qualcosa che, anche se vuoi e ci provi con tutte le tue forze, rimane un ricordo indelebile, ogni particolare di ogni abuso sessuale ti rimane stampato nella memoria, e negli incubi notturni ricorrenti.

    Rimani completamente gelato, immobile, non puoi sfuggire, non hai scampo”. (Pag 26)

    Nei campeggi… “i bambini tra loro non ne parlavano, era un tacito macabro segreto, tutti sapevano cosa succedeva al “prescelto” della notte…”. (27) “È difficile spiegare tutto quello che crea nella testa di un ragazzino”. (30)

    Il bimbo cresce in fretta. (6)

    Il lavoro a sedici anni e la fine dell’incubo fisico, non mentale. (28)

    Germana, la fidanzatina asfaltata da una moto a diciassette anni. (13)

    L’omosessualità scoperta a trent’anni.

    Gli amori. (19 ss..)

    La droga. (30-31)

    Cacciato di casa. (33)

    Lo accoglie don Carlo, “l’unico padre che riconosce”. (40)

    Un prete lo devasta, un prete lo salva. (41)

    La comunità. (42) “Francesco non si sente come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto”. (Pag. 46)

    Al termine è di nuovo accolto da don Carlo.

    Le vicissitudini ecclesiali e giudiziarie. (52 ss..)

    Don Nello viene finalmente condannato! 61

    Prende vita il gruppo La COLPA. Otto ragazzi che hanno in comune almeno tre cose: la sciagura mai sopita, il bisogno di fare qualcosa di concreto, il desiderio che non accada ad altri. (69) Inizia lo screening delle vittime. (70)

    Quando il martirio eterno varca i confini del fenomenico, e si annida nella sterpaglia della psiche, è sordo, costante, pneumatico, con una qualità però: riconoscerne un altro e fare squadra e partorire un’energia fanciulla che si evolve in confronto adulto fino a renderlo nuova linfa.

    Certo la sofferenza non marina mai l’esistenza, ma accanto vi cammina un brio esile, convinto, consapevole…

    Le  atrocità sono inesauribili, ma “Negli uomini, le cose da ammirare sono più di quelle da disprezzare” sostiene Albert Camus, “La peste”, e di questo Francesco si è cibato passo dopo passo, disillusione dopo disillusione, sconfitta dopo sconfitta.

    Ma a volte perdendo si vince. Di una vittoria esangue, sì, ma foriera di nuova umanità.

    “La verità vi farà liberi”. Giovanni 8, 32. “Ancora con Gesù! – mi direte -. Ma sei fissato!”.

    Sì, sono inchiodato a Gesù falegname, non alla sua deità! Ed anche Francesco testimonia Gesù nel suo agire, ed anche la Costituzione. “Ricercare la Verità e la Giustizia è… un grande atto di amore, anche quando si scopre che la realtà è dolorosa e non è quella che ti aspettavi” (Pag. 115).

    Francesco, il “cercatore”, le estrae dai guadi, dalle miniere, dalle caverne dell’anima e le stende al sole, come panni puliti e profumati, perché le verità non possono essere nascoste. In genere chi ostenta certezza si allontana dalla verità, mentre chi rincorre il dubbio le si avvicina; ma negli itinerari di Francesco la verità annienta il dubbio.

    Francesco la diffonde sul mare triste e soffia sulle onde la speranza. 

    Francesco offre sostegno, rifugio, come punto di partenza per ricominciare a sorridere e sentirsi parte integrante, non scarto… “cosa si può dire ad un amico… un fratello… quando semplicemente, in modo genuino e così umile ti “consegna” un dramma (XVI)… la sua vita ha davvero qualcosa da dire: restituisce dignità e coraggio a chi ha perso la forza di lottare”. (VII).

    Nascono “Rete L’ABUSO” e poi “Rete L’ABUSO Human Rights Connect”.

    Essere sempre forti davanti a tutto e tutti ha, però, un costo emotivo non indifferente, bisogna proteggersi con una corazza… (99) sia pure ornata con bontà e generosità.

    Francesco è vittima e contemporaneamente assiste le vittime; come volontario ha l’equilibrio per analizzare e valutare le situazioni con “freddezza” e trasmettere sicurezza alle persone spesso sgomente che gli si rivolgono. Come vittima ha la capacita di entrare in empatia, facendo sentire l’altra vittima “a casa”. (99)

    L’Associazione monitora gli spostamenti dei sacerdoti, offre difesa legale alle vittime attraverso avvocati su tutto il territorio nazionale, contrasta l’isolamento che destabilizza fino all’alcolismo, alla droga ed altri comportamenti di evasione dalla sventura.

    Se non si muore di cirrosi, overdose, suicidio, si sopravvive in condizioni accettabili… non serve…  fare cose eccezionali, basta vivere onestamente, soprattutto con sé stessi, e inevitabilmente si produrrà qualcosa di positivo e di valore per l’intera società. (130-132)

    L’instancabile dedizione consente a Francesco l’approdo, come relatore, alla Camera dei Deputati e all’Onu, l’Organizzazione delle Nazioni Unite: l’Alto Commissariato per i diritti umani rivolge delle “raccomandazioni” allo Stato italiano riprendendo molti concetti dell’intervento di Francesco.

    Manca solo papa Francesco, uno dei pochi alti prelati che può scagliare pietre. Francesco papa ha la tenerezza per entrare nel cuore più torturato, come quello di Francesco crocefisso bambino, e saprà trovare, in uno dei suoi angoli reconditi, Gesù fanciullo, rintanato di stracci e sputato d’ingiurie, ma vivo, oserei dire risorto!

    In queste righe non compare il sostantivo pedofilia, perché il libro recensito non è sulla violenza ma sulla resurrezione. Francesco è risorto assieme alle sue figlie e ai suoi figli… assieme a Gesù!

    Michele Del Gaudio – http://www.micheledelgaudio.com/

  • Allarme a Roma, bimbi si prostituiscono anche a 10 anni

    Allarme a Roma, bimbi si prostituiscono anche a 10 anni

    Lo ha lanciato il sostituto Procuratore Maria Monteleone in audizione alla Commissione infanzia. Fenomeno cresciuto nell’ultimo anno con 31 procedimenti giudiziari

    “La prostituzione minorile è uno dei fenomeni più inquietanti che ha come vittime i minori, sia bambine che bambini. E che purtroppo vede sempre più protagonisti anche bimbi con meno di 14 anni, quindi anche di 13, di 12 o di 10 anni. Nell’ultimo anno giudiziario sono stati 31 i nuovi procedimenti”, nel circondario del tribunale e della Procura di Roma.

    Lo ha detto il pm Maria Monteleone, sostituto procuratore a Roma e coordinatrice del pool che si occupa dei diritti dei minori, nel corso dell’audizione alla commissione parlamentare di inchiesta per l’infanzia e l’adolescenza. Dopo aver segnalato gli sviluppi del fenomeno nell’ultimo anno, il pm Maria Monteleone ha anche ricordato che “negli anni precedenti abbiamo avuto un’impennata di procedimenti nuovi in questa materia, connessa alla nota vicenda delle baby squillo”. Quest’ultimo riferimento riguarda l’inchiesta che nel 2013 portò alla luce la vicenda di due ragazzine fatte prostituire nel quartiere romano dei Parioli.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/02/19/allarme-a-roma-bimbi-si-prostituiscono-anche-a-10-anni-_80b8b3ea-2a0d-490e-94ef-8f325df740af.html?fbclid=IwAR2SeW2x5eT-r5OfvTXgY5D-d18ooAXAWcz1EWaRtmcExoe6Jb3QViih1Zw

  • Si indaga su “abusi sessuali” contro i chierichetti del Papa

    Si indaga su “abusi sessuali” contro i chierichetti del Papa

    Ai pm la denuncia di un ragazzo che viveva nell’istituto in Vaticano: “Un seminarista, oggi prete, mi violentò per anni. E ci sono altre vittime”

    Di Alessandro Mantovani e Ferruccio Sansa

    C’è un’inchiesta alla Procura di Roma, a un chilometro dalle mura vaticane, che può mettere in imbarazzo le gerarchie ecclesiastiche fino a papa Francesco. Riguarda i presunti abusi, almeno in parte fra minori, commessi nel Preseminario San Pio X, l’istituto che all’interno della Santa Sede ospita i chierichetti che servono messa in San Pietro con il Papa. Ragazzini in un percorso “pre-vocazionale”.

    “Ci entrai nel 2006, avevo 13 anni”, ha raccontato un giovane, oggi 26enne, che chiameremo Mario. “Appena arrivai l’allora rettore, monsignor Enrico Radici, mi indicò un ragazzo di un anno più grande di me, già ammesso al seminario. Mi disse che ero giovane e per ogni cosa dovevo affidarmi a lui. Di lì a poco iniziò a entrare quasi tutte le notti nella stanza in cui dormivo con altri due, mi accarezzava, mi praticava sesso orale, costringeva me a fare altrettanto, poi veri e propri atti di sodomia”.

    COSI’, RACCONTA Mario, per sei anni, finchè non decise di andarsene nel 2012. Non senza aver parlato, almeno dal 2009, con monsignor Radice: “Mi disse che ero invidioso di lui, che mi avrebbe mandato via e avrebbe raccontato tutto alla mia famiglia”. Il giovane riferisce di gravissime sofferenze.

    “Si è sentito solo, abbandonato, nonostante il tempo trascorso non ha superato quello che ha vissuto, la sua vita di relazioni è seriamente compromessa, è tuttora in cura da una psicoterapeuta – spiega l’avvocato Dario Imparato, che lo assiste –. Un anno di differenza a quell’età vuol dire molto, per di più il rettore aveva attribuito grande autorità all’altro giovane”. Nella denuncia il ragazzo scrive che altri giovanissimi avrebbero subito gli stessi abusi da parte di Gabriele Martinelli, oggi sacerdote 27enne in Lombardia.

    La storia è nota dalla fine del 2017, quando ne scrisse Gianluigi Nuzzi nel libro Peccato originale (Chiarelettere) e se ne occuparono Le Iene. La riferì un giovane polacco, Kamil, che per due anni, tra il 2010 e il 2011, aveva condiviso la cameretta con Mario e disse di aver assistito ai continui abusi e ai tentativi del ragazzo di negarsi al seminarista. Anche secondo Kamil, non era una libera relazione tra giovani gay. Solo allora Mario, raggiunto dalle Iene, si affidò all’avvocato Imparato per sporgere denuncia. “Mi rivolsi – spiega il legale – all’ufficio del Promotore di Giustizia vaticano”, il pubblico ministero della Santa Sede, al vertice del quale c’è il professore Gian Piero Milano con l’aggiunto professor Roberto Zanotti.

    Per quanto si è capito hanno indagato, hanno sentito una trentina di persone, nel dicembre scorso Panorama ha scritto che l’inchiesta era conclusa ma poi non se n’è saputo più niente, forse perché gli abusi su minori nel codice penale vaticano sono puniti solo in caso di tempestiva querela, mentre in Italia si procede d’ufficio.

    IL SERVIZIO della Iene lo vide anche l’allora procuratore della Repubblica di Sondrio, che aprì un fascicolo perché il presunto responsabile degli abusi diceva messa nel territorio di sua competenza. Poiché però le presunte violenze sarebbero state commesse in Vaticano, da Sondrio gli atti furono trasmessi, nel 2018, alla Procura di Roma, competente per i reati avvenuti all’estero, Vaticano compreso, in danno di cittadini italiani, esattamente come avviene per l’omicidio Regeni o i sequestri dei nostri connazionali all’estero. L’inchiesta è condotta nel più stretto riserbo dal pm Stefano Pizza con i carabinieri, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Maria Monteleone ed è alle battute conclusive. Al centro c’è don Martinelli, che si occupava addirittura di ritiri spirituali, cioè anche di giovanissimi, ma poi – secondo alcune fonti – sarebbe stato trasferito ad altro incarico.

    Ci sono gli abusi denunciati da Mario. La Procura sta anche ricostruendo, anche al di là dei possibili rilievi penali, l’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche. Perché le notizie sui presunti abusi sono arrivati molto in alto, fino ai vertici dell’Opera Don Folci di Como che gestisce il preseminario San Pio X e al cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano. Ci sono alti prelati che si sono dati da fere per chiarire, altri invece si sono girati dall’altra parte. Ai tempi dei presunti abusi, quando sul soglio pontificio c’era papa Ratzinger, come ai tempi in cui la vicenda è emersa sotto il pontificato di Bergoglio, che ha dichiarato guerra ai preti pedofili in tutti i continenti.

    SAREBBE INCREDIBILE se i magistrati di Piazzale Clodio aprissero un processo prima di quelli della Santa Sede su abusi avvenuti in Vaticano, nell’istituto in cui i chierichetti del Papa dovrebbero essere trattati meglio di qualsiasi altro ragazzino, accanto a Casa di Santa Marta dove vive il pontefice. Proprio lui, papa Francesco, ha o avrà in mano le conclusioni dell’inchiesta vaticana. E il pontefice, se volesse, potrebbe intervenire anche sul codice, introducendo la procedibilità d’ufficio per gli abusi in danno di minori.

    (trascrizione da Il Fatto Quotidiano del 27 giugno 2019)

  • Roma, accusò esponenti della Curia di pedofilia: sacerdote condannato per calunnia

    Roma, accusò esponenti della Curia di pedofilia: sacerdote condannato per calunnia

    Si tratta di Patrizio Poggi, ex parroco della Chiesa di San Filippo Neri. Il giudice gli ha inflitto 6 anni e 11 mesi di reclusione. Era già stato condannato in passato per abusi su minori e ridotto allo stato laicale

    Denunciò, sapendo di mentire, alti esponenti della Curia romana, tirandoli in ballo in un presunto giro di pedofilia e prostituzione minorile. In pratica, denunciò l’esistenza di un’organizzazione criminale che avviava alla prostituzioni minorenni, mettendoli a disposizione del clero romano. Dichiarazioni non veritiere che hanno determinato prima il suo arresto nel giugno del 2013 e oggi una condanna in tribunale a 6 anni e undici mesi di reclusione per il reato di calunnia aggravata e continuata. E’ quanto il giudice monocratico di Roma, Angelo Giannetti, ha inflitto all’ex sacerdote Patrizio Poggi, già parroco della Chiesa San Filippo Neri, dopo una condanna in via definitiva a 5 anni per alcuni abusi su minori.

    Il procuratore aggiunto Maria Monteleone ha chiesto 9 anni di reclusione, ritenendo dimostrato che Poggi abbia concepito il suo “piano” calunnioso, anche costruendo false prove testimoniali, “in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali a pagamento con minorenni”. Poggi avrebbe agito così anche perché convinto “che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti preti pedofili potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni”. Poggi, nel frattempo, era stato sospeso a divinis e ridotto allo stato laicale proprio a causa delle gravi vicende giudiziarie in cui era stato coinvolto.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/12/02/news/roma_curia_accuse_pedofilia_condannate-153291288/

  • Abusi su minore. Il caso di don Vito Beatrice finisce all’attenzione della Corte Costituzionale

    Abusi su minore. Il caso di don Vito Beatrice finisce all’attenzione della Corte Costituzionale

    Finisce all’attenzione della Corte Costituzionale il caso giudiziario di Vito Beatrice, 72enne religioso di origine campana della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, per il quale la Procura di Roma ha chiesto una condanna a 14 anni di carcere per abusi sessuali compiuti su un ragazzo (oggi 28enne) che i genitori avevano affidato al prete per ragioni di educazione e di istruzione da quando aveva 9 anni.

    I giudici dell’ottava sezione penale del tribunale, dopo una camera di consiglio, hanno ritenuto non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Procuratore aggiunto Maria Monteleone sulla legge Cirielli nella parte in cui non ha escluso la riduzione dei termini di prescrizione per i reati sessuali in contrasto con quanto previsto dalla Convenzione internazionale di Lanzarote.

    Stando alla Procura, le violenze sono andate avanti nell’arco di una decina di anni, tra Roma, Genova e anche all’estero. Il ragazzo, solo dopo aver raggiunto la maggiore età, ha trovato la forza per denunciare il prete e raccontare la natura delle violenze subite e i traumi psicologici con cui ancora oggi è costretto a fare i conti.

  • Pedofilia, chiesti 14 anni di carcere per il prete accusato di violenza sessuale.

    Pedofilia, chiesti 14 anni di carcere per il prete accusato di violenza sessuale.

    Per aver abusato sessualmente di un ragazzo, che i genitori gli avevano affidato da quando aveva 9 anni per ragioni di educazione e di istruzione, don Vito Beatrice, 72enne religioso di origine campana della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, , deve essere condannato a 14 anni di carcere. E’ la richiesta avanzata oggi dal procuratore aggiunto Maria Monteleone ai giudici dell’ottava sezione penale del tribunale di Roma che hanno aggiornato a fine mese il dibattimento per la sentenza.

    Il rappresentante della pubblica accusa ha anche chiesto che venga negato all’imputato, accusato di violenza sessuale continuata ed aggravata, ogni tipo di attenuante, considerato che la vittima degli abusi ha cercato qualche anno fa di togliersi la vita gettandosi in un fiume. Le violenze, infatti, secondo la Procura, sono andate avanti nell’arco di una decina di anni, tra Roma, Genova e anche all’estero. Poi, una volta raggiunta la maggiore eta’, il ragazzo ha trovato la forza per denunciare il prete e raccontare la natura delle violenze subite e i traumi psicologici con cui ancora oggi e’ costretto a fare i conti.

    http://www.corrierequotidiano.it/1.42715/cronaca/lazio-roma-liguria-genova/news/abusi-sessuali-su-minore-chiesta-condanna-14-anni-un

  • Orrore in canonica Il pm: 14 anni al prete pedofilo.

    Orrore in canonica Il pm: 14 anni al prete pedofilo.

    Lo avrebbe vessato per più dieci anni, dalla Pasqua del 1995 fino al 2006: da quando la vittima era un bambino di appena dieci anni fino alla soglia dei venti anni. Uno stillicidio di violenze e sopraffazioni che sarebbero opera di Vito Beatrice, sacerdote settantaduenne originario del torinese e appartenente alla congregazione dei Chierici regolari di Somasca. Una storia terribile che vede il bambino – che era stato affidato al sacerdote che, nelle intenzioni dei genitori, avrebbe dovuto essere suo «precettore e padre spirituale» – finire nelle mani di un presunto pedofilo per il quale il procuratore aggiunto Maria Monteleone ha chiesto ieri in aula la condanna a 14 anni di reclusione chiedendo che venga negata all’imputato ogni tipo di attenuante.

    Una storia di sopraffazione e violenza venuta a galla solo dopo che la giovane vittima aveva deciso di raccontare tutto, prima alla fidanzatina, poi ai genitori, che non si sarebbero mai aspettati l’incubo nel quale era vissuto il proprio figlio. Secondo quanto ricostruito dalle indagini infatti Beatrice «con abuso di autorità ed anche con violenza nel sovrastarlo fisicamente e psicologicamente tanto da vincerne le resistenze, convinceva la vittima a compiere e subire atti sessuali reciproci di masturbazione, congiunzioni orali e penetrazioni anali». Tanti gli episodi individuati dagli inquirenti e raccontati dettagliatamente in aula durante la lunga deposizione della vittima: episodi che si sarebbero verificati a Roma, a Genova e in diverse località all’estero e sempre in abitazioni o locali di pertinenza del sacerdote finito alla sbarra. In molte occasioni, sottolinea la procura nel capo d’imputazione, anche «all’interno di strutture ecclesiastiche».

    Tutto era iniziato dopo un pellegrinaggio al Lourdes negli anni novanta: in quella occasione il ragazzino aveva fatto il chierichetto al suo futuro aguzzino. Poi le visite al paesino dell’entroterra ciociaro con l’imputato – aveva raccontato in aula la madre – che si era offerto di preparare il bambino per l’esame di quinta elementare. Lo avrebbe ospitato in convento da lui. Fu quello il primo passo verso il baratro. Da quell’occasione infatti i rapporti tra il sacerdote e il bambino si moltiplicano: i viaggi all’estero, le vacanze sulla riviera ligure, i compleanni. Un incubo che durerà fino al 2006 (anche se gli ultimi anni non sono perseguibili) e che porterà il ragazzo sull’orlo della morte. Prima della confessione ai propri genitori infatti la vittima aveva provato a suicidarsi buttandosi in un fiume della Ciociaria durante una serata di feste con gli amici. Ieri la richiesta di condanna pesante da parte della Procura (che durante la requisitoria ha più volte sottolineato come gli episodi contestati siano tutti comprovati). Richiesta su cui i giudici della VII sezione penale del tribunale decideranno nell’udienza fissata per fine mese.

    Vincenzo Imperitura

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/04/09/orrore-in-canonica-il-pm-14-anni-al-prete-pedofilo-1.1527561?localLinksEnabled=false

  • Don Dino accusato anche di aver avuto rapporti con minori

    Don Dino accusato anche di aver avuto rapporti con minori

    Confermate le ipotesi della Procura Ma il reato era di pedopornografia

    Don Dino non si sarebbe accontentato di immortalare quegli adolescenti senza veli. Il sacerdote, al secolo Placido Greco, avrebbe anche rubato la fanciullezza di almeno due minorenni. A metterlo nero su bianco è il tribunale del Riesame. I giudici hanno così confermato le ipotesi investigative della procura di Roma. Le stesse tesi che avevano portato all’arresto del prelato. L’uomo era finito in manette lo scorso maggio, insieme ad altre 8 persone accusate di aver sfruttato sessualmente alcuni minorenni di origine rom. Ragazzini pagati per vendere i loro corpi tra i binari della stazione termini. In un primo momento infatti, il giudice per le indagini preliminari aveva confermato le accuse mosse nei confronti del prete esclusivamente per quanto riguarda la detenzione di materiale pedopornografico. Gli agenti della Polfer avevano ritrovato nell’abitazione dell’uomo circa 1700 fotografie. Immagini che ritraevano numerosi minorenni in pose hard. «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi – avrebbe ammesso il sacerdote durante l’interrogatorio di garanzia – Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre, non ho mai sfiorato un bambino. Mai pagato nessuno, neanche per le foto». Secondo il riesame però l’improvvisato agente cinematografico avrebbe anche avuto rapporti sessuali con due ragazzini.

    Dalle indagini era emersa la doppia personalità del prelato. L’indagato avrebbe scritto, sotto pseudonimo, una bibbia in chiave erotica. Nel libro dissacrato, secondo gli inquirenti, al posto dei 12 apostoli, sarebbero stati rappresentati altrettanti ragazzini. L’uomo adesso è agli arresti domiciliari. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Cristiana Macchiusi e dall’aggiunto Maria Monteleone, ha portato all’arresto di 9 persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 17. Il decimo indagato che sarebbe dovuto essere arrestato era morto poco prima che scattasse la misura cautelare nei suoi confronti. Non era solo lo scalo ferroviario di Termini a fare da sfondo a un mondo dove uomini, talvolta in abito talare, strappavano l’infanzia «di adolescenti, accomunati tutti da una precarissima condizione esistenziale, caratterizzata – come scrivono gli inquirenti – da povertà, ignoranza, promiscuità, estrema emarginazione e degrado». Tiburtina, Piramide e Termini. Nettuno, Albano Laziale e Aprilia. A bordo dei treni, in casa, in macchina, nei bar adiacenti la stazione o in quelli del Mc Donald’s. Erano numerosi i luoghi dove i minorenni si prostituivano. Talvolta anche in cambio di un pacchetto di noccioline. I bambini si prostituivano al binario «29» della stazione Termini potevano guadagnare al massimo 50 euro. In altre occasioni, erano stati venduti dalla loro stessa madre.

    Andrea Ossino

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/03/06/don-dino-accusato-anche-di-aver-avuto-rapporti-con-minori-1.1516230

  • Roma, adescò due minorenni vicino a una scuola: ai domiciliari ex prete

    Roma, adescò due minorenni vicino a una scuola: ai domiciliari ex prete

    Concessi dal gip di Roma gli arresti domiciliari per l’ex sacerdote Patrizio Poggi, sotto processo per aver calunniato alcuni prelati della Curia di Roma, e arrestato il 28 ottobre scorso per l’accusa di prostituzione minorile per aver tentato di adescare un ragazzino vicino ad una scuola di Viterbo. Roma, adescò due minorenni È stato lo stesso gip Paola Della Monica che aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a concedere i domiciliari per Poggi, dopo l’interrogatorio di garanzia ed una istanza del difensore, l’avvocato Federico Spuntarelli. L’inchiesta sull’ex sacerdote è coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e condotta dal pm Eugenio Albamonte. I fatti contestati risalgono al 2014.

    http://www.ilmessaggero.it/VITERBO/roma_prete_domiciliari_pedofilia_patrizio_poggi/notizie/1676066.shtml

     

  • Pedofilia, agli arresti domiciliari ex prete Patrizio Poggi

    Pedofilia, agli arresti domiciliari ex prete Patrizio Poggi

    Roma, 12 nov. (askanews) – E’ agli arresti domiciliari in casa di un parente fuori Roma l’ex sacerdote Patrizio Poggi, già finito in manette nel giugno del 2013, perché accusato di avere calunniato alcuni alti rappresentanti della Curia di Roma, accusandoli di pedofilia.

    Poggi era stato fermato nelle scorse settimane con l’accusa di prostituzione minorile per aver tentato di adescare un ragazzino vicino ad una scuola di Viterbo.

    E’ stato lo stesso gip Paola Della Monica che aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a concedere i domiciliari per Poggi, dopo l’interrogatorio di garanzia ed una istanza del difensore, l’avvocato Federico Spuntarelli. L’inchiesta sull’ex sacerdote è coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e condotta dal pm Eugenio Albamonte.

    A Poggi si contesta fatti risalenti al 2014. In particolare una tentata prostituzione minorile rispetto ad un episodio avvenuto nell’estate dell’anno scorso, a Viterbo. Poi c’è anche un secondo fatto, registratosi a Pavona, con un minorenne romeno.

    http://www.askanews.it/regioni/lazio/pedofilia-agli-arresti-domiciliari-ex-prete-patrizio-poggi_711658272.htm