Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Maria Monteleone

  • Pedofilia, ex prete già condannato di nuovo arrestato: “Adescava minori”

    Pedofilia, ex prete già condannato di nuovo arrestato: “Adescava minori”

    Nel giugno 2013 era stato arrestato con l’accusa di avere calunniato alti prelati di pedofilia. Ma oggi l’ex sacerdote Patrizio Poggiè stato di nuovo fermato con l’accusa di prostituzione minorile: avrebbe adescato due minorenni, uno nei pressi di una scuola di Viterbo. Secondo il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eugenio Albamonte l’ex sacerdote ha inoltre scattato foto e fatto filmini a un minorenne romeno, altra vittima di violenza sessuale. In questo caso, l’episodio è avvenuto aPavona, nella zona dei Castelli Romani.

    Poggi ha poi denunciato il ragazzino per estorsione affermando che gli aveva chiesto denaro. Accuse però non riscontrate dagli inquirenti che, quindi, gli contestano anche il reato dicalunnia, che ha fatto scattare l’arresto. A disporlo è stato il gipPaola Della Monica che ha contestato fatti accaduti lo scorso anno. Attualmente Poggi è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli e nei prossimi giorni ci sarà l’interrogatorio di garanzia con l’assistenza dell’avvocato Federico Spuntarelli.

    Sulle vicende legate aPoggi era intervenuto indirettamente anchePapa Francesco, che a luglio 2014 aveva deciso di rispedire a Taranto, cioè nella sua diocesi d’origine, il numero due della nunziatura apostolica in Italia Luca Lorusso, che aveva preso le difese dell’ex prete. A marzo del 1999, come ha scritto Il Fatto Quotidiano, il giudice Edoardo Landi lo aveva spedito agliarresti domiciliari con l’accusa di avere abusato sessualmente di 5 ragazzini tra i 14 e i 15 anni che frequentavano la sua parrocchia,San Filippo Neri, al confine tra Boccea e Primavalle. Nello stesso anno era stato condannato a 8 anni di reclusione perpedofilia. Nei gradi successivi la pena è stata ridotta a 5 anni.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/28/pedofilia-ex-prete-gia-condannato-arrestato-per-avere-adescato-due-minori/2168354/

  • PEDOFILIA, ARRESTATO EX PRETE GIÀ CONDANNATO: “HA ADESCATO 2 MINORENNI VICINO AD UNA SCUOLA”

    PEDOFILIA, ARRESTATO EX PRETE GIÀ CONDANNATO: “HA ADESCATO 2 MINORENNI VICINO AD UNA SCUOLA”

    ROMA – È finito nuovamente in carcere Patrizio Poggi, l’ex prete arrestato nel giugno del 2013 e ora sotto processo, perchè accusato di avere calunniato alcuni alti prelati di pedofilia. L’uomo è stato fermato con l’accusa di prostituzione minorile per aver adescato due minorenni. Uno dei due sarebbe stato avvicinato dall’uomo vicino ad una scuola di Viterbo.
    Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eugenio Albamonte contestano a Poggi anche un secondo episodio di violenza sessuale con un minorenne romeno durante il quale l’ex religioso avrebbe scattato foto e fatto filmini. Poggi ha poi denunciato il ragazzino per estorsione affermando che gli aveva chiesto denaro. Accuse però non riscontrate dagli inquirenti che, quindi, gli contestano anche il reato di calunnia, reato che ha fatto scattare l’arresto. L’arresto dell’ex religioso è avvenuto al termine dell’udienza del processo che lo vede imputato. Gli uomini della squadra mobile gli hanno notificato il provvedimento di custodia cautelare in carcere firmato dal gip Paola Della Monica. I fatti contestati risalgono al 2014. La tentata prostituzione minorile riguarda un fatto avvenuto nell’estate dell’anno scorso a Viterbo mentre il secondo a Pavona, centro dei Castelli Romani, con un minorenne romeno. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. L’interrogatorio di garanzia si svolgerà nei prossimi giorni e non è escluso che Poggi, difeso dall’avvocato Federico Spuntarelli, si difenda affermando di essere stato vittima di minacce e ricatti da parte di un gruppo di cittadini romeni.

    http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/pedofilia_arrestato_prete_adescato_minorenni/notizie/1646994.shtml

  • Roma, catagolo hard con le foto dei bambini: negata la scarcerazione al prete pedofilo

    Roma, catagolo hard con le foto dei bambini: negata la scarcerazione al prete pedofilo

    Era meticoloso don Dino, il prete di Fiumicino finito in carcere a maggio per detenzione di materiale pedopornografico. «Unmaniaco dell’ordine», come ha specificato lui. Così su ogni foto archiviata nel suo stanzino segreto, accanto alla camera da letto, indicava nome cognome e età del soggetto raffigurato e talvolta i commenti sull’attività sessuale consumata. I ”book” recuperati nel corso delle indagini non gli hanno dato scampo.

    In attesa che gli agenti della Polizia Ferroviaria Roma Termini chiudano il cerchio sul giro del sacerdote, all’ anagrafe Placido Greco, pronto anche a rimorchiare baby prostituti in stazione, i giudici del Riesame, presidente Gian Luca Soana, hanno respinto la richiesta di scarcerazione e negato i domiciliari in una struttura religiosa.

    L’unica misura adeguata è stata ritenuta il carcere, vista anche l’aggravante del quantitativo ingente del materiale porno e pedopornografico: 1686 file ritraenti minori di anni 18, 189 negativi, tre hard disk, due pc, 23 pen drive (ancora al vaglio), e due album fotografici. Uno verde contenente 117 foto di adolescenti nudi (ribattezzati coi nomi dei profeti e di personaggi della Bibbia), il secondo blu con 284 foto, scrivono i giudici, «effigianti soggetti minori nudi con l’indicazione della prestazione avuta con il Greco».

    «Catalogo le foto perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle». Le motivazioni del Riesame riportano anche le giustificazioni del prete, facilmente smontabili. «Non è credibile», scrivono i magistrati, «che un ragazzo si rivolga a un prete per farsi fare fotografie pornografiche al fine di ottenere una parte in un film porno».

    «Non è credibile che un prete resosi conto che i ragazzi tendevano a dire che erano maggiorenni, quando invece non lo erano, non chiedesse prima di avere rapporti e fotografargli il documento d’identità». «In conclusione», specificano i magistrati visto che in mancanza di prove sul fatto che Greco fotografasse i minori (fattispecie peraltro più grave, in relazione alla quale dovranno essere svolte indagini) appare corretta, allo stato, la contestazione di detenzione di materiale pedopornografico»».

    «VI HO AMATO TUTTI» Materiale che il sacerdote sviluppava in un centro fotografico di via Merulana. Intanto nell’archivio del prete, nella sua casa di Fiumicino, erano saltati fuori anche due romanzi. Uno ha particolarmente colpito il pm CristianaMacchiusi e l’aggiunto Maria Monteleone che coordinano l’inchiesta.

    Il titolo: «Vi ho amato tutti e mai vi scorderò: Cinquant’anni di sesso 1956-2006». «In quelle pagine» riportano i giudici «l’indagato riporta tutti i suoi incontri sessuali con ragazzini di 14 e 15 anni». «Racconti di fantasia», si è difeso lui. Che là però riporta la sua iniziazione: a tredici anni, in Sicilia, con un prete.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_prete_pedofilo/notizie/1446361.shtml

  • Baby gigolò a Termini, resta in carcere il sacerdote orco di Fiumicino

    Baby gigolò a Termini, resta in carcere il sacerdote orco di Fiumicino

    «Potrebbe commettere reati analoghi». Resta in carcere don Placido Greco, il prete di Fiumicino arrestato per pedopornografia ed indagato per prostituzione minorile nell’inchiesta su un giro di baby gigolò con base alla stazione Termini che a maggio ha portato all’esecuzione di una decina di misure cautelari. I giudici del Riesame hanno appena respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del sacerdote che era stato arrestato in flagranza di reato dagli agenti della Polfer. Gli investigatori su delega del pm Cristiana Macchiusi e del procuratore aggiunto Maria Monteleone, durante una perquisizione domiciliare, avevano trovato nella memoria del suo pc almeno 1.700 scatti hard, per lo più con immagini di adolescenti nudi, oltre ad una «bibbia» riscritta in chiave pedopornografica e un romanzo con lo stesso sfondo intitolato «Amori miei…». Dagli accertamenti è emerso che in alcuni casi le vittime erano state fotografate in età diverse, dai 15 anni fino alla maggiore età, mentre compivano atti sessuali talvolta indossando solo qualche paramento sacro. Il parroco era finito anche nella lista dei clienti che abbordavano baby prostituti lungo i binari di Termini. Per lui quindi non si escludono nuove contestazioni.
    Intanto, chiuso nella sua cella, don Placido continua a leggere le scritture sacre e a fare meditazione. «Facevo quelle foto solo per aiutare dei ragazzi in difficoltà» aveva provato a spiegare nell’interrogatorio di garanzia il sacerdote, «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto. Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre».

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/baby_gigol_amp_ograve_termini_prete_orco_fiumicino_placido_greco/notizie/1429959.shtml

  • Prostituzione minorile alla stazione Termini: «Quei ragazzini avevano mille clienti»

    Prostituzione minorile alla stazione Termini: «Quei ragazzini avevano mille clienti»

    I clienti lo sapevano: per adocchiare baby prostituti dovevano appostarsi sulla scala mobile che conduce in via Giolitti. Da lì gli sguardi ammiccanti, lo scambio del numero del cellulare, e poi l’appuntamento per consumare in casa (spesso in ville) dopo la doccia, oppure di corsa, su un vagone.

    Sono almeno un migliaio, secondo una prima stima degli investigatori, i clienti senza scrupoli che hanno frequentato Termini per adescare ragazzini, per lo più rom e minorenni. Pedofilia a basso costo visto che ogni incontro veniva pagato dai dieci ai cinquanta euro. Tra i frequentatori già schedati, ci sono commercianti, operai, sbandati, professionisti e religiosi, come don Dino, al secolo Placido Greco, finito in carcere per pedopornografia. Nomi da giorni al vaglio della polizia ferroviaria, delegata alle indagini dall’aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi.

    L’inchiesta, che finora ha portato all’iscrizione del registro degli indagati di diciassette persone, di cui dieci finite in manette, rischia di allargarsi. Intanto gli inquirenti puntano ad accertare se il parroco, che si era ricavato un doppio lavoro da talent scout del cinema porno, fotografando decine di adolescenti nudi e stava riscrivendo la bibbia in chiave hard, possa essere stato spalleggiato da altri. Le immagini agli atti ritraggono ragazzini vestiti solo con il collarino ecclesiastico o fasce talari e lo stesso don Dino con altri simboli religiosi. Intanto il sacerdote si difende: «Avrò commesso dei peccati, ma sono un buon prete» si è giustificato dal carcere di Regina Coeli, dove ieri ha ricevuto la visita della sorella.

    A breve potrebbe essere chiamato a chiarire la sua posizione anche Luca Galleschi, un ex sacerdote indagato per prostituzione minorile. Uno dei baby squillo ha riferito che l’ex religioso, presentandosi come maestro, gli avrebbe proposto un incontro in cambio di venti euro. Una testimonianza ritenuta chiave dalla procura. «Lo avevo notato gravitare nella zona della chiesa Santa Maria degli Angeli» ha raccontato il ragazzo «e in alcune occasioni l’ho visto mentre faceva entrare dei ragazzini romeni da un ingresso laterale della chiesa.

    Scambiando qualche parola con uno di loro, una volta, ho appreso che quell’uomo li pagava venti euro per consumare rapporti sessuali». Resta al vaglio la posizione di un altro sacerdote, un quarantenne ecuadoregno, che ha avuto un incontro a pagamento con un diciottenne (e per questo non imputabile) ma diversi contatti telefonici con minorenni.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/prostituzione_minorile_stazione_termini_ragazzini_mille_clienti/notizie/1379136.shtml

  • Pedofilia, il sacerdote arrestato: «Erano provini per film a luci rosse. E c’era anche la Bibbia in chiave erotica»

    Pedofilia, il sacerdote arrestato: «Erano provini per film a luci rosse. E c’era anche la Bibbia in chiave erotica»

    di Michela Allegri e Adelaide Pierucci
    Fotografava adolescenti senza veli per avviarli al cinema hard. Si era improvvisato agente cinematografico a luci rosse, don Dino, al secolo Placido Greco, il prete di Fiumicino finito in carcere per pedopornografia e prostituzione minorile, nell’inchiesta su un giro di baby gigolò con base a Termini che ha portato all’esecuzione di una decina di misure cautelari. «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi – avrebbe ammesso il sacerdote durante l’interrogatorio di garanzia – Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre, non ho mai sfiorato un bambino. Mai pagato nessuno, neanche per le foto».
    Gli agenti della Polfer di Roma Termini, diretti da Emanuele Fattori, che hanno arrestato il sacerdote in flagranza di reato proprio per quella mole di foto illegali custodite in un archivio del computer, hanno contato almeno 1.700 scatti compromettenti. In alcuni casi le vittime sono state riprese ad età diverse, dai 15 anni fino alla maggiore età, mentre compivano atti sessuali. L’avvocato che assiste don Dino, Sergio Ruperto, a breve presenterà istanza al Riesame puntando alla scarcerazione. Il parroco, infatti, è molto provato, ed è preoccupato per le condizioni di salute dell’anziana madre. L’inchiesta, però, è ancora ai primi passi. In casa di padre Greco sono stati trovati circa 40mila file, che sono ora al vaglio della Polizia Postale, su delega del pm Cristiana Macchiusi e dell’aggiunto Maria Monteleone.
    LA BIBBIA
    Intanto, sta emergendo la doppia personalità del prete. Alle messe dietro all’altare fanno da contrappeso i dossier di foto pedopornografiche. Dopo le omelie don Dino incontrava di nascosto baby gigolò minorenni, ragazzini rom squattrinati pronti a vendersi per pochi euro. L’indagato aveva anche velleità artistiche: scriveva libri a luci rosse sotto pseudonimo. Aveva addirittura ripensato la Bibbia in chiave erotica: al posto dei 12 apostoli, comparivano altrettanti ragazzini deviati. La sua posizione giudiziaria nel frattempo si è aggravata: inizialmente, gli inquirenti lo accusavano di essersi intrattenuto solo con due minori, ma dagli accertamenti è emerso che avrebbe avvicinato almeno una decina di giovanissimi. D’altronde, l’inchiesta va avanti da quasi 2 anni. Gli indagati sono 17, in 9 sono stati sottoposti a misura. Il decimo, un ottantenne, è morto qualche giorno prima della notifica dell’ordine d’arresto.LA DIFESA
    «Padre Placido andava alla stazione per fare beneficenza, non è un pedofilo. Le foto? Non sapeva fossero minorenni». A Radio Cusano Campus parla Sergio Ruperto, legale di Placido Greco, alias don Dino, prete accusato di prostituzione minorile e pedopornografia, arrestato nell’inchiesta sui minorenni che si vendevano alla stazione Termini di Roma.«Ci andava a cogliere il suo sacerdozio, per fare beneficenza e aiutare i barboni – ha detto l’avvocato di don Dino -. Per quanto riguarda le foto, ha sostenuto che la prima volta era andato da lui un ragazzino a pregarlo di fargli delle foto che gli servivano per partecipare a un film porno. Il ragazzo era minorenne, ma lui non lo sapeva. Ha detto che a quell’età, 17-18 anni, è complicato capire se uno è minorenne. Dopo è partito un passaparola tra i ragazzi e in tanti sono andati da lui a farsi fare queste foto». A proposito della Bibbia a luci rosse che il sacerdote avrebbe scritto, l’avvocato ha risposto: «Non ha mai scritto una Bibbia, ha scritto alcune pagine a forma di romanzo. A luci rosse? Non lo so, scrivere era una sua passione. Ma il mio assistito nega fermamente di essere un pedofilo e sostiene di non aver mai avuto rapporti con minorenni dietro compenso».«Penso che gli arresti domiciliari possano essere sufficienti, non capisco l’applicazione di una misura così grave come la detenzione in carcere – ha detto ancora il legale -. Hanno trovato delle foto fatte con macchina digitale e altre immagini in una chiavetta usb. Immagini pedopornografiche va bene, ma questo non giustifica una misura così grave».

    «Se ha intenzione di scusarsi con la chiesa e con i cattolici visto il suo ruolo di sacerdote? – conclude Ruperto -. Per il momento non ne abbiamo parlato, magari poi approfondiremo anche questo».

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/pedofilia_sacerdote_arrestato_provini_film_luce_rossa/notizie/1375780.shtml
  • Concorso in calunnia Interrogati tre preti

    Concorso in calunnia Interrogati tre preti

    Andrea Ossino Tra i corridoi della procura di Roma sembrava di assistere ad una processione. Ieri infatti, diversi prelati sono stati ascoltati dai pubblici ministeri romani. Monsignor Luca Lorusso,…

    Tra i corridoi della procura di Roma sembrava di assistere ad una processione. Ieri infatti, diversi prelati sono stati ascoltati dai pubblici ministeri romani. Monsignor Luca Lorusso, don Marco Valentini e don Orazio Caputo, i sacerdoti indagati di concorso in calunnia, hanno trascorso la giornata rispondendo alle domande del sostituto procuratore Eugenio Albamonte e dell’aggiunto Maria Monteleone. I preti, secondo gli inquirenti, erano vicini a Patrizio Poggi, l’ex parroco che dopo aver accusato di pedofilia diversi sacerdoti è stato arrestato e costretto successivamente ad affrontare un processo. Il prelato, dopo essere stato condannato e ridotto allo stato laicale, minacciò di rivelare i nomi di altri nove religiosi romani che, a suo dire, si erano macchiati del reato di prostituzione minorile.

    Nel giugno 2013 Poggi è stato poi arrestato per calunnia. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe agito così in quanto animato da motivi di risentimento personale nei confronti di quei preti che lo avrebbero scaricato dopo la sua condanna. Invece i tre preti indagati, tra i quali vi è anche Lorusso, l’avvocato canonico dell’ex sacerdote della parrocchia di San Filippo Neri, secondo la procura avrebbero confermato le parole di Patrizio Poggi, concorrendo quindi alla calunnia. Adesso dovranno cercare di spiegare ai procuratori romani le ragioni del loro gesto ma nel frattempo, don Gianfranco Ferrigno, uno dei sacerdoti accusati, si è costituito come parte civile, chiedendo un risarcimento di 100mila euro da devolvere al Movimento per la Vita.

    Anche Papa Francesco era intervenuto sull’argomento. Nel marzo scorso infatti, durante un incontro in Vaticano con i preti di Roma, il Pontefice aveva biasimato il comportamento degli indagati: «Vi chiedo scusa per le false accuse che un gruppo di sacerdoti ha fatto, tempo fa, contro tutti voi, cari sacerdoti romani – aveva affermato il Papa – Accuse che vi hanno procurato dolore immenso perché ingiuste ed infamanti».

    Andrea Ossino

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/10/23/concorso-in-calunnia-interrogati-tre-preti-1.1332851

  • Aventino, sacerdote a giudizio per abusi sessuali la vittima tentò il suicidio. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Aventino, sacerdote a giudizio per abusi sessuali la vittima tentò il suicidio. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Per anni è stato un frate all’apparenza irreprensibile in servizio nella basilica di Sant’Alessio all’Aventino. Ora, pur mantenendo la tonaca, è parcheggiato in un convento privato del ruolo pastorale, perché accusato di aver abusato per quasi dieci anni, durante le missioni religiose, di un bambino a lui affidato. Il sospetto sulle ambiguità di Vito Beatrice, 69 anni, un frate della Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, da ieri, però, si è aggravato.
    Il religioso è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale e con le aggravanti dell’età della vittima, che all’epoca dei primi approcci aveva 9 anni, e per aver approfittato del ruolo di ministro cattolico. «Non possiamo escludere neanche che sia l’unico caso» ha detto durante l’udienza il procuratore aggiunto Maria Monteleone al gip Giulia Proto, il giudice che poi ha disposto l’apertura del processo a carico del padre somasco: prima udienza a ottobre a Piazzale Clodio.Dietro alla denuncia una storia di sofferenza. La vittima, un ragazzo ora ventisettenne originario del frusinate, era riuscito a scavare nel suo passato e a parlare solo tre anni fa, dopo che era stato ripescato in fin di vita in un fiume. Aveva tentato il suicidio. «Mi è stata rubata l’infanzia, solo ora l’ho capito».

    Era stato quel gesto estremo dopo anni di attenzioni morbose e violenze spacciate per affettuosità cristiane, a spingerlo a denunciare il frate che per quasi dieci anni, dai 9 ai 18 anni, avrebbe dovuto sorvegliarlo durante le vacanze a Roma, ma anche nelle missioni in Liguria o all’estero, e che, invece, di fatto lo aveva usato per i suoi sfoghi.

    LA DENUNCIA
    Ieri don Vito non si è presentato in udienza. C’era però la sua vittima, ormai adulto, assistito dai genitori e dall’avvocato Carlo Taormina che ha chiesto e ottenuto la citazione in giudizio della Congregazione per i danni. Era stata il pm Silvia Santucci, il magistrato che ha istruito i primi passi dell’inchiesta, a ritenere credibile la denuncia tardiva del ragazzo che man mano, con gli inquirenti, ha superato il muro della paura e dei sensi di colpa, ed ha raccontato come ha gestito per anni quel segreto che lo opprimeva. «Sono stato prima in silenzio perché troppo piccolo per reagire e poi perché mi aveva inculcato che anche quella era espressione dell’amore di Dio ed io non sapevo come uscire dal tunnel».

    LE VACANZE
    Erano proprio i genitori, una coppia di operai, ad accompagnarlo a Roma, felici di affidarlo a un amico di famiglia, a un uomo di Chiesa e di cultura garantendogli così vacanze sicure e a costo zero. Ma accanto alle gite fuori porta, c’erano i momenti delle docce e della buonanotte da condividere. Era allora si apriva l’incubo. La posizione del frate comunque è stata alleggerita dalla prescrizione: non dovrà rispondere di tutti gli abusi dal 1995 al 2004, ma solo degli ultimi quattro anni.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/prete_sacerdote_abusi_sessualichiesa_santo_alessio_aventino/notizie/662483.shtml

  • Abusi su minore tra Genova e Roma, prete a giudizio

    Abusi su minore tra Genova e Roma, prete a giudizio

     Genova – A Genova e a Roma. In anni diversi. Ha commesso abusi su un ragazzino originario del Frusinate a lui affidato, vittima che per l’umiliazione tentò di uccidersi. Con quell’accusa sarà processato Vito Beatrice, 70 anni, sacerdote appartenente alla Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, nella chiesa di Sant’Alessio, nella zona dell’Aventino, nel cuore di Roma.

    Il gup Giulia Proto, accogliendo le richieste del procuratore aggiunto Maria Monteleone, ha disposto il suo rinvio a giudizio, fissato il 10 ottobre prossimo l’inizio del processo davanti alla VIII sezione collegiale del tribunale capitolino.

    Vittima degli abusi, un giovane oggi 28enne, all’epoca dei fatti minorenne. Secondo l’accusa, padre Beatrice, in molteplici circostanze (i fatti contestati sarebbero stati commessi a Roma tra maggio e ottobre 2000 e a Genova tra maggio 2002 e ottobre 2004) «con abuso d’autorità derivante dalla sua posizione di precettore e padre spirituale – si legge nel capo d’imputazione – avendo avuto dai genitori in affidamento il minorenne per ragioni di educazione ed istruzione, costringeva la persona offesa a compiere e subire atti sessuali reciproci».

    Violenze sessuali che inizialmente la vittima non aveva raccontato, tenendo dentro di sé un dolore talmente insopportabile che nel febbraio 2010 lo portò a tentare di togliersi la vita gettandosi da una finestra di una discoteca in un fiume nella zona di Frosinone.

    Fu allora che decise di raccontare tutto prima alla fidanzata (che lo trovò che annaspava nell’acqua) e poi ai genitori (che lo hanno accompagnato oggi per l’udienza preliminare). Nel gennaio 2011 denunciò i fatti per i quali adesso il religioso sarà processato.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2014/04/30/AQq8CagC-giudizio_genova_minore.shtml

  • Pedofilia: Riesame Roma, resta in carcere Don Poggi

    Pedofilia: Riesame Roma, resta in carcere Don Poggi

    Roma, 17 lug. – Resta in carcere don Patrizio Poggi, l’ex prete arrestato il 28 giugno per calunnia aggravata per aver screditato le alte sfere della Curia, coinvolgendole in un presunto giro di pedofilia e prostituzione minorile. Lo ha deciso il tribunale del riesame che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa dell’ex sacerdote che chiedeva di annullare l’ordinanza cautelare del gip Aldo Morgigni. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone, invece, si era espresso per la conferma del provvedimento restrittivo ritenendo provata e pianificata da tempo l’attivita’ calunniatrice dell’indagato.

    http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/pedofilia-riesame-roma-resta-in-carcere-don-poggi/news-dettaglio/4373908