Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Vescovo di Bolzano: “Segnalati 50 casi di pedofilia, ma noi non denunciamo”, E non fa i nomi dei preti

    Vescovo di Bolzano: “Segnalati 50 casi di pedofilia, ma noi non denunciamo”, E non fa i nomi dei preti

    Monsignor Ivo Muser: “Affrontiamo la pedofilia”
    Progetto pilota della curia altoatesina per vicinanza alle vittime

    Il vescovo Ivo Muser, classe 1962, l’ordinario più giovane d’Italia, si smarca e prende le distanze da quei confratelli che lamentano un assedio dei mass media sul fronte degli abusi. “L’integrità e la dignità del bambino sono inviolabili”. Così via a uno sportello indipendente dove è possibile ricevere ascolto e aiuto

    Bolzano, 1 maggio 2012 – “L’ORRORE della violenza sessuale sui minori non va ridimensionato, ma affrontato in modo offensivo e preventivo”. Alla vigilia dell’assemblea della Conferenza episcopale italiana, che a maggio approverà le linee guida contro la pedofilia, da Bolzano arriva un messaggio forte e chiaro. Il vescovo Ivo Muser, classe 1962 – attualmente è l’ordinario più giovane d’Italia –, si smarca e prende le distanze da quei confratelli, da ultimo il pastore di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli, che lamentano un assedio dei mass media sul fronte degli abusi. Sul punto Muser è cristallino: “L’integrità e la dignità del bambino sono inviolabili e perciò da proteggere, salvaguardare e ristabilire, se danneggiate”. Passando dalla teoria alla pratica, la diocesi di Bolzano-Bressanone presenta un progetto pilota in Italia per dimostrare in concreto la vicinanza alle vittime. Si tratta di uno sportello indipendente dove è possibile ricevere ascolto e aiuto.

    Quattromila casi di abusi su minori, commessi da chierici e segnalati alla Santa sede, tra il 2000 e il 2010. Monsignor Muser, è una cifra impressionante?

    “Ogni persona, che ha subito una violenza, è troppo. È uno scandalo, una piaga, una ferita aperta nella Chiesa. Sono reati commessi da sacerdoti, religiosi e da operatori pastorali ai danni di bambini e ragazzi all’interno delle istituzioni ecclesiali. Dietro queste cifre ci sono uomini, donne, persone, famiglie, comunità ed altri colpiti direttamente o indirettamente”.

    Eppure non mancano vescovi, anche italiani, che continuano a parlare di un attacco mediatico ai danni della comunità ecclesiale.

    “I mass media, nonostante perseguano i loro interessi, hanno contribuito a fare in modo che la Chiesa si schierasse apertamente dalla parte delle vittime e hanno contribuito a contrastare apertamente e con coraggio la problematica della pedofilia, una realtà dolente e sensibile”.

    Ma perché, in certi ambienti ecclesiali, per decenni si è preferito difendere l’istituzione più che le vittime?

    “La Chiesa è un’istituzione basata su valori rivelati e perciò garante di questi principi. Il rischio è quello di voler salvare l’immagine della Chiesa e purtroppo è avvenuto proprio questo. Come conseguenza, è mancata l’indicazione evangelica di prendersi cura delle vittime che, invece, avrebbero dovuto avere la priorità assoluta”.

    Come diocesi avete individuato la figura di un laico a cui è possibile denunciare casi di abusi. Perché non un prete?

    “Da circa dieci anni il vicario generale agisce come responsabile diocesano per presunte molestie. Da due anni in aggiunta abbiamo uno sportello affidato ad una persona laica, conosciuta e apprezzata come difensore civico, ora in pensione. Ci sono diverse ragioni che ci hanno portati a questa scelta: un laico non è di parte e garantisce l’anonimato; inoltre, se, per esempio, una persona ha subito un abuso da parte di un sacerdote, fa sicuramente fatica a confrontarsi con un altro prete”.

    Finora quanti casi sono stati segnalati al vostro sportello?

    “Cinquanta, dei quali venticinque inerenti la nostra diocesi, gli altri riguardano istituti religiosi o provengono da altre diocesi. I casi segnalati riportano trasgressioni o abusi avvenuti anche più di venti anni fa”.

    Che fine hanno fatto i preti/religiosi accusati?

    “La maggior parte è morta. Con alcuni c’è stato un incontro, in cui le parti si sono confrontate. Un sacerdote ultrasettantenne è stato sospeso dal servizio sacerdotale”.

    Gli episodi verificati dal ‘commissario’ vengono denunciati all’autorità giudiziaria?

    “Nel nostro caso non ci sono state denunce, perché quasi tutti i casi erano prescritti. Comunque, la denuncia deve essere fatta dalla vittima, l’incaricato dello sportello può solo informare sull’eventuale procedere, oppure indicare un esperto che possa spiegare e consigliare la prassi da seguire”.

    É giusto che la magistratura indaghi e, se del caso punisca, non solo i preti sospettati di abusi, ma anche i vescovi accusati di aver coperto i sacerdoti sui quali pendevano voci insistenti di violenze?

    “Se un vescovo copre un sacerdote sospettato, si rende complice e contemporaneamente impedisce alla verità di emergere. Questo è moralmente inaccettabile. Fa parte dei compiti del vescovo vigilare, come supervisore, sull’incolumità dei bambini, dei ragazzi e di tutti, secondo il messaggio del Vangelo e dei diritti umani”.

    di Giovanni Panettiere

    http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/05/01/705743-monsignor_muser_affrontiamo_pedofilia.shtml

  • Nicolick sui corsi anti-pedofilia

    Nicolick sui corsi anti-pedofilia

    “INTERVENTO DELLA GIUSTIZIA E MAGGIORE ATTENZIONE ALLE VITTIME”

    “Leggo sui media che la diocesi di Savona e Noli, sta per organizzare dei corsi per prevenire la pedofilia, riservati a educatori, catechisti  e preti.
    Tali corsi, leggo, potranno anche essere decentrati nelle parrocchie che ne faranno richiesta. A prima vista non riesco a capire chi dovrebbe frequentare queste lezioni, non comprendo se per educatori si intende anche gli insegnanti della scuola di stato oppure no.
     Purtroppo questa iniziativa mi pare fuori tempo massimo, infatti la Diocesi di Savona è una delle più colpite dal dramma della pedofilia che tante vittime ha mietuto senza che nessuno, ai vertici della Diocesi facesse qualcosa di concreto, tipo avvisare la Giustizia affinchè mettesse il prete pedofilo nelle condizioni di non nuocere ulteriormente invece quando un sacerdote pedofilo veniva identificato, l’unica misura era il suo trasferimento in altre situazioni dove non conosciuto poteva continuare a colpire indisturbato.
    Forse avere maggiore fiducia negli organi inquirenti sarebbe l’unica alternativa valida al di là di tutti i corsi del mondo, che giungono tardi e potrebbero avere anche il fine indesiderato di mettere in guardia i pedofili che ancora oggi sono operativi all’interno della Chiesa.
    Inoltre anche questa iniziativa non mette in primo piano le vittime di pedofilia e le loro immani sofferenze che purtroppo si trascineranno per tutta la vita. Quindi, si facciano pure i corsi antipedofilia ma soprattutto quando si verificano queste orrende situazioni bisognerebbe semplicemente fare denuncia come è sacro diritto dovere di ogni singolo cittadino.”
    http://www.gds.it/gds/sezioni/notizie-brevi/dettaglio/articolo/gdsid/193302/
  • Accuse choc delle Iene contro un Prete di Marano. Verdi Ecologisti: “La Chiesa napoletana conosceva da oltre un anno questa immonda vicenda”

    Accuse choc delle Iene contro un Prete di Marano. Verdi Ecologisti: “La Chiesa napoletana conosceva da oltre un anno questa immonda vicenda”

    Lunedì 02 Aprile 2012 09:16

    NAPOLI- “La Curia di Napoli – denuncia il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli – conosceva molto bene tutti gli scandali sessuali di Don Francesco De Vivo da almeno un anno. Da quando cioè io consegnai nelle mani di una persona di estrema fiducia del Cardinale Sepe e davanti a testimoni una cospicua documentazione ed una serie di denunce che erano giunte ailla sede dei Verdi della Campania. Mi fu assicurato che ci sarebbe stato un intervento rapido e risolutore che invece devo constatare purtroppo non essere mai avvenuto se non dopo il servizio delle Iene dell’ altra sera.

    Io credo che i preti stupratori o pedofili siano criminali come gli altri se non peggio degli altri e che la Chiesa dovrebbe intervinire con determinazione e rapidamente contro di loro non aspettare che i mass media o l’ autorità giudiziaria intervenga. Tra l’ altro avevo raccontato dei particolari raccapriccianti su questo parroco che erano facilmente riscontrabili”.”Come è successo con il prete che andava con le minorenni mai allontanato dalla provincia di Napoli – conclude Borrelli – anche in questo caso la Chiesa ha perso un’ occasione per allontanare e punire in tempi rapidi alcuni suoi esponenti che sono accusati di reati immondi. L’ amarezza è nel constatare che preti anicamorra straordinari come Don Aniello Manganiello sono stati esiliati da Napoli con motivazioni a nostro avviso molto discutibili mentre personaggi come Don Francesco De Vivo hanno potuto operare per 23 anni nella stessa comunità, contro le regole ecclesiastiche, senza nessun intervento nei confronti dei crimini allucinanti di cui sono accusati. Ci auguriamo che almeno la giustizia terrena sia più solerte di quella spirituale”.

  • Il Prete di Marano e Le Iene

    Il Prete di Marano e Le Iene

    Ieri sera, 29/03/2012, la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio girato in una Chiesa di Marano di Napoli davvero sconcertante. Il parroco ha ricevuto a sua insaputa degli attori mandati da Le Iene con la conseuta telecamera nascosta e quello che hanno scoperto resterà nella memoria della popolazione in modo indelebile. I ragazzi si sono finti bisognosi di sostegno emotivo e il prete ne ha approfittato per fare domande indecenti: su quante volte al giorno erano soliti toccarsi, se con gli amici avevano l’abitudini di essere “intimi” durante una serata in casa trascorsa davanti alla tv, sulla lunghezza media del membro.. insomma irripetibile. Il tutto accompagnato da termini tipici adolescenziali, usati forse per entrare in contatto con i giovani. Ad ognuno di loro ha fissato un secondo incontro durante il quale ha proposto lo scambio di un chewing gum per assaggiare la saliva ed entrare così subito in intimità e lo scambio di favori sessuali. Nell’ultimo incontro ha insistito perchè il giovane lo accompagnasse nella Sacrestia (di lato all’altare della Chiesa) e lì si è denudato elogiando le sue parti intime e specificando che purtroppo adesso non è più prestante come in passato, perchè si sa, lui in gioventù era un toro!! E ha insistito molto perchè lo stesso facesse il giovane e quando questi ha detto di essere in imbarazzo perchè era in una Chiesa ha risposto che la morale danneggia l’essere umano. Naturalmente al giornalista de Le Iene che lo ha intervistato, ha negato tutto. Da tempo circolavano voci sulla sua presunta omosessualità e sul suo modo insistente di corteggiare i giovani ed ha sempre rifiutato la pensione anticipata. Da quanche giorno è sparito, forse è andato finalmente in pensione…

  • La TV privata locale di Teleclub Italia aveva anticipato lo scoop de Le Iene 5 giorni fa

    La TV privata locale di Teleclub Italia aveva anticipato lo scoop de Le Iene 5 giorni fa

    domenica 25 marzo 2012
    Allarme bomba e inchiesta delle “Iene” nella chiesa dello Spirito Santo
    La telefonata anonima potrebbe essere collegata all’inchiesta svolta dalla nota trasmissione

    di Fabio Sardo
    Marano. Panico e tanta paura questa mattina nella chiesa dello Spirito Santo di via Piave a Marano. Un allarme bomba ha costretto le forze dell’ordine ad evacuare l’edificio. Fortunatamente l’allarme è risultato falso. Questo è il secondo allarme bomba in città, dopo quello alla sede distaccata del Tribunale, in poco più di due mesi. Probabile, però, che l’allarme di oggi nella chiesa sia da accostare al recente servizio d’inchiesta svolto da una troupe della nota trasmissione “Le Iene”, che starebbe indagando su presunti casi di pedofilia. Una chiesa, quella dello Spirito Santo, già nota alla Curia per alcune segnalazioni, che avrebbero spinto la Diocesi napoletana a chiedere il trasferimento dell’attuale parroco, che però non avrebbe accettato e si sarebbe opposto al trasferimento.
    Fabio Sardo

    www.teleclubitalia.it/articolo.asp?id=7046

    Allarme bomba alla parrocchia Spirito Santo
    Marano, saltate due messe artificieri a lavoro: era un falso allarme
    di Angelo Covino

    Le indagini dei carabinieri
    MARANO. Sarà l’opera di un buontempone o dietro c’è dell’altro? Il fatto certo è che i fedeli della Parrocchia Spirito Santo di via Piave, non hanno potuto partecipare alla santa messa di mezzogiorno e a quella delle 13, perché in sacrestia in mattinata è giunta una telefonata con la quale un anonimo annunciava la presenza di un ordigno esplosivo in chiesa. Sul posto sono giunti immediatamente i carabinieri della tenenza di Marano con il tenente Fabio Alfieri e il maresciallo Luigi Molaro che hanno delimitato l’area ed eseguito una prima ed attenta ricognizione. Dell’ordigno, però, nessuna traccia. E mentre gli investigatori sono stati a lungo impegnati in via Piave, altre strade della città sono state naturalmente sguarnite. E’ forse questo quello che voleva l’anonimo interlocutore? Ovviamente questa è solo un ipotesi che viene valutata dai militari insieme a quella del gesto per arrecare un disturbo al parroco Franco De Vivo. Gli investigatori vanno avanti. Per Marano comunque è stata una domenica insolita. Mai una chiesa è stata fatto oggetto di simili scherzi. Il traffico nei pressi della chiesa di via Piave è rimasto paralizzato dando così un gran da fare agli agenti della polizia locale. In parrocchia si sono recati anche il vice sindaco Gaetano Bonelli, l’assessore alla polizia urbana Crescenzo Coppola e il comandante dei vigili Capitano Costa Brigida. Un fatto quello accaduto ieri che ha suscitato sdegno tra i fedeli: alcuni hanno proposto anche l’istituzione di un comitato per la difesa della parrocchia. In chiesa ci sono stati momenti di paura e di sgomento. Paura per l’incolumità personale e sgomento per il fatto che in più di trent’anni nessuna messa in questa parrocchia aveva mai subito un minuto di ritardo; annullarne due ha rappresentato nella comunità sicuramente un fatto incredibile. “Quanto accaduto ieri – dichiara il Prof. Emilio Basile – vicario della Scuola Media Statale “S. Di Giacomo” di Qualiano e delegato alla Pubblica Istruzione del Comune di Marano, non è una semplice burla ma sembra un vero e proprio accanimento nei confronti del parroco e della parrocchia. Questo fatto è solo un tentativo inutile per distruggere quanto Don Francesco De Vivo ha costruito durante gli ultimi trent’anni in questa comunità”. Per il vice sindaco Gaetano Bonelli: “Si è trattato di un ennesimo atto di sciacallaggio ancor più odioso in quanto è stato coinvolto un luogo di culto. Evidentemente queste operazioni come è avvenuto recentemente per l’allarme bomba al Tribunale di Marano, hanno una chiara matrice depistatoria e mi dico certo che il tutto sia al vaglio degli inquirenti. Desidero – conclude il vice sindaco Bonelli – esprimere un vivo apprezzamento ai carabinieri della tenenza di Marano, agli artificieri e ai nostri uomini della polizia municipale i quali si sono immediatamente attivati dando ancora una volta prova di efficienza”. Subito dopo il fatto da più parti si è sentita ripetere la stessa voce: questo è un attacco al parroco.

    www.internapoli.it/articolo.asp?id=23313

  • Olanda, nuovo scandalo pedofili nella Chiesa “Le vittime dei religiosi venivano castrate”

    Olanda, nuovo scandalo pedofili nella Chiesa “Le vittime dei religiosi venivano castrate”

    La Chiesa cattolica torna sotto i riflettori dei media per i casi di pedofilia. A riaprire una storia che sembra non avere mai fine è stato questa volta il quotidiano olandese Nrc Handelsblad. Il giornale di Rotterdam sostiene di aver raccolto prove che indicano la responsabilità della Chiesa olandese in una decina di casi di castrazione di minori avvenuti negli anni Cinquanta. Della vicenda si occuperà ora anche il Parlamento.

    La prossima settimana i deputati olandesi interrogheranno e ascolteranno Weim Deetman, capo della commissione d’inchiesta indipendente che ha indagato per quasi due anni sui casi di abusi sessuali avvenuti nel Paese, ma che nel suo rapporto conclusivo non ha fatto alcun cenno a episodi di castrazione. Le prove più evidenti – documenti giudiziari, referti medici, lettere di avvocati e corrispondenza privata – che sarebbero state raccolte dal quotidiano riguardano la vicenda di Henk Heithuis, un sedicenne che nel 1956 denunciò alla polizia di aver subito abusi da parte di preti. Ma successivamente, secondo la ricostruzione del giornale, il giovane fu affidato a un ospedale psichiatrico cattolico dove venne castrato apparentemente a causa del suo comportamento omosessuale. Episodi analoghi sarebbero avvenuti con l’intento di scoraggiare altre vittime a denunciare gli abusi subiti.

    Per Nrc Handelsblad, la commissione Deetman, istituita su iniziativa della stessa Chiesa cattolica, sarebbe venuta a conoscenza delle castrazioni nel 2010. Nel denunciare che circa 800 tra preti e monaci si sono resi responsabili di abusi su minori affidati alle loro cure tra il 1945 e il 1985, ha però omesso di farvi esplicito riferimento. Come avrebbe “dimenticato” di parlare della vicenda di Vic Marijnen, rampante politico cattolico che nel 1963 sarebbe poi diventato primo ministro. E che nel 1958 si adoperò per evitare che alcuni preti accusati di aver commesso abusi sessuali su bambini finissero in prigione. Lo stesso Marijnen, ricorda il giornale di Rotterdam,  era il responsabile della casa per l’infanzia dove Heithuis e altri ragazzi subirono violenze fino al 1959.

    La commissione Deetman si è difesa dalle accuse sostenendo di non aver inserito nel suo rapporto alcun riferimento a casi di castrazione di minori vittime di abusi perchè aveva elementi troppo scarsi per procedere ad ulteriori indagini. E di non aver parlato del caso Marijnen perchè “troppo facilmente identificabile” (nel documento, in nome della privacy, molte identità sono rimaste anonime). Tutto ciò ha riaperto il dibattito sulla necessità di svolgere un’inchiesta parlamentare sugli abusi sessuali, così come avvenuto in Irlanda e Belgio. Una prospettiva a cui il governo di minoranza di Mark Rutte formato da conservatori e cristiano-democratici (con il sostegno esterno dello xenofobo Wim Wilders) si è però finora opposto.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/olanda-nuovo-scandalo-pedofilia-nella-chiesa-vittime-religiosi-venivano-castrate/198196/

  • Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gordola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”.

    Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa. Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera.

    Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi.

    Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa.

    Francesco Zanardi

  • Don Cantini, funerali privati

    Don Cantini, funerali privati

    Don Cantini, funerali privati
    Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo. Le «confessioni» degli ultimi giorni

    Funerali in forma privata per Elio Cantini, l’ex sacerdote fiorentino ridotto allo stato laicale nell’ottobre 2008 dal Papa dopo essere stato riconosciuto colpevole di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori. Presenti i parenti più stretti la messa è stata celebrata nel convento francescano di Fiesole dove Cantini era ospite da qualche tempo e dove è morto a 89 anni nella tarda serata di mercoledì. La salma è stata poi portata al cimitero della Misericordia di Empoli dove Cantini sarà sepolto. L’ex sacerdote, la cui salute era peggiorata negli ultimi giorni, è stato assistito fino alla morte nell’infermeria del convento che ha eretto un muro alle curiosità dei mass media.

    Sull’antica e ventosa rocca di San Francesco, luogo di pace e di silenzio con una tra le più meravigliose viste sulla città di Firenze, don Lelio Cantini ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tormentata. Ed è proprio nel convento dei frati minori dedicato al santo di Assisi, fondato nel XIII secolo sulla cima della collina fiesolana, che l’ex sacerdote sembra aver trovato la pace con la propria coscienza. Don Cantini, accusato di aver abusato sessualmente e psicologicamente di minori per quasi vent’anni, quando era sacerdote nella chiesa fiorentina di Santa Maria Regina della Pace, e per questo nel 2008 condannato allo stato laicale dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, avrebbe infatti finalmente trovato la forza di raccontare le proprie colpe. A spiegarlo è frate Marco, che all’infermeria del convento di San Francesco, di cui don Cantini era ospite da qualche anno, svolge le funzioni di vicario in caso di assenza del Padre Superiore, frate Alessandro.

    «Cantini non parlava con me di queste cose — spiega frate Marco — ma ha fatto un cammino di pentimento, un cammino di espiazione con il nostro superiore». «Padre Sandro gli parlava spesso per fargli prendere coscienza delle cose che aveva fatto — prosegue il frate — e Cantini ha manifestato più volte pentimento». L’ex sacerdote, negli ultimi anni della sua vita, e al di fuori del segreto della confessione, ha quindi trovato il coraggio di parlare. Come non aveva mai fatto prima. Al convento fiesolano, nessuno spiega quali colpe don Cantini avesse ammesso, se gli abusi fisici o le molestie psicologiche (o entrambe le cose), ma quel che è certo è che il suo pentimento ha riguardato le vicende per cui era stato accusato. E che del resto gli erano costate un’inchiesta giudiziaria, archiviata solo per sopraggiunta prescrizione, da parte della Procura di Firenze. Ma grazie al lungo lavoro di padre Sandro, don Lelio Cantini a San Francesco «aveva finalmente trovato una certa serenità», assicura frate Marco.

    L’ex parroco non viveva nel convento vero e proprio, ma nell’infermeria, una sorta di casa di riposo dove sono ospitati molti anziani religiosi. Trascorreva le giornate tra il letto e la carrozzina a ruote su cui era costretto dagli acciacchi dell’età, e aveva dedicato gli ultimi mesi di vita alla riflessione, alle letture e, soprattutto, alle lunghe sedute di preghiera assieme agli altri religiosi del convento. Don Cantini si sarebbe spento con la stessa serenità che sembra aver caratterizzato i suoi ultimi giorni. È morto nel sonno, senza accorgersi che se ne stava andando. Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, aveva avuto un piccolo mancamento, dovuto alla pressione alta da cui era afflitto da tempo. Un lieve capogiro, poi il trasferimento dalla carrozzina al letto, dove aveva cominciato a sentirsi meglio. Poi si è assopito e, senza che nessuno si avvedesse del pericolo imminente, si è improvvisamente spento a 89 anni di età.

    Giulio Gori
    17 febbraio 2012

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/17-febbraio-2012/don-cantini-funerali-privati-1903329298824.shtml

  • Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gondola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”. Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Servizio video girato a Pietra Ligure http://www.youtube.com/watch?v=pefqAa… Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa.

    Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera. Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi. Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa. Francesco Zanardi

  • Complotto contro il Papa, Lombardi: “Sleale passaggio di carte”

    Complotto contro il Papa, Lombardi: “Sleale passaggio di carte”

    ROMA, 13 FEB – ”C’e’ qualcosa di triste nel fatto che vengano passati slealmente documenti dall’interno all’ esterno in modo da creare confusione”.

    Cosi’ il portavoce Vaticano padre Federico Lombardi in una nota su Radio Vaticana sul caso dei documenti pubblicati sulla stampa tra cui quelli che alludono ad un possibile attacco al Papa.

    ”La responsabilita’ – aggiunge Lombardi – c’e’ dall’una e dall’altra parte. Anzitutto da parte di chi fornisce questo tipo di documenti ma anche da parte di chi si da’ da fare per usarli per scopi che non sono certo l’amore puro della verita’. Percio’ dobbiamo resistere e non lasciarci inghiottire dal gorgo della confusione, che e’ quello che i malintenzionati desiderano, e restare capaci di ragionare”.

    Un aspetto questo su cui Lombardi insiste dicendo che bisogna mantenere ”tutti i nervi saldi perche’ nessuno si puo’ stupire di nulla. L’amministrazione americana ha avuto WikyLeaks, il Vaticano ha ora i suoi Leaks, le sue fughe di documenti che tendono a creare confusione e sconcerto e a facilitare una messa in cattiva luce del Vaticano, del Governo della Chiesa e piu’ ampiamente della Chiesa stessa. Quindi, calma e sangue freddo e molto uso della ragione cosa che non tutti i media tendono a fare”.
    13 febbraio 2012 | 23:24

    http://www.blitzquotidiano.it/media/complotto-contro-il-papa-lombardi-sleale-passaggio-di-carte-1117788/