Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Milano

  • L’anomalia italiana – Convegno 3 novembre Milano – Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – ECA global

    L’anomalia italiana – Convegno 3 novembre Milano – Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO – ECA global

    La trappola degli sportelli diocesani, l’assenza di Stato e Garante e la grande censura che si evince semplicemente cercando su GOOGLE quanto omesso.

    L’anomalia europea dell’Italia spiegata dal portavoce della Rete di sopravvissuti, unica in Europa per lo stato di indifferenza sociale.

    “Un doveroso minuto di silenzio, per riflettere come società civile se è mai possibile che in Italia chi ha subìto abusi e oggi ha una missione nella vita: quella di dare trasparenza, debba essere anche usato dal sistema e poi lasciato solo e senza giustizia dallo Stato.

    A questo punto siamo arrivati?!  A chiedere alle vittime di sostituirsi allo Stato, alla società?!  

    Vi rendete conto come è straziante?

    Ma noi come comunità, il Vaticano e soprattutto il Governo italiano: non c’è un vago senso di vergogna rispetto a questo? 

    per i bambini, i sopravvissuti e anche per chi, in Italia, non ce l’ha fatta, i non sopravvissuti?”

  • Italy Church Too e lo sguardo della chiesa che sottovaluta gli abusi

    Italy Church Too e lo sguardo della chiesa che sottovaluta gli abusi

    In Italia gli abusi nella Chiesa cattolica sono un’emergenza nazionale e non si fa nulla: non escludo che alcuni pedofili si facciano preti proprio per poter avvicinare i bambini». Pietro Forno, già procuratore aggiunto di Milano, lo aveva già dichiarato più di dieci anni fa, suscitando l’ira dell’allora ministro della Giustizia Angelino Alfano, e lo ha ribadito durante il convegno di Italy Church Too su “Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità”, che si è svolto a Milano il 3 novembre.

    Alfano all’epoca, nel 2011, voleva chiedere addirittura un procedimento disciplinare per Forno, che aveva osato alzare il velo sull’omertà tutta italiana che circonda i “peccati” ecclesiastici contro i minori. «La Chiesa ha alle spalle duemila anni di coperture ed è immersa in una cultura che in Italia, al di là dei proclami, non si cura di donne e bambini», ha aggiunto il magistrato, ideatore alla fine degli anni ’80 del pool “Soggetti deboli” della Procura di Milano, una squadra di magistrati e agenti specializzata nel campo degli abusi, degli stupri e della violenza sui minori. In questo clima culturale, l’abuso di potere dei preti, radice di ogni altro tipo di violenza, continua a prosperare.

    Poco è cambiato in questi anni anche secondo Dante Ghezzi, membro del Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia: «la Chiesa non tutela le vittime – ha detto lo psicologo – ultimamente assistiamo a un’inversione di tendenza ma è lenta, lacunosa e impacciata». «Le autorità ecclesiastiche pensano di risolvere il problema chiedendo al sacerdote pedofilo di pregare e redimersi – ha poi aggiunto Ghezzi – ma l’abuso si può fermare in un modo solo, con la denuncia». In caso contrario la violenza è destinata a ripetersi perché chi la agisce, ha spiegato lo psicologo, «è un soggetto dipendente dalla propria perversione».

    LE TESTIMONIANZE

    Alcuni sopravvissuti e familiari di vittime di abuso presenti in sala hanno voluto dare la propria testimonianza denunciando le inadempienze della Chiesa, che non ha ascoltato la loro sofferenza ma, al contrario, ha cercato di proteggere i sacerdoti responsabili trasferendoli in altre parrocchie o evitando di consegnarli alla giustizia civile. Antonio Messina, vittima di don Giuseppe Rugolo, ha descritto l’ambiente omertoso della diocesi di Enna, in cui in tanti sapevano ma hanno taciuto, e la madre e lo zio di Alessandro Battaglia hanno ricordato che l’abusatore, don Mauro Galli, all’epoca dei fatti venne coperto da monsignor Mario Delpini, oggi arcivescovo di Milano.

    «I vescovi che insabbiano gli abusi compiono di fatto un reato di favoreggiamento», ha sottolineato Ghezzi. Anche un malinteso senso del perdono, invocato dal clero per i responsabili delle violenze, rappresenta una pietra d’inciampo nel perseguimento della verità, con conseguenze tragiche per i minori: «a una dodicenne che in confessione gli raccontava di essere stata violentata dal padre, il parroco raccomandò di perdonare – racconta Forno – un perdono che è costato alla ragazza altri cinque anni di abusi».

    IL VATICANO

    Nel frattempo, in attesa del primo report sull’attività svolta nel 2020 e 2021 dai Servizi diocesani per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, promessa per il 18 novembre dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, qualche novità è arrivata dal Vaticano. Papa Francesco ha infatti nominato dieci nuovi membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che ora risulta composta da venti esperti. Questa Commissione, il cui presidente è nominato direttamente dal papa, grazie alla nuova Costituzione Apostolica sulla Curia Romana Praedicate Evangelium, è stata collocata all’interno del Dicastero per la Dottrina della Fede ed è incaricata di collaborare con le conferenze episcopali, le diocesi e gli ordini religiosi in vista della prevenzione e della segnalazione degli abusi.

    La Cei e la Commissione, insomma, dovrebbero lavorare a stretto contatto sul tema, in modo da creare una rete globale di Centri per l’accoglienza, l’ascolto e la guarigione delle vittime. Dove? In particolare nei paesi in via di sviluppo, dove la Cei ha destinato a questo scopo uno stanziamento di fondi provenienti dall’otto per mille per i prossimi tre anni, come sottolinea sull’Osservatore Romano padre Andrew Small, segretario pro tempore della Pontificia Commissione.

    Lo sguardo della Chiesa continua quindi a essere orientato verso il sud del mondo, ben lontano dall’Italia, dove la questione degli abusi continua ad essere volutamente sottovalutata.

    https://www.editorialedomani.it/fatti/abusi-chiesa-violenze-federica-tourn-a59nz3uc

  • Congresso “Abusi su minori e persone vulnerabili” l’approfondimento; ex Procuratore Pietro Forno, dott. Dante Ghezzi, Avv. Mario Caligiuri

    Congresso “Abusi su minori e persone vulnerabili” l’approfondimento; ex Procuratore Pietro Forno, dott. Dante Ghezzi, Avv. Mario Caligiuri

    L’approfondimento degli aspetti giuridici e psicologici Relatori: dott. Pietro Forno, già procuratore aggiunto – Procura della Repubblica di Milano;

    dott. Dante Ghezzi, psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr e membro dell’équipe Tiama;

    avv. Mario Caligiuri, responsabile dell’osservatorio permanente per la tutela delle vittime della Rete L’ABUSO.

    Modera Federica Tourn, che per Domani conduce l’inchiesta sostenuta dai lettori sugli abusi nella Chiesa.

  • Conferenza “Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità” VIDEO

    Conferenza “Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità” VIDEO

    In Italia, gli abusi sessuali su minori e persone vulnerabili sono ancora un tabù. Il nostro paese, infatti, mentre si fa vanto di aver sottoscritto convenzioni e trattati in materia di diritti umani, non è nelle condizioni di metterli in atto nella realtà.

    Non parliamo solo degli abusi sessuali della Chiesa cattolica, che pure approfitta del vuoto legislativo italiano per proteggere i pedofili ed evitare di rispondere dei reati commessi, ma di uno Stato che non fornisce neppure delle statistiche ufficiali sui casi di abuso; un paese che nei fatti, malgrado le leggi, non offre alle vittime canali percorribili per la denuncia delle violenze, vuoti che di fatto favoriscono chi abusa.

    Cosa dovrebbe cambiare e perché? Italy Church Too con questa giornata di studio e denuncia vuole rompere il silenzio sulla realtà degli abusi clericali. Parleremo di ciò che c’è e soprattutto di quello che manca, e di cosa possiamo fare per cambiare la situazione insieme a giuristi, psicologi, giornalisti, appartenenti a movimenti ecclesiai e, soprattutto, ai sopravvissuti.


    l’approfondimento degli aspetti giuridici e psicologici Relatori: dott. Pietro Forno, già procuratore aggiunto – Procura della Repubblica di Milano;

    dott. Dante Ghezzi, psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr e membro dell’équipe Tiama;

    avv. Mario Caligiuri, responsabile dell’osservatorio permanente per la tutela delle vittime della Rete L’ABUSO.

    Modera Federica Tourn, che per Domani conduce l’inchiesta sostenuta dai lettori sugli abusi nella Chiesa.

     

     

  • La battaglia contro gli abusi – Pochi soldi in cambio di riservatezza «E i processi ai sacerdoti saltano»

    La battaglia contro gli abusi – Pochi soldi in cambio di riservatezza «E i processi ai sacerdoti saltano»

    Milano, 4 novembre 2022 – Il 95% degli abusi sessuali denunciati dalle vittime non possono neanche sfociare in un processo.

    Quando la denuncia arriva ad anni di distanza dagli episodi, come avviene nella maggior parte dei casi di pedofilia nell’ambiente ecclesiastico, la prescrizione del reato «crea un solco insuperabile» nelle aule giudiziarie.

    «L’offerta da parte della chiesa di un indennizzo di 25mila euro con il vincolo di riservatezza è un meccanismo maledetto – spiega Francesco Zanardi, fondatore dell’associazione Rete L’Abuso – il sacerdote viene lasciato a contatto con i giovani, che diventano altre potenziali vittime».

    Una denuncia che arriva dal Coordinamento contro gli abusi nella Chiesa cattolica #ItalyChurchToo che ieri, per la prima volta, ha organizzato un incontro a Milano, in collaborazione con il Municipio 1, dando voce alle vittime per «rompere il silenzio».

    «Chiediamo che le vittime e le loro famiglie siano ascoltate, accolte e risarcite – si legge nel documento rivolto ai vertici della Chiesa – e che vi facciate promotori dell’eliminazione dei termini di prescrizione per gli abusi.

    Chiediamo di estendere anche al clero e al volontariato nella Chiesa l’obbligatorietà del certificato antipedofilia».

    Andrea Gianni – IL GIORNO

  • Eva Sacconago, il suicidio e gli abusi della suora: “Tutto iniziò con un bigliettino”

    Eva Sacconago, il suicidio e gli abusi della suora: “Tutto iniziò con un bigliettino”

    Milano, 4 novembre 2022 – Il 95% degli abusi sessuali denunciati dalle vittime non possono neanche sfociare in un processo.

    Quando la denuncia arriva ad anni di distanza dagli episodi, come avviene nella maggior parte dei casi di pedofilia nell’ambiente ecclesiastico, la prescrizione del reato «crea un solco insuperabile» nelle aule giudiziarie. «L’offerta da parte della chiesa di un indennizzo di 25mila euro con il vincolo di riservatezza è un meccanismo maledetto – spiega Francesco Zanardi, fondatore dell’associazione Rete L’Abuso – il sacerdote viene lasciato a contatto con i giovani, che diventano altre potenziali vittime».

    Una denuncia che arriva dal Coordinamento contro gli abusi nella Chiesa cattolica #ItalyChurchToo che ieri, per la prima volta, ha organizzato un incontro a Milano, in collaborazione con il Municipio 1, dando voce alle vittime per «rompere il silenzio». «Chiediamo che le vittime e le loro famiglie siano ascoltate, accolte e risarcite – si legge nel documento rivolto ai vertici della Chiesa – e che vi facciate promotori dell’eliminazione dei termini di prescrizione per gli abusi.

    Chiediamo di estendere anche al clero e al volontariato nella Chiesa l’obbligatorietà del certificato antipedofilia».


    Eva, il suicidio e la suora alla sbarra «Siamo andati fino in fondo per lei»

    Giovanna Bozzolini torna con la memoria a quando il dramma ha avuto inizio, a un bigliettino scritto dalla figlia, all’epoca minorenne: «Che strano, questa donna mi ha toccato il seno… avrà fatto per sbaglio».

    Era il 1998 e la ragazzina, Eva Sacconago, aveva appena conosciuto una suora carismatica che «sembrava aver portato una ventata di aria fresca» in oratorio a Busto Arsizio, nel Varesotto. Da allora ha subito abusi sessuali fino a quando, nel 2011, si è suicidata all’età di 26 anni.

    Nessuno ha fermato in tempo Maria Angela Faré, ormai ex suora, che è stata condannata a tre anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale. Il 4 settembre del 2021 la donna è tornata in libertà, «proprio il giorno del com pleanno della nostra piccola Eva».

    Giovanna Bozzolini, che ricordo resta di sua figlia?
    «Eva era una persona splendida, e quella donna ha approfittato della sua fragilità quando aveva solo 14 anni. Quando ho trovato delle scritte nel diario di mia figlia che non mi sono piaciute sono andata subito a parlare con le superiori della suora, che faceva parte della congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice».

    Che cosa è successo?
    «Maria Angela Faré è stata trasferita a Catania, ma da lì continuava a perseguitare mia figlia.
    Mandava lettere, bigliettini, foto. Era riuscita ad allontanarla da noi. Poi è tornata in Lombardia, è diventata preside dell’Istituto Maria Ausiliatrice a Cesano Maderno. Eva, anche quando è diventata maggiorenne, era succube di lei. Quando nostra figlia ha deciso di andarsene, quella tragica mattina, hanno cominciato a indagare. Lei aveva lasciato tracce ovunque, come Pollicino, che portavano alla donna che le aveva rovinato la vita. Poi è iniziato il calvario dei processi».

    Maria Angela Faré l’anno scorso è tornata in libertà.
    «Non sappiamo neanche dove si trova, che cosa fa. Nonostante la sentenza definitiva, da parte sua non abbiamo ricevuto neanche un euro di risarcimento, anche se i soldi sono l’ultimo dei nostri problemi. Noi siamo andati fino in fondo e non ci fermeremo, perché è nostra figlia che lo vuole».
    Andrea G

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2022/11/04/la-battaglia-contro-gli-abusi-pochi-soldi-in-cambio-di-riservatezza-e-i-processi-ai-sacerdoti-saltano/

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  • Sacerdote abusa di un 15enne, la mamma: “Un grave peso trovarsi la chiesa contro in aula”

    Sacerdote abusa di un 15enne, la mamma: “Un grave peso trovarsi la chiesa contro in aula”

    Milano, 4 novembre 2022 – Il 95% degli abusi sessuali denunciati dalle vittime non possono neanche sfociare in un processo.

    Quando la denuncia arriva ad anni di distanza dagli episodi, come avviene nella maggior parte dei casi di pedofilia nell’ambiente ecclesiastico, la prescrizione del reato «crea un solco insuperabile» nelle aule giudiziarie. «L’offerta da parte della chiesa di un indennizzo di 25mila euro con il vincolo di riservatezza è un meccanismo maledetto – spiega Francesco Zanardi, fondatore dell’associazione Rete L’Abuso – il sacerdote viene lasciato a contatto con i giovani, che diventano altre potenziali vittime».

    Una denuncia che arriva dal Coordinamento contro gli abusi nella Chiesa cattolica #ItalyChurchToo che ieri, per la prima volta, ha organizzato un incontro a Milano, in collaborazione con il Municipio 1, dando voce alle vittime per «rompere il silenzio». «Chiediamo che le vittime e le loro famiglie siano ascoltate, accolte e risarcite – si legge nel documento rivolto ai vertici della Chiesa – e che vi facciate promotori dell’eliminazione dei termini di prescrizione per gli abusi.

    Chiediamo di estendere anche al clero e al volontariato nella Chiesa l’obbligatorietà del certificato antipedofilia».


    «Per noi, famiglia cattolica, la cosa che fa più male è trovarsi in Tribunale con la Chiesa come “avversario“, vedere l’avvocato della Diocesi che difende il prete accusato di abusi». Il calvario di Cristina Balestrini è iniziato nel 2011 quando il figlio, all’epoca 15enne, ha subito abusi sessuali da parte di don Mauro Galli, l’allora parroco di Rozzano. Un calvario che non è ancora finito, perché dopo le condanne in primo e in secondo grado a Milano la Cassazione ha annullato la sentenza disponendo un processo d’appello “bis“ nei confronti del sacerdote che dopo la denuncia fu trasferito a Legnano, ancora a contatto con i giovani. Attualmente è sospeso da ogni incarico. Cristina Balestrini, a distanza di 11 anni il caso giudiziario non è ancora chiuso.

    «Ora il rischio più grosso è la prescrizione. Vorrei citare solo una battuta di mio figlio, quando ha saputo della sentenza della Cassazione: “l’ennesimo colpevole che non farà un giorno di galera“. Mio figlio era cattolico ma non frequenta più la Chiesa da anni proprio per l’atteggiamento che questa ha avuto in Tribunale, per l’assenza di giustizia. Un atteggiamento che spegne ogni speranza che tutto questo, un giorno, possa avere una fine. La speranza c’è sempre, ma è un lumicino molto piccolo. Noi, da credenti, siamo vittime due volte». Perché? «La prima perché si è subito qualcosa di devastante, e la seconda perché la chiesa non difende le vittime». Come vive suo figlio? «Mio figlio ha tentato per quattro volte il suicidio.

    Noi abbiamo speso tutte le nostre energie per stargli accanto. Ha iniziato a risalire quando ha preso coscienza di quello che è successo, ha cominciato a riconoscersi come vittima. Ora ha un lavoro, vive con la sua ragazza. È un sopravvissuto». Lei aveva scritto due lettere aperte all’arcivescovo Delpini. Che messaggio vuole rivolgergli ora? «Quando lo abbiamo incontrato in parrocchia ci ha dedicato 8 minuti e 35 secondi. Nessuna empatia. Ora non ho nulla da dirgli».

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2022/11/04/la-battaglia-contro-gli-abusi-pochi-soldi-in-cambio-di-riservatezza-e-i-processi-ai-sacerdoti-saltano/

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  • L’iniziativa di Italy Church Too il 3 novembre a Milano sugli abusi della chiesa

    L’iniziativa di Italy Church Too il 3 novembre a Milano sugli abusi della chiesa

    • Ripartire dalle vittime del clero e arrivare a formulare delle proposte di intervento.
    • Italy Church Too organizza a Milano il 3 novembre un convegno su “Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità”.
    • Questa inchiesta è resa possibile dalle donazioni dei lettori. Qui puoi leggere le puntate precedenti. E qui puoi donare una cifra a tua scelta per permettere la realizzazione dei prossimi episodi

    Ripartire dalle vittime del clero, per fare luce su quello che in Italia non funziona sul fronte della giustizia e della prevenzione e arrivare a formulare delle proposte di intervento.

    A due settimane dall’annunciata presentazione del primo report della Conferenza episcopale sul lavoro degli Sportelli diocesani per la tutela dei minori, il coordinamento Italy Church Too organizza a Milano il 3 novembre un convegno su “Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità”.

    Nato lo scorso febbraio dall’iniziativa di diverse associazioni di donne e movimenti cattolici proprio per sostenere i sopravvissuti alle violenze sessuali, psicologiche, spirituali ed economiche all’interno della chiesa, il coordinamento continua a denunciare la mancanza di un’adeguata risposta di chiesa e stato alla piaga degli abusi.

    L’INIZIATIVA

    A Milano saranno presenti tra gli altri Antonio Messina, abusato da don Giuseppe Rugolo, che al momento è sotto processo a Enna per violenza sessuale (abbiamo raccontato questo caso su Domani del 3/7/22); ci saranno anche i genitori di Eva Sacconago, la ragazza di Busto Arsizio che si è suicidata in seguito alle ripetute molestie di una ex suora, Mariangela Farè, condannata a tre anni e sei mesi per violenza sessuale, uno dei pochissimi casi noti di religiose abusanti.

    In Italia parlare di questi fatti è ancora un tabù: «Il nostro obiettivo è proprio quello di far sapere quello che succede nella Chiesa attraverso i racconti delle vittime – dichiara Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso – e anche mostrare perché in Italia il sistema non funziona: in Spagna la stampa fa un’inchiesta giornalistica e la magistratura apre un fascicolo, mentre da noi le vittime denunciano e non cambia nulla».

    IL RUOLO DELLO STATO

    Lo stato italiano, infatti, è inadempiente sotto il profilo della protezione dei minori: l’Unione europea ha già segnalato più volte la mancata attuazione di convenzioni e trattati internazionali sulla tutela dei diritti dell’infanzia.

    È il caso della Convenzione di Lanzarote del 2010, il primo strumento internazionale che considera reato gli abusi sessuali contro i bambini e prevede anche misure preventive nel reclutamento del personale che lavora a contatto con i minori, come il “certificato antipedofilia”, un documento che garantisce al l’assenza di denunce o condanne per abuso. Il legislatore in Italia, contrariamente alla norme europea, esonera però da questo certificato l’intera categoria del volontariato, quella notoriamente più a contatto con i minori, compresi preti e catechisti.

    Si parlerà quindi degli ostacoli che le vittime incontrano nel denunciare e dei possibili adeguamenti normativi sulla scorta delle pratiche già portate avanti in altri paesi; gli aspetti giuridici e psicologici saranno affrontati in particolare da Pietro Forno, già procuratore aggiunto di Milano, da Dante Ghezzi, psicoterapeuta che si è focalizzato sulla rielaborazione del trauma, e dall’avvocato Mario Caligiuri, responsabile dell’osservatorio permanente della Rete L’Abuso.

    «Lo stato ha abdicato al suo dovere, affidando alla chiesa e al diritto canonico il monopolio della gestione dell’abuso clericale sui minori – spiega Caligiuri – Se la chiesa fosse davvero intenzionata a proteggere efficacemente i minori, le donne e gli adulti vulnerabili, il diritto canonico dovrebbe rendere obbligatoria quanto meno una segnalazione alle procure civili dei preti sospettati di violenze».

    Invece, come ribadisce il motu proprio papale“Vos estis lux mundi”, i membri del clero sono soltanto obbligati a riferire eventuali casi di abuso ai propri superiori e tutto rimane all’interno della chiesa.

    «Le istituzioni ecclesiastiche non pensano alle vittime ma a proteggere i sacerdoti abusanti, spesso con conseguenze drammatiche – aggiunge Caligiuri – lo vediamo con l’insabbiamento intenzionale delle violenze da parte di alcuni vescovi, che organizzano l’allontanamento dei responsabili verso un’altra parrocchia, senza curarsi del fatto che questi possano di nuovo essere a contatto con bambini e adolescenti».

    Il coordinamento chiede invece un’inchiesta indipendente, sul modello di quelle già avviate in altri paesi, sostegno e accompagnamento per le vittime e un adeguato risarcimento per gli abusi subiti, indipendentemente dalla prescrizione.

    L’appuntamento è per il 3 novembre dalle 14 alle 19 presso la sala del Centro di aggregazione multifunzionale in via S. Marco 45 a Milano. I lavori saranno anche trasmessi in diretta Facebook sui canali di Domani.

  • Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità – Milano, 3 novembre 2022

    Abusi del clero su minori, donne e persone in condizione di vulnerabilità – Milano, 3 novembre 2022

    In Italia, gli abusi sessuali su minori e persone vulnerabili sono ancora un tabù. Il nostro paese, infatti, mentre si fa vanto di aver sottoscritto convenzioni e trattati in materia di diritti umani, non è nelle condizioni di metterli in atto nella realtà.

    Non parliamo solo degli abusi sessuali della Chiesa cattolica, che pure approfitta del vuoto legislativo italiano per proteggere i pedofili ed evitare di rispondere dei reati commessi, ma di uno Stato che non fornisce neppure delle statistiche ufficiali sui casi di abuso; un paese che nei fatti, malgrado le leggi, non offre alle vittime canali percorribili per la denuncia delle violenze, vuoti che di fatto favoriscono chi abusa.

    Cosa dovrebbe cambiare e perché? Italy Church Too con questa giornata di studio e denuncia vuole rompere il silenzio sulla realtà degli abusi clericali. Parleremo di ciò che c’è e soprattutto di quello che manca, e di cosa possiamo fare per cambiare la situazione insieme a giuristi, psicologi, giornalisti, appartenenti a movimenti ecclesiai e, soprattutto, ai sopravvissuti.

    Programma:

    Aspetti giuridici-applicativi nel caso italiano
    – h 14: presentazione delle associazioni aderenti a ICT
    Introduce Ludovica Eugenio, giornalista, responsabile Adista
    – h 15: i racconti di alcuni sopravvissuti. Quali ostacoli per la denuncia?
    Modera Francesco Zanardi
    – h 16: le nostre proposte per un adeguamento normativo in Italia con riferimento al contesto internazionale
    Relatore, avv. Mario Caligiuri
    – h17: l’approfondimento degli aspetti giuridici e psicologici
    Relatori: dott. Pietro Forno, già procuratore aggiunto – Procura della Repubblica di Milano; dott. Dante Ghezzi, psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr e membro dell’équipe Tiama; avv. Mario Caligiuri, responsabile dell’osservatorio permanente per la tutela delle vittime della Rete L’ABUSO
    Modera Federica Tourn, che per Domani conduce l’inchiesta sostenuta dai lettori sugli abusi nella Chiesa.

    Info e accrediti; milano3novembre@retelabuso.org

    Presso la sala del Centro di aggregazione multifunzionale Via S. Marco 45 Milano

    METRO 2 fermata Moscova – METRO 5 fermata Garibaldi AUTOBUS 43 ,94 , 61

    Se vuoi contribuire sostenendo l’iniziativa; https://paypal.me/retelabuso

    Oppure utilizza il QR code sotto

            

  • Assolti cinque Legionari di Cristo: «Non fecero pressioni sulla famiglia del 12enne abusato»

    Assolti cinque Legionari di Cristo: «Non fecero pressioni sulla famiglia del 12enne abusato»

    Nessuna estorsione dai vertici dei Legionari di Cristo per far tacere la famiglia di un ragazzo vittima di abusi sessuali nel 2006-2008 nel seminario di Novara, sentenzia in primo grado in Tribunale a Milano la giudice Caterina Ambrosino, mentre l’ipotesi di favoreggiamento si prescrive all’esito e per responsabilità di un flipper giudiziario che ha visto per nove anni il fascicolo (avviato nel 2013) peregrinare tra Milano, Novara, Torino e infine ancora Milano, dove nel frattempo gli iniziali pm erano o andati in pensione (il procuratore aggiunto Piero Forno) o passati ad altre città (la pm Lucia Minutella) o ad altri pool (la pm Bianca Maria Eugenia Baj Macario).

    Che gli abusi sessuali ci fossero davvero stati è verità giudiziaria accertata dalla sentenza di Cassazione che, sulla scorta dell’inchiesta milanese poi andata a Novara, inflisse 6 anni e mezzo in rito abbreviato all’ex responsabile del seminario novarese a Gozzano della congregazione di diritto pontificio, il 45enne ex sacerdote Vladimir Resendiz Gutierrez (ridotto allo stato laicale nell’aprile 2013 dal processo canonico e oggi in Messico), più un consistente risarcimento danni a due 12enni vittime degli abusi sessuali, e uno simbolico alla parte civile associazione «Rete l’Abuso».

    Ad essere invece travagliato è stato sin dall’inizio lo stralcio sul ruolo di cinque figure di vertice dei «Legionari di Cristo» rispetto al significato o all’intenzione di una bozza sottoposta nel 2013 (insieme a 15.000 euro di «ristoro e solidarietà») ai genitori di uno degli abusati. A lungo la Procura milanese aveva insistito a trattenere il fascicolo coltivando ipotesi di reato più gravi di quelle che altrimenti lo avrebbero trasferito a Novara, dove, quando fu finalmente trasmesso solo a fine 2017, i nuovi pm novaresi lamentarono che il lungo lasso di tempo avesse fatto prescrivere già al momento dell’invio un altro (pur confessato) episodio di abusi su un terzo ragazzo.

    Quanto alla scrittura privata del 2013 nella quale «le parti si impegnano a mantenere assoluta riservatezza, fatta eccezione per eventuali audizioni dell’autorità giudiziaria, obbligandosi a riferire le stesse dichiarazioni rese nella presente scrittura», la Procura di Novara vi aveva letto non una estorsione della congregazione ai genitori, ma «una mera proposta transattiva» priva di «alcuna condotta minacciosa», chiedendo l’archiviazione dell’ex rettore dell’Università Europea di Roma, padre Luca Gallizia, dell’ex legale rappresentante della congregazione Manuel Cordero Arjona, dell’allora direttore territoriale del Nord-Italia Oscar Nader, dell’ex economo Victor De Luna, e dell’avvocato Corrado D’Agostino.

    Questa lettura non era però stata condivisa dalla Procura generale di Torino, la quale vi aveva se mai ravvisato «un tentativo di eludere eventuali investigazioni dell’autorità giudiziaria» (favoreggiamento personale), e «una minaccia al fine di determinare le parti offese a rendere false dichiarazioni» (violenza privata). Rimbalzato nuovamente per competenza territoriale a Milano, la giudice Ambrosino ha impresso alle udienze un ritmo sostenuto, senza tuttavia poter rimediare ormai al molto tempo persosi nei passaggi precedenti e senza dunque poter finire prima della prescrizione del «favoreggiamento» (constata anche dalla pm Alessia Menegazzo che proponeva la prescrizione anche dell’estinzione). E la riprova sta proprio nel fatto che invece sull’«estorsione», reato rispetto al quale sarebbe stato facile attendere la prescrizione imminente anche qui al più tardi tra pochi giorni il 24 ottobre, la giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione nel merito e con formula piena per gli imputati difesi dagli avvocati Umberto Ambrosoli e Nicola Pietrantoni. Resterà dunque interessante solo per la storia della vicenda, tra 90 giorni nelle motivazioni, la valutazione del Tribunale sul prescritto favoreggiamento in assenza però di una pressione estorsiva esclusa dall’assoluzione.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_ottobre_03/assolti-cinque-legionari-cristo-non-fecero-pressioni-famiglia-12enne-abusato-b2e688f6-4314-11ed-992f-919085eb621d.shtml