Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila Avrebbe abusato del figlio di amici

    ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila Avrebbe abusato del figlio di amici

    La struttura religiosa non l’ha potuto proteggere tuttavia da un nuovo arresto che è piombato addosso al frate ieri, quando la squadra mobile de L’Aquila ha bussato per notificare un ordine di arresto all’uomo di cui la questura non rende note le generalità.

    L’ordinanza di arresto (domiciliari) è stata eseguita dagli agenti coordinati dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, mentre le indagini sono state svolte dal pm D’Alessandro della procura di Marsala e controfirmate dal gip Parrinello. Il reato da cui il religioso dovrà difendersi è violenza sessuale aggravata in danno di minore all’epoca dei fatti 12enne.

    Le indagini sono state eseguite dalla Mobile di Trapani e sono iniziate da una segnalazione pervenuta al “Telefono azzurro”. La segnalazione è stata riscontrata dagli investigatori che hanno scoperto che all’epoca dei fatti l’uomo era un amico di famiglia del minore e durante le normali frequentazioni avrebbe approfittato di quest’ultimo nei momenti in cui rimaneva da solo.

    L’uomo era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per gli stessi reati (violenza sessuale nei confronti di minori). Solo dopo questa condanna l’uomo aveva deciso di prendere i voti e trasferirsi in Abruzzo dove è stato accolto in un convento di cui non si specifica l’ubicazione. ieri mattina però è stato rintracciato dagli investigatori che lo hanno tratto in arresto potendo rimanere recluso nello stesso convento.

  • Busto Arsizio Suor Mariangela sceglie di non parlare

    Busto Arsizio Suor Mariangela sceglie di non parlare

    La religiosa accusata di aver abusato per anni di una giovane educatrice della parrocchia di Sant’Edoardo, poi suicidatasi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip e al magistrato

    Suor Mariangela Farè ha scelto la via del silenzio, la religiosa accusata di aver violentato per anni e perseguitato una giovane catechista della parrocchia di Sant’Edoardo poi suicidatasi nel giugno dello scorso anno. La donna si è presentata questa mattina al secondo piano del palazzo del Tribunale di Busto Arsizio insieme al suo avvocato Raffaella Servidio e ad attenderla fuori c’erano alcuni parenti e una suora. L’interrogatorio è durato pochi minuti in quanto la linea difensiva scelta non ha permesso di porre le domande che da giorni il magistrato titolare dell’indagine Roberta Colangelo e il giudice per le indagini preliminari vorrebbero porgli in merito al rapporto con la ragazza di 27 anni.

    La suora, a detta del suo legale, è apparsa comunque tranquilla e lucida ma la scelta di non parlare sarebbe dovuta a quella che l’avvocato ha definito “lacune nelle indagini che non chiariscono molti aspetti di questa vicenda”. Nel frattempo c’è preoccupazione anche tra i genitori dei ragazzi e delle ragazze che hanno frequentato la parrocchia negli anni in cui la suora ha prestato servizio al centro Primavera di Sant’Edoardo. Una mamma, infatti, ha scritto una lettera a Varesenews chiedendo di far luce sulla vicenda e dicendosi preoccupata per quanto possa essere accaduto anche a suo figlio.

    LA LETTERA – “Come è stato possibile che una donna così disturbata gestisse il Centro Primavera, pre e post scuola del quartiere di Sant’Edoardo, in quegli anni affollatissimo di bambini di 3 scuole elementari e una media. Sembrerebbe che sia stata scoperta e cacciata da un giorno all’altro, ma se così è perchè nessuno ha fatto nulla? Perché si sarebbero limitati a spostarla in un altro luogo sempre a contatto con adolescenti? Tutte le mattine mettevo lo zainetto sulle spalle di mio figlio che nel 1998 frequentava la prima elementare e lo accompagnavo direttamente nella tana dell’orco! Abbiamo dovuto aspettare quasi 15 anni per sapere che portavamo i nostri figli non in un ambiente sicuro e protetto, ma in un luogo di abusi!” – scrive la donna in una lettera di fuoco.

    Le domande sono tante e le risposte poche, anche dalle gerarchie ecclesiastiche. Ora si sa che il parroco di allora aveva informato i suoi superiori dei suoi sospetti sulla donna e aveva ottenuto il trasferimento della suora a Catania, poi tornata a a Milano meno di un anno dopo. Un particolare emerso dagli scritti della giovane vittima degli abusi, però, farebbe pensare alla possibilità che si trattasse di un caso isolato: “Vuole me e non le altre” – scriveva sul suo diario quasi a far pensare che in quel rapporto la vittima si fosse sacrificata per salvare altre ragazze. Ora gli inquirenti stanno lavorando sui materiali informatici sequestrati a suor Mariangela, forse da quel computer potrebbero emergere novità interessanti.
    16/11/2012
    or.ma.orlando.mastrillo@varesenews.it

    http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=248263

    Busto Arsizio
    Suora arrestata, i parrocchiani: “Sparì all’improvviso”
    Per le vie del rione nessuno vuole commentare la notizia dell’arresto della religiosa accusata di violenze e abusi su una ragazza che poi si è suicidata. In pochi la ricordano e c’è anche chi non crede alle accuse
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    Nessuno ha voglia di parlare lungo le vie del quartiere Sant’Edoardo. La notizia della suora arrestata a seguito degli abusi perpetrati dal 1997 al 2011 nei confronti di una ragazza che si è suicidata nel giugno dello scorso anno, ha colto tutti alla sprovvista. Oggi nessuno lo ammette ma ciò che tutti pensavano all’epoca era che il suicidio fosse stato causato dal presunto rapporto tra la ragazza e un Vicario Parrocchiale, Don Alessandro, che pochi mesi dopo era stato trasferito a Sesto San Giovanni. In molti parlavano anche di una presunta gravidanza della giovane (mai dimostrata, ndr) che, con il suo estremo gesto, avrebbe deciso di porre fine alla vicenda tanto mormorata nel quartiere. «La gente che deve parlare per niente, tanto per parlare, e senza preoccuparsi delle conseguenze che possono avere le stronzate dette, mi fa veramente incazzare!», scriveva la ragazza sul proprio profilo Facebook un mese prima di impiccarsi.
    E con questa ricostruzione dei fatti la comunità aveva archiviato la storia, almeno fino ad oggi. Camminando per le strade del rione, infatti, in molti rimangono senza parole davanti alla nuova storia che la magistratura bustocca sta scrivendo. Gli abusi, il trasferimento della suora, le persecuzioni, il suicidio e le manette. «Quando era arrivata questa suora tutti eravamo contenti» ricorda una signora la cui figlia proprio in quegli anni frequentava l’oratorio «perchè era una ventata di giovinezza nel quartiere». E lo stupore è stato tanto quando «durante una domenica, a messa, ci avevano comunicato che sarebbe stata trasferita». La motivazione? «Era una questione legata a studi non ancora terminati», aveva detto il parroco dal pulpito.
    Sono tanti, comunque, quelli che non hanno nessuna voglia di parlare ma, tra i tanti, c’è anche qualcuno che proprio non ci crede. «La storia che so io è diversa» racconta un anziano signore che abita proprio dietro alla chiesa e incalza: «Voi come credete di conoscere la verità? E come fate a sapere che che quelle provesono vere? Quella suora aveva un’intelligenza fuori dalla norma».
    14/11/2012
    Marco Corsoredazione@varesenews.it

    http://www3.varesenews.it/busto/suora-arrestata-i-parrocchiani-spari-all-improvviso-248082.html

  • Molestie sessuali su cinque ragazzine tre anni e mezzo a sacerdote di Como

    Molestie sessuali su cinque ragazzine tre anni e mezzo a sacerdote di Como

    Don Marco Mangiacasale finì sotto accusa per aver molestato una minorenne e in sede di interrogatorio
    di garanzia aveva denunciato altri quattro casi analoghi. Ora è ai domiciliari in un convento del Piemonte.

    E’ stato condannato a tre anni e mezzo con il rito abbreviato don Marco Mangiacasale, l’ex parroco di Como-San Giuliano reo confesso di aver molestato sessualmente cinque ragazzine e ora agli arresti domiciliari in un convento del Piemonte. Il pm aveva chiesto quattro anni. L’inchiesta ebbe inizio il 28 febbraio scorso, quando in Procura fu presentata la denuncia nei suoi confronti dai genitori di una minorenne. Pochi giorni dopo, il pm Simona De Salvo inviò gli uomini della polizia giudiziaria ad arrestare don Marco, che all’epoca non era già più parroco di San Giuliano ma rivestiva l’incarico di economo della diocesi.

    Durante il successivo interrogatorio di garanzia, il parroco non solo ammise quell’episodio ma raccontò anche di altri quattro. Per sua stessa ammissione gli abusi sessuali si sarebbero protratti per diversi anni prima che la ragazzina li raccontasse all’attuale parroco di San Giuliano, il quale riferì tutto ai familiari della giovane. La condanna inflitta al religioso 38enne è la seconda che riguarda un prete della provincia di Como e sempre per abusi sessuali ai danni di minorenni. Il precedente caso fu quello di don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio e Brienno condannato a otto anni per aver abusato di un ragazzino 14enne con disabilità mentali.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/11/15/news/molestie_sessuali_su_cinque_ragazzine_tre_anni_e_mezzo_a_sacerdote_di_como-46715232/

  • Busto Arsizio (VA). Suor Mariangela Farè arrestata per pedofilia e persecuzioni in oratorio, La vittima, 12 anni, si suicidò. Trovati i diari col resoconto degli abusi

    Busto Arsizio (VA). Suor Mariangela Farè arrestata per pedofilia e persecuzioni in oratorio, La vittima, 12 anni, si suicidò. Trovati i diari col resoconto degli abusi

    Varese, suora agli arresti per abusi sessuali e violenze su ragazzina
    La giovane si impiccò a 26 anni: trovati diari, lettere e foto che documentano ciò che aveva subito dall’età di 12 anni in poi

    VARESE – Abusi sessuali, violenze private e atti persecutori: con queste accuse una suora di 52 anni, originaria di Busto Arsizio ma residente nel Milanese, dove dirige un centro di formazione professionale, è stata messa agli arresti in una casa di cura e di custodia. Il provvedimento è stato adottato dal gip di Busto Arsizio (Varese), in via provvisoria. Le accuse si riferiscono alla tragica fine di una ragazza che la suora avrebbe vessato per anni, fino a portarla, nel giugno 2011, al suicidio.

    IN ORATORIO – L’incontro fra la donna e la giovane vittima, all’epoca una ragazzina di soli 12 anni con qualche difficoltà relazionale, avvenne negli anni 1997-1998 nell’oratorio di una parrocchia di Busto Arsizio, dove la suora prestava servizio. L’incontro «assunse presto connotazioni sessuali sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze, fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica si tolse la vita all’età di ventisei anni», si legge nella nota della Questura. La ragazza si impiccò.

    DIARI E FOTO – Proprio con la morte della giovane le indagini, svolte dal Commissariato di Busto Arsizio e dirette dal pm Roberta Colangelo, hanno subito un’accelerazione, «grazie soprattutto al materiale – scritti, diari, corrispondenza, supporti informatici e documentazione video e fotografica – ritrovato tra gli effetti personali della vittima», spiegano gli investigatori. La suora, che secondo le risultanze della consulenza tecnica risulta affetta da disturbo borderline di personalità incidente parzialmente sulla capacità di volere, è stata giudicata socialmente pericolosa e accompagnata dai poliziotti di Busto Arsizio e della Squadra Mobile di Varese in una casa di cura e custodia.

    Redazione Milano online
    13 novembre 2012 | 18:26

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_novembre_13/varese-suora-arresti-abusi-sessuali-ragazza-minorenne-suicida-violenza-sessuale-2112689678301.shtml

    Indagata suora, abuso’ di ragazza che poi si e’ suicidata

    (AGI) – Como, 13 nov. – Subi’ abusi per anni, tanto da finire, a soli 26 anni, a togliersi la vita. A essere indagata per gli abusi nei confronti della ragazza e’ una suora originaria di Busto Arsizio, da oggi sottoposta a regime di sicurezza attraverso il ricovero in una casa di cura su disposizione del Gip di Busto Arsizio. La religiosa, attualmente domiciliata nel Milanese e che dirige un Centro di Formazione professionale e’ indagata anche per violenze private ed atti persecutori. – I fatti contestati risalgono sarebbero iniziati nel 1997 quando, seecondo quanto emerso dalle delicatissime indagini, la 52enne avrebbe avuto modo di incontrare in un oratorio bustocco una ragazzina all’epoca minorenne e con difficolta’ a relazionarsi.
    Da una prima semplice amicizia, la suora avrebbe ben presto travalicato nei suoi comportamenti fino a giungere ad atti persecutori con un crescendo di violenze per indurre la ragazzina a sottostare alle sue attenzioni morbose. Un incubo per la minorenne che la porto’ a togliersi la vita, all’eta’ ormai di 26 anni, l’anno scorso, ormai in preda ad una profonda crisi esistenziale acuita dalla sua fragilita’ psicologica. Le indagini sono scattate proprio alla luce di questo suicidio.
    Condotte dalla Polizia del Commissariato cittadino e dirette dal Sostituto Roberta Colangelo della Procura di Busto, hanno avuto negli ultimi tempi una notevole accelerazione grazie anche ad una serie di diari e lettere, nonche’ materiale informatico, video e foto trovati fra gli effetti personali della ragazza. La suora e’ stata sottoposta ad una perizia dalla quale risulterebbe affetta da disturbo bordeline di personalita’ incidente parzialmente sulla capacita’ di volere e socialmente pericolosa. Da qui la decisione di applicare la misura di custodia cautelare attraverso il ricovero in una casa di cura.

    www.agi.it/in-primo-piano/notizie/2…_si_e_suicidata

    Suora indagata per abusi sessuali su ragazza: la vittima si è tolta la vita
    Il giudice di Busto Arsizio ha disposto la misura di sicurezza del ricovero della religiosa
    VARESE – Avrebbe commesso abusi sessuali nei confronti di una ragazza, all’epoca dei fatti minorenne, che nel 2011 si è suicidata a causa di una profonda crisi psicologica. Per questo il gip di Busto Arsizio ha disposto la misura di sicurezzadel ricovero in casa di cura nei confronti di una suora di 52 anni, indagata per abusi sessuali, violenze private.

    Secondo le accuse le violenze sarebbero avvenute tra il ’97 e il ’98, in un oratorio del varesotto dove la suora prestava servizio. Le indagini, coordinate dal pm Roberta Colangelo, sono state condotte dalla polizia, che dopo il suicidio ha esaminato scritti, diari, corrispondenza e documentazione video e fotografica ritrovata tra gli effetti personali della giovane. Secondo le ricostruzioni la suora ha incontrato la ragazza, con qualche difficoltà relazionale, nell’oratorio di una parrocchia a Busto Arsizio (Varese). L’incontro assunse presto connotazioni sessuali sino a trasformarsi nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, si è suicidata all’età di ventisei anni.

    Attualmente la religiosa, residente in provincia di Milano, dirige un centro di formazione professionale. Dalle risultanze della consulenza tecnica è risultata pericolosa socialmente, e affetta da un disturbo della personalità che incide parzialmente sulla capacità di intendere e di volere.
    Martedì 13 Novembre 2012 – 19:30
    Ultimo aggiornamento: 22:31

  • Varese, suora agli arresti per abusi  sessuali e violenze su ragazzina

    Varese, suora agli arresti per abusi sessuali e violenze su ragazzina

    La giovane si impiccò a 26 anni: trovati diari, lettere e foto che documentano ciò che aveva subito dai 12 anni in poi

    VARESE – Abusi sessuali, violenze private e atti persecutori: cn queste accuse una suora di 52 anni, originaria di Busto Arsizio ma residente nel Milanese dove dirige un centro di formazione professionale, è stata messa agli arresti in una casa di cura e di custodia. Il provvedimento è stato adottato dal gip di Busto Arsizio (Varese), in via provvisoria. Le accuse si riferiscono alla tragica fine di una ragazza che la suora avrebbe vessato per anni, fino a portarla, nel giugno 2011, al suicidio.

    IN ORATORIO – L’incontro tra la donna e la giovane vittima, all’epoca una ragazzina di soli 12 anni con qualche difficoltà relazionale, avvenne negli anni 1997-1998 nell’oratorio di una parrocchia di Busto Arsizio, dove la suora prestava servizio. L’incontro «assunse presto connotazioni sessuali sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica, si tolse la vita all’età di ventisei anni», si legge nella nota della Questura. La ragazza si impiccò.

    DIARI E FOTO – Proprio con la morte della giovane le indagini, svolte dal Commissariato di Busto Arsizio e dirette dal pm Roberta Colangelo, hanno subito un’accelerazione, «grazie soprattutto al materiale – scritti, diari, corrispondenza, supporti informatici e documentazione video e fotografica – ritrovato tra gli effetti personali della vittima», spiegano gli investigatori. La suora, che secondo le risultanze della consulenza tecnica risulta affetta da disturbo borderline di personalità incidente parzialmente sulla capacità di volere, è stata giudicata socialmente pericolosa e accompagnata dai poliziotti di Busto Arsizio e della Squadra Mobile di Varese in una casa di cura e custodia.

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_novembre_13/varese-suora-arresti-abusi-sessuali-ragazza-minorenne-suicida-violenza-sessuale-2112689678301.shtml

  • Don Marco davanti al giudice. Deve rispondere di cinque violenze

    Don Marco davanti al giudice. Deve rispondere di cinque violenze

    Mercoledì 03 Ottobre 2012
    Domani l’udienza preliminare. Possibile la scelta dell’Abbreviato
    Don Marco Mangiacasale, ex economo della Diocesi di Como ed ex parroco della parrocchia di San Giuliano, in pieno centro città, comparirà domani davanti al giudice.
    Il pubblico ministero Simona De Salvo ha infatti chiesto al gup Nicoletta Cremona il rinvio a giudizio, e la questione verrà dibattuta a partire dalle 9 della mattina nel corso dell’udienza preliminare in programma nel palazzo di giustizia lariano. In aula non ci sarà il prete, che è agli arresti domiciliari in una struttura religiosa protetta del Piemonte, ma ci saranno i suoi avvocati, il legale del foro di Como Renato Papa e quello del foro di Milano Mario Zanchetti. La difesa, anche se la scelta verrà formalizzata solo di fronte al giudice, dovrebbe chiedere il rito Abbreviato che porterà a uno sconto di pena di un terzo.
    Si chiude così la prima parte di una vicenda che ha scosso nel profondo la comunità comasca, e non solo quella dei fedeli. Don Marco Mangiacasale, prete e uomo conosciuto e stimato, è infatti finito in carcere lo scorso 7 marzo con un’accusa terribile: violenza sessuale continuata su cinque ragazzine minorenni appartenenti alla parrocchia di San Giuliano.
    Da quanto è stato possibile apprendere, tutte le vittime sarebbero già state risarcite prima dell’approdo in aula del fascicolo. Un passaggio che, nei mesi scorsi, uno dei due legali del religioso – Renato Papa, che ieri non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione – spiegava in questo modo: «Il risarcimento non vuole rappresentare una mercificazione del dolore ma è un ulteriore attestato concreto della volontà di alleggerire la sofferenza delle vittime e dei loro familiari. Non si tratta di dare un valore economico al dolore, che non ha un prezzo. Non abbiamo pattuito alcuna cifra non perché stiamo facendo una trattativa commerciale, ma perché procediamo con attente valutazioni per capire come definire l’importo». Non va dimenticato, tra l’altro, che già nel primo interrogatorio subito dopo l’arresto dello scorso marzo (manette che scattarono mentre il sacerdote era a un incontro con altri religiosi ad Abbadia Lariana) don Mangiacasale ammise le sue responsabilità, anticipando anche alcune situazioni che non gli erano ancora state contestate e che sono poi emerse nell’ambito dell’inchiesta. Le indagini, infatti, furono aperte dalla denuncia di una giovane vittima di don Marco, convinta a riferire tutto ai genitori (di quanto avveniva nella casa del prete) nel corso di una confessione. Ma il fascicolo aperto dal pm De Salvo portò nelle prime settimane di intenso lavoro a far lievitare le denunce contro l’ex economo della Diocesi fino al numero di cinque. Le stesse che vengono oggi contestate dalla Procura lariana che ha chiesto il rinvio a giudizio di don Marco. Dopo l’arresto, il religioso fu subito sospeso dal vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, da ogni incarico ecclesiastico. E fu proprio la guida della Diocesi lariana uno dei primi a presentarsi al quinto piano del palazzo di giustizia per riferire quanto di sua conoscenza.
    Per la cronaca, i fatti finiti nell’avviso di conclusione delle indagini sono cinque, tutti avvenuti tra il 2008 e il 2012, pochi giorni prima dell’arresto. Le vittime, all’epoca delle violenze subìte, avevano 15 anni (una), 13 anni (tre giovani) e una, addirittura, appena 12 anni.
    Palpeggiamenti e molestie che avvenivano nella casa del sacerdote e non solo, anche nelle attività oratoriali compiute da San Giuliano fuori dalla provincia.
    La festa di San Giuliano e il Vangelo
    Questi ultimi sei mesi sono stati senza dubbio i più difficili per la comunità di San Giuliano, finita agli onori delle cronache cittadine e nazionali per fatti di cui avrebbe volentieri fatto a meno. Domenica scorsa, tra l’altro, San Giuliano ha festeggiato i 90 anni di fondazione della parrocchia, con ospite proprio il vescovo – monsignor Diego Coletti – che non ha voluto far mancare la propria presenza a una comunità tanto flagellata da quanto accaduto.
    La sorte ha però riservato un ulteriore spunto di riflessione: il messale della domenica, infatti, aveva previsto un passaggio del Vangelo di Marco (guarda caso il nome di don Mangiacasale) dalle parole pesanti, quelle del capitolo 9 (versetti 38-42) che recitano testualmente: «Chi infatti non è contro di noi è per noi. E chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché siete di Cristo, io vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. Ma chiunque sarà occasione di scandalo a uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli appendessero al collo una macina da mulino e lo gettassero in mare».

    Mauro Peverelli

  • Molestò bimba di 7 anni Prete di Arese condannato

    Molestò bimba di 7 anni Prete di Arese condannato

    di Roberta Rampini

    Arese, 27 settembre 2012 – Condanna confermata. Beneficio della condizionale incluso. Anche i giudici della prima sezione della Corte d’Appello di Milano hanno ritenuto don Marco Redaelli, prete salesiano di Arese ormai ottantenne, responsabile di violenza sessuale ai danni di una bambina che all’epoca dei fatti aveva sette anni. Martedì pomeriggio nel processo d’appello è stata confermata la condanna a due anni e mezzo di carcere per il religioso. L’arriga di due ore dell’avvocato Mario Zanchetti, legale del sacerdote che negli ultimi anni si è occupato di una quindicina di casi di religiosi accusati di pedofilia, non ha convinto i giudici dell’innocenza del sacerdote.

    Contro la sentenza, che è in linea con le richieste del procuratore generale Daniela Meliota, non è escluso che il difensore del sacerdote faccia ricorso anche in Cassazione. I fatti risalgono al 24 settembre 2007, quando don Marco aveva attirato la piccola nel proprio ufficio nella parrocchia dei santi Pietro e Paolo, con la promessa di darle delle caramelle. Rimasto solo con lei, l’avrebbe molestata, costringendola a subire atti sessuali, «non particolarmente invasivi».

    La bimba aveva raccontato quanto successo alla nonna, che ne aveva a sua volta parlato al padre, facendo scattare la denuncia. «È stata fatta giustizia – commenta Giacomo C., padre della bambina che oggi ha 12 anni – anche se abbiamo dovuto assistere ancora una volta a una vergognosa arringa dell’avvocato difensore, che anziché smontare l’impianto accusatorio, basato soprattutto sulle testimonianze di mia figlia, ha cercato di screditare la mia figura, dicendo che mi ero inventato tutto per estorcere denaro».

    A convincere i giudici della colpevolezza del sacerdote sono state le dichiarazioni della bambina fatte in sede di incidente probatorio e ritenute credibili da periti e psicologi. La bambina aveva raccontato che «don Marco era sempre stato bravo con lei, ma quel giorno aveva fatto una cosa brutta». Lui, in primo grado, in lacrime aveva negato le accuse. Di fatto, don Marco non finirà in carcere, ma il collegio lo ha trasferito altrove, interdetto dagli uffici di tutela e curatela e gli ha posto il divieto di assumere incarichi nelle scuole e in altre strutture frequentate da minori.

    di Roberta Rampini

    http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2012/09/27/778127-arese-rho-prete-pedofilo-condannato.shtml

  • Continua il mistero sulle accuse rivolte a don Luciano Pesavento. La rivista della diocesi di Milano da conto del suo nuovo incarico

    Continua il mistero sulle accuse rivolte a don Luciano Pesavento. La rivista della diocesi di Milano da conto del suo nuovo incarico

    Continua il mistero sulle accuse rivolte a don Luciano Pesavento. La rivista della diocesi di Milano da conto del suo nuovo incarico

    http://www.chiesadimilano.it/polopoly_fs/7…Nomine_2012.pdf

    PESAVENTO Don Luciano – Comunità Pastorale “S. Cristoforo” – C.so Italia, 3 – 21013 GALLARATE VA

  • ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

    ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

    Pubblicato il: sab, lug 28th, 2012

    ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

    di Redazione – La vicenda Chiarenza – Pulvirenti non si chiuderà tanto in fretta. Lo abbiamo detto mesi fa, lo ripetiamo adesso. I riflettori si spengono per un pò e poi si riaccendono improvvisamente, senza preavviso. Ha fatto scalpore la notizia della 27°edizione della “Giornata di Fraternità della Strada”, istituita da Mondo X, con la benedizione ai convenuti da parte di Mon. Carlo Chiarenza a Milano.

    Una notizia, resa nota oggi dal mondo del web, ma a renderla clamorosa è la data a cui si riferisce: il 24 maggio. Poco, pochissmo tempo dopo la conferenza stampa d’accusa di Teo Pulvirenti e dalla fiaccolata organizzata ad Acireale per dire no alla pedofilia. Un gesto che il popolo della rete ha ritenuto essere di cattivo gusto: il sacerdote accusato di pedofilia era stato inviato dal suo Vescovo Antonino Raspanti a meditare nel silenzio.

    Così recitava un comunicato stampa ufficiale della Diocesi di Acireale. Le immagini che lo ritraggono in pompa magna, circondato da autorità civili e militari della regione Lombardia poco si sposano con il concetto di meditazione a nostro avviso. Attenzione, Chiarenza è un cittadino italiano, e un sacerdote; con una grave accusa da cui dovrà difendersi, ma pur sempre un uomo libero. Non si contesta quindi la legittimità delle azioni, semmai il dibattito verte sull’opportunità di certe scelte dopo la bufera che l’ha colpito.

    Dice di essere innocente e che proverà a tutti che Pulvirenti mente, magari ci riuscirà ma nel frattempo chi s’è sentito colpito da questa sporca storia gradirebbe meno sfrontatezza. Ma Chiarenza evidentemente la pensa in modo diverso e non fa nulla per nasconderlo. In città circolerebbe la voce di un suo imminente ritorno, forse già nelle prossime ore.

    Domani è il giorno del 44° anno di sacerdozio e Chiarenza pare sia intenzionato a festeggiare assieme ai suoi fedelissimi, quelli che non gli hanno mai voltato le spalle. Tutto lecito, per carità, nessun reato commesso.

    Ripetiamo, Chiarenza è un uomo libero di muoversi sul territorio nazionale. Ma non ci stancheremo mai di affermare che certe volte un pizzico di buon gusto non farebbe male. Ed intanto la Diocesi di Acireale che fa? Ci piacerebbe tanto saperlo.

    Pubblicato il: mer, ago 1st, 2012

    PEDOFILIA: LA CARAMELLA BUONA CHIEDE DI CONOSCERE IL PARERE DEL VESCOVO SU AZIONI CHIARENZA

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inoltratoci dall’ufficio stampa de La Caramella Buoba

    A seguito di quanto in allegato si riporta dichiarazione del Presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile:

    “Apprendo che Don Carlo Chiarenza, indagato per pedofilia, ha appena festeggiato i 44 anni di sacerdozio ad Acireale. Una fotografia testimonia che ha pure partecipato recentemente ad una cerimonia, con tanto di autorità civili e militari, a Milano. Voglio esprimere i miei complimenti per queste intelligenti apparizioni del Signor Chiarenza, libero certo di muoversi ovunque voglia e come voglia, ancora.

    Gradirei conoscere il pensiero del Vescovo Raspanti, che mi ricordo aveva consigliato al suo sacerdote la “meditazione” e pure di Mons. Scicluna, il promotore di giustizia (Pubblico Ministero) dell’ex Sant’Uffizio, colui che segue il processo canonico a carico del Signor Chiarenza. A tal proposito attendo risposta.

    Siamo tutti in attesa di un riscontro da parte della Magistratura che da mesi sta lavorando, dati i tempi, credo sul altri elementi oltre quelli denunciati da Teo Pulvirenti e per rispetto delle Autorità competenti abbiamo cercato di ridurre al minimo gli interventi favorendo un silenzio stampa doveroso; certo è, che di fronte tali immagini è impossibile restare muti e pazienti. Non possiamo e non vogliamo perché, in particolare dopo la nostra visita ad Acireale, tantissime persone ci hanno chiesto di dar voce al proprio dolore ed è un impegno a cui non vogliamo venir meno.

    Certamente con grande piacere e condivisione di intenti, mi unisco ai festeggiamenti per il lungo sacerdozio di Don Carlo Chiarenza ed esprimo i miei migliori auguri per questa esemplare carriera. Meglio ironici che sfacciati”.

  • Sciacca, parroco arrestato per abusi sessuali su minori

    Sciacca, parroco arrestato per abusi sessuali su minori

     Lunedì 23 Luglio 2012 14:07
    Arrestato parroco di Sciacca che avrebbe abusato sessualmente di ragazzini anche minorenni. Oggi a Palermo, i poliziotti del commissariato di Sciacca, hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza cautelare in carcere emessa dal Gip Tribunale di Palermo Maria Pino su richiesta dei Pm della Procura palermitana titolari dell’indagine, Laura Vaccaro e Alessia Sinatra, Davide Mordino, 41 anni, parroco della Basilica di San Calogero di Sciacca resosi responsabile fino alla data del 30 dicembre 2009, secondo le accuse, di aver compiuto atti sessuali con numerosi minori di sesso maschile di età compresa a tra i 14 ed i 18 anni, in cambio di denaro, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di minori e con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria qualità di ministro di culto.

    La complessa attività di indagine trae le sue origini dall’ operazione antidroga “Mata Hari” dalle cui risultanze investigative si appurava che l’allora sacerdote della Basilica San Calogero di Sciacca, padre Davide Mordino intratteneva rapporti sessuali a pagamento con un indagato di quell’indagine.

    Sebbene, ovviamente, tale condotta non fosse assolutamente rilevante con riguardo alle investigazioni in corso, la polizia di Sciacca avviava un’indagine finalizzata ad accertare se il prete si intrattenesse nei locali della Basilica di San Calogero anche con dei minorenni.

    Risultava dalle indagini che il consolidato e ricorrente modus operandi del sacerdote era questo: approcciava le sue giovani vittime con la scusa di fargli fare un test sulla sensibilità corporea (pagato, asseritamente, dall’Università di Palermo), cui seguivano le diverse prestazioni sessuali, con pagamento ai ragazzi della somma di denaro da un minimo di 50 euro fino ad un massimo di 300 euro.

    Il sacerdote, faceva, altresì sottoscrivere, un modulo apparentemente intestato alla società Mediaset di Milano, che avrebbe consentito loro la partecipazione a programmi televisivi, stante peraltro la sua parentela con un noto intrattenitore televisivo, impegnato in trasmissioni condotte da Maria De Filippi rendendosi, in tal modo, facilmente credibile ai ragazzi, de siderosi di entrare nel mondo dello spettacolo.

    A seguito dell’articolata attività svolta, la direzione delle indagini veniva assunta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo competente per il reato di prostituzione minorile.

    Dopo l’arresto odierno della polizia e le operazioni di rito il prete Davide Mordino è staro rinchiuso nel carcere dell’Ucciardone di Palermo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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