La Procura di Como ha deciso di non fare sconti nemmeno davanti a un sacerdote e ha così deciso che Don Marco Mangiacasale subirà un prospetto per presunti abusi su minorenni. Non è la prima volta che emergono sospetti sulla condotta di un sacerdote, ma raramente si era arrivati a decidere di mettere in atto un processo come capiterà presto a Don Marco Mangiacasale, sacerdote di 48 anni arrestato lo scorso 7 marzo con l’accusa di violenza sessuale continuata nei confronti di alcune ragazzine minorenni che frequentavano la sua parrocchia. Secondo il testo che ha portato all’accusa nei confronti di Don Marco e formulato dal sostituto procuratore di Como Simona De Salvo i fatti sarebbero iniziati nel 2008 e continuati fino a poco prima del suo arresto a dimostrazione di un comportamento non isolato.
Un ruolo importante nella vicenda l’avrà ora però anche l’ex economo della Diocesi di Como, che ha già avuto diversi contatti con le famiglie delle presunte vittime e che si occuperà non solo da aiutarle a superare quanto vissuto ma anche di stabilire quale possa essere il risarcimento migliore nei loro confronti. Sarà quindi ora compito del sacerdote cercare di difendersi da un accusa certamente infamante, ma che lascerà un segno indelebile nelle piccole vittime.
Fonte MILANO
Tag: Milano
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Don Riccardo Seppia
3 maggio 2012 Riccardo Seppia
Genova – Ha chiesto scusa don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente condannato oggi a Genova a 9 anni e mezzo per violenza su minore. Per la prima volta da quando, 12 mesi orsono, fu arrestato dai carabinieri nella sua abitazione di Sestri, l’ex parroco della chiesa di Santo Spirito ha chiesto pubblicamente scusa per il suo «comportamento morale disdicevole». Scusa «per tutti quegli sms» pieni di fantasie erotiche e bestemmie che lui inviava a minorenni,
chierichetti e non. Davanti al gup Roberta Bossi, e prima di sapere quale sarebbe stata la sentenza nei suoi confronti, don Seppia in aula ha letto questo messaggio: «chiedo scusa per il mio comportamento morale perché ho commesso degli sbagli. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo, a scrivere quegli sms».Le scuse non sono comunque bastate ad assolverlo, come chiedeva il suo difensore, Paolo Bonanni. L’ex sacerdote, jeans e giubbotto blu, l’ex parroco è stato condannato a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni per violenza sessuale e per tentata induzione alla prostituzione minorile, a 4 anni e 8 mesi per offerte plurime droga, e a 8 mesi per cessione di cocaina, oltre al pagamento di 28 mila euro. Il pubblico ministero, Stefano Puppo, aveva chiesto la condanna a undici anni e otto mesi.
Completamente rasato, don Seppia ha ascoltato la lettura del dispositivo accanto al suo legale, senza dire una parola: «Parleremo della condanna martedì o mercoledì – ha commentato il difensore – quando lo andrò a trovare in carcere. Adesso aspettiamo le motivazioni per ricorrere in appello».
L’inchiesta sull’ex parroco era partita da Milano più di un anno fa. I carabinieri dei Nas stavano indagando su un giro di cocaina nei locali frequentati da omosessuali e quasi per caso si sono imbattuti nell’allora parroco di Sestri. Don Riccardo Seppia secondo l’accusa usava la coca per adescare giovanissimi ragazzi di vita, sbandati che per
pochi soldi e un po’ di droga erano disposti ad avere rapporti sessuali. Rapporti, però, che il parroco proponeva senza mai in realtà consumarli davvero, come emerso durante il processo. A testimoniare in tal senso sono stati sia un ragazzo albanese di 16 anni (più volte hanno concordato un appuntamento, ma all’ultimo momento don Seppia ha sempre disdetto), sia un chierichetto di 15 anni, che ha confessato di aver
subito in sacrestia `attenzioni particolari´ dall’ex sacerdote. Mai sconfinate, però, nell’atto sessuale vero e proprio.
Ad inchiodare don Seppia però sono state le intercettazioni. Telefonate a spacciatori ai quali chiedeva «ragazzini dal collo tenero», sms all’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano, anche lui arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, in cui l’ex sacerdote raccontava le sue fantasie sessuali con i ragazzini.
L’unico reato per il quale l’ex parroco è stato assolto è quello di detenzione di
Don Seppia è tornato ora nel carcere di Sanremo, nella sezione sex offenders. Dovrà rimanerci per altri otto anni e mezzo, visto che ha già scontato un anno di carcerazione preventiva.secondo i periti del pm e del giudice, i file trovati nel suo pc sarebbero temporanei´, quindi non scaricati volontariamente dal prete.Leggi l’articolo completo: Pedofilia – Don Seppia condannato
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Pedofilia, 9 anni e mezzo a don Seppia La tentata violenza considerata stupro
MILANO – È stato condannato a 9 anni, 6 mesi e 20 giorni, e al pagamento di 28 mila euro don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente in carcere da un anno per pedofilia. Il giudice dell’udienza preliminare Roberta Bossi lo ha condannato per violenza sessuale su minore e per tentata induzione alla prostituzione minorile. Il pubblico ministero Stefano Puppo, che riteneva di poter far equiparare la tentata violenza su minore a una violenza effettiva, aveva chiesto 11 anni e 8 mesi, mentre il legale del sacerdote aveva chiesto l’assoluzione per tutti i capi d’accusa, tranne la cessione semplice di droga.
NON AVEVA MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO – I capi d’accusa riguardavano, appunto, la tentata violenza sessuale su minore, la tentata induzione alla prostituzione minorile, la tentata cessione di droga a minori e la detenzione di materiale pedopornografico. Per quest’ultimo reato Seppia è stato assolto, mentre il giudice ha accolto il paragone tra la tentata violenza sessuale è la violenza consumata. La violenza riguardava un chierichetto che veniva spesso abbracciato in maniera particolare, o toccato, tutte circostanze ammesse dalla vittima. La cessione di droga riguardava, invece, un ex seminarista.
«HO SBAGLIATO» – «Chiedo scusa per il mio comportamento morale perchè ho commesso degli sbagli. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo». Don Seppia ha voluto, prima della sentenza, chiarire la sua posizione dopo un anno in carcere. L’avvocato, Paolo Bonanni, ha comunque assicurato il ricorso in appello: «Siamo convinti che la pena possa scendere ulteriormente».
Redazione Online3 maggio 2012 | 14:11
http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_03/pedofilia-condannato-don-riccardo-seppia-parroco-sestri-ponente_95922bbe-9511-11e1-ad93-f55072257a20.shtml
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Monnezza sotto casa del prete infoiato che riceveva nel confessionale del Grande… Pisello.
CI VOLEVA UN SERVIZIO DE LE IENE PER SGAMARE IL PRETE DI MARANO SESSUALMENTE INFOIATO E MOLESTATORE DI GIOVANI BONAZZI SMARRITI? ERANO 23 ANNI CHE DON FRANCO DE VIVO ERA IL PRETE DI MARANO! LA CHIESA, ANCHE QUELLA NAPOLETANA, HA PERSO UN ALTRA OCCASIONE PER ONORARE IL SUO DATORE DI LAVORO.
Italia Notizie scrive: “La spazzatura depositata fuori l’ abitazione e la Chiesa di Marano dove per 23 anni e fino a pochi giorni fa era nominato parroco Don Franco De Vivo – racconta il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli – ci fa capire il livello di sdegno popolare verso quest’ uomo che ha tradito la sua missione pastorale in un modo immondo da quanto si evince dal servizio messo in onda delle Iene in cui si evidenziano anche approcci sessuali scabrosi a minorenni.
A tal proposito non è chiaro il perchè il video messo in onda pochi giorni fa sia sparito sia dal sito ufficiale delle Iene che da youtube. Ci auguriamo che non sia per motivi di censura. Infine crediamo che anche la Chiesa napoletana debba assumersi pienamente la responsabilità di questo scandalo di cui era informata da oltre un anno da una denuncia che proprio i Verdi Ecologisti consegnarono davanti a testimoni ad uno stretto collaboratore del Cardinale avendo piene assicurazioni di un intervento rapido e risolutore che invece non è avvenuto. Chi ha coperto questo sconcio deve spiegare alle autorità competenti il perchè di tali omissioni”.
Prete pedofilo a Napoli a Le Iene Show
4 aprile 2012 di Minnie Lascia un commento »“LE IENE SHOW” MARANO (NAPOLI): CASO SACERDOTE PROVOCA SCONCERTO TRA I FEDELI LA NUOVA IENA CINESE YANG INTERVISTA I POLITICI ITALIANI
Domani, giovedì 5 aprile 2012 alle ore 21.10, su Italia 1 nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Grande clamore ha suscitato il servizio di Giulio Golia che, in provincia di Napoli, si è occupato di un sacerdote il quale, raggiunto da tre giovani complici de le Iene (di cui uno si era detto minorenne) aveva rivolto a tutti e tre attenzioni molto particolari. A distanza di pochi giorni dalla puntata, l’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, ha nominato l’amministratore parrocchiale che dovrà sostituire l’anziano religioso protagonista del servizio. Giulio Golia raggiunge il paese di Marano per raccogliere i commenti della popolazione e dei fedeli.
Nonostante ci sia sconcerto e incredulità per l’intera vicenda, diverse persone ammettono come, da tempo, circolavano voci in merito alle presunte attenzioni del prete nei confronti di diversi ragazzi. La nuova Iena Yang si finge un giornalista di una televisione cinese per raccogliere dai politici italiani delle dichiarazioni in grado di far comprendere meglio la politica del nostro paese in estremo oriente. Tra plateali inchini, scoppi di ilarità, attacchi di narcolessia e folli traduzioni dei loro nomi, l’inviato intervista l’ex ministro Ignazio La Russa, l’On. Paola Binetti, il parlamentare Maurizio Paniz, l’ex ministro Livia Turco e l’On. Pierluigi Castagnetti.
Diverse le reazioni degli Onorevoli: c’è chi la prende sul ridere, chi si allontana indispettito e chi, addirittura, si spaventa. Cosa succede se una persona emancipata come Mara Maionchi scopre che la figlia (a sua insaputa complice de le Iene) ha appena avuto una liaison con un perfetto sconosciuto? È questo il singolare “esperimento sociale” cui la discografica si è involontariamente sottoposta durante un viaggio in treno tra Roma e Milano. Quale sarà la sua reazione?
FONTE: UFFICIO STAMPA
www.tvglobo.it/prete-pedofilo-a-napoli-a-le-iene-show.html
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Lezioni antipedofilia della diocesi, Zanardi: “Siano aperte anche alle vittime degli abusi”
Savona. Il portavoce della rete antipedofilia “L’Abuso”, Francesco Zanardi, chiede a monsignor Vittorio Lupi che l’associazione possa partecipare al piano di prevenzione-educazione varato dalla diocesi di Savona-Noli. Così scrive Zanardi in una lettera al vescovo: “Lei sa quanto l’associazione abbia insistito per un programma di prevenzione nelle parrocchie, sempre frequentate da moltissimi minori quindi luoghi ad alto rischio, come la storia purtroppo racconta, qual’ora vi fosse la presenza di un pedofilo. Come si sa bene i traumi causati da abusi sessuali in età minore lasciano segni indelebili, spesso gravi, la prevenzione è molto importante, fondamentale. Sarò sincero ma leggendo il programma non vedo alcun invito alle vittime della diocesi”.
Il programma televisivo “Le Iene” dedicherà uno spazio all’argomento pedofilia nel Savonese e il servizio andrà in onda probabilmente la prossima settimana. “Le vittime non sono così poche e credo meritino il massimo rispetto e sostegno, soprattutto dalla diocesi che si è prestata a favoreggiare i loro carnefici per ben 32 anni – osserva Zanardi – Leggendo il programma noto incontri tra psicologi e gruppi, catechisti e associazioni, spero anche la nostra di vittime savonesi. Dico spero perché si ha l’impressione che gli incontri siano destinati solo a coloro che frequentano assiduamente il clero o che rivestono funzioni educative”.
Zanardi prosegue: “Degno di nota anche il relatore, don Fortunato Di Noto, con il quale ho avuto modo di confrontarmi sull’argomento pedofilia nella trasmissione di ‘Matrix’ dello scorso maggio, nella quale ci siamo confrontati sul dramma savonese; di lì deduco anche l’origine della scelta, una persona competente e informata sugli avvenimenti del Savonese. Spero possa far pervenire alla rete L’Abuso il programma degli incontri, le modalità di accesso a questo programma in modo tale che possa essere appreso dalle vittime, le quali potranno decidere in che forma aderire” conclude Zanardi.
Il consiglio pastorale diocesano ha predisposto percorsi educativi e formativi con il supporto degli esperti del Cismai di Milano, del Coordinamento italiano contro gli abusi sull’infanzia (ente laico riconosciuto a livello internazionale). Prosegue così con la seconda fase il piano di prevenzione della pedofilia varato nel novembre scorso dalla diocesi di Savona-Noli. Si comincerà martedì 17 aprile al seminario diocesano di via Ponzone, con le “Linee guida sull’abuso sessuale infantile”, che saranno esposte da Cesira Di Guglielmo, psicologa e psicoterapeuta del Cismai. Alle 21 la lezione sarà per gli educatori, la mattina seguente per i sacerdoti.http://www.ivg.it/2012/04/lezioni-antipedofilia-della-diocesi-zanardi-siano-aperte-anche-alle-vittime-degli-abusi/ -

Ex parroco di Mallare accusato di atti sessuali con una minore
16 marzo 2012
Cuneo – Don Martin Victor Parappillil, 43 anni, originario dell’ India, parroco di Murazzano, in provincia di Cuneo, è stato bloccato mentre all’ aeroporto internazionale della Malpensa stava per imbarcarsi su un aereo che lo avrebbe condotto nella sua terra natale.L’accusa nei confronti del prelato, che è stato anche parroco a Mallare, nel savonese, arriva dalla Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Mondovì (Cuneo) per atti sessuali con una minorenne che gli era stata affidata per ragioni di istruzione.
L’indagine, ha spiegato il Procuratore Maurizio Picozzi che coordina l’inchiesta insieme al pm Massimiliano Bolla, ha preso avvio un paio di mesi fa, a seguito di una segnalazione e da allora il sacerdote, a Murazzano dal settembre 2010, è stato tenuto sotto stretta sorveglianza.
Nel momento in cui gli investigatori hanno compreso che stava per fuggire è scattato il provvedimento di fermo.
«A Murazzano – ha commentato Gianni Galli, sindaco del paese, che conta 850 abitanti – nessuno ha saputo nulla. Però don Martin spesso si allontanava per qualche giorno, per cui il fatto che non fosse presente non ha preoccupato più di tanto».
PRETE FA SESSO CON L’ALLIEVA MINORENNE:
DON MARTIN ARRESTATO A MALPENSAMILANO – Un prete è stato fermato dalla Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Mondovì (Cuneo) perchè indiziato di atti sessuali con una minorenne che le era stata affidata per ragioni di istruzione. Il prete – da quanto si è saputo – è stato fermato all’aeroporto della Malpensa, dove – secondo gli investigatori – stava per imbarcarsi su un aereo.
La persona fermata è il parroco di Murazzano (Cuneo), don Martin Victor Parappillil, 43 anni, originario dell’ India. È stato bloccato ieri pomeriggio, mentre all’ aeroporto internazionale della Malpensa stava per imbarcarsi su un aereo che lo avrebbe condotto nella sua terra natale. È accusato di atti sessuali con una ragazza minorenne. Il fermo è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Mondovì ed eseguito dalla squadra di Polizia Giudiziaria della stessa Procura, pochi istanti prima dell ‘imbarco. L’indagine – ha spiegato il Procuratore Maurizio Picozzi che coordina l’inchiesta insieme al pm Massimiliano Bolla – ha preso avvio un paio di mesi fa, a seguito di una segnalazione e da allora il sacerdote, a Murazzano dal settembre 2010, è stato tenuto sotto stretta sorveglianza. Nel momento in cui gli investigatori hanno compreso che stava per fuggire è scattato il provvedimento di fermo. A Murazzano – ha commentato Gianni Galli, sindaco del paese, che conta 850 abitanti – nessuno ha saputo nulla. Però don Martin spesso si allontanava per qualche giorno, per cui il fatto che non fosse presente non ha preoccupato più di tanto«. Don Martin ha scelto la via del sacerdozio in età adulta, nel 1998, dopo aver lavorato come ingegnere meccanico nel settore di impianti di alta precisione, in Brasile e nel Benin. Fu ordinato sacerdote a Mondovì, nel 2003. La sua famiglia è della regione di Kerala, che comprende la città di Kochi, dove sono detenuti i due marò italiani della petroliera italian»Enrica Lexie. Prima di essere nominato parroco a Murazzano ha ricoperto analogo incarico a Mondovi«, nelle parrocchie di Carassone e Ferrone, e di Mallare (Savona). Al momento è nel carcere di Busto Arsizio, a disposizione di quella autorità giudiziaria davanti a cui comparirà sabato mattina per l’udienza di convalida del fermo.




