Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Nardò

  • Il vescovo è profondamente addolorato per il prete…. mica per la (presunta) vittima

    Il vescovo è profondamente addolorato per il prete…. mica per la (presunta) vittima

    Il vescovo è profondamente addolorato per il prete…. mica per la (presunta) vittima

    www.agi.it/bari/notizie/20120111152…iato_a_giudizio

    VIOLENZA SESSUALE: SACERDOTE LECCESE RINVIATO A GIUDIZIO

    15:28 11 GEN 2012

    (AGI) – Lecce, 11 gen.- Un sacerdote di Nardo’ (Le) e’ stato rinviato a giudizio a Lecce con l’accusa di violenza sessuale in danno di un adulto. Il vescovo di Nardo’-Gallipoli, mons. Domenico Caliandro, esprime sconcerto e profondo dolore per la notizia di rinvio a giudizio del prelato, accusato di violenza sessuale nei confronti di un uomo adulto in un singolo episodio. La vicenda, che tanto clamore ha destato negli organi di stampa, rappresenta una grave prova per il parroco, “colpito e offeso nella sua dignita’ personale e onorabilita’ sacerdotale dalle accuse, cosi’ infamanti e ancora tutte da provare”. “Comprendendo lo stato d’animo del sacerdote e il suo bisogno di maggiore serenita’ per affrontare questo delicato momento e il processo a cui sara’ sottoposto”, il vescovo ha accolto la domanda di dimissione dall’incarico di parroco che ha presentato lo stesso sacerdote e provvedera’ entro breve termine a nominare un amministratore parrocchiale. Al sacerdote e alla comunita’ parrocchiale di Nardo’, anch’essa dolorosamente provata e fortemente unita nella solidarieta’ al proprio parroco, mons. Caliandro esprime sentimenti di vicinanza nella preghiera. Allo stesso tempo la Chiesa di Nardo’-Gallipoli manifesta piena fiducia nell’operato della Magistratura e auspica che la vicenda giudiziaria possa concludersi nel piu’ breve tempo possibile, dimostrando la totale estraneita’ ai fatti e tutelando l’onorabilita’ del sacerdote chiamato in giudizio.

    http://nardo.lecceprima.it/parroco-violenza-naro.html

    Travolto dall’inchiesta per violenza sessuale, il parroco rimette il suo incarico
    „
    Travolto dall’inchiesta per molestia sessuale, il parroco rimette il suo incarico
    Don Quintino De Lorenzis, 34enne, originario di Alliste, lascia la chiesa di San Gerardo Maiella. Il vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli, monsignor Domenico Caliandro, ha accettato la decisione. “Confidiamo nella magistratura”
    di Redazione 11/01/2012

    LuogoNardò

    NARDO’ – Don Quintino De Lorenzis, 34enne, originario di Alliste, ha lasciato il suo incarico di parroco della chiesa di San Gerardo Maiella di Nardò. Il vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli, monsignor Domenico Caliandro, ha accettato la decisione, che giunge a seguito della notizia del suo rinvio a giudizio, per accuse particolarmente pesanti, di violenza sessuale nei confronti di un marocchino 24enne. “Sconcerto e profondo dolore per la notizia del rinvio a giudizio”, sono le sensazioni provate ed espresse pubblicamente dal vescovo, in una nota.

    “La vicenda che tanto clamore ha destato negli organi di stampa – afferma – rappresenta una grave prova per il parroco, colpito e offeso nella sua dignità personale e onorabilità sacerdotale dalle accuse, così infamanti e ancora tutte da provare”. C’è quindi solidarietà, da parte della comunità parrocchiale, e fiducia nell’operato della magistratura, affinché si chiariscano i contorni della vicenda. L’auspicio di monsignor Caliandro è che “la vicenda giudiziaria possa concludersi nel più breve tempo possibile, dimostrando la totale estraneità ai fatti e tutelando l’onorabilità del sacerdote chiamato in giudizio”.

    “Alla Curia Vescovile, infatti – conclude la nota – non è mai pervenuta alcuna segnalazione o denuncia da parte di fedeli circa eventuali comportamenti disdicevoli o immorali di don Quintino. Al contrario, si ricorda che il suddetto sacerdote è stato sempre conosciuto come presbitero esemplare, generoso nell’impegno pastorale e vicino ai bisognosi”.
    “

    Potrebbe interessarti: http://nardo.lecceprima.it/parroco-violenza-naro.html
    Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/LeccePrimait/112352998793334

  • Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    In prima pagina su “Il quotidiano di Puglia” edizione di Lecce, del 11/01/2012


    www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=19432

    11 gennaio 2012
    Abusi su un giovane. Don Quintino a processo
    Il tribunale di Lecce

    Lecce. Avrebbe abusato di un giovane marocchino, che si sarebbe rivolto a lui in cerca di aiuto per la sua condizione di povertà

    LECCE – Gli abusi si sarebbero consumati in parrocchia. Lì dove il giovane marocchino si sarebbe recato per chiedere aiuto, vista la situazione di grave indigenza nella quale verteva, una volta arrivato, da clandestino, nel Salento. E proprio quel parroco nel quale avrebbe visto il suo aiuto, si sarebbe invece trasformato nel suo aguzzino. E’ questo che il 26enne di nazionalità marocchina ha riferito agli inquirenti, quando ha denunciato gli abusi sessuali ai suoi danni da parte del parroco, don Quintino De Lorenzis, 35enne originario di Alliste e da più di un anno alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò.

    Il processo nei confronti del sacerdote si aprirà il prossimo 28 marzo. Il rinvio al giudizio è arrivato al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia.

    http://www.lecceprima.it/cronaca/abusi-su-…a-processo.html

    Abusi su un extracomunitario? Il giovane parroco finisce a processo
    „
    Abusi su un extracomunitario? Il giovane parroco finisce a processo
    Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Alliste, accusato di molestie nei confronti di un giovane marocchino. I presunti abusi consumati proprio nella parrocchia
    di A.M. 10/01/2012

    LuogoNardò

    Aggiornamenti via mail

    LECCE – Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Alliste, accusato di molestie nei confronti di un giovane marocchino. Il rinvio al giudizio del sacerdote è arrivato al termine dell’udienza preliminare si è tenuta questa mattina dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia. Il parroco, da oltre un anno e mezzo è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò.
    I fatti, secondo quanto si è appreso, risalirebbero allo scorso 15 ottobre. La presunta vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe sporto prima una denuncia contro ignoti, e poi avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Accuse che avrebbero trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri della locale stazione, chiamati a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.
    Secondo il racconto del giovane extracomunitario, i presunti abusi sarebbero stati consumati proprio all’interno della parrocchia. Il ventiseienne sarebbe stato avvicinato dal sacerdote mentre era intento a vestirsi e avrebbe subito diversi e sempre più vigorosi tentativi di approccio sessuale. Nella denuncia la presunta vittima avrebbe fatto riferimento a fatti e luoghi ben circostanziati.
    “

    Potrebbe interessarti: http://www.lecceprima.it/cronaca/abusi-su-…a-processo.html
    Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/LeccePrimait/112352998793334

  • «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    LECCE – La Procura ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del parroco di Nardò accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato un marocchino. Il sostituto procuratore Stefania Mininni ritiene di aver acquisito elementi sufficienti a carico di don Quintino De Lorenzis, 34enne, di Alliste, che dal primo luglio del 2010 è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò. La richiesta di rinvio a giudizio non è una condanna anticipata. E, adesso, sarà il gup che dovrà verificare se sussistano a carico dell’imputato elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio.

    Il marocchino sostiene di essere stato molestato dal parroco al quale si era rivolto per chiedere cibo e vestiario. L’episodio, secondo quanto raccontato dal marocchino, risale al 14 ottobre scorso.

    Tutti i particolari sull’edizione di Quotidiano Lecce oggi in edicola

    Martedì 06 Settembre 2011 – 23:50 Ultimo aggiornamento: Mercoledì 07 Settembre – 10:50

    www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=162162&sez=LECCE

  • TONACHE NELLA BUFERA – “Accuse tutte da provare”. La curia fa appello perché non si faccia scempio delle persone coinvolte nell’indagine

    TONACHE NELLA BUFERA – “Accuse tutte da provare”. La curia fa appello perché non si faccia scempio delle persone coinvolte nell’indagine

    Mercoledì 19 Gennaio 2011 01:29

    NARDO’ – Diciamo che il proverbio “la prudenza non è mai troppa” non si attaglia molto a PdM. Questa volta, però, bisogna andare con i piedi di piombo. Per prima cosa diciamo che, da quel che sappiamo al momento, stiamo parlando di una denuncia di parte, sicuramente da parte di un cittadino in condizione di subordinazione (un extracomunitario con, pare, problemi con i permessi di soggiorno) sulla quale c’è l’impalcatura delle indagini dei carabinieri che hanno individuato il sacerdote come artefice delle presunte molestie. In sostanza stiamo, più o meno, alla “parola mia contro la tua”. E nemmeno, visto che il sacerdote non ha presentato una controquerela così come non lo ha fatto la curia vescovile. Quindi, in teoria, sarebbe sbagliato anche solo dare la notizia circostanziata dell’accaduto. E’ ovvio che, trattandosi di un tema “caldo” e di un pastore di anime, c’è una certa elasticità dal punto di vista mediatico. Una flessibilità che, come molti avranno visto, ha spinto le telecamere delle tivù a raggiungere Nardò per intervistare i fedeli al di fuori dei portoni della chiesa di Nardò.

    I fedeli, infatti, erano impegnati nella celebrazione delle “Quarantore” quando, arrivata la tivù, si è preferito chiudere la chiesa e mandare tutti gli oranti a casa. Pare proprio su decisione del vescovo della diocesi. Dunque, ricapitoliamo: c’è solo una denuncia di parte; quasi sicuramente anche un’iscrizione nel registro degli indagati.
    Il processo, dunque, se ci sarà (e non è detto per nulla) è lontanissimo, così come una possibile condanna in primo grado. Nulla, praticamente, rispetto ad altre situazione (messe a paragone) che hanno portato i giudici a condannare, in primo grado, un sacerdote che aveva “sgarrato” con un minorenne.
    Il sentore è che si tratti di una bolla di sapone considerando, inoltre, che il denunciante è anche maggiorenne ma, mi ripeto, la questione è sulla scrivania di un magistrato noto per la sua serietà.
    Per cui la nostra prudenza appare, questa volta, ampiamente giustificata pur considerando le responsabilità e il ruolo che riveste un sacerdote nell’esercizio, costante, della sua opera pastorale.
    La verità vera è che, a volte, chi opera nel mondo dell’informazione pare essere addetto ai pulsanti del tritacarne e quasi incapace di attivare quelle risorse morali valide per fare fronte alle gustose fughe di notizie che giungono da ogni dove. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di ritagliare il tempo per ragionarci su ma non tutti hanno voglia di restare svegli fino alle tre di notte per farlo. Pazienza.
    Ora la nota della curia vescovile.

    Dichiarazione della Curia vescovile circa la notizia di un’indagine a carico di un sacerdote della Diocesi di Nardò-Gallipoli

    La notizia di un’indagine a carico di un sacerdote della Diocesi di Nardò-Gallipoli, apparsa sugli organi di stampa, addolora profondamente il Vescovo Mons. Domenico Caliandro e l’intera comunità ecclesiale. Mentre si esprime piena fiducia nell’opera della Magistratura, è viva speranza della Diocesi che i presunti fatti accaduti siano presto e pienamente chiariti. Allo stesso tempo la Curia Vescovile informa che è stato avviato un accertamento canonico, volto a individuare eventuali responsabilità, in piena sintonia con le disposizioni ecclesiastiche. Tali disposizioni hanno a cuore la tutela di chi è realmente vittima di abusi da parte di ministri della Chiesa cattolica, i quali hanno il dovere di una testimonianza incontrovertibile nei confronti dei fedeli.
    Non essendo mai pervenuta a questa Curia vescovile alcuna segnalazione o denuncia da parte di fedeli, circa eventuali comportamenti disdicevoli o immorali a carico del sacerdote indicato dagli organi di stampa, ci auguriamo che gli accertamenti della Magistratura possano dimostrare la totale estraneità del presbitero e riportare serenità nella comunità parrocchiale, che è stata gravemente turbata dalla presenza invasiva di telecamere e operatori della stampa.
    Data la delicatezza della materia e il grave tenore delle accuse, ancora tutte da provare, la Curia Vescovile fa appello a coloro che hanno responsabilità nelle comunicazioni sociali a tutelare la dignità delle persone coinvolte, specialmente di coloro che si trovano accusati di una colpa tanto grave, senza aver avuto ancora la possibilità di presentare le proprie difese nelle sedi opportune.
    Alla Chiesa di Nardò-Gallipoli, il Vescovo Mons. Caliandro chiede l’aiuto e il conforto della preghiera.

    http://www.portadimare.it/cronaca/2544-ton…e-nellindagine/

  • MAROCCHINO DENUNCIA GIOVANE PRETE: “HA ABUSATO DI ME”

    MAROCCHINO DENUNCIA GIOVANE PRETE: “HA ABUSATO DI ME”

    [18/01/2011]

    La diocesi di Nardò ancora nella bufera. Uno scandalo a luci rosse ha infatti travolto un giovane parroco del distretto. L’indagine della Procura sulla scorta di una denuncia di un extracomunitario
    caricamento in corso

    NARDO’ – La diocesi di Nardò ancora nella bufera. Uno scandalo a luci rosse ha infatti travolto un giovane parroco del distretto neretino. Il suo nome, adesso, compare sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale, anche se l’inchiesta in un primo momento venne avviata contro ignoti. Una vicenda molto delicata e non ancora del tutto chiara, che è stata sottoposta all’attenzione del pubblico ministero Stefania Mininni.

    Secondo l’accusa, pare che il prelato, 34enne, abbia molestato un cittadino di nazionalità marocchina di 26 anni. L’episodio risale allo scorso 15 ottobre. L’inchiesta penale è partita in seguito alla denuncia della presunta vittima, che dopo qualche tempo presentò una formale querela nella caserma dei carabinieri di Nardò. Nella denuncia, il giovane ha raccontato di aver ricevuto carezze piuttosto invadenti da parte del prete.

    Pare che l’ecclesiastico lo stesse aiutando a cambiarsi i vestiti: è plausibile ritenere che il giovane usufruisse di qualche servizio di carità offerto dalla parrocchia. E proprio in questo frangente, le mani del prete sarebbero scivolate lì dove non dovevano. Almeno, questo è il racconto fatto dal giovane straniero. Sulla vicenda, vista la delicatezza della questione, vige il massimo riserbo. Toccherà infatti alle indagini capire se le accuse siano fondate oppure soltanto frutto di un equivoco.
    Linda Cappello

    www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25091

    Ancora problemi per la diocesi di Nardò: una denuncia contro un giovane sacerdote

    NARDO’ – Ancora fango contro la diocesi di Nardò Gallipoli.

    Un giovane prete poco più che trentenne non di origine neritina ma appartenente alla diocesi è stato denunciato da un giovanissimo di origine africana, non minorenne. Il sacerdote compare sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale anche se l’inchiesta prende le mosse da una denuncia contro ignoti. Sono state le accurate indagini dei carabinieri, successivamente, a risalire all’identità del sacerdote. Si occupa della vicenda il pubblico ministero Stefania Mininni.
    Secondo l’accusa il 15 ottobre un giovane nordafricano residente a Nardò avrebbe ricevuto attenzioni un po’ morbose da parte del sacerdote mentre lo aiutava a cambiarsi d’abito. Staremo a vedere come finirà anche questa storia che, essendo proprio all’inizio, è suscettibile di ulteriori e anche radicali approfondimenti.

    www.portadimare.it/cronaca/2540-anc…ovane-sacerdote

     

  • Parroco di Nardò accusato di violenza sessuale

    Parroco di Nardò accusato di violenza sessuale

    18 gennaio 2011 di Andrea Morrone

    La vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore degli abusi

    C’é stupore e incredulità tra i fedeli e i cittadini di Nardò dopo le accuse di violenza sessuale rivolte a un parroco della diocesi neretina. I fatti, secondo quanto si è appreso, risarebbero allo scorso 15 ottobre, ma sarebbero emersi solo negli ultimi giorni.

    La vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe sporto prima una denuncia contro ignoti, e poi avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Saranno ora le indagini condotte dai carabinieri della locale stazione a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.

    Era stato il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Domenico Caliandro, a sancire la nomina a parroco del prelato 36enne nello scorso giugno.

    Una nomina comunque già molto chiacchierata, dopo che il precedente parroco era stato trasferito, in qualità di missionario fidei donum, in una diocesi in Albania per un periodo di sei anni.

    Proprio la diocesi di Nardò-Gallipoli, infatti, una delle più importanti della Puglia con una popolazione di oltre 200mila abitanti, 70 parrocchie e 143 preti, era stato al centro di numerosi scandali, con ben quattro sacerdoti coinvolti in presunte storie di molestie e vicende a sfondo sessuale.

    Increduli i frequentatori della parrocchia alla periferia di Nardò, dove il nuova sacerdote è molto amato e seguito dai suoi fedeli. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore della repubblica Stefania Mininni, che coordina le indagini per accertare eventuali responsabilità del sacerdote, che dovrà difendersi da questa pesante e infamante accusa.

    www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=14051

    Il Vescovo accoglie dal rev. sac. Giuseppe Alemanno la rinuncia all’ufficio di Parroco della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò e lo affida in qualità di presbitero fidei donum alla Diocesi di Lezhe (Albania) per il periodo di sei anni.

    Il Vescovo nomina il rev. sac. Quintino De Lorenzis Parroco della Parrocchia San Gerardo Maiella in Nardò, ad novennium, sollevandolo al contempo dall’ufficio di Padre spirituale del Seminario diocesano.

  • Don Enzo Greco: dopo le vicissitudini giudiziarie la vicinanza degli ex alunni

    Don Enzo Greco: dopo le vicissitudini giudiziarie la vicinanza degli ex alunni

    Don Enzo Greco: dopo le vicissitudini giudiziarie la vicinanza degli ex alunni

    NARDO’ – Una manifestazione, stasera, a San Gerardo. Poi si passa a Santa Caterina per una serata di solidarietà e vicinanza.

    L’Acr della parrocchia di S. Gerardo Maiella in Nardò organizza per oggi, alle ore 20, sul piazzale della stessa parrocchia la Festa di chiusura dell’anno sociale.

    I ragazzi sono impegnati in diverse manifestazioni. Partecipa anche un gruppo di ex alunni di don Enzo Greco con l’intento di rivolgergli la propria gratitudine per il suo insegnamento, improntato al rispetto, alla lealtà e alla gioia.
    Lo stesso gruppo, insieme all’associazione “La cittadella”, ha organizzato per il 12 agosto prossimo, nella piazza di Santa Caterina, una manifestazione per esprimere al loro maestro don Enzo solidarietà e ringraziamento per l’impegno profuso sul piano della formazione spirituale, culturale e civica.

    Una manifestazione che deve far riflettere soprattutto alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno visto il sacerdote implicato in una storia avvenuta ad Erchie e che ha comportato una condanna, in primo grado, per il religioso.

    http://www.portadimare.it/index.php?option=com_content&task=view&id=8764&Itemid=1

  • Erchie, prete condannato per pedofilia a oltre tre anni

    Erchie, prete condannato per pedofilia a oltre tre anni

    La vittima ha trovato il coraggio di denunciare il prete solo da maggiorenne
    di VINCENZO SPARVIERO

    ERCHIE – Quelle morbose attenzioni riservate al pastorello sono costate decisamente care ad un sacerdote di Nardò che «bazzicava» spesso in provincia di Brindisi, dove peraltro è molto conosciuto anche al di fuori dell’ambiente ecclesiastico.

    Il religioso è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per avere in qualche modo abusato di un minorenne di Erchie. Inoltre, i giudici hanno deciso per l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e per il divieto di avere contatti con i ragazzi, anche solo per le lezioni di catechismo.

    Dal canto suo – E. S. F. G., di 62 anni – ha sempre rigettato le accuse. Non sono stati dello stesso avviso i giudici che hanno emesso la sentenza dopo un processo lungo e delicato che si è svolto a porte chiuse. Il sacerdote rispondeva di violenza sessuale su minore e atti osceni. Si era imbattuto in un pastorello che con il suo gregge si aggirava spesso nelle campagne intorno alla stazione ferroviaria di Erchie e – secondo le accuse – non gli avrebbe dato tregua fin dal primo incontro, datato addirittura 2001.
    Un autentico tormento che dopo quasi tre anni aveva indotto il ragazzo a sporgere denuncia contro quell’uomo piuttosto maturo che lo tormentava, senza sapere che fosse addirittura un sacerdote.

    La vicenda – come si diceva – ha inizio una mattina di luglio del 2001, quando la presunta vittima ha poco più di quindici anni. Il sacerdote si sarebbe presentato al cospetto del ragazzo chiedendogli – tra le altre cose – se fosse mai stato con una ragazza o se avesse avuto rapporti sessuali con uomini. E tra una domanda e l’altra gli avrebbe praticamente messo in mano alcune riviste pornografiche che teneva in auto cercando – secondo le accuse – di trascinarlo nella vettura. Il minorenne, però, si sarebbe sottratto alla presa e l’uomo avrebbe battuto in ritirata.

    Sembrava finita lì. Invece era solo l’inizio di una persecuzione continua. Spesso, a quanto pare, l’uomo si sarebbe presentato dinanzi al giovane, e sempre con le medesime intenzioni. Una volta, addirittura, accompagnato da un giovane nero, con il quale si sarebbe intrattenuto in presenza del pastorello, che in quella circostanza sarebbe stato invitato a seguire i due nell’auto.

    Quella costante «presenza» avrebbe indotto il pastore a chiedere il sostegno del padre e in un’occasione il genitore avrebbe inseguito invano il sacerdote, fino a perderne le tracce. Le «visite», a quel punto, si sarebbero diradate, fino alla morte del padre del ragazzo. Alla ripresa delle molestie – mai denunciate alle forze dell’ordine – un altro amico del pastore si sarebbe offerto di tendere una trappola per incastrare il sacerdote. Ma anche in questa circostanza, l’uomo sarebbe riuscito a sottrarsi riuscendo a fare perdere le sue tracce.

    Con la maggiore età, e siamo alle ultime vicende, il pastore ha imboccato la strada della caserma dei carabinieri. A raccogliere la denuncia il maresciallo Roberto Borrello che, sulla base del numero di targa delle due «Seat» usate dallo sconosciuto, è risalito all’intestatario della vettura. Poi, c’è stato anche il riconoscimento fotografico. Infine, è spuntata la «professione» dell’uomo: sacerdote, all’epoca titolare di una parrocchia a Nardò e di una cattedra in una scuola media (nel frattempo è andato in pensione, ndr).
    Sulla base di altre testimonianze e delle indagini condotte dalla stazione di Erchie, ma anche dal Nucleo operativo e radiomobile di Francavilla, il cerchio si è chiuso. E in tribunale i giudici hanno pronunciato la loro prima sentenza. Di condanna.