Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Nicola Corradi

  • Don Corradi,  l’inchiesta è caso  internazionale

    Don Corradi, l’inchiesta è caso internazionale

    Diventa un caso internazionale l’inchiesta sugli abusi sessuali nell’istituto Provolo per bambini sordomuti a Lujan de Cuyo, a Mendoza in Argentina, fatti dei quali è accusato anche il prete veronese don Nicola Corradi, di 82 anni. Il senatore Julio Jobos, presidente della Commissione Esteri di Buenos Aires ha infatti sollecitato chiarimenti dal ministero per sapere in quali circostanze è arrivato dall’Italia don Corradi. Il religioso è ora detenuto insieme a un altro prete, Horacio Corbacho. Gli abusi sessuali di cui sono accusati sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2009 e i casi denunciati sono 22.

    «Nel 2001, il Consiglio generalizio di Verona della Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti», fa sapere il senatore, «emise una nota nella quale si dettagliavano le cariche e la composizione delle sedi in Argentina. Lì si fa menzione a Nicola Corradi come vicedirettore e primo consigliere del collegio di Mendoza». A tale riguardo, lo scorso 30 novembre, l’arcivescovado locale aveva diffuso un comunicato nel quale afferma che non era al corrente dei precedenti per gli stessi reati nei quali sarebbe stato coinvolto don Corradi a Verona tra il 1950 e il 1984.

    La congregazione, la cui Casa madre si trova nella nostra città in via Antonio Provolo, oltre alla scuola di Mendoza, in Argentina è presente anche a La Plata e i due religiosi sono sospettati di aver commesso abusi anche in quella sede. Corradi vi aveva operato negli anni ’90, al suo arrivo da Verona. Il magistrato Fernando Cartasegna al quotidiano Pagina 12 ha detto che «ci sarebbero almeno due vittime di questi sacerdoti nella città di La Plata, secondo testimonianze raccolte dagli inquirenti a Mendoza».

    Corradi e Corbacho ora dividono la stessa cella, nel settore riservato ai detenuti per delitti sessuali nel carcere di Boulogne Sur Mer. «È la prima volta in trent’anni», ha dichiarato il direttore del Servizio penitenziario di Mendoza, Eduardo Orellani, «che dei preti sono detenuti in questo penitenziario», sottolineando che «sono stati accolti nell’indifferenza totale» dagli altri 240 reclusi nello stesso padiglione. L’anziano religioso soffre di problemi di salute, compreso un glaucoma all’occhio destro, e il compito di assisterlo è stato affidato al suo confratello che ha 56 anni. I due, dal giorno della loro detenzione, il 26 novembre, non hanno ricevuto visite.

    La loro difesa, dal momento che l’arcivescovado non ha nominato un legale, era stata affidata in un primo tempo all’avvocato d’ufficio Victor Banco. In seguito, a tale necessità ha provveduto l’ordine cui appartengono. Nel carcere sono rinchiusi anche i tre dipendenti dell’istituto di Mendoza, arrestati nell’ambito della stessa inchiesta.
    Intanto, da una nuova perquisizione nelle stanze degli indagati è stato rinvenuto materiale pornografico e, in quella di Corradi, la somma di mezzo milione di pesos. Il caso ha suscitato un enorme choc e davanti all’istituto Provolo di Mendoza si susseguono le manifestazioni di protesta. «È stato come consegnare gli agnelli al lupo» ha titolato il Clarin, uno dei principali quotidiani argentini. Per tranquillizzare i genitori, la Direzione nazionale scolastica, intervenuta con proprio personale nell’istituto, ha disposto che nessun religioso può avere contatti con gli alunni di Lujan fino alla fine dell’anno scolastico.
    Enrico Santi

    http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/don-corradi-l-inchiesta-%C3%A8-caso-internazionale-1.5342193

  • «Per anni ha abusato di me all’istituto Quel prete arrestato mi rovinò la vita»

    «Per anni ha abusato di me all’istituto Quel prete arrestato mi rovinò la vita»

    In Argentina monta lo scandalo su don Corradi. «Finalmente, lo denunciai già nel 2010»

    VERONA Non si è mai trincerato dietro l’anonimato, oggi come allora. Lo aveva già denunciato pubblicamente nel 2010, è tornato a uscire allo scoperto adesso che «uno dei miei molestatori è stato finalmente arrestato ». Lui è Gianni Bisoli, «nato a Sirmione il 15 settembre 1948. Sono diventato sordo a 8 anni , ho cominciato a frequentare l’Istituto Antonio Provolo di Verona all’età di 9. Tre mesi dopo la mia entrata e fino al quindicesimo sono stato fatto oggetto di attenzioni sessuali ». Un’infanzia dell’orrore, quella che ricorda ancora per filo e per segno: «Sono stato sodomizzato e costretto a rapporti orali e masturbazioni dai seguenti frati e fratelli laici – li enumerò uno a a uno in una lettera inviata ai mass media 6 anni fa – don Giuseppe, don Arrigo, don Aleardo, don Giovanni, don Alcide, don Luigi, don Rino e don Danilo, don Giovanni, don Basco, don Agostino, don Giuseppe, fratello Erminio, don Nicola».

    Un riferimento, quest’ultimo, a don Nicola Corradi: travolto con altri religiosi dallo scandalo esploso attorno al Provolo di Verona nel 2010, il prete era stato trasferito in Argentina. Ed è lì che, una settimana fa, è stato posto ai domiciliari per lo stesso tremendo sospetto: abusi a luci rosse sui piccoli ospiti dell’Istituto Provolo di Mendoza, vicino a Buenos Aires. E come già avvenne a Verona dove comunque non innescò conseguenze giudiziarie per l’avvenuta prescrizione dei crimini contestati ai sacerdoti implicati nelle violenze, anche in Sudamerica la vicenda sta tenendo banco in questi giorni. Accuse che si incentrano proprio su don Corradi: il portavoce dell’arcivescovado di Mendoza (ovest del paese), Marce de Benedectis, ha detto alla stampa che è arrivato nell’arcidiocesi proveniente da La Plata e che «non avevamo nessuna informazione, dato o nemmeno indicazioni » sul suo possibile legame con «i fatti gravissimi» che gli sono stati contestati. Tuttavia, il portavoce ha ammesso che «è possibile che, in altri tempi, esistesse una mala prassi dietro agli spostamenti di sacerdoti, in questo caso dall’Italia verso l’Argentina». Per la stampa locale, però, questa «mala prassi» più che una possibilità era un dato certo: a riprova, il quotidiano Clarin pubblicava ieri testimonianze di varie vittime di abusi pedofili a Verona, fra i quali appunto Gianni Bisoli, che identificano in «don Corradi come uno dei sacerdoti colpevoli di questi atti: il bagno della scuola era alla fine di un corridoio – si legge nelle sue ultime dichiarazioni appena rilas c iate ai media local i – . Quando Nicola ci ha visto andare verso stanza da bagno, è venuto dietro a noi e lì ha iniziato a costringerci…Sono rimasto paralizzato».

    Era solo l’inizio di un incubo senza fine: «A volte ci svegliava di notte, veniva nella nostra stanza e ci obbligava a fare tutto… ». Rivede tutto come fosse appena successo, il signor Bisoli: «Don Nicola e altri preti mi chiamavano “il bello”, mi dava fastidio, ho perso i miei esami, mi hanno rovinato la vita e impedito di avere un futuro ». Ma Gianni non demorde e adesso è tornato a puntare platealmente il dito contro «don Corradi e tutti quei sacerdoti che mi hanno compromesso l’intera esistenza. Da allora, ho avuto rapporti con uomini e donne, ma mai ho manifestato amore. Mi hanno impedito di provarlo».

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2016/6-dicembre-2016/per-anni-ha-abusato-me-all-istituto-quel-prete-arrestato-mi-rovino-vita-2401111737959.shtml#

  • ARGENTINA: ORA LA CHIESA CHIEDERÀ DICHIARAZIONE GIURATA AI PRETI LOCALI

    ARGENTINA: ORA LA CHIESA CHIEDERÀ DICHIARAZIONE GIURATA AI PRETI LOCALI

    Lo ha assicurato l’arcivescovo Carlos Maria Franzini questo venerdì. È successo dopo avere letto un comunicato nel quale annuncia il ritiro delle licenze ministeriali ai preti imputati e la decisione di iniziare contro di loro un processo canonico.

    L’arcivescovo di Mendoza, Carlos Maria Franzini, ha annunciato questo pomeriggio che, in seguito allo scandalo delle denunce per abusi sessuali nell’Istituto Provolo, ogni sacerdote che esercita nella provincia dovrà presentare all’Arcidiocesi locale una dichiarazione giurata con i suoi precedenti penali e civili, come anche un rapporto tossicologico per individuare qualunque caso di consumo problematico di droga. Questa informazione la dovranno presentare coloro che vengono trasferiti a Mendoza, come anche coloro che lavorano attualmente nella diocesi locale.

    Il massimo sacerdote ha assicurato che la Chiesa si “è messa a disposizione della Giustizia, degli organi di Governo e delle famiglie delle vittime di abuso”. Ancora una volta, i membri della Chiesa mendozina giurano di non essere stati a conoscenza dei precedenti penali dei religiosi che fino ad alcuni giorni fa conducevano l’Istituto Provolo. “Non abbiamo ricevuto notifiche di precedenti penali dei sacerdoti imputati. Non abbiamo nemmeno ricevuto denunce o commenti sulle irregolarità che sarebbero successe nel suddetto Istituto; se fosse successo, avremmo agito immediatamente”.

    Franzini, fino ad ora, non aveva parlato in pubblico dopo gli aberranti fatti (avvenuti) nell’istituzione che ospita i bambini sordi abusati dai due preti attualmente detenuti, Nicola Corradi (82) e Horacio Corbacho (55). Appena questo venerdì ha risposto ad alcune domande che gli ha fatto a stampa durante una conferenza offerta dall’Arcivescovado di Mendoza. È stato accompagnato dal portavoce della Chiesa, Marcelo De Benedictis, e preti rappresentanti di diverse. È stato incaricato un parroco (Diego Resentera) di leggere il comunicato ufficiale intitolato “Dolore, indignazione e Giustizia” e destinato a “tutto il popolo mendozino”.

    Nel comunicato si parla del dolore per i fatti successi e si danno a conoscere le seguenti azioni contro i prelati: “Abbiamo tolto le licenze ministeriali ai sacerdote accusati; abbiamo disposto che si sospenda ogni tipo di attività pastorale nelle pertinenze dell’ Istituto Provolo; siamo stati informati che la Santa Sede, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede e la congregazione per la Vita Consacrata, ha preso conoscenza della situazione, iniziando il processo canonico corrispondente”.

    “Allo stesso modo, in comunicazione telefonica, i superiori della congregazione dell’Istituto Provolo, che risiedono in Verona (Italia) hanno manifestato la decisione di iniziare il processo canonico che a loro corrisponde ed abbiamo costituito una “Commissione di accompagnamento pastorale” per affrontare questa dolorosa situazione. Detta commissione è interdisciplinare per affrontare gli aspetti pastorali, educativi, psicologici, giuridici e di comunicazione. Cerchiamo con questo favorire un approccio trasparente, integrale e trasversale che questa complessa causa richiede”, informa lo scritto elaborato dalla Chiesa locale.

    Unidiversidad, in dialogo con Franzini, ha domandato se è stato compiuto ciò che stipula il Codice Canonico sull’obbligo di controllare ciascuno dei responsabili religiosi delle istituzioni di Mendoza. Franzini, senza approfondire i dettagli, ha menzionato il concetto di “vigilanza” che attua l’Arcidiocesi locale con i preti ma ha assicurato che si generano chiacchiere informali con i differenti preti di ogni congregazione. Nulla di formale.  “L’Arcivescovato dava un voto di fiducia e di credito che, da ora in poi, dovremo usare con maggior prudenza”, concluse.

    Tradotto per Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

    http://www.unidiversidad.com.ar/ahora-la-iglesia-pedira-declaracion-jurada-a-los-curas-locales

  • Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Bambini sordomuti abusati da preti a Verona: arrestati due sacerdoti

    Padre Corradi , 82 anni, e padre Corbacho, 56, sono stati arrestati in Argentina: il primo aveva lavorato per anni all’Istituto Provolo a Verona, in Italia. A incastrarli, le testimonianze shock di alcune delle vittime.

    Arrestati in Argentina due sacerdoti accusati di aver abusato sessualmente di decine di bambini sordomuti di un istituto a Lujàn de Cuyo, nella diocesi di Mendoza. Uno dei due è un nostro connazionale: si tratta di padre Nicola Corradi, 82 anni, denunciato per la prima volta negli anni Ottanta sempre per casi di pedofilia presso l’Istituto Antonio Provolo di Verona, ora agli arresti domiciliari a causa della sua età avanzata. L’altro è Horacio Corbacho, 56 anni. Si ritiene che i due abbiano violentato decine di bambini diversamente abili di età compresa tra i 10 e i 12 anni tra il 2005 e il 2009. Fermato con loro, con le stesse accuse, anche un laico.

    Gli abusi dei due sarebbero proseguiti fino ad oggi, dopo il loro rientro in Argentina dall’Italia, sempre in una casa di proprietà dell’istituto Antonio Provolo. Per ora i casi di abuso su cui si indaga sono una decina ed il procuratore generale argentino Alejandro Gullè ha stabilito l’arresto in seguito alle testimonianze di alcune delle vittime, considerate decisive. Almeno venticinque i testimoni finora ascoltati e 12 i casi dal 2007 presi in considerazione. Da incubo i loro racconti fatti al magistrato attraverso un interprete che traduceva in linguaggio dei segni.

    Un portavoce dell’arcivescovo di Mendoza, diocesi dove hanno continuato ad operare indisturbati i due sacerdoti, precisamente nella località di Carrodilla, continuando ad avere contatti con i bambini, ha commentato gli arresti dicendo che “la Chiesa prova molta tristezza ed indignazione”, che la magistratura non ha riferito particolari dettagli delle indagini e che l’arcivescovo “solidarizza con le vittime e le famiglie” e che “collaborerà con la giustizia”. Il portavoce ha anche affermato di aver immediatamente informato degli arresti i vertici dell’Istituto Antonio Provolo, a Verona.

    Il precedente a Verona: “Sodomizzato da 15 preti”
    Non è la prima volta che l’Istituto Antonio Provolo di Verona finisce nell’occhio del ciclone a causa di presunti scandali sessuali ad opera dei sacerdoti che operano nella struttura sugli ospiti sordi, e sempre con padre Nicola Corradi tra i protagonisti. È del marzo scorso la testimonianza shock di un ex allievo, oggi sessantenne, su alcuni episodi di pedofilia che si sarebbero verificati tra le mura della scuola. “Sono stato sodomizzato e costretto ad avere rapporti sessuali da almeno quindi preti e fratelli”, ha raccontato alla stampa. E ha continuato: “Sono senza udito da quando avevo 8 anni e sono entrato al Provolo l’anno successivo. Praticamente dalle prime settimane a quando, a 15 anni, uscii da quell’inferno, sono stato abusato in ogni modo”.

    Lo Snap, l’associazione che tutela le vittime di abusi sessuali, è convinto che don Corradi abbia potuto espatriare dopo aver comprato il silenzio di alcune vittime. “Protestiamo la nostra indignazione per aver permesso a questi religiosi di avvicinare altri minori in condizioni di particolare fragilità, contando sulla prescrizione delle accuse – fanno sapere in una nota -. Ci domandiamo come abbia potuto Papa Francesco, ex arcivescovo di Buenos Aires, non prendere provvedimenti contro i sacerdoti trasferiti a due passi dalla sua sede episcopale”.

    http://www.fanpage.it/minori-sordomuti-abusati-da-preti-a-verona-arrestati-due-sacerdoti/

  • Chi sono i preti arrestati per abusi su bambini sordi in Luján

    Chi sono i preti arrestati per abusi su bambini sordi in Luján

    di Ricardo Montacuto

    Violenze. Abusi spaventosi con rapporti sessuali. Sodomia nei bagni e nelle stanze. Sesso orale con bambini molto probabilmente per anni, nella solitudine e l’oscurità dei fine settimana, in particolare, o quando meno gente c’era nella casa. Le storie di bimbi abusati nell’Istituto Antonio Próvolo per Bambini Sordi di Mendoza possono essere decine ed appena si conosce la punta dell’iceberg. Casi evitabili, inoltre: Uno dei preti detenuti trascina denunce di abusi sessuali su bambini sordi dal 1984, a Verona. Ed il suo caso viene presentato da una rete di vittime in Washington, l’anno scorso. Tuttavia, il prete stava lavorando in Mendoza, con decine di bimbi e bimbe indifesi e a sua disposizione.

    La storia, spaventosa, è stata rivelata da il POST sabato nella notte, e tratta di abusi sessuali a bambini e bambine sordomuti, internati nell’Istituto Próvolo, un collegio cattolico con collegio ubicato in Luján de Cuyo. Gli imputati per ora sono tre. Un prete italiano di 82 anni radicato in Argentina, chiamato Nicola Corradi (“Il padre Nicola”), un altro sacerdote di 56 anni chiamato Horacio Corbacho, ed un terzo individuo del quale ancora non è chiaro se sia un internato o un impiegato dell’Istituto, ma che è anch’egli una persona sorda. I tre uomini sono in arresto preventivo in un commissariato di  Carrodilla, dove il pubblico ministero Fabricio Sidoti –lo stesso del caso Ayelén Arroyo- sta prendendo le dichiarazioni. Potrebbe esserci un quarto detenuto, anch’egli impiegato dell’Istituto, anche se questo dato non è stato confermato.

    Le vessazioni sessuali intense e ripetute nel tempo su bambini sordomuti internati nell’Istituto Próvolo racchiudono nel mezzo alcune storie di coraggio. Di coloro che hanno vinto la paura per denunciare l’orrore che accadeva dentro le pareti del collegio  religioso.

    Una ex alunna maggiorenne –il suo nome di fantasia sarà “Ayelén” agli effetti di questa nota- è stata colei che ha rotto il cerchio la settimana passata, nell’ambito meno pensato di tutti, la Magistratura de Mendoza. “C’era un’attività pubblica nella Magistratura e partecipavano membri di un’associazione di persone sordomute. Una di loro si è avvicinato e ci ha chiesto aiuto. Fortunatamente contiamo con l’interprete ufficiale della Legislatura, che con il linguaggio gestuale ci ha facilitato la comunicazione con queste persone” ha raccontato la senatrice Daniela García, UCR Cambia Mendoza. Con l’aiuto dell’interprete poterono trovare Ayelén, la testimone dall’identità riservata che ha dato inizio a questa indagine.

    Vedere anche: L’Arcivescovato di Mendoza. Riconosce gli abusi dei preti nell’Istituto di Luján

    La senatrice García e la vicegovernatrice Laura Montero sono state coloro che hanno dato a Ayelén appoggio, protezione ed un “ponte” per dichiarare, armando il contatto con il Procuratore Generale Alejandro Gullé. E per giurisdizione, la causa è caduta sulla magistratura di Fabricio Sidoti, il pubblico ministero “messo alla gogna” per morte di Ayelén Arroyo. Sidoti non ha dormito venerdì notte dopo avere preso le prime dichiarazioni e di avere detenuto i due preti dell’Istituto ed il terzo sospetto. Ed il sabato ha dormito solo due ore. È a tempo pieno sul caso per evitare dispersione di possibili testimoni. Secondo quanto ha potuto sapere questo giornale, varie persone si sono messe in contatto per offrire testimonianze. Alcuni sarebbero i genitori dei bambini vittime dei sacerdoti accusati di pedofilia che vivevano nell’ Istituto Antonio Próvolo.

    La testimonianza di Ayelén

    “Ayelén” è un’ ex alunna del collegio cattolico nel quale hanno violentato bambini e bambine sordi per anni. È uscita dalla casa sei anni fa, ai 18 anni, ed ora è maggiorenne. Lei non è stata vittima diretta degli abusi, ma è stato testimone di violenze sessuali. Con la sua testimonianza si è potuto arrivare ad una delle vittime, un ragazzo che è stato oggetto sessuale dei sacerdoti e del terzo detenuto. “C’era di tutto… violenze sessuali… sesso orale… la testimonianza è terribile” ha detto una fonte.

    La testimonianza di “Ayelén” è riservata, soprattutto perché c’è segreto d’ufficio. E perché lei ha chiesto questo. Figlia di una famiglia agiata, nemmeno i suoi genitori sanno che ha deciso di testimoniare in questo caso. Ciò che ha raccontato venerdì a mezzogiorno con l’aiuto degli interpreti, insieme alla testimonianza del ragazzo vittima, è stato sufficiente per rinchiudere i due preti e la terza persona, sulla quale ci sono molti dubbi rispetto al suo ruolo. Anche se un’informativa dice che è imputabile, si crede che uno o i due sacerdoti arrestati gli davano indicazione su cosa fare ai bambini. I tre sono stati accusati e nessuno di loro ha ancora fatto dichiarazioni.

    I preti accusati di pedofilia hanno selezionato bene le loro vittime. L’Istituto Antonio Próvolo, che ha sedi in La Plata e dipende da “La Compagnia delle Sorelle di Maria”, un’ordine religioso dedicato ai bambini sordomuti, funziona come un collegio con internato. Gli internati in generale sono bimbi di altre province, specialmente del nord dell’Argentina, o di zone lontane da Gran Mendoza. “Hanno violentato bambini e bambine che non si poteva difendere per se stesso, e che inoltre avevano i genitori lontani” ha detto una fonte.

    La causa è appena cominciata. L’Istituto è a carico di una direttrice e si sa che un avvocato si è presentato a chiedere gli arresti domiciliari per il sacerdote Nicola Corradi, di 82 anni. È molto probabile che il pubblico ministero Sidoti gliela conceda ma non potrà essere nell’Istituto dove probabilmente ci sono ancora vittime. Oggi lunedì, nonostante il giorno feriale ci saranno ronde di testimoni. Già hanno dichiarato gli impiegati dell’Istituto e poi lo faranno docenti, non docenti ed altre persone relazionate alla casa. Dichiareranno anche persone che hanno saputo la notizia attraverso la nostra pubblicazione sul POST, e che offriranno la loro testimonianza.

    Cosa dice la chiesa

    Il caso è realmente un orrore. La chiesa cattolica ha perso centinaia di milioni di dollari per indennizzare le vittime dei preti nel corso degli anni, ed è un problema ricorrente di ogni papa di turno. Bisognerà vedere cosa farà ora il papa Francesco, argentino, con questo Istituto ed i preti arrestati accusati di pedofilia, cioè, violenza sui minori nel senso più crudo possibile.

    Intanto, l’arcivescovato di Mendoza ha inviato ieri ai media un comunicato nel quale cercano di essere vicini alle vittime, ma non riconoscono nessuna colpa. Sí, questi sono i fatti. “Ci intristiscono ed indignano questi accadimenti. Manifestiamo la nostra solidarietà e la vicinanza alle vittime dei fatti oggetto della denuncia” dice. “Appena saputa la notizia di questi accadimenti sono state informate le legittime autorità dell’Istituto (che è di Diritto Pontificio), i quali dovranno iniziare il debito processo canonico stabilito dalla chiesa per questi delitti denunciati” assicurano. “Per quanto sia alla portata di questo arcivescovato, si fornirà tutta la cooperazione che corrisponde alle autorità giudiziarie per fare rapida chiarezza dei fatti denunciati” hanno detto. Un dettaglio, che non è minimo. Alla prima chiamata di un’autorità giudiziaria, nell’arcivescovato di Mendoza avrebbero detto che non avevano giurisdizione sull’Istituto Antonio Próvolo. Ora le autorità ecclesiastiche di Mendoza dovranno spiegare perché viveva in un internato con bambini un prete che si trascinava dietro denunce di pedofilia dal 1984. Piccolo compito per il vescovo Franzini.

    Il “Padre Nicola”

    Nicola Bruno Corradi ha 82 anni. Era già stato accusato di abusare di bambini sordi tra il 1955 ed il 1984, nell’ Istituto Próvolo di Verona (Italia). Una sopravvissuta di vittime di abusi dei preti pederasti, Julieta Añazco, ha presentato il suo caso insieme agli altri dieci preti argentini accusati di pedofilia, nella Conferenza Internazionale della Rete di Sopravissuti di Abusi Ecclesiastici relizzata nel luglio dell’anno scorso in Washington. Questa informativa ha dati sul “Padre Nicola”, che sono stati presentati nella maniera seguente:

    “Nicola Bruno Corradi. Accusato di abusare tra il 1955 ed il 1984, nell’ Istituto Próvolo, di Verona (Italia), di bambini e bambine sordomuti. Davanti alle autorità ecclesiatiche sono state presentate denunce di violenze sessuali, masturbazioni obbligate dai preti e relazioni di sodomia commesse nei dormitori. I preti coinvolti sono stati approssimativamente 130. Alcuni di loro sono stati trasferiti in Argentina, in particolare a La Plata e Mendoza. In questa ultima città è arrivato il prete Corradi, attualmente ottantenne, che ha commesso abuso di potere contro docenti ed alunni. In via non ufficiale si sa che c’è stato abuso sessuale contro alcuni alunni. Quando i genitori hanno reclamato è stato “comprato” il loro silenzio con indennizzi” dice l’informativa.

    È realmente lapidario. Ora, il “Padre Nicola” è detenuto in Carrodilla. Le principali accuse indicherebbero lui. Nella web inoltre ci sono varie pubblicazioni datate 1984, in Verona, dove ex alunni della sede originale dell’Istituto -circa 60- hanno denunciato gli abusi.

    Il “Padre Horacio”

    Horacio Hugo Corbacho, l’altro sacerdote arrestato, è professore di Teologia ed oriundo di Castelar, Buenos Aires, dove è nato l’ 8 di aprile del 1960. Vive in Mendoza dal 2001. La comunità del collegio lo conosce come “Il Padre Horacio”. In un’antica pubblicazione, l’agenzia cattolica di notizie AICA ha detto di Corbacho “è il primo sacerdote argentino della Compagnia di Maria per l’Educazione dei Sordomuti”, annunciando la prima messa del prete in La Plata. Una curiosità: Corbacho è stato ordinato sacerdote da José María Arancibia, quando era arcivescovo di Mendoza. La cerimonia è stata fatta nell’ Istituto Antonio Próvolo de Luján de Cuyo. Lo stesso nel quale hanno violentato decine di bambini.

    Nell’ Istituto non ci sono ancora voci ufficiali. Si sa che c’è una direttrice incaricata, e che c’è una vera agitazione per l’arresto dei due preti. Inoltre, che qualcuno dei bambini alunni hanno chiesto di prendere contatto con il pubblico ministero.

    Questa storia di orrore, da molti anni, comincia recentemente ad essere conosciuta. Le reti sociali riproducono l’informazione a tutta birra. Di fatto, una lettrice del POST ha raccontato che aveva fatto una denuncia anni fa alla Magistratura 11 di Luján. La donna è madre di un ex alunno del collegio. Ieri, su richiesta di questo giornale, le autorità giudiziarie hanno cercato e trovato il procedimento, iniziato nella Magistratura di Mercedes Moya. La denuncia ha anni.

    Questi giorni saranno intensi per le dichiarazioni ed il movimento giudiziario. Il prete Corradi, il più anziano, sarà trasferito in qualche domicilio privato. Ed il “Padre Horacio” potrebbe essere inviato al carcere, mentre si sommano le testimonianze di quella che è possibile che sia la storia più terribile conosciuta nella Mendoza degli ultimi anni.

    http://www.mendozapost.com/nota/50189-una-argentina-denuncio-que-su-ex-secuestro-a-sus-hijos-en-chile/

  • Pedofilia; Fuggì dall’istituto Provolo di Verona dopo le denunce di abusi. Arrestato in Argentina insieme a un collega

    Pedofilia; Fuggì dall’istituto Provolo di Verona dopo le denunce di abusi. Arrestato in Argentina insieme a un collega

    Arrestano due preti ed un civile per abusi sessuali in un istituto di Luján

    di Ricardo Montacuto

    Due sacerdoti cattolici ed un civile impiegato del luogo sono stati arrestati nella notte di venerdì, accusati in un’oscura trama di corruzione di minori, abusi, violenze e pratica di sesso orale commesse su degli internati dell’Istituto per bambini sordi Antonio Próvolo, ubicato in Luján de Cuyo. Alcune delle vittime sarebbero stati minori d’età al momento dei fatti.

    Gli arresti sono stati confermati al POST da fonti sicure.

    Gli accusati per ora sono tre. Un prete italiano di 82 anni residente in Argentina, chiamato Nicola Corradi (“Il padre Nicola”), un altro sacerdote di 56 anni chiamato Horacio Corbacho, ed un terzo individuo internato o impiegato nell’Istituto, anch’egli sordo.

    I detenuti sono: Nicola Corradi (82) era stato denunciato nel 1984. Ma stava in Mendoza. Horacio Corbacho (foto) è l’altro prete incarcerato. 

    Il caso è atroce. La storia si è conosciuta quando una senatrice di Mendoza si mise in contatto con l’autorità giudiziaria, per informarla che una ragazza che soffre di sordità e problemi di linguaggio, voleva fare una dichiarazione. Lo ha fatto con il linguaggio gestuale davanti ad un pubblico ministero, una psicologa e ausiliari. Ha dichiarato attraverso un interprete, dopo che il Procuratore Generale Alejandro Gullé, informato del caso, ha disposto un’immediata indagine.

    La ragazza ha raccontato che da quando era bambina era stata testimone degli abusi, le violenze e le pratiche di fellatio (sesso orale) per anni nell’istituto Antonio Próvolo, diretto da sacerdoti. L’istituto dipende dall’Arcidiocesi di Mendoza. È la prima della lista delle organizzazioni di educazione cattolica cattolica. E dipende anche dalla DGE, per l’educazione formale che provvede.

    L’Antonio Próvolo ha la dipendenza ecclesiastica dalla “Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti”, Decanato Luján de Cuyo.

    La ragazza non è stata vittima personalmente. Ma attraverso la sua testimonianza, le autorità hanno potuto trovare una persona che è stata vittima degli abusi nell’istituto, dove le persone sono in un regime di internamento.

    I detenuti fino adesso sono tre. Due di loro sono sacerdoti. Uno ha 82 anni e l’altro circa 56 anni. I tre sono imputati di volenza ed abusi e i loro nomi non sono stati trascesi. Per ora restano detenuti in un’unità di polizia in Carrodilla. “Stanno cercando la maniera di mettere agli arresti domiciliari il prete di 82 anni. L’altro andrà in carcere” ha detto una fonte.

    Il terzo imputato è una persona interna all’istituto, che sarebbe stato obbligato a commettere gli abusi.

    L’informazione per ora è breve, ma significa uno scandalo di grandi proporzioni. Si sa che altri testimoni sfileranno davanti alla giustizia nelle prossime ore, e che questo  “istituto dell’orrore”, ecclesiastico, sará notizia nazionale in poche ore.

    Gli abusi sarebbero durati vari anni.

    Strani giri che fa il destino. Il caso è accaduto in Luján ed il pubblico ministero in carico è Fabricio Sidoti, lo stesso pubblico ministero che ha lavorato nel caso di Ayelén Arroyo, la ragazza abusata che ha finito per morire. C’è da sperare che questa volta, il pubblico ministero protegga le vittime.

    Nicola Corradi (82) era stato denunciato nel 1984. Ma stava in Mendoza. Horacio Corbacho (foto) è l’altro prete arrestato. Altri testimoni dell’orrore nell’Istituto Antonio Próvolo, di Luján de Cuyo. La storia completa.

    http://www.mendozapost.com/nota/50178-quienes-son-los-curas-presos-por-violaciones-a-ninos-sordos-en-lujan/

  • Abusi all’Istituto per sordi di Verona. L’impunità dei preti pedofili sull’asse Italia – Argentina Papa Francesco, niente da dichiarare? (contiene lista nomi)

    Abusi all’Istituto per sordi di Verona. L’impunità dei preti pedofili sull’asse Italia – Argentina Papa Francesco, niente da dichiarare? (contiene lista nomi)

    La commissione di inchiesta voluta dal Vaticano a Verona ha confermato le violenze sui sordi, ma i 27 preti, tutti impuniti.

    Un caso di cui si è parlato poco in Italia, ma che invece ha avuto moltissimo risalto all’estero, è quello dell’istituto per sordi di Verona Antonio Provolo. In quell’istituto che ospitava circa 400 bambini sordi e incapaci di parlare, ben 26 tra preti e fratelli laici risultarono pedofili. A stabilirlo fu una commissione di inchiesta voluta nel 2009 dal Vaticano e presieduta dal Dott. Mario Sannite, ex presidente del Tribunale penale di Verona.

    Inizialmente la curia dichiarò che non avrebbe dato importanza alla prescrizione, ma poi, forse visti anche i risultati dell’inchiesta, ritrattò. Di fatto oggi ben 14 delle persone coinvolte ne escono impunite, i più sono ancora preti e sono tuttora dimorano all’istituto Provolo di Verona, altri invece sono stati trasferiti nella succursale argentina dell’istituto, con sede a La Plata.

    I restanti 12 invece sono deceduti.

    Possibile che mentre operava questa commissione di inchiesta non sapesse niente il cardinale Bergoglio, allora a capo della Conferenza Episcopale in Argentina, oggi papa Francesco?

    Papa venuto dall’altro capo del mondo a istituire una commissione di inchiesta in Vaticano sugli abusi sessuali del clero che finora ha prodotto il nulla, a parte una montagna di parole.

    E ora il papa argentino comincerà a far pulizia?

     Di seguito i nomi dei sacerdoti coinvolti nello scandalo e le loro attuali posizioni aggiornate a maggio 2014.

    PRETI E FRATELLI LAICI COINVOLTI VIVENTI

    Don Eligio Piccoli (residente presso Istituto Provolo Verona)

    Don Rino Corradi (residente presso Istituto Provolo Verona –Chievo)

    Don Danilo Corradi (residente presso Istituto Provolo Verona-Chievo)

    Don Alcide Tovo (residente presso Istituto Provolo Verona)

    Don Vasco Dal Dosso (residente presso Istituto Provolo Verona)

    Don Agostino Micheloni (residente presso Istituto Provolo Verona)

    Don Arrigo Zerbato (ex prete) (residente a Dossobuono VR)

    Don Luigi Colognato (ex prete) (residente a Verona)

    Don Giovanni Granuzzo (superiore Istituto Provolo La Plata – Argentina)

    Don Nicola Corradi (residente presso Istituto Provolo La Plata – Argentina) Arrestato nel novembre del 2016 in Argentina

    Don Giuseppe Pernigotti (parroco SS Gratiliano e Felicissima – Fabrica (Roma)

    Fratel Rizzi Erminio (residente a Gazzo Veronese VR)

    Fratel Sergio Orso (fratello laico intervistato da L’Espresso )

    Fratel Spinelli (residente in Argentina c/o Istituto Provolo La Plata)

    DECEDUTI

    Don Giuseppe Carteri

    Don Aleardo Zecchini

    Don Giovanni Pasqualini

    Don Aquilino

    Don Giuseppe Viliotti

    Don Lino Viliotti

    Don Giovanni Turati

    Fratel Dal Castello

    Fratel Aggio

    Fratel Allori

    Fratel Lino Gugole (m. agosto 2011)

    Don Albano Mattioli (m. 14 gennaio 2013) (in Argentina dal 1965 al 2007 c/o Istituto Provolo La Plata)

    Rete L’ABUSO