Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • APRE IL PROCESSO CONTRO LA SETTA ARKEON: PROMETTEVANO DI CURARE I GAY

    APRE IL PROCESSO CONTRO LA SETTA ARKEON: PROMETTEVANO DI CURARE I GAY

    Ordine degli psicologi e Arcigay parti civili per la vicenda del ragazzo fermano
    venerdì 19 marzo 2010 , di il Resto del Carlino

    di FABIO CASTORI

    UMILIAZIONI, manipolazioni mentali, violenze di gruppo, conti bancari prosciugati ed esperienze terrificanti per trovare la strada’ per guarire da tumori, Aids, infertilità, problemi spirituali, affettivi e matrimoniali. Erano più di diecimila le persone pronte a sopportare tutto questo in nome del metodo Arkeon, la più grande piscosetta mai esistita in Italia fino ad oggi. Si è aperto ieri, davanti al collegio penale del tribunale di Bari, il processo agli 11 guru finiti alla sbarra dopo anni di indagini della Digos. Tutti dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza sessuale, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Gli imputati hanno preferito non presentarsi in aula, inviando a rappresentarli gli avvocati difensori. Presenti, invece, associazioni e privati che si sono costituti parte civile per il risarcimento dei danni causati dalla setta. Tra questi il Centro studi abusi psicologici Cesap, l’associazione dei familiari delle vittime delle sette Favis, il Codancons e la psicologa Lorita Tinelli. A loro si sono aggiunti ieri anche l’Ordine degli psicologi e l’Arcigay. Quest’ultimi sono entrati in ballo dopo il caso del 18enne fermano che il padre avrebbe fatto curare dalla setta per la sua omosessualità. Tra le vittime di Fermo anche un uomo, deceduto a causa di un tumore, che avrebbe abbandonato la famiglia e le cure mediche per seguire il percorso di Arkeon. Il primo colpo di scena del processo è arrivato quando gli avvocati difensori hanno presentato la lista dei testimoni: ben 275 persone, tutti adepti di Arkeon. Momenti di tensione all’ingresso in aula delle telecamere di Striscia la Notizia’ e delle moltissime televisioni presenti. Gli avvocati di Arkeon, infatti, sostenendo di voler evitare che il processo si trasformasse in un fenomeno mediatico, hanno chiesto l’allontanamento dei cameraman e dei fotografi. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008, durante il quale, secondo l’accusa, la setta truffava gli adepti (tra loro anche moltissime persone del Fermano) costringendoli a partecipare a costosi seminari, convincendoli che solo in questo modo sarebbero guariti da tumori, aids, infertilità, disagi di qualsiasi genere oppure da problemi spirituali. Tra gli esercizi’ richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi a percorsi no limits’, durante i quali, sempre secondo le denunce presentate, si sarebbero consumate violenze di gruppo.

    www.gaynews.it/view.php?ID=84310

    Diffamarono i testimoni, 47 indagati
    Sotto accusa gli adepti dell’Arkeon
    La setta psico-satanica prometteva attraverso i suoi corsi di poter risolvere problemi psichici e malattie gravissime
    Investigatore. Il dirigente della Digos di Bari, Stanislao Schimera.

    Investigatore. Il dirigente della Digos di Bari, Stanislao Schimera.

    BARI — Quarantasette avvisi di garanzia sono stati notificati dai poliziotti della Digos di Bari ad adepti dell’associazione «Arkeon» responsabili di diffamazione in concorso. Il pm inquirente Francesco Bretone ha accertato che gli indagati hanno denunciato, pur sapendo della loro innocenza, coloro che pubblicamente avevano segnalato gli abusi subiti dai responsabili di «Arkeon». In particolare le vittime intervenute durante alcune trasmissioni televisive. Il leader del gruppo, Vito Carlo Moccia, – secondo la Digos – avrebbe convinto i suoi seguaci a denunciare i loro accusatori fornendo addirittura un modello di denuncia da utilizzare.

    La setta psico-satanica radicata in mezza Italia che prometteva attraverso i suoi corsi a pagamento di poter risolvere problemi psichici, malattie gravissime, ricongiungimenti con la persona amata, è stata smascherata nel 2007 dalla Digos di Bari e nei giorni scorsi è iniziato il processo. Secondo gli inquirenti il maestro Moccia (aveva fondato l’associazione «The sacred Path» il 4 giugno del ’99) era un truffatore che utilizzando tecniche ispirate alle filosofie orientali del Reiki, reinventate da lui e dal suo gruppo, in dieci anni è riuscito a ingannare migliaia di persone, tra cui anche professionisti. Per partecipare ai seminari di «Arkeon», il costo minimo si aggirava sui 260 euro fino a 20 o 30 mila euro (a seconda del livello), ma una coppia del nord Italia per risolvere la crisi coniugale ha sborsato 200 milioni delle vecchie lire. Nei seminari il Maestro faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e alla accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro.

    Angela Balenzano
    26 marzo 2010

  • Pedofilia: Dublino sotto choc, aspetta la parola del Papa Infuria la polemica sul cardinal Brady, le vittime chiedono le sue dimissioni

    Pedofilia: Dublino sotto choc, aspetta la parola del Papa Infuria la polemica sul cardinal Brady, le vittime chiedono le sue dimissioni

    18 marzo, 21:39

    (dell’inviata Carolina Stupino)

    DUBLINO, 18 MAR – Choc e rabbia, paura per il futuro e voglia di difendersi: a Dublino, qualsiasi domanda sullo scandalo dei preti pedofili, che infuria ormai da mesi, suscita nei fedeli, e non solo, tutte queste reazioni. E intanto, in attesa della lettera pastorale di Papa Benedetto XVI, domina in tutta Irlanda – nel Nord come nella Repubblica – la polemica sul ruolo che il cardinale Sean Brady ebbe negli incontri in cui, nel 1975, venne chiesto ad alcune vittime degli abusi di un noto prete pedofilo, padre Brendan Smyth, di mantenere il silenzio su quanto accaduto. Le scuse ufficiali fatte ieri dal cardinale durante la sua omelia nella cattedrale di San Patrizio ad Armagh (Irlanda del Nord), non hanno convinto e non sono bastate a più di una delle vittime degli abusi, che continuano a chiedere le sue dimissioni. Andrew Madden, che nel 1995 denunciò quanto aveva subito è stato durissimo: “Se la Chiesa Cattolica in Irlanda deve essere guidata da un uomo che la riflette in quale è la sua condizione, allora forse è giusto e adatto che sia guidata da un uomo che ha insabbiato gli abusi sessuali sui bambini da parte di un prete”. Più conciliante invece è stata Bernice Donoghue, una delle vittime dello stesso Smyth, secondo la quale le scuse di Brady sembravano sincere e sentite. Tuttavia, ha aggiunto la donna, in quanto primate della Chiesa d’Irlanda il cardinale dovrebbe dare il buon esempio e dimettersi. Un’altra vittima di Dublino, Marie Collins, ha ricordato che nel dicembre scorso il cardinale – commentando allora le dimissioni del vescovo Donal Murray – aveva detto che se fosse stato al corrente di non aver agito per prevenire ulteriori abusi sui bambini, allora lui stesso avrebbe lasciato il posto. Alla luce della sua nuova ammissione, chiede la Collins “perché dunque non mantiene la sua parola e si dimette?”. Sulla posizione difficile in cui ora si trova il cardinale e sulle continue richieste di dimissioni, oggi l’Arcidiocesi di Dublino non ha voluto fare commenti. “Aspettiamo la lettera del Papa di sabato. Fino ad allora qualsiasi nuova dichiarazione sarebbe prematura”, ha detto oggi una portavoce raggiunta telefonicamente dall’ANSA. In Irlanda del Nord, dove i cattolici da tempo fanno quadrato per difendere la propria fede da quella protestante, la reazione alle scuse di Brady è stata molto diversa. A detta di una donna presente alla messa, i fedeli di Armagh pare abbiano accolto l’omelia del cardinale con un applauso. “E’ stato davvero fantastico. E’ un uomo veramente buono”, ha detto all’Irish Times la donna. “Sono contenta che abbia chiesto scusa e abbia ammesso di aver sbagliato. La Chiesa Cattolica deve riflettere”, ha detto, più cauta, un’altra. La maggior parte dei fedeli nordirlandesi sembra non volersi esprimere su cosa debba fare ora il cardinale e pare molto più preoccupata del futuro della chiesa cattolica. “E’ una situazione molto triste. Speriamo che si aggiusti, ma sarà molto doloroso”, ha detto un uomo. La pioggia di rivelazioni scioccanti sugli abusi e su come per decenni il clero sia riuscito ad insabbiarli, sembra infatti non avere fine. Proprio oggi il Belfast Telegraph rivela che il vescovo di Derry (Irlanda del Nord), Seamus Hegarty, sarebbe stato coinvolto in un accordo per un pagamento che fu fatto per coprire un presunto abuso pedofilo da parte di un sacerdote. Hegarty, secondo il giornale, viene infatti menzionato nell’accordo extragiudiziale del dicembre 2000 sul caso di una bambina che fu abusata per 10 anni a partire dal 1979. Per chiudere il caso, le furono pagate 12.000 sterline.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/18/visualizza_new.html_1734839702.html

  • Sacerdote indagato per abusi, la Diocesi: “Aspettiamo conferme dall’inchiesta”

    Sacerdote indagato per abusi, la Diocesi: “Aspettiamo conferme dall’inchiesta”

    Savona. Per ora dalla Curia savonese nessun commento, tuttavia l’inchiesta su presunti abusi sessuali che coinvolgerebbe un prete savonese non è certo passata inosservata nelle stanze della Diocesi. “Aspettiamo l’evoluzione dell’inchiesta della Procura e di verificare bene quanto trapelato sull’indagine in corso” si limitano ad affermare dalla Curia savonese.

    Un primo chiarimento arriva però sull’anno sabbatico preso dal sacerdote che risulterebbe indagato per episodi di violenza compiuti venti anni fa, e solo ora denunciate dai diretti interessati, allora minorenni.

    “Possiamo confermare che il sacerdote ha chiesto al Vescovo una pausa in quanto mostrava evidenti segni di difficoltà relativamente al suo Ministero sacerdotale, ma questa sua richiesta non è legata alla presunta inchiesta aperta dalla Procura savonese” sottolineano dalla Diocesi.

    E in attesa di conferme ufficiali da parte del procuratore capo Francantonio Granero viene da chiedersi come mai certi abusi siano stati denunciati solo poco tempo fa, avviando gli accertamenti da parte degli organi inquirenti, e non all’epoca dei fatti in questione.

    www.ivg.it/2010/03/16/sacerdote-ind…-dallinchiesta/

     

    16 mar 2010
    Info e Notizie, Liguria, Savona, featured
    Savona – Nuova indagine su presunto prete pedofilo

    Savona – Nuova indagine per una serie di violenze sessuali su un sacerdote della diocesi di Savona. Gli inquirenti sarebbero sulle tracce di un parroco di 50 anni, recentemente messo a riposo su sua richiesta. L’uomo si sarebbe reso responsabile, diversi anni fa, di violenze sessuali ai danni di persone all’epoca dei fatti ancora minorenni.
    Episodi che interessano persone che oggi avrebbero tra i 30 e i 40 anni e che avrebbero deciso di “denunciare” quanto avvenuto solo ora.
    L’indagine è comprensibilmente molto delicata. Alcuni testimoni sarebbero già stati ascoltati dagli inquirenti e avrebbero portato “a prova” anche alcune registrazioni di conversazioni intrattenute con il sacerdore.
    Nomi e luoghi non sono ancora stati resi noti anche perchè alcune delle presunte vittime sono state protagoniste, nel corso del tempo, di episodi di cronaca che potrebbero “indebolire” la loro testimonianza.

  • Pedofilia. De Magistris: “Il Papa si presenti davanti ai giudici”

    Pedofilia. De Magistris: “Il Papa si presenti davanti ai giudici”

    PEDOFILIA: DE MAGISTRIS, PAPA TESTIMONI DAVANTI GIUDICI

    (AGI) – Roma, 14 mar – “Non ritengo un tabu’ che Ratzinger possa rendere testimonianza ai giudici tedeschi di quanto sa sui casi di pedofilia denunciati in Germania. Testimonianza non solo intesa come fatto giuridico puro, ma anche come atto di chiarezza e trasparenza. Un’occasione per rilanciare la credibilita’ della Chiesa messa a dura prova dallo scandalo dei prelati pedofili”. Lo ha detto Luigi De Magistris. “Nessuno e’ al di sopra della legge”, spiega l’esponente dell’Idv. Sul piano giuridico per De Magistris non e’ sbagliato “ragionare su un nuovo soggetto giuridico internazionale che possa indagare sui casi di pedofilia che hanno colpito la Chiesa. Ma non credo – conclude De Magistris – che la Corte dell’Aia o la Corte di Strasburgo siano adeguati”.

    http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-…davanti_giudici

  • PEDOFILIA: LOMBARDI, VICARIO SI DISCOSTO’ DA INDICAZIONI PAPA

    PEDOFILIA: LOMBARDI, VICARIO SI DISCOSTO’ DA INDICAZIONI PAPA

    E’ cominciato lo scaricabarile per salvare la faccia a Ratzinger

    http://www.agi.it/news/notizie/20100312191…ndicazioni_papa

    PEDOFILIA: LOMBARDI, VICARIO SI DISCOSTO’ DA INDICAZIONI PAPA

    (AGI) – CdV, 12 mar. – “Evidentemente il vicario generale si discosto’ dalle indicazioni avute dall’allora arcivescovo Joseph Ratzinger, che aveva disposto che il sacerdote in questione non svolgesse alcuna attivita’ pastorale”. Lo afferma il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, riguardo alla vicenda accaduta nel 1980 quando la diocesi di Monaco di Baviera accolse un prete sospettato di pedofilia al fine di fargli seguire una terapia. In proposito l’attuale arcivescovo Marx ha chiarito che “la decisione fu presa affinche’ l’abate H. potesse seguire una terapia”. “Questa decisione fu presa con l’accordo dell’allora arcivescovo Ratzinger”, afferma il comunicato, che sottolinea come “allontanandosi da questa decisione, tuttavia, l’allora vicario generale (vice dell’arcivescovo, ndr) lo impiego’ per una attivita’ senza limiti di cura di anime in una parrocchia di Monaco”. L’allora vicario generale, mons. Gerhard Gruber, “si assume per questa decisione sbagliata l’intera responsabilita’”. “La nota della diocesi di Monaco che e’ competente ed ha tutti gli elementi per ricostruire la vicenda e spiegare quali sono le responsabilita’ del caso – sottolinea padre Lombardi – chiarisce che il vicario generale del tempo che si assume ogni responsabilita’, perche’ era lui che aveva mandato il sacerdote sospettato di pedofilia nella cura pastorale”.

  • PAPA: SGOMENTO PER ABUSI COMMESSI IN GERMANIA

    PAPA: SGOMENTO PER ABUSI COMMESSI IN GERMANIA

    (AGI) – CdV, 12 mar. – Benedetto XVI ha “preso atto con grande sgomento, attento interesse e profonda commozione” dei casi di abusi commessi da sacerdoti in Germania. Lo ha riferito il presidente dei vescovi tedeschi, mons. Robert Zollitsch. Non vi e’ altro gruppo in Germania che sta reagendo come la Chiesa”, ha aggiunto il presule assicurando che i vescovi sono pronti ad assumersi le nostre responsabilita’, non vogliono scusare nulla e rilevano che le attuali norme ecclesiastiche possono essere migliorate ma gia’ ora sono severe e non ostacolano affatto la giustizia penale dello Stato. Subito dopo l’incontro, Benedetto XVI ha parlato del sacerdozio al Convegno teologico promosso dalla Congregazione del clero in occasione dell’Anno Sacerdotale, sottolineando che la Chiesa intende mantenere il celibato e ricorda che anche l’abito e’ una forma di testimonianza. “Quella del sacerdote – ha ribadito – e’ un’altissima vocazione, che rimane un grande Mistero anche per quanti l’abbiamo ricevuta in dono. I nostri limiti e le nostre debolezze devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a Se’, rendendoci partecipi della Sua Missione salvifica. Infatti, la comprensione del Sacerdozio ministeriale e’ legata alla fede”. In proposito, il Pontefice ha lamentato che oggi troppe volte il sacerdote viene presentato “quasi come un ‘operatore sociale”, con cio’ rischiando di “tradire lo stesso Sacerdozio di Cristo”. Ed ha esortato i 400 mila sacerdoti della Chiesa Cattolica a non conformarsi alla mentalita’ del mondo. “In un contesto di diffusa secolarizzazione, che esclude progressivamente Dio dalla sfera pubblica, e, tendenzialmente, anche dalla coscienza sociale condivisa, spesso il sacerdote – ha spiegato – appare ‘estraneo’ al sentire comune, proprio per gli aspetti piu’ fondamentali del suo ministero, come quelli di essere uomo del sacro, sottratto al mondo per intercedere a favore del mondo, costituito, in tale missione, da Dio e non dagli uomini”. “Per tale motivo – ha scandito il Pontefice – e’ importante superare pericolosi riduzionismi”. Lo stesso Papa Ratzinger ha fatto sapere subito dopo – attraverso la Sala Stampa della Santa Sede – di aver deciso di rinunciare quest’anno alle consuete vacanze in montagna, che si riteneva volesse trascorrere nel seminario di Bressanone, trattenendosi per l’intero periodo estivo nell’austera residenza estiva di Castelgandolfo, secondo la tradizone seguita dai suoi predecessori fino a Papa Wojtyla. Da parte sua, incontrando i giornalisti dopo l’udienza concessagli da Benedetto XVI, mons. Zollitsch ha rivelato oggi anche di aver avuto un colloquio con la Congregazione della Dottrina della Fede, che riguardo agli abusi commessi da sacerdoti “sta raccogliendo proposte e usi in atto nei singoli Paesi, dal quale pensa poi di elaborare proprie norme”. Come vescovi tedeschi, intanto, ha promesso, “vogliamo portare alla luce tutta la verita’ sullo scandalo degli abusi sessuali senza riguardi per nessuno, anche rispetto ad eventi accaduti alcuni decenni fa”. E questo anche se, ovviamente, lo scandalo pedofilia non e’ un problema specifico della Chiesa Cattolica.
    “Tutti i numeri che abbiamo – ha osservato mons. Zollitsch – ci dicono che non e’ un problema particolare della Chiesa Cattolica. Certo – ha ammesso – e’ particolarmente terribile quando gli abusi vengono compiuti da educatori, persone di riferimento e di responsabilita’ morale”. Ma, “non vi e’ altro gruppo in Germania che sta reagendo come la Chiesa”, ha detto mons. Robert Zollitsch. “Quando c’e’ un sospetto di abuso, c’e’ sia il procedimento penale da parte dello Stato che quello interno da parte della Chiesa”, ha chiarito in una conferenza stampa il presidente dei vescovi, rispondendo alle critiche rivolte dal ministro tesdesco della giustizia riguardo alle norme volute da Papa Wojtyla nel 2001, quando su suggerimento dell’allora card. Ratzinger e’ stata assegnata alla Congregazione della Dottrina della Fede la competenza sui procedimenti riguardanti casi di pedofilia proprio per evitare che i vescovi locali continuassero a sottovalutare la gravita’ del fenomeno finendo col coprire i responsabili. “Sono ambiti giudiziari differenti – ha aggiunto il presule – totalmente separati e indipendenti”. “Il procedimento statale non e’ subordinato a quello della Chiesa e l’esito dell’uno non influisce su quello dell’altro, ne’ sul sostegno della Chiesa alle autorita’ giudiziarie”. La Conferenza Episcopale Tedesca, ha ricordato, riferisce all’autorita’ giudiziaria i sospetti salvo che “in circostanze eccezionali”, come quando questo viene esplicitamente chiesto dalla vittima oppure quando la sicurezza della vittima potrebbe ancora essere messa a repentaglio da una denuncia. “Sono grato a Benedetto XVI – ha concluso – per il suo sostegno positivo alla decisa azione della Conferenza Episcopale Tedesca”. (AGI) .

    www.agi.it/cronaca/notizie/20100312…ssi_in_germania

  • Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    10 marzo, 14:14

    BERLINO – Si allarga in Germania lo scandalo degli abusi sessuali commessi in passato negli ambienti cattolici del Paese: secondo quanto è emerso oggi, violenze su minori sarebbero state commesse anche in una scuola della diocesi di Magonza (sudovest), negli anni ’60 e ’70. Secondo quanto ha reso noto oggi il portavoce della diocesi, i sospetti si concentrano sul direttore dell’istituto e su un prete, che avrebbero abusato sessualmente dei ragazzi. Gli studenti, ha aggiunto il portavoce, sarebbero stati anche picchiati per motivi futili. La scuola in questione, a Bensheim, in Assia, è stata poi chiusa nel 1981. Questo ennesimo caso di abusi su minori giunge in un momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica tedesca, che da giorni è sotto i riflettori dei media internazionali per le centinaia di episodi risalenti agli anni passati ed emersi solo nelle ultime settimane. Proprio questo tema, sarà oggetto di un incontro in Vaticano – venerdì – tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1732036492.html

  • Ex studente: abusi nella sacrestia di un convento di Bolzano

    Ex studente: abusi nella sacrestia di un convento di Bolzano

    BOLZANO (13 marzo) – Ripetuti abusi, addirittura in sacrestia, da parte di cinque frati di un convento bolzanino negli anni ’60: un altoatesino ribadisce in un lungo articolo sul quotidiano Tageszeitung le accuse sollevate ieri in una intervista con il giornale di lingua tedesca
    L’uomo, che resta anonimo, descrive le violenze subite all’età di 13-14 anni durante un soggiorno estivo nel convento senza entrare nei dettagli. Gli abusi – così l’altoatesino – sarebbero avvenuti «una volta nei vigneti, l’altra in cantina e poi in stanza». Sarebbe anche stato portato da un frate in sacrestia, dopo averlo aiutato ad allestire la chiesa per un matrimonio. La presunta vittima spiega «di non aver mai avuto il coraggio di denunciare i fatti». «Solo ora, che in mezza Europa si parla di violenze sessuali commesse da uomini di chiesa, oso uscire dalle tenebre», scrive. L’uomo afferma di essere omosessuale. «Chi sa – aggiunge – se senza gli abusi subiti da ragazzino avrei avuto una vita eterosessuale».

    Pedofilia: ex studente, abusi in sacrestia convento Bolzano
    I fatti sarebbero avvenuti negli anni ’60

    13 marzo, 12:00

    (ANSA) – BOLZANO, 13 MAR – Ripetuti abusi, addirittura in sacrestia, da parte di cinque frati di un convento bolzanino negli anni ’60: un altoatesino ribadisce sulla Tageszeitung le accuse sollevate ieri in una intervista con il giornale. L’uomo, che resta anonimo, descrive le violenze subite all’eta’ di 13-14 anni durante un soggiorno estivo nel convento. Gli abusi sarebbero avvenuti ”nei vigneti, in cantina e in stanza”. Sarebbe anche stato portato da un frate in sacrestia, dopo averlo aiutato ad allestire la chiesa per un matrimonio. (ANSA).

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2010/03/13/visualizza_new.html_1732990639.html

  • Pedofilia:Snap crea associazione tedesca

    Pedofilia:Snap crea associazione tedesca

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/to…1735759438.html

    Pedofilia:Snap crea associazione tedesca
    ‘Siamo i piu’ forti al mondo e chiediamo inchiesta statale’
    22 marzo, 10:36

    Pedofilia:Snap crea associazione tedesca (ANSA) – MONACO DI BAVIERA, 22 MAR – L’associazione Snap creera’ nell”area europea di lingua tedesca’ un gruppo di autotutela per persone abusate da religiosi.

    L’organizzazione americana si presenta come ‘la piu’ grande e fortemente visibile’ associazione di vittime di preti pedofili.

    L’annuncio e’ in un invito a una conferenza stampa per oggi a Monaco di Baviera in cui -segnala l’associazione- verra’ avanzata la ‘richiesta di un’inchiesta statale sulle diocesi tedesche’ (come ‘ha fatto il governo irlandese’).

  • S. SEDE: MAI NEGATO CHE IL PAPA SAPESSE DEL PRETE PEDOFILO

    S. SEDE: MAI NEGATO CHE IL PAPA SAPESSE DEL PRETE PEDOFILO

    http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-…_prete_pedofilo

    S. SEDE: MAI NEGATO CHE IL PAPA SAPESSE DEL PRETE PEDOFILO

    (AGI) – CdV, 20 mar. – Alle “rivelazioni” lanciate oggi da Spiegel il Vaticano ha gia’ risposto e non ha mai negato che Ratzinger sapesse del sacerdote pedofilo proveniente da Essen, tanto che lo autorizzo’ a curarsi ma gli proibi’ qualunque attivita’ pastorale. “I fatti – ha spiegato in proposito il direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian – non sono andati come certa stampa li ha raccontati. Ratzinger, quando era arcivescovo di Monaco, accolse nella propria diocesi un prete accusato di pedofilia. Venne mandato a Monaco per curarsi. Ratzinger chiese che non venisse impiegato pastoralmente ma qualcuno disobbedi’”. E Ratzinger ormai trasferito a Roma non pote’ accorgersi della disobbedienza .

    www.asca.it/news-PEDOFILIA__PRESIDE…03502-ORA-.html

    20-03-10
    PEDOFILIA: PRESIDENTE VESCOVI GERMANIA AVREBBE COPERTO ABUSI (STAMPA)

    (ASCA) – Roma, 20 mar – Nel giorno in cui a Roma papa Benedetto XVI pubblica la sua lettera alla Chiesa irlandese proprio sullo scandalo pedofilia, in Germania i media accusano il presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch, di aver coperto anni fa un prete responsabile di abusi senza denunciarlo alla magistratura. Il quotidiano Badische Zeitung scrive oggi che Zollitsch tacque su dei casi di pedofilia quando era responsabile delle risorse umane per la diocesi di Friburgo.

    Le violenze nei confronti di bambini e ragazzini sarebbero avvenuti a Oberharmersbach, nella Foresta Nera, nel 1991.

    Quando cominciarono a diffondersi voci degli abusi Zollitsch secondo il quotidiano, avrebbe ordinato al parroco, Franz B., di allontanarsi dai ragazzi ma non lo avrebbe denunciato alle autorita’.

    La notizia e’ stata rilanciata dal movimento di riforma della Chiesa cattolica ‘Wir Sind Kirche’ (Noi siamo Chiesa): ”Anche monsignor Zollitsch, il presidente della Conferenza episcopale, negli anni Novanta ha avuto un caso, un grave crimine di cui la Procura non e’ stata informata”, ha denunciato il portavoce, Christian Weisner, citando il quotidiano Badische Zeitung.

    L’accusa e’ confermata anche dal programma di approfondimento giornalistico ‘Report Mainz’, per il quale Zollitsch, quando nel 1991 era responsabile del personale nell’arcidiocesi di Friburgo, si sarebbe limitato a prepensionare – senza denunciarlo – il sacerdote, che si e’ suicidato nel 1995.

    La diocesi di Frigurgo, di cui Zollitsch e’ arcivescovo, sul suo sito ha gia’ reagito alle accuse, definite ”infondate”.