Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Palermo

  • Abusi su minori, ex catechista condannato a dieci anni

    Abusi su minori, ex catechista condannato a dieci anni

    Grazie alla sua attività nelle onlus adescava le ragazzine e poi ne approfttava sessualmente. Questo secondo il gup Marco Gaeta il modus operadi di Benedetto Salemi, condannato a dieci anni per adescamento e violenza sessuale su minore, detenzione di materiale pedopornografico. Arrestato nel febbraio 2017 a Termini Imerese, è stato per anni catechista alla chiesa Madre e contitolare di una cartolibreria, molto frequentata dai più giovani.

    L’uomo era stato notato all’esterno di un negozio in compagnia di una minore. Da lì sono scattate le indagini. Salemi ha sempre respinto le accuse: ha ammesso di conoscere la ragazza, di averle dato lezioni, ma ha negato fermamente di aver abusato di lei.  Nel 2003 è stato condannato dal tribunale di Termini per detenzione di materiale pedopornografico e nel 2007 dai giudici di Siracusa per lo stesso reato.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/condannato-catechista-benedetto-salemi-termini-imerese-pedofilia.html
  • SCIACCA – “Sesso con minori, ex prete da condannare”

    SCIACCA – “Sesso con minori, ex prete da condannare”

    Per l’ex frate, accusato di atti sessuali con minori e condannato dal tribunale di Sciacca a 9 anni e 8 mesi di reclusione, il sostituto procuratore generale della corte di appello di Palermo, Ettore Costanzo, ha chiesto la conferma della pena. Il processo prosegue dopo l’estate, il 21 settembre, con la discussione della parte civile e poi dei legali di  Davide Mordino. I giudici entreranno in camera di consiglio per la decisione.

    Mordino, che oggi ha 45 anni, era stato accusato di atti sessuali commessi in particolare con quattro minori, di aver tentato di commetterne con altri due, di avere indotto alcuni ragazzi a posare nudi per delle fotografie e di avere anche chiesto prestazioni sessuali in cambio della promessa di farli partecipare al programma televisivo “Amici” di Maria De Filippi.

    Davide Mordino era finito in manette nel luglio del 2012 dopo la denuncia presentata da alcune delle presunte vittime, che avevano raccontato che il prete aveva chiesto loro di sottoporsi a un fantomatico “test sulla sensibilità corporea”, fatto a cui poi sarebbero seguiti i presunti abusi. Mordino si è sempre dichiarato innocente, affermando di esser stato vittima di un complotto, spiegando sin dal primo interrogatorio che chiunque, tra i frequentatori della parrocchia, quando lui era parroco a San Calogero, aveva la possibilità di accedere ai computer e perfino al suo telefonino, dispositivi dove è stato rinvenuto materiale utilizzato al processo.

  • Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”

    Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”

    E’ accusato di avere approfittato di alcune fedeli durante delle “preghiere di guarigione”. Per i giudici non ci sarebbero più motivi validi, avendo già acquisito le testimonianze, per confermare gli arresti domiciliari.

    Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”.

    Torna libero (in attesa del processo) padre Salvatore Anello, il cappellano dell’ospedale Civico ed esorcista arrestato nell’ottobre 2016 con l’accusa di violenza sessuale e attualmente sotto processo. Il collegio della seconda sezione del Tribunale ha accolto la richiesta della difesa. Per i giudici, “dopo l’escussione di tutti i testi dell’accusa non ci sarebbero più le esigenze cautelari” che lo hanno tenuto finora ai domiciliari.

    Padre Anello, secondo l’accusa, teneva incontri di preghiera per ottenere la “guarigione e liberazione dai demoni”. Durante questi riti avrebbe abusato di donne in difficoltà. A fare scattare le indagini è stata la denuncia di una donna e delle sue figlie.

    “Ci riceveva – ha raccontato una delle presunte vittime – sempre nella stessa stanza all’interno del convento dei Cappuccini, e ci faceva accomodare su due sedie distinte. Padre Anello aveva l’abitudine, durante la preghiera, di imporre le mani, partendo dalle cosce. Cosa che fece anche quella volta. Iniziò con una mano a toccarmi alternativamente le cosce, per poi passare sulle natiche. Poi iniziò a palparmi la schiena, a mettermi la mano sotto la maglietta e strusciarla sulle spalle, fino a infilarla dentro i pantaloni, fin dentro gli slip, quasi fino all’ano. Poi mi mise la mano dentro il reggiseno sfiorandomi i seni”. Oltre ad Anello, fu arrestato l’ex colonnello dell’esercito Salvatore Muratore, già condannato in abbreviato a sei anni e due mesi.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/violenza-sessuale-padre-salvatore-anello-libero.html

  • Scusa di cosa? In Cile chiede le prove alle vittime: E QUANDO IL PAPA LE PROVE LE AVEVA?

    Scusa di cosa? In Cile chiede le prove alle vittime: E QUANDO IL PAPA LE PROVE LE AVEVA?

    di Francesco Zanardi

    In questi giorni, in occasione della visita del Papa in Cile, si sono scatenate polemiche rispetto alla gestione, da parte della Santa Sede, della gravissima piaga della pedofilia. Moltissimi giornali hanno riportato le notizie delle scuse del Papa e della vergogna che lui proverebbe per i sacerdoti pedofili. Ma viene anche riportata la notizia che il Papa avrebbe detto “Il giorno che qualcuno mi porterà una prova contro il vescovo Barros allora parlerò. Ma finora non c’è nemmeno l’ombra di una prova. È tutta calunnia. È chiaro?”.

    Quindi, da una parte la richiesta di scuse e dall’altra il fatto di non credere alle vittime, da una parte l’incontro con due vittime non identificate e dall’altra l’esclusione da tale incontro delle vittime che lo avevano espressamente richiesto.

    Dunque il Papa dichiara che senza prove il Vescovo Barros rimane al suo posto, mentre una delle vittime riporta : «Il Papa chiede prove, ma cosa avrei dovuto fare mentre venivo abusato e Barros era lì, fare una foto col telefonino?». 

    Un brutta storia, che esaspera ulteriormente il clima già notevolmente teso.

    Ci si potrebbe altresì domandare: “Quali prove avrebbe il Papa per dire che si tratta di calunnia?”

    Anche il Card. O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori (che ha terminato il suo primo mandato il 17 dicembre 2017 e non risulta essere ancora stata rinominata da Bergoglio), prende le distanze dalle affermazioni del Papa attraverso un comunicato ufficiale: “E’ comprensibile che le dichiarazioni di Papa Francesco rilasciate giovedì a Santiago del Cile siano fonte di grande dolore per i sopravvissuti agli abusi sessuali da parte del clero o di qualunque altra persona. Le parole del Papa trasmettono il messaggio che se non puoi provare le tue affermazioni, allora non sarai creduto” e in sostanza danno l’idea di un “abbandono di coloro che hanno subito violenze riprovevoli della loro dignità umana”, “relegando i sopravvissuti nel discredito”.

    Bergoglio dichiara di non aver avuto le “prove”, che ora chiama “evidenze”, ma senza cambiare il senso del suo discorso.

    E quando invece le prove le aveva?

    Ricordiamo il caso di Don Gianni Trotta: prete ridotto allo stato laicale per abusi sessuali. Il arcivescovo Luis Ladaria Ferrer ordinò, nero su bianco, che la condanna canonica passasse sotto silenzio “per non dare scandalo ai fedeli”. Don Gianni Trotta, grazie all’acquiescenza del Vaticano e dei vertici della curia locale, ha così potuto continuare indisturbato a violentare minorenni: dopo essere stato costretto a lasciare la tonaca è infatti diventato allenatore di una squadra di calcio giovanile, e in due anni ha molestato indisturbato una decina di bambini vicino Foggia.

    Quindi: il card. Luis Ladaria Ferrer sapeva e ordinò il silenzio.

    Che provvedimenti prese Papa Francesco con lui?

    A Luglio 2017 lo nominò Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede (al posto del Card. Muller), ovvero dell’organo che, tra l’altro, ha la competenza di giudicare i preti pedofili: una bella promozione.

    Il Papa qui aveva le “prove”.

    Ricordiamo il caso di Don Mauro Galli: il processo penale è in corso, accusato di abusi sessuali nei confronti di un minore. Il parroco della chiesa in cui sarebbero avvenuti gli abusi ha avvisato da subito (dicembre 2011) i suoi superiori: Mons. Mario Delpini e Mons. Pierantonio Tremolada. Nessuno dei due ha avviato alcuna indagine canonica e tantomeno una denuncia alle autorità, ma il prete è stato spostato in un’altra parrocchia con l’incarico della pastorale giovanile (ancora con i minori). All’epoca era ordinario del luogo il Card. Angelo Scola che non ha contrastato la decisione del trasferimento ancora con i minori assunta del suo vicario Mons. Delpini, nemmeno in via cautelare in attesa dell’accertamento dei fatti.

    Solo in seguito alla denuncia/querela da parte della vittima (luglio 2014) è stata avviata l’Indagine Canonica (gennaio 2015) e sospeso cautelativamente il sacerdote (primavera 2015).

    Il Card. Scola ha ricevuto i familiari della presunta vittima, su loro insistenza, solo nel marzo 2015: grande tempismo per accertare i fatti o almeno per “sentire anche l’altra campana”.

    Dunque: Mons. Delpini ha dichiarato alla Polizia, sotto giuramento, di essere venuto a conoscenza del presunto abuso sessuale da subito (dicembre 2011) e di aver comunque predisposto il trasferimento del don Galli ancora con i minori. In questo caso specifico, oltre alle intercettazioni telefoniche, le registrazioni acquisite agli atti processuali (e anche in possesso della CdF), oltre alle testimonianze dei suoi collaboratori, c’è dunque la prova del suo tentativo di insabbiamento per sua stessa ammissione di responsabilità e depositata agli atti del processo penale a carico di Don Mauro Galli.

    Anche il Vaticano era a conoscenza del caso: nel marzo 2016 ha inviato una lettera ai familiari della presunta vittima, attraverso la Nunziatura Apostolica, in risposta alle numerose lettere inviate dai familiari anche alla Congregazione della Dottrina della Fede.

    Che provvedimenti ha preso Papa Francesco?

    Mons. Mario Delpini: nel luglio 2017 è stato PROMOSSO Arcivescovo di Milano

    Mons. Pierantonio Tremolada: nel luglio 2017 è stato PROMOSSO Vescovo di Brescia

    Ricordiamo il caso di Don Paolo Turturro: la Cassazione ha confermato la condanna: 3 anni in carcere per abusi su minore. La richiesta di affidamento ai servizi sociali non è stata accolta, e ha dunque scontato la pena in carcere. Prima dell’arresto era stato solo allontanato da Palermo, nessun provvedimento ecclesiastico durante il processo che è durato 13 anni.

    Che provvedimenti ha preso Papa Francesco? Nonostante la condanna penale, non è mai stato ridotto allo stato laicale continua a celebrare Messa.

    Ricordiamo il caso di Don Lucio Gatti: ha patteggiato in sede penale due anni di reclusione, per abusi sugli ospiti della Comunità che dirigeva. Il Processo Canonico, concluso nel 2012, ha ufficializzato la sospensione dal sacerdozio per 5 anni ma non riduzione allo stato laicale. Nel frattempo sono arrivare altre due querele: una in aprile 2016  e un’altra nel 2017 su minori che all’epoca avevano 12 e 13 anni e le indagini sono ancora in corso.

    Il Vescovo Gualtiero Bassetti non ha, per ora, preso alcun provvedimento nemmeno cautelativo, avrà avviato un nuovo Processo Canonico?

    Anche la Santa Sede non si è espressa nei confronti del Vescovo Gualtiero  Bassetti, e Don Lucio Gatti sarebbe in una comunità al Nord per un percorso spirituale “riabilitativo”.

    Ricordiamo il caso di Padre Carlos Buela: sacerdote argentino condannato dal Vaticano (attraverso un decreto del cardinale Gardin, della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata) per abusi da lui compiuti nei confronti di una ventina di seminaristi, e trasferito a Genova, sotto la giurisdizione del Card. Bagnasco, senza subire il processo in Argentina. Nonostante la condanna di Papa Francesco, i provvedimenti non sono sufficienti e vengono prontamente disattesi.

    Che provvedimenti ha preso Papa Francesco nei confronti del Cardinale Angelo Bagnasco, per non aver gestito nemmeno l’applicazione della “condanna”?

    NESSUN provvedimento.

    Inoltre il card. Bagnasco, in quanto Presidente della Cei, nel 2014 ha ribadito che i VESCOVI NON HANNO OBBLIGO DI DENUNCIA nei confronti dei sacerdoti che commettono abusi sessuali nei confronti dei minori, secondo le Linee Guida emanate dalla Conferenza Episcopale stessa.

    Tutto questo è in linea con del dichiarazioni della “tolleranza zero” del Pontefice?

    Ricordiamo infine il caso dell’Istituto Provolo: qui i sacerdoti coinvolti sono numerosi, nel 2015 in un incontro con le vittime, venne consegnata direttamente nelle mani di papa Francesco una missiva contenente i nomi di 14 sacerdoti accusati di abusi, tra qui quello di don Nicola Corradi. In questo caso fu proprio papa Francesco a non intervenire.

    Il sacerdote è stato arrestato nel novembre del 2016.

    Zanardi

  • Ex vittima di un prete accusa il Papa: «Perchè ha fatto scadere la Commissione anti abusi?»

    Ex vittima di un prete accusa il Papa: «Perchè ha fatto scadere la Commissione anti abusi?»

    di Franca Giansoldati
    CITTA’ DEL VATICANO – Marie Collins stavolta punta il dito contro Papa Francesco per avere fatto scadere la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori senza avere ancora provveduto a rinnovarla e a nominare nuovi membri. Collins è una mite signora irlandese, abusata da un prete quando aveva 13 anni, e da anni impegnata in una complicata battaglia perchè la Chiesa possa dotarsi al suo interno di una maggiore consapevolezza di questa piaga, a cominciare dai danni che subiscono per sempre i bambini abusati. Nel 2014 fu chiamata a fare parte della Pontificia Commissione (scaduta il 17 dicembre) ma poi da quell’incarico si è dimessa con una lunga scia di polemiche dopo avere misurato troppe omissioni da parte della struttura centrale della curia. Marie Collins chiedeva venisse istituito una specie di tribunale per i vescovi  insabbiatori, coloro che avevano dato copertura ai preti pedofili per evitare scandali (un po’ quello che aveva fatto il cardinale Law a Boston).

    «Al momento la Commissione è solo sulla carta, un nome vuoto, perchè di fatto non è stato ancora nominato nessun membro» dice attraverso Twitter. Il Papa alla fine di dicembre ha assicurato il cardinale O’Malley, presidente della Commissione, che la struttura avrebbe continuato a lavorare come prima. Padre Hans Zoellner, il gesuita della Gregoriana in prima linea sul tema degli abusi, ripete che le nomine sono ancora al vaglio e che la struttura continuerà il lavoro di sempre. Chi ne farà parte resta un mistero e padre Zollner non si vuole sbilanciare. Di fatto la Commissione voluta da Bergoglio come simbolo del cammino fatto in merito alla tolleranza zero comincia a fare riflettere. Prima dell’addio della Collins un’altra vittima, Peter Saunders aveva sbattuto la porta e se ne era andato polemicamente accusando persino Papa Francesco di avanzare lentamente e senza troppa convinzione.

    A puntare il dito sulla anomalia di questa importante Commissione lasciata scadere senza un immediato rinnovo dal Papa è un’altra vittima di abusi che, in Italia, ha dato vita alla associazione Rete l’Abuso. In una lettera aperta Francesco Zanardi giudica la Commissione istituita nel 2013 una specie di specchietto per le allodole «utile ad alleggerire quello che nel 2014 sarebbe stato il pesantissimo rapporto della Commissione ONU per la tutela del fanciullo, alla quale la Santa Sede avrebbe dovuto rispondere lo scorso primo settembre».

    L’Associazione Rete l’Abuso lamenta poi che in Italia non tutte le diocesi e le parrocchie hanno avviato programmi per la formazione di personale ecclesiastico aggiungendo che vi sarebbero anche casi che fanno discutere. «Come per esempio il caso di un sacerdote di Palermo, don Turturro che scontata la pena civile la scorsa estate è stato reintegrato nella sua diocesi e ora predica e dice messa normalmente».

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_abusi_pedofilia_preti_marie_collins_pontificia_commissione_vittime_preti-3465302.html
  • Trapani, abusi su minorenni per cacciare il diavolo: condannato un ex pastore evangelico

    Trapani, abusi su minorenni per cacciare il diavolo: condannato un ex pastore evangelico

    L’uomo, in passato ministro della chiesa pentecostale di Marsala, dovrà scontare 4 anni e 2 mesi. Va ai domiciliari

    Salvatore Lipari, 67 anni, di Trapani, ex pastore della Chiesa evangelica pentecostale di Marsala, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione dal Gup di Marsala Francesco Parrinello per abusi sessuali nei confronti di alcune ragazze minorenni che frequentavano il luogo di culto. Processato con rito abbreviato, è agli arresti domiciliari.

    Alla base del procedimento sono le denunce di alcuni genitori con le quali le minori si erano confidate. “Siete possedute da spiriti maligni – diceva alle giovani – ma con le mie mani io vi libererò. Avete il diavolo tra le gambe”. E con questa scusa, ne avrebbe abusato sessualmente per anni delle sue vittime: dal 2009 al 2015. Per “liberarle” le avrebbe palpeggiate facendo credere loro che quelle “pratiche” fossero “necessarie” per scacciare il “maligno”. Abusando, tra l’altro, secondo gli investigatori,

    “del suo ruolo di guida religiosa nell’ambito della comunità evangelica”, il cui tempio è a Marsala. A conferma delle ipotesi d’accusa ci sono anche alcune intercettazioni telefoniche. Il gup Parrinello ha condannato Lipari anche al risarcimento dei danni: 30 mila euro per i familiari costituitisi parti civili e 7500 per le vittime. Per l’imputato il pm Niccolò Volpe aveva chiesto 8 anni di carcere, ma il giudice ha escluso alcune aggravanti.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/12/21/news/trapani_abusi_per_cacciare_il_diavolo_condannato_un_ex_pastore_evangelico-184811437/

  • “Violenza sessuale sui migranti”  Condanna annullata a don Librizzi

    “Violenza sessuale sui migranti” Condanna annullata a don Librizzi

    PALERMO – Senza annullata. Processo da rifare per don Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani. Lo ha deciso la Cassazione accogliendo il ricorso degli avvocati Donatella Buscaino e Vincenzo Lo Re.

    La Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna a 9 anni di reclusione per le accuse di concussione e violenza sessuale.Librizzi, arrestato nel giugno 2014 e sospeso da ogni incarico, nella qualità di membro del comitato per il riconoscimento dello status di rifugiato politico avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio del visto.

    Dalle indagini della sezione di polizia giudiziaria della Forestale presso la Procura sarebbero emersi una quindicina di casi. I legali hanno sempre sostenuto che i rapporti sono consensuali, come emergeva dalle stesse intercettazioni ambientali. Così come hanno contestato la qualificazione del reato di concussione. Adesso dovrà essere celebrato un nuovo processo di appello. Librizzi si trova detenuto agli arresti domiciliari.

    http://livesicilia.it/2017/12/15/violenza-sessuale-prete-librizzi-migranti-trapani-caritas_915426/

  • “Abusi sessuali su minori”, la Cassazione non decide sull’ex prete

    “Abusi sessuali su minori”, la Cassazione non decide sull’ex prete

    Rimesso tutto alle sezioni unite penali della Suprema Corte. Davide Mordino è stato condannato, in primo grado e in appello, a 9 anni e 8 mesi di reclusione

    La terza sezione della Cassazione non decide su Davide Mordino, l’ex parroco della basilica di San Calogero, a Sciacca, di 46 anni, condannato in primo grado e in appello a 9 anni e 8 mesi di reclusione, accusato di atti sessuali con minori, e rimette tutto alle sezioni unite penali della Suprema Corte. Lo riporta oggi il Giornale di Sicilia. Il ricorso contro la sentenza di condanna è stato presentato dalla difesa di Mordino, rappresentata dagli avvocati Antonino Agnello e Giovanni Aricò, i quali hanno eccepito la nullità della fase delle indagini preliminari e il giudizio di primo grado oltre a vizi di motivazione della sentenza della Corte di Appello di Palermo. Mordino si trova ai domiciliari. Adesso l’ordinanza della terza sezione sarà depositata alle sezioni unite della Cassazione che dovranno fissare un’udienza pubblica per la discussione. Se ne riparlerà il prossimo anno.

    Davide Mordino ha lasciato la basilica di San Calogero, a Sciacca, pochi giorni prima del Natale 2009, ed arrestato a luglio del 2012. Prima il carcere e poi i domiciliari. Con quattro minori all’epoca dei fatti, secondo l’accusa, avrebbe compiuto atti sessuali, con altri due avrebbe tentato, ma non ci sarebbe riuscito. L’ex sacerdote ha sempre respinto le accuse, già dall’interrogatorio di garanzia. Un complotto contro l’ex sacerdote, un’azione da parte di giovani appartenenti allo stesso gruppo affinché andasse via da Sciacca. È stata questa la linea difensiva ribadita anche davanti ai giudici della terza sezione della Corte di Appello di Palermo dai difensori di Mordino, che poi hanno chiesto l’annullamento della sentenza alla Corte di Cassazione.

    Nel processo di primo grado, al tribunale di Sciacca, il sostituto della Dda Alessia Sinatra aveva chiesto la condanna di Mordino a 15 anni di reclusione.

    http://sciacca.agrigentonotizie.it/abusi-sessuali-su-minori-la-cassazione-non-decide-sull-ex-prete.html

  • Palermo, sesso con minori: ex prete condannato in Cassazione

    Palermo, sesso con minori: ex prete condannato in Cassazione

    Aldo Nuvola fu parroco di Regina Pacis. Deve scontare circa tre anni. Si è costituito al carcere di Perugia

    La Cassazione ha confermato la condanna di appello a cinque anni e dieci mesi per aver avuto rapporti sessuali con minori. Aldo Nuvola, sospeso a divinis dopo l’arresto, ex parroco di Regina Pacis, si è presentato questa mattina al carcere di Perugia per scontare un residuo di pena di circa tre anni. Fino a ieri Nuvola era libero e viveva in Umbria. Le relazioni del sacerdote con giovani provenienti dai quartieri più poveri di Palermo vennero fuori nel corso dell’indagine sull’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo, ucciso il 24 aprile del 2013.

    I carabinieri intercettarono una telefonata tra il diciassettenne arrestato per il delitto e il prete. I due avrebbero avuto una relazione. Il minorenne chiamò Aldo Nuvola pochi minuti dopo l’assassinio. Interrogato dai carabinieri, il ragazzo confessò i suoi rapporti col sacerdote che venne intercettato. Da qui la scoperta del giro di prostituzione minorile che Aldo Nuvola frequentava.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/12/02/news/sesso_con_minori_ex_prete_condannato_in_cassazione-182829016/

  • “Abusò di tre bambini della parrocchia”. Definitiva la condanna per don Elice

    “Abusò di tre bambini della parrocchia”. Definitiva la condanna per don Elice

    Per quattro anni ha abusato di tre bambini della sua parrocchia. Tutto cominciò al pellegrinaggio a Medjugorje. I piccoli avevano 9,11 e 13 anni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per don Roberto Elice, a sei anni e quattro mesi. Fino al novembre 2014, il sacerdote era il parroco della Chiesa Maria Santissima Assunta di via Perpignano. Pesante la contestazione che gli è stata mossa, ribadita dall’avvocato Antonella Arcoleo, che si è costituita parte civile in rappresentanza di uno dei minori.

    Già nell’ottobre 2014, don Roberto aveva informato dei suoi problemi la Curia, il cardinale Paolo Romeo lo aveva subito sostituito, evidentemente cogliendo la gravità della situazione. Ma nessuna segnalazione, nessuna denuncia, è mai partita dal Palazzo Arcivescovile in direzione della procura, che già indagava sul sacerdote dal mese di aprile del 2014, da quando una donna, la mamma dei fratellini di 9 e 11 anni, aveva raccolto il drammatico racconto di uno di loro. Mesi difficili per i poliziotti della sezione minori della squadra mobile, che cercavano riscontri al racconto dei fratellini. Scavando nelle

    ferite di quella parrocchia, i poliziotti, dopo i due fratellini, hanno scoperto che pure un altro ragazzino aveva subito. Oggi è maggiorenne. La sua deposizione ha aperto un altro scenario drammatico. Don Roberto gli aveva regalato un telefonino per comprare il suo silenzio.

    “Una scelta coraggiosa – dice l’avvocato Arcoleo – è stata quella dei genitori che si sono costituiti parte civile. Una scelta di grande forza, per arrivare alla verità”.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/15/news/_abuso_tre_bambini_della_parrocchia_definitiva_la_condanna_per_don_elice-181209486/?refresh_ce