Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Palermo

  • Detenzione di materiale pedopornografico, indagato prete di Marsala

    Detenzione di materiale pedopornografico, indagato prete di Marsala

    Detenzione di materiale pedo-pornografico. È l’ipotesi di reato per la quale è indagato un anziano prete di Marsala. L’uomo, fino a domenica scorsa, quando ha comunicato ai fedeli la decisione di dimettersi, era parroco in una chiesa di periferia. Due settimane fa, la polizia, su mandato della procura distrettuale di Palermo, ha effettuato una perquisizione in canonica e altri locali della chiesa. «La perquisizione, però – ha spiegato all’Ansa l’avvocato Stefano Pellegrino, legale del parroco – non ha dato alcun esito. Non sono state trovate né foto di minori, né di nudi. Ritengo, perciò, che si vada verso l’archiviazione. Alla base dell’indagine ci sarebbe un’informazione confidenziale».

    http://www.palermomania.it/news.php?detenzione-di-materiale-pedopornografico-indagato-prete-di-marsala&id=85460#sthash.x6GI8TmJ.dpuf

  • Padre Genna e gli altri. I preti nei guai a Marsala e Trapani

    Padre Genna e gli altri. I preti nei guai a Marsala e Trapani

    Padre Nicolò Genna, il noto sacerdote della chiesa dell’Addolorata, a Marsala, indagato per detenzione di materiale pedopornografico (la notizia l’abbiamo data ieri)  è sicuro di poter chiarire tutto, e a breve, con la Procura di Palermo, che ha in mano le indagini. Il prete, rappresentato dall’avvocato Stefano Pellegrino, ha subito una perquisizione domiciliare qualche settimana fa, che ha creato non poco trambusto nella popolosa contrada marsalese dove il sacerdote vive. Ma è tranquillo e certo di poter chiarire tutto con gli organi inquirenti, anche se, nel frattempo ha rimesso al Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero il suo “mandato” decennale nella chiesa dell’Addolorata, retta pro tempore da un altro sacerdote inviato dalla Curia.

    Padre Genna  è solo l’ultimo di una serie di prelati a Marsala e Trapani che hanno avuto o hanno a che fare con la giustizia, e spesso per reati di tipo sessuale. Il caso più emblematico è quello a Marsala di Don Vito Caradonna. L’ex parroco di San Leonardo soffriva di ludopatia, spendendo un sacco di soldi in Gratta & Vinci, e, dopo aver chiesto prestiti un po’ in giro ai sacerdoti marsalesi, avrebbe anche raggirato un suo parrocchiano, secondo l’accusa di un processo in corso a Marsala. Ma Don Vito Caradonna è stato condannato, con sentenza confermata in Appello, per tentata violenza sessuale nei confronti di un uomo. I  fatti risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete era stato un uomo di 37 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa per prendere un caffè e che mentre era “stordito” (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di abusarne sessualmente. All’uomo che ha accusato il prete, il Tribunale di Marsala riconobbe un risarcimento danni di 25 mila euro.

    A Trapani, invece, ha suscitato gran clamore la vicenda di Don Sergio Librizzi, arrestato e poi condannato per violenza sessuale. Don Librizzi, arrestato nel Giugno del 2014, era direttore della Caritas, e avrebbe abusato sessualmente di richiedenti asilo e giovani immigrati. Librizzi è stato condannato a nove anni di reclusione per i reati di concussione e violenza sessuale. In cambio di agevolazioni nell’ottenimento della documentazione, Librizzi avrebbe chiesto, e ottenuto, favori di tipo sessuale da alcuni migranti. L’accusa aveva proposto una condanna a 10 anni, mentre la difesa, rappresentata dal legale Donatella Buscaino, aveva chiesto l’assoluzione affermando “che in molti casi sono stati i migranti stessi a proporsi per ottenere vantaggi dalla posizione di Librizzi”. Il gup ha dichiarato Librizzi interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e interdetto in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno. L’imputato è stato condannato al risarcimento dei danni, liquidati in somme che vanno dai 2mila ai 30mila euro, in favore del Comune di Trapani e dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione.

    Ma i casi nel tempo sono tanti. A Custonaci Mons. Angelo Mustazza, sacerdote trapanese accusato di atti di libidine e induzione alla prostituzione nei confronti di alcune minorenni (ragazzine di dodici anni) è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione con il patteggiamento. Qui la cosa grave è che anni dopo Mustazza lo troviamo sacerdote nella chiesa di Purgatorio, frazione di Custonaci, come se nulla fosse accaduto…

    Più recente è la condanna a nove  anni di carcere emessa nel 2014 dal Tribunale di Marsala per un ex frate originario di Pantelleria, il 39enne Biagio Alberto Almanza, accusato di violenza sessuale su un minore. La storia la raccontiamo qui.

    Più in generale, in Italia sono innumerevoli i casi di preti pedofili che sono stati insabbiati: la denuncia è della rete “L’Abuso”, che riunisce le vittime dei preti pedofili. Una denuncia con tanto di mappa dettagliata di tutta la Penisola. Caso per caso, desta impressione la mappa degli abusi sessuali commessi in Italia dai membri del clero. La rete fondata Francesco Zanardi raggruppa tutti i casi noti, quelli giunti al terzo grado di giudizio, quelli attualmente in corso e quelli di cui non si è più saputo nulla.  In tutto si tratta di quasi 200 casi, di cui circa 120 con condanne ormai definitive.

    Potete vedere la mappa disegnata dalla rete “L’Abuso” a questo link, o sotto questo articolo. Raggruppa solo i casi di violenza sessuale su minori. L’impatto è gia notevole, ma se si ingrandisce con il mouse e si allarga la cartina i casi sono molti di più di quelli che sembrano ad un primo impatto. Infatti alcuni casi sono avvenuti nella stessa località o in una zona limitrofa. In ROSSO tutti i casi di condanna in 3°grado, reo confessi o coloro che hanno patteggiato. In GIALLO invece abbiamo raggruppato tutti i casi attualmente in attesa di giudizio e quelli di cui non si è più saputo nulla. In NERO i casi di sacerdoti indagati all’estero e nascosti in Italia.

    http://www.tp24.it/2016/08/04/cronaca/padre-genna-e-gli-altri-i-preti-nei-guai-a-marsala-e-trapani/102314

  • Deteneva materiale pedopornografico, indagato prete di Marsala

    Deteneva materiale pedopornografico, indagato prete di Marsala

    Perquisita l’abitazione e i locali della chiesa. Il vescovo di Mazara del Vallo ha nominato un amministratore parrocchiale

    Un sacerdote marsalese e’ indagato dalla Procura di Palermo per detenzione di materiale pedopornografico. Si tratta di don Nicolo’ Genna, parroco della chiesa Maria SS. Addolorata di Marsala. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno perquisito l’abitazione e i locali della chiesa acquisendo del materiale. L’indagine nasce da alcune denunce anonime che riguarderebbero il meccanismo delle adozioni a distanza. Il parroco ha gia’ rimesso il proprio incarico dinanzi al vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, che ha nominato un amministratore parrocchiale.

    http://www.nuovosud.it/43238-cronaca-trapani/deteneva-materiale-pedopornografico-indagato-prete-di-marsala

  • Palermo, “abusi su due fratellini”: condanna a sei anni e quattro mesi per don Elice

    Palermo, “abusi su due fratellini”: condanna a sei anni e quattro mesi per don Elice

    PALERMO. Sei anni e quattro mesi per don Roberto Elice, l’ex sacerdote palermitano accusato di aver abusato di due fratelli di 13 e 15 anni. Arriva la condanna, come riportato nelle pagine del Giornale di Sicilia oggi in edicola, per Elice che era stato arrestato dalla polizia nel mese di febbraio mentre si trovava a Roma, dopo oltre un anno di indagini.

    I ragazzini hanno raccontato che tutto sarebbe cominciato durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Il sacerdote, parroco nella chiesa di Maria Santissima Assunta, si offrì di pagare il viaggio ai due fratelli. Le molestie sarebbero poi continuate anche al ritorno in città.

    A scoprire degli abusi fu la madre dei due fratelliniche lo denunciò nel 2014, dopo essere riuscita a farlo confessare in chat. A quel punto, la donna andò dagli investigatori raccontando le confidenze raccolte dai figli. Don Roberto li avrebbe molestati sessualmente più volte. Le indagini hanno poi permesso di individuare un’altra vittima. Agli atti anche una conversazione, via chat, tra il sacerdote e una parrocchiana nella quale il prete confessava quanto aveva fatto in un momento di debolezza, durante un pellegrinaggio.

    Dopo essere finito il manette, il prete confessò tutto. “Mi sono autodenunciato alla Curia a novembre del 2014”, ha detto al gip. La Curia, dopo la confessione, ha trasferito il prete a Roma in una struttura per sacerdoti con problemi, l’ha sospeso a divinis e ha avviato un procedimento penale canonico a suo carico.

    http://palermo.gds.it/2016/06/11/palermo-abusi-su-due-fratellini-condanna-a-sei-anni-per-don-elice_524436/

  • Atti sessuali con l’ex alunna minorenne, arrestato prof di religione a Palermo

    Atti sessuali con l’ex alunna minorenne, arrestato prof di religione a Palermo

    L’insegnante ha 47 anni e lavora alle superiori. Il rapporto scoperto dai genitori grazie ai messaggi sul telefonino

    Arrestato a Palermo un professore di religione che avrebbe avuto rapporti sessuali, definiti “circoscritti”, con una sua ex alunna minorenne. All’alba la polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare (arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico) disposta dal gip. L’insegnante ha 47 anni e lavora in un istituto superiore del capoluogo siciliano. Gli indizi sono stati raccolti dagli agenti della squadra mobile e dalla sezione reati sessuali, nel corso dell’indagine coordinata dalla procura.

    A scoprire la relazione tra il professore – che insegna in un istituto religioso di Palermo – e la ragazzina di 14 anni, sono stati i genitori della studentessa, che sul telefonino della figlia hanno trovato messaggi inequivocabili. I due si incontravano fuori dalla scuola. Gli agenti della squadra mobile hanno pedinato l’ uomo per

    verificare quanto denunciato dai familiari della ragazzina.

    Le investigazioni e il racconto dell’alunna hanno fatto scattare l’arresto. Il professore aveva molto ascendente sui ragazzi e negli anni aveva ottenuto numerosi attestati per il lavoro svolto con gli studenti. Poi è venuta fuori la relazione che ha causato un vero cataclisma nella vita dell’insegnante, sposato e con figli. Dopo aver saputo della denuncia, l’insegnante sarebbe caduto in depressione.

    https://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/31/news/atti_sessuali_con_l_ex_alunna_minorenne_arrestato_prof_di_religione_a_palermo-140986737/

  • Sesso con minori, Don Nuvola:  ”Ho fatto soffrire, scusatemi”

    Sesso con minori, Don Nuvola: ”Ho fatto soffrire, scusatemi”

    Avrebbe adescato diversi minorenni avendo con loro dei rapporti sessuali in cambio di denaro e piccoli regali, come sigarette e ricariche telefoniche.
    La vicenda a Palermo aveva suscitato grande sconcerto: un prelato che faceva sesso con i ragazzini.

    Si tratta di Don Aldo Nuvola, ex parroco – è stato sospeso a divinis – della chiesa Regina Pacis.
    Per la prima volta ieri, l’uomo, ha preso la parola davanti ai giudici della seconda Corte d’Appello. Per lui è stata chiesta la conferma della condanna a sei anni di reclusione, già inflitta in primo grado con il rito abbreviato.

    “Ho fiducia nella giustizia – ha detto Nuvola – e sono caduto nel peccato solo negli ultimi anni della mia vita”.
    L’ inchiesta su Nuvola nacque da un’ altra indagine, quella legata all’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo, al Teatro del Sole, alla fine di aprile del 2013. Un ragazzo che allora aveva 17 anni si consegnò e confessò di essere stato l’ autore del delitto (ha poi ritrattato ed è stato assolto in primo ed in secondo grado).
    La prima chiamata dell’ adolescente dopo l’ omicidio sarebbe stata diretta proprio a padre Nuvola, col quale avrebbe avuto dei rapporti sessuali. Da qui partirono le intercettazioni che portarono i sostituti procuratori Gery Ferrara e Claudio Camilleri a scoprire altre tre presunte vittime delle morbose attenzioni del prete.

    L’imputato avrebbe anche inviato ai ragazzini degli sms inequivocabili. Approfittando della loro condizione di disagio e povertà, li avrebbe convinti a fare sesso con lui dietro la promessa di una ricompensa.
    Dopo le intercettazione l’allora prete era stato subito arrestato.

    A maggio del 2014, pochi mesi prima della sentenza di primo grado, per l’ ex parroco erano scaduti i termini di custodia cautelare e, anche alla luce di una pronuncia della Cassazione sul reato di induzione alla prostituzione minorile, i suoi legali (gli avvocati Nino Caleca e Mario Zito) avevano chiesto ed ottenuto la sua scarcerazione.
    In primo grado, il 14 luglio del 2014, Nuvola era stato condannato a sei anni di reclusione con il rito abbreviato dal gup Riccardo Ricciardi. Il giudice aveva anche riconosciuto delle provvisionali da diecimila euro ciascuna alle quattro presunte vittime, che si erano costituite parte civile nel processo.

    Ieri Nuvola ha replicato alla requisitoria con le sue scuse “a tutti quelli che ho fatto soffrire e chi mi hanno voluto bene”. Il processo è stato rinviato all’ 11 luglio.

    http://palermo.blogsicilia.it/sesso-con-minori-don-nuvola-ho-fatto-soffrire-scusatemi/337392/

  • Abusò di una adolescente, prete condannato a 5 anni e mezzo

    Abusò di una adolescente, prete condannato a 5 anni e mezzo

    Una storia torbida e triste, che vede protagonista una adolescente che cercava una guida spirituale, trovando invece un abusatore sessuale. E’ stata confermata nel secondo grado di giudizio la colpevolezza del sacerdote originario di Pollina Paolino Marchese, 51 anni, che abusò di una tredicenne che frequentava la sua parrocchia di Aliminusa.

    La terza sezione della Corte d’appello lo ha condannato a 5 anni e mezzo di reclusione, con uno sconto dunque di pena di sei mesi rispetto alla condanna di primo grado che era arrivata il 20 luglio scorso a seguito del processo con rito abbreviato.

    I giudici hanno accolto le richieste della Procura generale e solo in minima parte le tesi degli avvocati Vincenzo Lo Re e Massimo Solaro. Nel processo la vittima era parte civile: la rappresentava l’avvocato Jessica Pasquale.

    Come riporta il Giornale di Sicilia, in appello il collegio presieduto da Raimondo Loforti, a latere Mario Conte e il relatore Filippo Messana, ha ritenuto assorbiti due capi d’ imputazione e ha condannato l’ imputato (che è agli arresti domiciliari) per atti sessuali con minorenne. La vittima aveva infatti meno di 14 anni, quando cominciarono i rapporti col prete, nel 2008, e in questi casi la violenza è sempre presunta.

    La frequentazione tra il sacerdote e la ragazzina era iniziata quando quest’ultima aveva manifestato l’intenzione di farsi suora, frequentando assiduamente la parrocchia di Aliminusa e intrattenendo lunghe conversazioni con il prete.

    Ora don Marchese dovrà pure risarcire il danno alla «persona offesa», oggi maggiorenne, e ai familiari, pure loro parte civile e rappresentati dagli avvocati Paolo Grillo e Domenico Dolce.

    La ragazza raccontò gli abusi subiti solo diversi anni dopo, quando si era trasferita a Roma e aveva conosciuto una psicologa con la quale si era confidata. Oltre che con la psicologa, la ex ragazzina, ormai divenuta una giovane,  aveva parlato con un maresciallo donna della compagnia di Termini Imerese. In due successive deposizioni aveva ricostruito le origini della sua relazione col prete, che, con la scusa di aiutarla nel suo percorso vocazionale, l’aveva sostanzialmente plagiata, portandola in parrocchia quando non c’ era nessuno per abusare di lei. Due delle violenze sarebbero state consumate anche quando padre Marchese era stato trasferito a Pollina. E l’ ultimo abuso risalirebbe a quando la vittima aveva 16 anni.

    http://palermo.blogsicilia.it/abuso-di-una-adolescente-prete-condannato-a-5-anni-e-mezzo/335768/

  • Parroco accusato di pedofilia  A giugno Don Elice a processo

    Parroco accusato di pedofilia A giugno Don Elice a processo

    Inizia il processo per Don Roberto Elice l’ex parroco della chiesa Maria Santissima Assunta di via Perpignano a Palermo, accusato di aver abusato di almeno tre ragazzini che frequentavano la sua chiesa: due fratellini ed un terzo ragazzo ora maggiorenne.

    Don Roberto comparirà davanti al gup Sergio Ziino per un giudizio immediato chiesto e ottenuto dalla procura che salta, dunque, la fase preliminare ritenendo di avere tutte le prove necessarie per sostenere l’ accusa.

    Il legale dell’ ex parroco, l’ avvocato Mario Zito, ha chiesto che il processo, in aggiunta, si svolga con il rito abbreviato. In caso di condanna, dunque, il parroco avrà diritto allo sconto di un terzo della pena.

    Don Elice venne arrestato il 2 febbraio a Roma in una casa di cura per preti dove la curia lo aveva ‘relegato’ dopo le accuse nei suoi confronti. La denuncia riguarda il rapporto fra il parroco con due fratelli di 13 e 15 anni, che frequentavano la chiesa, dei quali avrebbe abusato con baci, abbracci e carezze intime. Ci sarebbe una terza vittima che nel frattempo è, però, diventato maggiorenne.

    I presunti abusi sarebbero avvenuti tra l’estate e l’autunno del 2014, non solo durante un pellegrinaggio a Medjugorje, ma anche in casa dei due fratelli. L’ inchiesta era scattata dopo la denuncia della madre dei due ragazzini che, attraverso una serie di messaggi, aveva anche raccolto una sorta di confessione via whatsapp del parroco.

    La difesa non tenta di negare le accuse, lui stesso ha ammesso durante l’interrogatorio di garanzia confermando che aveva già informato i suoi superiori ecclesiastici del suo ‘non riuscire a controllarsi’ e per questo era stato rimosso dall’incarico ed  inviato a Roma in casa di cura.

    Alla luce delle prove e delle conferme dell’indagato la procura ha ottenuto il giudizio immediato. Il processo è fissato per il prossimo 10 giugno.

    http://palermo.blogsicilia.it/parroco-accusato-di-pedofilia-a-giugno-don-elice-a-processo/334621/

  • Abusi su minori, chiesto giudizio immediato per don Elice

    Abusi su minori, chiesto giudizio immediato per don Elice

    Il prete di 40 anni è stato arrestato dalla polizia mentre si trovava a Roma, dopo oltre un anno di indagini

    PALERMO. Dopo la confessione di don Roberto Elice, il prete accusato di aver abusato di due fratelli di 13 e 15 anni e di un altro minore, la Procura ha deciso di chiedere il giudizio immediato per l’ex parroco palermitano. L’evidenza della prova ha fatto propendere il procuratore aggiunto Salvatore De Luca e il sostituto Claudio Camilleri per questo rito. Adesso la palla passa al gip che dovrà decidere se ci sono gli elementi necessari a procedere con l’immediato. Elice, 40 anni, è stato arrestato dalla polizia mentre si trovava a Roma, dopo oltre un anno di indagini.

    Secondo il racconto dei ragazzini, tutto sarebbe cominciato durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Il sacerdote, parroco nella chiesa di Maria Santissima Assunta, si offrì di pagare il viaggio ai due ragazzini. Le molestie sarebbero poi continuate anche al ritorno in città. A scoprire degli abusi fu la madre dei due fratellini che lo denunciò nel 2014, dopo essere riuscita a farlo confessare in chat. A quel punto, la donna è andata dagli investigatori e ha raccontato le confidenze raccolte dai figli. Don Roberto li avrebbe molestati sessualmente più volte. Le indagini hanno poi permesso di individuare un’altra vittima. Agli atti anche una conversazione, via chat, tra il sacerdote e una parrocchiana nella quale il prete confessava quanto aveva fatto in un momento di debolezza, durante un pellegrinaggio.

    Dopo essere finito il manette, il prete ha confessato tutto. “Mi sono autodenunciato alla Curia a novembre del 2014”, ha detto al gip. La Curia, dopo la confessione, ha trasferito il prete a Roma in una struttura per sacerdoti con problemi, l’ha sospeso a divinis e ha avviato un procedimento penale canonico a suo carico. Dopo l’arresto, ci fu anche una polemica tra l’ex cardinale di Palermo Paolo Romeo e chi si chiedeva come mai la Curia non fosse andata dagli inquirenti. “Non spettava a me – ha detto Romeo – denunciare don Roberto. Abbiamo subito contattato la madre dei bambini informandola del suo diritto-dovere di denunciare. Ci disse che l’aveva già fatto. Noi abbiamo seguito le regole del diritto canonico. Ci siamo offerti anche di sostenere economicamente la mamma dei bambini”.

    http://palermo.gds.it/2016/03/01/abusi-su-minori-chiesto-giudizio-immediato-per-don-elice_481534/

  • Pedofilia, sacerdote di Palermo arrestato a Roma

    Pedofilia, sacerdote di Palermo arrestato a Roma

    di SALVO PALAZZOLO

    Violenza sessuale su tre minori. Con questa accusa la squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti ha arrestato un sacerdote di Palermo, Roberto Elice. Fino a novembre 2014 il sacerdote operava nella parrocchia di Maria Santissima Assunta in via Perpignano. Gli investigatori lo hanno arrestato a Roma. A far scattare l’inchiesta, coordinata dal pm Claudio Camilleri, sono state le denunce di alcune mamme. In particolare, le indagini avrebbero fatto emergere che due fratelli di 13 e di 15 anni erano stati vittime di violenza sessuale da parte del parroco: gli episodi sarebbero cominciati in occasione di un pellegrinaggio e  sarebbero poi continuati in periodi successivi anche nell’abitazione dei due ragazzi. L’arcivescovo Corrado Lorefice ha chiesto perdono e ha espresso solidarietà alle vittime delle violenze. Le indagini, coordinate dalla  Procura, si sono avvalse di alcune testimonianze ed hanno permesso di ricostruire un’altra vicenda, avvenuta qualche tempo prima, di abusi sessuali ai danni di una terza vittima, oggi maggiorenne.

    “Gli ho fatto troppo male nell’animo con i miei modi di amarlo e questo gli ha distrutto il cuore a poco a poco”, si confessava così don Roberto Elici, non nascondendo quanto aveva fatto e ammettendo su whatsapp con la madre di due delle vittime, le violenze imposte ai suoi figli.  L’accusa che gli contestano l’aggiunto Salvo De Luca e il pm Claudio Camilleri è pesantissima: violenza sessuale nei confronti di tre ragazzini. A denunciarlo, nel 2014, è stata la madre riuscita a farlo confessare in chat. La donna è andata dagli investigatori e ha raccontato le confidenze raccolte dai figli. Don Roberto li avrebbe molestati sessualmente più volte. Tutto sarebbe cominciato durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Il sacerdote, parroco nella chiesa di Maria Santissima Assunta, quartiere popolare nella zona sud della città, si offre di pagare il viaggio ai due ragazzini. La madre accetta e li fa partire.

    Alla polizia, a indagine già avviata, il ragazzino racconta che il sacerdote un pomeriggio in cui erano rimasti soli in stanza iniziò a toccarlo:” Io sono rimasto immobile, come paralizzato”. Sia lui che il fratello hanno ricordi precisi e dettagliati che coincidono con le “confessioni” che don Roberto fa alla madre. La donna gli scrive, dopo avere saputo dai figli quanto era accaduto. Cerca di capire cosa sia accaduto. Del sacerdote si fidava, tanto da consentire ai ragazzini di trascorrere molto tempo con lui. “In cinque diverse occasioni tutte distanti l’una dall’altra”, le conferma il parroco alludendo ai momenti in cui ha commesso le molestie. “I troppi abbracci e il desiderio di ricevere affetto l’hanno fatto entrare nel caos – scrive alla donna riferendosi a uno dei suoi figli – e a me hanno fatto perdere la bussola”.
    Ma in parrocchia che qualcosa non andasse si diceva da tempo.

    Tanto che quando il pm ha fatto sentire dalla polizia i fedeli che frequentavano la chiesa, non solo ha trovato conferma ai primi sospetti, ma ha anche scoperto un altro abuso. La terza vittima, ora maggiorenne, sarebbe stata avvicinata e molestata con le stesse modalità. Con gli investigatori il ragazzo, sentito mesi fa, ha ammesso tutto. “E’ vero – ha detto – Ma lasciate che dimentichi”. L’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, appresa la vicenda, si è scusato e ha espresso “forte dolore perché il fatto, oltre a ferire la società umana, deturpa – ha scritto in una nota – il volto di tutta la comunità ecclesiale e in special modo dei tanti presbiteri che quotidianamente e in modo silenzioso lavorano con dedizione e generosità sul territorio diocesano per il bene degli uomini e delle donne loro affidati”.

    “Il nostro pensiero e la nostra vicinanza

    vanno alle presunte vittime, alla famiglia e alla comunità cristiana che subisce questa grave e tristissima vicenda”, commenta Don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter Onlus. “Ascoltiamo e proteggiamo le presunte vittime di questo sacerdote. Possa il corso della giustizia fare sempre più chiarezza, anche da un punto di vista canonico. Gli atti sessuali su minori sono come le ‘messe nere’, sono contro la vita e non sono amore”, conclude.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/02/02/news/pedofilia_sacerdote_di_palermo_arrestato_a_roma-132548934/?rss