La “rivolta” delle mamme di Montù Beccaria, in provincia di Pavia, contro don Silverio Mura, ex parroco di Ponticelli accusato di pedofilia da Diego Esposito e altre vittime. E’ passato molto tempo dai fatti e i reati sono prescritti, tuttavia è in corso un procedimento civile. La Chiesa di Napoli aveva archiviato il caso, recentemente riaperto dal Vaticano. Intanto, però, nonostante le pesanti accuse e anche le “prove” a supporto portate da Diego Esposito, tra le quali un video nel quale il prete non smentisce di aver abusato di lui da bambino, il caso resta senza giustizia e don Mura, fino a qualche mese fa, si trovava ad amministrare i sacramenti e persino a fare catechismo ai bambini sotto falso nome, nel comune in provincia di Pavia. Dopo aver scoperto l’inganno, don Mura si è allontanato da lì ma non si sa dove sia. La lettera delle madri alle istituzioni ecclesiastiche, tra le quali proprio la Curia di Napoli, chiede proprio perché ci sia questa protezione verso questo religioso e si chiede dove sia adesso.
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Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: “Faceva catechismo ai bimbi”
La “rivolta” delle mamme di Montù Beccaria, in provincia di Pavia, contro don Silverio Mura, ex parroco di Ponticelli accusato di pedofilia da Diego Esposito e altre vittime. E’ passato molto tempo dai fatti e i reati sono prescritti, tuttavia è in corso un procedimento civile. La Chiesa di Napoli aveva archiviato il caso, recentemente riaperto dal Vaticano. Intanto, però, nonostante le pesanti accuse e anche le “prove” a supporto portate da Diego Esposito, tra le quali un video nel quale il prete non smentisce di aver abusato di lui da bambino, il caso resta senza giustizia e don Mura, fino a qualche mese fa, si trovava ad amministrare i sacramenti e persino a fare catechismo ai bambini sotto falso nome, nel comune in provincia di Pavia. Dopo aver scoperto l’inganno, don Mura si è allontanato da lì ma non si sa dove sia. La lettera delle madri alle istituzioni ecclesiastiche, tra le quali proprio la Curia di Napoli, chiede proprio perché ci sia questa protezione verso questo religioso e si chiede dove sia adesso.
https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WvDbAuSw-eWOvji0
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Pedofilia nella Chiesa, Diego racconterà al Cardinal Sepe gli abusi subìti
Diego denuncia don Silverio di abusi sessuali da diversi anni
Racconterà al Cardinal Crescenzio Sepe gli abusi subiti per anni da ragazzino. Diego (il nome è di fantasia) vuole riaccendere la luce sui casi di pedofilia nella Chiesa. Partirà dalla sua testimonianza che lo ha portato a denunciare don Silverio. Lo farà la settimana prossima direttamente in Curia a Napoli, un passo importante nella sua battaglia che va avanti da diversi anni. Dopo il nostro servizio, era emerso che don Silverio aveva lasciato Napoli e si trovava al Nord, nel paese di Montù Beccaria, e faceva anche il catechista, sotto falso nome, come don Saverio Murra. Pochi giorni dopo aveva fatto perdere le sue traccce.
E’ stata la stessa Curia di Napoli che negli scorsi giorni ha lanciato un appello invitando chi è in possesso “di elementi utili a darne comunicazione” in modo da “proseguire e concludere l’indagine”.
Proprio Diego ha chiesto e ottenuto un incontro con il Cardinale Crescenzio Sepe che ha mantenuto il suo impegno preso qualche settimana fa (la foto è presa dal video del loro primo incontro). “Lo incontrerò la prossima settimana – spiega – Gli chiederò dove si trova ora quel prete, ma soprattutto perché continua a stare a contatto coi bambini”. Diego continua a combattere affinché sia fatta piena luce sulla sua vicenda che lo riporta a quando appena 13enne denuncia di aver subìto abusi da parte del suo insegnante di religione delle medie, don Silverio. Abusi sistematici con “rapporti sessuali completi, 2-3 volte la settimana per 3 anni e mezzo”.
Ne avevamo parlato a marzo, nel servizio di Pablo Trincia. Per avere le prove ha incontrato di nuovo il sacerdote, dopo 25 anni, e ha registrato tutto. Don Silverio (che oggi si fa chiamare anche don Saverio) non ha negato nulla, si è limitato a pregare.
In tutti questi anni di battaglia, Diego si è fatto sottoporre a perizie ed è stato ricoverato in psichiatria: “Ha messo in pericolo oltre 40 bambini. E’ una persona malata e non deve stare più a contatto coi più piccoli”.
Molti genitori di questi bambini hanno saputo di quest’ombra sul passato di don Saverio solo recentemente. Dopo che per anni ha operato a Montù Beccaria, in provincia di Pavia. Per questo hanno scritto una lunga lettera al cardinal Sepe. Chiedono verità e rassicurazioni. “Perché cercare in tutti i modi sempre e solo scappatoie pur di non fare chiarezza sull’accusa”, sottolineano le mamme. “Perché la Chiesa dimostra leggerezza e un atteggiamento ai nostri occhi schivo e non di premura, misericordia e trasparenza?”.
“Questa lettera la porterò con me dal cardinal Sepe ribadendogli che queste mamme hanno creduto nella chiesa”, conclude Diego. “Io sono l’esempio: chi denuncia un prete ha la vita rovinata”.
https://www.iene.mediaset.it/2018/news/pedofilia-chiesa-cardinal-sepe-abusi-minori_97617.shtml
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Lo scandalo dei preti pedofili: in autunno il processo civile, ma a Napoli nessuna denuncia
Il confronto fa una certa impressione. Mette in risalto la distanza. Mentre in questi giorni sono state accolte in Vaticano le tre vittime cilene invitate a Santa Marta dal pontefice per fare affiorare dal loro cuore tutto il dolore, la vergogna e l’emarginazione che in questi anni hanno dovuto subire, aiutandole nell’ascolto e soprattutto chiedendo loro scusa per il silenzio colpevole di tanti cardinali e vescovi che in Cile hanno taciuto o insabbiato casi di violenze da parte di un noto prete pedofilo, padre Karadima, a Napoli il cardinale Crescenzio Sepe – alle prese da anni con la vicenda terribile del parroco di Ponticelli finora si è limitato a un appello piuttosto generico. «Chi sa parli». Eppure si tratta di un caso che è stato riaperto dal Vaticano dopo che a Napoli si era steso sopra un velo.
Il cardinale ieri ha spiegato che le procedure relative all’indagine previa non hanno portato alla luce nuove vittime, che è stato riascoltato il sacerdote accusato ma che alla Cancelleria della diocesi non è giunta nessuna altra denuncia oltre a quella fatta anni addietro da Diego Esposito, il nome è di fantasia, il primo accusatore di don Silverio Mura. A febbraio Il Mattino aveva realizzato un’intervista raccogliendo la testimonianza di una seconda vittima, un altro ex bambino che negli anni Novanta abitava a Ponticelli. Aveva raccontato nei particolari l’incubo che aveva dovuto subire a causa di quel parroco che nel quartiere tutti rispettavano molto. L’identità della seconda vittima la avevamo indicata con due iniziali – G.S. – un altro nome di fantasia, utilizzato per il suo timore di uscire allo scoperto con la vera identità. A essere precisi più che il timore sembrava la paura a frenarlo. Quell’intervista era arrivata sul tavolo di Papa Francesco che allibito aveva disposto che la Congregazione per la Dottrina della Fede agisse di conseguenza.
G.S. ora è un uomo grande e felicemente sposato, con un buon lavoro, ma sta molto attento a non creare contraccolpi alla sua vita o a quella dei suoi figli che sono ancora piccoli. Ha ben presente il calvario che ha dovuto subire Diego Esposito negli anni passati a causa della denuncia fatta in curia, quando ebbe il coraggio, dopo anni di analisi e di disturbi, di andare a bussare alla sede del vicariato e denunciare il passato e le violenze.Voleva avere giustizia, accoglienza, ascolto ma si è trovato di fronte a un percorso quasi ostile, non proprio ospitale. Anzi, all’inizio faticavano a credergli e così dovette pure sopportare l’umiliante posizione di chi vuole creare inutilmente scandalo. Successivamente la curia diffuse un comunicato dando conto dei passi fatti, pubblicando il nome e il cognome reali dell’abusato. Un passaggio che non fu indolore per Diego che, come effetto collaterale indesiderato, gli causò la perdita del lavoro: all’epoca faceva la guardia giurata. La sfortunata storia di Diego è ben nota alle vittime di Ponticelli e così nessuno sembra stupirsi più di tanto se nella sede della curia nessuno si è ancora fatto vivo. Non lo farà G.S. che però potrebbe, invece, farlo in sede civile, nel tribunale di Napoli, in autunno, quando inizierà il processo.
L’associazione che difende le vittime e ha seguito i casi Rete l’Abuso recentemente ha rintracciato don Silverio Mura in un paesino in provincia di Pavia, Montù Beccaria. Era stato rimosso dal cardinale Sepe e destinato in una struttura sconosciuta.
Don Mura sembra sia stato spostato a seguito di una comunicazione tra la parrocchia e la curia napoletana, interlocutore un religioso originario del pavese, appartenente alla congregazione dei Missionari della Divina Redenzione. La storia di don Silverio diventa di dominio pubblico nel 2012 quando la sua prima vittima, Diego Esposito, stanco delle denunce alla diocesi rimaste inascoltate, ormai disperato ed in cerca di risposte si rivolge alla Rete l’Abuso. Indirizzando anche una lettera accorata a Papa Francesco per chiedere chiarimenti sulla vicenda-scandalo di Ponticelli. In questi giorni che Papa Francesco è impegnato a cambiare il segno della storia della vittime cilene, sorge la domanda se ora non riceverà le vittime italiane.
https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_scandalo_preti_pedofili_processo_civile-3700051.html#
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Diego Esposito, vittima di pedofilia, strappa una promessa dal cardinale Sepe: “Ci vedremo”
L’occasione era la visita del Cardinale Sepe, arcivescovo di Napoli, a Ponticelli, quartiere della periferia est della città. Diego Esposito (nome di fantasia), che ha denunciato gli abusi di don Silverio Mura, subiti quando aveva appena tredici anni, cerca da tempo di incontrare il cardinale, senza successo. Silverio Mura era l’insegnante di religione del ragazzino e lo violentò per tre lunghissimi anni. Ma Diego è solo una delle vittime che hanno denunciato gli abusi dall’ex parroco: reati ormai prescritti per la giustizia italiana, caso chiuso per la Chiesa, perché l’indagine interna alla Curia di Napoli aveva dato esito negativo, nonostante le prove, i video e le testimonianze portate da Diego. Se le accuse fossero dimostrate, il suo caso sarebbe il più grave scandalo di pedofilia clericale in Italia.
Eppure, pare che questa verità sia difficile da appurare, visto che nel 2016 l’indagine interna è stata chiusa per insufficienza di prove nonostante un video che documentava come don Mura non solo non negasse l’esistenza degli abusi, ma invitasse il ragazzo a pregare per superare il trauma. Don Silverio Mura, di contro, si trova ancora saldamente al suo posto, mandato a Montù Beccaria (in provincia di Pavia) nel quale esercitava il suo ministero sotto un altro nome. Come se non bastasse, una perizia psichiatrica chiesta dalla Curia su Diego Esposito si concentrava molto su domande del tipo: “Perché lei ha scelto di andare a casa di un prete?”. Tutto, ovviamente, documentato dallo stesso Diego attraverso audio e video.
La vittima non si arrende e sta cercando, da anni, di incontrare il Cardinale Sepe, che ha più volte accusato di aver insabbiato l’inchiesta. Questa volta, però, pare sia riuscito a strappargli una promessa, durante un brevissimo dialogo – che ha registrato – avvenuto fuori dalla parrocchia di Ponticelli. Diego si avvicina prima alla sicurezza chiedendo di Sepe: “Lui mi conosce – dice -. Se può dirle che c’è Diego Esposito, se non mi vuole ricevere non mi riceve, però lui conosce la mia storia, anche solo due secondi”. Le guardie lo avvertono, però, che il Cardinale sta andando via e non lo fanno avvicinare. Ma lui aspetta e finalmente, riesce ad avvicinare Crescenzio Sepe: “Cardinale, sono Diego Esposito, possiamo vederci qualche volta?”. Lui risponde: “Va bene, ti faccio sapere io”. Poi c’è lo scambio di un saluto.
Diego aspetta giustizia dal 2010, anno nel quale ebbe il coraggio di denunciare le terribili violenze che aveva subito. A lui, insieme a Rete L’Abuso che da anni si occupa di questo tema, si sono aggiunte altre persone, come Giuseppe Scognamiglio (nome di fantasia anche questo) e altre vittime che vogliono restare completamente anonime e hanno scelto di testimoniare a porte chiuse nella causa civile di Esposito e Scognamiglio, l’unica rimasta in piedi, visto che i reati sono prescritti. Intanto, pare che l’indagine su don Mura sia stata riaperta per volontà della Santa Sede dopo una nuova denuncia pervenuta in Vaticano.
https://napoli.fanpage.it/diego-esposito-vittima-di-pedofilia-strappa-una-promessa-dal-cardinale-sepe-ci-vedremo/
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«Casa Speranza» è pronta ad accogliere
La Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta si è riunita a Biella martedì 17 aprile 2018. Questo incontro straordinario richiesto dal vescovo di Biella monsignor Gabriele Mana, ha avuto lo scopo principale di mostrare a tutti i vescovi della Regione Conciliare piemontese la fine dei lavori di «Casa Speranza», una realtà nata in sinergia con la Casa del giovane fondata dal servo di Dio don Enzo Boschetti di Pavia, i Missionari della Consolata di Torino e la Cep.
Si è desiderata questa casa per offrire uno spazio e un tempo per il sostegno e per il rinnovo del cammino spirituale e pastorale a sacerdoti religiosi che attraversano un periodo di crisi per varie ragioni o che siano inviati dai loro Vescovi o superiori religiosi. Realtà aperta anche a Sacerdoti che desiderano semplicemente trascorrere un periodo per rifondare le scelte vocazionali o per recuperare motivazioni spirituali legate al ministero.
L’opera iniziata da don Enzo Boschetti rivive il suo carisma aprendosi all’accoglienza di sacerdoti e religiosi che vogliono fare una esperienza di fraternità e di approfondimento delle loro scelte di vita. In Casa Speranza ci sarà una comunità formata da religiosi, da una fa miglia e altri volontari, per assicurare una accoglienza con tutta la varietà del vissuto quotidiano.
È un servizio e una attenzione che vuole incarnare l’invito di Gesù: «venite a Me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt.11,20). La vicinanza del Carmelo con le Sorelle claustrali, che assicurano la loro preghiera, è un valore aggiunto al progetto per un ritorno all’essenziale evangelico della vita. Il tentativo di non lasciarci rubare la gioia, imperativo di Papa Francesco, passa anche attraverso il rigenerarsi di coloro che hanno come impegno primario l’annuncio del Vangelo e l’essere testimoni dell’invisibile; il rinnovato entusiasmo del pastore ha una ricaduta sicura su tutta la Comunità.
Il Vescovo di Biella ha seguito da vicino lo sviluppo del progetto e della sua realizzazione. Terminati i lavori, ora si è pronti per iniziare l’attività di accoglienza che inizierà prima dell’estate. Già da mesi è in diocesi di Biella, per seguire i lavori e prendere visione di questa realizzazione, padre Luciano Zucchetti M. C. che sarà responsabile della comunità di vita presso la Casa Speranza.
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PRETI E ABUSI. LE MAMME SCRIVONO AL PAPA : “SANTITÀ, CI DIMOSTRI CHE LA CHIESA NON È FATTA SOLAMENTE DA PERSONE COME DON SILVERIO MURA”
di Arnaldo Capezzuto
Una lettera accorata, indirizzata a Papa Francesco, per chiedere chiarimenti sulla vicenda-scandalo di don Silverio Mura, il parroco di Ponticelli, quartiere di Napoli, sospettato di abusi sessuali e non solo.
A sollevare il caso è stato Diego Esposito (nome di fantasia) che prima sollecita l’Arcidiocesi del cardinale Crescenzio Sepe e poi si affida direttamente a Papa Francesco. Il sacerdote è invitato e inviato a riflettere in un convento di Montù Beccaria nel Pavese. Questa la risposta ufficiale dalle parti di Largo Donnaregina.
In realtà, il sacerdote partenopeo cambia nome in don Saverio Aversano e come nulla fosse viene collocato presso una parrocchia del piccolo centro del Pavese. A seguito di un servizio della trasmissione ‘Le Iene’ si scopre che il prete nonostante le pesanti accuse è tranquillamente impegnato in una parrocchia e svolge anche il catechismo a circa 40 bambini. Scoppia il caso.
Don Silverio scompare nel nulla. I guai per l’ex sacerdote di Ponticelli non sono affatto finiti, anzi. Altre accuse lo inseguono come quella di aver agevolato i traffici di un clan utilizzando i ragazzini come postini per il trasporto di armi e droga. Fatti gravissimi avvenuti all’inizio degli anni Novanta che dovranno essere accertati dall’autorità giudiziaria.
Resta il disorientamento, lo sgomento e il dramma nelle mamme di Montù Beccaria che rotti gli indugi hanno deciso di prendere carta e penna per scrivere al Santo Padre e capire quello che è accaduto. A riportare la notizia è ‘La Provincia Pavese’, che ne ha pubblicato un ampio servizio.
“Santità, ci dimostri che la Chiesa non è fatta solamente da persone come don Silverio Mura”. Le mamme sono preoccupate e vogliono sapere che fine abbia fatto il sacerdote e se sia nascosto in un’altra località segreta.
Così, prima singolarmente e poi con una lettera di gruppo, hanno scritto al Papa, che, di recente, ha fatto pressioni perché fosse riaperta l’indagine sul prelato. Alcune mamme non hanno ancora deciso se rimandare i figli a catechismo.
“Al Santo Padre abbiamo scritto che è giusto sapere dove sia questa persona perché, se le accuse a suo carico fossero confermate, potrebbe far del male ad altri bambini”.
Le mamme confidano in una risposta di Bergoglio, che le aiuti a recuperare fiducia nella Chiesa., scossa dagli ultimi eventi “Ci siamo mosse perché non vogliamo che questa vicenda cada nel silenzio – concludono -. Bisogna far saltare fuori dove si trova questa persona e noi faremo tutto quello che potremo”.
Nel frattempo, Diego Esposito, una delle presunte vittime del sacerdote con l’associazione ‘Rete l’Abuso’, ha depositato un nuovo esposto alla procura della Repubblica di Pavia, integrando la denuncia con una relazione della criminologa Luisa D’Aniello: “Nella relazione emerge non solo la potenziale pericolosità dei tratti antisociali di don Mura – spiega l’ufficio di presidenza dell’associazione – ma anche la sistematicità delle tecniche di adescamento da lui utilizzate che, unitamente alla capacità di rapportarsi con gli adulti senza destare sospetto, disegnano un profilo decisamente poco incoraggiante”.
http://il24.it/preti-abusi-le-mamme-scrivono-al-papa-santita-ci-dimostri-la-chiesa-non-fatta-solamente-persone-don-silverio-mura/






