Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Placido Greco

  • Ex prete accusato di abusi, via al processo

    Ex prete accusato di abusi, via al processo

    Ha preso il via ieri di fronte al tribunale di Terni il processo all’ex sacerdote accusato di violenza sessuale per aver avuto rapporti intimi con alcuni ragazzi minorenni, ospiti nel centro di accoglienza religiosa di Canonica “Don Bosco“, gestito dall’associazione Opera Santa Maria della Luce.

    Il procedimento penale si è aperto con l’ammissione delle prove ed è stato subito rinviato al 28 febbraio del prossimo anno. Nel corso dell’udienza preliminare si era costituito parte civile il centro di accoglienza, rappresentato dall’avvocato Nicola Pepe. Il contesto in cui si sarebbero svolti i fatti era stato ricostruito, non senza fatica, da una delicata indagine svolta dagli agenti del commissariato di polizia di Orvieto.

    Al centro della vicenda c’è un 54enne dal passato burrascoso, originario di Cascina in provincia di Pisa, che già da una decina di anni fa si era reso protagonista di vicende scabrose, tanto da essere ridotto allo stato laicale per decisione della Congregazione per la dottrina della fede nel 2004.

    Ciononostate, aveva continuato a spacciarsi da sacerdote e, in tale veste, aveva convinto i gestori del “Don Bosco“ ad affidargli un incarico professionale nella struttura vicino Sugano in cui erano accolti anche stranieri minorenni. Qui aveva lavorato a partire dal 2016. La polizia lo aveva denunciato per violenza sessuale con l’accusa di aver costretto dei ragazzi nord africani ad avere rapporti intimi con lui. Le parti offese che sono state individuate nel procedimento penale appena avviato sono tre.

    A far scattare la denuncia era stata la testimonianza di un ragazzo nei cui confronti l’ex sacerdote che nel passato era stato anche cappellano militare, avrebbe messo in atto ripetute pressioni, dicendogli che se si fosse opposto alle sua avance, lo avrebbe fatto cacciare dal centro di accoglienza. “Se non fai il gay con me è un problema” gli aveva detto. Tra gli episodi che dovranno essere riscontrati nel dibattimento c’è anche la minaccia che avrebbe subìto un ragazzo nel cuore della notte: l’ex prete avrebbe brandito un’arma contro di lui per costringerlo a un rapporto sessuale.

    Numerosi i precedenti che il toscano ha alla spalle. Nel 2015 era stato indagato per prostituzione minorile a causa di un episodio avvenuto alla stazione Termini, l’anno successivo era stato colpito dal divieto di far ritorno nel Comune di Roma dopo essere stato accusato di atti sessuali con minori e aveva patteggiato a Venezia un anno e 6 mesi e una multa per circonvenzione di incapace. Placido Greco Luca Galleschi

    Cla.Lat.

  • Don Dino: il prete che adescava minori a Termini

    Don Dino: il prete che adescava minori a Termini

    „Secondo l’accusa intratteneva minorenni anche tra le mura di casa fotografandoli nudi o durante le prestazioni sessuali, per poi salutarli con una paghetta in genere di una ventina di euro. Ora rischia il processo“

    Don Dino, ovvero Placido Greco, sacerdote arrestato nel 2015 per prostituzione minorile e sospeso a divinis dopo una condanna a 13 anni di carcere, potrebbe finire in un secondo processo. Scrive oggi Il Messaggero che la pm Gianfederica Dito ha richiesto per lui il rinvio a giudizio per atti sessuali con minorenni. Nel 2014 il sacerdote, all’epoca ancora al servizio della diocesi, intratteneva minorenni anche tra le mura di casa fotografandoli nudi o durante le prestazioni sessuali, per poi salutarli con una paghetta in genere di una ventina di euro.

    Dopo l’arresto nel suo ripostiglio, ad Aranova, erano stati ritrovati 1686 file ritraenti minori. E due album fotografici a tema. Il primo verde contenente 117 foto di adolescenti nudi, ribattezzati uno ad uno coi nomi dei profeti e di personaggi della Bibbia, il secondo blu con 284 foto e sul retro l’indicazione della prestazione. Il parroco, assistito dall’avvocato Gianluca Nicolini, era stato incastrato anche da un manoscritto con un titolo lungo e programmatico: “Vi ho amato tutti e non vi scorderò mai. Venti anni di ricostruzione di un prete pedofilo”. La giustificazione fornita in aula dall’ex sacerdote aveva lasciato allibita la corte, nonostante la compostezza mostrata dai singoli giudici. «Mi piacciono i giovani, ma non sono un maniaco di minorenni – aveva dichiarato l’ex prete – Catalogo le foto di nudi di ragazzi perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle».
    «Per quei provini mi pagavano pure, in genere dieci euro. Li facevo posare nudi e poi consegnavo loro gli scatti tenendo una copia. In molti volevano togliersi dalla strada per fare “marchette” a casa. Li aiutavo»; «a tutti, però, chiedevo l’età – aveva precisato a sua difesa – se ho avuto rapporti con qualche minorenne è solo perché mi avevano detto bugie». Uno, secondo l’accusa, un ex chierichetto, del periodo in cui officiava a Siena.

    Per le nuove accuse Placido Greco potrebbe essere processato nel tribunale di Civitavecchia, competente per territorio, considerato che i festini coi ragazzini si sarebbero consumati a Fiumicino

    Fonte: Il Messaggero →“

  • Collezionava foto di bimbi nudi, “Condannate prete pedofilo”

    Collezionava foto di bimbi nudi, “Condannate prete pedofilo”

    La procura di Roma ha chiesto 15 anni di carcere per don Dino, il prete accusato di abusi sui ragazzini a Termini

    Una condanna esemplare è stata chiesta dalla procura di Roma per Don Dino, il prete che avrebbe abusato e fotografato diversi ragazzini a Termini.

    Scatti di minorenni nudi, anche raccolti durante le prestazioni sessuali, che avrebbe conservato gelosamente, e ripagato con qualche spicciolo o piccoli regali. Il parroco di Fiumicino, all’anagrafe Placido Greco, come riporta Il Messaggero – ha provato a giustificarsi in aula, ma le sue parole non sono bastate a risparmmiargli una pesante richiesta di condanna: 15 anni di carcere e 150.000 euro di multa per la doppia accusa di produzione di materiale pedopornografico e prostituzione minorile.

    Non basta. C’è il rischio che l’uomo riceva a breve un’altra batosta giudiziaria. Al momento dell’arresto, nel maggio 2015, infatti, era stato ritenuto al centro di una rete di pedofili che adescava e istigava alla prostituzione baby gigolò a Termini. “Mi piacciono i giovani, ma non sono un maniaco di minorenni – ha dichiarato l’ex prete – Catalogo le foto di nudi di ragazzi perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle”.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/collezionava-foto-bimbi-nudi-condannate-prete-pedofilo-1442313.html

  • Roma, prete pedofilo a Termini: il pm chiede 15 anni

    Roma, prete pedofilo a Termini: il pm chiede 15 anni

    Fotografava minorenni nudi o durante le prestazioni sessuali che saldava con paghette e regalini. Mischiando, secondo la procura, «per troppi anni il sacro col profano». Non sono bastate, ieri, le giustificazioni fornite in aula a evitare per don Dino, all’anagrafe Placido Greco, il sacerdote di Fiumicino col pallino del sesso e ora sospeso a divinis, a risparmiargli una richiesta di condanna esemplare. Il pm Cristiana Macchiusi ha sollecitato una pena a 15 anni di carcere e 150.000 euro di multa per la doppia accusa di produzione di materiale pedopornografico e prostituzione minorile.

    Col rischio che a breve gli arrivi un’altra batosta giudiziaria. Al momento dell’arresto, nel maggio 2015, don Dino, infatti, era stato ritenuto al centro di una rete di pedofili che adescava e istigava alla prostituzione baby gigolò a Termini. «Mi piacciono i giovani, ma non sono un maniaco di minorenni – ha dichiarato l’ex prete – Catalogo le foto di nudi di ragazzi perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle». «Per quei provini mi pagavano pure, in genere dieci euro. Li facevo posare e poi consegnavo gli scatti tenendo una copia. In molti volevano togliersi dalla strada per fare marchette a casa. Li aiutavo. A tutti, però, chiedevo l’età. Se ho avuto rapporti con qualche minorenne è solo perché mi avevano mentito sull’età».

    Uno, secondo l’accusa, un ex chierichetto, del periodo in cui officiava a Siena. Nel ripostiglio della casa canonica, ad Acilia, erano stati ritrovati 40.000 foto porno, di cui 1.686 file ritraenti sei minori. E due album fotografici a tema. Il primo verde contenente 117 foto di giovani nudi (ribattezzati coi nomi dei profeti), il secondo blu con 284 foto e sul retro l’indicazione della prestazione. Il parroco, assistito dall’avvocato Gianluca Nicolini, potrebbe essere incastrato anche da un manoscritto: «Vi ho amato tutti e non vi scorderò mai»: la storia di un prete pedofilo che confessa vent’anni di incontri.

    https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/prete_pedofilo_termini_pm_chiede_15_anni_roma-3240027.html

  • Un ragazzino al gip «Col prete ho avuto rapporti sessuali»

    Un ragazzino al gip «Col prete ho avuto rapporti sessuali»

    «Non mi sono fatto solo fotografare, ho avuto anche rapporti con il prete». Parole che pesano come un macigno per don Dino, al secolo Placido Greco. Lo ha raccontato davanti al gip, in sede di incidente probatorio, uno dei ragazzini rom pagati per vendere i propri corpi tra i binari delle stazioni ferroviarie di Roma. Con questa testimonianza, si chiude per la Procura l’inchiesta che vede il sacerdote accusato di sfruttamento della prostituzione minorile e pedopornografia, insieme ad altre 8 persone. Il prossimo passo sarà la richiesta di rinvio a giudizio. Gli agenti della Polfer avevano ritrovato nell’abitazione di don Dino circa 1.700 fotografie. Immagini che ritraevano numerosi minorenni in pose hard. «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi – avrebbe ammesso il prelato durante l’interrogatorio di garanzia – così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre, non ho mai sfiorato un bambino. Mai pagato nessuno, neanche per le foto». Secondo la tesi della Procura, confermata dal Tribunale del riesame, l’uomo non si sarebbe accontentato di scattare delle foto ai ragazzini, ma avrebbe anche avuto rapporti sessuali con due di loro. Dalle indagini era emersa la doppia personalità del prete: avrebbe scritto, sotto pseudonimo, una bibbia in chiave erotica. Nel libro dissacrato, secondo gli inquirenti, al posto dei 12 apostoli, sarebbero stati rappresentati altrettanti ragazzini.

    Le vittime dei pedofili erano tutti «adolescenti, accomunati da una precarissima condizione esistenziale, caratterizzata – come scrivono gli inquirenti – da povertà, ignoranza, promiscuità, estrema emarginazione e degrado». La stazione Termini era sicuramente il luogo principale dove gli indagati adescavano i minori. Vicino le scale mobili gli orchi facevano un gesto con il capo per far intendere alle prede i loro appetiti sessuali perversi. I giovani venivano condotti al «binario 29», dove venivano consumati i rapporti. Stesso sistema presso lo scalo ferroviario di Tiburtina e Piramide, «dove ci stanno quei bagni a pagamento…», racconta un giovane rom. Anche il cimitero del Verano diventava un luogo di perversione. E poi ci sono le stazioni di Nettuno, Albano Laziale e Aprilia. I ragazzini si prostituivano a bordo dei treni, in casa, in macchina, nei bagni dei bar vicini o in quelli del Mc Donald’s. I «balanu» (così vengono chiamati gli omosessuali dai nomadi di etnia romena) pagavano dalle 10 alle 50 euro. Spesso i soldi venivano utilizzati dai bambini per comprare scarpe, abiti, ricariche telefoniche o un panino. In un caso era proprio la madre a vendere la figlia: «Più volte lamentava le sue precarie condizioni economiche – racconta un indagato – mi proponeva di incontrare anche la figlia minorenne, all’interno della stazione Termini».

    Andrea Ossino Valeria Di Corrado

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2016/04/07/un-ragazzino-al-gip-col-prete-ho-avuto-rapporti-sessuali-1.1526775

  • “Don Dino ha avuto rapporti con minori”

    “Don Dino ha avuto rapporti con minori”

    Roma – Non solo foto hard, don Dino ha anche avuto rapporti con minori. Il tribunale del Riesame conferma le ipotesi della procura di Roma, secondo quanto riportato dal quotidiano “Il Tempo” di Roma.

    L’ex parroco di Montecalvello, al secolo Placido Greco, era stato arrestato lo scorso maggio nell’inchiesta sul giro di baby prostituti della stazione Termini nell’operazione Meeting point(L’arresto di don Dino: video 1 – video 2).

    Gli agenti della Polfer hanno ritrovato nell’abitazione dell’uomo 1700 fotografie che ritraevano numerosi bambini in pose hard. “Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi”. Questa, secondo il quotidiano Tempo, la difesa del sacerdote durante l’interrogatorio di garanzia.

    “Così – continua don Dino – diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato credendo di aiutarli, ma non mi sono mai spinto oltre. Non ho mai sfiorato un bambino. Non ho mai pagato nessuno, nemmeno per le foto”.

    Secondo il Riesame, però, l’uomo avrebbe avuto anche rapporti sessuali con due minorenni.

    Il sacerdote avrebbe anche scritto, sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni, una serie di romanzi pornografici e una bibbia in chiave erotica con ragazzini al posto dei 12 apostoli.

    L’indagine, seguita per due anni dagli agenti della Polfer, ha portato a diciassette indagati, nove dei quali agli arresti. Non solo la stazione ferroviaria di Termini. I bambini venivano adescati anche in altri punti della Capitale: in via Giolitti o nei parchi cittadini.

    I rapporti sessuali venivano poi consumati a casa degli clienti, nei bagni pubblici o a bordo di treni in sosta. 10-15 euro a prestazione. Anche perché molti clienti sarebbero stati senzatetto con scarse possibilità economiche. Ma non era il caso di don Dino che, secondo le indagini, sarebbe arrivato a pagare anche cinque volte tanto.

    Accuse confermate dalla testimonianza di un 16enne. Durante l’interrogatorio il minorenne avrebbe detto: “Ci siamo visti tre volte. E’ successo tutto a casa, nel bagno del treno sul binario 29 e in quello del binario 16. Mi dava 40 o 50 euro”.

    “Don Dino ha avuto rapporti con minori”

  • Don Dino accusato anche di aver avuto rapporti con minori

    Don Dino accusato anche di aver avuto rapporti con minori

    Confermate le ipotesi della Procura Ma il reato era di pedopornografia

    Don Dino non si sarebbe accontentato di immortalare quegli adolescenti senza veli. Il sacerdote, al secolo Placido Greco, avrebbe anche rubato la fanciullezza di almeno due minorenni. A metterlo nero su bianco è il tribunale del Riesame. I giudici hanno così confermato le ipotesi investigative della procura di Roma. Le stesse tesi che avevano portato all’arresto del prelato. L’uomo era finito in manette lo scorso maggio, insieme ad altre 8 persone accusate di aver sfruttato sessualmente alcuni minorenni di origine rom. Ragazzini pagati per vendere i loro corpi tra i binari della stazione termini. In un primo momento infatti, il giudice per le indagini preliminari aveva confermato le accuse mosse nei confronti del prete esclusivamente per quanto riguarda la detenzione di materiale pedopornografico. Gli agenti della Polfer avevano ritrovato nell’abitazione dell’uomo circa 1700 fotografie. Immagini che ritraevano numerosi minorenni in pose hard. «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi – avrebbe ammesso il sacerdote durante l’interrogatorio di garanzia – Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre, non ho mai sfiorato un bambino. Mai pagato nessuno, neanche per le foto». Secondo il riesame però l’improvvisato agente cinematografico avrebbe anche avuto rapporti sessuali con due ragazzini.

    Dalle indagini era emersa la doppia personalità del prelato. L’indagato avrebbe scritto, sotto pseudonimo, una bibbia in chiave erotica. Nel libro dissacrato, secondo gli inquirenti, al posto dei 12 apostoli, sarebbero stati rappresentati altrettanti ragazzini. L’uomo adesso è agli arresti domiciliari. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Cristiana Macchiusi e dall’aggiunto Maria Monteleone, ha portato all’arresto di 9 persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 17. Il decimo indagato che sarebbe dovuto essere arrestato era morto poco prima che scattasse la misura cautelare nei suoi confronti. Non era solo lo scalo ferroviario di Termini a fare da sfondo a un mondo dove uomini, talvolta in abito talare, strappavano l’infanzia «di adolescenti, accomunati tutti da una precarissima condizione esistenziale, caratterizzata – come scrivono gli inquirenti – da povertà, ignoranza, promiscuità, estrema emarginazione e degrado». Tiburtina, Piramide e Termini. Nettuno, Albano Laziale e Aprilia. A bordo dei treni, in casa, in macchina, nei bar adiacenti la stazione o in quelli del Mc Donald’s. Erano numerosi i luoghi dove i minorenni si prostituivano. Talvolta anche in cambio di un pacchetto di noccioline. I bambini si prostituivano al binario «29» della stazione Termini potevano guadagnare al massimo 50 euro. In altre occasioni, erano stati venduti dalla loro stessa madre.

    Andrea Ossino

    http://www.iltempo.it/roma-capitale/2016/03/06/don-dino-accusato-anche-di-aver-avuto-rapporti-con-minori-1.1516230

  • Spunta Bibbia a luci rosse, ma il legale di padre Placido smentisce

    Spunta Bibbia a luci rosse, ma il legale di padre Placido smentisce

    VITERBO – ”Padre Placido andava alla stazione per fare beneficenza, non è un pedofilo. Le foto? Non sapeva fossero minorenni”. A Radio Cusano Campus parla Sergio Ruperto, legale di Placido Greco, alias don Dino, prete accusato di prostituzione minorile e pedopornografia, arrestato nell’inchiesta sui minorenni che si vendevano alla stazione Termini di Roma. ”Ci andava a cogliere il suo sacerdozio, per fare beneficenza e aiutare i barboni – ha detto l’avvocato di don Dino -. Per quanto riguarda le foto, ha sostenuto che la prima volta era andato da lui un ragazzino a pregarlo di fargli delle foto che gli servivano per partecipare a un film porno. Il ragazzo era minorenne, ma lui non lo sapeva. Ha detto che a quell’età, 17-18 anni, è complicato capire se uno è minorenne. Dopo è partito un passaparola tra i ragazzi e in tanti sono andati da lui a farsi fare queste foto”.

    Intanto, nell’ambito dell’operazione Meeting Point, ci sarebbe un terzo prete che alla stazione Termini andava a caccia di giovani rom la cui posizione, ora, è al vaglio della procura. Si tratta di un sacerdote sudamericano che nei giorni scorsi è stato fermato con un ragazzo rom appena 18enne mentre si dirigeva in un hotel per consumare un rapporto dietro compenso. Quello su cui i magistrati di piazzale Clodio vogliono far luce è se l’uomo abbia abusato di minori, fatto questo che costituisce reato. I pm infatti hanno scoperto che sul cellulare del prete c’erano alcune chiamate e sms inviati a dei minorenni rom che vendono il loro corpo tra i binari del principale scalo ferroviario della capitale. Elementi che fanno pensare al peggio ma sui quali ancora non c’è una prova tale da iscriverlo nel registro degli indagati come è avvenuto invece per Galleschi e Greco.

    Per quest’ultimo intanto proseguono le indagini. Oltre ai rapporti con almeno due rom minorenni, per il quale è finito a Regina Coeli, il religioso ha stravolto le sacre scritture scrivendo la Bibbia dei ”pedofili”. Il sacerdote avrebbe manipolato interi versi accompagnandoli con foto porno delle vittime delle sue perversioni. A proposito della Bibbia a luci rosse il suo avvocato ha risposto, sempre ai microfoni di Radio Cusano Campus: ”Non ha mai scritto una Bibbia, ha scritto alcune pagine a forma di romanzo. A luci rosse? Non lo so, scrivere era una sua passione. Ma il mio assistito nega fermamente di essere un pedofilo e sostiene di non aver mai avuto rapporti con minorenni dietro compenso”.

    Ma nel frattempo, più la procura indaga, più viene a galla il passato torbido del sacerdote, fatto di frequentazioni di minori che potrebbero risalire anche a 10 anni fa. Gli inquirenti lo deducono anche da un archivio con 1700 foto scoperto a casa del prete: scatti di adolescenti non solo rom ma anche ragazzi di colore e forse degli italiani. Il sospetto, quindi, è che don Dino possa aver avuto rapporti anche con altri ragazzini oltre ai due minori alla stazione Termini.

    Ora è rinchiuso al carcere romano di Regina Coeli ma secondo l’avvocato ”gli arresti domiciliari possono essere sufficienti, non capisco l’applicazione di una misura così grave come la detenzione in carcere – ha detto ancora il legale -. Hanno trovato delle foto fatte con macchina digitale e altre immagini in una chiavetta usb. Immagini pedopornografiche va bene, ma questo non giustifica una misura così grave”.”Se ha intenzione di scusarsi con la chiesa e con i cattolici visto il suo ruolo di sacerdote? – conclude Ruperto -. Per il momento non ne abbiamo parlato, magari poi approfondiremo anche questo”.

    http://www.viterbonews24.it/news/spunta-bibbia-a-luci-rosse,-ma-il-legale-di-padre-placido-smentisce_51979.htm

  • Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

    Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

    Roma – Prostituzione minorile alla Termini, preso latitante che cercava di fuggire in Svizzera.

    Il latitante, di 54enne di origini campane ricercato per prostituzione minorile, non era più reperibile da maggio. È uno degli indagati dell’inchiesta Meeting Point, su un giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma.

    Ha tentato di fuggire sabato attraversando la frontiera con la Svizzera a Ponte Chiasso, ma non ce l’ha fatta. La polizia lo ha arrestato. E’ stato sorpreso dalla polizia in compagnia di un minore rom ed è stato rinchiuso nel carcere di Como.

    L’indagine Meeting Point è condotta dalla polizia ferroviaria e coordinata dalla procura di Roma. Nel giro di prostituzione minorile alla Termini, è coinvolto il parroco di Montecalvello don Dino, al secolo Placido Greco, che è accusato di detenzione di materiale pedopornografico e di prostituzione minorile, per aver avuto rapporti con adolescenti che avrebbe adescato alla stazione Termini.

    L’inchiesta condotta per due anni dagli agenti della Polfer ha portato a 17 indagati, nove dei quali agli arresti. Tra questi anche un ex sacerdote, Luca Galleschi, che avrebbe frequentato la casa romana di Placido Greco. Come dire un vero e proprio giro di uomini di chiesa che si dedicavano alla prostituzione minorile.

    Gli arresti furono eseguiti a Roma, Rieti, Viterbo, Napoli, Chieti e Vigevano. I fatti erano avvenuti tra il 2012 e il 2014.

    Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

  • Roma, catagolo hard con le foto dei bambini: negata la scarcerazione al prete pedofilo

    Roma, catagolo hard con le foto dei bambini: negata la scarcerazione al prete pedofilo

    Era meticoloso don Dino, il prete di Fiumicino finito in carcere a maggio per detenzione di materiale pedopornografico. «Unmaniaco dell’ordine», come ha specificato lui. Così su ogni foto archiviata nel suo stanzino segreto, accanto alla camera da letto, indicava nome cognome e età del soggetto raffigurato e talvolta i commenti sull’attività sessuale consumata. I ”book” recuperati nel corso delle indagini non gli hanno dato scampo.

    In attesa che gli agenti della Polizia Ferroviaria Roma Termini chiudano il cerchio sul giro del sacerdote, all’ anagrafe Placido Greco, pronto anche a rimorchiare baby prostituti in stazione, i giudici del Riesame, presidente Gian Luca Soana, hanno respinto la richiesta di scarcerazione e negato i domiciliari in una struttura religiosa.

    L’unica misura adeguata è stata ritenuta il carcere, vista anche l’aggravante del quantitativo ingente del materiale porno e pedopornografico: 1686 file ritraenti minori di anni 18, 189 negativi, tre hard disk, due pc, 23 pen drive (ancora al vaglio), e due album fotografici. Uno verde contenente 117 foto di adolescenti nudi (ribattezzati coi nomi dei profeti e di personaggi della Bibbia), il secondo blu con 284 foto, scrivono i giudici, «effigianti soggetti minori nudi con l’indicazione della prestazione avuta con il Greco».

    «Catalogo le foto perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle». Le motivazioni del Riesame riportano anche le giustificazioni del prete, facilmente smontabili. «Non è credibile», scrivono i magistrati, «che un ragazzo si rivolga a un prete per farsi fare fotografie pornografiche al fine di ottenere una parte in un film porno».

    «Non è credibile che un prete resosi conto che i ragazzi tendevano a dire che erano maggiorenni, quando invece non lo erano, non chiedesse prima di avere rapporti e fotografargli il documento d’identità». «In conclusione», specificano i magistrati visto che in mancanza di prove sul fatto che Greco fotografasse i minori (fattispecie peraltro più grave, in relazione alla quale dovranno essere svolte indagini) appare corretta, allo stato, la contestazione di detenzione di materiale pedopornografico»».

    «VI HO AMATO TUTTI» Materiale che il sacerdote sviluppava in un centro fotografico di via Merulana. Intanto nell’archivio del prete, nella sua casa di Fiumicino, erano saltati fuori anche due romanzi. Uno ha particolarmente colpito il pm CristianaMacchiusi e l’aggiunto Maria Monteleone che coordinano l’inchiesta.

    Il titolo: «Vi ho amato tutti e mai vi scorderò: Cinquant’anni di sesso 1956-2006». «In quelle pagine» riportano i giudici «l’indagato riporta tutti i suoi incontri sessuali con ragazzini di 14 e 15 anni». «Racconti di fantasia», si è difeso lui. Che là però riporta la sua iniziazione: a tredici anni, in Sicilia, con un prete.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_prete_pedofilo/notizie/1446361.shtml