Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Placido Greco

  • Baby gigolò a Termini, resta in carcere il sacerdote orco di Fiumicino

    Baby gigolò a Termini, resta in carcere il sacerdote orco di Fiumicino

    «Potrebbe commettere reati analoghi». Resta in carcere don Placido Greco, il prete di Fiumicino arrestato per pedopornografia ed indagato per prostituzione minorile nell’inchiesta su un giro di baby gigolò con base alla stazione Termini che a maggio ha portato all’esecuzione di una decina di misure cautelari. I giudici del Riesame hanno appena respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del sacerdote che era stato arrestato in flagranza di reato dagli agenti della Polfer. Gli investigatori su delega del pm Cristiana Macchiusi e del procuratore aggiunto Maria Monteleone, durante una perquisizione domiciliare, avevano trovato nella memoria del suo pc almeno 1.700 scatti hard, per lo più con immagini di adolescenti nudi, oltre ad una «bibbia» riscritta in chiave pedopornografica e un romanzo con lo stesso sfondo intitolato «Amori miei…». Dagli accertamenti è emerso che in alcuni casi le vittime erano state fotografate in età diverse, dai 15 anni fino alla maggiore età, mentre compivano atti sessuali talvolta indossando solo qualche paramento sacro. Il parroco era finito anche nella lista dei clienti che abbordavano baby prostituti lungo i binari di Termini. Per lui quindi non si escludono nuove contestazioni.
    Intanto, chiuso nella sua cella, don Placido continua a leggere le scritture sacre e a fare meditazione. «Facevo quelle foto solo per aiutare dei ragazzi in difficoltà» aveva provato a spiegare nell’interrogatorio di garanzia il sacerdote, «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto. Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre».

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/baby_gigol_amp_ograve_termini_prete_orco_fiumicino_placido_greco/notizie/1429959.shtml

  • Prostituzione minorile alla stazione Termini: «Quei ragazzini avevano mille clienti»

    Prostituzione minorile alla stazione Termini: «Quei ragazzini avevano mille clienti»

    I clienti lo sapevano: per adocchiare baby prostituti dovevano appostarsi sulla scala mobile che conduce in via Giolitti. Da lì gli sguardi ammiccanti, lo scambio del numero del cellulare, e poi l’appuntamento per consumare in casa (spesso in ville) dopo la doccia, oppure di corsa, su un vagone.

    Sono almeno un migliaio, secondo una prima stima degli investigatori, i clienti senza scrupoli che hanno frequentato Termini per adescare ragazzini, per lo più rom e minorenni. Pedofilia a basso costo visto che ogni incontro veniva pagato dai dieci ai cinquanta euro. Tra i frequentatori già schedati, ci sono commercianti, operai, sbandati, professionisti e religiosi, come don Dino, al secolo Placido Greco, finito in carcere per pedopornografia. Nomi da giorni al vaglio della polizia ferroviaria, delegata alle indagini dall’aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi.

    L’inchiesta, che finora ha portato all’iscrizione del registro degli indagati di diciassette persone, di cui dieci finite in manette, rischia di allargarsi. Intanto gli inquirenti puntano ad accertare se il parroco, che si era ricavato un doppio lavoro da talent scout del cinema porno, fotografando decine di adolescenti nudi e stava riscrivendo la bibbia in chiave hard, possa essere stato spalleggiato da altri. Le immagini agli atti ritraggono ragazzini vestiti solo con il collarino ecclesiastico o fasce talari e lo stesso don Dino con altri simboli religiosi. Intanto il sacerdote si difende: «Avrò commesso dei peccati, ma sono un buon prete» si è giustificato dal carcere di Regina Coeli, dove ieri ha ricevuto la visita della sorella.

    A breve potrebbe essere chiamato a chiarire la sua posizione anche Luca Galleschi, un ex sacerdote indagato per prostituzione minorile. Uno dei baby squillo ha riferito che l’ex religioso, presentandosi come maestro, gli avrebbe proposto un incontro in cambio di venti euro. Una testimonianza ritenuta chiave dalla procura. «Lo avevo notato gravitare nella zona della chiesa Santa Maria degli Angeli» ha raccontato il ragazzo «e in alcune occasioni l’ho visto mentre faceva entrare dei ragazzini romeni da un ingresso laterale della chiesa.

    Scambiando qualche parola con uno di loro, una volta, ho appreso che quell’uomo li pagava venti euro per consumare rapporti sessuali». Resta al vaglio la posizione di un altro sacerdote, un quarantenne ecuadoregno, che ha avuto un incontro a pagamento con un diciottenne (e per questo non imputabile) ma diversi contatti telefonici con minorenni.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/prostituzione_minorile_stazione_termini_ragazzini_mille_clienti/notizie/1379136.shtml

  • Don Placido: “1.700 foto nudi? Aiutavo ragazzi a entrare nel porno”

    Don Placido: “1.700 foto nudi? Aiutavo ragazzi a entrare nel porno”

    La presunzione di innocenza, fino a definitiva sentenza di condanna, è sacra. Per cui di Placido Greco, parroco viterbese detenuto a Regina Coeli per atti sessuali nei confronti di minori, non useremo aggettivi o qualificazioni che pur la cronaca dei fatti consiglierebbe e autorizzerebbe. Di Don Placido Greco diremo solo e senza tema di smentita che dispone e ostenta una colossale sicurezza.

    Sentitelo, nella cronaca di Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera, di fronte al giudice per le indagini preliminari Chiara Giammarco.

    Le hanno trovato a casa 1.700 foto di adolescenti nudi…

    “Vengono da me per i miei scatti, faccio foto bellissime”.

    Vuol dire che…

    “E’ iniziato tutto con un 17enne che voleva debuttare nel mondo del cinema, quello pornografico. E allora aveva bisogno di un book fotografico. Il ragazzo è rimasto soddisfatto ed è iniziato il passaparola, altri giovani si sono rivolti a me per farsi delle foto”.

    E perché con queste foto ci ha fatto un archivio casalingo?

    “Le guardavo ogni tanto, non è un reato guardare una foto”.

    A Don Placido il pm Cristiana Macchiusi contesta atti sessuali con un minorenne alla Stazione Termini, c’è la testimonianza di un minore che dice di essere stato pagato per tre volte e ogni volta con 40/50 euro e ci sono soprattutto le immagini delle telecamere della stazione che lo hanno ripreso più volte.

    “Vado spesso a Termini, lì ci sono tante persone a cui fare beneficenza”.

    Dunque nel mondo che Don Placido parroco prova a confezionare per i magistrati e, purtroppo, per i credenti nelle sue parole, funziona così: un minorenne vuole farsi fare delle foto porno e da chi va? Ma dal parroco, ovvio no? Vuoi un book per candidarti a un film porno e chi ti rivolgi? Al prete, regolare. Poi lo consigli agli amici. E che ci fa il parroco di Viterbo alla Stazione Termini? Va a fare beneficenza. Poi ci sono quelli che equivocano quando lui tira fuori 40/50 euro.

    Ma il difendersi dovrebbe avere una misura, staremmo per dire una decenza. Ma Don Placido pare non averla e quindi racconta storie come quelle avrebbe potuto scrivere Gabriele Doni, autore di romanzi pornografici. E chi è Gabriele Doni? Secondo i magistrati è sempre e ancora lui: Placido Greco che sotto pseudonimo faceva il secondo lavoro, oltre quello di prete e di parroco. Con tutta probabilità prete e pornografo per Don Placido erano lo stesso lavoro, l’uno la prosecuzione e il compimento dell’altro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/don-placido-faccia-tosta-foto-nudi-ragazzi-film-porno-2195066/

  • Pedofilia, il sacerdote arrestato: «Erano provini per film a luci rosse. E c’era anche la Bibbia in chiave erotica»

    Pedofilia, il sacerdote arrestato: «Erano provini per film a luci rosse. E c’era anche la Bibbia in chiave erotica»

    di Michela Allegri e Adelaide Pierucci
    Fotografava adolescenti senza veli per avviarli al cinema hard. Si era improvvisato agente cinematografico a luci rosse, don Dino, al secolo Placido Greco, il prete di Fiumicino finito in carcere per pedopornografia e prostituzione minorile, nell’inchiesta su un giro di baby gigolò con base a Termini che ha portato all’esecuzione di una decina di misure cautelari. «Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi – avrebbe ammesso il sacerdote durante l’interrogatorio di garanzia – Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre, non ho mai sfiorato un bambino. Mai pagato nessuno, neanche per le foto».
    Gli agenti della Polfer di Roma Termini, diretti da Emanuele Fattori, che hanno arrestato il sacerdote in flagranza di reato proprio per quella mole di foto illegali custodite in un archivio del computer, hanno contato almeno 1.700 scatti compromettenti. In alcuni casi le vittime sono state riprese ad età diverse, dai 15 anni fino alla maggiore età, mentre compivano atti sessuali. L’avvocato che assiste don Dino, Sergio Ruperto, a breve presenterà istanza al Riesame puntando alla scarcerazione. Il parroco, infatti, è molto provato, ed è preoccupato per le condizioni di salute dell’anziana madre. L’inchiesta, però, è ancora ai primi passi. In casa di padre Greco sono stati trovati circa 40mila file, che sono ora al vaglio della Polizia Postale, su delega del pm Cristiana Macchiusi e dell’aggiunto Maria Monteleone.
    LA BIBBIA
    Intanto, sta emergendo la doppia personalità del prete. Alle messe dietro all’altare fanno da contrappeso i dossier di foto pedopornografiche. Dopo le omelie don Dino incontrava di nascosto baby gigolò minorenni, ragazzini rom squattrinati pronti a vendersi per pochi euro. L’indagato aveva anche velleità artistiche: scriveva libri a luci rosse sotto pseudonimo. Aveva addirittura ripensato la Bibbia in chiave erotica: al posto dei 12 apostoli, comparivano altrettanti ragazzini deviati. La sua posizione giudiziaria nel frattempo si è aggravata: inizialmente, gli inquirenti lo accusavano di essersi intrattenuto solo con due minori, ma dagli accertamenti è emerso che avrebbe avvicinato almeno una decina di giovanissimi. D’altronde, l’inchiesta va avanti da quasi 2 anni. Gli indagati sono 17, in 9 sono stati sottoposti a misura. Il decimo, un ottantenne, è morto qualche giorno prima della notifica dell’ordine d’arresto.LA DIFESA
    «Padre Placido andava alla stazione per fare beneficenza, non è un pedofilo. Le foto? Non sapeva fossero minorenni». A Radio Cusano Campus parla Sergio Ruperto, legale di Placido Greco, alias don Dino, prete accusato di prostituzione minorile e pedopornografia, arrestato nell’inchiesta sui minorenni che si vendevano alla stazione Termini di Roma.«Ci andava a cogliere il suo sacerdozio, per fare beneficenza e aiutare i barboni – ha detto l’avvocato di don Dino -. Per quanto riguarda le foto, ha sostenuto che la prima volta era andato da lui un ragazzino a pregarlo di fargli delle foto che gli servivano per partecipare a un film porno. Il ragazzo era minorenne, ma lui non lo sapeva. Ha detto che a quell’età, 17-18 anni, è complicato capire se uno è minorenne. Dopo è partito un passaparola tra i ragazzi e in tanti sono andati da lui a farsi fare queste foto». A proposito della Bibbia a luci rosse che il sacerdote avrebbe scritto, l’avvocato ha risposto: «Non ha mai scritto una Bibbia, ha scritto alcune pagine a forma di romanzo. A luci rosse? Non lo so, scrivere era una sua passione. Ma il mio assistito nega fermamente di essere un pedofilo e sostiene di non aver mai avuto rapporti con minorenni dietro compenso».«Penso che gli arresti domiciliari possano essere sufficienti, non capisco l’applicazione di una misura così grave come la detenzione in carcere – ha detto ancora il legale -. Hanno trovato delle foto fatte con macchina digitale e altre immagini in una chiavetta usb. Immagini pedopornografiche va bene, ma questo non giustifica una misura così grave».

    «Se ha intenzione di scusarsi con la chiesa e con i cattolici visto il suo ruolo di sacerdote? – conclude Ruperto -. Per il momento non ne abbiamo parlato, magari poi approfondiremo anche questo».

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/pedofilia_sacerdote_arrestato_provini_film_luce_rossa/notizie/1375780.shtml
  • Don Dino, 1.700 foto di bimbi nudi sul pc. Lui si difende: “Erano soltanto provini hard”

    Don Dino, 1.700 foto di bimbi nudi sul pc. Lui si difende: “Erano soltanto provini hard”

    ROMA – Giustificazioni che non reggono ma Don Dino, al secolo Placido Greco, il sacerdote di Fiumicino accusato di sfruttamento della prostituzione minorile e pedopornogra, respinge le accuse.

    Il parroco è stato beccato in flagranza di reato: custodiva la bellezza di 1700 foto pedopornografiche sul suo computer e gestiva un giro di baby gigolò alla Stazione Termini di Roma.

    Come riportato dal Messaggero, Don Dino avrebbe detto che “si era sparsa la voce che sono bravo a scattare foto di nudi, Così diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato, credendo di aiutarli. Ma non mi sono mai spinto oltre, non ho mai sfiorato un bambino, mai preso dei soldi.

    E intanto spunta un altro squallido particolare: sembra proprio che Don Dino abbia riscritto la Bibba in chiave erotica, con 12 bambini sostituiti agli apostoli.

    DON DINO, IL LEGALE: “FOTO HARD? NON SAPEVA FOSSERO MINORENNI” Sergio Ruperto, avvocato difensore di Padre Placido Greco alias Don Dino, sacerdote accusato di prostituzione minorile e pedopornografia, arrestato in flagranza di reato dagli agenti della Polfer di Roma Termini per la quantità di foto illegali custodite in un archivio del suo computer, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, per parlare della posizione del suo assistito.

    «Sabato scorso – ha detto il legale – è stata fatta la convalida dell’arresto in carcere e lui si è difeso sostenendo che non sapesse nulla a proposito dell’adescamento dei giovanissimi e dicendo che andava alla Stazione Termini a cogliere il suo sacerdozio, per fare beneficenza e aiutare i barboni.

    Per quanto riguarda le foto, lui ha sostenuto che la prima volta era andato da lui un ragazzino a pregarlo di fargli delle foto che gli servivano per partecipare a un film porno. Il ragazzo era minorenne, ma lui non lo sapeva. Ha detto che a quell’età, diciassette diciotto anni, è complicato capire se uno è minorenne.

    Dopo è partito un passaparola tra i ragazzi e in tanti sono andati da lui a farsi fare queste foto».

    A proposito della Bibbia a luci rosse che il sacerdote avrebbe scritto, l’avvocato di Don Dino dice a Radio Cusano Campus: «Non ha mai scritto una Bibbia, ha scritto alcune pagine a forma di romanzo. A luci rosse? Non lo so, scrivere era una sua passione. Ma il mio assistito nega fermamente di essere un pedofilo e sostiene di non aver mai avuto rapporti con minorenni dietro compenso».

    L’avvocato di Padre Placido ha già presentato istanza di scarcerazione: «Ho già fatto in sede di convalida dell’arresto istanza di scarcerazione ma il gip l’ha respinta perché secondo lui c’era pericolo di reiterazione del reato. La presenterò di nuovo al tribunale della libertà, penso che gli arresti domiciliari possano essere sufficienti, non capisco l’applicazione di una misura così grave come la detenzione in carcere. Hanno trovato delle foto fatte con macchina digitale e altre immagini in una chiavetta usb. Immagini pedopornografiche va bene, ma questo non giustifica una misura così grave».

    Un’ultima battuta su eventuali pentimenti del suo assistito: «Se ha intenzione di scusarsi con la chiesa e con i cattolici visto il suo ruolo di sacerdote? Per il momento non ne abbiamo parlato, magari poi approfondiremo anche questo».

    https://www.leggo.it/NEWS/ROMA/roma_prostituzione_minorile_don_dino_provini_hard/notizie/1375690.shtml

  • Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Viterbo – Sacerdoti con l’ossessione del sesso.

    Iniziano a essere davvero tanti i religiosi arrestati negli ultimi cinque mesi per reati connessi al sesso. Da gennaio a maggio si contano almeno nove sacerdoti finiti in manette.

    Accuse pesantissime: violenza sessuale, sfruttamento di minori, prostituzione minorile, detenzione di materiale pornografico con minore, omicidio.

    L’ultimo prete finito agli arresti è il parroco di Montecalvello e Vallebona, don Dino. Lui per il sesso aveva una vera un ossessione, come risulta dall’indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”. Non solo comprava per pochi spicci il sesso da ragazzini rom alla stazione Termini, ma scriveva romanzi pornografici e nella sua casa di Fiumicino nascondeva un mega archivio di foto porno con minori. Immagini che ritrarrebbero minorenni nell’atto di consumare rapporti sessuali. Probabilmente proprio con don Dino, ma la certezza non c’è ancora. Al momento, il sacerdote è indagato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile.

    Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali.

    La maggior parte degli arrestati sembra essere ossessionata da minori e bambini. Sono uno di loro, padre Graziano, è in carcere  per l’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia.

    I reati parlano di molestie consumate negli oratori, posti dove le famiglie mandano i loro bambini a fare catechismo e a giocare.

    La lista dei sacerdoti con l’ossessione del sesso non fa differenza geografica. Si va da Nord a Sud senza tralasciare le isole.

    Il 2 gennaio finisce agli arresti Alessandro De Rossi, sacerdote di 46 anni, adesso parroco di una chiesa ai Parioli, a Roma. L’accusa è di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina.

    L’11 gennaio un sacerdote originario della provincia di Agrigento, Camillo Sessa, di 50 anni, è stato arrestato a Napoli dal nucleo tutela minori della polizia municipale per abuso sessuale su minore. Il prete sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, a Napoli.

    Il 23 aprile ad Arezzo padre Graziano viene arrestato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia.

    Il 24 aprile a Vercelli viene arrestato don Massimo Iuculano, sacerdote salesiano, accusato di violenza sessuale su minori.

    Sempre il 24 aprile a Foggia è finito in manette Giovanni Trotta. L‘ex sacerdote è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e continuata commessa per induzione, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima. L’uomo è anche accusato di produzione di materiale pornografico attraverso rappresentazioni di pornografia minorile e distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del ragazzino.

    Il 6 maggio don Pascal Manca, parroco di Villamar (Sassari), è arrestato dai carabinieri con l’accusa di abusi sessuali su minori. A Brindisi il 20 maggio finisce in manette con l’accusa di violenza sessuale don Giampiero Peschiulli.

    Il 22 maggio scorso a Roma don Dino , al secolo Placido Greco, di 68 anni, viene arrestato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile nell’ambito indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”.  Nella stessa operazione è stato arrestato l’ex sacerdote, Luca Galleschi.

    Maria Letizia Riganelli

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

  • Prostituzione a Termini; “Padre Placido andava alla stazione per fare beneficenza, non è un pedofilo. Le foto? Non sapeva fossero minorenni”

    Prostituzione a Termini; “Padre Placido andava alla stazione per fare beneficenza, non è un pedofilo. Le foto? Non sapeva fossero minorenni”

    Sergio Ruperto, avvocato difensore di Padre Placido Greco alias Don Dino, sacerdote accusato di prostituzione minorile e pedopornografia, arrestato in flagranza di reato dagli agenti della Polfer di Roma Termini per l’incredibile quantità di foto illegali custodite in un archivio del suo computer. è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, per parlare della posizione del suo assistito.

    “Sabato scorso è stata fatta la convalida dell’arresto in carcere e lui si è difeso sostenendo che non sapesse nulla a proposito dell’adescamento dei giovanissimi e dicendo che andava alla Stazione Termini a cogliere il suo sacerdozio, per fare beneficenza e aiutare i barboni. Per quanto riguarda le foto, lui ha sostenuto che la prima volta era andato da lui un ragazzino a pregarlo di fargli delle foto che gli servivano per partecipare a un film porno. Il ragazzo era minorenne, ma lui non lo sapeva. Ha detto che a quell’età, diciassette diciotto anni, è complicato capire se uno è minorenne. Dopo è partito un passaparola tra i ragazzi e in tanti sono andati da lui a farsi fare queste foto”.

    A proposito della Bibbia a luci rosse che il sacerdote avrebbe scritto, l’avvocato di Don Dino dice a Radio Cusano Campus: “Non ha mai scritto una Bibbia, ha scritto alcune pagine a forma di romanzo. A luci rosse? Non lo so, scrivere era una sua passione. Ma il mio assistito nega fermamente di essere un pedofilo e sostiene di non aver mai avuto rapporti con minorenni dietro compenso”.

    L’avvocato di Padre Placido ha già presentato istanza di scarcerazione: “Ho già fatto in sede di convalida dell’arresto istanza di scarcerazione ma il gip l’ha respinta perché secondo lui c’era pericolo di reiterazione del reato. La presenterò di nuovo al tribunale della libertà, penso che gli arresti domiciliari possano essere sufficienti, non capisco l’applicazione di una misura così grave come la detenzione in carcere. Hanno trovato delle foto fatte con macchina digitale e altre immagini in una chiavetta usb. Immagini pedopornografiche va bene, ma questo non giustifica una misura così grave”.

    Un’ultima battuta su eventuali pentimenti del suo assistito: “Se ha intenzione di scusarsi con la chiesa e con i cattolici visto il suo ruolo di sacerdote? Per il momento non ne abbiamo parlato, magari poi approfondiremo anche questo”.

    Di seguito l’audio dell’intervista

    http://www.radiocusanocampus.it/podcast?prog=1517&dl=3296

  • “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

    “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

    Viterbo – “E’ venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui… ho lavato un po’ le mani, siamo andati a letto e sono andato via”.

    Parole di un ragazzino 17enne. Uno dei minorenni adescati da don Dino, sacerdote viterbese finito in manette nell’inchiesta “Meeting point”, sul giro di baby prostituti a Roma Termini. 

    Quella che riporta Il Messaggero di Roma è la cronaca fredda di un rapporto mordi e fuggi, consumato tra il minorenne e il religioso dopo l’incontro a Termini. Il quotidiano cita gli interrogatori dei due giovanissimi, che raccontano cose più grandi di loro con estrema naturalezza.

    “Mi piacevano le macchine, lui ha detto di averne tante, mi ha fatto fare un giro sulla sua”, dice ancora il 17enne su don Dino. Mentre a un altro baby-prostituto, di un anno più piccolo, il sacerdote avrebbe chiesto di andare in vacanza insieme. 

    Le immagini raccolte dalla polfer alla stazione Termini sarebbero nitide e inequivocabili: mostrano il parroco viterbese che sorride, l’aria bonaria, mentre invita i ragazzini a seguirlo. “E’ successo tre volte, a casa, una volta al bagno del treno sul binario 29, una volta al bagno del binario 16… mi dava 40 o 50 euro”. Dettagli precisi, quelli forniti dagli adolescenti che si vendevano anche per 10 euro. Ma padre Dino, “il bambino”, come si sarebbe fatto chiamare dalle sue vittime, era così generoso da offrire anche cinque volte tanto.

    Il parroco di Vallebona e Montecalvello, all’anagrafe Placido Greco, 68 anni, veniva a dire messa nelle due chiese del Viterbese solo nel weekend. 

    Per il resto della settimana, viveva nella sua casa a Fiumicino. E’ qui che gli agenti della polizia ferroviaria hanno scoperto un archivio di immagini di pornografia minorile: migliaia di foto che mostravano minorenni nudi, dai 13 anni in su, in chiari atteggiamenti sessuali.

    All’archivio a luci rosse del sacerdote si aggiungerebbero i romanzi porno che scriveva con lo pseudonimo di Gabriele Doni.

    Ora, il prete è a Regina Coeli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

    17 gli indagati dell’inchiesta Meeting Point della procura di Roma, otto dei quali agli arresti, tra cui don Dino.

    “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

  • Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, don Dino, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Un altro dettaglio inquietante della storia, come racconta Repubblica, è che il prete, padre Placido Greco, scriveva anche racconti a sfondo sessuale sotto pseudonimo.

    A sancire definitivamente lo sdoppiamento di personalità è lo pseudonimo di don Dino. Il prete infatti scriveva romanzi pornografici sotto il nome di Gabriele Doni. Gabriele, come il santo patrono dei bambini.

    Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. I ragazzini si prostituivano anche nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione. Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. È la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari.

    Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro si celavano anche insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, tra cui anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i minori, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno. I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms.

    http://www.huffingtonpost.it/2015/05/22/prete-arrestato-prostituzione-minorile-roma-termini_n_7419176.html

  • Don Dino, l’orco di Roma Termini: parroco e scrittore pedopornografico

    Don Dino, l’orco di Roma Termini: parroco e scrittore pedopornografico

    ROMA – La domenica diceva messa nella parrocchia di Montecalvello, vicino Viterbo. Il resto della settimana, nel segreto di una stanza nella sua casa a Fiumicino, scriveva romanzi pedopornografici. Lui è padre Placido Greco, ma tutti lo conoscono col nome di Don Dino: è lui il parroco di 68 anni arrestato giovedì sera nell’ambito dell’inchiesta sul terrificante giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma. Ragazzini di 13 e 17 anni costretti a vendersi per una manciata di euro tra i binari, con orchi tra i 35 e gli 80 anni.

    Quando gli uomini della polizia ferroviaria si sono recati a casa di Don Dino per perquisirla hanno trovato l’impensabile. Da un lato la dimora di un uomo di chiesa, con decine di santini, sacre scritture e libri di teologia. Dall’altra una stanza a luci rosse con foto hard e gadget pornografici. Sul suo computer c’erano migliaia di foto pedopornografiche. E non erano certo immagini scaricate da internet, ma autoprodotte e meticolosamente schedate per nome, età e tipo di prestazione delle piccole vittime. A completare il quadro ci sono anche quei romanzi per adulti, pubblicati sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni. 

    A Viterbo nessun sospetto, nessuna avvisaglia, raccontano all’indomani del suo arresto i religiosi della diocesi: “Lo conoscevamo ma lo vedevamo solo nel fine settimana. Fa parte della congregazione dei figli di Santa Maria Immacolata ed era sempre a Roma per assistere la mamma malata”. Una personalità doppia e tripla: nessuno poteva mai immaginare che Don Dino fosse uno degli 0rchi di Termini, lo scrittore perverso e anche il figlio amorevole sempre al capezzale della vecchia madre malata. Non lo immaginavano soprattutto le decine di madri e padri di Montecalvello che ora pregano che quei bambini finiti sul suo pc non siano i loro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/don-dino-orco-di-roma-termini-parroco-e-scrittore-pedopornografico-2191797/