Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: preti cattolici

  • Manifestazione contro la pedofilia dei preti e dei vescovi cattolici: in piazza gli ex allievi dell’Isituto Provolo di Verona

    Manifestazione contro la pedofilia dei preti e dei vescovi cattolici: in piazza gli ex allievi dell’Isituto Provolo di Verona

    venerdì 3 luglio 2009
    Manifestazione contro la pedofilia dei preti e dei vescovi cattolici: in piazza gli ex allievi dell’Isituto Provolo di Verona

    Oggi a Verona si è tenuta la prima manifestazione contro la pedofilia dei preti e dei vescovi cattolici.
    Le violenze all’Istituto Provolo hanno mobilitato gli ex allievi e molte persone hanno portato la loro solidarietà.

    Oltre 200 persone hanno partecipato al corteo che accusava la chiesa cattolica di crimini contro l’umanità (perché la violenza ai minori è SEMPRE un crimine contro l’umanità).

    La violenza che i preti cattolici hanno esercitato nel veneto è infinitamente maggiore che non negli USA o nell’Irlanda. Solo la complicità della magistratura e della Polizia di Stato ha permesso ai preti cattolici di occultare la loro attività e di spargere insicurezza e terrore in tutta la Regione Veneto: quell’insicurezza e quel terrore che la regione sta vivendo ancor oggi.

    La manifestazione ha avuto il via dall’Istituto Provolo e si è conclusa in Piazza Bra, davanti al municipio di Verona.
    Da come si è svolta la manifestazione si è potuto toccare con mano quanto sia grande il terrorismo di Ratzinger e quanto l’extracomunitario di Ratzinger può manovrare a proprio vantaggio le Istituzioni della Repubblica: quelle stesse che hanno giurato fedeltà alla Costituzione e, invece, preferiscono mettersi in ginocchio davanti ad un Gesù che, dal momento che fu arrestato in compagnia di un bambino nudo, ritengono i preti cattolici legittimati a stuprare i bambini!
    L’omissione di atti d’ufficio della magistratura e della Polizia di Stato conferma il loro atteggiamento nei confronti della Costituzione!

  • VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    Note:In una famosa puntata di Annozero, monsignor Fisichella affermò che i preti pedofili erano pochi. Oggi,  il cardinal Hummes invita la chiesa ad aprire gli occhi e dice che in alcune diocesi “non arrivano nemmeno al 4%”. Considerando che i preti cattolici sono 400.000, ci sarebbero 16.000 preti pedofili. Dato che il numero di preti sotto processo o già condannati, non si conosce ufficialmente, ma non è certamente un numero elevato, restano  migliaia di pedofili che sfuggono al controllo della chiesa.

    VATICANO, CARD. HUMMES: QUASI 4 PRETI SU 100 PEDOFILI, CHIESA APRA OCCHI

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 26 giu – La Chiesa ”non puo’ chiudere gli occhi” di fronte ai casi di pedofilia tra i propri preti, che in alcune diocesi arrivano a coinvolgere quattro preti su cento. Lo afferma, in un’intervista al settimanale cattolico spagnolo ”Vida Nueva’ dedicata al significato dell’Anno sacerdotale aperto lo scorso venerdi’ 19 giugno da papa Benedetto XVI, il prefetto della Congregazione per il clero, card. Claudio Hummes.

    La Chiesa cattolica, in genere, non dispone di statistiche sui sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia. Il cardinale brasiliano pero’, offre un indizio, affermando che ”i casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti”.

    Piu’ difficile la situazione di quei preti che non rispettano l’obbligo del celibato: in questi casi ”la percentuale e’ un po’ piu’ alta”, spiega Hummes. In un’intervista all’Osservatore Romano di un anno e mezzo fa, il 5 gennaio 2008, lo stesso cardinale aveva offerto dati leggermente differenti: ”Si deve sempre ricordare – aveva detto – che solo una minima parte del clero e’ coinvolta in situazioni gravi. Neppure l’uno per cento ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale”. I preti cattolici di tutto il mondo, secondo i dati piu’ aggiornati, sono poco piu’ di 400mila.

    Nell’intervista con la rivista spagnola, il cardinale Hummes si sofferma ampiamente sulla questione della pedofilia, tornata alla ribalta dopo i risultati del ”rapporto Ryan” in Irlanda.

    Di fronte a questi casi, il prefetto della Congregazione del clero invoca la ”linea dura’, invitando la Chiesa a ”non chiudere gli occhi di fronte al fenomeno”. Le sue parole arrivano una settimana dopo che, in un’intervista sull’Osservatore Romano del 19 giugno, il numero due della sua Congregazione, mons. Mauro Piacenza, aveva denunciato ”un preciso disegno che va ben oltre il diritto di cronaca” da parte dei media che raccontano i casi di pedofilia nella Chiesa.

    ”Ci sono dei problemi – concede anche Hummes -, come i casi di pedofilia e quelli dei sacerdoti che non rispettano il celibato, che sono stati molto pubblicizzati negli ultimi tempi”. ”La pedofilia – prosegue pero’ -, senza dubbio, e’ un crimine terribile, di fronte al quale la Chiesa non puo’ chiudere gli occhi. Non c’e’ posto nel ministero sacerdotale per le persone che hanno commesso questi crimini. La Chiesa non puo’ accettare i casi di pedofilia; i colpevoli devono essere puniti tanto con le leggi civili quanto con quelle canoniche”.

    ”Detto questo – prosegue -, bisogna sottolineare che la grande maggioranza del clero non ha nulla a che fare con questi problemi. E’ per questa che la Chiesa deve reagire e non deve accettare che sia questa l’immagine del sacerdote cattolico, formata da un preconcetto negativo molto forte che umilia e ferisce l’immensa maggioranza dei sacerdoti. I casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti. Per la questione del non rispetto del celibato la percentuale e’ un po’ piu’ alta. Ma bisogna mettere in evidenza che il resto dei sacerdoti sono uomini degni e rispettabili, che danno la loro vita completamente e senza condizioni a Gesu’ Cristo e al popolo”.
    26 giugno 2009

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  • Cattolici irlandesi sono sul piede di guerra

    Cattolici irlandesi sono sul piede di guerra

    Cattolici irlandesi sono sul piede di guerra

    Decenni di violenze sui bambini ad opera dei preti cattolici non potevano che dare frutti amari. La contestazione contro la Chiesa di Roma si va facendo sempre più virulenta.

    La prima visita papale in Irlanda dopo 29 anni – riporta The Guardian – sarà funestata dalle proteste, se il Papa si rifiuterà di incontrare le vittime dei preti pedofili cattolici.

    Nei prossimi giorni l’organizzazione che rappresenta le vittime chiederà ufficialmente ai Vescovi che, nel corso del viaggio che intraprenderà l’anno prossimo in Irlanda, il Papa incontri una delegazione dei sopravvissuti agli innumerevoli stupri perpetrati dai preti alle loro dipendenze ai danni degli adolescenti irlandesi.

    Il coordinatore della “Voce della Fede” – una associazione di preti che aiuta le giovani vittime a rifarsi una vita – ha detto che, se i Vescovi si rifiuteranno di organizzare l’incontro, le stesse vittime si sentiranno oltraggiate ancora una volta, per cui saranno costrette a sabotare la visita, sfilando in silenzio senza dare ascolto alle parole del Papa.

    La “Voce della Fede USA – una associazione dello stesso genere, che opera oltre Atlantico – ha detto che è impensabile che il Papa possa visitare l’Irlanda senza tener conto dei bambini di cui è stata tradita l’innocenza, e si è detta disponibile a fare la stessa cosa. Altre associazioni hanno detto che, se non ci sarà l’incontro, questa decisione sarà vista come un sostegno del Vaticano ai preti pedofili e la prova che i leader della Chiesa cattolica non sono al servizio della dignità di tutti i suoi membri.

    Diversi fedeli sostengono che una visita siffatta non sarebbe considerata il segno della rinascita della Chiesa irlandese, ma il trionfo della scarsa volontà di far fronte alle proprie responsabilità e la fine di ogni aspettativa di una nuova evangelizzazione del Paese.

    Gli scandali dei preti pedofili hanno determinato una calo progressivo dell’influenza della Chiesa cattolica in Irlanda. Nei grossi Centri, in particolare a Dublino, la frequenza alla messa è infatti sempre più bassa e di seminaristi ne vengono fuori sempre meno.

    In primavera ci sarà la prima visita di questo Papa negli Stati Uniti. Possiamo considerarla la prova generale di quella successiva in Irlanda,. Anche in questa occasione infatti le comunità di base hanno minacciato di contestare vivacemente il difensore più efficiente dei pedofili clericali.

  • Violenze sessuali su bambini e riti satanici. Una storia sconvolgente

    Violenze sessuali su bambini e riti satanici. Una storia sconvolgente

    Perversioni sessuali e riti satanici
    trotzky – antiglob@yahoo.it

    Gli episodi di perversione sessuale venuti recentemente alla ribalta fanno temere che siamo vicini alla scoperta di una serie di delitti a sfondo sessuale perpetrati per decenni dai sacerdoti malati di sesso.

    All’età di otto anni, Jane Doe fu mandata a studiare in un collegio di preti cattolici annesso alla diocesi di Toledo, dove fu costretta a subìre sistematicamente le loro violenze.
    La bambina veniva condotta in una camera semibuia, che gli stupratori avevano adornato con altari, candele e paramenti sacri, per creare l’unico clima che riusciva a eccitarli.
    Prima dello stupro, il sacerdote che fungeva da cerimoniere mutilava orrendamente dei piccoli animali e faceva bere il loro sangue ai presenti.
    Dieci anni dopo, perseguitata da un terribile senso di colpa, la ragazza scappò dal collegio e, con l’aiuto dei genitori, intraprese una costosa terapia psicoanalitica.
    Guarita dalle sue ossessioni, chiese alla diocesi 50.000 dollari a titolo di rimborso delle spese sostenute per mandare avanti la terapia.
    La diocesi non si degnò neppure di risponderle. Jane allora denunciò alla polizia i preti che avevano distrutto la sua vita, tra i quali non poteva mancare padre Gerald Robinson, il cerimoniere al quale ho appena accennato.
    La polizia si rivolse alla diocesi per aiuto. Questa tuttavia, non solo si rifiutò di collaborare, ma si diede da fare perché il caso fosse archiviato.
    Fortunatamente nel corso delle indagini si presentarono davanti al magistrato le altre ragazze che avevano subìto la stessa sorte di Jane e tutte parlarono di rituali satanici e fecero il nome di padre Robinson.
    Questo particolare destò i sospetti degli inquirenti, che si ricordarano di Margaret Anna Palh, una vecchia suora, che era stata soffocata e finita con trentuno pugnalate, di cui nove inferte all’altezza del cuore in forma di crocifisso, nell’ospedale presso il quale padre Robinson lavorava come cappellano.
    Accusato del crimine, sotto l’incalzare delle domande degli inquisitori, il reverendo ha confessato tutto ed è stato condannato a quindici anni di reclusione.
    Se, oltre ai pedofili, la chiesa cattolica nasconde pure i rituali satanici e i preti assassini, vuol dire che le cose di cui deve vergognarsi sono più gravi e numerose di quanto non siamo ancora riusciti a immaginarci.

  • 3281 “SEX CRIMES AND VATICAN”: Un documentario della BBC riapre la questione della pedofilia nella Chiesa

    3281 “SEX CRIMES AND VATICAN”: Un documentario della BBC riapre la questione della pedofilia nella Chiesa

    “SEX CRIMES AND VATICAN”:il documentario è sconvolgente nella sua infamia descritta

    Non stupisce. Di preti pedofili, e di abusi sui bambini, già ne scriveva Garibaldi in occasione delle sue campagne militari per liberare Roma dal potere secolare del Papa-Re. Egli riferiva che gli orfanotrofi erano considerati i bordelli per il clero, rimanendo disgustato che tale immonda e turpe consuetudine, pur essendo notoria, venisse tollerata dal cardinale prefetto e dal Papa, e che pure il popolo romano la subisse passivamente. Il fenomeno della pedofilia è, dunque, di origine molto antica, ed affonda le radici, nel mondo occidentale, nelle scuole filosofiche dell’antica Grecia.

    Assume, quindi, carattere endemico in situazione di celibato, soprattutto maschile, tra persone vocate alle discipline filosofiche e teologiche. Questa situazione porta, fatalmente, a fantasie sessuali cronicamente distorte, tra le quali la pedofilia è quella di più facile realizzazione, favorita, questa, dalla funzione di educatori che i preti istituzionalmente ricoprono. Se è corretta l’indicata causa, pare ragionevole che, per contenere il fenomeno, si debba privilegiare lo stato di coniugato per chi abbia contatti con i bimbi e gli adolescenti, laici o religiosi che siano gli educatori. Lo stato civile, ovviamente, non è sufficiente per contrastare il fenomeno, e quindi è necessario un servizio di vigilanza molto severa, con sanzioni oggettive, che colpiscano le strutture nelle quali si siano verificati gli abusi sessuali, per esempio revocando le autorizzazioni all’esercizio di scuole, oratori, collegi, eccetera. Una tale previsione dovrebbe stimolare la crescita della sensibilità di auto pulizia e di autocontrollo, da parte delle strutture medesime, divenendo la copertura degli abusi oltre modo rischiosa.

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    Una “infame calunnia via Internet” ai danni “della Chiesa e di Ratzinger”. Con queste parole, in un editoriale, il quotidiano ‘Avvenire’ si scaglia oggi contro la diffusione da parte di un sito Web, con sottotitoli in italiano, del documentario su preti cattolici e abusi sessuali mandato in onda dalla Bbc nel 2006.

    Il giornale dei vescovi italiani contesta su tutta la linea il contenuto del video, “un pot-pourri di affermazioni e
    pseudo-testimonianze – così lo definisce – che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese”.

    E in particolare rigetta “l’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto ‘garante’ per 20 anni – da quando fu nominato prefetto vaticano – del testo ‘Crimen sollicitationis’, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962”.

    Secondo Avvenire, “quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’importante istruzione atta ad ‘istruire’ i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile”. “Insomma – ribadisce il quotidiano della Cei -, un insieme di norme rigorose, che
    nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali”. (Fonte: Rai-News 24)

  • Ratzinger e i casi di pedofilia insabbiati….

    Ratzinger e i casi di pedofilia insabbiati….

    La BBC: “Ratzinger contribuì a coprire casi di pedofilia”
    Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

    Lancio AGI

  • Sex crimes and the vatican – Docufilm BBC

    Sex crimes and the vatican – Docufilm BBC

    Creato nel 1962, un documento ormai famigerato fu rilasciato in segreto ai vescovi. Chiamato Crimen Sollicitationis, ha delineato le procedure che i vescovi devono seguire quando si tratta di accuse di abusi sui minori, omosessualità e bestialità da parte di membri del clero. Ha giurato il segreto a tutte le parti coinvolte, pena la scomunica da parte della Chiesa cattolica.

    Questo documento è stato ristampato nel 2001 dal cardinale Joseph Ratzinger e inviato a tutti i vescovi. Tuttavia, invece di ordinare maggiore apertura e cooperazione con le autorità come richiesto sia dalle forze dell’ordine che dalle vittime, ha ribadito le sue politiche e ha assicurato che il Codice del silenzio fosse applicato a tutti i casi di abusi sui minori che coinvolgono un sacerdote. Il cardinale Ratzinger ha anche indicato che tutti i casi dovrebbero ora essere deferiti direttamente al suo ufficio e che manterrà la “competenza esclusiva” sulla gestione delle accuse. Questa è la politica della Chiesa cattolica fino ad oggi e il cardinale Ratzinger è ora Papa Benedetto XVI.

    La politica delineata nel documento di cui sopra ha portato a un fallimento sistemico, perché a un numero significativo di sacerdoti è stato di fatto permesso di abusare di nuovo e altri bambini sono stati messi a rischio.

    Mentre il documentario esplora, Colm O’Gorman è l’uomo responsabile di aver aperto decenni di abusi da parte di preti cattolici in Irlanda nello speciale della BBC premiato con il BAFTA Suing the Pope. Egli collega le “prove sistemiche” internazionali per sostenere che il Vaticano ha una politica per coprire gli abusi sessuali di migliaia di bambini in tutto il mondo.

    In Sex Crimes and the Vatican O’Gorman esplora quattro casi separati a livello internazionale di diffusi abusi da parte del clero, mettendo sotto processo la Chiesa cattolica romana per la sconsiderata minaccia dei bambini. O’Gorman solleva la domanda: “La Chiesa è inadempiente ai suoi obblighi di firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia?” 

    ( Estratto da news.bbc.co.uk )