Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Quattro anni reclusione per Emilio Manzolini

    Quattro anni reclusione per Emilio Manzolini

    di VALENTINA ERRANTE

    Quattro anni di reclusione. Perché Emilio Manzolini, 50 anni, parroco fino a maggio di due anni fa di una chiesa sulla Cassia, era davvero un prete pedofilo. Almeno secondo il gup Marina Finiti.

    Ieri, il giudice ha accolto la richiesta del pm Francesco Scavo condannando il sacerdote per atti sessuali su minori. Un processo con rito abbreviato che prevede anche lo sconto di un terzo della pena.

    Quell’uomo, per la procura, avrebbe approfittato dell’abito e del suo ruolo per abusare di due bambine di nove anni anni che frequentavano la chiesa per prepararsi alla prima comunione. La guida spirituale, che parlava di Gesù Cristo e spiegava il Vangelo, si sarebbe trasformata nell’orco. Anche durante la confessione.

    Secondo la ricostruzione dell’accusa, Manzolini avrebbe abusato delle due bambine che frequentavano i corsi di catechismo presso la parrocchia tra il 2005 e il 2006. Non un episodio sporadico. Sono diverse le contestazioni riconosciute dal giudice. L’imputato non si sarebbe fermato neppure durante la confessione e le piccole allieve avrebbero subito molestie anche nei locali della sagrestia e persino nell’appartamento parrocchiale adibito a sua abitazione privata. Il sacerdote avrebbe abbracciato le bambine che dopo la scuola si presentavano in parrocchia. Poi le avrebbe accarezzate e baciate sul viso e sulla bocca, come fanno i grandi.

    L’imputato ha sempre respinto le accuse. Si è difeso, sostenendo di avere portato quelle ragazzine in casa sua solo per affetto. Ma il giudice non gli ha creduto. A inchiodarlo non c’era solo la testimonianza delle due minorenni. La relazione di due professionisti è agli atti. Sia la procura che il giudice hanno disposto le perizie chiedendo agli psicologi infantili di esaminare quelle bambine. Ed entrambi i professionisti hanno confermato: gli abusi ci sono stati.

    E così ieri il giudice ha riconosciuto all’imputato anche le aggravanti contestate dal pm. L’imputato è stato condannato anche per «aver commesso il fatto su persone minori degli anni dieci affidate alle sue cure per ragioni educative, religiose e comunque di istruzione, nonché nei momenti in cui, nei confronti delle piccole, aveva un obbligo di custodia o comunque di vigilanza». Secondo il pm, gli abusi si sarebbero prolungati, nella parrocchia, fino alla scorsa primavera.

  • Atti sessuali su una 13enne, sacerdote ai domiciliari Con l’accusa di atti sessuali con una minore di 13 anni e di atti osceni in luogo pubblico

    Atti sessuali su una 13enne, sacerdote ai domiciliari Con l’accusa di atti sessuali con una minore di 13 anni e di atti osceni in luogo pubblico

    16 gennaio 2007 – Atti sessuali su una 13enne, sacerdote ai domiciliari Con l’accusa di atti sessuali con una minore di 13 anni e di atti osceni in luogo pubblico, un sacerdote è stato arrestato dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Reggio Calabria e sottoposto ai domiciliari.

    Le indagini, effettuate anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di accertare che il prete aveva un rapporto particolarmente intimo con una parrocchiana. L’attività è stata particolarmente complessa poiché per diversi mesi il sacerdote dalle telefonate non lasciava trasparire le sue reali intenzioni ma una svolta alle indagini è stata data dal trasferimento del prete a un’altra parrocchia, fatto che ha obbligato l’uomo a parlare in modo più esplicito al telefono.

    Diversi stratagemmi sono stati attuati dalla Polizia Postale di Reggio Calabria, coadiuvata dalla Questura e dalla Polizia Stradale di Reggio Calabria per evitare che tra i due potessero avvenire incontri che avrebbero potuto portare alla consumazione di un vero e proprio rapporto sessuale.

    ”Addolorano e costernano i fatti ascritti al sacerdote accusato di molestie sessuali nei confronti di una bambina tredicenne” ha commentato don Fortunato Di Noto, sacerdote e fondatore dell’Associazione Meter (www.associazionemeter.it), impegnata nella tutela e nella difesa dell’infanzia contro ogni forma di sfruttamento sessuale e pedofilia. ”Esprimiamo solidarietà e amicizia alla famiglia e alla bambina che, a quanto sembra, è stata irretita dalla fiducia e dall’amicizia del sacerdote. In attesa del processo – dice don Di Noto – preghiamo anche per il sacerdote che possa, in coscienza, dire la verità e assumersi le responsabilità”.

    ”Non è ammissibile ed è inaccettabile – sottolinea – che ancora oggi sia possibile che sacerdoti possano avere tali comportamenti. Le famiglie non possono perdere la fiducia nella Chiesa e nei sacerdoti a causa di questi peccati e reati così gravi. La Chiesa è dalla parte dei bambini”.


    http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/c…-arrestato.html
    L’uomo, di cui si conoscono le iniziali (P.C.), ha 70 anni
    Prime lunghe telefonate, poi gli approcci con la minorenne
    Reggio Calabria, sacerdote arrestato
    Molestava ragazzina tredicenne

    REGGIO CALABRIA – Accusato di aver molestato una tredicenne un sacerdote di 70 anni di Reggio Calabria è agli arresti domiciliari. Le indagini sono cominciate quando personale della polizia postale ha avuto notizia di un rapporto particolarmente intimo tra il prete, P.C., ed una sua giovanissima parrocchiana ed ha informato la Procura della Repubblica. Dai primi accertamenti sui tabulati telefonici è emerso che tra i due vi erano decine di telefonate giornaliere. Per sei mesi gli investigatori hanno intercettato le telefonate dei due anche se nei colloqui, il sacerdote non faceva trasparire le sue reali intenzioni. Chiara, invece, la totale dipendenza emotiva della ragazzina.

    Ma i due non si parlavano solo al telefono. Spesso si incontravano in parrocchia e sull’automobile del sacerdote. La svolta è arrivata quando il prete è stato trasferito in una parrocchia fuori dalla provincia reggina. A quel punto l’uomo ha iniziato ad essere più esplicito nelle sue conversazioni. La svolta durante le feste natalizie. Il sacerdote ha incontrato la ragazzina sulla sua auto e dalle intercettazioni è emerso che l’ha palpeggiata e baciata. A quel punto la polizia postale ha deciso di intervenire anche per evitare che si potesse consumare un rapporto sessuale.

  • Chi è quest’altro prete pedofilo recidivo?

    Chi è quest’altro prete pedofilo recidivo?

    Roma, 8 gen,  (Adnkronos) – Rischio di rinvio a giudizio per un sacerdote C.D.M. di 56 anni accusato di abusi sessuali su due minorenni che gli erano stati affidati ”per ragioni di educazione e vigilanza”.

    Il pubblico ministero, Nunzia D’Elia, ha infatti concluso l’inchiesta riguardante il religioso depositando gli atti. All’imputato si contesta di aver approfittato dello stato di salute di un bambino a lui affidato perche’ disturbato nell’apprendimento toccandolo in piu’ occasioni. Il fatto accadde nel giugno scorso. Al sacerdote inoltre si contesta di aver nel maggio scorso compiuto atti sessuali su un altro minore che era stato a lui affidato durante un soggiorno a Ventotene.

    Entro 20 giorni i difensori del sacerdote dovranno sollecitare l’attivita’ istruttoria da parte del pubblico ministero o depositare atti dopodiche’ il pm D’Elia presentera’ al gup De Angelis che ha concesso al religioso gli arresti domiciliari la sua richiesta di rinvio a giudizio.

    “Palpeggiava i dodicenni”, ora rischia il processo Pedofilia – Sta per chiudersi l’istruttoria sul 58enne sacerdote che prestava servizio nella chiesa della Madonna di Czestochowa, alla ‘Rustica’. Da novembre è ai domiciliari. Oltre 10 anni fa era già stato condannato per abusi

    Roma, 8 gennaio 2007 – Chiesa e pedofilia: un terribile binomio che torna sotto i riflettori. Già condannato piu’ di dieci anni fa per abusi sessuali su minorenni, un sacerdote di origine siciliana rischia adesso di finire sotto processo per ulteriori due episodi dello stesso tipo commessi tra l’ aprile e il maggio dello scorso anno.

    Nei confronti di A.D., 58 anni, parroco nella chiesa della Madonna di Czestochowa di localita’ ‘La Rustica’, a Roma, e insegnante di religione alla scuola media capitolina ‘Salvo D’Acquisto’, infatti, il pm di Roma Nunzia D’ Elia, ha depositato gli atti di indagine e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per l’accusa di atti sessuali con minorenni.

    Due gli episodi che si contestano al sacerdote e per i quali l’uomo nel novembre scorso era finito in carcere, per poi finire agli arresti domiciliari qualche giorno dopo nel convento dell’Ordine dei Monaci Benedettini Silvestrini di Bassano Romano. Il primo accertato dagli investigatori e’ dell’ aprile del 2006. Secondo l’ accusa, in quella occasione A.D. avrebbe indotto un suo allievo di dodici anni a subire palpeggiamenti nell’ oratorio della chiesa nella quale prestava servizio. Il mese successivo, invece, gli atti sessuali sarebbero stati compiuti su un dodicenne durante un ‘campo-scuola’ trascorso nell’ isola di Ventotene.

    L’ inchiesta della procura capitolina e’ stata avviata in seguito a una denuncia presentata dai genitori del bambino molestato nell’ oratorio. Sarebbe stato lo stesso dodicenne a raccontare di aver saputo che ci sarebbero stati altri episodi simili a quello che lo aveva visto vittima. Secondo quanto si e’ appreso, il sacerdote fin da subito smenti’ tutte le circostanze che gli venivano contesatate, salvo poi correggere il tiro ammettendo le sue responsabilità, anche se limitandole nella portata.

  • “Sborra Boy”, il nikname di don Mauro Stefanoni, condannato a 8 anni per pedofilia, Sentenza definitiva della Cassazione. Vittima un minorato psichico

    “Sborra Boy”, il nikname di don Mauro Stefanoni, condannato a 8 anni per pedofilia, Sentenza definitiva della Cassazione. Vittima un minorato psichico

    Pochi giorni prima di natale riprende il processo a Don Mauro Stefanoni, il prete pedofilo di Laglio, un processo tirato in lungo in attesa che il minore diventi maggiorenne e che tra la lista dei membri a difesa del prete ha visto la richiesta di testimonianza del vescovo di como, una vergogna.

    Cosa possiamo fare per fare pressioni, visto che a Como la Chiesa comanda?

    Io il mio apporto lo do attraverso il mio blog:
    www.vivereacomo.com/?s=stefanoni

    Se avete idee ben vengano, questo prete usa ed abusa dei media locali (di proprietà della chiesa) lancia strali e minaccia anche attraverso i commenti nel blog stesso..
    sarebbe bene per esempio riuscire ad organizzare una presenza fuori dal tribunale anche folta.

  • Pedofilia, arrestato un parroco già condannato per abusi nel ‘ 95

    Pedofilia, arrestato un parroco già condannato per abusi nel ‘ 95

    NAPOLI – Un sacerdote di sessant’ anni, Tommaso Antonio T., parroco nel quartiere napoletano di Pianura, è stato arrestato ieri con l’ accusa di aver abusato sessualmente per settimane di una bambina di dieci anni che frequentava nella sua parrocchia il corso di catechismo.

    Il prete, originario della provincia di Matera, è stato fermato a Grottole, in Basilicata, in casa di parenti. Subito dopo è stato trasferito a Napoli e accompagnato non in carcere ma nella sua abitazione perché il gip – che ha firmato l’ ordinanza di custodia cautelare su richiesta della sezione reati sessuali della Procura – gli ha concesso gli arresti domiciliari. Per padre Tommaso questa non è la prima vicissitudine giudiziaria, ha precedenti e sempre per storie di sesso. Nel 1995, quando dirigeva un istituto di accoglienza per disabili in provincia di Agrigento, fu accusato di aver costretto a rapporti sessuali una donna ospite del centro, affetta da gravi sofferenze psichiche.

    Al processo chiese e ottenne il patteggiamento (ammettendo quindi di fatto la propria colpevolezza) e fu condannato a un anno e dieci mesi di carcere, con sospensione della pena. Nonostante quella condanna, però, don Tommaso è riuscito a non essere messo in pensione, ma ad avere l’ affidamento di una parrocchia, seppure non più in Sicilia, dove è vissuto molti anni, ma a Napoli.

    Gli hanno affidato la chiesa del Cuore eucaristico di Gesù a Pianura, quartiere al confine tra la città e la zona flegrea. Gli abusi sarebbero avvenuti in sagrestia, e si sarebbero ripetuti più volte. Fino a quando la bimba ha raccontato ai genitori di quel prete che le metteva continuamente le mani addosso. Il 19 settembre è stata presentata la denuncia ai carabinieri, e sono scattate le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Angelo Pennasilico, che dieci giorni fa ha chiesto al gip l’ arresto del parroco.

    Nel corso delle indagini il sacerdote deve aver ricevuto anche una informazione di garanzia, perché che fosse al centro di un’ inchiesta lo sapeva lui e lo sapevano i suoi superiori: da alcune settimane, infatti, padre Tommaso era stato destinato a un altro incarico e aveva dovuto quindi allontanarsi dalla parrocchia, dove però non era stato sostituito. Ora il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Mazzarella (la cui Diocesi ha competenza anche sul quartiere di Pianura) esprime «amarezza e profondo dolore», fa sapere che il sacerdote arrestato è stato sospeso dall’ incarico di parroco e che ulteriori provvedimenti delle autorità ecclesiali saranno presi alla luce di quanto emergerà dall’ inchiesta della magistratura.

    Il vescovo però non spiega come mai a un prete condannato per reati sessuali sia stata affidata una parrocchia frequentata anche da bambini. Né lo fa don Giacomo Caprara, superiore della casa madre dei Vocazionisti – ordine al quale appartiene don Tommaso – che ha sede proprio a Pianura. Don Giacomo è anzi ancora più laconico del vescovo. Su questa vicenda, fa sapere, «non ho nulla da dire».

    Bufi Fulvio

    Pagina 20
    (17 novembre 2006) – Corriere della Sera

  • Il reato di adescamento: un’interpretazione

    Il reato di adescamento: un’interpretazione

    Il reato di “crimen solicitationis” è indicativo di una politica mondiale di assoluta segretezza e controllo su tutti i casi di abusi sessuali commessi dal clero.

    Ma in realtà qui abbiamo una politica esplicitamente scritta per insabbiare i casi di abusi sessuali su minori da parte del clero, al fine di punire coloro che oserebbero denunciare questi crimini commessi dagli ecclesiastici.

    Esiste una direttiva scritta che stabilisce che il Vaticano controllerà queste situazioni e, a mio avviso, vi sono anche prove scritte inequivocabili del fatto che la loro unica preoccupazione è contenere e controllare il problema.

    In nessuno di questi documenti si fa cenno all’aiuto alle vittime.

    L’unica cosa che fa è affermare che possono incutere timore alle vittime e punirle per aver parlato o rivelato ciò che è accaduto loro.

    È tutto controllato dal Vaticano e al vertice del Vaticano c’è il Papa, quindi Joseph Ratzinger è stato al centro di tutto questo per la maggior parte degli anni in cui la Convenzione di Crimen è stata in vigore, ha creato il successore di Crimen e ora è il Papa, tutto ciò dimostra che la politica e l’approccio sistematico non sono cambiati.

    Il cardinale Ratzinger, ora Papa, potrebbe domani alzarsi e dire: “Ecco la politica: piena trasparenza alle autorità civili, isolamento assoluto e allontanamento di qualsiasi ecclesiastico accusato, riconosciuto colpevole e condannato, completa apertura e trasparenza, completa trasparenza di tutte le situazioni finanziarie, eliminazione di ogni ostacolo al processo legale e piena cooperazione con le autorità civili ovunque”.

    Potrebbe farlo.

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/panorama/5392338.stm

  • Crimini sessuali e il Vaticano

    Crimini sessuali e il Vaticano

    Il reato di sollecito di persecuzione (crimen solicitationis) fu applicato per 20 anni dal cardinale Joseph Ratzinger prima che diventasse Papa.

    Fornisce istruzioni ai vescovi su come affrontare le accuse di abusi su minori da parte dei sacerdoti ed è stato visto da pochi esterni.

    Secondo i critici, il documento è stato utilizzato per eludere il procedimento penale per reati sessuali.

    Il Crimen Sollicitationis è stato scritto nel 1962 in latino e distribuito ai vescovi cattolici di tutto il mondo, con l’ordine di custodirlo sotto chiave nella cassaforte della chiesa.

    Il testo spiega come comportarsi con i sacerdoti che sollecitano rapporti sessuali nel confessionale. Tratta inoltre di “qualsiasi atto esteriore osceno… con giovani di entrambi i sessi”.

    Impone un giuramento di segretezza alla vittima minorenne, al sacerdote che si occupa del caso e a eventuali testimoni.

    Violare quel giuramento significa essere scomunicati dalla Chiesa cattolica.

    In un reportage per Panorama, Colm O’Gorman ha scoperto che sette sacerdoti accusati di abusi su minori vivono dentro e intorno alla Città del Vaticano.

    Uno dei sacerdoti, padre Joseph Henn, è stato incriminato con 13 capi d’accusa per abusi sessuali da una giuria popolare negli Stati Uniti.

    Durante le riprese di “Crimini sessuali e il Vaticano”, Colm scopre che Padre Henn sta combattendo contro le richieste di estradizione dall’interno della sede centrale di quest’ordine religioso in Vaticano.

    Il Vaticano non lo ha obbligato a tornare in America per affrontare le accuse a suo carico.

    Dopo le riprese, padre Henn ha perso la battaglia contro l’estradizione, ma è fuggito dal quartier generale e si ritiene che si nasconda in Italia, mentre su di lui pende un mandato di arresto internazionale.

    Colm O’Gorman fu violentato da un prete cattolico nella diocesi di Ferns, nella contea di Wexford, in Irlanda, quando aveva 14 anni.

    Padre Fortune fu accusato di 66 capi d’imputazione per violenza sessuale e atti osceni, oltre a un altro grave reato sessuale relativo a otto ragazzi, ma si suicidò alla vigilia del processo.

    Nel marzo del 2002 Colm avviò un’inchiesta con la BBC che portò alle dimissioni del dottor Brendan Comiskey, vescovo a capo della diocesi di Ferns.

    Colm si batté quindi per un’inchiesta governativa che portò alla stesura del Rapporto Ferns.

    Il rapporto, pubblicato nell’ottobre del 2005, concluse: “Una cultura di segretezza e timore di scandali che spinse i vescovi a privilegiare gli interessi della Chiesa cattolica rispetto alla sicurezza dei bambini”.

    La Chiesa cattolica conta 50 milioni di bambini tra i suoi fedeli in tutto il mondo e non dispone di una politica universale di protezione dell’infanzia, sebbene nel Regno Unito esista l’Ufficio cattolico per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili.

    In alcuni paesi ciò significa che il Crimen Sollicitationis è l’unica politica seguita.

    Il Vaticano ha rifiutato le ripetute richieste di Panorama di commentare alcuno dei casi presentati nel film.

    Panorama: Crimini sessuali e il Vaticano è andato in onda su BBC One il 1° ottobre 2006.

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/panorama/5389684.stm

  • Sacerdote accusato di pedofilia: «Se torno negli Usa mi uccidono»

    Sacerdote accusato di pedofilia: «Se torno negli Usa mi uccidono»

    Il 16 giugno scorso ha scritto a Mastella: «Signor Ministro, sono padre Joseph John Henn, la prego, non firmi l’ estradizione.

    Un prete cattolico accusato di sexual abuse non sopravvive nelle carceri americane. É esposto a rischi gravissimi». Tradotto: dentro l’ ammazzano. Ma il provvedimento ormai era firmato. E padre Henn, il giorno stesso, è sparito da Roma.

    Ora è ricercato non solo in Usa (wanted on child molestation, cioè per molestie sessuali su minori), ma anche qui da noi. Il sacerdote americano è ufficialmente latitante e la Corte d’ Appello contro di lui ha già emesso un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere. Padre John, però, si è sempre difeso: «Io non ho mai abusato sessualmente di nessuno».

    «Se torno negli Usa mi uccidono», ha scritto a Mastella prima di sparire Fugge dai «domiciliari» ricercato prete pedofilo Doveva essere estradato negli Stati Uniti Fino al 16 giugno scorso, il prete statunitense, 57 anni, nato nel Wisconsin, ha vissuto agli arresti domiciliari nella casa generalizia dell’ Ordine a cui appartiene, quello dei Padri Salvatoriani, in via della Conciliazione, a due passi da San Pietro. Undici mesi prima, era stata la Squadra Mobile di Roma a notificargli il primo provvedimento restrittivo, ordinato sempre dalla Corte d’ Appello su richiesta del Dipartimento di Giustizia americano.

    I fatti incriminati risalgono, infatti, al periodo in cui Henn prestava servizio presso una parrocchia di Phoenix, Arizona, tra il 1979 e l’ 81. Contro di lui pendono le denunce di tre ragazzi, oggi tutti maggiorenni, che nel 2003 decisero di raccontare al procuratore distrettuale della contea di Maricopa, Rick Romley, le presunte molestie ricevute. Padre John, però, ha sempre respinto ogni addebito: «Oltretutto sono passati più di 25 anni dai fatti che mi vengono contestati e già nell’ 81 fui inquisito dalla polizia di Phoenix, interrogato e infine prosciolto. Perciò, che vogliono ancora da me?

    La verità è che negli Stati Uniti è in corso da tempo un attacco politico e giudiziario contro la Chiesa cattolica utilizzando proprio l’ argomento della pedofilia. Per questo non credo che in America sarei sottoposto a un giusto processo». «Se torno là, m’ ammazzano in prigione», ha ripetuto più volte padre Henn al suo avvocato italiano, Michele Gentiloni Silverj, cugino dell’ attuale ministro delle Telecomunicazioni. Inoltre, il prelato – nella lettera, disperata, inviata al Guardasigilli prima di darsi alla macchia – sostiene di essere molto cambiato: «Durante questo lungo periodo, ho sempre accettato di essere sottoposto ad una rigidissima disciplina, esteriore ed interiore, che mi ha reso una persona del tutto diversa da quella che, a prescindere dalla mia colpevolezza o meno, viene disegnata negli atti processuali di allora.

    Al contempo, la vita di clausura cui sono stato destinato dall’ Autorità Ecclesiastica è tale da soddisfare qualunque, anche solo teorica, esigenza di tutela della collettività». Peccato che in America non la pensino così. «La sua fuga – attacca Andrew Thomas, legale della contea di Maricopa, Arizona – denota una mancanza di rispetto della legge. Egli può scappare ma non nascondersi. Alla fine sarà catturato e giustizia sarà fatta». Dove si trovi, al momento, è impossibile dire. Sicuramente non in Vaticano: «Dall’ inizio – dice Gentiloni – non ha mai pensato di beneficiare dell’ extraterritorialità.

    Lui ha fiducia nella giustizia italiana, per questo aveva scritto a Mastella supplicandolo di non firmare l’ estradizione». Al ministero di Grazia e Giustizia risulta, però, che il provvedimento era già stato firmato (dall’ ex ministro Castelli?) molto prima che padre Henn, il 16 giugno, inviasse la lettera. E anzi proprio quel giorno – concludono in via Arenula – è iniziata la sua latitanza. Che avesse saputo? Non solo. Due giorni prima, il 14, anche la Cassazione aveva dato il via libera alla procedura. Insomma, non c’ era più scampo. Dove sarà, ora? Una traccia, forse, è contenuta proprio in un passo della lettera spedita al Guardasigilli, quando accenna all’ Alta Corte della Repubblica d’ Irlanda, che nel luglio 2005 rigettò «analoga richiesta di estradizione avanzata nei confronti di un mio confratello». Da Roma a Dublino?

    Il caso Era stato arrestato un anno fa «Child molestation»: molestie sessuali su minori. Con questa accusa, il 16 luglio 2005, padre Joseph John Henn, fu arrestato a Roma dalla polizia e messo ai domiciliari presso l’ Ordine dei Salvatoriani. Il 26 gennaio 2006 la Corte d’ Appello ha dichiarato la concedibilità dell’ estradizione negli Usa. Il 14 giugno via libera anche dalla Cassazione. Il 16 giugno padre Henn è sparito da Roma.

    Caccia Fabrizio

    Pagina 001.004
    (4 agosto 2006) – Corriere della Sera

  • Il sacerdote bloccato con un ragazzino sul Gra «Processo per pedofilia»

    Il sacerdote bloccato con un ragazzino sul Gra «Processo per pedofilia»

    Un sacerdote pugliese, don Donato Bono, 44 anni, parroco di Sternadia, in provincia di Lecce, rischia di finire sotto processo per pedofilia.

    Il pubblico ministero Roberto Staffa ha chiesto infatti il suo rinvio a giudizio perchè risponda di atti sessuali con un minorenne e atti osceni in luogo pubblico. I fatti risalgono allo scorso aprile. Il religioso era stato bloccato dalla polizia stradale in una piazzuola del Grande Raccordo Anulare su segnalazione di alcuni camionisti che avevano notato don Donato in atteggiamenti osceni con un ragazzino a bordo della propria auto.

    Posto dapprima agli arresti domiciliari, il sacerdote era finito in carcere, dove si trova tuttora, all’ inizio di maggio per aver tentato di inquinare le prove. Secondo l’ accusa, infatti, avrebbe esercitato pressioni sul minorenne e sui suoi genitori per alleggerire la propria posizione. Don Donato, nato a Poggiardo, nel leccese, da una decina di anni è parroco di un piccolo paese dove ha fondato l’ Anspi, una associazione per la formazione spirituale, la catechesi e l’ attività sportiva.

    Secondo l’ accusa il sacerdote approfittava dei suoi viaggi a Roma per farsi accompagnare da ragazzi minorenni. Dopo essere stato sorpreso dalla Stradale, don Donato è stato preso in consegna dagli agenti della squadra mobile, diretti da Alberto Intini e dal funzionario della IV sezione Dania Manti, che hanno allargato il raggio delle indagini nei confronti del religioso sospettato di aver compiuto violenze anche su altri ragazzini. E sono stati sempre gli investigatori romani ad aver scoperto che il parroco di Sternadia, tornato a casa, si era messo in contatto con alcune famiglie della cittadina per convincere gli adolescenti a ritirare le denunce nei suoi confronti.

    http://archiviostorico.corriere.it/2006/luglio/04/sacerdote_bloccato_con_ragazzino_sul_co_10_060704028.shtml

  • Prete pedofilo, chiesto il processo

    Prete pedofilo, chiesto il processo

    Chiesto il rinvio a giudizio per don Donato, un prete di vicino Lecce, che dovrà rispondere davanti a un giudice dell’ accusa di atti osceni e di abuso sessuale su un sedicenne.

    Don Donato Bono, 42 anni era stato arrestato il 24 marzo scorso sul Gra, proprio mentre accompagnava a Roma, per motivi di studio, il ragazzo che oggi lo accusa.

    Il 26 maggio poi il gip, accogliendo la richiesta dei pm, Roberto Staffa e Francesco Polino, aveva disposto la misura cautelare del carcere per il prete (che in precedenza era agli arresti domiciliari) perché avrebbe cercato di inquinare le prove a suo carico, cercando di avere contatti con lo stesso minore e con la sua famiglia al fine di influire sulle indagini.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/07/04/prete-pedofilo-chiesto-il-processo.html