Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA DENUNCIA PUBBLICAMENTE LA MANCATA PROTEZIONE DA PARTE DELLA CHIESA DEI BAMBINI E DI ALTRE VITTIME DI ABUSO SESSUALE.

    REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA DENUNCIA PUBBLICAMENTE LA MANCATA PROTEZIONE DA PARTE DELLA CHIESA DEI BAMBINI E DI ALTRE VITTIME DI ABUSO SESSUALE.

    I membri della chiesa geovista continuano a sostenere che le loro politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile e di tutela dei minori  funzionano, a dispetto di quanto dichiarato da un membro del Corpo Direttivo della Società Torre di Guardia, che ne ha espressamente ammesso l’imperfezione nel corso della sua audizione presso la Commissione governativa australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sui minori …

    LE PRATICHE DELL’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA BASATE SULLA BIBBIA OSTACOLANO LE ACCUSE DI ABUSI SU MINORI, NON PROTEGGONO LA CONGREGAZIONE DAI CRIMINALI SESSUALI E AI POTENZIALI FEDELI NON VIENE RIVELATA LA REGOLA DEI DUE TESTIMONI. UN PORTAVOCE DELLA CHIESA NEGA TUTTO.

    Un ex testimone di Geova sta chiedendo un cambiamento nelle pratiche interne della chiesa, che sostiene non aiutino le vittime di abusi sessuali

    Steve Rose, un 51enne di  Hartlepool, ritiene che le politiche della chiesa geovista, basate sulla Bibbia, rendano difficile portare alla luce le affermazioni concernenti abusi sui bambini e altri abusi sessuali e agire di conseguenza. L’uomo spera di vedere l’eliminazione della “regola dei due testimoni”,  per la quale gli anziani di congregazione non possono assumere provvedimenti contro le accuse di illeciti a meno che non siano testimoniate da almeno due persone.

    La chiesa afferma che le sue regole non impediscono che le accuse vengano considerate seriamente o segnalate alle forze di polizia. Rose, che è stato membro della Sala del Regno di Hartlepool in Ashgrove Avenue, è preoccupato anche del fatto che agli autori di reati sessuali condannati, come Richard Ogilvie, verso il quale è stata recentemente emessa una sentenza per adescamento di una minore, siano autorizzati a rimanere nella chiesa.

    A Richard Ogilvie, un 32enne di di Scott Grove, (Hartlepool) è stato risparmiato il carcere tuttavia l’uomo è soggetto a un’ordinanza di prevenzione a tempo indefinito finalizzata a limitare i suoi contatti con i bambini e dovrà seguire un trattamento  per sex offenders per due anni.

    Nel contempo Rose è stato disassociato per aver espresso alla congregazione preoccupazioni circa un anziano e ora è ostracizzato dalla chiesa.

    La Charity Commission sta svolgendo un’inchiesta statutaria nei confronti dell’organo direttivo dei Testimoni di Geova del Regno Unito (Watch Tower Bible and Tract Society of Britain), proprio in ordine a problemi di politiche di tutela.

    Rose ha aggiunto che i Testimoni di Geova “fanno tutto secondo la Bibbia. Nessun abusatore però andrà mai a chiedere a due testimoni di essere presenti al suo misfatto. La mia principale preoccupazione“, ha dichiarato l’uomo, “ è che le persone che si stanno cerando di reclutare come nuovi membri, in centro città, non conoscano la regola dei due testimoni. L’ argomento preferito della chiesa è che Dio rivelerà la verità. Ma mentre noi attendiamo che Dio prenda una decisione, tanti bambini potrebbero essere abusati. Negli otto anni e mezzo che ho trascorso in questa organizzazione noi non abbiamo mai parlato di tutela e di regola dei due testimoni“.

    Per quanto concerne gli autori di reato a cui è consentito rimanere nella chiesa, Rose ha detto <<Nella comunità dei Testimoni di Geova se sei pentito puoi ancora far parte della congregazione. E’ più che probabile che chi ha abusato un bambino, lo farà di nuovo>>.

    Le politiche geoviste di protezione dei bambini affermano” La cura e la tutela dei bambini e la promozione del loro benessere sono di massima preoccupazione e importanza nella congregazione. Riconoscendo questa responsabilità i nostri obiettivi devono garantire che se mai una questione che richiede la tutela di un bambino, dovesse sorgere nella congregazione sarà trattata prontamente e correttamente e i bambini della congregazione saranno protetti da danni prevenibili”

    Per quanto riguarda la regola dei due testimoni, un portavoce della chiesa ha affermato che un peccato non deve essere testimoniato da due o più persone nello stesso momento. I Testimoni di Geova hanno aggiunto “Noi non pensiamo che le Sacre Scritture ci autorizzino ad agire su una segnalazione non comprovata, ma una analoga segnalazione fatta da un altro individuo costituisce una conferma. Se qualcuno è stato vittima di un crimine e vuole recarsi dalle autorità queste hanno molti poteri di indagine che noi non abbiamo”.

    Sulla questione dei criminali sessuali condannati e a cui è permesso continuare a far parte della chiesa, il portavoce ha sostenuto che costoro vengono attentamente monitorati e non gli è permesso di rimanere da soli con i bambini ma ha aggiunto “Io non conosco nessuna chiesa che chiude le porte, controlla le persone e impedisce di assistere alle funzioni religiose”

    La polizia di Cleveland ha lanciato un messaggio “Incoraggiamo tutti coloro che sospettano abusi sui  bambini a contattare immediatamente la polizia”

    VEDI APPROFONDIMENTI ALLA NOTIZIA SU HARTLEPOOL MAIL, qui:

    http://www.hartlepoolmail.co.uk/news/local/former-jehovah-s-witness-says-church-s-policies-don-t-help-abuse-victims-1-7588106

    FONTE https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/

  • Gb: maxi-inchiesta pedofilia, indagate scuole cattoliche

    Gb: maxi-inchiesta pedofilia, indagate scuole cattoliche

    Londra, 27 nov. – Ci sono anche alcune istituzioni cattoliche nella lista degli indagati di 12 inchieste parallele sulla pedofilia nel Regno Unito che vanno avanti nell’ambito della piu’ grande operazione mai realizzata in Gran Bretagna contro gli abusi sessuali su minori.

    A rivelarlo e’ l’Independent, che spiega come l’operazione, alla cui guida e’ stata messa dal governo la giudice neozelandese Lowell Goddard, stia cercando di fare luce sul presunto giro di pedofilia che per alcuni decenni avrebbe coinvolto ‘ambienti molto alti’ nei palazzi del potere di Westminster e in istituzioni vicine alla politica.

    Nell’indagine cosi’ sono al momento messe sotto torchio anche chiese anglicane e cattoliche, istituzioni collegiali, scuole private e persino singole amministrazioni comunali, spesso accusate di aver insabbiato le indagini per motivi di opportunismo politico o per evitare tensioni fra le diverse comunita’ etniche .

    http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/gb-maxi-inchiesta-pedofilia-indagate-scuole-cattoliche/news-dettaglio/4610991

  • UK, prete pedofilo stuprò 18 bambini: fu salvato dalla famiglia reale

    UK, prete pedofilo stuprò 18 bambini: fu salvato dalla famiglia reale

    La sigla PP può riferirsi a molte cose: un fervente cattolico osservante potrebbe immediatamente scomporla in “Padre Pio“, mentre la mente di un bambino-se adeguatamente ispirata dai capolavoriDisney-l’assocerebbe probabilmente all’intramontabile Paolino Paperino; e ancora, mantenendoci nell’ambito del fumetto, gli amanti dei supereroi potrebbero vederci le iniziali di Peter Parker, il formidabile Uomo Ragno partorito dal fertile ingegno di Stan Lee.

    Chiedendo d’interpretarla ad un amante dei giochi di ruolo invece, la sigla PPverrebbe quasi certamente intesa come abbreviazione di “Power Player“. Ma in questo caso con quelle due lettere-anzi, con quell’unica lettera ripetuta-ci rifaremo ad un binomio ben più nefasto, eppure purtroppo non meno ricorrente o conosciuto di quelli già citati: stiamo parlando della ben nota associazione tra Preti e Pedofilia.

    La vicenda in questione è quella di Peter Ball, l’ex vescovo di Lewes (Inghilterra), recentemente incarcerato per aver abusato di almeno 18 bambini tra il 1977 ed il 1992. La storia di Ball è atroce e sconcertante, una sorta di incubo ad occhi aperti; non tanto per gli orrori commessi dall’ex vescovo inglese, quanto per i contornidell’intera vicenda.

    Perché quando 22 anni fa Peter Ball finì a processo per la prima volta, in seguito alla denuncia di una delle sue vittime, vi fu una mobilitazione generale per difenderlo da parte delle più alte cariche del Regno Unito: parlamentari, un Lord Chief Justice (storicamente la più alta carica della magistratura d’Inghilterra e Galles, subito dopo il Lord cancelliere, figura quest’ultima destituita nel 2005),prèsidi di istituti scolastici, persino membri della famiglia reale.

    Tutti si adoperarono per salvare Peter Ball, colpevole di aver violentato 18 bambininell’arco di 15 anni. Bobbie Cheema, Consulente della Regina, ha recentemente reso noto che arrivarono lettere che sollecitarono il giudice a far cadere le accuse persino dal gabinetto del Primo Ministro britannico. “E’ un prete, un uomo di Dio, quei bambini devono essersi inventati tutto”. Eh, già.

    Lo tsunami di cariche di Stato e della Magistratura tra le più alte del Regno Unito si abbatté così sul processo, consentendo a Peter Ball-amico intimo tra gli altri anche del Principe Carlo d’Inghilterra-di non venire incriminato per i capi d’accusa a lui ascritti. Neil Todd, il giovane che trovò la forza di denunciare gli abusi subiti anche di fronte ad un clima di omertà tanto opprimente e soffocante, si tolse la vita nel 2012. Proprio quell’anno in cui la polizia decise di riaprire le indagini; ma lui-la prima vittima a farsi avanti-aveva già assistico al traumatico esito del processo-farsa ai danni del suo stupratore. E la riapertura di quella ferita l’ha spinto alsuicidio.

    Solo il mese scorso, a 22 anni di distanza da quel lontano ed ignominioso 1993, un Peter Ball oramai prossimo al trapasso ha deciso di confessare, di alleggerirsi la coscienza. Li aveva stuprati lui, quei bambini. Dopo più di due decenni di silenzi e segreti, ora è ufficiale. Così il prete anglicano ex vescovo di Lewes, ora 83enne, è finito in carcere la scorsa settimana. Dove trascorrerà presumibilmente gli ultimi mesi della sua vita, con oltre un ventennio di ritardo.

    http://news.fidelityhouse.eu/esteri/uk-prete-pedofilo-stupro-18-bambini-fu-salvato-dalla-famiglia-reale-162415.html

  • Pedofilia nella Chiesa, i comboniani eleggono il nuovo Superiore: vittime inglesi chiedono intervento Papa

    Pedofilia nella Chiesa, i comboniani eleggono il nuovo Superiore: vittime inglesi chiedono intervento Papa

    A Roma la congregazione sceglie il nuovo vertice. E in corrispondenza del monito di Francesco a Filadelfia, tornano alla ribalta i casi di abusi nel seminario di Mirfield

    di MARCO ANSALDO

    FILADELFIA  –  E ora, pulizia totale nella Chiesa per i crimini sessuali compiuti in passato nei confronti dei minori. E’ il Papa a chiederlo, ammettendo la propria “vergogna”, nell’ultimo giorno del suo viaggio americano. “I crimini per gli abusi sessuali contro i bambini non devono ripetersi mai più. Dio stesso piange, e i responsabili vanno puniti”.

    Forte del successo ottenuto nella sua visita negli Stati Uniti, Papa Francesco non ha però voluto perdere l’occasione di affrontare uno dei problemi più imbarazzanti per la Chiesa degli ultimi decenni: quello degli abusi sessuali verso i minori. Una questione emersa con forza nel 2010, e che da allora, entrata nell’occhio dell’opinione pubblica mondiale, l’istituzione ecclesiastica ha mostrato di voler sradicare, pena una questione innanzitutto di credibilità nei confronti dei fedeli. Incontrando così un gruppo di abusati, nella tappa finale di quest’ultimo viaggio, a Filadelfia, il Pontefice ha mostrato di tenere molto a cercare di mettere una pietra tombale sullo scandalo.

    Ma negli stessi giorni della visita papale a Cuba e in tre grandi città americane, a Roma, si è riunito il Capitolo generale dei missionari comboniani. Dal 29 agosto al 4 ottobre, la Congregazione, che nel corso dei secoli ha giustamente acquisito molti meriti evangelizzando in tutto il mondo, con numerosi sacrifici dei propri esponenti, sta decidendo la nomina del nuovo Superiore generale, in rappresentanza degli oltre 1700 missionari in tutti i Continenti.

    C’è un caso di pedofilia, però, a cui l’attuale vertice della Congregazione non ha ancora risposto adeguatamente. E’ quello clamoroso degli abusi perpetrati nel seminario di Mirfield, in Inghilterra, fra gli anni ’60 e ’70, nei confronti di almeno 12 ragazzini di età compresa fra gli 11 e i 15 anni, e per i quali di recente sono stati pagati come compensazione solo 166.000 euro, suddivisi per alcuni di loro, oggi tutti sessantenni, violentati secondo le accuse da tre sacerdoti, padre John Pinkman di Liverpool, padre Domenico Valmaggia di Como e padre Romano Nardo di Pordenone. Mai nessuna parola di ammissione di responsabilità, di scuse, è venuta dalla Congregazione come istituzione in sé.

    Di quei sacerdoti, oggi solo l’ultimo di loro è in vita. E lo scorso maggio, uno degli abusati, Mark Murray, 59 anni, residente in Galles, dopo aver cercato padre Nardo, il suo violentatore, per decenni, è infine riuscito a incontrarlo, partendo per l’Italia e bussando alla porta della Casa dei Comboniani di Verona, dove il prete viveva da tempo. Un servizio che repubblica. it ha curato in esclusiva. Padre Nardo si è scusato con Murray (“se ho causato quello che tu dici sono veramente dispiaciuto”). Ma il giorno dopo, l’ex vittima è stata allontanata in malo modo dai custodi della residenza e dall’amministratore di sostegno del sacerdote, con la minaccia di far intervenire la forza pubblica. E il sacerdote accusato di violenza trasferito in segreto in un’altra struttura.

    Il caso ha suscitato molto clamore, in Italia e in tutto il Regno Unito, con servizi successivi della BBC e delle maggiori testate britanniche, senza però che la Congregazione decidesse di farsi carico di affrontare il problema  –  ammettendo le responsabilità dei singoli, proprie, e scusandosi – nei confronti di un gruppo di persone che ha visto rovinare la propria vita per gli abusi subiti in tenera età. “Ti ricordi di me?  –  ha detto Murray a Nardo, che lo aveva violentato ripetutamente, nel momento in cui gli si è trovato di fronte, 45 anni dopo – tu hai avuto un impatto devastante sulla mia vita!”. Poi, fra i due, parole di comprensione e di spiegazione. Ma dai Comboniani è calato il silenzio.

    Ora, però, la Congregazione è riunita a Roma per scegliere i suoi nuovi vertici entro la fine di questa settimana. E Papa Francesco, ancora una volta, ricordando i crimini degli abusi sessuali nella Chiesa, ha lanciato un monito durissimo dichiarando il proprio impegno personale e quello dell’istituzione ecclesiale, affinché il passato sia affrontato con vigore e il futuro assicurato nei confronti di questo bubbone. Queste le sue esatte parole a Filadelfia: “Mi vergogno profondamente. Dagli abusati ho ascoltato un lamento profondo. E mi dispiace profondamente che alcuni vescovi abbiano mancato nella loro responsabilità di proteggere i bambini. Dio stesso piange. I reati di abusi sessuali contro minori non possono essere mantenuti in segreto per più tempo. Prometto l’impegno alla vigilanza della Chiesa per proteggere i minori. Tutti i responsabili dovranno renderne conto”.

    La polizia britannica ha chiesto più volte l’estradizione di Romano Nardo, sulla base dei crimini commessi, per interrogarlo. Ottenendo però sempre un rifiuto, per ragioni di salute e di età avanzata. Dice ora Murray, ascoltato da Repubblica: “Papa Francesco si è scusato per gli abusi nella Chiesa cattolica e ha chiesto che simili crimini non avvengano più. Ma i missionari comboniani si rifiutano persino di ammettere che abusi da loro compiuti in passato siano mai avvenuti, e non intendono scusarsi con le persone, ragazzini allora in tenera età, di cui avrebbero dovuto avere cura”. Afferma un altro ex ragazzo del cosiddetto Gruppo di Mirfield, Gerry McLaughlin: “Abbiamo chiesto ai padri comboniani una chiara rottura rispetto al passato, e di eleggere di qualcuno che non abbia avuto a che fare con la copertura degli abusi. Chiediamo perciò che i Comboniani nominino qualcuno che segua l’insegnamento di Papa Francesco sulla pedofilia”.

    Il gruppo dei “12 di Mirfield”, come si sono ribattezzati gli ex seminaristi, ricordando quei ragazzini, soggetti allora alle violenze e al silenzio dietro le minacce, intendono incontrare il nuovo Superiore generale dei Comboniani. E chiedono al Pontefice di intervenire.

    http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/28/news/pedofilia_nella_chiesa_i_comboniani_eleggono_il_nuovo_superiore_vittime_inglesi_chiedono_intervento_papa-123846616/

  • La Chiesa cavalca il gender e inciampa sui preti pedofili

    La Chiesa cavalca il gender e inciampa sui preti pedofili

    Il cardinale Gorge Pell è l’ex arcivescovo di Sidney e attuale prefetto della segreteria vaticana per l’Economia.

    Il prelato è oggetto di pesanti quanto, se provate,infamanti accuse da parte di un membro dellaPontificia commissione per la tutela dei minori,Peter Saunders, vittima da bambino di un prete pedofilo.

    Accusa che risale a diversi decenni orsono e si richiede la rimozione del cardinale dalla sua attuale carica.

    Peter Saunders, in un’intervista radiofonica, racconta una vicenda che vide protagonista un prete pedofilo, Gerald Ridsdale, spostato di parrocchia in parrocchia a causa dei suoi reiterati abusi sessuali su minori, coperto dalla complicità del cardinale Pell.

    Dichiara Saunders “Data la posizione di George Pell come cardinale della Chiesa e della posizione di enorme autorità in Vaticano, penso che sia una grandissima spina nel fianco del papato di Papa Francesco se gli si permette di rimanere” ed è “cruciale che venga accantonato e rimandato in Australia e che il Papa prenda contro di lui l’azione più forte”.

    La replica di Pell non si è fatta attendere ae attraverso il suo portavoce fa sapere “Leaccuse false e devianti fatte contro sua eminenza sono offensive. Dalle sue prime azioni come arcivescovo, il cardinale Pell ha assunto una posizione forte contro gli abusi sessuali ed ha messo moto processi per permettere alle denunce di essere portate avanti ed investigate in modo indipendente. Il cardinale Pell non ha mai incontrato il signor Saunders, che sembra essersi formato la sua forte opinione senza aver mai parlato con sua eminenza. Alla luce di tutto il materiale disponibile, comprese le evidenze fornite dal cardinale sotto giuramento, non ci sono scuse per trasmettere in televisione materiale scorretto e pregiudiziale. In queste circostanze, al cardinale non rimane alcune alternativa che consultare i suoi consulenti legali”.

    In una distinta nota inviata alla stessa trasmissione televisiva, si legge che “il cardinale Pell conosce l’importante lavoro che il signor Saunders ha fatto come sopravvissuto di abusi per assistere le vittime, compresa la creazione di un gruppo di vittime sopravvissute nel Regno Unito e più recentemente prestando servizio come membro della pontificia commissione per la protezione dei minori creata dal Santo Padre per sviluppare politiche tese a questo fine. Mentre i membri sono ovviamente titolati a esprimere i loro punti di vista e le loro opinioni, gli statuti recentemente approvati della commissione chiariscono che il ruolo della commissione non comprende il commento di singoli casi, né la commissione ha il potere di indagare singoli casi. Dal materiale promozionale reso noto da 60 minuti sembra chiaro che il signor Saunders non è ben informato sulle accuse fatta contro il cardinal Pell nelle audizioni di Ballarat della commissione reale e del fatto che durante le recenti audizioni non è emerso nuovo materiale. Molte delle questioni sono state affrontate nel rapporto finale della inchiesta parlamentare di Victoria e non vi erano conclusioni contro il cardinale Pell. Queste accuse antiche e ripetute sono state affrontate molte volte dal cardinale dal 2002. Come è stato sottolineato in una recente dichiarazione del cardinale, non ha mai tollerato o protetto gli abusatori, non ha mai tollerato o partecpato a trasferire un abusatore e non ha mai in nessun momento tentato di corrompere David Ridsdale, la cui storia è cambiata molte volte nel corso del tempo”.

    Ma sono recenti altre accuse contro il cardinale. Questa volta da parte  della Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse (Commissione reale sulle Risposte istituzionali agli Abusi sessuali sui Minori), di aver ignorato, nel passato, le denunce contro il sacerdote pedofilo Gerald Ridsdale, spostandolo in un`altra parrocchia, di aver cercato di pagare una vittima, nipote dello stesso prete, per metterla a tacere.

    Anche un certo Timothy Green afferma di aver denunciato a padre Pell, decine di anni fa, le molestie esercitate da un altro religioso, Edward Dowlan, ad alcuni ragazzi.

    “Come chiunque ha ascoltato le audizioni della Commissione a Ballarat questa settimana – ha dichiarato la scorsa settimana Pell in una nota in inglese – sono orripilato ancora una volta dai racconti dei sopravvissuti sugli abusi che hanno subito. Così anche dal terribile impatto che ha avuto sulle loro vite, sulle loro famiglie e sulla comunità cattolica a Ballarat. Il suicidio di così tante vittime è una tragedia enorme. I crimini commessi contro di loro dai preti e religiosi laici sono profondamente cattivi e mi ripugnano del tutto. Sono state fatte diverse lamentele sulla mia propria responsabilità in questi anni. Molte questioni sono già state da me affrontate nella inchiesta parlamentare della provincia di Victoria nel 2013 e la mia audizione e la trascrizione della mia testimonianza sono disponibili sul sito internet del parlamento di Victoria. Confermo quelle dichiarazioni. Sottolineo anche che nel suo mandato la Royal Commission può accedere a tutto il materiale delle precedenti inchieste, compresa l`indagine di Victoria, che si è occupata estensivamente di queste materie”.

    In una lettera inviata al presidente della commissione Peter McClellan, il cardinale Pell ha poi precisato: “Senza voler in alcun modo forzare la mano alla Commissione reale – non è che ci si possa auto-invitare a deporre – voglio rendere assolutamente chiaro che intendo deporre, se la Commissione lo richiederà, sia in forma scritta, sia in videoconferenza, sia presenziando personalmente”.

    Intanto preannuncia querela nei confronti di Peter Saunders.

    http://www.articolotre.com/2015/06/la-chiesa-cavalca-il-gender-e-inciampa-sui-preti-pedofili/

  • Pedofilia, la Commissione studia la responsabilità dei vescovi

    Pedofilia, la Commissione studia la responsabilità dei vescovi

    In questi giorni in Vaticano la prima riunione con la plenaria al completo. Le due ex vittime di preti abusatori: senza accountability dei pastori ce ne andiamo. Allo studio una giornata di preghiera e le linee-guida delle conferenze episcopali

    IACOPO SCARAMUZZI – CITTÀ DEL VATICANO

    La commissione vaticana per la tutela dei minori creata da Papa Francesco, riunita in questi giorni in Vaticano per la sua prima plenaria al completo, è «molto preoccupata per la accountability dei vescovi», ossia per la loro assunzione di responsabilità, di fronte ai fedeli, se reagiscono con «negligenza» di fronte alla denuncia  di pedofilia indirizzata a un prete della loro diocesi. Lo hanno riferito i membri dello stesso organismo, nel corso di un briefing in Vaticano, preannunciando che a Jorge Mario Bergoglio verranno presentate «raccomandazioni» in tal senso. I due membri della commissione che sono stati abusati da un prete quando erano bambini hanno affermato che se su questo punto le cose non cambieranno nel giro di un paio di anni rassegneranno le loro dimissioni.

    La commissione «è molto preoccupata sulla accountability dei vescovi e sta lavorando ad alcune raccomandazioni molto concrete» da consegnare al Papa, ha detto il presidente, il cardinale arcivescovo di Boston Sean O’Malley, uno dei nove cardinali consiglieri del Pontefice argentino. L’organismo ha già discusso, e continuerà a farlo, su «procedure che possono essere introdotte» quando un vescovo non prende sul serio le accuse di pedofilia ad un sacerdote: «Ci devono essere conseguenze e ci devono essere procedure che permetteranno di gestire questi casi in modo veloce», ha detto il porporato cappuccino, «è qualcosa di cui tutti i membri della commissione sono molto consapevoli». Con O’Malley sono intervenuti al briefing vaticano anche suor Kayula Gertrude Lesa, dello Zambia e l’inglese Peter Saunders, che, vittima da bambino di un prete pedofilo è stato ricevuto l’estate scorsa dal Papa, ma in sala stampa erano presenti quasi tutti i membri della commissione. «Se non c’è un’azione ferma della Chiesa nella protezione dei bambini in due anni lascio la commissione», ha detto quest’ultimo. C’è un «abissale primato di risposte inopportune da parte di troppi vescovi e preti» di fronte alle denunce e «troppi insabbiamenti», ha detto Saunders, che ha affermato la necessità, per le gerarchie ecclesiastiche, di denunciare i colpevoli alla giustizia civile.

    Anche l’altro membro della commissione vittima da bambina di un prete pedofilo, l’irlandese Marie Collins, ha detto ai cronisti, a margine del briefing, che «se in uno o due anni non cambia la situazione, non solo Peter, ma anche io non sarò più nella commissione». Si tratta, in particolare, di sancire definitivamente la «accountability» dei vescovi, con «sanzioni» quando essi agiscono in modo «negligente» di fronte alle accuse di pedofilia ad un sacerdote. La donna irlandese, già intervenuta alcuni anni fa ad un convegno contro la pedofilia ospitato dalla Pontificia università Gregoriana quando il Pontefice era ancora Benedetto XVI, ha confessato «un po’ di frustrazione» nei confronti dei tempi di lavoro della Chiesa su questi temi: «Come vittima vorrei vedere le cose muoversi più velocemente, sono anni che parliamo di queste cose… Ma sono fiduciosa che da ora in poi avanzeremo più velocemente. Altrimenti – ha aggiunto – non credo che mi vedrete ancora in questa commissione». Le due vittime di preti pedofili sono state peraltro interpellate dai cronisti sulla recente battuta di Papa Francesco sulle sculacciate ai bambini («Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: “Io alcune volte devo picchiare un po’ i figli … ma mai in faccia per non avvilirli”»): «Io non farei così e sono contrario alla violenza fisica nell’educazione », ha detto quasi divertito Saunders, «, ma era una battuta che lo rende più umano, se fosse un padre non farebbe così».

    Il cardinale O’Malley ha ricordato la recente lettera – firmata non casualmente nel giorno della presentazione di Gesù bambino al tempio, il due febbraio scorso – con la quale Papa Francesco ha chiesto alle conferenze episcopali e ai responsabili religiosi di tutto il mondo di collaborare con la commissione vaticana, per specificare che invierà a breve una lettera a ogni episcopato per chiedere «il nome di una persona di contatto» che fungerà da interlocutore. Quanto alle linee-guida chieste già nel 2011 dalla Santa Sede a tutte le conferenze episcopali del mondo, ha risposto il «novantasei per cento», «alcuni tuttavia non hanno risposto, altri hanno mandato norme deboli, e noi, in collaborazione con la Congregazione per la dottrina della fede, lavoriamo ora per individuare quali paesi necessitano di più aiuto» anche economico, poiché a non aver risposto per niente sono paesi «di missione» con scarse risorse. Le spese sono state sinora sostenute dal Vaticano. Le indicazioni della Santa Sede, ha detto O’Malley, sono di «tolleranza zero» nei confronti della pedofilia del clero. Tra le altre iniziative, la commissione sta lavorando a una «giornata di preghiera per le vittime di abusi».

    L’arcivescovo di Boston ha accolto con soddisfazione l’invito del Papa ad incontrare le vittime dei preti pedofili, ricordando di aver incontrato «centinaia» di vittime nella sua diocesi negli anni passati, una «opportunità per esprimere il nostro rammarico, il nostro rimpianto e il nostro desiderio di essere perdonati per la nostra negligenza». Saunders, ha parte sua, ha notato che «troppi hanno rifiutato» questi incontri. «Credetemi: abusi accaduti decenni fa vivono con te per il resto della tua vita, non parliamo di crimini “storici”», ha aggiunto.

    La commissione, che questa volta non ha incontrato il Papa ma dovrebbe incontrarlo alla prossima riunione plenaria in Vaticano, fissata per ottobre prossimo, ha stabilito la creazione di diversi sotto-commissioni che, nel periodo intermedio, lavoreranno su singole questioni (come appunto l’accountability, le linee-guida delle conferenze episcopali nazionali, la questione della prevenzione).

    Interpellato da una cronista sul caso dell’ex nunzio polacco in Repubblica domenicana, Jozef Wesolowski, condannato in primo grado per pedofilia dalla congregazione per la Dottrina della fede e rinviato a giudizio dal tribunale vaticano, il portavoce vaticano, da parte sua, si è limitato a rispondere che le indagini «non stanno ristagnando per niente»: «Il procuratore di Santo Domingo è venuto qui, era molto contento dei contatti, ha avuto del materiale, e il promotore di giustizia vaticano ha fatto un interrogatorio con Wesolowski e sta ulteriormente studiando il materiale».

    La commissione, annunciata a dicembre del 2013, ha tenuto il suo incontro inaugurale a maggio 2014: oltre a O’Malley membri, a quell’epoca, Marie Collins, due gesuiti, l’argentino Miguel Yanez e il tedesco Hans Zollner, quest’ultimo psicologo e presidente del Centro per la protezione dei minori alla Gregoriana, la baronessa Sheila Hollins, psichiatra del Regno Unito, la giurista Hanna Suchocka, ex-premier polacca ed ex-ambasciatrice della Polonia presso la Santa Sede, la psichiatra francese Catherine Bonnet, e il canonista italiano Claudio Papale della Pontificia Università Urbaniana. A settembre scorso il «promotore di giustizia» della Congregazione per la Dottrina della Fede, Robert Oliver, anch’egli di Boston, una sorta di procuratore generale della Santa Sede sui casi di pedofilia, è stato nominato segretario della neonata commissione, sostituito all’ex-Sant’Uffizio dal gesuita statunitense Robert Geisinger.

    A dicembre scorso, infine, il Papa ha nominato nuovi membri, «scelti da diverse parti del mondo, così da avere un’ampia rappresentanza di diverse situazioni e culture». Ai precedenti membi si sono aggiunti otto componenti: il sacerdote colombiano Luis Manuel Ali Herrera, parroco e professore di Psicologia pastorale a Bogotà, il filippino Gabriel Dy-Liacco, psicoterapeuta specializzato in infanzia e adolescenza, il neozelandese Bill Kilgallon, direttore dell’ufficio nazionale per gli standard professionali nella Chiesa del suo paese, suor Kayula Gertrude Lesa, esperta dello Zambia in protezione dei bambini, diritti dei rifugiati e tratta degli esseri umani, suor Hermenegild Makoro, insegnante e segretaria della Conferenza episcopale del Sud Africa, Kathleen McCormak, esperta di lavoro sociale nella Chiesa australiana, lo Krysten Winter-Green, statunitense originario della Nuova Zelanda, esperto in assistenza a persone malate di aids, senza-tetto e bambini abusati, e il britannico Peter Saunders, da bambino abusato da un prete, da adulto fondatore della National Association for People Abused in Childhood, una delle vittime dei preti pedofili che incontrarono papa Francesco a luglio scorso in Vaticano. Da ieri a domani, infine, la prima riunione completa.

  • Il Papa completa la Commissione per i minori: 8 donne e 10 laici

    Il Papa completa la Commissione per i minori: 8 donne e 10 laici

    Rappresentati ora tutti i continenti. Tra i 17 membri dell’organismo presieduto dal cardinale Sean O’Malley anche un uomo e una donna vittime di preti pedofili

    IACOPO SCARAMUZZI CITTÀ DEL VATICANO – Papa Francesco ha completato la Commissione per la tutela dei minori con la nomina di otto nuovi componenti. L’organismo, creato da Jorge Mario Bergoglio per la prevenzione della pedofilia, conta ora 17 membri, rappresentanti di tutti i continenti, tra i quali otto donne, dieci laici e due persone, un uomo e una donna, che da bambini furono abusati da un prete.

    La commissione, annunciata a dicembre dell’anno scorso, è stata creata da Jorge Mario Bergoglio su proposta del Consiglio dei suoi cardinali consiglieri e il coordinatore (oggi definito «presidente») è proprio uno del cosiddetto «C9», il cappuccino statunitense Sean O’Malley, che, da arcivescovo di Boston, negli anni passati ha dovuto affrontare la questione della pedofilia nella sua diocesi.

    La commissione ha tenuto il suo incontro inaugurale dal primo al 3 maggio scorso, erano Marie Collins, irlandese, vittima da bambina di un prete pedofilo, intervenuta già sotto Benedetto XVI a una inedita conferenza sulla pedofilia che fu organizzata dalla Pontificia Università Gregoriana, due gesuiti, l’argentino Miguel Yanez e il tedesco Hans Zollner, quest’ultimo psicologo e presidente del Centro per la protezione dei bambini alla Gregoriana, la baronessa Sheila Hollins, psichiatra del Regno Unito, la giurista Hanna Suchocka, ex-premier polacca ed ex-ambasciatrice della Polonia presso la Santa Sede, la psichiatra francese Catherine Bonnet, e il canonista italiano Claudio Papale della Pontificia Università Urbaniana. A settembre scorso il «promotore di giustizia» della Congregazione per la Dottrina della Fede, una sorta di procuratore generale della Santa Sede sui casi di pedofilia, è stato nominato segretario della neonata commissione, sostituito all’ex-Sant’Uffizio dal gesuita statunitense Robert Geisinger.

    Oggi, infine, la Sala stampa della Santa Sede ha annunciato che «il Santo Padre Francesco ha nominato nuovi membri della Commissione per la tutela dei minori, scelti da diverse parti del mondo, così da avere un’ampia rappresentanza di diverse situazioni e culture». Ai precedenti si aggiungono otto componenti: il sacerdote colombiano Luis Manuel Ali Herrera, parroco e professore di Psicologia pastorale a Bogotà, il filippino Gabriel Dy-Liacco, psicoterapeuta specializzato in infanzia e adolescenza, il neozelandese Bill Kilgallon, direttore dell’ufficio nazionale per gli standard professionali nella Chiesa del suo paese, suor Kayula Gertrude Lesa, esperta dello Zambia in protezione dei bambini, diritti dei rifugiati e tratta degli esseri umani, suor Hermenegild Makoro, insegnante e segretaria della Conferenza episcopale del Sud Africa, Kathleen McCormak, esperta di lavoro sociale nella Chiesa australiana, lo Krysten Winter-Green, statunitense originario della Nuova Zelanda, esperto in assistenza a persone malate di aids, senza-tetto e bambini abusati, e il britannico Peter Saunders, da bambino abusato da un prete, da adulto fondatore della National Association for People Abused in Childhood, una delle vittime dei preti pedofili che incontrarono papa Francesco a luglio scorso in Vaticano. Si tratta, ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, di una commissione «interdisciplinare», con otto donne e dieci laici. La prossima sessione plenaria della Commissione avrà luogo, come già anticipato, in Vaticano nei giorni 6-8 febbraio prossimi.

    «Mentre i cattolici si impegnano a rendere le nostre parrocchie, scuole e istituzioni, luoghi sicuri per tutti i minori – affermavano a maggio scorso i membri della commissione – noi ci impegniamo insieme con le persone di buona volontà a garantire che i bambini e gli adulti vulnerabili siano protetti dagli abusi».

  • Ogni anno 600 denunce contro i preti

    Ogni anno 600 denunce contro i preti

     Lo scandalo ha pesato anche sull’ultimo conclave. Gli abusi sui minori da parte di esponenti del clero hanno colpito duramente l’immagine e il prestigio di esponenti di spicco della gerarchia, anche cardinali, spesso accusati, se non direttamente, almeno di non aver contrastato con efficacia gli abusi. I numeri, forniti dal Vaticano a inizio 2013, non lasciano dubbi: il picco delle denunce di abusi ricevuti dalla Congregazione per la dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio, è stato nel 2004, con 800 denunce, mentre negli ultimi tre anni ci si è attestati sui 600 casi l’anno, in maggioranza relativi ad abusi commessi dal 1965 al 1985. Denunce di tipo «canonico», perché poi esistono le denunce all’autorità giudiziaria. Gli abusi sui bambini da parte di preti hanno rappresentato un vero e proprio «tornado» fin dall’inizio del pontificato di Benedetto XVI, sconvolgendo intere Chiese nazionali, in particolare negli Stati Uniti, ma anche in Irlanda, Olanda, nella stessa Germania. Rivelazioni da parte di uomini della Chiesa, soprattutto negli Usa, erano partite già prima dell’arrivo di Ratzinger nel 2005 al soglio pontificio, ma è negli anni successivi che lo scandalo si è allargato anche in America Latina e in Europa.

    Le denunce delle vittime sono stata sempre più frequenti, aiutate da associazioni, sostenute da avvocati che spesso hanno chiesto risarcimenti milionari, in particolare negli Stati Uniti. Una pressione sempre più forte, tanto che nell’ottobre del 2006 Benedetto XVI reagì parlando degli abusi sessuali commessi dal clero come di «crimini enormi». Nel 2008 nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti, Ratzinger aveva deciso di incontrare personalmente alcune vittime, chiedendo loro scusa a nome della Chiesa. Altrettanto accadde nei suoi viaggi in Australia, Malta, Regno Unito e Germania. Il giro di vite impresso da Benedetto XVI si è tradotto anche in processi canonici che hanno portato, nel biennio 2011-2012, alla riduzione allo stato laicale di 400 sacerdoti accusati di molestie a minori.

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/ogni-anno-600-denunce-contro-i-preti-1054167.html

  • Indagini sulla pedofilia insabbiate: dal Regno Unito un appello al Papa

    Indagini sulla pedofilia insabbiate: dal Regno Unito un appello al Papa

    Gli investigatori sui casi di abusi sessuali omessi dal Cardinale O’Brien accusano: la macchina della Chiesa blocca la verità.

     Da Edimburgo arriva un appello per il Papa Francesco: si faccia chiarezza sui casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e cardinali, che poi finiscono nel dimenticatoio grazie ad abili mosse di potere. A denunciarlo sono i tre preti e l’ex sacerdote che avevano smascherato gli abusi commessi dall’arcivescovo di St. Andrews ed Edimburgo, il cardinale Keith O’Brien. “La Chiesa è una macchina formidabile – confida uno di loro all’Observer – che riesce a coprire con un velo di fascino e diplomazia, casi come quello del Cardinale O’Brien, sminuito e procrastinato”.

    Nel frattempo l’arcivescovo che dovrebbe succedere O’Brien, Leo Cushley, sostiene che qualsiasi indagine a riguardo debba essere ordinata da Roma, proprio per questo i quattro uomini hanno deciso di rivolgersi direttamente a Bergoglio. Soltanto il Vaticano può decidere e mentre il tempo passa i quattro uomini che hanno denunciato gli abusi parlano di un anno traumatico: accusati di cercare vendetta e riflettori e invitati in vari modi dalla Chiesa a mantenere il silenzio. L’unico provvedimento preso dal Vaticano è stato quello di ordinare ad O’Brien di intraprendere un periodo indeterminato di “preghiera e penitenza “.

    I quattro uomini hanno inviato la lettera al Santo Padre, chiarendo specificatamente che dovrà essere consegnata al Papa in persona e a nessun altro, aggiungendo: “Se neanche Francesco parlerà delle vittime degli abusi, perché a farli è un cardinale, rimarremmo molto delusi”.

    http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55170&typeb=0&Indagini-sulla-pedofilia-insabbiate-dal-Regno-Unito-un-appello-al-Papa

  • Concistoro 2014. Per cardinale un protettore di preti pedofili, Inghilterra, l’arcivescovo Vincent Nichols accusa la stampa di congiura anticattolica

    Concistoro 2014. Per cardinale un protettore di preti pedofili, Inghilterra, l’arcivescovo Vincent Nichols accusa la stampa di congiura anticattolica

    BBC accusato di pregiudizio anti-cattolico
    Arcivescovo cattolico di Birmingham Vincent Nichols
    Mr Nichols ha parlato a nome dei cattolici in Inghilterra e Galles
    L’arcivescovo cattolico di Birmingham ha criticato sezioni della BBC, accusandoli di pregiudizio anti-cattolico.

    SER Mons. Vincent Nichols ha detto parti della notizie e attualità reparto della società è apparso per visualizzare la Chiesa cattolica “ostilità”.

    Le sue osservazioni sono state fatte prima di tre programmi che ha detto criticato la Chiesa cattolica.

    In una dichiarazione rilasciata a Londra il Lunedi, ha detto un programma in particolare, era “offensivo per tutti i cattolici in questo paese”.

    Papa caricaturale

    I tre programmi dovute ad essere trasmesso sono Kenyon Confronts, che indaga accuse di pedofilia nella chiesa, un programma documentario Panorama chiamato Sex and the Holy City e una serie animata BBC Three Popetown, in cui il Papa è caricaturale.

    L’arcivescovo ha individuato Kenyon Confronts per particolari critiche e nella sua dichiarazione ha detto che il programma è stato incentrato sulla “vecchie” le denunce di abusi che erano stati adeguatamente studiati.

    Egli ha anche affermato i ricercatori per il programma erano avvicinati sacerdoti dell’arcidiocesi di Birmingham in modo aggressivo, tra cui una presunta chiamata a uno nelle prime ore del mattino.

    Un 79-anno-vecchio prete è stato telefonò da un giornalista che agisce per la società il giorno il sacerdote aveva lasciato l’ospedale dopo l’intervento chirurgico, ha detto.

    E ‘offensivo per tutti i cattolici in questo paese
    SER Mons. Vincent Nichols su Kenyon Confronts

    Egli ha affermato un altro anziano sacerdote era stato “conquistato” da un giornalista in una casa di cura.

    Nella dichiarazione, l’arcivescovo ha detto: “La BBC è una grande società e le mie obiezioni non sono diffusi in tutta la BBC o di fare con la BBC come istituzione.

    «Ma ci sono chiaramente elementi o individui, soprattutto – per quanto posso dire – nei notizie e attualità, che sembrano avvicinarsi alla Chiesa cattolica con grande ostilità.

    “Certamente la comunità cattolica è stufo di vedere un servizio pubblico con il canone da pagare giornalisti senza scrupoli che cercano di ri-diffondere notizie vecchie e di trasmettere programmi che sono così fazioso e ostile. Troppo è troppo.”

    ‘Falso’

    Ha anche detto che i piani per la BBC per segnare il Giubileo d’argento di Papa Giovanni Paolo II e la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta con la proiezione del programma Panorama Sex and the Holy City non ha riconosciuto il “significato emotivo e storico di questi momenti” .

    Una dichiarazione BBC ha detto Kenyon Confronts stava esaminando come la chiesa cattolica trattare le vittime di abusi sui minori passato.

    La dichiarazione ha detto: “Si dà voce a coloro che si sentono i loro casi dovrebbero essere sentite.

    “Riconosciamo l’arcivescovo ha preoccupazioni per il programma. Crediamo che sia una questione di grave interesse pubblico che saranno abbastanza esaminato e segnalato.

    “Prendiamo la grande cura per rispecchiare tutte le fedi nel Regno Unito e in programma per celebrare il Giubileo d’argento di Papa Giovanni Paolo II attraverso la radio, la televisione e online. Avremo anche segnare la beatificazione di Madre Teresa per il nostro pubblico in patria e all’estero.”

    La critica dell’arcivescovo arriva dopo i tentativi da parte dell’arcivescovo di Westminster, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, per disegnare una linea sotto il sesso del bambino scandali di abusi nella Chiesa cattolica.

    Il Cardinale Murphy-O’Connor ha chiesto scusa per il suo “errore” nella nomina Padre Michael Hill come cappellano in aeroporto di Gatwick nel 1985.

    Il sacerdote è stato arrestato l’anno scorso dopo essersi dichiarato colpevole di sei reati di offesa al pudore contro tre ragazzi.

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/3196222.stm

    Thursday, 16 October, 2003, 09:54 GMT 10:54 UK
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    Church sex files ‘should stay closed’
    Archbishop of Birmingham, the Most Reverend Vincent Nichols
    Archbishop Nichols believes sections of the BBC are “hostile”
    A Roman Catholic Archbishop has said there is no reason to reopen the Church’s files on sexual abuse for independent investigation.

    The Archbishop of Birmingham, the Most Reverend Vincent Nichols, was responding to calls made in the Kenyon Confronts programme, broadcast on BBC One on Wednesday night.

    He said he was “profoundly sorry” for the damage done by the Church, but said its files should remain private.

    Archbishop Nichols, who recently criticised sections of the BBC as “hostile” towards the Roman Catholic Church, said the programme should not have been shown on the eve of the silver jubilee of Pope John Paul II.

    New cases

    He said: “I appreciate the damage that is done by childhood abuse and the hurt that remains long after those events.

    “I have personally met all but one of those mentioned in this programme. I am profoundly sorry for the injuries caused by Catholic priests.”

    But he added: “This programme also called for the Catholic Church’s files on child sexual abuse to be opened to independent scrutiny.

    “The programme implied that this would reveal significant numbers of new cases and new victims of child abuse.

    “There is no evidence to support this opinion.

    Police request

    “The facts are that the files of the Archdiocese of Birmingham back to the 1950s were thoroughly inspected three years ago in order to make sure that there are no hidden cases.

    “Files have been opened to the police on request.”

    The programme found more than half of Catholic priests surveyed said they thought the Church had dealt inadequately with alleged abuse by priests.

    An ICM poll also found three-quarters of priests surveyed said their training had not prepared them for dealing with allegations of child sex abuse.

    Just over half those questioned said they trusted the Church to take care of problems with its own clergy.

    The Archbishop, who is chairman of the Catholic Office for the Protection of Children and Vulnerable Adults, recently said the Church still has “a lot to learn” about dealing with child sex abuse allegations.

    Roma 02/10/2006 09:50
    CHIESA CATTOLICA CRITICA BBC PER PROGRAMMA SU PRETI PEDOFILI

    Roma, 2 ott. (Apcom) – La Chiesa cattolica ha criticato la Bbc per aver mandato in onda un documentario in cui si accusa la sistematica copertura garantita da Papa Ratzinger, quando era ancora cardinale, a casi di abusi sessuali su minori commessi da preti. Come riferisce il sito della Bbc, l’arvicescovo di Birmingham Vincent Nichols ha definito “totalmente fuorviante” il documentario. Nel programma si è parlato di un documento del Vaticano – il ’Crimen Sollicitationis’ – scritto nel 1962, che apparentemente fornirebbe indicazioni ai vescovi su come gestire i casi di abusi su minori. Gli autori del documentario hanno intervistato padre Tom Doyle, un ex avvocato dalla Chiesa, licenziato dal Vaticano per le sue critiche ai casi di abusi, chiedendogli di interpretare il documento. Secondo Doyle, si tratterebbe di un testo che fornisce le direttive per coprire i casi di abusi sessuali. La Chiesa cattolica afferma invece che il documento non ha nulla a che vedere con questa questione, e riguarderebbe invece l’uso improprio delle confessioni. L’arcivescovo Nichols, che ha parlato a nome dei vescovi cattolici in Inghilterra e in Galles, ha detto che “il documentario fornisce una interpretazione errata di due documenti del Vaticano, per collegare la figura del Papa all’orrore degli abusi sessuali”.

    Fonte: http://today.reuters.it/

    Vescovi Gb: False accuse a Papa di aver insabbiato abusi bimbi
    lunedì, 2 ottobre 2006 11.00
    di Deborah Haynes
    LONDRA (Reuters) – I vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles hanno bollato come “falso e interamente ingannevole” un documentario della Bbc sul presunto insabbiamento di abusi sessuali su minori in base a un sistema messo in opera da da Benedetto XVI prima di diventare Papa.
    Il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, primate di Inghilterra e Galles, vuole scrivere questa settimana a Mark Thompson, direttore generale della British Broadcasting Corporation (Bbc), per protestare contro il programma, trasmesso ieri.
    Il documentario di “Panorama”, programma di attualità di punta della Bbc, prendeva in esame quello che è stato descritto come un documento segreto scritto nel 1962 che fissa una procedura riguardo agli abusi su bambini all’interno della Chiesa.
    Il documento impone un giuramento di segretezza su vittima, sacerdote coinvolto ed eventuali testimoni. La rottura del giuramento comporterebbe la scomunica, dice la Bbc.
    “La procedura mirava a proteggere la reputazione del sacerdote finché la Chiesa avesse indagato, ma in pratica può offrire un modello per l’insabbiamento”, dice il documentario della Bbc.
    “L’uomo incaricato di attuarlo per 20 anni fu il cardinale Joseph Ratzinger”, ha detto nel programma “Reati sessuali e Vaticano” il giornalista Colm O’Gorman.
    Ratzinger è stato a capo della Congregazione per la dottrina della fede, responsabile dell’attuazione della dottrina, dal 1981 fino alla sua elezione nell’aprile 2005.
    Il Vaticano oggi ha detto che sta esaminando la trascrizione del programma, ma per il momento non ha rilasciato commenti.
    In risposta al documentario, l’arcivescovo Vincent Nichols di Birmingham, nell’Inghilterra centrale, ha detto che la Bbc dovrebbe “vergognarsi dello standard del giornalismo usato per mettere in piedi questo infondato attacco a Papa Benedetto XVI”.
    L’arcivescovo dice che ci sono due filoni nel documentario, uno che mette in luce casi di abusi su bambini da parte di preti – un reato che la Chiesa cattolica ha trattato con serietà, attenzione e trasparenza – e l’altro che costituisce un attacco il Vaticano.
    “Questo aspetto del programma è falso e interamente ingannevole”, ha detto Nichols in un comunicato sottoscritto dai vescovi di Inghilterra e Galles.
    “E’ falso perché travisa due documenti del Vaticano e li usa in modo ingannevole per collegare gli orrori degli abusi sui bambini alla persona del Papa”. Il secondo documento citato dalla Bbc è un aggiornamento del 2001 al testo originale.
    La Bbc difende il proprio documentario. “La protezione dei bambini è chiaramente una questione assolutamente di interesse pubblico”, ha detto in un comunicato in risposta alle critiche del vescovi.
    “La Bbc sostiene il programma di stanotte ’Panorama’, e invita gli spettatori a farsi una loro opinione una volta che l’abbiano visto”.

    Fonte: www.corriere.it/
    02 ott 09:53 Gran Bretagna: pedofilia, chiesa cattolica critica Bbc
    ROMA – La chiesa cattolica accusa un documentario mandato in onda dalla Bbc in cui si descrive la sistematica copertura garantita da Papa Ratzinger, quando era ancora cardinale, a casi di abusi sessuali su minori commessi da preti. Come riferisce il sito della Bbc, l’arcivescovo di Birmingham Vincent Nichols ha definito “totalmente fuorviante” il documentario. Il programma ha citato un documento del Vaticano – il ’Crimen Sollicitationis’ – del 1962, che fornirebbe indicazioni ai vescovi su come gestire i casi di abusi su minori. Gli autori del documentario hanno intervistato padre Tom Doyle, un ex avvocato dalla chiesa, licenziato dal Vaticano per le sue critiche ai casi di abusi, chiedendogli di interpretare il documento. Secondo Doyle, si tratterebbe di un testo che fornisce le direttive per coprire i casi di abusi sessuali. (Agr)