Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • I misteri del convento dei Benedettini di Finalpia

    I misteri del convento dei Benedettini di Finalpia

    “Percorsi per prevenire la pedofilia” by Diocesi di Savona-Noli Questo è il titolo che hanno scelto il vescovo di Savona Vittorio Lupi e il pro-vicario Antonio Ferri per le iniziative antipedofilia che la diocesi, con la consulenza del consiglio pastorale, hanno attuato. Un titolo rassicurante, ma sarà proprio cosi?

    Nei giorni scorsi alcune voci curiose, hanno attirato l’attenzione della nostra associazione sul convento dei frati Benedettini di Finalpia, dove ricordiamo è stato nascosto per diversi anni il sacerdote Pachistano accusato di pedofilia Josef Dominic, morto in circostanze descritte in maniera veramente contrastante dalle dichiarazioni dei Benedettini, quelle dei fedeli che quella mattina andarono a messa e quelle dell’ospedale. Ad attirare l’attenzione sono state le raccomandazioni fatte a persone che per vari motivi frequentano il convento, il quale ospita, oltre al miele, le candele e tutti i prodotti derivati all’allevamento delle api, anche Nello Giraudo, indagato per pedofilia.

    Essendo stato riconosciuto da alcuni frequentatori del convento, viene loro raccomandato il massimo silenzio, qualcuno dichiara addirittura che “è agli arresti domiciliari e non si deve sapere”. La ormai storica omertà del clero e la recidività nel nascondere casi simili attira la nostra attenzione e ci rechiamo sul posto per vedere meglio il reale stato della situazione. Appostato con l’auto in un parcheggio attendo un poco e verifico il fatto che Giraudo frequenta il convento, dove si dice che faccia il cuoco.

    Faccio un giro e verifico la segnalazione che mi è pervenuta in precedenza, la quale lamentava il fatto che proprio adiacente al convento ci sia una scuola elementare, oltre al dato che nei giorni di mercoledì, ad esempio, più di 100 bambini frequentano il catechismo. Il convento non è quindi il posto ideale per nascondere, con la scusa degli arresti domiciliari, un personaggio come Giraudo. Tenendo conto del fatto che i genitori dei bambini non sanno del pericolo, decidiamo di informarli noi. 30-11-2011- ore 15,30 circa il sottoscritto, accompagnato dal prof. Roberto Nicolick, si recano presso il convento semplicemente per raccomandare ai genitori di non perdere di vista i loro figli poichè il convento non è il luogo ideale per dei bambini e che la prevenzione è fondamentale.

    La reazione dei genitori è stata positiva nell’ accogliere la segnalazione, ringraziando per essa, mentre non è stata delle migliori nei confronti dei Benedettini. Possiamo dire che “i percorsi per prevenire la pedofilia” attuati dalla diocesi lascino un po’ a desiderare, ponendo l’interrogativo sulla coscienza dei responsabili i quali, malgrado sappiano perfettamente quale sia la natura del Giraudo, gli permettano stare in luoghi frequentati da minori. Non posso dire che sia un’iniziativa lodevole. Speriamo quindi che, dopo le lamentele dei genitori che sono stati informati, vengano presi provvedimenti un pò più seri e soprattutto più sicuri, non solo nel caso di Giraudo.

    Le denunce fatte al vescovo Lupi, confermate dalle vittime, segnalano anche la presenza di altri sacerdoti abusatori nella diocesi, prescritti dalla legge laica e quindi non perseguibili, ma che siano perseguibili o meno dalla legge non coincide con il fatto che un pedofilo non guarisce: la pedofilia è un disturbo della personalità a carattere recidivante. Invitiamo caldamente Mons. Vittorio Lupi e Mons. Antonio Ferri a prendere almeno delle precauzioni a tutela dei bambini, nei confronti di queste persone e di evitare di tenere nel clero personaggi dei quali si sostiene (senza aver mai fornito prova) che siano stati ridotti allo stato laicale. Nella mattinata avevamo preventivamente avvisato il comando di Polizia Municipale di Finale Ligure, domani la segnalazione sarà inviata anche al Sindaco e all’assessore alla pubblica istruzione del comune di Finale Ligure. Ricordiamo che qualche mese fa la segnalazione era già stata fatta al Vescovo di Savona e al Priore del convento, purtroppo senza alcun esito. Francesco Zanardi Portavoce “Rete L’abuso”

  • Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    E’ iniziato Giovedì 22 Settembre il Pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi e fra oggi e domani si concluderà. Io l’ho rintracciato e gli ho chiesto di spiegarmi meglio la motivazione che lo ha spinto a questa nuova protesta dopo lo sciopero della fame intrapreso l’anno scorso. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati la volta scorsa (se ve la siete persa, cliccate qui), per poi soffermarci a parlare della denuncia al papa, ma anche delle numerose testimonianze che ha raccolto lungo il suo pellegrinare di questi giorni. Esclusiva

    Francesco l’ultima volta che ci siamo sentiti è stato in occasione del tuo sciopero della fame, quasi un anno fa, contro i preti pedofili. Lo sciopero è finito e cosa hai ottenuto?
    Purtroppo nulla di positivo, ma tante intimidazioni da parte del clero. Un risultato atteso, utile a salire i livelli della casta, utile a fare emergere le reali intenzioni del clero in modo che non si possa parlare di illazioni.
    Da qualche giorno, invece, è iniziato il tuo viaggio, rigorosamente a piedi, da Savona a Roma. Ti va di spiegarci i motivi che ti hanno indotto a mettere in atto questa nuova crociata?
    Gli abusi commessi da membri del clero sono particolarmente devastanti e frustranti, per la vittima e i familiari, difficili da affrontare, perché difficile è associare un uomo che veste l’abito talare a questi crimini. Al tempo stesso nella giovane vittima si infrange la fiducia, che per abitudine associamo al sacerdote, da quel momento sarà sola perché non riuscirà più a fidarsi, crescendo con questo trauma. La nostra cultura, fondamentalmente cattolica condiziona molto la visione che tutti abbiamo di questa piaga. È molto facile individuare e intervenire su un pedofilo laico, quindi soccorrere anche la vittima, ma quando si tratta di un sacerdote le cose cambiano. Ad esempio il fatto che il laico venga isolato dalla società, mentre il sacerdote ha il sostegno dei fedeli e della Diocesi, crea la visione che sia impossibile che un uomo di Dio abbia commesso queste atrocità. Spesso non notiamo l’esempio che ho appena fatto, ci limitiamo a pensare che se è colpevole la giustizia interverrà, come nel caso del laico. La somma di tante situazioni simili porta al risultato, che spesso il laico va in carcere, viene segnalato e la vittima aiutata. Il sacerdote no, la copertura che si crea spesso con l’inconsapevole complicità di molti, difficilmente porta ad una condanna. L’unico modo per fermare questo meccanismo è quello di denunciare, quello di rompere il silenzio. Il dovere della società è quello di non girarsi dall’altra parte, di non far sentire emarginate queste persone, ma di darle sostegno, di aiutarle a chiarire la confusione, la paura, si sentono sporche e provano spesso vergogna per gli abusi che hanno subito, sono sole, chiuse in se stesse, non sono più riuscite a fidarsi dopo quell’esperienza.
    Anche io ho subito abusi da parte di un sacerdote, lo vedo tutt’ora girare impunito per le strade, ammette anche di avere abusato di me, facendosi forza del fatto che io sia prescritto. L’ho visto troppo spesso in passato con minori, che poi ho saputo furono a loro volta abusati, come me, ma io non avevo fatto nulla per impedirlo. Tante volte mi sono fatto sensi di colpa, ma poi ho imparato a reagire, a non subire più, a farmi coraggio, a rialzarmi da quello stesso peso che mi ha privato dei migliori anni della mia vita, di chi ha vissuto vicino a me, fino a che non mi sono opposto. Le vittime devono imparare che non sono sole e che possono aiutarsi, spesso anche a vicenda. Che possono aiutare un altro bambino a non subire gli stessi orrori, che conosciamo tutti molto bene, anche se spesso crediamo che gli altri non possano capire. Proviamo a fare capire cosa vuole dire un abuso su un bambino, forse riusciremo a sensibilizzare quelle persone che ora fanno finta di non essersi mai accorti di nulla, quelle che fanno finta di non vedere, quelle che si sono accorte ma non hanno denunciato, limitandosi a togliere i propri figli da quei luoghi. Più semplicemente quelli che non sanno che cosa è la pedofilia e la confondono ancora con la pederastia. Per questo voglio portare di persona la testimonianza che da vittime si può diventare sopravvissuti.
    Quando vedi il tuo carnefice girare liberamente per le strade, cosa provi?
    Tristezza perché so bene chi è e cosa fa, la cosa che mi da più dispiacere è il fatto che sta continuando a rovinare la vita a degli innocenti, con la complicità della chiesa e della magistratura che non sta intervenendo malgrado le prove e le vittime non prescritte. Uno scenario tutto italiano che incita alla delinquenza, purtroppo nel nostro paese le persone veramente tutelate dalla legge sono i criminali. Le vittime sono costrette a subire.
    Ė di questi giorni la notizia che il papa Benedetto XVI è stato denunciato per crimini contro l’umanità per aver compiuto 3 crimini: responsabile del mantenimento della leadership di un regime totalitario di coercizione in tutto il mondo  che soggioga i suoi membri con minacce terrificanti e nocive per la salute;  adesione ad un fatale proibizione dell’uso del preservativo, anche quando il pericolo di infezione da HIV-AIDS esiste; istituzione e mantenimento di un sistema mondiale di copertura dei crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che agevola nuovi crimini.
    Questa denuncia è segnale che la società è cambiata. Tu come hai reagito sentendo questa notizia e quale è stata la prima cosa a cui hai pensato?
    Io sono parte di questa denuncia, l’unica associazione italiana che la ha appoggiata è stata la rete l’abuso. Siamo coscienti che questa è e resterà solamente una pubblica denuncia in quanto il vaticano non riconosce l’AIa ed in Italia è protetto da una politica corrotta che contribuisce solamente alla tutela di criminali come la chiesa. Nel nostro paese i primi ad avere paura sono proprio i magistrati ed i politici. Mani pulite ne è stata una delle tante prove, le indagini anche in quel caso dovettero fermarsi ai confini dello stato del vaticano.
    Diciamo che i rapporti con la chiesa ultimamente per te stanno diventando sempre più complicati, tanto è vero che hai ricevuto lo sfratto da casa tua che era di proprietà della chiesa. Ti va di dirci come s’è svolta la vicenda?
    Direi l’opposto ovvero che la chiesa ora ha un cane sciolto che non molla l’osso, lo sfratto è stato uno dei clamorosi autogol della chiesa, il mio contratto scadeva tra due anni, ora invece ho la garanzia di restare ancora per 5 senza pagare né affitto né spese condominiali che ricadono a carico del proprietario. Una delle intimidazioni classiche del clero, che però l’ha fatta alla persona sbagliata, ovvero ho sempre perseguito senza paura la verità, ora mi sento veramente libero di agire. Il bliz da Bagnasco ne è la prova, non si può dire che sia stato positivo per lui.
    Tornando al tuo pellegrinaggio per la verità, con questo viaggio stai raccogliendo, nelle varie città in cui passi, delle testimonianze di abusi avvenuti dai preti. La gente riesce a raccontarti le storie oppure tendono pur sempre a proteggere la chiesa?

    No chi si avvicina non protegge la chiesa, tutt’altro, le vittime hanno ancora molta paura ad uscire allo scoperto, ma lo stanno facendo. Escono molti casi non ancora noti e moltissimi sacerdoti di cui non sapevamo. Forti critiche alla chiesa arrivano anche dagli stessi sacerdoti, scoraggiati ed imbarazzati davanti a tutto ciò, una loro frase ricorrente è che a questi punti il papa farebbe più bella figura a consegnare gli archivi, vi ricordo che lo scandalo non è italiano, ma mondiale, diciamo che l’Italia è la nazione che fino ad ora non ha reagito. Ma le cose stanno cambiando.

    Nel video che hai postato su youtube si vede benissimo come la gente, pur riconoscendoti, ti ha accolto bene a differenza dei due parroci e del Cardinale Bagnasco, che sembravano, invece, nervosi e quasi infastiditi dalla tua presenza lì. Ci racconti bene cosa hai visto durante quella funzione?

    Tengo a precisare chi era quella gente, i credenti più convinti, la reazione è stata un’anime cosa generalmente impossibile, in condizioni normali, con la maglia che avevo addosso mi avrebbero fischiato o costretto ad uscire. Invece rientrato dall’intervista chiesta dai giornalisti presenti, i fedeli mi hanno addirittura tenuto il posto in prima fila, molti mi hanno parlato e pur non assecondando nessuno ha prevalso il buon senso. Confesso che entrando avevo paura di una reazione opposta, quella ottenuta è stata in’aspettata, ho anche fatto la comunione, scatenando solo le ire dei preti e di Bagnasco. Mi ritengo molto soddisfatto, senza neppure fare una parola, la mia sola presenza ha scosso positivamente le coscienze.

    Sempre nel tuo video, sottolinei che il “Cardinale Angelo Bagnasco, parlando di Seppia si lascia sfuggire la frasecostretti a rimuoverlo anche se si corregge subito dopo.[…] Credo che la mia presenza e la sinistra censura imposta ai mezzi di informazione abbia tutt’altro che rimarginato lo squarcio aperto dal caso di don Seppia.” Mi spieghi a che tipo di censura ti riferisci?

    Purtroppo i mezzi di informazione presenti hanno avuto serie difficoltà a pubblicare le mie dichiarazioni e questo accade spesso purtroppo.
    Francesco durante il tuo tragitto verso Roma, mercoledì scorso 5 ottobre, ti è successa una cosa che ha dell’incredibile. Ci dici in breve in cosa consiste?
    Mercoledì ho subito una perquisizione da parte della polizia che non ha applicato nessuna delle procedure in vigore. Per farla breve, hanno agito sotto ordine non della questura, ma diciamo così di ignoti. A seguito di questo sono stati depositati esposti alle procure di Savona e Livorno. Per motivi di tutela personale, posso procedere a piedi verso Roma ma non posso più passare fuori dai centri abitati, arrivo previsto a Roma fra oggi e domani
    Una volta arrivato a Roma, cosa farai?
    Poche ore prima avviserò i sostenitori del mio imminente arrivo, avviserò il portavoce padre Lombardi e mi avvierò in territorio Vaticano. Li può accadere di tutto, dall’essere ricevuto all’essere bloccato dalla polizia. Ritengo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni che il Papa ha fatto a Berlino che sarò ricevuto, nel caso contrario avrò scalato l’intera casta ecclesiastica, e tireremo le vere somme sulle reali intenzioni e responsabilità che il clero non vuole assumersi. In questo caso ho già un’iniziativa pronta, sempre nel mio stile non violenta, ma meglio non parlarne per ora.
    Intervista:  Francesco Sansone
    Grafica: Giovanni Trapani
  • Vittime abusi clero, denuncia sia obbligo Linee guida all’esame della Cei, chiesta commissione indipendente

    Vittime abusi clero, denuncia sia obbligo Linee guida all’esame della Cei, chiesta commissione indipendente

    01 ottobre, 15:37

    Vittime abusi clero,denuncia sia obbligo (ANSA) – ROMA, 1 OTT – Non “parole vuote e pubblico rammarico” ma l’istituzione di una commissione indipendente, obbligo di denuncia e rimozione immediata del colpevole dallo stato clericale: sono alcune delle richieste fatte da un gruppo di vittime di abusi al Consiglio permanente della Commissione episcopale, che proprio in questi giorni sta esaminando una bozza di linee guida contro gli abusi.

    Tra i firmatari dell’appello anche il gruppo che ha fatto ricorso alla Corte dell’Aja chiamando in causa anche il Papa.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cr…_696377526.html


    Verità e giustizia per i sopravvissuti e le vittime degli abusi sessuali sui minori da parte del clero, dei religiosi e delle religiose della chiesa cattolica. Direttive CEI.

    Sulle annunziate direttive della CEI sugli abusi sessuali sui minori nella chiesa cattolica il movimento di sostegno ai sopravvissuti e alle vittime chiede verità e giustizia.

    Chiediamo che la CEI si dichiari favorevole e sostenga la richiesta dell’istituzione di una Commissione indipendente sui crimini sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose cattolici in Italia. I membri di questa Commissione siano scelti tra giuristi, operatori sanitari, operatori dell’informazione, uomini di scienza di provata capacità, indipendenza e obiettività, con la rappresentanza di sopravvissuti e vittime.

    Chiediamo che la CEI e la chiesa cattolica si adoperino affinché la Congregazione per la dottrina della fede assieme alle diocesi, le istituzioni, gli enti, le congregazioni e comunità religiose mettano a disposizione della Commissione, della magistratura e dell’opinione pubblica, nel rispetto delle consuete norme di garanzia, i loro archivi con tutte le notizie di reato perseguibili di ufficio sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose, anche per quei reati caduti in prescrizione.

    Chiediamo che le direttive CEI impongano alle autorità ecclesiastiche l’obbligo di denuncia delle notizie di reato perseguibili di ufficio. Obbligo da estendersi, tramite anche analoghe direttive della chiesa cattolica, ai membri della Curia Romana, ai responsabili diocesani e ai responsabili degli ordini, congregazioni e comunità religiose, fino a tutti i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica.

    Chiediamo che la CEI si faccia promotrice di direttive e norme che prevedano l’imprescrittibilità dei reati sessuali nei confronti di minori compiuti dal clero e da membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, per evitare che i crimini restino impuniti.

    Chiediamo che le direttive della CEI impongano la rimozione dallo stato clericale di tutti i responsabili di abusi sessuali su minori, seppur caduti in prescrizione, senza alcuna eccezione, rigettando l’infondata distinzione tra casi più gravi e meno gravi. Chiediamo che le direttive impongano le dimissioni di tutti i vescovi che, seppur informati degli abusi, non abbiano trasmesso le relative notizie di reato alla magistratura. Chiediamo altresì, alle massime autorità della chiesa cattolica, la destituzione da tutti gli incarichi, di qualunque genere essi siano (spirituali, di governo, pastorali ecc.), in Italia e nel governo della chiesa cattolica, del card. Bernard Francis Law.

    Chiediamo che le direttive CEI impongano altresì alle diocesi, agli istituti di vita consacrata e alle società di vita apostolica di risarcire o indennizzare spontaneamente le vittime, in misura adeguata rispetto al danno subito. Questo perché il più delle volte il responsabile degli abusi non può e non vuole risarcire quello che la magistratura gli impone.

    Chiediamo infine che la CEI promuova una seria e approfondita riflessione sul perché si verificano questi crimini sui minori nella chiesa cattolica. Crimini che non dovrebbero essere compiuti se i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica si attenessero al rispetto della regola del celibato, del voto, dell’impegno e del vincolo alla castità. Chiediamo che la CEI operi una riflessione sul legame tra la repressione affettiva e sessuale del clero, di religiosi e religiose in genere e gli abusi da essi compiuti.

    Questo perché sopravvissuti e vittime hanno bisogno di verità e giustizia e non di parole vuote e pubblico rammarico, che lasciano il tempo che trovano. Se veramente si vogliono ascoltare le vittime e i sopravvissuti, agendo di conseguenza, è necessario che tutto quanto chiediamo sia effettivamente attuato.

    Associazione piccolo Alan ONLUS
    Associazione sordi “Antonio Provolo” ONLUS
    Democrazia Atea
    Fondazione Protege A Tus Hijos
    Il Dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso
    Rete L’ABUSO
    Survivors Network of those Abused by Priests – SNAP – USA
    Survivors Voice Italy – La Colpa
    Survivors Voice Europe
    Vittime di don Cantini

  • Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco: ecco i preti pedofili Un dossier contenente i nomi di circa 200 sacerdoti pedofili, condannati dalla magistratura in tutta Italia e alcuni casi relativi alla Spagna, insieme ad una mappa delle regioni a rischio pedofilia.

    E’ questo il database consegnato oggi a Genova dall’attivista Francesco Zanardi, portavoce della rete l’Abuso, al cardinale Angelo Bagnasco.

  • Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    “Ricordiamo che il presule nel periodo in cui era a Savona ha permesso consapevolmente l’apertura di ben due comunità per minori a due sacerdoti pedofili, il cui vizio era ben conosciuto dal clero savonese già dagli anni 80”

    “Comunico che è stato depositato presso la Procura della Repubblica di Cremona un esposto conoscitivo nei confronti di Mons. Dante Lafranconi, ex Vescovo di Savona. All’esposto ho allegato diversa documentazione in formato elettronico. Lo stesso esposto sarà depositato per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Savona. Ricordiamo che il presule nel periodo in cui era a Savona ha permesso consapevolmente l’apertura di ben due comunità per minori a due sacerdoti pedofili, il cui vizio era ben conosciuto dal clero savonese già dagli anni 80. Si tratta di Giorgio Barbacini, condannato in terzo grado a tre anni e sei mesi e a Nello Giraudo, per il quale sono già state ascoltate, presso la Procura di Savona diverse vittime compreso il sottoscritto.

    Ad accompagnarmi presso gli uffici della Procura della Repubblica di Cremona, il Presidente dell’associazione Piccolo Alan, Alberto Sala e alcuni sacerdoti che non riteniamo opportuno citare. Rendiamo noto che la Procura Cremonese ha già aperto un fascicolo su don Luigi Mantia, parroco di Martignana di Po (Cr) che si è dimesso dall’incarico dopo una denuncia alla Procura della Repubblica per molestie ai danni di un ragazzino di dieci anni. Secondo indiscrezioni provenienti dai servizi sociali non si tratterebbe di semplici molestie. In realtà il capo di imputazione non è mai stato reso noto. Sempre da indiscrezioni risultano altri casi di sacerdoti pedofili, per i quali non è stato avviato alcun procedimento ecclesiastico, alcuna indagine da parte della Curia ma risulterebbero semplicemente spostati al confine della Diocesi stessa.

    Malgrado i sospetti, denunciati soprattutto dai sacerdoti, nei confronti di questi presunti pedofili, non è stata applicata da parte della Curia alcuna limitazione preventiva. Il modus operandi e i provvedimenti mai presi dalla Curia nei confronti di queste persone purtroppo ricordano con un po’ troppa precisione quelli savonesi.”

    www.savonanews.it/2011/09/11/leggi-…di-savon-1.html

    Martignana, si dimette don Luigi Mantia
    Il vescovo presiede la messa
    24 luglio, 2011 // 0 Commenti

    E’ stata accettata dal vescovo Dante Lafranconi la rinuncia alla guida pastorale della comunità “Santa Lucia Vergine e Martire” in Martignana di Po di don Luigi Mantia (nella foto). Era in parrocchia da nove anni e ha presentato la rinuncia alcune settimane fa. Una decisione comunicata dal presule durante la celebrazione eucaristica di oggi, domenica, nella chiesa casalasca, da lui stesso direttamente presieduta. Durante la messa il vescovo ha commentato la Parola di Dio della XVII domenica del tempo ordinario e soffermandosi sulla rinuncia di don Luigi Mantia ha parlato di una scelta sofferta e ha invitato i fedeli ad accompagnarlo con preghiera e affetto.

    www.cremonaoggi.it/?p=7161

  • SURVIVAR’S VOICE A ROMA- 30 e 31 ottobre 2010. Nasce la Rete L’ABUSO

    SURVIVAR’S VOICE A ROMA- 30 e 31 ottobre 2010. Nasce la Rete L’ABUSO

    ROMA – Sono arrivati da tredici Paesi per manifestare, a Roma, contro la pedofilia nella Chiesa. I rappresentanti delle organizzazioni delle vittime di pedofilia, guidati dagli americani di Survivors Voice, hanno dato vita a un sit-in davanti a Castel Sant’Angelo e poi intendono procedere in fila indiana in direzione di San Pietro anche se la loro manifestazione non è autorizzata. Nel corso della manifestazione hanno contestato padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, che si era avvicinato ai manifestanti. Lombardi ha poi detto alle agenzie di stampa di essere passato per esprimere solidarietà e ha precisato che «non c’è stato nessun problema e nessun incidente con i partecipanti alla manifestazione».

    DA OGNI PARTE DEL MONDO – Sono venuti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi e Australia. Presenti anche alcuni italiani, di Verona e Francesco Zanardi, di Savona, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo della sua città, monsignor Vittorio Lupi, perché «provveda a denunciare i preti pedofili». Nel sit-in alcuni cartelli con scritto: «Giù le mani dai bambini», «Chiesa senza abusi», «Il Papa protegge i preti pedofili». «E’ venuto il momento di agire pubblicamente – spiegano gli organizzatoriu della manifestazione -. Vogliamo aiutare i ragazzi che ancora possono essere vittime di abusi nel mondo», aggiunge Bernie McDaid, cofondatore di Survivors Voice e lui stesso vittima di abusi da parte di un sacerdote quando era bambino. «Il nostro non è un attacco alla fede o alla religione, chiediamo solo più trasparenza, questa è una questione di condotta morale», ha spiegato Marco Lodo Rizzini, portavoce dell’associazione delle vittime dell’istituto Antonio Provolo, di Verona. E ancora: «Troppi bambini di troppi Paesi sono stati violentati. Oggi siamo qui per portare un messaggio di speranza e per chiedere al mondo di sposare la nostra causa», dice Gary Bergeron cofondatore di Survivors Voice.

    «PROTEGGERE I BAMBINI»- In mattinata i fondatori di Survivors Voice avevano incontrato alcuni alunni dell’istituto per sordi veronese Provolo, investito da uno dei principali casi scoppiati in Italia nel campo della pedofilia nella Chiesa. «Quello che è capitato a noi – ha aggiunto Bergeron – potrebbe capitare anche ad altri bambini. Siamo qui per chiedere aiuto al mondo, per chiedere al mondo di sposare la nostra causa». «La nostra presenza qui – ha sottolineato McDaid – è più potente di quanto si possa credere. Dobbiamo dire a tutti di proteggere i bambini. Anche da quello che potrebbe capitare loro navigando su internet».