Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Roger Vangheluwe

  • PEDOFILIA: CHIESA BELGA RICONOSCE RESPONSABILITA’ E PROMETTE INDENNIZZI

    PEDOFILIA: CHIESA BELGA RICONOSCE RESPONSABILITA’ E PROMETTE INDENNIZZI

    30-05-11
    (ASCA-AFP) – Bruxelles, 30 mag – La Chiesa cattolica belga riconosce la sua ”responsabilita’ morale” nello scandalo dei preti pedofili e si impegna a risarcire le vittime.

    ”Coscienti della loro respobnsabilita’ morale e dell’attenzione della societa’ nei loro confronti, i vescovi e le autorita’ religiose si impegnano ad assicurare un riconoscimento delle vittime e ad adottare delle misure riparatricim delle loro sofferenze”, si legge in un comunicato dei vescovi del Belgio. ”Si impegnano inoltre a restituire alle vittime la loro dignita’ e a conceder loro degli indennizzi finanziari a seconda dei loro bisogni”.

    Dopo Stati Uniti, Irlanda e Germania, il Belgio e’ stato uno dei paesi piu’ colpiti dal fenomeno degli abusi sessuali sui minori compiuti all’interno delle istituzioni cattoliche e lo scandalo ha coinvolto anche il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, dimessosi dall’incarico dopo aver riconosciuto la resposnabilita’ per abusi sui minori compiuti fra il 1973 e il 1986.

    La nota dei vescovi arriva dopo l’annuncio di circa 80 vittime dei preti pedofili che intendono querelare il Vaticano davanti alla giustizia belga per ”negligenza colposa”.

  • PEDOFILIA: SUICIDA UN SACERDOTE ACCUSATO IN BELGIO

    PEDOFILIA: SUICIDA UN SACERDOTE ACCUSATO IN BELGIO

     

    (ASCA-AFP) – Bruxelles, 6 mag – Un prete ausiliario belga accusato di pedofilia si e’ suicidato ieri presso la Congregazione dei missionari del Sacro Cuore di Asse, dove si era ritirato.

    L’uomo, 65 anni, aveva fatto il sacerdote a Oostkerke e Lapscheure, due paesi nei pressi di Bruges, la citta’ dell’ex vescovo Roger Vangheluwe, costretto alle dimissioni dopo eseser stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali nei confronti di un suo nipote. Il prete, del quale non e’ stata rivelata l’identita’, era stato accusato da un uomo che ha riferito di violenze subite quando era ancora minorenne.

  • Belgio: vescovo pedofilo Vangheluwe nascosto dal Vaticano

    Belgio: vescovo pedofilo Vangheluwe nascosto dal Vaticano

    18-04-2011

    BRUXELLES – L’ex vescovo di Bruges Roger Vangheluwe continua a far parlare di sè. Nei giorni scorsi avevamo scritto dell’intrevista rilasciata alla tv belga in cui dichiarava tranquillamente di aver abusato di due nipoti tra il 1973 ed il 1986. Un’intervista che ha scandalizzato il Belgio per la gravità dei fatti raccontati e la leggerezza con cui l’ex uomo di chiesa li ha raccontati. Ebbene, dopo l’ennesimo polverone sollevato, oggi veniamo a sapere che Roger Vangheluwe è stato trasferito dal convento in cui stava trascorrendo un periodo di “terapia spirituale e psicologica” ad un luogo segreto. La decisione è stata presa dal Vaticano per impedire che l’ex vescovo possa essere avvicinato ancora dai giornalisti e possa rilasciare altre interviste come quella che ha fatto infuriare il Belgio nei giorni scorsi.

    Prescrizione – Vangheluwe, travolto dallo scandalo degli abusi sui minori, fu costretto a dimettersi nel 2010, ma come detto i fatti per cui è accusato risalgono al periodo compreso tra il 1973 ed il 1986. Questo significa che, tanto per la Chiesa quanto per la giustizia civile, Vangheluwe non può essere processato perchè il o i reati di cui è accusato sono andati in prescrizione.

    http://www.net1news.org/belgio-vescovo-ped…l-vaticano.html

  • L’ex vescovo di Bruges fugge dal convento

    L’ex vescovo di Bruges fugge dal convento

    17 aprile 2011

    È fuggito ieri sera dal convento francese di La Ferté Imbault l’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, sospeso un anno fa per pedofilia. Vangheluwe si era ritirato in Francia, su richiesta della Santa Sede, che gli ha ordinato di sottoporsi a una “terapia spirituale e psicologica” e di farsi dimenticare. Un ordine che l’ex vescovo di 74 anni non ha rispettato. Giovedì scorso, infatti, è andata in onda sulla tv belga VT4 una sua intervista dove ha confessato di aver abusato per anni di entrambi i nipoti, minimizzando i suoi comportamenti, descritti come un “gioco”, una sorta di “abitudine”. Fino ad oggi Vangheluwe aveva ammesso abusi tra il 1973 e il 1986 solo su uno dei ragazzi; i reati sono prescritti sia per la giustizia civile che per quella ecclesiastica.

    Intanto si è scoperto che il numero di abusi sessuali commessi nella Chiesa in Belgio è arrivato a circa 500. A fornire questo dato è il sacerdote Rik Devillè, fondatore del gruppo di lavoro sui diritti dell’uomo nella Chiesa. La cifra, però, è destinata ad aumentare, dopo la diffusione televisiva dell’intervista all’ex vescovo di Bruges, i centri di aiuto psicologico hanno reso noto di aver ricevuto un’impennata nelle richieste di aiuto.

    Contro il comportamento definito «irresponsabile» di Roger Vangheluwe si è scagliato l’ex governo Leterme (che si è dimesso il 22 aprile 2010 e ancora non è stato sostituito) che – tramite il ministro della giustizia, Stefaan De Clerck – ha chiesto al Vaticano di intervenire e di reagire in maniera più dura di quanto fatto finora, «adottando le misure necessarie». «Si è superato il limite dell’accettabile», ha tuonato il l’ex premier Yves Leterme, «per il quale la Chiesa deve assumersi le sue responsabilità.» Molto dura anche la condanna dell’ex vice primo ministro Joelle Milquet che ha giudicato le dichiarazioni dell’ex vescovo di Bruges «desolanti e scioccanti».

    Immediata la risposta del portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: «La Santa Sede è cosciente della gravità della situazione e si stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari per una valutazione approfondita». Il dossier Vangheluwe è da tempo in mano alla Congregazione della Dottrina della Fede, e la decisione definitiva sulla sospensione a divinis dovrà essere presa dal pontefice, dato che Vangheluwe si è rifiutato di tornare allo stato laicale.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/201…l?uuid=AaY9CmPD

  • Ex vescovo pedofilo chiede asilo al Vaticano per sfuggire alla rabbia della gente

    Ex vescovo pedofilo chiede asilo al Vaticano per sfuggire alla rabbia della gente

    9 aprile 2011

    Impaurito dalla reazione dei cittadini che sono andati a cercarlo, il prete ha riparato nell’ambasciata della santa sede a Bruxelles

    Inseguito dall’indignazione popolare per gli atti di pedofilia dei quali fu protagonista, l’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, ha chiesto asilo diplomatico riparando nell’ambasciata della Santa Sede a Bruxelles.

    CHI E’ – Il suo nome non era stato dimenticato dall’opinione pubblica, che si attendeva di vederlo processato per quanto compiuto sui bambini circa trent’anni fa e svelato ad aprile dello scorso anno. Quando si e’ saputo che i reati sono stati prescritti, la voce della rabbia popolare si e’ fatta sentire fin dentro le stanze della remota abbazia nelle Fiandre in cui l’anziano prete, 74 anni, si era ritirato dopo aver confessato almeno un abuso ed essersi dimesso dall’incarico. Il caso di Vangheluwe fu uno di quelli sollevati dalla commissione d’inchiesta voluta dal Vaticano e presieduta dallo psichiatra per l’infanzia Peter Adriaenssens. Il rapporto della Commissione fa luce su almeno 450 casi di pedofilia nella chiesa, avvenuti tra il 1960 e il 1985. Tredici delle vittime degli atti sessuali, sottolinea il rapporto, si suicidarono. L’ex vescovo avrebbe poi lasciato il Belgio su ordine della Congregazione vaticana per la dottrina della fede. Lo rende noto la nunziatura vaticana a Bruxelles in un comunicato. ‘La Congregazione – si legge in un comunicato – ha deciso che, anche se gli abusi sessuali commessi su suo nipote sono prescritti secondo il Diritto canonico, mons. Vangheluwe deve lasciare il Belgio e iniziare un periodo di cura spirituale e psicologica’. Il vescovo, dopo le sue dimissioni, ha vissuto in vari luoghi, senza un indirizzo fisso, e – informa il comunicato – ‘ha gia’ lasciato il Paese’.

    CONFESSIONE – L’ex Vescovo aveva confessato i suoi abusi anche in una lettera pubblica:

    Quando ero ancora un semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato, ho abusato sessualmente di un giovane dell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni, ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato.
    E neppure io lo sono.

    http://www.giornalettismo.com/archives/120…ia-della-gente/

  • Belgio: l’ex vescovo di Bruges salvato dalla prescrizione del reato di abusi sessuali

    Belgio: l’ex vescovo di Bruges salvato dalla prescrizione del reato di abusi sessuali

    L’annuncio non è stato ancora ufficializzato ma ormai la decisione d’archiviazione senza procedimento è stata presa dal procuratore del re di Bruges, che ne ha comunque dato conferma. L’ex-vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, non sarà pertanto processato per abusi sessuali su minori, poiché il reato è caduto in prescrizione. “L’affare Vangheluwe era scoppiato un anno fa” – riporta La Libre* – “quando, in parecchi paesi, erano venuti alla luce scandali di pedofilia nella Chiesa. La cosa aveva riaperto vecchie ferite nella famiglia di Roger Vangheuluwe, poiché il vescovo, che condannava in quel momento pubblicamente la pedofilia, aveva abusato sessualmente, tra il 1973 ed il 1976, di un suo nipote, oggi 43enne. Paventando la divulgazione del fatto, Vangheluwe aveva giocato d’anticipo ed aveva presentato le dimissioni nell’aprile 2010″.
    Già due settimane prima delle dimissioni, però, il cardinale Danneels aveva convocato il vescovo, suo nipote e la sua famiglia per tentare una mediazione e dalla loro conversazione, registrata all’insaputa del prelato, ma pubblicata poi dal giornale De Standard, era emerso che questi proponeva il perdono da parte della vittima onde evitare le dimissioni del vescovo o almeno di aspettarne il pensionamento prima di divulgare i fatti.
    Al momento, comunque, non è dato sapere se l’ex vescovo si sia macchiato anche di altri abusi sessuali e se, in qualche maniera, non abbia coperto altri preti pedofili. Dopo la prescrizione del reato, l’affare passa nelle mani della procura federale del Belgio la quale dovrà invece appurare ora “l’eventuale reticenza colpevole di membri della gerarchia della Chiesa”.
    Ieri monsignor André-Joseph Leonard, primate della Chiesa belga, è stato colpito con quattro torte da parte di membri della ”Internazionale pasticcera”, un gruppo situazionista.
    * http://www.lalibre.be/actu/belgique/articl…escription.html

    Franco Virzo

    http://www.uaar.it/news/2011/04/07/belgio-…abusi-sessuali/

  • Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa

    Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa

    Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa
    05/01/2011 – 14:30

    Federico Tulli
    BELGIO. Denunciati nuovi casi di pedofilia in un istituto religioso, avvenuti tra il 1965 e gli anni Novanta. Nel Paese una commissione d’inchiesta ha già visionato oltre mille dossier sugli abusi.

    Violentato dall’età di 5 anni fino all’adolescenza dalle suore dell’istituto scolastico che frequentava. Il nuovo capitolo della storia di abusi compiuti in ambienti clericali, in Belgio, si è aperto lunedì scorso con la denuncia di un cinquantenne (la cui identità è ancora ignota) che aveva vissuto durante gli anni Sessanta nell’istituto religioso Stella Maris di Courtrai. L’anonima testimonianza è stata rilanciata da due emittenti locali (Eén e Radio2 Fiandres). L’uomo ha raccontato di aver subito abusi per circa 10 anni da due suore e dalla madre superiora. Il tribunale di Courtrai ha annunciato l’apertura di un’inchiesta che riguarderà anche altri presunti casi di violenze compiute in 30 anni, tra il 1965 e gli anni Novanta, ai danni di bambini di quell’istituto.

    «Si tratta di storie vecchie ma verranno tutte prese in considerazione dal cda dello Stella Maris», ha osservato l’avvocato Jan Leysen che rappresenta l’istituto, invitando le altre «eventuali vittime» a testimoniare in tribunale. Con inquietante regolarità non passa settimana senza che il Belgio non sia scosso dall’emergere di casi di pedofilia verificatisi dal secondo dopoguerra in poi. Il lungo silenzio su gran parte di queste vicende si è rotto a metà 2010 quando la magistratura di Bruxelles ha scoperto 475 dossier su altrettante vittime, chiusi negli archivi della commissione indipendente “Adriaenssens” (dal nome del presidente) che dai primi anni Duemila agiva in stretta collaborazione con i vescovi locali. È nell’ambito di questa stessa indagine che ad aprile scorso si era dimesso il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, accusato di aver violentato una giovane.

    L’ultimo clamoroso caso è deflagrato il 28 dicembre con la confessione del teologo Francois Houtart, fondatore della Ong Centro tricontinentale di Lovanio e veterano del forum sociale mondiale. Il “papa altermondista” ha infatti ammesso di avere abusato nel 1960 di uno dei suoi cugini che allora aveva otto anni, chiedendo ai suoi fan di ritirare la richiesta di candidatura per il Nobel della Pace. Tutto questo accade nel pieno dei lavori della commissione speciale d’inchiesta parlamentare che si occupa di ricostruire la storia dei crimini pedofili compiuti nell’ambito della Chiesa belga. Un lavoro certamente non facile, specie per l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche. È nel corso di una delle ultime sedute dell’anno appena concluso che il primate del Belgio, monsignor Andrè-Joseph Leonard, aveva scioccato gli auditori dichiarando che le vittime degli abusi sessuali commessi da preti potrebbero essere risarcite come quelle che patiscono i danni causati da un’inondazione.

    «La Chiesa cattolica – aveva detto convinto Leonard, comparando le vittime di catastrofi naturali a quelle dei violentatori – potrebbe, liberamente, partecipare con altre parti della società, a costituire un fondo di solidarietà, non perché sia tenuta giuridicamente a farlo, ma perché c’è un dovere di solidarietà con tutte le vittime, di inondazioni, di epidemie, ma anche di abusi sessuali». Quale sia il numero esatto degli abusi ancora non è chiaro. Per ora ci sono i 475 dossier della commissione Adriaenssens, a cui vanno sommate le 103 denunce raccolte in autunno dalla procura federale belga e le 427 denunce raccolte dal 1992 al 2010 dall’associazione dei Diritti dell’uomo nella Chiesa presieduta da Rik Devillè. L’uomo, che è un ex sacerdote, il 22 novembre fu il primo testimone davanti ai parlamentari di Bruxelles, dimostrando come la Chiesa cattolica abbia spesso imposto la legge del silenzio alle vittime.

    http://www.terranews.it/news/2011/01/una-s…li-nella-chiesa

  • Pedofilia, perquisita sede Chiesa belga La polizia a casa del cardinale Danneels

    Pedofilia, perquisita sede Chiesa belga La polizia a casa del cardinale Danneels

    BRUXELLES – La procura di Bruxelles ha effettuato una perquisizione nell’arcidiocesi di Malines-Bruxelles (Mecheles), 25 chilometri a nord della capitale. L’operazione nel quartier generale della chiesa cattolica belga, durata diverse ore, è legata a un’inchiesta per pedofilia in cui sono coinvolti esponenti religiosi. Gli investigatori hanno perquisito anche l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Belga. Nell’arcivescovado, precisa l’agenzia, è riunita anche la conferenza episcopale alla quale assiste anche il nunzio apostolico in rappresentanza della Santa Sede.

    Al cardinale Danneels, secondo quanto riferito dal suo portavoce Hans Geybels, al termine della perquisizione, è stato sequestrato il computer. “Il cardinale non si è opposto ritenendo che la giustizia deve fare il suo corso”, ha aggiunto il portavoce. Nel corso dell’operazione la polizia ha anche perquisito la sede della commissione Adriaensses, dal nome del docente dell’università di Lovanio che la presiede, creata per esaminare i casi di abuso sessuale nella chiesa, e sequestrato 450 dossier sui casi di pedofilia raccolti dalla commissione.

    “Con un dossier recente, la procura è stata informata delle accuse che denunciano abusi su minori commessi da alcuni esponenti della chiesa”, ha spiegato il portavoce della procura di Bruxelles, Meilleur. “Gli investigatori sono alla ricerca di documenti e di qualsiasi altra forma di prova, che potrebbero confermare dichiarazioni raccolte dalla procura”, ha aggiunto.

    Dopo l’Irlanda, la Germania, la Norvegia, gli Stati Uniti e l’Austria, nell’aprile scorso anche il Belgio viene scosso dallo scandalo dei preti pedofili con le dimissioni del vescovo di Bruges, il 73enne Roger Vangheluwe, che ha lasciato il suo incarico dopo aver ammesso di aver abusato di un ragazzo per anni. Lo scandalo – al pari delle accuse rivolte ai vertici della chiesa di aver coperto il crimine, che hanno coinvolto anche il primate André-Joseph Léonard, dall’inizio dell’anno a capo dell’arcidiocesi e presidente della conferenza episcopale belga – ha spinto la procura ad aprire un’inchiesta.

    https://www.repubblica.it/esteri/2010/06/24/news/dossier_pedofilia_in_belgio_procura_perquisisce_arvivescovado-5114514/

  • Belgio,prete abuso’di donne in coma

    Belgio,prete abuso’di donne in coma

    29/5/2010
    Belgio,prete abuso’di donne in coma Sacredote deceduto nelle Fiandre

    Un sacerdote belga avrebbe abusato sessualmente di donne in coma o con problemi psichiatrici ricoverate nell’ospedale Saint-Andrien di Tielt, nelle Fiandre. A rivelarlo è un altro sacerdote che colloca gli abusi tra gli anni ’60 e ’80. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani in lingua fiamminga, il sacerdote, che è deceduto, avrebbe approfittato del fatto di avere accesso alla sala di rianimazione dell’ospedale.

    Per tragica ironia, aggiunge il quotidiano “Het Laatste Niews”, il sacerdote lavorava nella sala di rianimazione con l’incarico di portare sostegno psicologico alle famiglie dei pazienti e, in alcuni occasioni, amministrare l’estrema unzione ai moribondi.

    Secondo don Norbert Bethune, inoltre, la direzione del nosocomio sarebbe stata a conoscenza dei fatti, ma non avrebbe fatto niente per impedire gli abusi. Il sacerdote annuncia altre rivelazioni su scandali sessuali commessi da membri della Chiesa cattolica.

    In realtà, negli anni ’90 la procura di Bruges aveva aperto un’inchiesta per poi archiviare il dossier considerando i fatti ormai prescritti. Oltre ai giudici, Bethune aveva riferito il caso anche al vescovo Roger Vangheluwe, il porporato che di recente ha dato le dimissioni dopo aver ammesso di aver abusato per anni di un ragazzino.

    Don Bethune tuttavia non ha fornito le generalità del sacerdote che avrebbe compiuto gli abusi all’ospedale “per rispetto alla famiglia”, aggiungendo tuttavia di essere in possesso di una lettera del presunto sacerdote violentatore, “in cui confessa tutti i fatti e mostra il suo pentimenti e la sua profonda tristezza per l’accaduto”. “Padre X”, come lo chiama Bethune, gli consegnò la lettera poco prima di morire, dopo lunga malattia, a fine 2009 “perché voleva andarsene in pace, con la coscienza tranquilla”.
    Voto:

    Ultimo aggiornamento ore 17:39

  • Cardinale austriaco attacca Sodano “Insabbiò l’inchiesta sulla pedofilia”

    Cardinale austriaco attacca Sodano “Insabbiò l’inchiesta sulla pedofilia”

    repubblica it
    Christoph Schoenborn, sferra un durissimo attacco all’ex segretario di Stato: “Ha offeso le vittime degli abusi sessuali, definendo la vicenda un chiacchericcio”. Benedetto XVI ratifica l’addio di monsignor Mixa, il vescovo di Augusta travolto da scandali di varia natura

    Cardinale austriaco attacca Sodano “Insabbiò l’inchiesta sulla pedofilia” Benedetto XVI

    CITTA’ DEL VATICANO – Nel giorno in cui il Papa accetta le dimissioni del discusso vescovo di Augusta, l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, sferra un durissimo attacco all’ex segretario di stato vaticano Angelo Sodano. Facendo nome e cognome lo accusa di aver offeso le vittime degli abusi sessuali, definendo la vicenda “un chiacchericcio” e lo ha rimproverato di aver insabbiato a suo tempo l’inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall’allora capo della diocesi viennese, Hans Hermann Groer. Il porporato, allievo e amico di Benedetto XVI, ha parlato durante un incontro informale con rappresentanti dei media austriaci, di cui riferisce l’agenzia Kathpress.

    Schoenborn ha ribadito che Sodano avrebbe impedito 15 anni fa la creazione di una commissione di indagine sul “caso Groer”. Uno scandalo esploso nel 1995 quando un ex seminarista di Hollabrunn accusò Groer di aver abusato ripetutamente di lui all’inizio degli anni ’70. Altre accuse seguirono e Groer non tardo’ a dimettersi, ufficialmente per sopraggiunti limiti di età. Morì nel 2003 senza mai ammettere alcuna responsabilità.

    Lo scorso 28 marzo, l’attuale arcivescovo di Vienna aveva formulato l’accusa, senza però citare esplicitamente l’ex segretario di Stato vaticano. In un’intervista al canale televisivo austriaco Orf, aveva sostenuto che nel 1995 Ratzinger si era adoperato energicamente affinchè il Vaticano conducesse un’indagine su Groer: una richiesta che era stata vanificata “dall’altra parte” quella che faceva capo alla diplomazia vaticana.

    Le dimissioni di monsignor Mixa. Benedetto XVI ha dunque accettato le dimissioni del vescovo di Augusta e ordinario militare per la Germania, monsignor Walter Mixa, travolto da rivelazioni su malversazioni economiche e maltrattamenti inflitti a giovani collegiali. I fatti, da lui ammessi, riguardano il periodo in cui era parroco. Il prelato – che ha chiesto le dimissioni il 22 april – secondo le rivelazioni dei media sarebbe sotto inchiesta per abusi sessuali.

    L’udienza con i vescovi belgi. E sempre oggi il Papa ha anche ricevuto in udienza i vescovi del Belgio. Richiamandoli con forza ad attuare una “vasta e seria” pastorale vocazionale, per formare al sacerdozio uomini santi. Anche in questo caso, il riferimento è chiaramente agli scandali legati alla pedofilia. Da qui l’esortazione “all’ascolto reciproco, nella preghiera comune e nella carità di Cristo, soprattutto in questi tempi nei quali la vostra chiesa stessa è stata provata dal peccato”. Il primate del Belgio, monsignor Joseph André Leonard, ha ammesso con Benedetto XVI che “quella che le si avvicina oggi è una Chiesa addolorata, ma anche determinata ad affrontare questo tipo di problema con chiarezza”. Leonard ha citato in particolare “il grave scandalo provocato dalle dimissioni forzate del vescovo di Bruges, monsignor Roger Vangheluwe”.

    Riguardo alla possibilità di emanare nuove norme per prevenire eventuali abusi da parte del clero, il primate del Belgio ha affermato che di ciò i vescovi belgi hanno parlato con la Congregazione per la dottrina della Fede. “Nel suo discorso – ha concluso Leonard – il Papa ha fatto allusione al dramma della nostra Chiesa spiegando che per ritrovare la credibilità l’unica via da percorrere è quella della ricerca della santità di preti e vescovi. E’ stato molto importante l’incoraggiamento che il Pontefice ci ha dato, soprattutto perché molti preti nella Chiesa belga soffrono per questa situazione di cui non hanno colpa”.

    (08 maggio 2010)