Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia: Riesame Roma, resta in carcere Don Poggi

    Pedofilia: Riesame Roma, resta in carcere Don Poggi

    Roma, 17 lug. – Resta in carcere don Patrizio Poggi, l’ex prete arrestato il 28 giugno per calunnia aggravata per aver screditato le alte sfere della Curia, coinvolgendole in un presunto giro di pedofilia e prostituzione minorile. Lo ha deciso il tribunale del riesame che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa dell’ex sacerdote che chiedeva di annullare l’ordinanza cautelare del gip Aldo Morgigni. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone, invece, si era espresso per la conferma del provvedimento restrittivo ritenendo provata e pianificata da tempo l’attivita’ calunniatrice dell’indagato.

    http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/pedofilia-riesame-roma-resta-in-carcere-don-poggi/news-dettaglio/4373908

  • Contro don Camaldo ordito un complotto

    Contro don Camaldo ordito un complotto

    ROMA – Si è trattato di «un vero e proprio sordido complotto al fine di destare scandalo con risonanza potenzialmente mondiale per il coinvolgimento finanche dei più stretti collaboratori della Curia romana e, indirettamente, del Sommo Pontefice». Sono le parole con le quali il gip Morgigni ha definito le dichiarazione dell’ex sacerdote Patrizio Poggi, già condannato a cinque anni per reati di pedofilia, adesso nuovamente tratto in arresto perché il magistrato lo ha ritenuto autore di dichiarazioni false, denigratorie e calunniose. Tra le persone vittime di queste sue dichiarazioni, anche Monsignor Franco Camaldo, il cui nome – insieme a quello di altri prelati – è stato ingiustamente coinvolto, su alcuni organi di informazione a diffusione nazionale, in vicende orribili legate alla commissione di fatti di pedofilia. Gli stessi crimini contro i quali ripetutamente si è levata la voce del Pontefice, Papa Francesco, così come avevano fatto i suoi predecessori, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.

    Per Monsignor Camaldo (della Diocesi di Roma, decano dei cerimonieri del Papa, che da settembre lascerà l’incarico per limiti d’età) sono stati giorni di grande sofferenza, quelli in cui il suo nome è stato associato alle inchieste in corso sui fatti di pedofilia che, secondo le dichiarazioni dell’ex sacerdote Patrizio Poggi, vedevano coinvolti esponenti del clero romano. A mitigare le ingiuste insinuazioni di Poggi, le attestazioni di affetto e di amicizia che Monsignor Camaldo ha ricevuto durante il suo calvario sia da parte delle alte sfere vaticane che dagli amici e dai fedeli della sua «patria» d’origine: Lagonegro, centro della Basilicata Sud.

    Monsignor Camaldo, tramite i suoi legali, aveva già affermato con decisione che «le asserzioni dell’ex sacerdote Patrizio Poggi, perché infondate e non sorrette da alcun minimo riscontro oggettivo, non hanno determinato nessuna iscrizione nel Registro degli indagati di monsignor Camaldo, come categoricamente affermato dal Procuratore Capo della Repubblica di Roma, il quale ha rimarcato, per l’appunto, che nessuna attivazione vi fosse stata in conseguenza di quell’esposto. Tanto a riprova che trattavasi di gratuite notizie calunniose». Il procuratore infatti «ha smentito categoricamente che sacerdoti della Diocesi di Roma siano indagati per pedofilia “sulla base della denuncia dell’ex prete Patrizio Poggi”».

    Peraltro, aveva specificato il legale del prelato, «già nella giornata del 26 giugno 2013, il Cardinale Vallini, sull’organo di stampa di Vicariatus Urbis», censurando altri servizi giornalistici relativi alla vicenda, aveva fornito «solari argomentazioni con cui far intendere quanto calunniose possano essere le notizie sparate nel mucchio, in maniera generalizzata, mettendo sullo stesso piano soggetti che meriterebbero di essere sanzionati ed altri dalla specchiata condotta cui, non a caso, il Cardinale Vallini esprimeva la massima solidarietà e vicinanza. Soprattutto l’Alto prelato evidenziava la pressocché nulla attendibilità di un denunciante, l’ex sacerdote Patrizio Poggi, già condannato a cinque anni per reati di pedofilia, non a caso sollevato a divinis dallo stato clericale».

    Peraltro, a dire dell’avvocato Pescano, bisogna considerare «la contrariatissima riflessione del Cardinale il quale, opportunamente, si interrogava sul perché Poggi, in tutti i colloqui avuti con lui, in carcere e in ambiente vaticano, non avesse mai sentito il bisogno di denunciare i suoi ex confratelli». Adesso tutto è chiaro. Il calunniatore è in carcere e, accertata la verità, monsignor Camaldo può recuperare la serenità.

    13 Luglio 2013

  • Pedofilia: Riesame Roma esamina istanze ex sacerdote Poggi

    Pedofilia: Riesame Roma esamina istanze ex sacerdote Poggi

    12/07/2013

    Roma, 12 lug. – (Adnkronos) – Il Tribunale del Riesame si occupera’ lunedi’ 15 luglio prossimo della vicenda che ha per protagonista l’ex sacerdote Patrizio Poggi arrestato alla fine del mese scorso imputato di calunnia per aver presentato denunce contro alcuni sacerdoti della Curia romana accusandoli di pedofilia.

    Poggi che e’ reduce dall’aver scontato una condanna a 5 anni di reclusione per le accuse di pedofilia e prostituzione minorile e’ finito in carcere per decisione del gip Aldo Morgigni. Tempo fa sottoposto dal magistrato a interrogatorio di garanzia si era avvalso della facolta’ di non rispondere.

    Secondo quanto emerso dalle indagini Patrizio Poggi avrebbe deciso di presentare le denunce contro un gruppo di religiosi di varie parrocchie della capitale nonche’ di un alto prelato per rancore in quanto tra l’altro costoro avrebbero bloccato il suo tentativo di rientrare nell’ordine sacerdotale.

  • Pedofilia nel clero, sindrome romana

    Pedofilia nel clero, sindrome romana

    Dopo il caso di don Conti, condannato in secondo grado a 14 anni, una nuova inchiesta si concentra su pedofilia e prostituzione minorile diffuse nelle parrocchie romane.

    Il cardinale vicario Agostino Vallini ha manifestato «piena fiducia nella magistratura» e si dice «pienamente convinto che sarà smantellato il piano calunnioso, dimostrando non veritiere le affermazioni» dell’ex prete Patrizio Poggi, che ha accusato nove sacerdoti di parrocchie romane di organizzare incontri a sfondo “sessuale” con minori. In una nota del Vicariato di Roma si sottolinea che «i sacerdoti calunniati si riservano ogni azione legale a tutela della loro personale onorabilità». Nella nota si fa riferimento alla diffusione da parte di alcuni organi di stampa «di parte del verbale di denuncia contenente i nomi di sacerdoti accusati dall’ex prete Patrizio Poggi» sospeso “a divinis” dopo la condanna definitiva a 5 anni di reclusione per violenza sessuale (scontata nel 2008). Nel comunicato si ricorda che il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone «ha smentito categoricamente che sacerdoti della diocesi di Roma siano indagati per pedofilia sulla base della denunzia dell’ex-prete Patrizio Poggi» e si sottolinea che costui è stato «dimesso nel 2007 dallo stato clericale per reati di natura sessuale su minori e che ha scontato la condanna nel carcere di Rebibbia». Gli indagati sono un ex carabiniere, un manager di un’agenzia per modelli e il contabile di una parrocchia romana.
    Tutti e tre facevano parte del giro descritto da Poggi, il quale parla di un sistema diffuso di prostituzione che aveva come vittime giovanissimi ragazzi stranieri e come clienti nove religiosi, alcuni dei quali prestano servizio in chiese romane delle zone della Pisana, Magliana, Pineta Sacchetti, Cassia, Alessandrino e San Giovanni. Secondo la denuncia, i ragazzini si prostituivano per cifre dai 150 ai 500 euro in incontri che potevano avvenire anche nei locali delle parrocchie. Don Poggi chiama in causa nove religiosi e anche altre quattro persone, tra cui un ex carabiniere già noto alla procura perché coinvolto in una indagine sulla pedofilia. Tra i soggetti coinvolti figurerebbe anche un prete, insegnante di religione, già sfiorato da una indagine sulla pedofilia di alcuni anni fa. Nel suo esposto Poggi racconta che all’ex carabiniere era affidato il ruolo di «organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile, attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti tra i quali sacerdoti». I ragazzini venivano selezionati in un locale a pochi passi dalla stazione Termini. Poggi fa il nome anche di un gestore di un’agenzia di modelli e attori e dell’amministratore contabile di una parrocchia che avrebbe reclutato i giovani in discoteche, saune e centri benessere.
    FONTE

  • Solo belle parole quelle di Papa Francesco, o anche l’intenzione di concretizzarle?

    Solo belle parole quelle di Papa Francesco, o anche l’intenzione di concretizzarle?

    Città del Vaticano; giace da 5 giorni alle Poste Vaticane la lettera inviata a Papa Francesco.

    Solo belle parole quelle di Papa Francesco per risanare l’indiscutibile crollo della Chiesa Romana, o esiste anche la volontà di concretizzare le sue dichiarazioni pubbliche?
    Questa è la domanda che in molti cominciano a farsi nelle ultime ore. Per l’esattezza, in data 2 luglio 2013 se lo chiedono almeno 7500 persone, quelle che credendo ancora nelle parole di Papa, hanno firmato una petizione su www.change.org/Francesco nella quale non chiedono nulla di speciale, ma solo che Papa Francesco sia coerente con una delle tante promesse, che di sua spontanea volontà ha fatto durante il suo breve pontificato.
    Migliaia di italiani, sono stati vittime negli ultimi decenni delle attenzioni perverse dei preti pedofili. Nel marzo scorso le varie Conferenze Episcopali in tutto il mondo hanno divulgato nuove linee guida contro la pedofilia, purtroppo però quella italiana, la CEI, presieduta dal Cardinale Angelo Bagnasco è stata l’unica dove sostanzialmente le linee guida sono rimaste invariate, cioè non prevedono ancora oggi, alcun obbligo di denuncia da parte dei Vescovi, non prevedono alcun sostegno alle vittime e neppure alcun risarcimento, in sostanza si promette una collaborazione con la magistratura, promessa non nuova ma mai applicata che comunque resta a discrezione dei Vescovi.
    Le recenti inchieste giornalistiche come “Orge gay con minorenni” Inchiesta su dossier e ricatti in Vaticano, apparsa sulle pagine del Fatto Quotidiano il 13 giugno scorso e poi approfondita dallo speciale di Michele Santoro nella puntata Gialloin Vaticano di Servizio Pubblico su LA7, non solo non hanno ricevuto commenti da parte della Santa Sede, ma neppure smentite. Nulla a che fare con un’altra inchiesta, quella avviata da don Patrizio Poggi e controfirmata da Monsignor Luca Lorusso, “a nostro avviso una vera e propria bufala” studiata a dock per spostare l’attenzione prima, dall’interno del Vaticano e poi con l’arresto di Poggi, farla diventare agli occhi del pubblico, un tentativo di vendetta da parte del sacerdote, sospeso in precedenza a divinis dopo una condanna per pedofilia.

    Tornando a noi e ai più di 7500 firmatari della petizioneavviata su Change.org, il 24 giugno Rete L’ABUSO, autrice dell’inchiesta che coinvolgerebbe alti prelati della Santa Sede ha colto l’appello di Papa Francesco “andate controcorrente” e ha inviato una letteraraccomandata al Papa, per non correre il rischio che la Segreteria di Stato Vaticana “smarrisse” la lettera, ha inviato anche un telegramma, diretto proprio al Papa e contenente il numero di tracciabilità della lettera. Il telegramma (come potete vedere nella foto) risulta regolarmente consegnato e ricevuto dal Papa o al massimo da un suo delegato, mentre la raccomandata al momento risulta in giacenza presso le poste, non quelle italiane, le quali la hanno consegnata il 27 di giugno a quelle vaticane, ma giace da 5 giorni a poche decine di metri dal Portone di Bronzo, senza che nessuno la ritiri. Naturalmente non vogliamo pensare e neppure insinuare che Papa Francesco sia in malafede, certo che il mancato ritiro del testo a lui inviato sta sollevando parecchie polemiche e anche una certa delusione, soprattutto da parte dei credenti che hanno preso molto sul serio gli appelli del pontefice e confidano che questi si concretizzino e non restino solamente belle parole.  Da qualche giorno, molte persone ci scrivono sia per mail che sulla piattaforma di Change.org per avere notizie sul ritiro della lettera, ma per ora ancora nulla. Pubblichiamo quindi il numero dalla raccomandata (145990903759 ) in modo tale che chiunque possa controllare dal sito delle Poste Italiane l’avvenuto ritiro, evitando così l’ingente numero di richieste che arrivano a Rete L’abuso.

    Il portavoce di Rete L’abuso
  • PEDOFILIA: EX PRETE PATRIZIO POGGI NON RISPONDE A GIP

    PEDOFILIA: EX PRETE PATRIZIO POGGI NON RISPONDE A GIP

    Si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere al gip, davanti al quale era comparso per l’interrogatorio di garanzia, Patrizio Poggi, l’ex sacerdote arrestato venerdi’ scorso per calunnia dopo aver denunciato l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita a reclutare ragazzi, anche minorenni, per farli prostituire con esponenti del clero romano.

    Secondo l’accusa Poggi, gia’ condannato in via definitiva a cinque anni per pedofilia, avrebbe concepito e attuato un piano calunnioso, prospettando circostanze non veritiere, in quanto animato da risentimento per motivazioni personali.

  • Scrive il Gip: «Ragazzi stranieri pagati da ecclesiastici». E spunta la chat per sacerdoti gay

    Scrive il Gip: «Ragazzi stranieri pagati da ecclesiastici». E spunta la chat per sacerdoti gay

    Preti gay. Patrizio Poggi, 47 anni, il sacerdote calunniatore di nove suoi colleghi e tre laici, è andato in galera, ma dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci è saltato fuori un sottobosco di tonache e sesso, di ragazzi stranieri che si prostituiscono a ecclesiastici della Diocesi di Roma, che la notte vanno in giro a pagare incontri proibiti. Il gip Aldo Morgigni, che ha firmato le nove pagine di ordinanza, spiega che non si tratta di «fatti illeciti». Sono abitudini sessuali, usando il linguaggio caro ai chierici, si dovrebbe dire «disordine». Ma il vizio pare sia esteso, una verità che tempo addietro, in udienza privata, Papa Francesco ha definito in termini preoccupati parlando di «lobby gay» all’interno della Chiesa.

    Il retroscena lo spiega il Gip: «Dalle relazioni della polizia giudiziaria susseguitesi nel corso delle indagini… emergeva così la presenza effettiva di un numero elevato di giovani di nazionalità straniera (romeni e moldavi, ndr ) che si prostituivano principalmente in favore di ecclesiastici che svolgevano il loro ministero nel territorio della diocesi di Roma».

    Scene usate da Poggi per altri scopi. Infatti, «mentre risultava solo il coinvolgimento di ecclesiastici in relazioni omosessuali prive di rilievo penale, si evidenziava anche che il Poggi agiva, dichiaratamente, allo scopo di procurarsi elementi per un eventuale giudizio di revisione della condanna definitiva inflittagli da questo Tribunale e per la revoca del provvedimento canonico di restituzione allo stato laicale, volendo egli dimostrare che tale condanna derivava da una imprecisata macchinazione ordita ai suoi danni da parte di altri ecclesiastici dediti alla frequentazione di giovani prostituti, il tutto allo scopo di evitare che proseguissero le indagini con accertamenti ulteriori del coinvolgimento di altri ministri cattolici di elevato rango».

    A parte i proposti calunniosi del sacerdote, accusato di propalare false accuse accompagnate da un comportamento grave e pericoloso, il caso Poggi ha puntato i riflettori sullo scandalo, i preti gay non pagherebbero solo gli incontri con ragazzi stranieri, all’esterno di discoteche e centri benessere. È venuto alla luce che sulla Rete gira un sito gay aperto da religiosi, dove scambiano messaggi e si dànno appuntamento. Uno dei più gettonati (e una volta segreto) sarebbe in una libreria del centro della Capitale. I sacerdoti interessati lo avrebbero scelto tra la mete proibite per i suoi particolari bagni. Se il wc è occupato il passaggio viene automaticamente sbarrato. Una sorta di chiusura di sicurezza che metterebbe frequentatori al riparo da eventuali impreviste e imbarazzanti visite degli altri clienti.

    Fabio Di Chio

  • Servizio La Nuova Tg ” Preti pedofili, tra i nomi anche quello di un prete lucano” 28-06-2013

    Servizio La Nuova Tg ” Preti pedofili, tra i nomi anche quello di un prete lucano” 28-06-2013

    Un giro di giovani romeni reclutati per diversi preti pedofili. A denunciare il tutto un ex sacerdote, già condannato a 5 anni di reclusione proprio per reati sessuali e ora testimone in un’inchiesta della procura di Roma. Patrizio Poggi, 46 anni, ha fatto agli inquirenti nomi e cognomi, tirando in ballo anche Don Franco Camaldo, originario di Lagonegro e attuale cerimoniere del Papa. Sulla vicenda, ovviamente, i pm della capitale stanno cercando di mantenere il massimo riserbo, smentendo, almeno per il momento, che ci siano degli indagati. Secondo quanto raccontato dalla “talpa” diversi ragazzi romeni sarebbero stati adescati da un ex carabiniere nei locali notturni o nei pressi della stazione Termini, o addirittura fatti arrivare di proposito nella capitale, per poi prendere parte a dei festini con preti pedofili in cambio di poche centinaia di euro. Se confermata, la versione dell’ex sacerdote getterebbe nuove ombre sulla Chiesa. Dietro le rivelazioni, secondo quanto trapelato fino a questo momento, ci sarebbe anche la grande voglia di Papa Francesco di dare un netto segnale di rottura rispetto al passato e portare alla luce tutti i misteri che il Vaticano sembra custodire al suo interno. Per adescare i giovani romeni, l’ex carabiniere avrebbe utilizzato delle automobili con scritte dalla parvenza istituzionale. I minorenni avrebbero poi accettato l’assurda offerta pur di guadagnare un po’ di soldi. Negli anni scorsi Don Franco Camaldo era stato ascoltato dagli inquirenti in relazione ad una delle tante vicende oscure accostate al Vaticano, ovvero alla sparizione di Emanuela Orlandi, scomparsa 30 anni fa e mai più ritrovata. Nel 2006, infatti, quando era segretario particolare del cardinale Ugo Poletti, il sacerdote lucano era stato ascoltato in relazione alla presenza all’interno della basilica di Sant’Apollinare della tomba di Enrico De Pedis, uno dei capi storici della Banda della Magliana.
  • Don Poggi/ I carabinieri hanno arrestato l’ex sacerdote per calunnia

    Don Poggi/ I carabinieri hanno arrestato l’ex sacerdote per calunnia

    Don Poggi/ I carabinieri hanno arrestato l’ex sacerdote per calunnia

    Venerdi, 28 Giugno 2013 – 15:44
    I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno arrestato l’ex sacerdote Patrizio Poggi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma Aldo Morgigni, su richiesta del procuratore aggiunto di Roma, Maria Monteleone. Poggi e’ indagato del reato di calunnia aggravata e continuata per avere denunciato, a marzo 2013, “circostanze non veritiere in ordine alla presunta esistenza di un’organizzazione criminale gestita da tre personaggi romani, attiva nel procacciare ragazzi italiani e stranieri, anche minorenni, per avviarli alla prostituzione maschile in favore di vari esponenti del clero romano, di cui Poggi aveva indicato i nominativi”.

    www.affaritaliani.it/ultimissime/fl…er=280613154410


    Calunnia, arrestato l’ex prete Poggi: denunciò giro di prostituzione maschile in favore di alcuni esponenti del clero

    ROMA – I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno arrestato l’ex sacerdote Patrizio Poggi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Aldo Morgigni, su richiesta del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Roma, Maria Monteleone.
    Poggi è indagato del reato di calunnia aggravata e continuata per avere denunciato, a marzo 2013, circostanze non veritiere in ordine alla presunta esistenza di un’organizzazione criminale gestita da tre personaggi romani, attiva nel procacciare ragazzi italiani e stranieri, anche minorenni, per avviarli alla prostituzione maschile in favore di vari esponenti del clero romano, di cui Poggi aveva indicato i nominativi in sede di denuncia.

    Le indagini eseguite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci hanno dimostrato come Poggi abbia concepito e attuato un piano calunnioso,prospettando circostanze non veritiere o, comunque, basate su mere dicerie, in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali omosessuali a pagamento con minorenni, nonché dalla convinzione che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti “preti pedofili” potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni.

    Durante le indagini è anche emerso che Poggi ha pianificato di costruire false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni; – cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinché, convocati dall’autorità giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia. Poggi è stato portato nel carcere di Regina Coeli.
    Venerdì 28 Giugno 2013 – 15:26
    Ultimo aggiornamento: 15:27

  • Pedofilia: ex sacerdote Poggi arrestato per calunnia

    Pedofilia: ex sacerdote Poggi arrestato per calunnia

    (AGI) – Roma, 28 giu. – I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno arrestato l’ex sacerdote Patrizio Poggi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma Aldo Morgigni, su richiesta del procuratore aggiunto di Roma, Maria Monteleone.
    Poggi e’ indagato del reato di calunnia aggravata e continuata per avere denunciato, a marzo 2013, “circostanze non veritiere in ordine alla presunta esistenza di un’organizzazione criminale gestita da tre personaggi romani, attiva nel procacciare ragazzi italiani e stranieri, anche minorenni, per avviarli alla prostituzione maschile in favore di vari esponenti del clero romano, di cui Poggi aveva indicato i nominativi”.
    Secondo i carabinieri del Nucleo di via in Selci l’ex sacerdote avrebbe concepito il suo “piano” calunnioso “in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali omosessuali a pagamento con minorenni, nonche’ dalla convinzione che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti ‘preti pedofili’ potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni”.
    Durante le indagini e’ emerso anche che Poggi avrebbe “pianificato di costruire false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni” e “cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinche’, convocati dall’autorita’ giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia”. (AGI) –