Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Vaticano/ Don Poggi: Ratzinger mi aveva “riabilitato”. Rumors: telefoni bollenti in Vaticano

    Vaticano/ Don Poggi: Ratzinger mi aveva “riabilitato”. Rumors: telefoni bollenti in Vaticano

    di Antonino D’Anna – Che cosa sta succedendo in Vaticano? È bufera Oltretevere dopo la denuncia presentata da don Patrizio Poggi, parroco romano già finito in carcere alla fine degli anni ’90 per abusi su adolescenti e che ora indica alcuni sacerdoti come clienti parte di un giro di omoprostituzione. Così è possibile leggere sulla denuncia, 5 pagine fitte fitte mostrate il 25 giugno scorso dal Tg di La7. Non è tutto: dalle pagine della denuncia emerge che il sacerdote, sospeso “a divinis” nel 2010, era stato “perdonato” da Benedetto XVI. Il Papa emerito, cioè – stando a quanto detto da Poggi – nel 2011 aveva accolto il ricorso presentato dal prete contro il provvedimento che lo sospendeva e Joseph Ratzinger gli aveva accordato la “Restitutio ad integrum”, cioè la possibilità di tornare a esercitare il ministero sacerdotale. La questione è ancora pendente presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, alla quale Ratzinger aveva rinviato don Poggi per l’esecuzione della decisione papale.

    CHI HA SCORTATO DON POGGI- Ma quello che viene sottolineato dai più Oltretevere è la presenza nella caserma del NOE di Roma dove don Poggi si è recato a denunciare l’8 marzo scorso, è la presenza al suo fianco di un personaggio vaticano importante. Molto importante. Nella denuncia è possibile leggere che: “Sono presenti altresì Don. Poggi Patrizio in oggetto meglio generalizzato (omissis), si dà atto che sono presenti anche i don Valentini Marco (omissis), (vicario parrocchiale presso parrocchia Sant’Andrea Avellino a Roma, e il Monsignor Lorusso Luca (omissis) (consigliere della Santa Sede, e consigliere di Nunziatura apostolica in Italia e San Marino), (…). si da atto che il Lorusso Luca Dichiara di aver presentato a questo ufficio il sig. Poggi Patrizio conoscendone la serietà ed essendo il suo avv. Canonico nel procedimento “Restitutio in Integrum” (riabilitazione) presso la congregazione della dottrina della fede dal mese di luglio 2011 alla data odierna”. Alt: Lorusso monsignor Luca, per dirla come in un film “poliziottesco” con Maurizio Merli, non è uno qualunque. Monsignor Lorusso è il consigliere di monsignor Adriano Bernardini, il Nunzio Apostolico (cioè l’ambasciatore vaticano) in Italia. Una posizione di altissimo prestigio, importante, con una carriera – dicono ad Affaritaliani – che permetterebbe agevolmente a Lorusso di essere ben presto promosso Nunzio. Attenzione: il Nunzio in Italia è un buon amico di Papa Francesco, visto che dal 2003 al 2011 è stato Nunzio Apostolico in Argentina.

    GLI ACCUSATI DA POGGI- Che cosa fa Poggi davanti ai carabinieri è noto. Dice di conoscere un ex carabiniere che così definisce dicendo di essere a conoscenza del fatto che egli: “è un organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti tra i quali conosco sacerdoti quali (omissis)”. Seguono i nomi.

    I CHIACCHIERATI- Se nel caso dei nomi precedenti don Poggi dice di conoscere questi sacerdoti come clienti, le cose cambiano nel secondo elenco. Già, perché il 6 giugno scorso Poggi ha consegnato “spontaneamente a quest’ufficio (sempre il NOE, N.d.R.) nr. 1 CD Rom, e dichiara quanto segue: Cartella denominata 2012-08 (…) foto fatte da me e da (…) nel periodo che va dall’agosto 2012 al febbraio 2013, relative al luogo ove si erge la chiesetta di San Lauro; Cartella denominata 2012-09 (…)”. Pare di capire – forse – che don Poggi si è trasformato in investigatore privato, visto che ha documentato qualcosa. Che cosa? Degli incontri particolari? Non è dato sapere, questo ovviamente lo sanno gli inquirenti. Dentro il CD però c’è una: “Cartella denominata “Preti” In questa cartella vi sono 4 cartelle contenenti foto relative a sacerdoti e ad un vescovo che nell’ambiente ecclesiastico si vocifera che abbiano tendenze e frequentazioni omosessuali e in taluni casi anche con minori di anni 18 specie se prostituti”. Tra di essi un nome molto noto.

    (Segue: don Poggi aveva ottenuto da Ratzinger la “restitutio ad integrum” per tornare a svolgere il suo ministero, ma la Congregazione per la Dottrina della Fede non aveva concluso il procedimento… rumors: telefoni bollenti in Vaticano e una domanda: perché Lorusso si è presentato con Poggi?)

    http://www.affaritaliani.it/cronache/vaticano-don-poggi-ecco-chi-accusa27062013.html

    POGGI, PERDONATO DA RATZINGER. MA…- Ma che vita fa don Poggi? Ecco che cosa dice ai carabinieri: “Attualmente sono sospeso ‘a Divinis’ con provvedimento canonico del 13.01.2010 a cui ho fatto appello al Santo Padre nelle date 08.01.2011 e 08.04.2011 e sono assistito da Mons. Lorusso quale avv. Procuratore Canonico. In data 21.05.2011 la congregazione della dottrina della Fede accogliendo la decisione del santo Padre Benedetto XVI disponeva la ‘Restitutio ad Integrum’ inviandone per l’esecuzione alla congregazione per la dottrina della fede. Allo stato attuale la congregazione non ha dato esecuzione all’ordine del Santo Padre. Non svolgo attività lavorativa e al mio sostentamento provvedono alcuni miei confratelli sacerdoti, tra i quali Mons. Lorusso, don Marco qui presenti e alcuni miei amici”.

    CORNETTE BOLLENTI OLTRETEVERE- Quello che in molti si chiedono è come mai un personaggio come monsignor Lorusso – carriera specchiata e in odore di promozione, dicono ad Affaritaliani – abbia deciso di esporsi in questo modo, in un caso e con accuse così circostanziate come queste. Un caso così delicato che ha spinto il cardinal Vallini, ieri, ad alzare la voce e ricordando che i sacerdoti accusati da don Poggi si riservano qualsiasi azione legale per tutelarsi. Ad Affaritaliani c’è chi ha detto che alcuni nomi sarebbero completamente falsi, messi lì non si sa perché da Poggi: su questo valuteranno gli inquirenti, ovvio. Ma Oltretevere c’è chi dice che questo sia solo l’inizio e si parla di una potenziale “caccia alle streghe” anche per “chi non è venuto fuori, ma è chiacchierato da sempre e che Poggi non conosceva”. Si parla adesso di telefoni roventi in Vaticano, con inviti a vedersi fuori dai Sacri Palazzi per discutere e confrontarsi. Qualcuno si spinge a ipotizzare una conversazione tra Vallini e il Nunzio, monsignor Bernardini ma, ripetiamo, è solo un’ipotesi. C’è di mezzo la voglia di pulizia invocata da Papa Francesco? Evidentemente no, visto che la denunzia è maturata in piena epoca Ratzinger ed è esplosa il 6 marzo scorso con la sua presentazione. Che poi arrivi ai giornali a due-tre giorni dalle possibili dimissioni di Tarcisio Bertone dalla carica di Segretario di Stato è un altra potenziale coincidenza che viene fatta osservare. Siamo davanti ad una guerra tra bande come quella che ha opposto nell’amaro 2012 di Vatileaks Cei e Segreteria di Stato, o stavolta è tutto giocato oltre il Portone di Bronzo? Le prossime ore sapranno aggiungere nuovi elementi.

  • Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti”

    Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti”

    Pedofilia. Don Poggi: “Così un ex carabiniere seleziona i ragazzini per i sacerdoti clienti” Submitted by Izz on 26/06/2013 corruzione/mafia chiesa da il Fatto quotidiano Lo scorso 8 marzo, Don Patrizio Poggi si presenta agli uffici del Noe, il comando carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, insieme a Don Marco Valentini, vicario presso la parrocchia Sant’Andrea Avellino a Roma e a Monsignor Luca Lorusso, consigliere della Santa sede, ma anche della Nunziatura in Apostolica in Italia e San Marino. Monsignor Luca Lorusso è anche l’avvocato canonico che ha difeso Don Patrizio Poggi durante il processo per abuso sessuali finito con una condanna a 5 anni di reclusione.

    Davanti al colonnello Sergio De Caprio, alias Ultimo, e ad altri tre agenti del Noe, Don Poggi, racconta nei dettagli un giro di prostituzione minorile. “MI SONO PRESENTATO a questo ufficio poiché sento il dovere di tutelare la Santa Chiesa e la comunità cristiana essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l’integrità e le normative canoniche e penali. Mi sono deciso a fare questa denuncia e a collaborare con la giustizia dopo una lunga riflessione interiore e dopo un percorso doloroso di abusi e soprusi che ho superato grazie alla fede che mi guida e non sono mosso da rancori o rivalse nei confronti di alcuno in quanto sacerdote.

    Nel corso della mia permanenza a Roma quale seminarista dal 1986 al 1994 e come sacerdote della parrocchia San Filippo Neri dal maggio del 1994 fino al marzo 1999 (anno del mio arresto) quale vicario parrocchiale, ho avuto modo di conosce persone che a vario titolo e ricoprendo vari incarichi commettono reati di natura sessuale nei confronti di minori e inducono e favoriscono la prostituzione minorile e fenomeni riconducibili alla pedo-pornografia che diffondono nella rete web con cassette o dvd e più in generale compiendo azioni che offendono e vilipendono la religione cattolica. Sono a conoscenza che G.B. (un ex carabiniere) frequenta e dimora presso una cappella a La Pisana. Lo stesso è un organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti, tra i quali conosco sacerdoti quali: Don G. F., Don R. C., Don N. C., Monsignor N. F. ,monsignor N. T., Don L. L., Don G. V., Don D. R., Mons. F. C.. L’ex carabiniere, unitamente a omissis e omissis. (un uomo di circa 40 anni il quale dovrebbe avere una agenzia di modelli e attori in Roma) presentano ai su citati clienti i ragazzi che ingaggiano in maniera disparata i quali esercitano poi la prostituzione dando compensi ai ragazzi ed ai promotori.

    L’ingaggio dei ragazzi da parte dei tre avviene essenzialmente utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizzano la loro condizione sociale. Sono a conoscenza che l’ex carabiniere li incontra e li “seleziona” all’interno e nei pressi del locale ”Twink” sito in Roma adiacente alla stazione Termini. A. G. recluta i ragazzi o in locali e discoteche frequentate da persone prevalentemente omosessuali quali “Qube” (zona Portonaccio), saune e centri benessere ubicate in via Mecenate (altezza teatro Brancaccio), via Villari (altezza via Labicana) e in via Persio (nei pressi della caserma dei Carabinieri). Anche i poveri che chiedono aiuto alla parrocchia vengono utilizzati per fini di prostituzione. Omissis è una persona molto effeminata che svolge funzione di direttore di un’agenzia. Nei locali della società “recluta” ragazzi in prevalenza minorenni che sono attratti dalla falsa attività di modello o attore formalmente proposta.

    Tutti e tre i personaggi citati hanno realizzato un programmi televisivo, nel quale hanno utilizzato minori sia di sesso maschile e di sesso femminile che mi risulta essere collegati con i sacerdoti prima elencati. Sono a conoscenza del fatto che, all’interno dei locali di una chiesa alla Pisana avvengono incontri sessuali a cui partecipano l’ex carabiniere e soggetti minorenni e non provenienti dai paesi dell’est Europa. Ricordo che il 28 novembre 2012 fra le ore 23.00 alle ore 04.00, unitamente a don Marco Valentini ho visto l’ex carabiniere giungere unitamente a un ragazzo che ritenevamo essere di circa 16 o 17 anni, entrare dal cancelletto verde della chiesa”. Il verbale si interrompe e interviene Don Marco Valentini che conferma quanto detto da Don Poggi, indica una serie di persone che potrebbero fornire a chi svolge le indagini maggiori informazioni e precisa che “i sacerdoti citati pagano prestazioni dei minori e non con somme di danaro che vanno da 150 a 500 euro circa, ed in alcune occasioni anche oltre. Ho saputo che inoltre è coinvolto nel commercio clandestino di “ostie consacrate” acquistate da aderenti a sette sataniche”.

    Lo stesso Don Valentini poi racconta di essere stato vittima di aggressioni che a suo parere potrebbero esser state organizzate “dallo siano state organizzate e comunque promosse dall’ ex carabiniere nei suoi confronti. “E PIÙ IN GENERALE -aggiunge a verbale- ritengo che a causa del mio carattere un intransigente in termine di legalità e di aderenza ai principi della chiesa alcuni miei superiori gerarchici abbiano realizzato nel tempo situazioni di Mobbing al fine di indurmi ad abbandonare il sacerdozio. Emblematica è la situazione attuale e che vede un provvedimento di “Restitutio ad integrum ” firmato da sua Santità Benedetto XVI ancora pendente e mai notificatomi”. Questo è tutto ciò che è stato raccontato agli agenti. La denuncia è stata trasmessa alla procura di Roma, che ha già iscritto nel registro degli indagati tre persone. Don Patrizio Poggi a prova delle sue affermazioni, ha fornito al Noe anche due cartelle con materiale fotografico e una corrispondenza mail. In una di queste le foto utilizzate per il programma televisivo.

    DON POGGI: “VI RACCONTO CHI SONO I PRETI PEDOFILI” IL VICEPARROCO SVELA I DETTAGLI DELL’ORGANIZZAZIONE CHE RECLUTAVA MINORENNI PER INCONTRI PARTICOLARI di Marco Lillo e Rita Di Giovacchino da il Fatto quotidiano Eccola la denuncia del viceparroco che svela i nomi dei preti e monsignori pedofili. Oggi Il Fatto pubblica il testo della denuncia dell’8 marzo scorso – anticipata il 21 giugno dal nostro giornale – nella quale don Patrizio Poggi descrive un’organizzazione, guidata da un ex carabiniere, che recluterebbe – a suo dire – minori per metterli a disposizione di prelati e parroci a Roma. Quando don Patrizio si presenta davanti al colonnello Sergio De Caprio (conosciuto da tutti come il Capitano Ultimo che ha catturato il boss Riina) per fare i nomi non è solo. Don Patrizio è accompagnato da cinque persone per rafforzare la sua credibilità: monsignor Luca Leorusso, 51 anni, consigliere di nunziatura apostolica e avvocato canonico di Poggi nel procedimento di Restitutio ad Integrum di don Poggi sospeso a divinis dopo la condanna per abusi su minori nel 2002, con pena scontata di 5 anni. E poi don Marco Valentini, 46 anni, viceparroco della Chiesa di Sant’Andrea Avellino a Roma. L’ex viceparroco si fa accompagnare anche dal comandante del XVI gruppo della Polizia di Roma Capitale (Marco Giovagnorio) e da due vigili urbani. Nella denuncia sostiene che un ex carabiniere sarebbe “organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile minorile attraverso la quale reperisce soggetti, anche minori, che introduce in Italia e che mette a disposizione dei clienti sacerdoti”. Poi don Poggi fa i nomi di quattro parroci in carica in altrettante parrocchie di Roma ovest e nord; due ex parroci; il segretario particolare di un cardinale importante; un cappellano militare; un insegnante di religione già coinvolto in un’indagine; e poi un monsignore con un ruolo importante nel Cerimoniale.

    Poggi poi racconta che l’ex carabiniere si serve di un’agenzia di modelli di due amici per reclutare i ragazzi dediti alla prostituzione. La selezione avverrebbe nei pressi del locale Twink vicino alla stazione Termini e nelle discoteche frequentate da omosessuali come il Qube al Portonaccio o in saune. Locali che nulla hanno a che fare con i reati ovviamente. Don Patrizio racconta di minori pagati fino a 500 euro, fa i nomi dei sacerdoti e degli extracomunitari pronti a confermare. Sono tutte accuse che provengono da un sacerdote condannato a 5 anni e infuriato con il Vaticano. Dopo avere espiato nel 2008 la pena, don Poggi aveva ottenuto nel maggio 2011 la Restitutio ad Integrum dal Papa, mentre la Congregazione della dottrina e della fede continua a tenerlo sospeso a divinis. Molti sacerdoti sono stati sentiti a verbale e alcuni pedinamenti avrebbero dato esito positivo. Sono accuse gravi che il pm Maria Monteleone e i carabinieri del Nucleo investigativo guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino vogliono riscontrare in fretta. In un senso o nell’altro.

    www.infonodo.org/node/37579

  • Mentre la stampa italiana censura lo scandalo vaticano, il THE TIMES scrive….

    Mentre la stampa italiana censura lo scandalo vaticano, il THE TIMES scrive….

     
     Vatican faces ‘revenge’ rent-boy scandal
    The Vatican is bracing itself for a sexual abuse scandalAP
    Published at 12:01AM, June 26 2013

    The Vatican is bracing itself for a rentboy scandal after a convicted paedophile priest apparently sought vengeance by informing on other child abusers in the Roman clergy.
    Don Patrizio Poggi, who served a five-year sentence for abusing five 14 and 15-year-old boys at his parish on the outskirts of Italian capital, has reportedly handed names to police. So far, four people have formally been placed under investigation by Rome magistrates.
    The suspects are said to include a monsignor who is currently the secretary of an important bishop. Also being investigated is a former Carabinieri police officer suspected of recruiting under-age boys for the alleged prostitution ring.
    The brewing scandal comes just weeks after Pope Francis confirmed the existence of a “gay lobby” in the Vatican to a visiting Latin American church group. The apparent network inside the supposedly celibate and staunchly anti-homosexual Church is one reason why Pope Francis is working on a thorough house-cleaning of the Roman curia. Vatican watchers believe a far-reaching reshuffle of top posts is imminent. Cardinal Giuseppe Bertello, current head of the governorate that runs the Vatican city-state, is tipped to take over from the powerful but divisive Vatican secretary of state, Cardinal Tarcisio Bertone. The latest scandal traces its roots to the criminal case against Poggi, now 46, who was convicted in 1999 of abusing boys at his St Philip Neri church in the Rome suburb of Primavalle.
    After serving his sentence, the disgraced priest sought reinstatement by the Vatican but was denied a post. In revenge, he is said to have gone to police with one of the alleged “rent boys” serving priests. According to Italian press reports, Poggi named 20 people as being involved in the prostitution ring. Acting on his leads, police reportedly followed one alleged rent boy to a church, but were unable to verify his age nor what took place in the sacristy.
    The allegations appear to overlap with another inquiry into purported claims by an Italian businessman that he arranged male escorts for Vatican clerics. The businessman made the claims to an anti-abuse advocate, Francesco Zanardi, who was abused by a priest as a child.
    “It’s the prostitution ring,” said Mr Zanardi, who yesterday sent a telegram with alleged details to the Pope. “The parties took place every Thursday evening in the Vatican. We have unmistakable proof. The sexual abuse all took place within the walls of the Vatican.”
    He alleged that at least two cardinals were involved. The businessman is said to have deposited videos of sex parties with a notary in Switzerland for safekeeping.
    Prosecutors in Savona, where Mr Zanardi lives, are transferring the file to their counterparts in Rome, where the alleged sex parties took place.

  • Pedofilia rapporti sessuali con minori prete accusa 9 religiosi

    Pedofilia rapporti sessuali con minori prete accusa 9 religiosi

    (AGI) – Roma, 25 giu. – Incontri sessuali con ragazzi (minori e non), quasi sempre di nazionalita’ romena, che potevano avvenire anche nei locali di una chiesa. Incontri per i quali le giovani vittime, spesso in difficoltà economiche e senza il supporto della famiglia, ricevevano somme tra i 150 e i 500 euro.

    Sulla denuncia choc presentata ai carabinieri l’8 marzo scorso da don Patrizio Poggi, sospeso ‘a divinis’ dopo la condanna definitiva a 5 anni per violenza sessuale (finita di scontare nel 2008), la procura di Roma sta lavorando per individuare riscontri e capire se i nove religiosi tirati in ballo abbiano effettivamente un ruolo in questo giro di pedofilia.

    Don Poggi si sarebbe deciso a raccontare tutto all’autorità giudiziaria perchè animato “dal dovere di tutelare la Santa Chiesa e la comunità cristiana essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l’integrità e le normative canoniche e penali”. La sua collaborazione sarebbe maturata “dopo una lunga riflessione interiore e dopo un percorso doloroso di abusi e soprusi che ho superato grazie alla fede che mi guida e non sono mosso da rancori o rivalse nei confronti di alcuno in quanto sacerdote”.

    Intanto, però, i religiosi chiamati in causa da don Poggi lavorano nelle parrocchie dei quartieri della Pisana, della Magliana, della Pineta Sacchetti, della Cassia, dell’Alessandrino, e di San Giovanni. Due hanno attualmente incarichi importanti e uno fa l’insegnante di religione (e venne anche sfiorato da una vecchia indagine sulla pedofilia).

    Don Patrizio ha puntato il dito contro ex carabiniere, che, coinvolto in un altro filone sulla prostituzione minorile, patteggiò la pena. Proprio l’ex militare è stato indicato nella denuncia come “l’organizzatore e il promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile, e in particolare minorile, attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti tra i quali sacerdoti”.

    L’ex carabiniere avrebbe incontrato e selezionato ragazzi dalle storie disperate all’interno di un locale vicino alla stazione Termini. Stesso ‘modus operandi’ sarebbe stato attribuito al gestore di un’agenzia di modelli e attori e all’amministratore contabile di una parrocchia che, invece, avrebbero reclutato i giovani in locali e discoteche frequentate da omosessuali, in saune e centri benessere.

    Stando a don Poggi, l’ex carabiniere, poi, sarebbe coinvolto “nel commercio clandestino di ostie consacrate acquistate da aderenti a sette sataniche”. Il religioso ha persino raccontato di aver subito molestie negli anni Ottanta quando era seminarista a Firenze: l’autore degli abusi sarebbe “un prete che – si legge nella denuncia mostrata questa sera dal tg de La7 – aveva tra i suoi fedeli anche Pietro Pacciani e Mario Vanni”, i compagni di merende coinvolti nell’indagine sugli omicidi del mostro di Firenze.

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/201306252015-cro-rt10344-pedofilia_rapporti_sessuali_con_minori_prete_accusa_9_religiosi

  • La trascrizione del servizio del La 7 dal titolo:

    La trascrizione del servizio del La 7 dal titolo:

    25/06/2013

    Un giro di giovani romeni reclutati per preti pedofili. Lo denuncia un ex sacerdote

    Ragazzi e ragazze romeni adescati per partecipare a festini con preti pedofili. E’ la clamorosa denuncia di un ex sacerdote, già condannato per reati sessuali e ora testimone d’accusa in un’inchiesta della procura di Roma. Sulla vicenda i pm della capitale mantengono il più stretto riserbo. Servizio di Flavia Filippi

    Adolescenti romeni soli e disperati adescati da un ex carabiniere nei locali notturni, nelle saune, nei centri benessere, alla Stazione Termini oppure fatti arrivare a Roma per finire in pasto ad un gruppo di sacerdoti. Minorenni abusati in chiesa, una è questa, San Lauro, non lontano dal Vaticano, per 100 0 200 €.

    E’ una bomba su San Pietro, ma è una bomba che proprio dentro San Pietro ha preso forma, la denuncia di don Patrizio Poggi, 46 anni, ex sacerdote, che dopo una condanna a 5 anni per reati sessuali, in marzo è andato dai carabinieri per tutelare la santa chiesa e la comunità cristiana, essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l’integrità e le normative canoniche e penali.

    A suo fianco una figura importante che ha controfirmato le 5 pagine, mons Luca Lorusso, n. 2 della Nunziatura apostolica in Italia, il vice dell’ambasciatore vaticano Adriano Bernardini, intimo di papa Bergoglio, per essere stato nunzio apostolico a Buenos Aires per 10 anni. Dunque c’è sicuramente la grande voglia di pulizia di papa Francesco dietro rivelazioni che tirano in ballo un lungo elenco di preti. tra questi mons. Camaldo, vicecerimoniere del papa, mons Filippi, prima segretario particolare dell’ex presidente della CEI, Ruini, e ora del cardinal Vallini, vicario di Roma.

    Don Poggi, sospeso a divinis dalla cheisa nel 2010, in attesa di riabilitazione, 3 settimane fa è tornato in caserma per consegnare foto, video, puntate del programma TV BELLI E DANNATI. Schiere di giovani tra i 15 e i 21 anni con una chiave di lettura. Quando i ragazzi rumeni su facebook si mettono a torso nudo o in costume è come una specie di segnale, di simbolo per attirare l’attenzione di persone di età adulta a scopo prostitutivo.

    Alcune foto sono relative a sacerdoti e ad un vescovo che nell’ambiente ecclesiastico si vocifera abbiano frequentazioni omosessuali e in taluni casi anche con minori di 18 anni.

    L’ex carabiniere Buonviso, principale procacciatore di ragazzi, sarebbe solito reclutarli fuori dalla Stazione Termini a bordo di macchine apparentemente istituzionali con le scritte “Emergenza sangue” e “Unità di crisi”. Un amico per presentare ai preti nuove leve attingerebbe alla sua agenzia di modelli e attori. L’ingaggio, fa mettere a verbale don Poggi, avviene essenzialmente utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizza la loro condizione sociale.

    Su un’inchiesta tanto delicata la Procura di Roma nega informazioni. “Non ci sono indagati e non le confermo niente” ci ha detto poco fa il Procuratore capo Pignatone.

  • Inchiesta nata dalle rivelazioni di Don Poggi

    Inchiesta nata dalle rivelazioni di Don Poggi

    Inchiesta nata dalle rivelazioni di Don Poggi, ex parroco di San Filippo Neri sulla Cassia Molestie sessuali in Vaticano:due indagati Un alto prelato iscritto nel registro degli indagati. Al centro dell’indagine un possibile giro di prostituzione ROMA – Una denuncia presentata nei mesi scorsi da don Patrizio Poggi, sacerdote di Roma Nord che ha scontato cinque anni per abusi sessuali su adolescenti. Insomma non un peccatore qualunque ma un uomo dal curriculum segnato. Da qui è partita l’inchiesta che potrebbe essere rischiosa per il Vaticano ma anche scivolosa, per la possibilità di mescolare verità e delazione, chiacchiera e fatti. Indagine nella quale è già coinvolto un alto prelato, iscritto nel registro degli indagati per molestie sessuali nei confronti di un minorenne. Il cuore dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone sono appunto quelle rivelazioni di Don Poggi, parroco della chiesa di San Filippo Neri (Roma nord), denunciato a fine anni Novanta per abusi su un gruppo di minori, già finito in carcere, ora in libertà e forse con qualche rancore (la Chiesa in questo caso non si è dimostrata disponibile a concedergli una riabilitazione e l’ex parroco è rimasto senza parrocchia nè lavoro). Le sue dichiarazioni hanno ottenuto almeno un riscontro importante. Almeno un pedinamento dei carabinieri su uno dei ragazzi indicati da don Poggi ha dato esiti positivi conducendo gli investigatori al cliente. Il prelato per l’appunto. Dal caso specifico l’inchiesta potrebbe estendersi ad altro, portando ad esempio i carabinieri a identificare possibili giri di prostituzione. Così come è già accaduto ai magistrati di Savona. Ilaria Sacchettoni25 giugno 2013 | 9:59] inchiesta nata dalle rivelazioni di Don Poggi, ex parroco di San Filippo Neri sulla Cassia
    Molestie sessuali in Vaticano:due indagati
    Un alto prelato iscritto nel registro degli indagati. Al centro dell’indagine un possibile giro di prostituzione

    ROMA – Una denuncia presentata nei mesi scorsi da don Patrizio Poggi, sacerdote di Roma Nord che ha scontato cinque anni per abusi sessuali su adolescenti. Insomma non un peccatore qualunque ma un uomo dal curriculum segnato. Da qui è partita l’inchiesta che potrebbe essere rischiosa per il Vaticano ma anche scivolosa, per la possibilità di mescolare verità e delazione, chiacchiera e fatti. Indagine nella quale è già coinvolto un alto prelato, iscritto nel registro degli indagati per molestie sessuali nei confronti di un minorenne.

    Il cuore dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone sono appunto quelle rivelazioni di Don Poggi, parroco della chiesa di San Filippo Neri (Roma nord), denunciato a fine anni Novanta per abusi su un gruppo di minori, già finito in carcere, ora in libertà e forse con qualche rancore (la Chiesa in questo caso non si è dimostrata disponibile a concedergli una riabilitazione e l’ex parroco è rimasto senza parrocchia nè lavoro). Le sue dichiarazioni hanno ottenuto almeno un riscontro importante. Almeno un pedinamento dei carabinieri su uno dei ragazzi indicati da don Poggi ha dato esiti positivi conducendo gli investigatori al cliente. Il prelato per l’appunto. Dal caso specifico l’inchiesta potrebbe estendersi ad altro, portando ad esempio i carabinieri a identificare possibili giri di prostituzione. Così come è già accaduto ai magistrati di Savona.

    Ilaria Sacchettoni 25 giugno 2013 | 9:59

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_giugno_25/vaticano-molestie-sessuali-2221831698905.shtml

  • I quattro preti indagati per pedofilia che fanno tremare il Vaticano

    I quattro preti indagati per pedofilia che fanno tremare il Vaticano

    Lo scandalo pedofilia torna a far tremare il Vaticano, dopo le rivelazioni dell’ex parroco Patrizio Poggi, l’ex prete condannato a otto anni di reclusione (poi ridotti a cinque, ndr) per abusi sessuali. Come aveva svelato il Fatto quotidiano, Poggi, scontato il suo debito con la giustizia, aveva chiesto di essere riammesso a celebrare la messa. Di fronte al rifiuto delle gerarchie ecclesiastiche, ha deciso di raccontare altre verità imbarazzanti, accusando anche un importante monsignore “con la passione per i ragazzini”. Quattro sono già i sacerdoti indagati dalla Procura di Roma, con l’accusa diviolenza sessuale aggravata, come sottolinea il Messaggero.

     

    PEDOFILIA: I SACERDOTI INDAGATI – Tutto era partito dalle rivelazioni dell’ex parroco, del quartiere romano di Primavalle, condannato per aver abusato di cinque ragazzi fra i 14 e 15 anni. Minori che erano stati a lui affidati negli anni ’90 e poi vittime delle sue violenze. Scontata la pena, la Chiesa gli aveva impedito di tornare a celebrare le funzioni religiose, così come aveva richiesto Don Poggi, “stufo di essere trattato come un reietto”, come ricordavano Marco Lillo e Valeria Pacelli sul Fatto. Per questo, dato il rifiuto, ha deciso di raccontare tutto, accusando anche altri sacerdoti. Oltre che un militare, indicato come colui che reclutava i minorenni. Tra coloro che sono stati indicati da Poggi come responsabili di violenze sessuali sui minori, non tutti stati iscritti nel registro degli indagati. Eppure sono già quattro i preti sotto accusa, sui quali ha puntato la propria attenzione la procura romana, con tanto di ipotesi di violenza sessuale aggravata. Scrive il Messaggero:

    “Sono due i filoni dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, che segue le indagini sui reati sessuali ed è finita a verificare la versione di un ex sacerdote infuriato, al quale, dopo avere scontato la pena per gli abusi sui ragazzi che gli venivano affidati, non è stato consentito di rientrare nei “ranghi” della chiesa. Il primo riguarda i rapporti sessuali che religiosi, anche di alto livello, avrebbero consumato con giovani minorenni. Il secondo, invece, lo sfruttamento della prostituzione, perché qualcuno garantiva incontri gay e guadagnava”.

    LE RIVELAZIONI DI PATRIZIO POGGI – E’ stato lo stesso ex prete a presentarsi di fronte ai carabinieri, insieme a una delle vittime degli abusi. Un ragazzo che ha confermato quanto raccontato agli inquirenti da Poggi. Durante l’interrogatorio, quest’ultimo ha svelato lo scandalo del giro di minori che veniva “reclutato per i piaceri sessuali dei sacerdoti”. Rifiutato dai vertici, Poggi si era “vendicato” raccontando le “abitudini” sessuali di diversi colleghi, stanco di essere additato come l’unico “deviato” all’interno della Curia. Poggi denunciò una ventina di religiosi, offrendo i dettagli sugli abusi e sulle vittime. Ci sarebbero anche nomi rilevanti, compreso un monsignore, il segretario di un vescovo. I carabinieri stanno indagando per verificare se si tratti soltanto di una semplice vendetta o se le ipotesi accusatorie di Poggi siano confermate dai fatti. Nello scandalo non sono finiti soltanto la Chiesa e i religiosi: c’è anche lo stesso militare, considerato come l’uomo che procurava i ragazzini ai prelati. Sarebbe stato lui, in base a quanto ricostruito nelle indagini, ad aver accompagnato una vittima direttamente in una Chiesa romana, anche se non è ancora chiaro cosa sia avvenuto nel segreto della sagrestia.

    http://www.giornalettismo.com/archives/999837/le-scandalo-delle-orge-gay-che-fa-tremare-il-vaticano/

  • Pedofilia e abusi sessuali indagati quattro sacerdoti

    Pedofilia e abusi sessuali indagati quattro sacerdoti

    Le rivelazioni dell’ex parroco Patrizio Poggi: un ex militare procurerebbe i minori ai religiosi.

     ROMA – Non tutti i prelati indicati da don Patrizio Poggi, ex parroco che ha scontato una pena di cinque anni per abusi sui minori, sono finiti sotto accusa. Ma sono già quattro i nomi dei sacerdoti iscritti sul registro degli indagati della procura di Roma con l’ipotesi di violenza sessuale aggravata. Un’indagine complessa, su un giro di minorenni abusati da religiosi e un elenco di accuse tutto da verificare.
    Sono due i filoni dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, che segue le indagini sui reati sessuali ed è finita a verificare la versione di un ex sacerdote infuriato, al quale, dopo avere scontato la pena per gli abusi sui ragazzi che gli venivano affidati, non è stato consentito di rientrare nei “ranghi” della chiesa. Il primo riguarda i rapporti sessuali che religiosi, anche di alto livello, avrebbero consumato con giovani minorenni. Il secondo, invece, lo sfruttamento della prostituzione, perché qualcuno garantiva incontri gay e guadagnava.
    Qualche mese fa, Patrizio Poggi, 46 anni, si è presentato davanti ai carabinieri. Non era da solo, al suo fianco c’era un ragazzo, pronto a confermare quanto il sacerdote voleva raccontare agli inquirenti: un giro di ragazzi minorenni per uomini in abito talare.
    LA DENUNCIA
    Poco tempo prima l’ex parroco, a fronte di una condanna a cinque anni già scontata per reati sessuali, aveva tentato di rientrare nella gerarchia ecclesiastica, ma la sua richiesta era stata respinta. Così, dopo l’ennesima mortificazione, aveva pensato di rendere note anche le abitudini sessuali degli ex colleghi, molto simili alle sue. La sua denuncia contiene circa venti nomi di religiosi, poi dettagli e indicazioni anche sui ragazzini che sarebbero stati abusati. Tra i tanti responsabili delle violenze, secondo Poggi, ci sarebbe anche un monsignore, con un ruolo di rilievo nella sua diocesi, un prelato che è il segretario di un vescovo. Accuse che adesso i carabinieri del nucleo investigativo, guidato dal colonnello Lorenzo Sabatino, stanno cercando di verificare, per stabilire se non si tratti di una semplice vendetta o se le gravissime dichiarazioni dell’ex parroco trovino davvero riscontro.
    IL PEDINAMENTO
    Sarebbe un ex militare l’uomo che abitualmente procura i ragazzi ai religiosi. I carabinieri, seguendo le indicazioni di Patrizio Poggi, lo hanno pedinato per riscontrare le sue affermazioni. E in effetti, in base alle indagini, avrebbe accompagnato un ragazzo in una chiesa romana. Gli investigatori, però, non hanno potuto accertare l’età di quel giovane e neppure cosa sia effettivamente accaduto in sagrestia.
    Poggi, in primo grado, era stato condannato a otto anni con rito abbreviato e 50 milioni di vecchie lire di provvisionale per risarcire i cinque ragazzini tra i 14 ed i 15 anni che avevano subito violenza. Erano gli anni Novanta, quando è scoppiato lo scandalo. In un primo momento padre Patrizio era rimasto al suo posto, poi però era arrivata la misura cautelare ai domiciliari e a quel punto, lui stesso aveva ammesso: aveva abusato di quei ragazzini. L’allontanamento da Roma era arrivato dall’alto. La pena era stata ridotta: cinque anni e dopo averla scontata, don Patrizio voleva essere riabilitato.
  • Lettera aperta al Vescovo di Roma. Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.

    Lettera aperta al Vescovo di Roma. Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.

    Non ho mai voluto agire con pregiudizio, ho sempre voluto essere garantista e lo sarò anche questa volta. Non chiediamo nessun “Miracolo” ma semplicissimi provvedimenti facilmente attuabili a tutela dei minori. Lasciamo al Vescovo di Roma la risposta e la dimostrazione di essere coerente con ciò che dichiara.

    Non lo chiedono solo le vittime, ma anche le migliaia di firmatari di questa petizione inviata a lui. www.change.org/francesco 

    Francesco Zanardi.


    A Sua Santità il Vescovo di Roma
    Jorge Mario Bergoglio
    Noi, vittime “controcorrente” raccogliamo il Suo appello.
    Sua Santità,
    Mi chiamo Francesco Zanardi, abito a Savona e sono Portavoce della Rete nazionale L’Abuso.
    In passato come molti sono stato vittima di un sacerdote pedofilo conclamato. Oggi, pur non avendo superato i traumi indelebili che mi hanno privato per sempre dell’infanzia e dell’adolescenza posso ritenermi non più una vittima, ma un sopravvissuto e come tale ho deciso di combattere questa piaga. Una scelta obbligata, che nasce dalle ceneri della mia dignità. Una scelta frutto della mia coscienza morale e civile, affinché non debba riconoscere negli occhi di altri bambini le sofferenze da me provate.
    Con questa lettera sono a chiederLe gentilmente udienza, sperando che Lei voglia accordarmela.
    Seguo con grande attenzione e speranza la Sua intenzione, emersa in pubbliche dichiarazioni come neoeletto Vescovo di Roma, di voler risolvere quello che è il dramma della pedofilia nel mondo cattolico.
    Comprendo anche le difficoltà nell’affrontare questa problematica, ma al tempo stesso ritengo esistano delle soluzioni concrete e attuabili. Spesso ci preoccupiamo di tematiche lodevoli che hanno come obbiettivo la tutela della vita umana, ma ritengo sia doveroso estendere questa tutela anche agli anni successivi alla nascita, evitando così di scivolare in un contesto che potrebbe risultare non coerente.
    Il problema della pedofilia nella Chiesa è un vicenda grave e dolorosa perché, come Lei sa, sono milioni i minori che quotidianamente vengono affidati alle cure del clero. La pedofilia fa del male principalmente ai bambini, ma anche ai credenti e più in generale alla Chiesa di cui oggi Lei è il massimo rappresentante, minando e incrinando l’essenza stessa dei valori sui quali dichiara di fondarsi.
    Il comportamento pedofilo è frutto dell’ipocrisia di quei singoli sacerdoti che imparano a vivere in un mondo parallelo e ad amare in modo deviato il bambino, facendo leva psicologica sulla sua naturale richiesta di aiuto e di fiducia. Ma soprattutto è frutto del silenzio e dell’omertà dei tanti, dei troppi che nella Chiesa, pur sapendo, si voltano dall’altra parte, tradendo la loro vocazione evangelica –e quindi loro stessi-, e attenendosi alla colpevole e immorale disposizione, da sempre vigente in forme scritte o non scritte nella Chiesa, dell’occultamento dei casi riscontrati di quello che viene considerato il reato socialmente più vile: la violenza fisica e psicologica sui bambini.
    In questi casi, come diceva don Milani, l’obbedienza non è più una virtù.
    Tutto questo permette quindi il perpetuarsi di nuovi casi di abuso. I più gravi, perché frutto di una responsabilità collettiva. I più atroci, perché evitabili.
    Ferite sopra ferite.
    Come fanno uomini che hanno fatto voto alla Chiesa, donando la loro vita per lenire la sofferenza e l’ingiustizia nel mondo, a crearne di così lancinante, di così feroce, di così nuova, approfittando di piccoli esseri indifesi che rimarranno così segnati per sempre nella loro crescita?
    Come fanno altri uomini di Chiesa a non fermare tutto ciò? Come fanno a non voler vedere? Con le parole del Vangelo secondo Matteo: “Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso”.
    Non deve prevalere il primato della coscienza, che è dottrina certa?
    Ci sono tante piaghe incurabili nel mondo, ma a differenza di altre, in questo caso possiamo intervenire.
    La mia personale vicenda, non differente da milioni di altri casi ma che però ha avuto rilevanza anche attraverso i media internazionali, ha trovato sacerdoti ben disposti ad combattere il problema, ma purtroppo come accade nella quasi totalità dei casi, essi si sono dovuti arenare a causa delle negligenze dei loro superiori che non sono voluti intervenire, nello sterile intento di salvaguardare il buon nome della Chiesa.
    Inutile dire che non solo questo intento è clamorosamente fallito, dato che il nome della Chiesa si custodisce quotidianamente con l’esempio e con l’esercizio della solidarietà, ma ha anche permesso che quei pochi sacerdoti malati continuassero a commettere crimini, rimanendo peraltro a loro volta vittime di quella cultura distruttiva che ha negato loro qualunque tipo di aiuto psicologico.
    La mia battaglia per la giustizia e per la difesa dei minori ha quindi spesso trovato nemici e omertà proprio dentro le mura della Chiesa. Mura purtroppo sempre più pregiate, e sempre meno trasparenti.
    Anche nella mia città, è una lotta impari tra chi come me senza mezzi cerca di denunciare le responsabilità degli abusi, e chi nella Chiesa, con grandi mezzi e nelle vesti ufficiali di autorità morale, cerca invece di occultarli, e quindi indirettamente di perpetuarli.
    In questa disputa, Le chiedo: da che parte sta secondo Lei la Giustizia, dove i valori del Vangelo? A chi Lei, uomo tra gli uomini, sentirebbe il dovere morale di prestare soccorso? Da quale parte prendono vita le parole di Luca “Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”, o quelle di Matteo “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi” ? Oppure le sue, quelle della scorsa domenica, lanciate come messaggio ai giovani di tutto il mondo “Andate controcorrente” bene, eccoci qua.
    Solo la reale volontà di denuncia può fermare questa piaga. Solo la regola della trasparenza può fermare il perpetuarsi dell’abuso.
    Cogliendo il suo appello ai giovani, noi vittime andiamo controcorrente
    Nella speranza che Lei Santità voglia accordarmi il privilegio di poterLa incontrare personalmente, anche come gesto di apertura verso le istanze di singoli e associazioni che nel mondo si battono contro la pedofilia, fiducioso nella possibilità di poter essere di aiuto nell’avviare una concreta risoluzione di questo male,  Le porgo i miei più cordiali e sinceri saluti.
    Francesco Zanardi
    Portavoce Nazionale di Rete L’ABUSO.
  • Il presidente di ‘Rete abuso’: “Filmini hard in Vaticano nella cassaforte di un notaio ticinese”

    Il presidente di ‘Rete abuso’: “Filmini hard in Vaticano nella cassaforte di un notaio ticinese”

     Il presidente dell’associazione, Francesco Zanardi, riporta alla magistratura il racconto di un imprenditore italiano che sostiene di aver preso parte a incontri sessuali.
    LUGANO – Filmati hard di festini in Vaticano sarebbero conservati nella cassaforte di un notaio di Lugano. È la dichiarazione shock che riporta questa mattina il Caffè, che ha raccolto la testimonianza di Francesco Zanardi, presidente di “Rete abuso”, un’associazione italiana che raccoglie da anni denunce di giovani vittime di sacerdoti, girandole in seguito alla polizia.
    Zanardi ha così messo in luce i fatti dei quali è venuto a conoscenza due anni fa, quando un imprenditore che lavora con la Santa Sede gli si è presentato raccontandogli storie di festini e adescamenti di ragazzi avvenuti dietro le mura del Vaticano.
    “Ho preso il suo racconto con le pinze, inizialmente con molta diffidenza – racconta Zanardi al Caffè -. Perché venire da me e perché dirmi quelle cose orribili? Mi ha risposto d’essere rimasto disgustato da quel mondo e che voleva uscire da un giro in cui era stato introdotto da un noto manager vicino alla Santa Sede. Erano i giorni in cui si parlava del Corvo in Vaticano. Ho capito, però,  che qualcosa di vero c’era”.
    Man mano che il racconto dell’imprenditore proseguiva, dettagli sempre più raccapriccianti emergevano, fornendo a Zanardi del materiale che potrebbe avere effetti devastanti per il Vaticano. “Man mano che l’imprenditore spiegava circostanze e fatti gli chiedevo dei riscontri – racconta al Caffè -. Mi ha dato numeri di telefono, fatto nomi e cognomi, in molti casi è stato davvero dettagliato. Mi ha messo anche in contatto con un ragazzo coinvolto in uno dei festini ai quali partecipavano – mi ha detto l’imprenditore, che peraltro è gay – alti prelati, di cui mi ha fornito pure nome e cognome”.
    Zanardi, molestato da bambino, si occupa da anni di pedofilia, viaggiando in lungo e in largo per l’Europa per scoprire fatti scabrosi e scovare preti pedofili, cercando di capire dove sono finiti, se sono ancora in attività e soprattutto se sono ancora in contatto con i ragazzi. Raccoglie dati, nomi e fatti verificando tutto puntualmente e trasmettendo le notizie degne di nota alla magistratura.
    Le sue ricerche vanno spesso a buon fine: è stato lui infatti a trovare nell’esilio di Pietra Ligure don Italo Casiraghi, l’ex parroco di Gordola condannato nel  2005  per atti sessuali con fanciulli. “L’ho anche filmato, e il video l’ho messo su internet, mentre celebrava la messa – racconta sempre al Caffé -. E pensare che il parroco del paese mi aveva detto che non era più in attività”.
    Questa volta la posta in gioco è alta e il rischio di incagliarsi in una bufala c’era. L’imprenditore aveva intuito che quell’uomo voleva anche delle informazioni da lui, “forse, ho pensato, per ricattare qualcuno, per estorcere soldi. Chissà? Questo l’ho pensato quando mi ha detto che alcuni ragazzini, durante le feste, hanno fatto dei video di nascosto con i telefonini. Ho chiesto quei filmati, ma non li ho mai avuti”, continua Zanardi.
    Dopo un certo tempo gli incontri con l’imprenditore sono improvvisamente cessati. Ma in seguito si rifece vivo, ammettendo che quei filmati erano stati messi al sicuro. “Mi ha detto che li aveva affidati, in due copie, uno a un notaio di Roma e l’altro ad un notaio di Lugano, perché in Svizzera è più difficile arrivare. Anche in questa circostanza mi ha fatto nomi e cognomi, e ho verificato che effettivamente quei professionisti esistevano. Tutte le indicazioni le ho passate alla magistratura di Savona, dove ha sede la nostra associazione”.
    La magistratura si è attivata aprendo un fascicolo per adescamento, in quanto il reato di violenza sarebbe stato commesso in uno Stato estero, il Vaticano appunto.
    La vicenda ha suscitato scalpore nei giornali italiani ed in televisione, e Zanardi suppone che i magistrati italiani abbiano interpellato i loro colleghi ticinesi per capire chi sia questo notaio.
    La speranza di Zanardi è che si vada a fondo in questa faccenda: “non so se questa storia sia vera e sino a che punto; questo lo dovranno dire i giudici. Io avevo uno scrupolo di coscienza ed è per questo che sono andato in procura a raccontare tutto”.
    FONTE