Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

    Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

    Una seconda vita non esattamente casta e pura come richiederebbe l’abito che indossa. E’ quanto  emergerebbe da un articolo pubblicato da Panorama.it su un sacerdote di Collevalenza, padre Alberto Bastoni, fermato il 30 gennaio scorso dai carabinieri di Todi e trovato in possesso di tre dosi di cocaina. Per questo sarebbe stato segnalato in prefettura come assuntore.

    Coca da sei anni Secondo quanto riportato dal sito del settimanale, sarebbe stato lo stesso sacerdote a consegnare «spontaneamente» le dosi di droga ai carabinieri che avrebbe detto di aver pagato 200 euro. Ai carabinieri avrebbe consegnato anche dieci grammi di «tolylacetoethyle-thylamine»: un «fertilizzante» con effetti eccitanti.  Sempre secondo quanto riporta Panorama, ai militari il prete avrebbe detto: «Fumo la cocaina, tale metodo prevede che la droga venga sciolta con il calore in un cucchiaio, poi si versa in una bottiglia e si aspira». E ancora: «Ho iniziato a fare uso di droga da sei anni, da quando mi trovavo a Roma per motivi professionali».

    Dal sacerdote nomi di pusher Padre Alberto Bastoni, 48enne originario di Rimini, è stato anche rettore del Santuario dell’Amore misericordioso di Collevalenza, oltre che attualmente parroco di Collevalenza. Ai militari avrebbe anche detto: «Voglio dichiarare la mia disponibilità a collaborare» e lo avrebbe fatto fornendo numeri e riferimenti di molti pusher, alcuni dei quali arrestati nell’indagine ancora in corso.

    L’istruttore e la chat gay La stessa sera sarebbe stato fermato insieme a lui anche un istruttore di Torgiano che avrebbe dichiarato di aver conosciuto il sacerdote nella chat line per omosessuali «Gay Romeo»: «Utilizzavano casa mia perché lui non ha la piena disponibilità di un’abitazione. A volte aveva con sé droga che consumava coi suoi amici, offrendone occasionalmente anche a me».

    La lettera a La Nazione Da quella notte del 30 gennaio padre Alberto Bastoni è scomparso nel nulla. A Collevalenza nessuna  sa niente di lui. Era stata La Nazione a scrivere un articolo sulla sua strana scomparsa nell’edizione di martedì. E in quella di mercoledì ha riportato una mail ricevuta dallo stesso sacerdote in cui afferma che «ci sono momenti e situazioni che ti inducono a ripensare un po’ a tutto, a rimetterti in discussione non tanto sul piano vocazionale quanto su quello umano e spirituale. Motivi di famiglia e altre circostanze di cui non sono tenuto a dire hanno fatto sì che le cose andassero in questo modo». E a Collevalenza lo sgomento aumenta. Mentre dai vertici ecclesiastici non arriva nessun chiarimento.

    Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

  • Complotto contro il Papa, Lombardi: “Sleale passaggio di carte”

    Complotto contro il Papa, Lombardi: “Sleale passaggio di carte”

    ROMA, 13 FEB – ”C’e’ qualcosa di triste nel fatto che vengano passati slealmente documenti dall’interno all’ esterno in modo da creare confusione”.

    Cosi’ il portavoce Vaticano padre Federico Lombardi in una nota su Radio Vaticana sul caso dei documenti pubblicati sulla stampa tra cui quelli che alludono ad un possibile attacco al Papa.

    ”La responsabilita’ – aggiunge Lombardi – c’e’ dall’una e dall’altra parte. Anzitutto da parte di chi fornisce questo tipo di documenti ma anche da parte di chi si da’ da fare per usarli per scopi che non sono certo l’amore puro della verita’. Percio’ dobbiamo resistere e non lasciarci inghiottire dal gorgo della confusione, che e’ quello che i malintenzionati desiderano, e restare capaci di ragionare”.

    Un aspetto questo su cui Lombardi insiste dicendo che bisogna mantenere ”tutti i nervi saldi perche’ nessuno si puo’ stupire di nulla. L’amministrazione americana ha avuto WikyLeaks, il Vaticano ha ora i suoi Leaks, le sue fughe di documenti che tendono a creare confusione e sconcerto e a facilitare una messa in cattiva luce del Vaticano, del Governo della Chiesa e piu’ ampiamente della Chiesa stessa. Quindi, calma e sangue freddo e molto uso della ragione cosa che non tutti i media tendono a fare”.
    13 febbraio 2012 | 23:24

    http://www.blitzquotidiano.it/media/complotto-contro-il-papa-lombardi-sleale-passaggio-di-carte-1117788/

  • Pedofilia: indagine Cei per stabilire numero casi in Italia

    Pedofilia: indagine Cei per stabilire numero casi in Italia

    09 Febbraio 2012 – 16:40

    (ASCA) – Roma, 9 feb – La Conferenza Episcopale Italiana ha inviato a tutte le diocesi italiane un questionario per sapere se sono a conoscenza di casi di preti indagati o condannati nei vari gradi di giudizio per casi di pedofilia o molestie su minori: lo ha rivelato don Fortunato di Noto, fondatore dell’associazione Meter, durante un incontro con i giornalisti a margine del simposio dell’Universita’ Gregoriana ”Verso la guarigione e il rinnovamento”. Don di Noto ha anche auspicato che venga condotto anche nel nostro Paese, come e’ accaduto negli Stati Uniti, uno studio scientifico per valutare correttamente le proporzioni del fenomeno. Ad oggi, secondo il sacerdote, si stima che ci siano stati circa 100-125 casi con circa 300 vittime negli ultimi 10 anni.

    Comunque, per don di Noto, ”il passato ormai e’ passato.

    Se oggi un vescovo per sue decisioni non ascolta le vittime e non prende provvedimenti, e’ contro la Chiesa. Ma una vittima di 30 anni fa non puo’ chiedere giustizia in Italia”, perche’ il crimine e’ prescritto.

    Mons. Lorenzo Ghizzoni, vescovo ausiliare di Reggio Emilia, delegato della Cei al simposio, ha sottolineato che la ”rivoluzione copernicana” per la Chiesa italiana e’ ”mettere al primo posto le vittime”: ”Il convegno – ha detto il presule – ha sottolineato l’importanza di dirsi la verita’. Non bisogna nascondersi che questo passaggio e’ avvenuto prima in America, poi in paesi del Nord Europa”.

    ”C’e’ stato un cambiamento di mentalita’ per tutti”, ha aggiunto, perche’ in passato ”non e’ che fosse facile parlare e denunciare questi fatti”. Per il vescovo, ”ci sono errori in cui si e’ caduti, in cui tanti sono caduti, e questo convegno e’ un contributo che potrebbe diventare positivo. Non c’e’ piu’ il diritto di dire ero impreparato, non sapevo”.

    Mons. Ghizzoni ha anche evidenziato che i casi in Italia ”nella stragrande maggioranza riguardano adolescenti”. Le linee guida della Cei, di cui una bozza e’ stata presentata all’ultimo consiglio permanente, dovranno essere esaminate dalla prossima assemblea generale dei vescovi a maggio.

  • DOPO IL PATTEGGIAMENTO DI DON NELLO GIRAUDO, LA RETE L’ABUSO CHIEDE IL PROCESSO CANONICO PER QUATTRO VESCOVI SAVONESI

    DOPO IL PATTEGGIAMENTO DI DON NELLO GIRAUDO, LA RETE L’ABUSO CHIEDE IL PROCESSO CANONICO PER QUATTRO VESCOVI SAVONESI

    Savona. Dopo la notizia dell’accordo per chiudere con un patteggiamento (ad un anno di reclusione) la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sacerdote Don Nello Giraudo per l’accusa di pedofilia, la Rete L’Abuso chiede la sospensione della nomina a Cardinale per Domenico Calcagno e il Processo Canonico per i 4 Vescovi savonesi.

    I fatti per i quali, se ci sarà anche il via libera del gip del tribunale di Savona, il prete savonese dovrebbe patteggiare risalgono al 2005 quando avrebbe molestato un giovane scout. Un episodio, che a differenza degli altri (risalenti a decine di anni fa) per i quali Don Nello è stato denunciato, non è andato in prescrizione.

    “E’ partita questa mattina, indirizzata a Benedetto XVI, alla CEI e alla Congregazione dei Vescovi la richiesta di sospensione della nomina di Domenico Calcagno a Cardinale e la richiesta di Processo Canonico per gli ultimi quattro Vescovi savonesi accusati non solo dalle vittime, ma anche da alcuni sacerdoti della Diocesi di Savona, nonché dallo stesso Giraudo di aver consapevolmente coperto reati di pedofilia a danno di decine di minori”. Così il portavoce dell’associazione Francesco Zanardi accusa in particolare gli ultimi due Vescovi, l’attuale segretario dell’APSA Domenico Calcagno che verrà nominato Cardinale il prossimo 18 febbraio e Vittorio Lupi, attuale Vescovo di Savona.

    Zanardi denuncia che dal 2001 segnalò più volte, insieme all’allora Economo della Diocesi di Savona, al neo Vescovo Domenico Calcagno diversi casi di pedofilia, ma senza che questo prendesse alcun provvedimento, neppure cautelativo. “Situazione che ben 4 anni dopo la mia denuncia ha prodotto l’ennesima vittima, che si sarebbe potuta sicuramente evitare” aggiunge Zanardi che prosegue: “Lo stesso Giraudo denuncia che i Vescovi erano al corrente della sua situazione, ma non sono mai intervenuti, se non quando costretti dalla magistratura”.

    Sempre Zanardi, documenti alla mano, denuncia “di aver più volte segnalato la grave situazione anche a Roma, alle autorità ecclesiastiche, che forse non mi hanno creduto, fino ad oggi almeno”. “Molto grave anche il comportamento omertoso dell’attuale Vescovo, Vittorio Lupi che nulla ha fatto malgrado le ripetute denunce” conclude Zanardi.

    I legali dell’associazione sono intenzionati ad aprire un procedimento civile, alla luce dei nuovi fatti chiederanno nei prossimi giorni, anche alla Magistratura savonese oltre che alle autorità Vaticane, di accertare le responsabilità della Curia.

  • Pedofilia/ Vittima parla davanti a vescovi: Scuse non bastano

    Pedofilia/ Vittima parla davanti a vescovi: Scuse non bastano

    07/02/2012 16:52
    Pedofilia/ Vittima parla davanti a vescovi: Scuse non bastano
    Roma, 7 feb. (TMNews) – Ripetutamente abusata sessualmente da un sacerdote quando aveva tredici anni, e dopo una vita di sofferenze psicologiche, Marie Collins, irlandese, oggi 62enne, è intervenuta davanti a vescovi di tutto il mondo ad un convegno alla Pontificia università Gregoriana, sostenuto dal Vaticano, per raccontare la sua dolorosa esperienza ed avvertire che “chiedere scusa per le azioni dei preti autori di abusi non è sufficiente”. “Il mio unico dispiacere è che raramente riesco a praticare la mia religione cattolica”, ha detto Collins. “La mia fede in Dio non è stata intaccata. Posso perdonare al mio aggressore le sue azioni, lui ha ammesso la sua colpa. Ma come posso riprendere ad avere rispetto per i vertici della mia Chiesa? Chiedere scusa per le azioni dei preti autori di abusi non è sufficiente. Ci deve essere – ha proseguito – il riconoscimento e l’ammissione di responsabilità per il male e la distruzione che è stata fatta nella vita delle vittime e le loro famiglie a causa della copertura spesso deliberata e per la cattiva gestione dei casi da parte dei loro superiori. E prima che io o altre vittime possiamo trovare una vera pace e guarigione. Il tentativo di salvare l’istituzione dallo scandalo – ha detto – ha prodotto il maggiore di tutti gli scandali, ha perpetuato il male degli abusi e distrutto la fede di molte vittime”. Tra i partecipanti era presente il cardinale primate d’Irlanda, Sean Bredy, accusato nel suo paese di aver insabbiato in passato le accuse di una vittima di un sacerdote pedofilo. Molte, a quanto riferito, le domande che i partecipanti al convegno ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’ – rappresentanti di oltre cento conferenze episcopali, sacerdoti, suore, psicologi – hanno posto alla signora Collins a conclusione della sua testimonianza pronunciata a porte chiuse. “Il suo intervento ha dato il ‘la’ al convegno”, ha detto in una conferenza stampa di fine mattinata mons. Stephen J. Rossetti, sacerdote della Catholic University of America ed esperto di contrasto agli abusi sessuali. “I vescovi erano colpiti. In passato ho ascoltato diverse vittime ma anche io oggi sono rimasto colpito. La signora Collins era nervosa, ha fatto uno sforzo coraggioso per parlare. Alla fine un vescovo africano si è alzato ed ha ammesso che non si rendeva conto del problema”. La stessa Collins, in una conferenza stampa successiva al suo intervento, ha spiegato: “Per me è stato difficile, ma era importante che la leadership della Chiesa ascoltasse l’esperienza di una vittima. Sono felice di averlo fatto”. Per Collins, “ascoltare le vittime è importante, in passato non è stato fatto abbastanza, il Papa lo ha fatto e spero che i vescovi seguano il suo esempio”. Questa sera i partecipanti al simposio dell’ateneo romano dei gesuiti parteciperanno alle 18.30 ad una veglia penitenziale alla chiesa di Sant’Ignazio, presieduta dal prefetto della congregazione dei vescovi, il cardinale canadese Marc Ouellet, e, dopo un quarto d’ora iniziale di silenzio, sette rappresentanti di altrettante categorie ecclesiastiche che in passato hanno compiuto errori nel contrasto alla pedofilia chiederanno scusa. “In passato per la mia esperienza sono stata molto critica della Chiesa, ma credo che questo simposio sia importante, penso che ci sia dietro il Papa e spero che sia il segno di un cambiamento”, ha detto Collins. “Da cristiana credo al perdono. E’ importante che lo si chieda, poi le vittime possono accettarlo o meno”.

  • Pedofilia: Caramella Buona esclusa da simposio a Universita’ Gregoriana

    Pedofilia: Caramella Buona esclusa da simposio a Universita’ Gregoriana

    (ASCA) – Roma, 6 feb – Inizia oggi il Simposio sulla pedofilia voluto dall’Universita’ Gregoriana di Roma, con rappresentanti vescovi di tutto il mondo. La Caramella Buona Onlus, associazione antipedofilia che ha fatto recentemente condannare un sacerdote a Roma a oltre quindici anni di carcere per pedofilia, e’ stata esclusa dalla partecipazione ai lavori, dopo che l’accreditamento come stampa era invece stato accettato.

    ”Un episodio che mi rattrista ancora di piu’ per le solite bugie raccontate da qualche personaggio del Vaticano – dichiara il presidente Roberto Mirabile in una nota – volevamo partecipare solo per studio e ascoltare rispettosamente, invece dopo essere stati accreditati, con una telefonata imbarazzante siamo stati esclusi”.

    ”Purtroppo non vedo ancora una vera e concreta volonta’ di confronto nella gerarchia della Chiesa per prevenire la pedofilia al suo interno – afferma Roberto Mirabile – il Simposio poteva dare altri segnali. Vorrei dire al Papa che ancora oggi dei suoi Vescovi italiani coprono preti pedofili e si rendono complici degli abusi, rendendo inutili tante parole spese sulla necessita’ di arginare questo terribile crimine.

    Oggi stiamo lavorando su un delicato caso in Sicilia, dove dei Vescovi sanno da tempo di presunti abusi di un sacerdote, ma nulla fanno”.

    http://it.notizie.yahoo.com/pedofilia-caramella-buona-esclusa-da-simposio-universita-gregoriana-151200158.html

  • Abusi sui minori: il Vaticano va al rendiconto

    Abusi sui minori: il Vaticano va al rendiconto

    Per la prima volta un convegno sulla pedofilia

    Il simposio della Gregoriana dovrà sciogliere due nodi fondamentali: il vescovo deve denunciare sempre i crimini alle autorità di polizia o deve farlo solo nei paesi dove lo obbliga la legge? E poi: si dovranno aprire indagini per scoprire i casi insabbiati del passato? Su questo punto molti sono contrari
    E’ la sfida del Vaticano dinanzi alle responsabilità della Chiesa per gli scandali di pedofilia. Confrontarsi con le vittime e riformare l’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche rispetto a decenni (e secoli) di abusi. L’ambizioso progetto, che sarà lanciato in un simposio di quattro giorni all’università Gregoriana e che proseguirà con un programma di formazione continua sul web per la durata di tre anni, rivela la consapevolezza di papa Ratzinger della necessità di dare una scossa alla Chiesa universale perché nessuno si illuda che sia ‘passata’ la tempesta provocata dalle violenze ai minori.

    “Verso la guarigione e il rinnovamento” è il titolo dato all’iniziativa, sostenuta dalla Segreteria di Stato, dalla Congregazione per la Dottrina della fede e da altri dicasteri vaticani, che lunedì riunirà per la prima volta a Roma – a discutere con psicologi ed altri esperti – vescovi e religiosi di tutto il mondo, delegati di oltre cento episcopati e una trentina di ordini religiosi. A suo modo è un evento storico, che va al di là dell’emanazione di norme più severe da parte del Sant’Uffizio. L’obiettivo è quello di mobilitare tutta la Chiesa sul dramma (e le responsabilità) dell’abuso sessuale all’interno delle proprie file, gettando le basi di una strategia globale. Imperniata su tre punti: 1. attrezzare diocesi e parrocchie nella vigilanza, nella scoperta e nella denuncia del fenomeno; 2. coinvolgere concretamente nel contrasto alla pedofilia tutta la comunità ecclesiale; 3. portare in primo piano la sorte delle vittime, ascoltarle, prendersi cura di loro, accompagnarle in un percorso di guarigione dai traumi.

    Motori dell’iniziativa sono due personalità particolari. Un maltese e un tedesco. L’uno “promotore di giustizia” (procuratore generale) del Sant’Uffizio, l’altro cardinale di Monaco di Baviera. Il maltese Charles Scicluna, uomo di fiducia di Benedetto XVI, è il prelato che l’allora cardinale Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, spedì negli Stati Uniti e nel Messico durante l’agonia di Giovanni Paolo II per indagare sui crimini di Marcel Macial, fondatore dei Legionari di Cristo. In una dozzina di giorni, prima ancora che si aprisse il conclave che elesse Benedetto XVI, Scicluna tornò in Vaticano con prove schiaccianti che inchiodarono Macial e portarono alla sua rimozione e poi alla sua damnatio memoriae. Sull’Avvenire il maltese ha criticato nel 2010 la “cultura del silenzio”, che aleggia nella Chiesa italiana a proposito degli abusi. Oggi insiste sulla necessità di “prevenire altri crimini”, sostenendo che non bisogna “partire dall’omertà” ma bisogna avere di mira la guarigione delle vittime. Che anzitutto vanno ascoltate. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, è il cardinale che nella sua diocesi ha data carta bianca ad una donna, l’avvocato Marion Westpfahl, per un’inchiesta indipendente sugli abusi del clero.

    Il risultato, comunicato pubblicamente, è che dal dopoguerra ad oggi si sono verificati nella diocesi monacense circa trecento casi di abuso, ignorando sistematicamente le vittime e con una diffusa manipolazione e distruzione della relativa documentazione. Domanda: come mai nessun cardinale italiano ha promosso una simile inchiesta? Perché non è stata aperta un’inchiesta ecclesiastica in nessuna parte d’Italia con la sola eccezione della diocesi di Bolzano-Bressanone? Sul sito della diocesi di Monaco appare ben chiaro l’indirizzo di due avvocati a cui le vittime possono rivolgersi per segnalare abusi. E anche il programma di rimborso delle terapie psicologiche e di risarcimento danni per i minori violati. Al convegno – cui seguirà a cura dell’università Gregoriana la creazione di una banca dati – interverrà una vittima celebre, l’irlandese Marie Collins. Nel 2009 denunciò “con orrore” il palleggio di responsabilità sul suo abuso tra le autorità di polizia e il suo vescovo. “Ero sorpresa di quanto fosse noto sul mio abusatore”, raccontò. Il vescovo ausiliare della sua diocesi avrebbe voluto denunciare il crimine, ma l’arcivescovo McQuaid non fece nulla. “Fui mobbizzata e minacciata”. Il simposio della Gregoriana dovrà sciogliere due nodi fondamentali. Dovrà o no il vescovo denunciare sempre i crimini alle autorità di polizia? O deve farlo solo nei paesi dove lo obbliga la legge? Papa Ratzinger finora non ha dato l’ordine di denunciare immediatamente. Tutte le associazioni a tutela delle vittime invece lo esigono. Il secondo nodo riguarda l’apertura di indagini per scoprire i crimini insabbiati del passato. Molti episcopati, fra cui l’italiano, non vorrebbero imboccare la strada della trasparenza a 360 gradi.

    da Il Fatto Quotidiano del 4 febbraio 2012

    http://ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/abu…diconto/188975/

  • Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    03/02/2012 15.47.56

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    E’ in programma questo pomeriggio, alla Pontificia Università Gregoriana, la conferenza stampa di presentazione del Simposio internazionale “Verso la guarigione e il rinnovamento”, un’iniziativa dell’Ateneo rivolta ai vescovi cattolici e agli ordini religiosi, dedicata al tema degli abusi sessuali commessi da chierici. Sugli scopi del convegno – che si svolgerà dal 6 al 9 febbraio alla Gregoriana – Fabio Colagrande ha intervistato padre Hans Zollner, presidente del comitato organizzativo e Preside dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana: RealAudioMP3

    R. – Come Università, affidata dalla Santa Sede alla Compagnia di Gesù, ci siamo posti la domanda sul come possiamo “agire” – e non solo “reagire” – a fronte di questa che il Papa stesso definisce “la piaga aperta nel corpo della Chiesa”. Abbiamo voluto offrire un forum di scambio tra le responsabilità, per persone di autorità nella Chiesa in tutto il mondo.

    D. – Dunque, a chi è rivolto questo Simposio internazionale? Chi saranno i partecipanti?

    R. – Innanzitutto, ci saranno rappresentanti delle varie Conferenze episcopali del mondo, cioè un rappresentante per ciascun Paese o per ciascuna Conferenza episcopale, e siamo molto contenti dell’altissimo numero di adesioni – quasi tutte le Conferenze episcopali invieranno un rappresentante che, in linea di massima, è lo stesso vescovo incaricato proprio di trattare i casi di abuso nell’ambito della rispettiva Conferenza. Poi, una trentina di superiori e superiore generali delle grandi Congregazioni, dei grandi Ordini religiosi. E infine, ci saranno tra 70 e 80 esperti, dal diritto canonico alla psichiatria e alla psicoterapia: persone che già da decenni lavorano con le vittime e anche con le persone che hanno compiuto gli abusi.

    D. – Lo scopo specifico di questo Simposio, padre Zollner, possiamo dire che si ricollega alla Lettera circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicata lo scorso anno e rivolta a tutte le Conferenze episcopali del mondo?

    R. – Sì, e anche agli Ordini religiosi, che debbono presentare alla Congregazione per la Dottrina della Fede un cosiddetto “protocollo” – linee guida – su come trattare i casi di abuso, come gestire la domanda, come trattare gli abusatori, come aiutare le vittime, come dare voce alle vittime e come prevenire meglio. Certamente, la nostra intenzione è anche di dare lo spazio ad uno scambio, perché in tutto il mondo – dal Sud Africa al Brasile e alle Filippine – ci sono tantissime iniziative all’interno della Chiesa per aiutare le vittime e per prevenire l’abuso, di cui il grande pubblico non è a conoscenza. Nemmeno all’interno della Chiesa stessa, a volte, sappiamo del bene che si sta facendo in altre parti del mondo.

    D. – Tra i relatori al Simposio ci sarà anche la testimonianza di una vittima di abuso. Perché questa scelta?

    R. – Certamente, un altro scopo del nostro convegno è dare voce alle vittime ed è molto difficile trovare persone in grado di parlare pubblicamente della loro sofferenza. Abbiamo trovato una signora irlandese che è disposta a parlare di fronte ai partecipanti. Certamente, questo indica una grande svolta, perché anche pubblicamente sarà presente la voce del dolore, della sofferenza: i partecipanti ascolteranno questa voce. E’ un segno molto forte, il fatto che questa persona sia disposta a parlare; sarà accompagnata da una psichiatra inglese che negli ultimi mesi ha ascoltato decine – per non dire centinaia – di persone vittime di abusi in Irlanda: era stata incaricata dalla Chiesa irlandese di ascoltare queste vittime e anche di dare testimonianza di questa esperienza.

    D. – Come è stata, padre Zollner, la collaborazione con il Vaticano nell’organizzazione di questo Simposio?

    R. – Il Simposio è un’iniziativa della Pontificia Università Gregoriana. Però, è chiaro che a Roma, rispetto a questo tema, dobbiamo avere il consenso anche dei dicasteri della Santa Sede. Siamo veramente molto lieti di avere avuto il consenso e anche l’esplicito appoggio soprattutto da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, come anche della Segreteria di Stato, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, di quella per la Vita Consacrata… Io personalmente sono molto grato a tutte le persone che abbiamo interpellato, a cui abbiamo chiesto consiglio, che abbiamo informato. Tutti ci hanno detto: “Siamo contenti che stiate organizzando questo Simposio”. E questo mi dice che veramente c’è una grande attenzione alla domanda e una grande sensibilità rispetto a ciò che possiamo e dobbiamo fare per cambiar rotta e dimostrare che la Chiesa veramente è sensibile alla questione, che vuole fare il possibile per sradicare il male, per quanto questo possa essere nelle nostre forze, all’interno della Chiesa e anche all’interno della società. (gf) www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=560173

    Pedofilia: il Vaticano si divide alla vigilia del supervertice contro i preti orchi

     

    E la Chiesa torna a confrontarsi sui preti pedofili (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

    Quattro giorni a porte chiuse con la partecipazione dei maggiori esperti internazionali, psicologi, magistrati, vescovi, cardinali e uomini di Curia per discutere della vergogna della Chiesa: lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto migliaia di sacerdoti in tutto il mondo (3 mila le denunce presentate in Vaticano, ma i casi rimasti confinati solo a livello locale sono molti di più) con decine di migliaia di vittime.

    Ci hanno pensato i gesuiti della Pontificia Università Gregoriana a organizzare il primo simposio internazionale dedicato al fenomeno (guarda). Non un semplice incontro scientifico né un brainstorming puramente pastorale. Piuttosto un segnale preciso che la Compagnia di Gesù e una delle più autorevoli Università Pontificie hanno voluto lanciare a tutta la Chiesa: la pedofilia è un problema gravissimo e diffuso che rischia di minare il futuro del mondo cattolico, bisogna correre ai ripari con un progetto globale che coinvolga tutte le forze sane della Chiesa.

    Stati Uniti, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Australia, Belgio Messico, Austria, Gran Bretagna, Svizzera e naturalmente anche Italia: la geografia della pedofilia non conosce confini e si allarga ogni giorno di più (ultimo caso eclatante la Chiesa olandese travolta dalle rivelazioni contenute in un rapporto ufficiale sul fenomeno).

    A marzo il Papa andrà in Messico e dovrà fare i conti con le vittime del fondatore dei Legionari di Cristo padre Marcial Maciel Degollado. A maggio scadrà il termine entro il quale gli episcopati nazionali dovranno approvare le misure di prevenzione e di repressione della pedofilia nel clero a livello locale, come previsto dalle norme contro la pedofilia (leggi) varate da Benedetto XVI nel 2010.

    La Pontificia Università Gregoriana ha istituito anche un Centro per la protezione dei bambini che offrirà consulenza e aiuto a conferenze episcopali e congregazioni religiose in tutto il mondo.
    Ma non tutti ai vertici della Curia apprezzano questa mobilitazione. Per il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e diversi capi dicastero della Curia, così come per una parte dei vertici della Cei, iniziative come quelle dell’Università Gregoriana rischiano di dare troppo rilievo ad un problema che, sostengono, resta limitato se rapportato alla generalità del clero. In Italia, il cardinale Angelo Bagnasco, travolto dalla vicenda di don Riccardo Seppia a Genova, a maggio renderà noti i codici di comportamento e le norme antipedofilia predisposte dalla Cei ma non ha mai diffuso i dati sui casi accertati di abuso sui minori tra il clero italiano.

    Tuttavia se la Curia si spacca sulle strategie da seguire il Papa sembra ormai deciso a non fare più concessioni ai preti orchi e ha dato il via libera all’iniziativa dei gesuiti.

    ignazio.ingrao
    Venerdì 3 Febbraio 2012

  • Pedofilia: Cei, linee guida pronte a maggio. Grande attenzione

    Pedofilia: Cei, linee guida pronte a maggio. Grande attenzione

    27 Gennaio 2012 – 14:24

    (ASCA) – Roma, 27 gen – La stesura delle linea guida della Conferenza Episcopale Italiana sugli abusi sessuali su minori commessi dai preti ”si avviano alla fase di definizione e pubblicazione”: lo ha reso noto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione del Consiglio Permanente dei vescovi.

    Le linee guida Cei sono state passate due volte al vaglio del ‘parlamentino’ dei vescovi, lo scorso settembre e questa settimana, e verranno sottoposte all’approvazione di tutti i vescovi all’assemblea generale del prossimo maggio. La doppia lettura delle norme, ha spiegato mons. Crociata, ha permesso una ”attenzione accurata ai particolari” e i tempi si sono allungati ”non per difficolta”’ ma per una ”esigenza di condivisione”.

    Quanto alla collaborazione con le autorita’, le linee guida vaticane per le Conferenze Episcopali prescrivono di operare ”nel rispetto e nei limiti delle legislazioni nazionali”. In Italia, ha aggiunto mons. Crociata, ”non e’ prevista denuncia attiva: questo non limita la collaborazione, esprime una modalita’ circoscritta dalla legislazione specifica, ma consente una completa collaborazione con l’autorita’ civile. Questo e’ il punto da tenere: la volonta’ di collaborazione perche’ la verita’ sia accertata”.

    ”L’impegno dei vescovi”, ha spiegato, e’ ”volto a controllare questo ambito in modo da assicurare attenzione dovuta alle vittime degli abusi, doverosa e sentita, e una cura della formazione sia di base dei seminaristi sia permanente dei presbiteri, per assicurare di affrontare questa materia in modo da escludere nella maniera piu’ determinata ogni possibile abuso per quanto e’ nelle possibilita’ dei vescovi e della Chiesa”.

  • Pedofilia, perquisiti ordini e comunità religiose in Belgio

    Pedofilia, perquisiti ordini e comunità religiose in Belgio

    ROMA – Proseguono in Belgio le perquisizioni compiute dalle autorita’ inquirenti nell’ambito di quella che ormai viene chiamata ”l’Operazione Calice-bis”, l’indagine sui casi di abuso sessuale compiuti nell’ambito della Chiesa. L’agenzia della Conferenza episcopale belga (catho.be), citata dal Sir, riferisce che, dopo le ispezioni avvenute la scorsa settimana negli uffici di praticamente tutte le diocesi belghe (Malines-Bruxelles, Hasselt, Gand, Bruges, Tournai e Namur), le perquisizioni sono proseguite negli ordini, nelle congregazioni e comunita’ religiose del Paese.

    Gli inquirenti – secondo l’agenzia dei vescovi belgi – stanno indagando ”su eventuali casi di negligenza e non assistenza alle persone in pericolo in seno alla Chiesa”.
    25 gennaio 2012 | 13:02

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…belgio-1093934/