Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Roma

  • Usa, fuga dalla Chiesa cattolica

    Usa, fuga dalla Chiesa cattolica

    23/11/2011
    Il 3 per cento dei cattolici statunitensi ha lasciato la comunità ecclesiale a causa soprattutto degli scandali sulla pedofilia
    Giacomo Galeazzi
    Città del Vaticano

    Due milioni «in fuga» da Roma. Effetto-abusi: emorragia di fedeli negli Stati Uniti. Il 3% dei cattolici Usa ha lasciato la Chiesa a causa dello scandalo dei preti pedofili, secondo una ricerca condotta per l’università di Notre Dame da Daniel M. Hungerman. E a beneficiare maggiormente della crisi del cattolicesimo statunitense è la confessione battista. A mettere in guardia da una «crisi di credibilità» della Chiesa Usa era già stato Guido Mocellin sulla rivista dei padri dehoniani «Il Regno». La colpa è soprattutto della linea di condotta omissiva applicata dall’episcopato prima della «tolleranza zero» imposta da Benedetto XVI.

    Per anni i vescovi americani, infatti, hanno tentato di coprire i sacerdoti colpevoli trattando i risarcimenti delle vittime lontano dalle aule dei tribunali, invece di denunciare tutti i casi di cui venivano a conoscenza all’autorità giudiziaria e invece di rimuovere gli accusati dagli incarichi pastorali. E tardiva è apparsa la pubblica ammissione dei presuli della loro precedente insufficienza o inadeguatezza di fronte alle violenze sessuali ai danni di minori compiute da sacerdoti. La sensazione che «nella Chiesa cattolica sia prevalsa la preoccupazione di difendere i propri sacerdoti piuttosto che i propri ragazzi; che i vescovi abbiano preferito spendere miliardi di dollari in risarcimenti privati pur di non ammettere pubblicamente le responsabilità proprie e dei sacerdoti sotto la loro giurisdizione; che in sostanza sia stata così patentemente tradita la fiducia che l’istituzione ecclesiastica cattolica per tanti altri aspetti si è meritata nel paese, mettendo gli aspetti legali e finanziari davanti a quelli pastorali, tutto ciò sta generando, particolarmente nel “cattolico americano” comune, sentimenti dolorosi: tristezza, ripulsa, rabbia, frustrazione, confusione, imbarazzo».

    È come se collettivamente, nella relazione tra Chiesa-istituzione e Chiesa-popolo, «si fosse riprodotta in parte la dinamica che è intercorsa, in ciascuna delle violenze perpetrate, tra il sacerdote e il ragazzo che ne è divenuto vittima». L’ondata di scandali che ha prodotto l’attuale emorragia di due milioni di fedeli è stata anticipata negli Stati Uniti da due gravissimi precedenti. Nel 1985 il caso della diocesi di Lafayette sulla base del quale i vescovi iniziarono a prendere coscienza del problema e nei primi anni Novanta quando un ex-prete, J.Berry, pubblicò il volume «Non c’indurre in tentazione: i sacerdoti cattolici e le violenze sessuali sui minori». «Ciò che crea sconcerto nell’opinione pubblica non è tanto la notizia in sé del comportamento sessualmente scorretto di un certo numero di preti ai danni di minori: altre istituzioni, e segnatamente le altre Chiese, non sono meno colpite della Chiesa cattolica dal fenomeno- è l’analisi di Mocellin-.La percentuale di preti autori di questi comportamenti sul totale, le cui stime oscillano dal 3% al 6%, non si discosta dalla percentuale complessiva degli autori di violenze sessuali sui minori rispetto al totale della popolazione».

    Piuttosto l’opinione pubblica americana (e la quota di fedeli cattolici al suo interno) si è gravemente allarmata per il dato, emerso con chiarezza, secondo cui molti vescovi avrebbero cercato di coprire le responsabilità dei loro sacerdoti: omettendo di denunciarli all’autorità giudiziaria, patteggiando con le vittime risarcimenti in denaro in cambio del silenzio, e infine limitando la sanzione canonica a un trasferimento ad altra parrocchia, dopo una breve terapia psichiatrica.

    «Come se il proprio approccio, di tipo morale e religioso, potesse alla fine ottenere ciò che la medicina dichiaravano di non poter conseguire», sottolinea Mocellin: «È poco consolante il fatto che la Conferenza episcopale avesse affrontato per tempo il fenomeno: richiedendo già nel 1985 un primo, ampio dossier; dedicando l’assemblea del giugno 1992 al tema e emanando una serie di principi-guida; deliberando nel 1993 (dopo un incontro con la Santa Sede e una lettera di Giovanni Paolo II) la costituzione di una Commissione ad hoc in seno alla Conferenza, e infine pubblicando nel 1995 “Camminare nella luce”, dedicato in generale alle violenze sessuali sui minori ma consapevole delle specifiche responsabilità del clero in proposito».

    Ed è probabile che «l’insieme delle indicazioni che emergono da questo lavoro fosse in grado di arginare e gestire il fenomeno: ma esse non erano vincolanti per ciascun vescovo e dunque ciascun vescovo si è regolato come ha creduto». Gli interrogativi che negli Stati Uniti attraversano la comunità ecclesiale riguardano in realtà questioni molto concrete, come le modalità di selezione dei candidati al sacerdozio e, più latamente, la possibilità di aprire anche nella Chiesa latina l’accesso al presbiterato agli uomini sposati (se non alle donne): «non perché le violenze sessuali sui minori siano leggibili come espressione deviata di una sessualità che, potendo, si rivolgerebbe “normalmente” verso donne adulte (questa lettura non sarebbe corretta), ma perché l’obbligo del celibato finirebbe per restringere la rosa dei candidati al presbiterato a individui sessualmente immaturi o di orientamento omosessuale».

    Quindi «non v’è dubbio che, inaspettatamente, anche per l’osservatore europeo, la Chiesa degli Stati Uniti è stata come spiazzata da una problematica nella quale, per il particolare contesto della società in cui vive e per le parallele prove di vitalità che ha dato in questi anni, ce la saremmo aspettata all’avanguardia». L’atteggiamento difensivo complessivamente messo in mostra, sottolinea lo studioso, «è in fondo più vicino a una comprensione di sé di impianto pre-conciliare, diffidente verso l’opinione pubblica , geloso del prestigio sociale dei propri quadri al punto da volerlo difendere anche contro l’evidenza dei fatti. Il paragone proposto da uno psicologo della Loyola University di Chicago con i generali sudisti, che dopo la sconfitta nella Guerra di secessione non volevano accettare che “quel mondo era finito”, è molto americano, ma molto efficace».

     

  • Regno Unito. Chiesa responsabile degli abusi dei preti, Invece in Italia la fanno sempre franca

    Regno Unito. Chiesa responsabile degli abusi dei preti, Invece in Italia la fanno sempre franca

    La Chiesa è responsabile del comportamento dei preti
    Lo ha stabilito l’Alta Corte di Londra durante un processo per un caso di abusi sessuali e potrebbe essere la base per altri procedimenti
    8 novembre 2011
    L’Alta Corte di Giustizia di Londra ha stabilito che la Chiesa cattolica può essere ritenuta responsabile per i comportamenti illeciti e i reati condotti dai propri preti. La decisione è stata assunta dal giudice Alistair Geoffrey MacDuff, è legata a un processo su un caso di abusi sessuali e potrà essere utilizzata anche in altri procedimenti giudiziari.

    Il giudice si è espresso a favore di una donna di 47 anni, la cui identità non è pubblica per ragioni legali, che dice di aver subito violenze sessuali quando era bambina da parte di Wilfred Baldwin, un prete della Diocesi di Portsmouth. Secondo MacDuff, la Chiesa deve essere considerata indirettamente responsabile per il comportamento assunto all’epoca da Baldwin.

    Nel corso del processo, l’avvocato della donna che da bambina aveva subito gli abusi ha chiesto che fosse anche determinato dal giudice se la Chiesa potesse essere in qualche modo ritenuta responsabile per quanto accaduto alla sua assistita. La richiesta faceva ipotizzare, per la prima volta dicono i legali, un rapporto tra prete e diocesi assimilabile a quello di un dipendente dalla propria società. E difatti l’avvocato chiese se fosse possibile considerare Baldwin come un impiegato della Diocesi in cui si erano verificate le violenze.

    «La prima questione da affrontare intende determinare un principio generale rispetto alle accuse contro la Chiesa cattolica. Ovvero se ogni prete al lavoro per la Chiesa di Roma possa essere considerato nella posizione di impiegato» aveva spiegato l’avvocato della donna. I rappresentanti legali della Diocesi avranno la possibilità di ricorrere in appello e in seguito alla sentenza hanno ribadito che la «Chiesa cattolica prende molto sul serio i casi di abusi sessuali ed è determinata a eliminare alla radice il problema».

    http://www.ilpost.it/2011/11/08/chiesa-res…rtamento-preti/

    TRIBUNALE GB: ABUSI, CHIESA RESPONSABILE MOLESTIE PRETI

    Categoria: News
    Pubblicato Martedì, 08 Novembre 2011 16: :10

    Un giudice della Alta Corte britannica ha stabilito il risarcimento per una donna, sottoposta agli abusi di un prete ormai defunto. Una sentenza che apre la strada a risarcimenti da parte della Chiesa Cattolica del Regno Unito alle vittime di abusi sessuali dei preti.

    “Aveva ricevuto alloggio, abiti clericali e il pulpito. Era stato inviato nella comunità con pieni poteri e l’autorità di agire come rappresentante della Chiesa. Era stato addestrato e ordinato a questo scopo”, recita la sentenza. Secondo il giudice britannico, pur non essendoci un contratto formale tra Chiesa e prete, ci sono le “caratteristiche cruciali” di un rapporto di impiego che devono essere riconosciute. E’ la prima volta che in Gran Bretagna un tribunale sostiene che la relazione tra un prete cattolico e il suo vescovo sia equiparabile ad un rapporto di impiego. La sentenza diventa un importante precedente per casi analoghi. La Chiesa può comunque ricorrere in appello contro questa decisione.

    http://www.justicetv.it/index.php/news/126…-molestie-preti

  • Olanda, quando l’abuso ha un prezzo. La conferenza episcopale fissa in un “tariffario” i costi dei risarcimenti per le vittime dei preti-pedofili

    Olanda, quando l’abuso ha un prezzo. La conferenza episcopale fissa in un “tariffario” i costi dei risarcimenti per le vittime dei preti-pedofili

    10/11/2011
    La conferenza episcopale fissa in un “tariffario” i costi dei risarcimenti per le vittime dei preti-pedofili
    G. Gal.
    CITTÀ DEL VATICANO

    Un «tariffario» per chiudere lo scandalo-pedofilia. Cinquemila euro per molestie verbali o comportamenti di natura sessuale; 25mila euro per violenza carnale; 100mila euro in casi eccezionali di stupro di gruppo o seri abusi che abbiano provocato un danno permanente. In Olanda la Chiesa cattolica ha deciso di risarcire le vittime degli abusi sessuali del clero. E ciò potrebbe rappresentare un esperimento-pilota per tutti gli altri episcopati nazionali.

    A fronte di centinaia di casi di violenza avvenuti in parrocchie e istituti ecclesiastici, i vescovi e i capi-uffici della conferenza episcopale olandese hanno votato a favore della costituzione di un fondo per l’indennizzo. La commissione incaricata dai presuli la scorsa estate di predisporre una relazione tecnica ha fissato le cifre per compensare le vittime dei preti pedofili e ora la conferenza episcopale nazionale ha approvato la soluzione, sottoscrivendo le conclusioni del dossier. Il costo totale dei risarcimenti supererà i cinque milioni di euro. L’indennizzo sarà calcolato sulla base della serietà dell’abuso commesso, specifica l’episcopato olandese.

    Nei Paesi Bassi da almeno due anni lo scandalo-pedofilia sta dilaniando la Chiesa cattolica e un’inchiesta governativa ha censito oltre duemila casi di abusi compiuti all’interno delle istituzioni religiose, molti dei quali approdati nelle aule dei tribunali. Nel marzo 2010 anche la Conferenza episcopale olandese aveva aperto un’inchiesta indipendente per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove erano state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. A partire dalle violenze sessuali in un collegio cattolico della cittadina di Heerenberg. Secondo le testimonianze raccolte dal quotidiano «De Telegraaf», anche alcune suore di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni ’50, di abusi nei confronti di minori.

    Il giornale olandese riporta la storia di Herman Harends, oggi sessantatreenne, che ricorda i turbamenti subiti quando, undicenne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi. «Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare. Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo si trattasse di un caso isolato». Nell’aprile 2010, a seguito della diffusione della lettera pastorale del Papa sugli abusi sessuali nella Chiesa irlandese, la Conferenza episcopale riconobbe pubblicamente l’esigenza di «recuperare la fiducia». I vescovi Van Luyn, (presidente dell’episcopato olandese) e de Korte (referente per le indagini sugli abusi) firmarono una nota per dichiarare che:«Le parole con cui Benedetto XVI ha espresso per l’Irlanda il suo cordoglio e rammarico sincero rispetto alle vittime e alle loro famiglie si possono estendere integralmente alle vittime nei Paesi Bassi». I presuli d’Olanda hanno condiviso le «proposte che il Pontefice sta facendo perché sia fatta giustizia per le vittime, perché ci sia penitenza, per la guarigione delle vittime e il recupero di fiducia». Infatti, «quando il Papa ricorda grandi errori fatti da parte della dirigenza della Chiesa, errori che possono averne minata la credibilità, i vescovi e i superiori degli ordini devono assumersi le proprie responsabilità e affrontare le critiche». E, affermarono allora i vertici della Chiesa olandese, «la ricerca indipendente che è stata proposta, per la quale l’ex presidente della Camera Win Deetman sta approntando i lavori preparatori, sarà il luogo in cui saranno affrontati questi problemi».

    In totale di 137 tra preti, frati e suore sarebbero coinvolti nello scandalo su presunti casi di abusi nei confronti di minori nelle scuole cattoliche olandesi negli anni 50-60-70, secondo l’inchiesta condotta da Radio Netherlands. L’emittente radiofonica ha raccolto almeno 128 testimonianze di ex studenti di varie scuole cattoliche abusati sessualmente dagli insegnanti religiosi. Tra queste, anche quelle di nove emigranti. Secondo un rapporto condotto dalla radio, il picco degli abusi ha avuto luogo nel 1950 (43 denunce) e poi negli anni Sessanta (62). Tutte le testimonianze descrivono l’ambiente di omertà e paura che impediva alle vittime degli abusi di denunciare pubblicamente gli abusi. Secondo la Commissione consultiva episcopale «Aiuto e diritto», che ha condotto un’inchiesta indipendente, le denunce sono almeno 350.

    Inoltre una vittima di abusi sessuali subiti da ragazzo da parte di alcuni preti(uno dei quali diventò poi vescovo di Den Bosch, in Olanda) nel 2003 avrebbe ricevuto dalla Chiesa, e più precisamente dai Padri salesiani di Don Bosco, 16000 euro per tacere su quanto accaduto. L’alto prelato coinvolto nella vicenda è Jan ter Schure, vescovo di Den Bosch dal 1985 al 1998, deceduto nel 2003. L’attuale vescovo di Rotterdam e capo della conferenza episcopale olandese, Adrianus Van Luyn, è accusato di essere stato a conoscenza dei fatti dal 2008, ma di aver taciuto sulla vicenda. Gli abusi ai danni dello studente avvennero nel collegio-monastero di Don Rua, a Ugchelen (Olanda), tra il 1948 e il 1953 e all’epoca dei fatti il responsabile era un giovane prete. Dopo che la vicenda è stata portata alla luce dai media olandesi, l’avvocato dei padri salesiani in Olanda, Cornelis Oosterwijk, è intervenuto affermando che la vittima degli abusi ha rotto il patto che lo vincolava al silenzio solo per ottenere più soldi e senza produrre prove.
    Dal canto suo la conferenza episcopale olandese ha negato che Van Luy abbia ignorato la richiesta della vittima di rendere pubblico il caso. Nel 2008 il vescovo di Rotterdam avrebbe risposto alle richieste della vittima degli abusi precisando di non avere competenza amministrativa sui padri salesiani. la chiesa olandese ha dato mandato a una commissione d’inchiesta indipendente, guidata dall’ex sindaco di Rotterdam e ministro dell’educazione Wim Deetman, di verificare la fondatezza delle denunce. E ora l’episcopato ha fissato le tariffe per i risarcimenti delle vittime.

    La notizia conferma una linea totalmente votata alla trasparenza dopo anni di politiche poco chiare. Recentemente è uscita la notizia shock del prete salesiano olandese di 73 anni – si conoscono soltanto le iniziali, padre van B. – che era salito agli onori della cronaca in quanto dichiaratamente appartenente alla Martijn, un’associazione legalmente riconosciuta in Olanda e che sostiene le relazioni pedofile: “Sono perfettamente legittime” dicono, “seppure discriminate dalla società”.

    Non era solo van B. a sostenere la legittimità della pedofilia ma anche padre Herman Spronck, superiore dei salesiani in Olanda, la cui intervista concessa a Rtl News ancora oggi fa impazzire il Web. Padre Spronck, in sostanza, appoggia von B. e sostiene che se il bambino è consenziente il rapporto sessuale con un adulto è legittimo. Dice: “Dipende dal bambino. Non si deve mai entrare nello spazio personale del bambino se non lo vuole. Ma ci sono bambini che indicano loro stessi che è ammissibile. In questo caso anche un contatto sessuale è possibile”. Padre Spronck entra nel merito anche del seminario dove lui, assieme a tanti altri sacerdoti olandesi, ha studiato negli anni Cinquanta e Sessanta. Dice che erano tutti maschi, che non vedevano mai le ragazze, “e per questo era normale che nascessero certe tendenze”.

    La notizia dall’Olanda è immediatamente arrivata in Italia e a Roma. E ha provocato la reazione decisa della curia generalizia dei salesiani che ha condannato in una nota le dichiarazioni di Spronck dicendo che “il rispetto pieno e totale dei bambini, dei ragazzi e dei giovani rimane per noi un’opzione fondamentale e irrinunciabile”. E ancora: “Essere membro di tale associazione è assolutamente incompatibile con i principi e i valori della tradizione salesiana”.Nella chiesa olandese in pochi sostengono la legittimità della posizione dei due salesiani. Il dibattito è semmai aperto – e a tratti parecchio aspro – sulla genesi teologica e storica della posizione dei due. La domanda è una: cosa porta uomini di chiesa a sostenere che la pedofilia è un qualcosa di legittimo? Per alcuni tutto è nato dopo il Concilio Vaticano II quando la chiesa olandese spingeva, molto più di altre chiese, per riformare in senso aperto e liberal il suo stesso Dna. Fu il cardinale Bernard Jan Alfrink, arcivescovo di Utrecht, a pubblicare con l’appoggio di diversi teologi (tra questi il domenicano Edward Schillebeeckx) un nuovo catechismo portatore di grandi aperture sui temi dell’omosessualità, dell’aborto, delle pratiche anticoncezionali, del sacerdozio delle donne, del celibato dei preti. Per altri, invece, queste posizioni, seppure non condivisibili in alcun modo, sono il segnale di una chiesa che non elude certi problemi e che di questi problemi vuole parlare. Fino a pochi mesi fa il principale interprete di questa chiesa aperta al mondo e al suo spirito era Adrianus Herman van Luyn, vescovo di Rotterdam, anch’egli salesiano. Il 18 gennaio il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età.

  • Pedofilia: protesta vittime in Vaticano  «Ancora troppi i silenzi della Chiesa»

    Pedofilia: protesta vittime in Vaticano «Ancora troppi i silenzi della Chiesa»

    ROMA – Silenziosa protesta sabato sera in via della Conciliazione. Sullo sfondo di San Pietro, un gruppo americano di vittime di abusi sessuali ha protestato «contro i silenzi del Vaticano sui preti pedofili». A distanza di un anno dal primo raduno, l’associazione americana «Survivors Voice» ha tenuto una manifestazione in difesa delle vittime dei sacerdoti pedofili vicino Castel Sant’Angelo.

    «PIU’ FORTI SE UNITI» – «Se noi sopravvissuti stiamo uniti, siamo più forti e abbiamo più voce», annuncia l’associazione. La manifestazione dello scorso anno, che si tenne il 31 ottobre, fu piuttosto arrabbiata. Le vittime degli abusi continuano a chiedere alla Chiesa risposte più forti e incisive di fronte ai casi di pedofilia. Nei giorni scorsi anche due attivisti italiani, Francesco Zanardi dell’associazione L’Abuso, e Alberto Sala dell’associazione «Piccolo Alan» si sono presentati in Vaticano per chiedere un’udienza al Papa e l’applicazione di linee guida certe da parte della Chiesa.

    A PIEDI DA SAVONA A S.PIETRO – «Non abbiamo avuto risposta – fanno sapere in un comunicato – e per questo da lunedì cominceremo uno sciopero della fame a oltranza». Sciopero della fame contro la mancata applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede in materia di pedofilia anche da parte di Francesco Zanardi, portavoce della rete «l’Abuso».
    Zanardi, che nelle scorso settimane si è recato a piedi da Savona al Vaticano per chiedere un aiuto concreto alle vittime dei sacerdoti pedofili, smetterà di alimentarsi lunedì 31 ottobre. Intanto negli Stati Uniti sta iniziando un nuovo èprocesso per abusi sessuali su minori ad opera di sacerdoti nella diocesi di Philadelphia e in Inghilterra lo scandalo pedofilia nella Chiesa si allarga e coinvolge anche la diocesi di Plymouth.

    CONTROLLORE INDAGATO – La chiesa cattolica ha ordinato una revisione urgente della sua politica per la protezione dei bambini dopo che un suo funzionario laico – un ex assistente sociale incaricato di indagare su alcune accuse di abusi sessuali nella diocesi di Plymouth – è stato incriminato e arrestato per possesso di 4.000 immagini pedopornografiche. Il fatto che la chiesa avesse ingaggiato un presunto pedofilo proprio per un’indagine sulla protezione dei bambini incrementa il senso di crisi che già si respira nella chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles.
    Il Vaticano ha ordinato una visita apostolica anche nell’abbazia benedettina di Ealing nell’ovest di Londra, nella cui adiacente scuola, St Benedict’s, sarebbero stati compiuti abusi sui bambini dagli anni Sessanta fino al 2009.

    https://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_30/Protesta_antipedofili-americani-vaticano-1901993532136.shtml

  • Pedofilia, “Pellegrinaggio della verità”: “Non vogliono indagare e prevenire”

    Pedofilia, “Pellegrinaggio della verità”: “Non vogliono indagare e prevenire”

    Savona. Richiesta di verità e di giustizia per le numerose vittime di sacerdoti pedo-criminali. Arriva a seguito del “pellegrinaggio per la verità” di Francesco Zanardi, portavoce di “Rete l’Abuso”, che assieme ad Alberto Sala, Presidente dell’Associazione “Piccolo Alan Onlus” è stato ricevuto da un funzionario di Stato.

    “Purtroppo non resta che rimarcare con molta amarezza, disappunto e sgomento, che il Vaticano non ha la minima intenzione né di dare sostegno alle vittime, né di fare prevenzione e neppure di denunciare i preti pedo-criminali e i Vescovi complici che tutt’ora coprono questi atti criminali. Le “Linee Guida” della Santa Sede si mostrano come una farsa e fumo negli occhi a chiunque chieda verità e giustizia. Le gravi omissioni in nome dell’Onnipotente sono l’illusione che si stiano prendendo provvedimenti, colpevolmente sordi al grido che proviene dalle migliaia di vittime in tutto il mondo”.

    “Ci rivolgiamo contestualmente anche al Presidente Napolitano, ai presidenti degli Stati Membri dell’Unione Europea al Presidente Barroso e a tutti i Deputati del Parlamento Europeo quali garanti della laicità delle Istituzioni. Noi siamo cittadini italiani e cittadini europei e chiediamo un intervento diretto delle Istituzioni italiane ed Europee al fine di indurre lo Stato del Vaticano ad affrontare il gravissimo problema della pedo-criminalità nel clero per rispetto delle vittime e delle famiglie coinvolte”.

    “Comunichiamo che dal 31 ottobre Francesco Zanardi della “Rete L’Abuso” e Alberto Sala Presidente dell’Associazione “Piccolo Alan” ONLUS cominceranno uno sciopero della fame a oltranza finché non venga aperto un canale serio con la Santa Sede per fare concretamente fronte ai crimini commessi dai membri della Chiesa Cattolica e finché Sua Santità Benedetto XVI accolga al più presto la richiesta di una Commissione d’Inchiesta Internazionale sui crimini di pedo-criminalità nel Clero, alla quale rivendichiamo il diritto di partecipare”.

    “Chiediamo che la CEI si dichiari favorevole e sostenga la richiesta dell’istituzione di una Commissione indipendente sui crimini sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose cattolici in Italia. I membri di questa Commissione siano scelti tra giuristi, operatori sanitari, operatori dell’informazione, uomini di scienza di provata capacità, indipendenza e obiettività, con la rappresentanza di sopravvissuti e vittime”.

    “Chiediamo che la CEI e la chiesa cattolica si adoperino affinché la Congregazione per la dottrina della fede assieme alle diocesi, le istituzioni, gli enti, le congregazioni e comunità religiose mettano a disposizione della Commissione, della magistratura e dell’opinione pubblica, nel rispetto delle consuete norme di garanzia, i loro archivi con tutte le notizie di reato perseguibili di ufficio sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose, anche per quei reati caduti in prescrizione”.

    “Chiediamo che le direttive CEI impongano alle autorità ecclesiastiche l’obbligo di denuncia delle notizie di reato perseguibili di ufficio. Obbligo da estendersi, tramite anche analoghe direttive della chiesa cattolica, ai membri della Curia Romana, ai responsabili diocesani e ai responsabili degli ordini, congregazioni e comunità religiose, fino a tutti i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica”.

    “Chiediamo che la CEI si faccia promotrice di direttive e norme che prevedano l’imprescrittibilità dei reati sessuali nei confronti di minori compiuti dal clero e da membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, per evitare che i crimini restino impuniti”.

    “Chiediamo che le direttive della CEI impongano la rimozione dallo stato clericale di tutti i responsabili di abusi sessuali su minori, seppur caduti in prescrizione, senza alcuna eccezione, rigettando l’infondata distinzione tra casi più gravi e meno gravi. Chiediamo che le direttive impongano le dimissioni di tutti i vescovi che, seppur informati degli abusi, non abbiano trasmesso le relative notizie di reato alla magistratura. Chiediamo altresì, alle massime autorità della chiesa cattolica, la destituzione da tutti gli incarichi, di qualunque genere essi siano (spirituali, di governo, pastorali ecc.), in Italia e nel governo della chiesa cattolica, del card. Bernard Francis Law”.

    “Chiediamo che le direttive CEI impongano altresì alle diocesi, agli istituti di vita consacrata e alle società di vita apostolica di risarcire o indennizzare spontaneamente le vittime, in misura adeguata rispetto al danno subito. Questo perché il più delle volte il responsabile degli abusi non può e non vuole risarcire quello che la magistratura gli impone”.

    “Chiediamo infine che la CEI promuova una seria e approfondita riflessione sul perché si verificano questi crimini sui minori nella chiesa cattolica. Crimini che non dovrebbero essere compiuti se i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica si attenessero al rispetto della regola del celibato, del voto, dell’impegno e del vincolo alla castità.
    “Chiediamo che la CEI operi una riflessione sul legame tra la repressione affettiva e sessuale del clero, di religiosi e religiose in genere e gli abusi da essi compiuti. Questo perché sopravvissuti e vittime hanno bisogno di verità e giustizia e non di parole vuote e pubblico rammarico, che lasciano il tempo che trovano. Se veramente si vogliono ascoltare le vittime e i sopravvissuti, agendo di conseguenza, è necessario che tutto quanto chiediamo sia effettivamente attuato”.

    Queste le richieste avanzate da doverse associazioni: “Rete l’abuso” di Savona; Associazione Piccolo Alan; Comunità Il Rifugio di Alan; D.A. Democrazia Atea; Fondazione Protege A Tus Hijos; SNAP Intenational (The Survivors Network of those Abused by Priest); Associazione sordi Antonio Provolo ONLUS; Il Dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso; Survivors Voice Italy – La Colpa Survivers Voice Europe.

  • Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    29 Ottobre 2011 19:37 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) – ROMA – Una cinquantina di persone provenienti da diversi paesi d’Europa, presunte vittime di violenze da parte di preti pedofili, si sono riunite in un sit-in di protesta vicino a Castel Sant’Angelo, nei pressi del Vaticano. Con cartelli, striscioni e piccole lanterne lanciate verso il cielo, i survivors – così si autodefiniscono – chiedono al Vaticano di “assumersi le sue responsabilità e fare emergere la verità sugli abusi perpetrati da preti cattolici”.

    LA NUOVA DIRETTIVA
    L’Europa compatta contro i pedofili
    Abusi sessuali online, il voto del Parlamento
    Disposizioni per una unificazione delle leggi che regolano il contrasto al fenomeno della pedopornografia su internet. La relatrice e vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, Roberta Angelilli: “E’ stato un lungo lavoro che ha dovuto tener conto delle diverse sensibilità culturali e giuridiche”
    di CARLO CIAVONI

    L’Europa compatta contro i pedofili Abusi sessuali online, il voto del Parlamento La vice presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli
    STRASBURGO – Nell’oscuro mondo dei pedofili che su internet in cerca di bambini e adolescenti da adescare, e dove la violenza non è affatto virtuale, perché le offese che arreca alla psiche e all’anima delle decine di migliaia di vittime sono incancellabili, il Parlamento europeo compie una mossa decisa, votando una direttiva quasi all’unanimità, che allinea le legislazioni penali dei 27 paesi membri rispetto alla pedopornografia online. Si tratta del primo strumento legislativo per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la produzione e la diffusione di immagini e video a conteuto sessuale, protagonisti bambini e adolescenti.

    Le diverse sensibilità a confronto. “Un lavoro lungo e faticoso che ha dovuto tener conto di culture e sensibilità diversissime, ma che però abbiamo concluso con successo e adesso siamo davvero molto soddisfatti”, dice Roberta Angelilli, deputato del gruppo PPE-Pdl, oltre che vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, relatrice e tra le sostenitrici più tenaci di questa direttiva. Un impegno assiduo condiviso con la commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmström, del partito liberale svedese e con una solida esperienza nel campo dei diritti umani. Questa sulla pedofilia su internet è la seconda direttiva che incide in modo diretto sul diritto penale delle legislazioni degli stati dell’Unione, dopo quella sul traffico di esseri umani.

    Le principali novità. La legislazione italiana in materia (la più recente è del marzo 2006) è considerata già notevolmente avanzata, sia sul piano della definizione del reato sull’impianto sansonatorio. Tre le principali novità:

    *** Il grooming – L’introduzione del concetto di reato di adescamento online di minorenni (il grooming) sviluppato in ben 5 articoli

    *** I confini del reato – La dettagliata individuazione dei confini del reato di pedopornografia, termine che in Europa non era ancora entrato nel vocabolario giuridico. “Un lavoro, questo – ha aggiunto Roberta Angelilli – che abbiamo svolto tra chi, in altri paesi dell’Unione, ha tenuto infondatamente l’introduzione di norme che limitassero la navigazione in Rete. Noi invece – ha aggiunto la vice presidente del Parlamento – abbiamo tenuto la barra ben salda sui principi sanciti dalla Convenzione di Lanzarote”.

    *** L’extaterritorialità – Arricchimenti della nozione di competenza extraterritoriale, considerato il crescente fenomeno del turismo sessuale

    *** Le aggravanti – L’introduzione di sanzioni penali uniformi in tutta l’Unione Europea, con la scrittura di molte fattispecie legate alle circostanze aggravanti (l’articolo 9), come la particolare vulnerabilità, dovuta magari alla disabilità fisica o psichica; o all’altra aggravante dell’abuso nell’ambito familiare.

    *** Il casellario giudiziario – La nuova direttiva europa, per evitare la recidività, dispone un controllo del Casellario Giudiziario da parte dei datori di lavoro per coloro i quali svolgono attività professionali diretti e regolari a contatto con bambini.

    *** La confisca dei beni – Nelle stesse norme c’è anche la sanzione della confisca dei beni

    Il raduno delle vittime. La direttiva votata dal Parlamento Europeo cade, tra l’altro, a ridosso di un appuntamento speciale, quello di un raduno delle vittime della pedofilia clericale, che ci sarà domani nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina e che verrà arricchito anche dalla esposizione delle foto di Silvia Amodio, autrice di immagini di persone adulte con un passato di bambini costretti a subire violenze e abusi sessuali da sacerdoti e suore. Oggi pomeriggio alla Camera, c’è stata una conferenza stampa legata a questa iniziativa, cui partecipano, tra gli altri, il deputato radicale Maurizio Turco, Sue Cox e Ton Leerschool, fondatori di Survivor Voice Europe 1, i sopravvissuti alle violenze sessuali del clero.

    I numeri del traffico online. Gli abusi sui minori hanno una storia lunga, ma da diversi anni, complice la Rete, hanno subìto un aumento vertiginoso e preoccupante. Centinaia di migliaia sono i file pedopornografici in giro sui siti internet, che nei primi nove mesi del 2011 sono aumentati del 47%. Nello stesso arco di tempo Telefono Arcobaleno 2 ha individuato e segnalato più di 54mila siti, arrivando a superare il totale segnalato nell’intero anno precedente. La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), è lo Stato che registra l’aumento più significativo di questi materiali, rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi a uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di Telefono Arcobaleno emerge che circa un terzo degli utenti fa uso di smartphone oppure utilizza hardware e sistemi operativi di ultima generazione.

    Un affare colossale. La rapidità dei contatti e degli scambi di foto e video, ha messo in moto un affare colossale di dimensioni planetarie, valutato in centinaia di milioni di euro. Il Ministero dell’Interno, solo in Italia, calcola che si aggiri attorno ai 3 milioni di euro ogni anno: un mercato animato da dallo scambio di foto e video che ritraggono bambini indotti a rapporti sessuali precoci, o violenze e ad adolescenti ritratti in scene di sesso. Lo scenario di fondo è comunque quello che vede oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo vittime di abusi e sfruttamento sessuale. Piccoli ridotti in schiavitù, sottratti del loro diritto di essere bambini, senza libertà né dignità, ma solo oggetti per soddisfacimenti sessuali o sfruttati per produrre denaro.

    Il consenso sessuale. Il confine del consenso sessuale è sottoposto ad una disciplina contenuta nel Codice penale. In generale, si acquista a quattordici anni. Il limite scende a tredici anni, se il partner sessuale non ne ha più di sedici. Sale invece a sedici anni quando il partner ha con il minore un rapporto di parentela (non abbastanza stretto da configurare un incesto) o di tutela. Se però il minore presta il suo consenso nell’ambito di un’attività di prostituzione minorile, il limite risale nuovamente a diciott’anni.

    (28 ottobre 2011)

    http://www.repubblica.it/solidarieta/coope…mento-24054040/

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica
    27/10/2011, 21:33 a cura di Sara Marci 0 commenti Visualizza commenti

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica

    BRUXELLES, 27 OTTOBRE 2011 – Grazie alle nuove regole approvate oggi dal Parlamento Europeo si avranno pene più severe contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva approvata quasi all’unanimità (con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni) stabilisce sanzioni penali minime per circa 20 tipologie di crimini.

    La direttiva, già concordata con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introduce disposizioni valide in tutta Europa, per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime a cui i 27 Stati membri dovranno adeguare la loro legislazione nazionale entro due anni.

    La direttiva è stata preparata dall’italiana Roberta Angelilli, eurodeputata Pdl e vicepresidente del Parlamento europeo, che ha spiegato: “permetterà di combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia. Rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo servirà ad assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”.

    L’Unione europea si dota così di un pacchetto di norme chiare ed efficaci volte al contrasto di tutti i reati commessi nei confronti dei minori, è prevista, ad esempio, una pena di almeno dieci anni di carcere per chi costringe un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi, rischieranno non meno di tre anni di prigione i produttori di pornografia ed almeno un anno per chi utilizzerà il materiale pornografico sul web. Gli Stati membri avranno inoltre l’obbligo di eliminare le pagine web che contengono materiale pedopornografico ospitate sul proprio territorio, ma dovranno anche, qualora questi siti siano ospitati su server al di fuori dell’UE, cooperare con gli altri stati per ottenerne la rimozione. Oltre all’inasprimento delle pene, sono introdotte nuove categorie di reati, l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale.

    Le associazioni a tutela dei bambini hanno accolto positivamente le nuove disposizioni, mentre Claudio Morganti, eurodeputato della Lega Nord, ha proposto di rendere obbligatoria la castrazione chimica. ”In Italia – ha rilevato Morganti – non si discute di castrazione chimica, ma in alcuni paesi europei, dove è già in vigore, ha dato risultati soddisfacenti”.

    Sara Marci

    http://www.infooggi.it/articolo/pene-piu-s…-chimica/19578/

  • «Addolorati e solidali con le vittime»,i somaschi dopo la bufera su don Vito

    «Addolorati e solidali con le vittime»,i somaschi dopo la bufera su don Vito

     Genova – Dopo la bufera che ha investito il collegio degli Emiliani di Nervi perché l’ex segretario, padre Vito Beatrice, è stato accusato di pedofilia da un ventiseienne di Roma che sostiene di essere stato circuito dall’età di 8 anni, la Comunità ha diramato una nota in cui chiarisce la sua posizione e il suo sentire. La pubblichiamo integralmente di seguito.

    La comunità dei Padri Somaschi del Collegio Emiliani di Genova Nervi, venuta a conoscenza dell’accusa di pedofilia nei confronti del padre Vito Beatrice, relativa a gravi fatti che sarebbero avvenuti all’inizio degli anni Novanta, profondamente colpita e addolorata, esprime innanzitutto piena solidarietà al giovane e alla sua famiglia. Il presunto reato di cui è accusato il religioso, impiegato per anni nella segreteria scolastica del Collegio Emiliani e animatore culturale, è certamente da deplorare perché intacca i fondamenti del nostro progetto educativo che ha il suo fulcro nell’attenzione ai piccoli e agli ultimi, mortificando la nostra vocazione di “padri degli orfani” che si meritò il nostro santo fondatore, Girolamo Emiliani. Si intende offrire alla magistratura la massima collaborazione affinché si giunga al più presto ad appurare la verità dei fatti. Relativamente alla tempesta mediatica che si è abbattuta in questi giorni e che ha coinvolto la nostra comunità ci teniamo a sottolineare la netta distinzione fra i gravi fatti che potrebbero essere accaduti nei quali è coinvolto un uomo prima ancora che un religioso e ciò che l’istituzione scolastica del Collegio Emiliani ha rappresentato e rappresenta tuttora per le centinaia di famiglie che vi iscrivono i loro figli. Nonostante l’accaduto, oggi più che mai, ci teniamo a ribadire in maniera ancor più forte e sentita che il nostro progetto educativo, quello che ci è stato tramandato dalla Congregazione dei Padri Somaschi, rimane per noi un punto fermo e irrinunciabile: esso si concretizza oggi attraverso l’attuazione di diverse attività che hanno come obiettivo ultimo la crescita umana dei nostri studenti e l’attenzione costante su tanti aspetti della loro vita. Oggi, come già da qualche anno a questa parte, una esperta psicologa incontra periodicamente i nostri ragazzi e se necessario le famiglie per ascoltare i loro problemi e aiutare a superarli, collaborando con il corpo docente, laico e religioso, e con la Direzione del Collegio. Presso il nostro Istituto sono inoltre attivati progetti per i ragazzi con disturbi dell’apprendimento e neurolinguistici e si avviano i ragazzi alla solidarietà e al volontariato. Professori laici altamente qualificati e formati, oltre a trasmettere la loro cultura, si impegnano attivamente nell’ascolto e nel dialogo con gli studenti, prestando il loro servizio professionale anche in orari extra-scolastici, quando è necessario. Questo è e sarà l’Emiliani! Noi, comunità somasca dell’Emiliani, affronteremo uniti la prova con serenità e fiducia, certi che l’opinione pubblica comprenderà, al di là delle conclusioni della giustizia sul caso Beatrice, che i valori fondanti della nostra istituzione continueranno a splendere nonostante le difficoltà che in questo momento stiamo incontrando. Nonostante l’amarezza che facilmente si potrà leggere tra queste righe, ci sentiamo di ringraziare le tante persone che in questi giorni ci hanno manifestato con attenzione e sensibilità la propria stima, fiducia e comprensione per vicende umane che, direttamente o indirettamente, colpiscono nel profondo dell’animo chiunque si trovi a viverle.

    http://www.ilsecoloxix.it/Facet/print/Uuid/4d414e7a-f779-11e0-83ee-416e6479e662/Addolorati_e_solidali_con_le_vittime_i_somaschi_dopo_la_bufera_su_don_Vito_somasco_pedofilo.xml

  • Caccia al monaco pedofilo nascosto in Italia, Mandato di cattura per padre Laurence Soper, benedettino rifugiato a Roma

    Caccia al monaco pedofilo nascosto in Italia, Mandato di cattura per padre Laurence Soper, benedettino rifugiato a Roma

    Una caccia all’uomo internazionale sta cercando di rintracciare un prete pedofilo che è stato visto per l’ultima volta in Italia e che potrebbe ancora essere nascosto nel nostro paese. Si tratta di padre Laurence Soper, un monaco benedettino, ex-abate di Ealing Abbey, un monastero cattolico di Londra, presso la cui scuola privata, St. Benedict, egli insegnò per molto tempo. L’anno scorso un’inchiesta del Times ha fatto venire alla luce una lunga serie di accuse di abusi sessuali da parte sua nei confronti di alunni di quell’istituto scolastico religioso, portando all’apertura di un’inchiesta della magistratura britannica che secondo le ultime indiscrezioni avrebbe emesso in questi giorni un mandato di cattura contro padre Soper. Il monaco, tuttavia, non si trova più in Inghilterra, avendo lasciato l’insegnamento ed essendosi trasferito nel 2000 in Italia, dove fino allo scorso anno era il tesoriere della Confederazione Internazionale Benedettina. Viveva a Roma, presso il Collegio Sant’Anselmo, il cui priore, frate Elias Lorenzo, ha dichiarato al Times che padre Soper se ne andò nel marzo scorso dicendo che intendeva tornare a Londra, senza lasciare un indirizzo. Il monaco, che attualmente ha 81 anni, da allora risulta irreperibile. Investigatori di Scotland Yard si recheranno probabilmente in Italia la prossima settimana per cercarlo e per chiederne l’estradizione alle nostre autorità. Se si è rifugiato all’interno dello stato del Vaticano, osserva il quotidiano londinese, potrebbe essere difficile ottenerla, perchè la Santa Sede non ha un accordo di estradizione con la Gran Bretagna.

    http://franceschini.blogautore.repubblica…./chi-lha-visto/

  • Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Roma – Violentato per anni dal frate francescano al quale l’avevano affidato i genitori, ha deciso, dopo 20 anni, di liberarsi della vergogna e di rivelare il suo segreto alla polizia. Ora è un ragazzo, un operaio di 28 anni originario della provincia di Frosinone, che ha deciso di denunciare padre V.B., frate francescano presso la chiesa di Sant’Alessio, nella zona dell’Aventino a Roma e ora trasferito in Liguria. All’epoca era un bambino, aveva appena otto anni nel 1991.

    Era un amico di famiglia, padre V.B., tanto che spesso d’estate i genitori del bambino lo mandavano a trascorrere le vacanze al collegio degli Emiliani di Genova, dove il prete ha insegnato in questi anni. La storia è raccontata dal freepress Leggo.

    Le violenze sarebbero avvenute nel convento romano, dove spesso il bambino rimaneva ospite la notte. Una storia andata avanti per anni. Per altri motivi, poi, il frate è stato trasferito dai suoi superiori in Liguria, in una località ancora non nota. Una storia che il ragazzo ha deciso di rivelare alla polizia perché sia fatta giustizia. Lo ha fatto l’anno scorso, dopo che, vittima anche della vergogna e dell’umiliazione, aveva tentato di suicidarsi gettandosi in un fiume a Frosinone.

    Al momento gli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Santucci, stanno effettuando delle audizioni e a breve potrebbero disporre una perizia. Stando a quanto riporta Angela Camuso, per l’edizione di Roma di Leggo, un mese fa a casa del sacerdote era stato trovato anche del materiale pedopornografico. Don V., una volta scoppiato lo scandalo, è stato trasferito in un convento dal suo superiore.

    Nella denuncia, che gli inquirenti definiscono molto circostanziata, il giovane afferma di essere stato violentato in più di una circostanza. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno ascoltato i genitori della presunta vittima. I due, assistiti dal noto avvocato Carlo Taormina, avrebbero riferito di non aver mai sospettato nulla di quanto denunciato dal figlio e di aver affidato il bambino al frate per dei soggiorni a Roma in totale fiducia.

    www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/10…_denuncia.shtml

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Un ragazzo romano confessa che quando aveva 8 anni un sacerdote l’ha violentato. Il religioso, poi trasferito al collegio di Nervi è stato infine indirizzato un anno e mezzo fa ad un convento di Torino. La denuncia dopo che la vittima, oggi 28enne, ha tentato il suicidio
    di BRUNO PERSANO

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Fino ad un anno e mezzo fa era il segretario del collegio Emiliani a Nervi. Dopo la denuncia di un ragazzo di Roma che lo accusa di averlo violentato, padre V. B. è stato trasferito dal priore in un convento a Torino.

    Bruno aveva otto anni quando fu abusato la prima volta. Allora il sacerdote celebrava messa nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, nel cuore di Roma. I genitori del piccolo conoscevano bene il religioso e di lui avevano piena fiducia. Il loro piccolo mai gli aveva confidato quello che accadeva nella casa del sacerdote. Lasciavano che il loro figlio frequentasse la parrocchia all’Aventino; anzi: quando la congregazione spostò il confratello al collegio degli Emiliani a Genova, furono proprio i genitori a mandare il bambino a Nervi perchè trascorresse “dall’amico sacerdote” le vacanze scolastiche.

    Vent’anni ha tenuto nascosto in cuore quei brutti momenti vissuti con il sacerdote; poi un giorno, quando di anni ne aveva già 28, Bruno si lanciato in un fiume dalla finestra di una discoteca a Frosinone. La fidanzata l’ha trovato che annaspava nell’acqua gelida, quasi assiderato. La verità è emersa tutta, drammatica e violenta. C’è pure una registrazione telefonica del priore superiore che ammette di aver raccolto la confessione del religioso.

    Ora anche la famiglia del ragazzo ha capito chi era veramente quel sacerdote e non ha avuto remore a denunciare alla magistratura gli abusi sul figlio. Li difende l’avvocato Carlo Taromina e sono deteminati ad ottenere giustizia. Hanno
    le prove di ciò che hanno sottoscritto: c’è la confesione del figlio e quella registrazione del priore. E poi in casa del sacerdotre i carabinieri hanno trovato parecchio materiale pedopornografico.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/1…ofilo-23115918/

  • “Il Papa ci deve ascoltare” Un gruppo di vittime dei preti pedofili chiede udienza a Benedetto XVI

    “Il Papa ci deve ascoltare” Un gruppo di vittime dei preti pedofili chiede udienza a Benedetto XVI

    ‘Le scriviamo questa lettera nella speranza che Ella possa accogliere la nostra richiesta di Udienza’. Inizia cosi’ la lettera aperta che un gruppo di associazioni di vittime dei preti pedofili indirizza al Papa chiedendo di essere ricevute in udienza martedi’ 11 ottobre.

    I CANALI UFFICIALI – ‘Abbiamo tentato ogni canale ufficiale possibile per poterLa incontrare, ricevendo solo risposte elusive e pretestuose – si legge nel testo -. Purtroppo dobbiamo constatare quanto le vittime di pedocriminali sacerdoti e le Associazioni che cercano di difenderne i diritti siano sempre trattate con sufficienza, come appestate. Non e’ nostra volonta’ combattere la Chiesa e non vogliamo polemizzare inutilmente. Chiediamo di essere ascoltati e trattati con rispetto. Non solo a parole, ma nei fatti. A differenza di tante altre Associazioni vogliamo cercare il dialogo e una linea condivisibile per combattere il male fatto e che ancora avviene negli ambienti clericali. Vogliamo essere ascoltati’.

    IL BAMBINO – Quando Lei volge lo sguardo alle vittime, anche distrattamente – prosegue la lettera – deve saper vedere in noi quel bambino che Gesu’ stesso teneva sulle proprie ginocchia, con immenso amore, mentre istruiva i suoi discepoli sul valore vero della vita e la sacralita’ della stessa. Perche’ i suoi collaboratori ci trattano con sufficienza, quasi con disprezzo? Perche’ non possiamo parlarLe a viso aperto per poterLe esprimere il nostro dolore a anche la nostra frustrazione per le troppe parole e i pochi fatti? In piu’ di un occasione Ella ha avuto parole di forte condanna per questi gravissimi crimini commessi per decenni da fedeli, sacerdoti e persino Vescovi della Chiesa Cattolica. Noi siamo le loro vittime, noi siamo quella ferita che sta ancora sanguinando.

    I PEDOCRIMINALI – Durante i suoi numerosi viaggi ha avuto occasione di incontrare alcune delle migliaia di vittime dei pedocriminali sacerdoti in tutto il mondo. Vite mutilate, svuotate e distrutte proprio da quanti avrebbero dovuto testimoniare l’Amore di Dio. Ella non ha mai ricevuto vittime italiane. Pertanto le chiediamo di accogliere questa nostra richiesta e di dare un segnale chiaro e inconfutabile alla Chiesa Italiana che spesso, troppo spesso offende ancora le vittime con gravi silenzi e orrende omissioni’.

    L’INIZIATIVA – La lettera ricorda poi l’iniziativa di Francesco Zanardi, che guida l’associazione l’Abuso e che il 22 settembre e’ partito da Savona a piedi diretto a Roma per quello che ha definito un ‘Pellegrinaggio per la Verita”. L’iniziativa e’ sostenuta dalle associazioni firmatarie della lettera aperta al Papa – L’Abuso, Associazione ‘Piccolo Alan’, Comunita’ ‘Il rifugio di Alan’, Fondazione ‘Protege a tus Hijos’ Messico. Zanardi arrivera’ a Roma lunedi’. Le vittime chiedono di essere ricevute martedi’. ‘Le chiediamo Udienza – termina la lettera – nella speranza di trovare ascolto, per capire il vero senso delle Sue parole quando esprime ‘tristezza e vergogna’ e ‘vicinanza alle vittime”.
    (ANSA).

    http://www.giornalettismo.com/archives/155…deve-ascoltare/