Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Roma

  • Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo

    Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo

    TERAMO – Un missionario indiano è stato arrestato per pedofilia. Lo scandalo dei “preti-pedofili”, che ultimamente sta investendo la Chiesa nel mondo, ha toccato anche Teramo. Un sacerdote di 39 anni, lunedì sera è finito in manette per presunti abusi su una bambina di 10 anni.

    Le molestie, secondo una prima ricostruzione, si sarebbero verificate nel periodo di Natale, nella frazione Magnanella, dove il prete era vice parroco fino a pochi mesi fa, prima di essere trasferito a Roma. Alle indagini ha collaborato la Curia di Teramo, dopo che a denunciare la violenza erano stati gli stessi genitori della bambina ai quali la figlia aveva raccontato tutto.

    L’orribile episodio si sarebbe verificato nell’abitazione della piccola. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria dopo l’ordine del Gip. Il missionario proprio oggi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata.

    Intanto dal Vaticano arriva un vademecum, pubblicato sul sito web della Santa Sede, su come comportarsi nei casi di abusi: “Si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità”.

    Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo
    Lunedì 12 Aprile 2010 20:30

    Teramo. Missionario indiano arrestato per pedofilia. La bufera sui cosiddetti preti-pedofili, che in questi giorni tiene banco a livello mondiale, si abbatte anche su Teramo. Un prete indiano di 39anni, che fino a qualche mese fa è stato vice-parroco nelle frazione di Magnanella di Teramo, questa sera è finito in manette per una presunta storia di molestie e violenze sessuali ai danni di una bimba di 10 anni.

    La vicenda, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe verificata nel periodo natalizio, nella frazione Magnanella, dove il prete di 39 anni avrebbe molestato una ragazzina di 10 anni. L’episodio si sarebbe verificato nell’abitazione della piccola. A denunciarlo sono stati i genitori della bambina, che si sarebbero accorti degli strani comportamenti della figlia, che poi avrebbe avuto il coraggio di condifarsi. Il protagonista delle attenzioni sessuali, già nei mesi scorsi, era stato allontanato dalla curia dalla parrocchia di San Michele Arcangelo (a testimonianza della collaborazione data dalla curia agli inquirenti), e trasferito in un convitto a Roma. Questa sera il missionario, però, è stato arrestato su disposizione del Gip del tribunale di Teramo. Ogg il religiosoi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata. Il sacerdote, pur dipendendo dal vescovo di Teramo per l’attività parrocchiale, fa capo al superiore del suo ordine religioso. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava dopo la denuncia dei genitori della piccola.

    http://www.cityrumors.it/2010041214958/ter…o-a-teramo.html

  • Pedofilia: Francesco Zanardi, attacco “frontale” contro la Diocesi: “Ecco la mia verità”

    Pedofilia: Francesco Zanardi, attacco “frontale” contro la Diocesi: “Ecco la mia verità”

    Savona. Come una diga che non riusciva più a sopportare il peso dell’acqua sulle sue pareti e si è spezzata, oggi, Francesco Zanardi ha scelto di smettere di stare in silenzio e ha voluto raccontare tutta la sua verità sugli abusi subiti da un sacerdote della Diocesi Savonese. Francesco è stanco di sopportare da solo il peso di certi segreti ed è stufo che le sue denunce siano inascoltate.

    Per questo, stamattina, ha deciso di aprirsi e raccontare la sua triste e dolorosa esperienza con la Diocesi savonese. Vuole che si sappia, Francesco, che lui aveva denunciato certe situazioni da anni ma che nessuno nella Chiesa ha mai fatto niente. Il suo è un attacco frontale, diretto, preciso, contro la Diocesi di Savona e contro i Vescovi che si sono alternati alla sua guida: Lanfranconi, Calcagno e, infine, Lupi.

    Zanardi non ha paura di fare nomi, fa quello del sacerdote che avrebbe abusato di lui, quando aveva 16 anni, e fa quelli delle persone che sapevano di quelle violenze ma non hanno fatto nulla. L’omosessuale savonese è un fiume in piena: ricostruisce in dettaglio le tappe della sua personale “Odissea” fatta di segnalazioni, denunce e ricatti.

    Già, ricatti, perché sarebbe così che la Diocesi lo teneva “buono”: “Lavorando per e vivendo in una casa di proprietà della Diocesi mi sono trovato abbastanza in difficoltà in questi anni a gestire la denuncia che avevo fatto contro un sacerdote. Dopo aver ripetutamente segnalato l’episodio, già molti anni fa, però nel 2008 mi sono deciso: visto che non succedeva niente ho denunciato alle autorità pubbliche queste cose” spiega Zanardi.

    “Calcagno mi ha fatto parecchie pressioni: avendomi ‘in mano’ dal lato lavorativo e da quello abitativo non gli è stato difficile. Ci sono altri giovani usciti dalle comunità della Diocesi che vivono la mia stessa situazione: hanno subito abusi ma sono tenuti ‘in pugno’ dalle autorità ecclesiastiche o perché lavorano o lavoravano, visto che il licenziamento è stato usato come arma per punire chi denunciava, per loro o perché vivono in appartamenti di loro proprietà” aggiunge Zanardi.

    Francesco non sarebbe quindi l’unico ad aver subito, negli anni, abusi da parte di un sacerdote. Violenze che hanno segnato profondamente l’esistenza di Zanardi che, in seguito a questi episodi, è anche caduto nella dipendenza da droga e ha avuto problemi ad affrontare con serenità la propria sessualità. Sul perché sia voluto uscire allo scoperto adesso e così “platealmente” il savonese spiega che si è visto costretto a farlo dato che le sue denunce, dopo anni, erano rimaste inascoltate.

    “Ho dato un ultimatum a Monsignor Lupi circa un anno fa perché io non mi voglio rendere complice degli orrori che io stesso ho subito quando ero ragazzino. Io pensavo che il Vescovo prendesse queste cose con molta più serietà ma invece i fatti parlano chiaro. Questo prete si è dimesso e dalla Diocesi non esce nessun tipo di dichiarazione” osserva Zanardi che ripete: “Ho sempre denunciato tutto a Lupi, ancora prima che arrivasse a Savona e nell’ultima lettera gli ho chiesto chiaramente o denuncia lei o lo faccio io. Il risultato è stato che dai carabinieri sono andato io nel 2008″ spiega Francesco.

    Zanardi sostiene insomma che la Diocesi sapeva ma non ha mai voluto prendere provvedimenti, anzi avrebbe affidato la gestione di una comunità per minori al sacerdote accusato di pedofilia. La Curia avrebbe cercato poi di “comperare” il silenzio dei giovani che avevano subito abusi dandogli lavoro e case, proprio come è successo a lui che ha lavorato fino al 2008 per la Diocesi.

    Poi l’espisodio che lo allontana: la Curia denuncia di aver trovato del materiale pornografico nei server della Diocesi che lui amministrava. Da quel momento Zanardi non ha più lavorato per la chiesa ma ha continuato a vivere nella casa di loro proprietà.

    “Io non invento nulla, a supporto di quello che ho raccontato ho delle registrazioni che confermano che Monsignor Calcagno sapeva, che praticamente tutto il prelato della Diocesi di Savona sapeva. Audio in cui il sacerdote ammette gli abusi..Tutti sapevano della situazione di Don Nello Giraudo. Ovviamente c’è sempre stata molta omertà dietro questi casi” dice Zanardi che poi lancia un appello: “Per questa ragione io voglio fare col cuore un invito a tutti coloro che conoscono o che più che altro hanno subito sevizie dal sacerdote in questione di non aver paura e di andarlo a denunciare alla magistratura. Non saranno costrette ad uscire pubblicamente come ho fatto io, la cosa potrà restare segreta, ma vi prego fatelo perchè è un atto di umanità”.

    Francesco Zanardi appare “provato” dopo aver raccontato tutta la sua storia. Adesso attende riscontri da Roma: “Mi aspetto qualcosa di coerente dalla Santa Sede. Oggi partirà una lettera scritta da me di denuncia di tutto ciò che sta accadendo nella Diocesi di Savona. Mi aspetto che il Santo Padre, che dice di voler combattere questo cancro della chiesa, dia un supporto alle vittime della pedofilia e che spinga i Vescovi che sanno a denunciare, ad andare dal magistrato a dire come stanno le cose”.

    Francesco ha raccontato davvero tutta la sua verità, senza timori, senza segreti, ora spetterà alla Diocesi raccontare la sua.

    http://www.ivg.it/2010/04/pedofilia-francesco-zanardi-attacco-frontale-contro-la-diocesi-ecco-tutta-la-mia-verita/

  • L’Economist: “il Vaticano grida troppo al complotto”

    L’Economist: “il Vaticano grida troppo al complotto”

    “La propensione al complotto non è di alcun aiuto per l’immagine del Vaticano”. L’ha scritto oggi l’Economist (1), che non ha risparmiato critiche anche all’Italia: “la ricerca di secondi fini da parte del Vaticano è in sintonia con la cultura politica italiana, con il suo amore per la dietrologia. Così come c’è la tendenza degli accusati, negli scandali, ad assumere il ruolo di vittima (il primo ministro Silvio Berlusconi ha usato con successo entrambe le tattiche). Nonostante le origini tedesche dell’attuale papa, molte caratteristiche del Vaticano riflettono ancora il paese in cui ha la sede”. Secondo il quotidiano inglese, l’irrituale intervento del card. Sodano prima della messa pasquale ha ricordato a tutti che il Vaticano “non è uno stato democratico o una società multinazionale, ma una sorta di monarchia assoluta”.

    Non accenna comunque a diminuire il flusso di segnalazioni di nuovi e vecchi abusi compiuti da sacerdoti. Il Fatto Quotidiano (2) ha dedicato oggi un articolo di Giorgio Mazzola alla vicenda di don Ilario Rolle, prete anti-pedofili condannato per pedofilia. Dal Brasile arriva invece la notizia dell’arresto di un sacerdote tedesco, Benedikt Lennartz, che sul web si fingeva un quattordicenne per adescare minorenni. Anche il vicario di Roma, il cardinale Agostino Vallini, è finito in mezzo alle polemiche: è stato accusato sul Messaggero da una delle presunte vittime di don Marco Agostini di non aver denunciato l’ex parroco di Pomezia (Roma), che fu invece trasferito ad Assisi, dove poté entrare in contatto con altri giovani. Vallini, come riporta il sito dell’Agenzia SIR (3), ha rivendicato il proprio rigore, pur non smentendo i fatti contestati.

    (1) http://www.economist.com/world/internation…e=hptextfeature
    (2) http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamwar…8&title=2468188
    (3) http://www.agensir.it/pls/sir/V2_S2DOC_B.q…qefjk&quantita=

    http://www.uaar.it/news/2010/04/08/economist-il-vaticano-grida-troppo-al-complotto/

  • Savona: mail di Nicolick sulla Diocesi savonese

    Savona: mail di Nicolick sulla Diocesi savonese

    Riceviamo e pubblichiamo una e-mail di Roberto Nicolick, riguardante alcuni temi di stringente attualità:

    “Cosa accade nella Diocesi di Savona? Da settimane si stanno rincorrendo voci, sussurri o come dice un eminente prelato Vaticano, chiacchiericci, che segnalano vittime di presunti abusi in Provincia di Savona da parte di un sacerdote. Pare che la Magistratura, alacremente, stia indagando, da tempo, su queste voci, corroborate da denunce che sarebbero state ritenute credibili dalla Procura di Savona che ha gia convocato alcune persone informate dei fatti, vittime degli abusi , testimoni e anche il presunto responsabile.
    La domanda che ci poniamo, noi tutti credenti in Santa Romana Chiesa, e questa , esiste un fondamento di verita in tutto questo? oppure si tratta di voci assolutamente prive di fondamento.

    E se gli abusi, che sarebbero avvenuti da parte di un notissimo sacerdote, sono realmente avvenuti, perche i Vertici Ecclesiastici non sono intervenuti, in tempo utile, sul responsabile per impedire il reiterare di questi odiosi ed infami reati sui giovani?.Nel frattempo le presunte vittime degli abusi, vengono ascoltati dai magistrati e vanno a talk show televisivi dove vengono intervistati e raccontano cio che e successo.

    Domani mattina saranno intervistati a Uno Mattina in diretta, inoltre una notissima emittente araba, Al Jagiazira ha chiesto una intervista ad una delle vittime, la stessa richiesta sarebbe partita da Gad Lerner, conduttore de l-infedele e da Michele Santoro su Anno Zero, e la Diocesi di Savona e Noli non rilascia dichiarazioni sugli avvenimenti. I fedeli, che sono generalmente persone intelligenti, si cominciano a chiedere cosa ci sia di vero in tutto questo polverone mediatico, forse a questo punto sarebbe interessante un pronunciamento preciso e chiarificatore da parte delle Autorità Ecclesiastiche”.

    Roberto Nicolick

    Sabato 10 Aprile 2010 ore 09:55

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73681

     

  • Pedofilia: il Vaticano si sente accerchiato, il Governo italiano lo soccorre

    Pedofilia: il Vaticano si sente accerchiato, il Governo italiano lo soccorre

    Un comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri
    Il governo: «Inqualificabile campagna diffamatoria contro il Papa e la Chiesa»
    Benedetto XVI oggi compie 83 anni. Nessuna celebrazione sino a lunedì, quinto anniversario del pontificato
    Un comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri

    Il governo: «Inqualificabile campagna diffamatoria contro il Papa e la Chiesa»

    Benedetto XVI oggi compie 83 anni. Nessuna celebrazione sino a lunedì, quinto anniversario del pontificato

    Benedetto XVI (Ansa)
    ROMA – Nel giorno del suo 83mo compleanno, Benedetto XVI ottiene un sostegno pieno e inequivocabile da parte dell’Italia. Il Consiglio dei ministri in un comunicato ha «confermato la solidarietà del governo per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa». Il comunicato spiega che il Consiglio ha anche rivolto «un caloroso augurio di buon compleanno al pontefice».

    AUGURI – Joseph Ratzinger ha ricevuto auguri da tutto il mondo, tra questi anche quelli del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, ha espresso al Papa «i più fervidi voti augurali con profonda considerazione per il suo alto magistero», rende noto un comunicato del Quirinale. In Vaticano non è previsto nessun festeggiamento particolare, in quanto lunedì prossimo ci saranno le celebrazioni per il quinto anniversario di pontificato, giorno festivo in Vaticano. Sabato pomeriggio Benedetto XVI partirà per la visita a Malta di due giorni. Al suo rientro, lunedì, un pranzo in suo onore gli verrà offerto nella sala Ducale dei Palazzi Vaticani dai cardinali.

    http://www.corriere.it/politica/10_aprile_16/governo-sostegno-papa_faa4c06e-4957-11df-af35-00144f02aabe.shtml

    Il commento di rammarico alle Istituzioni di Francesco Zanardi, vittima, fondatore e Presidente dell’unica  realtà associativa italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, esprime disgusto.

    Al di la di essere vittima che come troppe non ha ricevuto giustizia e tutela dallo Stato, pur comprendendo malgrado le gravissime circostanze che per l’entità dovrebbe quanto meno avviare accertamenti, in Italia mai neppure calendarizzati, rispettosi della doverosa diplomazia tra stati, il fatto che il Governo, oltre a schierassi incostituzionalmente e in sfregio dei cittadini; della Costituzione e delle responsabilità imposte dalla stessa a chi riveste un ruolo nello Stato e nelle cariche istituzionali di rappresentante della Repubblica, ma che agisce tradendola in favore di uno stato estero criminale, i cui membri più volte in tutto il modo hanno subito condanne, la cui impunità è stata privilegio non degli attori ma di chi ha ha coperto il carnefice, trasformato anche lui in vittima della chiesa che rappresenta. Il fatto che al di la dei motivi pur diplomatici il Governo nell’occasione storica quanto unica in quanto l’unica ancora oggi, dopo 11 anni, nei quali non ha pronunciato  ancora una sola frase in favore dei cittadini vittime.

     

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2025/02/preti-pedofili-e-adulti-complici-il-corto-di-cammuso-illumina-la-sala-farina-gesti-orrendi-camuffati-da-abito-religioso.webpwp-content/uploads/2025/02/dettagli-abusi-su-minori-in-nome-di-dio-da-piu-di-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-la-comunita-che-plagiava-le-giovani-il-video.webpwp-content/uploads/2025/02/caso-vitale-processo-rinviato-a-dicembre-messere-a-telemolise-fatti-gravissimi-perche-commessi-da-chi-ha-una-funzione-educativa.webpwp-content/uploads/2025/02/chi-lha-visto-affronta-il-prete-che-ha-abusato-di-lui-la-risposta-preghiamo-insieme-un-caso-denunciato-dalla-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2024/09/il-primo-film-sui-preti-pedofili-girato-a-savona-e-verona-sara-al-bari-international-film-festival-domenica-6-aprile.webpwp-content/uploads/2025/02/conclave-2013-petizione-contro-il-cardinale-domenico-calcagno-non-denuncio-prete-pedofilo-non-e-degno-del-conclave-il-secolo-xix-ratzinger-sapeva-video.webp2010/04/02/pedofilia-forno-non-ho-mai-voluto-criminalizzare-chiesa/

  • LO SCANDALO PEDOFILIA

    LO SCANDALO PEDOFILIA

    10/4/2010 (7:54) – LO SCANDALO PEDOFILIA
    Nei palazzi vaticani l’incubo della talpa

    GIACOMO GALEAZZI
    CITTA’ DEL VATICANO
    L’incubo nei Sacri Palazzi si è materializzato ieri mattina sotto le spoglie miti e ben conosciute Oltretevere di Victor Simpson, capo della redazione romana dell’agenzia americana «Associated Press». Un foglio in mano e una sola richiesta al portavoce vaticano padre Federico Lombardi e cioè se sia di Joseph Ratzinger la firma apposta alla lettera che entro poche ore dilagherà sui mass media mondiali. Ricevuta risposta affermativa ma nessun commento ufficiale, il peggiore dei timori della Santa Sede si è realizzato e con esso l’amara impressione che tra gli ecclesiastici rimossi da Ratzinger qualcuno abbia deciso di fargliela pagare passando le carte ai mass media. Da lì inizia una frenetica corsa contro il tempo per neutralizzare l’effetto devastante della rivelazione. «Con accanimento continuano i tentativi di coinvolgere Joseph Ratzinger nello scandalo della pedofilia», reagiscono in Curia. E assicurano che l’allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede consigliò prudenza (in tutti i sensi, non tanto verso il sacerdote quanto per i bambini) al vescovo di Oakland, monsignor John Cummins, che prospettava la necessità che un sacerdote sospettato di essere pedofilo venisse ridotto allo stato laicale. Nella missiva del 1985, Ratzinger consigliava «di avere la massima cura paterna» non tanto per il prete «quanto per le vittime e per i bambini che mai più avrebbe dovuto poter avvicinare». Il cardinale Ratzinger definiva gli argomenti a favore della riduzione del sacerdote allo stato laicale di «grande significato», ma suggeriva prudenza al vescovo sottolineando di considerare «il bene della Chiesa universale» e il «danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare vista la giovane età» del religioso, poi ridotto allo stato laicale nel 1987, cioè solo due anni dopo la lettera. Quella invocata dal futuro Pontefice risulta dunque, secondo la Santa Sede, «nulla più che un normale invito alla prudenza per vedere chiaro nelle cose prospettate dalla diocesi».

    Fermo restando che il sacerdote non veniva riammesso al lavoro pastorale, tema che comunque non era all’epoca di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che divenne competente su questi casi nel 2001. I tempi intercorsi si spiegano con la lentezza delle comunicazioni in quell’epoca. E non va confusa la rimozione di un sacerdote dall’incarico (all’epoca di competenza del vescovo locale) con la riduzione allo stato laicale che deve essere autorizzata dalla Santa Sede. Il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi «non crede necessario rispondere a ogni singolo documento preso fuori dal contesto a proposito di singole situazioni legali» ma afferma che «non è strano che ci siano singoli documenti che hanno la firma del cardinale Ratzinger». Ma la lettera di Ratzinger non è l’unico caso a rimbalzare da oltre oceano ed è l’intero impianto difensivo della Santa Sede a vacillare sotto colpi tremendi. Il «New York Times» svela che il prelato che negli Anni Novanta istruì e avviò il processo canonico contro il prete accusato di aver molestato sessualmente 200 bambini sordomuti in Wisconsin, ha ammesso che gli fu ordinato di fermare il processo nel 1998, dopo una richiesta del Vaticano. E dal Canada il quotidiano «The globe and mail» lancia nuove accuse, riportando che la Santa Sede coprì padre Bernard Prince (incriminato per aver compiuto abusi sessuali tra il 1964 e il 1983) e che divenne, durante la sua permanenza a Roma, amico di papa Wojtyla. Ma non poi di Ratzinger che l’anno scorso decise la riduzione allo stato laicale di Prince, arrestato nel frattempo. A mettere sul banco degli imputati la Santa Sede, in questo caso, è una lettera scritta da monsignor Joseph Windle, vescovo di Pemroke, la diocesi di Prince. Nella missiva, inviata nel febbraio 1993 al nunzio apostolico in Canada, Carlo Curis, si fanno chiari riferimenti alla necessità di insabbiare la storia perché lo scoppio dello scandalo avrebbe potuto «avere conseguenze disastrose non solo per la Chiesa canadese ma anche per tutta la Santa Sede».

    Dall’Europa, intanto, la Chiesa scende in campo con una serie di iniziative sulla linea della «tolleranza zero» varata dalla Santa Sede: in Germania il vescovo di Erfurt ha annunciato di aver denunciato alla magistratura ordinaria un sacerdote che aveva ammesso abusi. E anche il clero italiano prepara il contrattacco: il vescovo di Bolzano segnalerà alla magistratura una serie di casi in attesa di vedere se tra questi ce ne sia qualcuno non caduto in prescrizione e quindi da perseguire. «Ora tutta la Chiesa deve stringersi attorno al Papa, altrimenti saremo tutti travolti».

  • Pedofilia: un avvocato pensa ad un’azione civile contro la Curia di Albano

    Pedofilia: un avvocato pensa ad un’azione civile contro la Curia di Albano

    Il legale delle presunte vittime vorrebbe scongiurare la prescrizione. Il processo è infatti cominciato 5 anni fa e due dei tre accusati sono già scomparsi

    Il vicariato smentisce il comportamento lassista nei confronti di Don Marco Agostini, morto suicida dopo essere stato sospeso “a divinis”, trasferito ad Assisi e arrestato

    Ilaria Proietti

    Pedofilia: un avvocato pensa ad un’azione civile contro la Curia di Albano

    (Albano Laziale – Cronaca) – Pedofilia e violenze sessuali continuate e aggravate: questa l’accusa per cui Don Marco Agostini, ex parroco di Pomezia, fu arrestato il 5 aprile del 2006 ad Assisi, dove era stato trasferito nel 2002. Ora, a diversi anni di distanza, la vicenda torna a galla per mano del legale delle sue presunte vittime, Alberto Romano, in quanto un mese fa il giudice del Tribunale di Velletri avrebbe rinunciato all’incarico rinviando l’udienza al prossimo mese di dicembre, per la nomina di un altro togato. Per timore che l’intera vicenda possa cadere nell’oblio, restando irrisolta a causa della prescrizione, sembra al momento che l’avvocato Romano stia valutando insieme ai suoi assistiti la possibilità di un’azione civile autonoma nei confronti della Curia di Albano, di cui, all’epoca dei fatti, era a capo Agostino Vallini, attuale Cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma.

    Sotto accusa il laissez-faire che la Curia di Albano avrebbe adottato, non avendo fatto nulla, secondo il legale e i suoi assistiti, per impedire gli abusi. «Fu solo trasferito in un ostello di Assisi, dove poteva vedere altri giovani – accusa una presunta vittima – ma non fu né denunciato alla polizia né interdetto dal sacerdozio». Immediata la replica del Cardinale Vallini che smentisce in toto affermando che il sacerdote in questione, non appartenente al clero diocesano, che svolgeva il ministero pastorale nella parrocchia di San Benedetto a Pomezia affidata all’Ordine degli Oblati di San Francesco di Sales, venne subito sospeso “a divinis”, ossia sospeso dai ministeri. Immediata inoltre la richiesta di trasferimento in un’altra sede, decisione che, come spiegato in una nota diffusa dal vicariato di Roma, «suscitò forti reazioni contro il Vescovo nella popolazione di Pomezia» perché il provvedimento adottato fu «ritenuto eccessivamente severo, ma Monsignor Vallini – prosegue la nota – mantenne la sua decisione. Tutto ciò testimonia il rigore espresso con immediatezza dall’autorità ecclesiastica prima ancora che fosse appurata la veridicità dei fatti».

    La smentita del vicariato è puntuale anche sui dettagli: a quanto si apprende dalla nota, Agostino Vallini non avrebbe mai sottovalutato la vicenda e, al contrario di quanto riferisce una presunta vittima, non avrebbe mai risposto ai ragazzi che gli avevano raccontato il tutto, che al momento si trattava solo di chiacchiere. Di più. Sul trasferimento del sacerdote ad Assisi, attribuito a Vallini, lo stesso smentisce di aver indicato una specifica sede in quanto quella non era una sua competenza. Ma alle famiglie, ai ragazzi e al loro legale tutto questo non basta. Vogliono che il processo sia portato fino in fondo, rifiutano l’idea della prescrizione e valutano la possibilità di un’azione nei confronti della Curia di Albano, azione giustificata dal fatto che, come ha spiegato l’avvocato Romano, il processo cominciato cinque anni fa rischia la prescrizione, soprattutto dopo la morte di due dei tre accusati: Don Marco, morto suicida nell’agosto del 2006 mentre era ai domiciliari, e l’ex parroco di San Benedetto a Pomezia, Germano Agostini, accusato di favoreggiamento. L’unico rimasto ancora in vita è Ennio Di Gianpasquale, parroco di San Benedetto Abate a Pomezia, anche quest’ultimo accusato di favoreggiamento.

    Pubblicato il: 09.04.2010

    www.castellinews.it/index.asp?id=10500&act=v&20100409

     

  • “Pedofilia-omosessualità”, scontro Bertone-gay

    “Pedofilia-omosessualità”, scontro Bertone-gay

    “Pedofilia-omosessualità”, scontro Bertone-gay Scritte oscene sulla casa natale del Papa
    Dal Cile il segretario di Stato della Santa Sede ricorre a un parallelismo che provoca subito critiche. Padre Lombardi: “Il Pontefice disposto a incontrare vittime ma lontano dai media”

    ROMA – Ieri, parlando dal Cile, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone non ha solo annunciato nuovi provvedimenti anti-abusi dei sacerdoti. Ma ha anche pronunciato una frase che ha fatto insorgere le comunità gay, sia quelle locali che quelle italiane. Un ragionamento che ha fatto scatenare le polemiche: a suo giudizio non c’è alcun collegamento tra la pedofilia e il celibato a cui sono sottoposti i preti; mentre invece questo tipo di patologie ha un legame con l’omosessualità. E intanto oggi, dalla Germania, arriva la notizia di scritte oscene sulla casa natale di Benedetto XVI, in Baviera.

    Le parole di Bertone. “Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia – ha dichiarato il segretario di Stato – e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali”. Il segretario di Stato di Benedetto XVI ha comunque ammesso che “il comportamento dei preti in questo caso, il comportamento negativo, è molto grave, è scandaloso”. Bertone, che ha visitato le zone più colpite dal terremoto dello scorso 27 febbraio in Cile, ha anche insistito nel sostenere che la Chiesa non ha mai tentato di nascondere i casi di abusi o di frenare le indagini; e ha ricordato che papa Benedetto XVI ha incontrato alcune vittime, ha chiesto perdono “in ripetute occasioni” ed è disposto a continuare a farlo.

    Le reazioni. Il Movimento cileno per le minoranze sessuali (Movikh) ha subito criticato le parole sull’omosessualità: “Bertone mente in modo palese ed inumano quando sostiene che ci sono studi che dimostrato l’esistenza di relazioni tra l’omosessualità e la pedofilia”. Qui in Italia, il leader storico di Arcigay Aurelio Mancuso ha detto che “come sempre i cardinali stravolgono la realtà, non c’è alcun legame tra omosessualità e pedofilia, questo è stato stabilito moltissimi anni fa dalle società di pischiatria e di psicologia internazionali”. Anche Franco Grillini, esponente dell’Idv e leader di Gaynet, ha definito “gravissime” le affermazioni del numero due della Santa Sede. E la deputata Pd Paola Concia ha espresso “indignazione: è davvero sconfortante che ancora oggi eminenti rappresentanti della Chiesa cattolica si lascino andare ad analisi così grossolane, proponendo tesi sbagliate, dannose”.

    Il Papa e le vittime. Oggi il Vaticano fa sapere che Benedetto XVI è disposto ad incontrare le vittime degli abusi sessuali da parte di religiosi, ma “in un clima di raccoglimento e riflessione, non sotto una pressione di carattere mediatico”. Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, illustrando il programma del viaggio del Papa a Malta, sabato e domenica prossimi.

    Le scritte oscene. Dalla Germania arriva la notizia che scritte oscene a sfondo sessuale “così offensive da non poter essere riportate” sono state trovate sui muri della casa natale di papa Benedetto XVI, nella cittadina bavarese di Marktl am Inn. Le scritte sono state fatte la notte scorsa con una bomboletta spray e sono state scoperte, secondo la polizia, da un passante alle sei di stamane. L’atto di vandalismo precede di soli tre giorni l’ottantatreesimo compleanno del Pontefice.

  • Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco.

    Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco.

    Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco. Non risulta che il prete sia un ex. Anzi, a quel che pare era in peina attività. Un modo per rendere meno grave il fatto?

    09-04-10
    PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE

    (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici.

    ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

    asp/mcc/bra

  • Members of national victims’ group ask for local bishop’s help in seeking accountability

    Members of national victims’ group ask for local bishop’s help in seeking accountability

    www.iobserve.org/rn0415a.html

    Members of national victims’ group ask for local bishop’s help in seeking accountability

    By Rebecca Drake

    SPRINGFIELD – Members of the national advocacy group SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) held an afternoon press conference today in front of the Springfield Diocese’s pastoral center on Elliot Street, here, seeking the assistance of Springfield Bishop Timothy A. McDonnell in addressing the worldwide issue of clergy abuse.

    William A. Nash, an Ashfield resident who has said he was molested by a former Xaverian priest, James Tully, in a Wisconsin seminary in the 1980s, stated that today’s event was organized in response to an April 14 Associated Press report about 30 Catholic priests who have been transferred to other countries after being accused of abusing minors.

    At the April 15 Springfield event, Nash spoke specifically about Xaverian Father Mario Pezzotti, who was featured in the AP article. After allegedly abusing a 14-year-old student, Joe Callander, at the Xaverians’ minor seminary in Holliston, Mass., in 1959, Father Pezzotti was later transferred to a remote area of Brazil where he worked with the Kyapo Indians and continued to have access to children.

    According to the AP report, Pezzotti is presently serving as a priest in Parma, Italy.

    Although neither Nash’s nor Callander’s abusers have served in the Springfield Diocese, Nash told reporters that as “part of the institute of the hierarchy of this church,” Bishop McDonnell could help to present SNAP’s concerns and requests to the Vatican.

    Nash recalled that when he publicized his own abuse story in 2008, Bishop McDonnell did write to Vatican officials on Nash’s behalf and also wrote to Nash twice, saying he was moved by his story and had “written to the appropriate authority in Rome” concerning Nash’s case. Tully was voluntarily laicized in February of 2009.

    “I want the bishop to use his special phone to call over to the Vatican,” Nash told reporters. “I want Bishop McDonnell to help us…. This is an issue that affects all of us.”

    “I’d like somebody to take this a little more seriously than they have been,” Nash said. “Nothing is being done to stop these criminals from jet-setting around the world.”

    In a written statement given to reporters, Nash stated: “Again today, I am asking for accountability from the church. I am asking the Vatican to actually do something. Priests like Mario Pezzotti have been quietly moved around the globe to unsuspecting new communities. This is a global problem in the Catholic Church. The problem has been created in Rome and needs to be changed in Rome.”

    Prior to the Thursday afternoon press event in Springfield, SNAP issued a press release stating that its members “want Catholic officials to 1) publicly identify predators like Pezzotti and Tully as ‘credibly accused’ and ousted from ministry/the priesthood; 2) set up a public, international, online registry of predator priests across the globe; and 3) house predator priests in professionally-run facilities so that the offenders can get treatment and kids can be safer.”

    Speaking to a television reporter after the press conference, Springfield Diocese spokesman Mark E. Dupont said, “Bishop McDonnell and the people in the Springfield Diocese share the concerns of Bill Nash and the SNAP members.”

    Dupont said the local church’s efforts to address the issue of clergy abuse have been successful in recent years, but that all segments of society – churches, schools, victims groups and others – “need to partner together to stop all child abuse.”

    Asked about the possibility of an online registry of credibly accused priests, Dupont said that for the last 15 years the Springfield Diocese has publicized the names of all priests who were accused of abuse and removed from priestly ministry.

    Dupont also said that the child protection guidelines established by the U.S. bishops in their 2002 Charter for the Protection of Children and Young People should be adopted by other groups and other countries.
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    Traduzione

    I membri del ‘gruppo nazionale vittime di chiedere aiuto vescovo locale nella ricerca di responsabilità

    By Rebecca Drake Con Rebecca Drake

    SPRINGFIELD – Members of the national advocacy group SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) held an afternoon press conference today in front of the Springfield Diocese’s pastoral center on Elliot Street, here, seeking the assistance of Springfield Bishop Timothy A. McDonnell in addressing the worldwide issue of clergy abuse. SPRINGFIELD – I membri del gruppo nazionale difesa SNAP (Survivors Network di tali abusi da parte di sacerdoti) ha tenuto una conferenza stampa oggi pomeriggio davanti pastorale della diocesi di Springfield il centro di Elliot Street, qui, cercando l’aiuto di Springfield vescovo Timoteo A. McDonnell nell’affrontare il problema mondiale del clero abuso.

    William A. Nash, an Ashfield resident who has said he was molested by a former Xaverian priest, James Tully, in a Wisconsin seminary in the 1980s, stated that today’s event was organized in response to an April 14 Associated Press report about 30 Catholic priests who have been transferred to other countries after being accused of abusing minors. William A. Nash, un residente Ashfield che ha detto che era molestato da un prete ex Saveriani, James Tully, in un seminario Wisconsin nel 1980, ha dichiarato che l’evento di oggi è stata organizzata in risposta a un 14 aprile Associated Press relazione circa 30 sacerdoti cattolici che sono stati trasferiti ad altri paesi dopo essere stato accusato di aver abusato di minori.

    At the April 15 Springfield event, Nash spoke specifically about Xaverian Father Mario Pezzotti, who was featured in the AP article. A Springfield 15 evento aprile, Nash ha parlato specificamente saveriano padre Mario Pezzotti, che è stato descritto in questo articolo AP. After allegedly abusing a 14-year-old student, Joe Callander, at the Xaverians’ minor seminary in Holliston, Mass., in 1959, Father Pezzotti was later transferred to a remote area of Brazil where he worked with the Kyapo Indians and continued to have access to children. Dopo il presunto abuso di anni, studente di 14, Joe Callander, a ‘Saveriani il seminario minore di Holliston, nel Massachusetts, nel 1959, Padre Pezzotti è stato successivamente trasferito in una remota zona del Brasile dove ha lavorato con gli indiani Kyapo e ha continuato a hanno accesso ai bambini.

    According to the AP report, Pezzotti is presently serving as a priest in Parma, Italy. Secondo il rapporto AP, Pezzotti è attualmente funge da sacerdote a Parma, Italia.

    Although neither Nash’s nor Callander’s abusers have served in the Springfield Diocese, Nash told reporters that as “part of the institute of the hierarchy of this church,” Bishop McDonnell could help to present SNAP’s concerns and requests to the Vatican. Sebbene né Nash né Callander di tossicodipendenti hanno prestato servizio nella diocesi di Springfield, Nash ha detto ai giornalisti che, come “parte dell’istituto della gerarchia di questa chiesa”, il Vescovo McDonnell potrebbe contribuire a presentare SNAP le preoccupazioni e le richieste al Vaticano.

    Nash recalled that when he publicized his own abuse story in 2008, Bishop McDonnell did write to Vatican officials on Nash’s behalf and also wrote to Nash twice, saying he was moved by his story and had “written to the appropriate authority in Rome” concerning Nash’s case. Tully was voluntarily laicized in February of 2009. Nash ha ricordato che quando ha pubblicizzato il suo abuso di storia nel 2008, il Vescovo McDonnell ha fatto scrivere ai funzionari del Vaticano per il nome Nash e ha anche scritto a Nash due volte, dicendo che è stato spostato dalla sua storia e che “ha scritto alle autorità competenti di Roma” in materia di Nash caso. Tully è stato volontariamente laicizzato nel febbraio del 2009.

    “I want the bishop to use his special phone to call over to the Vatican,” Nash told reporters. “Voglio che il vescovo di usare il suo telefono speciale per chiamare verso il Vaticano,” Nash ha detto ai giornalisti. “I want Bishop McDonnell to help us…. “Voglio Vescovo McDonnell per aiutarci …. This is an issue that affects all of us.” Questo è un problema che riguarda tutti noi “.

    “I’d like somebody to take this a little more seriously than they have been,” Nash said. “Mi piacerebbe che qualcuno di prendere questo un po ‘più seriamente di quanto siano stati,” ha detto Nash. “Nothing is being done to stop these criminals from jet-setting around the world.” “Nulla è stato fatto per fermare questi criminali da jet-set in tutto il mondo”.

    In a written statement given to reporters, Nash stated: “Again today, I am asking for accountability from the church. In una dichiarazione scritta, rilasciata ai giornalisti, Nash ha dichiarato: “Ancora oggi mi chiedo per la responsabilità da parte della Chiesa. I am asking the Vatican to actually do something. Sto chiedendo al Vaticano di fare effettivamente qualcosa. Priests like Mario Pezzotti have been quietly moved around the globe to unsuspecting new communities. Sacerdoti come Mario Pezzotti sono stati spostati tranquillamente tutto il mondo di ignari nuove comunità. This is a global problem in the Catholic Church. Questo è un problema globale nella Chiesa cattolica. The problem has been created in Rome and needs to be changed in Rome.” Il problema è stato creato a Roma e deve essere cambiato a Roma “.

    Prior to the Thursday afternoon press event in Springfield, SNAP issued a press release stating that its members “want Catholic officials to 1) publicly identify predators like Pezzotti and Tully as ‘credibly accused’ and ousted from ministry/the priesthood; 2) set up a public, international, online registry of predator priests across the globe; and 3) house predator priests in professionally-run facilities so that the offenders can get treatment and kids can be safer.” Prima della conferenza stampa Giovedi pomeriggio a Springfield, SNAP ha emesso un comunicato stampa in cui dichiarava che i suoi membri “vogliono i funzionari cattolici a 1) identificare pubblicamente predatori come Pezzotti e Tully come ‘accusato credibile’ e cacciato dal ministero / sacerdozio, 2), istituito un pubblico, internazionale, registro online dei preti predatori in tutto il mondo, e 3) preti predatori casa in conduzione impianti professionalmente in modo che i trasgressori possono ottenere il trattamento e bambini possono essere più sicuri “.

    Speaking to a television reporter after the press conference, Springfield Diocese spokesman Mark E. Dupont said, “Bishop McDonnell and the people in the Springfield Diocese share the concerns of Bill Nash and the SNAP members.” Parlando ad un reporter televisivo dopo la conferenza stampa, diocesi di Springfield portavoce Mark E. Dupont ha detto: “Vescovo McDonnell e il popolo della diocesi di Springfield parti le preoccupazioni di Bill Nash e dei membri SNAP.”

    Dupont said the local church’s efforts to address the issue of clergy abuse have been successful in recent years, but that all segments of society – churches, schools, victims groups and others – “need to partner together to stop all child abuse.” Dupont ha detto locale chiesa sforzi per affrontare la questione del clero abusi hanno avuto successo negli ultimi anni, ma che tutti i segmenti della società – chiese, scuole, gruppi di vittime e gli altri – “hanno bisogno di collaborare insieme per fermare tutti gli abusi sui minori”.

    Asked about the possibility of an online registry of credibly accused priests, Dupont said that for the last 15 years the Springfield Diocese has publicized the names of all priests who were accused of abuse and removed from priestly ministry. Alla domanda sulla possibilità di un registro on-line di sacerdoti accusati credibile, Dupont ha detto che per gli ultimi 15 anni la diocesi di Springfield ha pubblicizzato i nomi di tutti i sacerdoti accusati di abusi e rimossi dal ministero sacerdotale.

    Dupont also said that the child protection guidelines established by the US bishops in their 2002 Charter for the Protection of Children and Young People should be adopted by other groups and other countries. Dupont ha anche detto che la disciplina di protezione dei bambini stabilito dai vescovi degli Stati Uniti nella loro Carta 2002 per la protezione dei bambini e dei giovani devono essere adottate da altri gruppi e altri paesi.