Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Le dichiarazioni del numero due vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha accostato pedofilia e omosessualità citando non meglio precisati “studi” (cfr. Ultimissima di ieri) hanno suscitato vasta eco in tutto il mondo. Le parole del segretario di Stato sono state oggetto di forti critiche: il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner le ha esplicitamente “condannate”, definendole “inaccettabili”, e anche l’ex segretario PD Walter Veltroni ha affermato che “ogni accostamento tra omosessualità e pedofilia è indebito e pericoloso”. Il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, si è dunque sentito in obbligo di intervenire con una dichiarazione, da cui si trarrebbe la conclusione che Bertone (peraltro non citato) si riferiva in realtà “alla problematica degli abusi da parte di sacerdoti e non nella popolazione in generale”. La dichiarazione di Lombardi cita statistiche interne, alquanto arrotondate, secondo cui gli abusi commessi da sacerdoti ricadrebbero solo per il 10% nella pedofilia, mentre il 60% costituirebbe un caso di efebofilia omosessuale e il 30%, invece, efebofilia eterosessuale. Lombardi ha altresì precisato che “le autorità ecclesiastiche non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico”.
    A Malta, dove sono stati alterati alcuni manifesti che pubblicizzavano la visita di Benedetto XVI in programma sabato e domenica, si temono nuove clamorose contestazioni alla presenza del papa stesso: la cui casa natale, in Germania, è stata a sua volta coperta da scritte oscene. Il papa, nel corso dell’udienza generale di oggi (1), ha difeso i sacerdoti, a cui spetta portare “la luce di Dio” nella “confusione dei nostri tempi”. I preti, ha detto il papa, non devono essere “mai omologati, né omologabili”: il sacerdote, ha ulteriormente precisato, “non inventa, non crea e non proclama proprie idee in quanto la dottrina che annuncia non è sua, ma di Cristo”.
    Qualche dissidio interno sembra comunque venire alla luce: la rivista dei gesuiti statunitensi America, accusandolo di aver coperto le azioni di padre Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, ha chiesto le dimissioni del cardinale Angelo Sodano. In Argentina, scrive Horacio Verbitsky (2), il cardinale Jorge Bergoglio, anch’egli gesuita, in vista di un non lontano nuovo conclave, sta procedendo a rifarsi un’immagine, un po’ appannate dall’accusa di complicità con la dittatura militare.
    La Chiesa si sente sotto assedio, tanto da indurre le associazioni cattoliche italiane a organizzare per il prossimo 16 maggio a San Pietro una manifestazione di solidarietà nei confronti del pontefice. Sul sito Pontifex (che ha legalmente diffidato (3) mons. Babini dallo smentire le sue dichiarazioni antisemite) continuano nel frattempo a essere pubblicati interventi che parlano di complotto. Mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, ha dichiarato (4) che “contro la Chiesa si é levato un gossip, a tutto campo che non risparmia nessuno, si tratta di forze del male, al servizio del laicismo più sfrenato che vuole metterci la museruola su valori non negoziabili”. Carlo Di Pietro, webmaster dello stesso sito, è invece arrivato a definire l’omosessualità “un crimine contro l’umanità” e a chiedere l’intervento del legislatore “contro la subdola e costante opera di conversione che le lobbies omosessuali fanno nei confronti di coloro che sono sessualmente e psichicamente fragili”. (5)
    Infine, dalla Germania giungono voci, riprese dalla BBC (6), dell’imminente diffusione di notizie concernenti casi di abusi sessuali da parte di esponenti del clero tedesco. Nel corso della trasmissione L’Infedele Francesco Zanardi ha chiesto le dimissioni del vescovo di Savona Lupi, a suo dire al corrente degli abusi che avrebbe subito da un sacerdote, e oggi si è presentato (7) davanti alla stessa diocesi di Savona: il vescovo gli ha peraltro risposto annunciando (8) che il presunto abusatore sarà presto spretato. Negli USA, i vescovi del Connecticut stanno dando battaglia per contrastare l’approvazione di una legge che toglierebbe la prescrizione dal reato di abuso su minori. Ma la questione-pedofilia tocca anche l’ebraismo: un rabbino di New York è stato condannato a 32 anni di carcere per aver abusato in più occasioni di un sedicenne.

    (1) http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25404.php?
    index=25404&po_date=14.04.2010∓lang=it
    (2) http://www.mercosurnoticias.com/index.php?…37413&Itemid=30
    (3) http://www.pontifex.roma.it/index.php/edit…i-e-don-bianchi
    (4) http://www.pontifex.roma.it/index.php/inte…a-e-solidarieta
    (5) http://www.pontifex.roma.it/index.php/news…lla-razza-umana
    (6) http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8617116.stm
    (7) http://www.ivg.it/2010/04/14/pedofilia-zan…tro+Giornale%29
    (8) www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73952

    http://www.uaar.it/news/2010/04/14/vaticano-sempre-alle-corde-per-scandalo-pedofilia/

  • Divino Amore, nascondiglio dei preti pedofili. Viaggio nella clinica dove curano i preti orchi

    Divino Amore, nascondiglio dei preti pedofili. Viaggio nella clinica dove curano i preti orchi

    La «clinica» per i preti orchi della diocesi di Roma sorge ad appena 100 metri di distanza da una scuola materna (l’asilo Madre del Divino Amore sulla via Ardeatina). Ma le famiglie dei bimbi non lo hanno mai saputo. Panorama invece lo ha scoperto recandosi al Santuario del Divino Amore dove si trova l’Oasi di Elim: una struttura protetta con otto posti letto per sacerdoti e religiosi afflitti da problemi psichici, depressione, alcolismo, burn-out e pedofilia. Fondata 16 anni fa su iniziativa dell’Apostolato accademico salvatoriano, l’Oasi di Elim è sostenuta dalla diocesi di Roma e dalla Cei.

    Fino a oggi la sua esistenza era nota solo agli addetti ai lavori. La casa di cura per i preti orchi sorge a fianco del vecchio Santuario del Divino Amore. Però basta scendere le scale, attraversare il parcheggio del santuario, pochi passi, e ci si trova di fronte alla scuola materna. Una vicinanza certo non voluta, ma che può provocare sconcerto. Anche perché nell’Oasi di Elim si svolgono attività di ambulatorio e psicoterapia per sacerdoti e religiosi che quasi ogni giorno arrivano da Roma e dintorni.

    All’entrata della casa c’è solo una piccola targa anonima: «Opera salvatoriana per il clero e la vita consacrata. Oasi di Elim». Un piccolo cancello, con un vistoso cartello rosso («vietato l’ingresso»), dà su una scala che conduce alla porta di ingresso. Non c’è citofono, né campanello: per entrare occorre digitare la combinazione sulla tastiera. Finalmente dentro, la pace e il silenzio che si respirano contrastano con i rumori all’esterno e soprattutto con il clamore degli scandali che hanno travolto la Chiesa in queste settimane. Un piccolo corridoio conduce alle stanze, tutte singole e piuttosto spartane: letto, scrittoio, armadio, comodino e un piccolo bagno. Niente radio, tv o computer. In fondo al corridoio la statua della Madonna. Poco distante la cappellina per pregare e celebrare la messa lontano da occhi indiscreti. Quindi una sala per la comunità con qualche poltrona, un televisore, l’occorrente per preparare il caffè.

    Comincia da qui il percorso di risalita dall’orrore per i sacerdoti affidati alle cure diMarco Ermes Luparia, diacono permanente, psicologo e psicoterapeuta, insieme con la sua équipe integrata da confessori e direttori spirituali. La vita nell’Oasi di Elim, infatti, alterna la psicoterapia individuale e di gruppo ai tipici momenti della vita sacerdotale: celebrazione della messa, recita delle Lodi e dei Vespri, sempre all’interno della casa. Si tenta così di ricostruire personalità distrutte dall’ansia, dall’angoscia o dalla depressione; liberare pastori d’anime divenuti schiavi dell’alcol o del sesso; fermare orchi in tonaca in preda a disturbi compulsivi, come la pedofilia e l’efebofilia. Se necessario si ricorre anche a terapie farmacologiche. Ci sono poi le migliaia di ore di ascolto e terapia individuale per preti, religiosi e suore che l’équipe di Luparia garantisce presso l’Oasi di Elim e altri centri.

    La richiesta di aiuto è così vasta e crescente che l’anno scorso, su iniziativa del vescovo di Albano, Marcello Semeraro, in un vecchio casale immerso in un parco in via della Solfatara a Pomezia è sorta un’altra struttura con sei posti letto per accogliere i preti con disturbi psichici. È il Centro Monte Tabor, non distante dall’Oasi di Elim e affidato allo stesso gruppo di esperti.

    Ma dalla pedofilia si può guarire? Lo psichiatra Tonino Cantelmi, fondatore dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, è scettico: «Bisogna distinguere due tipi di pedofilia. Una è di tipo sociale, cioè segnata da profondi sensi di colpa. In questi casi il soggetto rivolge le sue attenzioni principalmente verso gli adolescenti e una corretta terapia può portare dei risultati nel tempo». L’altra, prosegue Cantelmi, «è la pedofilia antisociale, priva di sensi di colpa, caratterizzata da un narcisismo maligno che rivolge le sue attenzioni a bambini, pre-adolescenti, perché punta al dominio e alla manipolazione dei più deboli. Si tratta di soggetti molto abili a dissimulare e capaci di conquistare con facilità la fiducia dei bambini e l’apprezzamento degli adulti (maestri, pediatri, educatori). Sono personalità sdoppiate che, una volta compiuto il crimine, tendono a reiterarlo, compulsivamente. Giungono in terapia solo a seguito di una denuncia e sono poco motivati perché non avvertono alcuna remora etica. In questi casi si può puntare solo al contenimento sociale, difficilmente si ottiene un recupero».

    Per Cantelmi nella popolazione italiana sono ormai circa 100 mila gli adulti con fantasie pedofile, alimentate da un mercato pedopornografico sempre più diffuso su internet. Di questi, almeno 10 mila passano poi all’atto sessuale e la pericolosità sociale è altissima, perché «un singolo soggetto è in grado di fare centinaia e centinaia di vittime». Ma «l’incidenza del fenomeno nelle comunità religiose è pari al resto della società».

    Il cardinale Angelo Bagnasco, appena eletto presidente della Cei, ha incaricato il sottosegretario monsignor Mauro Rivella di occuparsi del problema. Così nell’ottobre del 2007, su spinta della Cei, è stata fondata a Roma l’associazione Ministri della Misericordia, alla quale hanno aderito sette congregazioni religiose maschili e femminili e sei comunità terapeutiche. L’obiettivo dell’associazione è favorire la nascita di una rete di strutture per l’accoglienza di sacerdoti e religiosi in difficoltà e l’adozione di protocolli comuni di terapia. Anche il cardinale Agostino Vallini, vicario della diocesi di Roma, sta dando un grande impulso in questa direzione. E i responsabili di diversi centri si sono riuniti lo scorso 12 aprile per fare il punto della situazione.

    Però tutto questo non basterà a far voltare pagina alla Chiesa se non si investirà nella prevenzione, osserva padre Franco Imoda, già rettore della Pontificia università gregoriana nonché psicologo e psichiatra. Quarant’anni fa Imoda ha fondato alla Gregoriana il primo istituto di psicologia e psicoterapia di un’università pontificia, mentre Sigmund Freud e la psicoanalisi erano ancora vietati dal Sant’Uffizio. «Già allora avvertivamo l’esigenza di investire nella formazione degli educatori dei futuri sacerdoti, offrendo loro competenze di tipo psicologico per accompagnare la crescita dei seminaristi» spiega Imoda. «Se la Chiesa avesse investito nella preparazione dei formatori appena una piccola parte di quello che poi ha speso in risarcimenti per le vittime dei preti pedofili, non ci troveremmo oggi in questa situazione, non solo per quanto riguarda gli abusi sessuali, che sono una piccola percentuale, ma anche per gli abbandoni e per le crisi dei sacerdoti».

    Per Imoda psicologia, teologia e spiritualità devono andare di pari passo: «In seminario arriva un 20 per cento di giovani già maturi dal punto di vista psicologico e affettivo. Un altro 10 per cento invece ha problemi tali da dover essere curato e non è detto che potrà diventare prete. Ma c’è un 70 per cento dei giovani seminaristi nella zona grigia che va aiutato a conoscersi e a crescere, anche con l’aiuto degli psicologi, se si vuole evitare che un giorno possa cadere vittima delle proprie fragilità». Per formare a livello psicologico gli educatori dei seminari la Gregoriana ha fondato 15 scuole in giro per il mondo. Gli stessi Cantelmi e Luparia hanno creato master per formatori di preti.

    Mario De Maio, sacerdote e psicoanalista, impegnato a conciliare psicologia e spiritualità con l’associazione Ore undici, accusa con forza: «Nonostante gli scandali, continuiamo a formare i futuri preti prevalentemente sui libri, basandoci sugli esami che sostengono, senza fare caso ai percorsi di maturazione umana e affettiva. Non dobbiamo avere paura degli psicologi nei seminari perché la psicologia aiuta a purificare la spiritualità». Ma don De Maio invita a guardare al futuro: «È inutile recriminare sugli errori del passato: la comunità cristiana deve inventare soluzioni nuove per formare i presbiteri. Perciò sono convinto che anche il ripensamento del celibato obbligatorio potrebbe contribuire a una migliore qualità umana dei preti». Dalle ceneri degli scandali, insomma, si affaccia una Chiesa che ha voglia di pulizia e rinnovamento.

    http://archivio.panorama.it/archivio/blog/urbi-et-orbi/2010/04/19/viaggio-nella-clinica-dove-curano-i-preti-orchi

  • DA Parigi critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI».

    DA Parigi critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI».

    DA Parigi critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI».
    «Il segretario di Stato non si riferiva alla popolazione mondiale. Non competono a noi affermazioni mediche»
    DA parigI critiche alle frasi di Bertone: «inaccettabilI». I cattolici IN PIAZZA PER IL PAPA

    Gay e pedofilia, il Vaticano: «Bertone parlava della Chiesa»

    «Il segretario di Stato non si riferiva alla popolazione mondiale. Non competono a noi affermazioni mediche»

    PARIGI – Dopo la bufera, le precisazioni. Il Vaticano torna sulle frasi del cardinale Tarcisio Bertone e in particolare sull’accostamento tra pedofilia e omosessualità che ha sollevato non poche polemiche soprattutto da parte della comunità gay. A correggere il tiro è padre Federico Lombardi. Il segretario di Stato vaticano nella sua conferenza stampa in Cile, spiega il portavoce della Santa Sede, si riferiva «alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale». «Le autorità ecclesiastiche – ha aggiunto Lombardi – non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia».

    LE CRITICHE DI PARIGI – Le dichiarazioni del portavoce vaticano seguono le critiche arrivate dal governo francese, che ha attaccato senza mezzi termini il segretario di Stato vaticano, definendo «un amalgama inaccettabile» il suo accostamento tra omosessualità e pedofilia. Una dura presa di posizione, arrivata attraverso una nota del ministero degli Affari esteri. «La Francia ricorda il suo risoluto impegno nella lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi legati all’orientamento sessuale e l’identità di genere» ha dichiarato il portavoce del ministero, Bernard Valero. La prossima giornata internazionale contro l’omofobia, il 17 maggio, permetterà di «ricordare la necessità di battersi contro i pregiudizi e le violazioni dei diritti dell’uomo legati all’orientamento sessuale», ha aggiunto. La Francia è il primo Paese a prendere posizione sulle dichiarazioni del cardinale.

    LE FRASI – Parlando dal Cile, Bertone aveva affermato che «numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri – e mi è stato confermato anche recentemente – hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia. Questa è la verità e là sta il problema», ha dichiarato il segretario di Stato vaticano rispondendo a un’intervista a una radio cilena.

    CATTOLICI IN PIAZZA – Quello sui gay è un nuovo caso che scuote la Chiesa e papa Benedetto XVI, travolti nelle ultimi settimane dallo scandalo pedofilia. A sostegno del Pontefice, la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, organismo che raduna sessantasette associazioni e movimenti ecclesiali italiani, ha invitato «quanti appartengono e si riconoscono nel mondo dell’ associazionismo cattolico a partecipare a Roma alla recita del Regina Coeli, domenica 16 maggio 2010, in Piazza San Pietro». «Vogliamo in questo modo – spiega una nota – stringerci visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre, desiderosi di sostenerlo nel suo impegnativo ministero, esprimendogli affetto e gratitudine per la sua passione per Cristo e per l’umanità intera. Il 16 maggio a Roma intendiamo consegnare nelle mani di Maria la nostra fedeltà al Santo Padre per il bene della Chiesa, nella quale facciamo esperienza della misericordia, unica risposta adeguata al bisogno di giustizia, che emerge dal cuore di ciascuno in questi momenti».

    Redazione online
    14 aprile 2010

    http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_14/francia_bertone_polemica_pedofilia_omosessualita_f0550d28-47b6-11df-ac43-00144f02aabe.shtml


    14/4/2010

    La difesa dei preti omosessuali

    La rivista dei gesuiti USA, America, ospita il commento di un padre gesuita, James Martin, in difesa dell’omosessualità dei sacerdoti.

    MARCO TOSATTI

    Un gesuita, James Martin, ha scritto ieri sulla rivista dei gesuiti “America” un commento alle parole del cardinale Bertone in Cile su omosessualità nella chiesa e problemi di pedofilia, definendole “sorprendenti”. Dopo aver ricordato che ci sono molti studi psicologici che mostrano come la pedofilia, che riguarda ragazzi pre-adolescenti è un problema di orientamento sessuale malformato.
    Il gesuita dice poi: “Ma anche notando che molte delle vittime erano ragazzi adolescenti, e che alcuni preti di orientamento omosessuale ne hanno abusato, bisogna distinguere fra alcuni preti omosessuali e la vasta maggioranza dei preti omosessuali, che conducono sane vite di castità. Cioè le azioni di una certa percentuale di preti omosessuali non dovrebbero portare alla condanna di tutti, in particolare in un tema così serio. Questo è creare stereotipi”.
    James Martin afferma che “una delle ragioni per cui non ci sono molti esempi pubblici per difendere questa posizione è che molti preti omosessuali non sanno, non vogliono o semplicemente non possono parlare del loro orientamento sessuale. In assenza di modelli pubblici di sani preti omosessuali, quindi, l’immagine del prete omosessuale-pedofilo predomina, e può portare a incomprensioni”.

  • Il prete pedofilo confessa Il suo gesto era premeditato

    Il prete pedofilo confessa Il suo gesto era premeditato

    Il religioso si era presentato a casa della bimba con un regalo Le urla della sua vittima lo hanno spaventato e costretto alla fuga

    TERAMO Ha ammesso le sue colpe. Ha chiesto perdono. Poi ha detto di non ricordare i dettagli. Di non comprendere bene la lingua.

    Il prete indiano accusato di abusi sessuali su una bambina di nove anni, ai magistrati si è mostrato affranto. Quasi sconvolto di quanto accaduto. Il gip Marina Tommolini ha confermato la custodia cautelare per David T., il sacerdote accusato di abusi sessuali su una bambina di nove anni. Le accuse del pm Bruno Auriemma sono state quindi confermate. Il prete pedofilo resta nel carcere di Teramo. Un interrogatorio difficoltoso, si è resa necessaria la presenza di un interprete.

    Il religioso ha ammesso di essersi fatto toccare dalla bambina, ma ha messo a verbale: «Mi sono subito ritratto». Poi vuoti di memoria. I non ricordo, però, non hanno reso grave la posizione del religioso. Il suo gesto, infatti, è stato premeditato come dimostra il racconto della vittima. La bambina, residente nella piccola frazione di Magnanella, ha parlato con la consulente della Procura, la psicologa di Pescara, Angelozzi, riferendo con precisione quanto accaduto quella mattina.

    Ed è proprio il suo racconto che inchioda David T., e non rende credibile la sua versione del raptus improvviso. La bimba ha raccontato tutto ai genitori, poco ore dopo il fatto, avvenuto tra Natale e Capodanno dello scorso anno. Il sacerdote si presentò a casa della bambina con un pupazzo di Babbo Natale. Le aveva portato un dono. In casa non c’erano i genitori e la bambina non lo voleva fare entrare, ma il sacerdote è riuscito a convincerla. In casa c’era solo la sorellina più piccola, sei anni, che era nella sua stanzetta. L’orco si è subito mostrato per quello che era. Ha preso la manina della piccola e l’ha poggiata sui suoi genitali.

    La bambina, che ha descritto il gesto nei dettagli, ha urlato ed è fuggita in un’altra stanza. L’orco con la tonaca è andato in bagno dove «è rimasto alcuni minuti» racconta la bambina. L’urlo ha svegliato la sorellina che ricorda solo questo particolare. Il prete lascia la casa e la bambina, appena rientrano, racconterà tutto ai genitori. Senza indugi questi si recano dai carabinieri e quindi dal vicario diocesano del vescovo, don Davide Pagnotella, superiore gerarchico del prete indiano.

    La famiglia è molto religiosa e si dimostra subito fiduciosa sia nei carabinieri che nella gerarchia ecclesiastica. Il prete viene convocato e subito ammette. «Mi pento di quello che ho fatto». La diocesi lo sospende immediatamente dal ministero e il prete indiano, viceparroco ad interim della piccola frazione di Teramo, torna a Roma, al convitto internazionale di San Tommaso nel rione Monti. Vi resterà poco tempo. Nel frattempo, causa la grave malattia della mamma in India, padre David T. lascia l’Italia.

    Non sarà una fuga, ma la procura preferisce emettere un decreto di latitanza. L’altro ieri il prete tornato dall’India è stato convocato dalla Diocesi di Teramo e il vicario, don Davide Pagnotella, lo ha accompagnato in procura dove gli stato notificata la misura cautelare. Affranto, quasi pentito ha ammesso davanti al sostituto Auriemma l’episodio. Poi però si è chiuso. Confuso ha detto di non capire la lingua, di non ricordare con certezza cosa aveva fatto. Le stesse cose che ha ripetuto poi nell’interrogatorio di garanzia avvenuto, ieri davanti al gip. L’orco con la tonaca aveva scelto bene la sua vittima. La bambina infatti frequentava la chiesetta della frazione ed era assidua nella lettura dei testi durante la messa. Il piccolo borgo è abbastanza isolato e soprattutto di giorno gli adulti sono pressoché assenti perché si recano al lavoro lontano.

    Il prete venuto dall’India appartiene alla diocesi di Roma, è residente presso il convitto internazionale al Rione Monti e prestato alla diocesi di Teramo-Atri per supplire alla carenza di sacerdoti. Padre David svolgeva infatti il ruolo di parroco ad interim della frazione teramana. Un ministero sacerdotale che svolgeva nei fine settimana e nelle feste comandate. Così ha conosciuto la bambina. Ha acquistato il pupazzo e con questo «cavallo di Troia» ha cercato di approfittare della sua innocenza. Il prete si è fatto toccare. Davanti ai suoi superiori ha ammesso quella che ha chiamato «debolezza», «raptus». I genitori della bambina non hanno avuto dubbi e lo hanno denunciato: prima ai carabinieri e poi al vescovo. Fiduciosi sia nella giustiza degli uomini sia in quella della Chiesa. Il prete orco è in cella, sospeso dalle sue funzioni sacerdotali.

    dagli inviati TERAMO Poche case arroccate sui contrafforti dei Monti della Laga.
    Periferia lontana di Teramo.

    Un grappolo di abitazioni con giardino, i fiori. Silenziose. Su un piccolo sperone di roccia, la chiesa della frazione di Magnanella. Chiusa, apre solo la domenica e per le feste più importanti. Un sacerdote arriva da Teramo, ora c’è don Arturo, un anziano prete che a fatica conquista questo quasi eremo per celebrare messa. Di padre David quasi nessuno parla. «Ah sì, quel prete straniero…- quasi improvvisa una signora intenta a raccogliere il bucato incuriosita dalla presenza di estranei – Sono mesi che non si vede». Del resto il paese si anima solo a sera e la domenica. I cani passeggiano tranquilli per le strade deserte: talmente sicuri da sdraiarsi al centro della carreggiata, impigriti dalla solitudine. Su qualche cancello l’immagine della Madonna. Un camioncino che vende pesce rompe il silenzio con il suo altoparlante, ma nessuno raccoglie il suo appello. La piccola frazione sembra aver cancellato dalla memoria quanto è accaduto. Una società unita e religiosa che ha subito protetto i propri bambini. Diversa l’atmosfera in città, dove gli strilli delle locandine dei giornali fanno bella mostra lungo le strade principali. «Francamente si resta sempre senza parole dinanzi a queste vicende, ma penso che dovremo abituarci perché non sono le prime e non saranno le ultime – racconta Andrea Rossi mentre percorre corso Corso San Giorgio, la via principale della città – c’è bisogno di maggiori controlli e, qualora si ravvisano comportamenti sbagliati, devono essere puniti con fermezza».

    In molti ieri in città hanno apprezzato l’impegno della diocesi e del vescovo in particolare a voler collaborare, per evitare che l’episodio potesse ripetersi. «L’obiettivo che i cattolici devono perseguire anche in gravi casi come questi – racconta Massimo – è quello di non scindere Cristo dalla chiesa. In molti, dopo notizie come queste, viene spontaneo condannare la chiesa in toto, dicendo che una cosa è Cristo un’altra i preti. Ma non è così. Lo ha detto anche il Papa che è nella comunione della Chiesa che incontriamo la persona di Gesù Cristo. La colpa di uno non può diventare colpa di tutti, anche se la tentazione è quella di staccare Cristo dalla Chiesa perché troppo piena di sporcizia per poterlo portare. La tentazione protestante sempre è in agguato». Nella piazza principale di Teramo l’arresto del prete è argomento di tutti, molti guardano con curiosità le telecamere catapultate in città dai grandi network che riprendono la Cattedrale, il palazzo vescovile. I capannelli di pensionati che cercano qualche sprazzo di tiepido sole hanno un solo argomento.

    Ma sono i giovani quelli che cercano di dare risposte che scindono l’errore di un prete dalle accuse massificate. «Hanno fatto bene a fermarlo e, se verranno confermate le accuse, dovrà pagare – dice con convinzione Carla Oronzii – sono cose gravissime, ancora di più se fatte da un prete, ritengo sia giustissimo che la chiesa collabori nel fermare certi soggetti». E c’è chi addirittura ha affrontato l’argomento con i propri figli. «Ormai sui media non si parla d’altro, c’è tanta preoccupazione e si stenta a capire – ha sottolineato Cinzia Morrone – portavo mia figlia a scuola e, come tutte le mattine, si giocava. Abbiamo iniziato con delle associazioni di parole e, una volta detto prete, lei mi ha subito risposto pedofilo. Sono rimasta basita da questa associazione di idee, ma lei con il candore tipico dei bambini mi ha risposto che quella parola l’aveva ascoltata in televisione, parola che forse nemmeno comprendeva bene». Reazioni e sensazioni che comunque plaudono all’atteggiamento voluto dalla Curia in questi mesi, dalla denuncia all’ingresso del prete indiano nel carcere teramano di Castrogno. F.Cap. Mau.Pic.

    14/04/2010

    Il vescovo di Teramo, monsignor Michele Seccia: fiducia nei magistrati
    La Diocesi lo ha sospeso subito e consegnato alla giustizia
    dall’inviato TERAMO «Vivo questi momenti con grande sofferenza.

    Nel silenzio». Il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia mostra tutto il disagio suo e della diocesi per la vicenda del sacerdote arrestato con l’accusa di pedofilia. Come a voler esorcizzare il male, ieri il vescovo e i sacerdoti della sua diocesi erano in ritiro spirituale in quel di Giulianova. «Fin dall’inizio, con molta discrezione, ma allo stesso tempo con determinazione, abbiamo collaborato con la magistratura. Abbiamo piena fiducia nei giudici e vogliamo che l’inchiesta faccia il suo corso». La Diocesi ha collaborato con le indagini? «Abbiamo agito immediatamente appena i genitori della bambina hanno denunciato il fatto. È stato sentito l’interessato e il vicario diocesano, Davide Pagnottella, ha sentito anche la famiglia. Da quel momento, con molta discrezione per rispetto della vittima, ci siamo messi a disposizione dell’autorità giudiziaria». Il sacerdote «infedele» però aveva lasciato Teramo e l’Italia? «Mentre l’inchiesta giudiziaria faceva il suo corso, la Diocesi ha immediatamente sospeso dal ministero il sacerdote e rimandato a Roma. Dopo è partito per l’India per assistere la madre malata. Al suo ritorno è stato il mio vicario ad accompagnarlo in Procura a Teramo per facilitare l’azione giudiziaria». La Chiesa quindi non ha cercato di nascondere il fatto? «Tutt’altro. La sospensione dall’esercizio ministeriale come previsto dal Codice canonico è stata presa appena il vescovo è venuto a conoscenza del fatto. Ovvero a fine dicembre 2009. Una misura precauzionale. Nel momento in cui sarà emessa una sentenza, saranno presi altri procedimenti. La giustizia civile farà il suo corso, quella canonica è già intervenuta. Ho piena fiducia nel corso della giustizia. Dobbiamo però salvaguardare la dignità della vittima e del colpevole per fare verità». In qualche modo l’atteggiamento della Diocesi di Teramo ha anticipato le linee guide del Vaticano in materia di abusi. Denuncia alla magistratura e sospensione dei preti coinvolti… «Abbiamo semplicemente agito seguendo il senso di responsabilità, di giustizia e di verità». Monsignore ha incontrato i genitori della bambina? «Non ancora. Con loro ha parlato il mio ausiliario. Ho preferito rinviare l’incontro finché la magistratura non avesse accertato tutti i fatti. Non volevo che la mia richiesta fosse interpretata come un modo per mettere a tacere tutto. Non è questa la nostra intenzione. Del resto abbiamo dimostrato di non voler nascondere nulla mettendoci a disposizione dei magistrati». La Chiesa propugna il perdono. Come si fa a perdonare chi ha compiuto atti così efferati? «Il perdono è un percorso. Una scelta consapevole. C’è chi arriva, chi non arriva. Come si fa a perdonare? Questo entra nelle ottiche dell’impossibilità. Ma ci viene incontro Gesù: “Perdona loro che non sanno quello che fanno”. Con questo non voglio sminuire questo o altri che hanno commesso simili abusi. Bisogna comunque cercare di capire cosa deforma la mente». Come affronterà questa vicenda con i suoi fedeli? «C’è tanto clamore da tempo su questa problematica. Ne ho parlato nell’omelia della messa crismale del giovedì santo. Ho detto che non esiste solo questo problema. Esso è grave. Abbiamo responsabilità e ce ne facciamo carico. Lo condanniamo. Provo enorme sofferenza e umiliazione per questo episodio avvenuto nella nostra Diocesi. Ma la Chiesa è altro. È Cristo e la sua Passione». Mau.Pic.

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    14/04/2010

  • Pedofilia: a Malta manifesti insultanti contro il Papa che sabato sarà nell’isola

    Pedofilia: a Malta manifesti insultanti contro il Papa che sabato sarà nell’isola

    Pedofilia: a Malta manifesti insultanti contro il Papa che sabato sarà nell’isola

    ROMA (14 aprile) – I preti portino «la luce di Dio nella confusione dei nostri tempi»: lo ha detto Benedetto XVI, nel corso dell’udienza generale in Piazza San Pietro. Il Pontefice non ha fatto alcun accenno allo scandalo di pedofilia all’interno della Chiesa. Ma ha comunque dedicato una buona parte del suo discorso al ruolo del sacerdote.

    Nel frattempo a Malta, dove in Pontefice andrà in visita sabato e domenica prossimi, ancora scritte offensive verso il, Papa sono comparse su manifesti di benvenuto affissi dal governo per annunciare la visita del Pontefice. Dopo i baffetti di Adolf Hitler dipinti sul volto del Papa su tre manifesti sabato scorso, accompagnati da scritte ingiuriose, oggi un altro manifesto è stato vandalizzato. Addetti ai lavori sono stati immediatamente incaricati di cancellare le scritte e sostituire i manifesti interessati.

    A Malta in 19 anni ci sono state 45 denunce di abusi su bambini: 19 casi sono stati archiviati, 13 sono ancora aperti, 4 sacerdoti sono stati dichiarati colpevoli, puniti e rimossi dai loro incarichi.

    Intanto non si placa la polemica sul parallelo fra omosessualità e pedofilia innestato dal cardinale Bertone. Oggi ne ha parlato Walter Veltroni invitando a fare molta attenzione per non cadere sul terreno dell’intolleranza e della discriminazione: «Ogni accostamento tra omosessualità e pedofilia è indebito e pericoloso ha detto l’ex segretario del Pd -. Dovremmo essere tutti consapevoli che una cosa è la pluralità e la libertà degli orientamenti sessuali, e ben altra cosa è la sopraffazione e la violenza verso chi, in primo luogo i bambini, non ha gli strumenti e la forza per difendersi da un abuso. E dovremmo fare tutti molta attenzione a non far cadere semi su un terreno, quello della discriminazione e dell’intolleranza, che purtroppo è sempre molto fertile»

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=98066&sez=HOME_NELMONDO

  • Le vittime di Malta accusano un religioso Vive protetto in Italia

    Le vittime di Malta accusano un religioso Vive protetto in Italia

    LA VALLETTA – L’ arcivescovo di Malta, Paul Cremona, ha già promesso di incontrarli. Ma loro sperano di parlare direttamente con Benedetto XVI, che sabato e domenica sarà nell’ isola in occasione del 1950esimo anniversario del naufragio di San Paolo. Sei presunte vittime degli orrori dell’ orfanotrofio di San Giuseppe ieri hanno esposto le loro richieste in una conferenza stampa. Da sette anni aspettano una sentenza che condanni i frati della struttura in cui sono cresciuti, chiusa nel 2003 dopo che un assistente sociale aveva sorpreso un religioso in atteggiamenti osceni con un ragazzino riferendo quel cheaveva visto alla polizia.

    Due frati ammisero le loro colpe, salvoritrattare le confessioni in un secondo momento durante il processo. Altri ex ospiti dell’ orfanotrofio, divenuti adulti, denunciarono di essere stati molestati e in un caso anche stuprati dai frati. Ed emerse anche che uno di loro, Godwin Scerri, era già ricercato per fatti simili dalle autorità canadesi ma ciò nonostante era stato ammesso a insegnare ai bambini. Sulla vicenda, però, era calato il silenzio. Fino a quando, tre settimane fa, una delle vittime, Lawrence Grech, oggi 37enne, ha scritto al Vaticano per chiedere che il Papa fosse informato della loro storia e porgesse loro le sue scuse.

    Grech e gli altri nove compagni di orfanotrofio che hanno denunciato gli abusi vorrebbero incontrare anche monsignor Charles Scicluna, l’ uomo della Congregazione della Fede al quale Ratzinger ha affidato il compito di indagare sui casi di pedofilia all’ interno della Chiesa. Ma a manifestare la disponibilità a vedere le vittime per ora è stato solo l’ arcivescovo Cremona.

    Ieri Grech ha anche rivelato che «uno dei frati che ci ha molestatoè liberoe vive in Italia». Il riferimento va a padre Conrad Sciberras, che ora vive ad Albano Laziale, in provincia di Roma, dove dirige la versione in inglese di una rivista del movimento dei Focolari, “Unità e Carisma”. «Ho letto delle accuse nei miei confronti solo dai giornali – dice Sciberras – Dalla polizia non ho mai ricevuto nulla, anche perché mi trovavo in Italia già dal 1999. Poi ho saputo dal mio avvocato che le contestazioni nei miei confronti erano cadute in prescrizione. Da quando è scoppiato lo scandalo mi è stato proibito di avere contatti con minorenni. Ma nego assolutamente di aver mai commesso molestie. Al massimo qualche carezza o uno scappellotto…»

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…-religioso.html

  • Preti pedofili, caso Maciel: negli Usa bufera su legami con Sodano

    Preti pedofili, caso Maciel: negli Usa bufera su legami con Sodano

    NEW YORK (13 aprile) – Il filo rosso dei legami tra padre Marcial Maciel e il cardinale ex segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano finisce sotto i riflettori negli Usa: la rivista cattolica indipendente National Catholic Reporter (Ncr) torna a scavare sul controverso fondatore dei Legionari di Cristo, morto nel 2008 dopo essersi reso colpevole di decine di abusi sessuali su minori e di una doppia vita fatta di donne e figli illegittimi.

    «Il fulcro del piano di Maciel per assicurare la sua ‘legacy’ a Roma era l’università della Legione, Regina Apostolorum. Il cardinal Sodano, segretario di Stato Vaticano dal 1990 al 2006, fu una figura chiave nella crescita dell’università a Roma», ha scritto la rivista cattolica nella seconda puntata di una inchiesta dedicata ai legami tra Maciel e il Vaticano. «I sospetti del National Catholic Reporter dovrebbero essere supportati da prove», ha commentato con l’Ansa il vescovo di Alessandria monsignor Giuseppe Versaldi, uno dei cinque ‘visitatorì incaricati da papa Benedetto XVI di indagare sull’ordine di Maciel che a giorni potrebbe essere commissariato.

    Intanto negli Stati Uniti l’inchiesta del Ncr ha provocato il consueto scossone: «C’è un cardinale la cui testa dovrebbe rotolare: Sodano. Le dimissioni sarebbero il miglior modo per ripudiare la sordida maniera con cui padre Maciel fu protetto per tanti anni a Roma», si legge su America, la rivista dei gesuiti Usa. L’inchiesta del National Catholic Reporter è firmata da Jason Berry, l’equivalente per lo scandalo della pedofilia negli Usa di quello che Carl Bernstein e Bob Woodward furono per la politica al tempo del Watergate.

    Nel 1985 un’inchiesta di Berry in Louisiana mise per la prima volta in luce un caso di pedofilia da parte del clero. Stavolta, in due riprese, il giornalista ha portato alla ribalta la rete di contatti dell’impero di Maciel facendo i nomi, oltre che di Sodano, del cardinale Eduardo Martinez Somalo, già prefetto della Congregazione per gli Istituti della Vita Consacrata e di monsignor Stanislaw Dziwisz, il segretario polacco di Papa Giovanni Paolo II, divenuto ora cardinale di Cracovia. «Alla fine degli anni Novanta, quando otto ex Legionari denunciarono Maciel davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede, Sodano fece pressioni sull’allora cardinale Ratzinger per non processarlo», scrive il Ncr che riconduce l’amicizia tra l’allora segretario di Stato e il prete messicano al Cile degli anni di Pinochet.

    «Più tardi a Roma come ospite d’onore ai banchetti della Legione, il cardinale divenne il più grande sostenitore di Maciel’, afferma Berry che cita Glen Favreau, un avvocato americano ed ex Legionario a Roma tra 1990 e 1997, secondo cui Sodano sarebbe intervenuto presso le autorità italiane per ottenere varianti al piano edilizio per costruire l’Università. «Maciel assunse poi il nipote di Sodano, Andrea, come consulente» e a questo punto la vicenda si intreccia con un’altra ben nota alle cronache degli Stati Uniti: Andrea Sodano divenne in seguito il socio in affari di Raffaello Follieri.

    L’uomo d’affari pugliese ex fidanzato dell’attrice Anna Hathaway fu condannato nel 2008 a New York per aver truffato, millantando credito in Vaticano, alcuni investitori americani tra cui il re dei supermercati – e amico di Bill Clinton – Ron Burkle. L’inchiesta del Ncr arriva mentre in Vaticano sta per andare in porto il lavoro dei ‘visitatorì apostolici sull’ordine dei Legionari: l’ipotesi del commissariamento – ha detto monsignor Versaldi – è una delle opzioni «ma non l’unica possibile». Secondo John Allen, vaticanista del Ncr, una decisione sarebbe alle porte, probabilmente dopo il rientro del Papa da Malta: come possibile commissario Allen indica il cardinale portoghese Jose Saraiva Martins, 78 anni, che nel 2008 ha lasciato la Congregazione per la Causa dei Santi e che proviene anche lui da un ordine religioso.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=28269&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

    Pedofilia/ Verso commissariamento Legionari, vertice a fine mese I 5 visitatori hanno presentato rapporti. ‘America’ contro Sodano
    Roma, 13 apr. (Apcom) – I Legionari di Cristo sono incamminati verso un commissariamento da parte del Vaticano, dopo l’accertamento delle malefatte del fondatore, il sacerdote messicano Marcial Maciel Degollado (1920-2008).

    A luglio dell’anno scorso la Santa Sede ha lanciato una visitazione apostolica ai Legionari. La prima fase, ispettiva, si è conclusa a metà marzo, e ora, a fine aprile, i cinque visitatori – mons. Giuseppe Versaldi, mons. Ricardo Blazquez, mons. Charles J. Chaput, mons. Ricardo Ezzatti e mons. Ricardo Watty – incontreranno il Segretario di Stato Bertone. Nessuna soluzione è esclusa a priori, e sarà comunque il Papa, alla fine, a decidere il destino di questa congregazione religiosa. I cinque visitatori, inoltre, hanno consegnato cinque rapporti distinti e leggermente divergenti sulle conclusioni. Ma il commissariamento è la soluzione più probabile. “La maggior parte dei legionari sono incolpevoli e la visitazione è stata compiuta per aiutare la congregazione a uscire dalla crisi”, spiega una fonte bene informata.

    In una nota diffusa a fine marzo, a pochi giorni dalla conclusione della prima fase, la congregazione ha riconosciuto che il proprio fondatore abusò sessualmente di alcuni seminaristi minorenni, concepì figli illegali e mise in atto “altri gravi comportamenti”. I Legionari di Cristo e l’associazione laicale Regnum Christi hanno poi affermato di attendere “con obbedienza filiale” le prossime indicazioni del Papa. Nel frattempo la rivista americana ‘National Catholic Reporter’ ha denunciato, nelle ultime settimane, le ‘coperture’ vaticane di padre Maciel, facendo i nomi del cardinale Eduardo Martinez Somalo, ex prefetto della congregazione per i religiosi, monsignor Stanislaw Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II, e dell’ex Segretario di Stato vaticano Angelo Sodano. L’allora cardinal Ratzinger, al contrario, non fu tenero con il fondatore dei Legionari di Cristo e, divenuto Papa, costrinse Macial alla vita ritirata e di pentimento. Per Sodano, intanto, il blog della rivista dei gesuiti americani ‘America’ ha chiesto le “dimissioni”.

  • [INTERVISTA ESCLUSIVA] Preti pedofili, sacerdote-psicologo racconta: «così vengono nascosti dal Vaticano»

    [INTERVISTA ESCLUSIVA] Preti pedofili, sacerdote-psicologo racconta: «così vengono nascosti dal Vaticano»

    ROMA – Un lungo dialogo quello tenuto dall’abAteo Impertinente con don Carlo – il cui nome è stato alterato per proteggere la sua identità – sacerdote, psicologo e insegnante di psicologia presso una prestigiosa università.

    Il tema: la pedofilia nella Chiesa Cattolica e il modus agendi del Vaticano. «Provo vergogna per quello a cui ho assistito in tanti anni – afferma don Carlo – e per il modo in cui è stata gestita finora la “patata bollente” della pedofilia.»

    Don Carlo, in che modo e a che titolo è entrato nel dramma della pedofilia clericale?

    «Oltre che prete, insegno psicologia in una nota università. Fui chiamato dal Vaticano, in qualità di psicologo, a lavorare in un centro di supporto per sacerdoti con problemi “di varia natura”. Così, almeno, mi venne detto in un primo momento.»

    Ci faccia capire meglio: lei non sapeva di quali problemi si trattasse? Non chiese spiegazioni prima di accettare questo lavoro?

    «Erano informazioni riservate alle quali avrei avuto accesso solo dopo aver accettato. Ho chiesto, anche informalmente, quale tipo di problematiche avrei affrontato, senza ricevere risposte adeguate.»

    Per quale motivo, allora, accettò quell’incarico?

    «Non è semplice rifiutare qualcosa proveniente dai piani alti.»

     Andiamo al suo primo giorno di lavoro. Cosa ricorda?

    «Ricordo che mi venne subito premesso che, al di fuori della struttura, non mi era permesso parlare delle attività, né dei “pazienti” ricoverati, né delle informazioni raccolte. Non potevo neanche chiedere il parere di altri colleghi (psicologi, ndr.). Dovevo cavarmela da solo, insomma. Mi fu fatto leggere un giuramento con il quale mi impegnavo a mantenere il più stretto riserbo su qualsiasi notizia appresa durante lo svolgimento del mio lavoro, pena la scomunica latae sententiae. E’ per questo motivo che oggi non voglio rivelare la mia identità.»

    Le fu finalmente detto in cosa consisteva il suo lavoro ma non ne fu entusiasta…

    «Esattamente. Fui accompagnato alla stanza dove avrei svolto il mio lavoro e mi furono spiegati i miei compiti. Avrei dovuto condurre sedute di psicoterapia di gruppo con sacerdoti afflitti da problemi di natura sessuale e riferire la loro idoneità o meno a riprendere l’attività pastorale.»

    Quale tipo di terapia conduce?

    «Principalmente viene adottata la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Lo scopo delle sedute è ridurre o eliminare psicopatologie quali ipersessualità e i comportamenti parafilici. L’uso dei farmaci è molto raro.»

    Ipersessualità e comportamenti parafilici: può brevemente spiegare cosa sono?

    «L’ipersessualità è la dipendenza dal sesso. Il Codice Canonico impone la castità assoluta, anche il rapporto sessuale con una donna è considerato un grave peccato. Le parafilie comprendono, invece, quei comportamenti sessuali che non rientrano nella norma. In questo ambito ricade la pedofilia.»

    E l’omosessualità?

    «Mi aspettavo questa domanda. L’omosessualità… dovrebbe saperlo no? E’ un peccato contro natura.»

    Quindi sta dicendo che pedofili e omosessuali vengono trattati allo stesso modo?

    «Sono perversioni sessuali…»

    Secondo i manuali attuali non è così…

    «Nella categorizzazione scientifica l’omosessualità faceva parte dei disturbi mentali, è stata rimossa in seguito… In ogni caso, devo seguire il Catechismo della Chiesa Cattolica…»

    La sua è una posizione scomoda. Torniamo al suo lavoro: in cosa si è imbattuto?

    «Durante i primi mesi mi furono affidati i casi meno gravi, diciamo. Sa, quei sacerdoti che fanno una scappatella…»

    Si è letto ultimamente di preti che hanno avuto rapporti con delle suore. Ha trattato anche lei casi analoghi? Nel centro vengono ospitate anche suore con gli stessi problemi?

    «Ci sono stati alcuni casi, ma il centro è esclusivamente maschile.»

    Ci può dire, grosso modo, quanti casi del genere ha avuto in terapia?

    «Non so dare un numero esatto, però non posso neanche dire che fossero pochi…»

    Entriamo nella parte, ce lo conceda, più oscura del suo lavoro: la pedofilia. Come viene trattata, cosa accade ai sacerdoti?

    «Viene adottata la terapia verbale. I sacerdoti, divisi in gruppi, vengono assegnati allo psicologo che deve, con gli strumenti messi a disposizione, alleviare o eliminare il disturbo mentale. A fine terapia, che può durare qualche mese o qualche anno nei casi più gravi, viene inviato un rapporto alla Congregazione per la dottrina della fede per ogni singolo sacerdote, al quale viene allegata una dichiarazione, più o meno spontanea, dell’ammissione delle proprie colpe e del sentito pentimento. A quel punto viene deciso, dalla Congregazione per la dottrina della fede, se riabilitarlo e farlo tornare nella sua parrocchia, trasferirlo in un’altra o prolungare la terapia. Deve capire che non è possibile fare molto di più in un clima di estrema riservatezza.»

    Quindi, in definitiva, è il Vaticano a decidere se un sacerdote con problemi di pedofilia sia idoneo a tornare alle sue mansioni? Conosce quali criteri vengono utilizzati in questa valutazione?

    «Il compito del centro è curare il sacerdote. L’ultima parola spetta alla Congregazione per la dottrina della fede e non facendone parte, non conosco i loro criteri.»

    Quanti sacerdoti sono stati riabilitati?

    «Quasi tutti, al termine della prima terapia, tornano ad amministrare i sacramenti. E’ più raro che il sacerdote torni alla Diocesi di appartenenza, di solito avviene il trasferimento in parrocchie di piccoli paesini, lontani dalla propria.»

    Quanti sacerdoti, secondo lei, sono “guariti” dalla pedofilia?

    «Nessuno. Non esiste cura per la pedofilia, purtroppo…»

    Cosa succede quando il sacerdote torna al suo lavoro?

    «Le racconterò questo: un sacerdote, riabilitato e trasferito in una parrocchia di un piccolo paesino tra le Alpi, è ricaduto in poco tempo…»

    E?

    «Dopo alcuni mesi è stato trasferito in un convento…»

    Senza essere ridotto allo stato laicale…

    «Esatto.»

    E’ un caso isolato o è la norma?

    «E’ quello che più spesso accade. Il sacerdote torna in parrocchia, ricomincia ad abusare e viene chiuso in un convento o in un luogo di ritiro.»

    Non tornano in terapia…

    «A volte è accaduto, ma la prassi è quella.»

    Sacerdoti italiani o anche stranieri?

    «Principalmente italiani, ma non sono mancati sacerdoti di altre nazioni.»

    Può fare qualche nome?

    «Sarebbe un autogol. Venire identificato, sarebbe una condanna per me. Ho molta paura di ritorsioni.»

    Una domanda sorge spontanea: i sacerdoti che ha avuto in cura sono mai stati denunciati alle autorità civili?

    «Assolutamente no. E’ vietato parlare del centro e di tutto ciò che accade all’interno. Se avessi denunciato, sarei stato scomunicato immediatamente.»

    Perchè sacerdoti con questo tipo di problemi vengono “spediti” in questo centro?

    «La Chiesa non vuole pubblicità di questo tipo, preferisce agire facendo poco o nessun rumore.»

    Perché ha deciso di parlarne?

    «Provo vergogna per quello a cui ho assistito in tanti anni e per il modo in cui è stata gestita finora la “patata bollente” della pedofilia. Questi sacerdoti dovrebbero essere non solo ridotti allo stato laicale ma anche scomunicati. Ma questo non avviene quasi mai, se non per i casi di pubblico dominio.»

    Esistono altri centri come quello in cui lavora?

    «Ne conosco almeno altri due in Italia, non so all’estero.»

    Per quale motivo la Chiesa Cattolica è così omertosa?

    «C’è sempre stato timore dello scandalo. La Chiesa non vive un momento storico felice, penso sia evidente anche da quello che si legge ultimamente dai giornali.»

    A proposito dello scandalo scoppiato in questi giorni, è terminato o c’è da aspettarsi altri colpi di scena?

    «Il bubbone non è ancora esploso. Crede forse che in Italia la situazione sia stata differente rispetto all’Irlanda o agli Stati Uniti? Le associazioni nel nostro paese si stanno formando solo ora, ci vorrà tempo sicuramente ma non si può insabbiare tutto in eterno…»

    Un’ultima domanda: secondo lei, è vero quanto riferito dal New York Times, ossia che Ratzinger era a conoscenza degli abusi sessuali ma ha taciuto e nascosto questi fatti?

    «Posso solo dire quello che ho visto e vissuto in prima persona. La risposta a questa domanda glie l’ho già data, anche se indirettamente.»

    [INTERVISTA ESCLUSIVA] Preti pedofili, sacerdote-psicologo racconta: «così vengono nascosti dal Vaticano»

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  • Pedofilia/ Vescovo Teramo: Piena fiducia in toghe, prete sospeso

    Pedofilia/ Vescovo Teramo: Piena fiducia in toghe, prete sospeso

    Mons. Seccia: Viva partecipazione a disagio e dolore famiglia
    Roma, 13 apr. (Apcom) – Il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, mons.

    Michele Seccia, in riferimento alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sacerdote arrestato con l’accusa di pedofilia, A. D., comunica di aver provveduto immediatamente alla sua “sospensione dall’esercizio ministeriale” (Canone 1395) non appena è venuto a conoscenza del fatto (fine Dicembre 2009).

    Nello stesso tempo, precisa una nota, la Curia vescovile si è messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per facilitare le indagini sul caso. La Curia Vescovile precisa che il sacerdote ha prestato servizio in diocesi a seguito di una convenzione tra la diocesi di origine e questa teramana.

    Fa presente, inoltre, che il suo ritorno temporaneo nel paese di origine (India), avvenuto agli inizi del corrente anno, è stato originato da esigenze di ordine famigliare (grave forma leucemica della madre). Il Vescovo, nel confermare la collaborazione con l’autorità giudiziaria, esprime il proprio “sgomento” per la triste vicenda, la piena fiducia nel corso della giustizia e, nello stesso tempo, manifesta sentimenti di viva partecipazione al disagio e dolore della famiglia.

    http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=909956

  • Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo

    Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo

    TERAMO – Un missionario indiano è stato arrestato per pedofilia. Lo scandalo dei “preti-pedofili”, che ultimamente sta investendo la Chiesa nel mondo, ha toccato anche Teramo. Un sacerdote di 39 anni, lunedì sera è finito in manette per presunti abusi su una bambina di 10 anni.

    Le molestie, secondo una prima ricostruzione, si sarebbero verificate nel periodo di Natale, nella frazione Magnanella, dove il prete era vice parroco fino a pochi mesi fa, prima di essere trasferito a Roma. Alle indagini ha collaborato la Curia di Teramo, dopo che a denunciare la violenza erano stati gli stessi genitori della bambina ai quali la figlia aveva raccontato tutto.

    L’orribile episodio si sarebbe verificato nell’abitazione della piccola. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria dopo l’ordine del Gip. Il missionario proprio oggi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata.

    Intanto dal Vaticano arriva un vademecum, pubblicato sul sito web della Santa Sede, su come comportarsi nei casi di abusi: “Si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità”.

    Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo
    Lunedì 12 Aprile 2010 20:30

    Teramo. Missionario indiano arrestato per pedofilia. La bufera sui cosiddetti preti-pedofili, che in questi giorni tiene banco a livello mondiale, si abbatte anche su Teramo. Un prete indiano di 39anni, che fino a qualche mese fa è stato vice-parroco nelle frazione di Magnanella di Teramo, questa sera è finito in manette per una presunta storia di molestie e violenze sessuali ai danni di una bimba di 10 anni.

    La vicenda, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe verificata nel periodo natalizio, nella frazione Magnanella, dove il prete di 39 anni avrebbe molestato una ragazzina di 10 anni. L’episodio si sarebbe verificato nell’abitazione della piccola. A denunciarlo sono stati i genitori della bambina, che si sarebbero accorti degli strani comportamenti della figlia, che poi avrebbe avuto il coraggio di condifarsi. Il protagonista delle attenzioni sessuali, già nei mesi scorsi, era stato allontanato dalla curia dalla parrocchia di San Michele Arcangelo (a testimonianza della collaborazione data dalla curia agli inquirenti), e trasferito in un convitto a Roma. Questa sera il missionario, però, è stato arrestato su disposizione del Gip del tribunale di Teramo. Ogg il religiosoi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata. Il sacerdote, pur dipendendo dal vescovo di Teramo per l’attività parrocchiale, fa capo al superiore del suo ordine religioso. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava dopo la denuncia dei genitori della piccola.

    http://www.cityrumors.it/2010041214958/ter…o-a-teramo.html