Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Legnano – Abusi sessuali su minore Prete condannato in appello ma con attenuanti generiche L’Arcidiocesi di Milano conferma la sospensione Parla la madre del ragazzo

    Legnano – Abusi sessuali su minore Prete condannato in appello ma con attenuanti generiche L’Arcidiocesi di Milano conferma la sospensione Parla la madre del ragazzo

    Condannato in appello don Mauro Galli, accusato di aver abusato sessualmente nel 2011 di un ragazzino di 15 anni a Rozzano, in provincia di Milano, ma con uno sconto di pena dovuto alla concessione delle attenuanti generiche. La condanna è dunque pari a 5 anni e 6 mesi. L’Arcidiocesi di Milano conferma la sospensione da ogni incarico pastorale. La mamma del ragazzo: “Ho ripreso a respirare”. Il parroco era noto anche a Legnano, in quanto dopo il trasferimento da Rozzano, era stato assegnato per alcuni mesi alla pastorale giovanile.

    Condanna in appello a cinque anni e sei mesi

    I giudici hanno concesso all’ex parroco di Rozzano, don Mauro Galli, le attenuanti generiche. Così, in parziale riforma della condanna in primo grado a sei anni e quattro mesi, per aver abusato sessualmente di un ragazzo di 15 anni, la Corte d’Appello di Milano ha condannato il don, noto anche a Legnano poiché per alcuni mesi era stato assegnato alla pastorale giovanile dopo il trasferimento da Rozzano, a una pena pari a cinque anni e sei mesi.

    La vicenda in breve

    La vicenda risale al 2011, a Rozzano, in provincia di Milano. Il ragazzo, di 15 anni, trascorre la notte a casa del parroco, dormendo nello stesso letto a due piazze, in vista delle attività previste per il giorno successivo. Dopo l’accaduto, don Mauro Galli è spostato da Rozzano a Legnano, assegnato alla Pastorale giovanile. Dopo poco il parroco viene nuovamente trasferito a Milano e poi a Roma. Durante gli anni e durante il processo di primo grado le posizioni sono state diverse: da un lato, il ragazzo racconta di aver subito abusi sessuali, dall’altra il parroco conferma di aver dormito nello stesso letto ma di non averlo toccato.

    L’Arcidiocesi di Milano conferma la sospensione

    In una nota pubblica l’Arcidiocesi di Milano conferma la sospensione del prete da ogni incarico pastorale: “Nel prendere atto della sentenza, l’Arcidiocesi di Milano conferma che don Galli resta sospeso da ogni incarico pastorale e non può esercitare pubblicamente il ministero sacerdotale. Per quanto riguarda il processo canonico, si è conclusa la valutazione da parte del Tribunale ecclesiastico regionale lombardo ed esso prosegue secondo le disposizioni date dalla Sede Apostolica. In attesa di conoscere l’esito finale di questi procedimenti, l’Arcidiocesi desidera ancora una volta esprimere la propria vicinanza alla vittima, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno ingiustamente sofferto”.

    La mamma Cristina: “Ho ripreso a respirare”.

    La madre del ragazzo, Cristina Balestrini, era presente in aula, durante la lettura della sentenza. Dopo anni di dolore e di battaglie, ha ritrovato un po’ di serenità nella decisione dei giudici: “Una sorta di liberazione da un incubo. La conferma della condanna era scontata per la maggior parte delle persone che ci conoscono e che hanno seguito tutta la vicenda. Razionalmente questo era il pensiero, ma emotivamente era tutta un’altra storia. Al suono della campanella per l’entrata dei Giudici in aula ci siamo alzati in piedi tutti, come a ogni udienza. In quel momento non sentivo più il battito del mio cuore, mi sembrava che anche il tempo si fosse fermato, anche il respiro era in sospeso. Avevo in mano un blocchetto sul quale ho potuto scrivere poche note, non potevo rischiare di non ricordare: 5 anni e 6 mesi, concesse le attenuanti generiche di cui all’art. 62 n. 6. In quel momento ho ripreso a respirare”. Un respiro colmo di fede, la stessa che l’ha accompaganta in tutto questo tempo. Continua Cristina. “Subito ho rivolto lo sguardo a Colui che si trovava in fondo all’aula: appeso sopra la porta, nascosto, un Crocifisso. Ho finalmente potuto dire un ‘Grazie!’, in silenzio”.

     

    Sara Riboldi

  • Abusi sessuali su un minore, don Mauro Galli condannato in appello a 5 anni e 6 mesi

    Abusi sessuali su un minore, don Mauro Galli condannato in appello a 5 anni e 6 mesi

    È stato condannato anche in appello don Mauro Galli, ex sacerdote dell’oratorio di Rozzano ritenuto colpevole di abusi sessuali su un ragazzino che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. I giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Milano hanno condannato il sacerdote a cinque anni e sei mesi. In primo grado don Galli, che si è sempre professato innocente, era stato condannato a 6 anni e 4 mesi e la sostituta procuratrice generale Bianca Bellucci durante la scorsa udienza aveva chiesto di confermare in toto la sentenza, affermando: “La sofferenza della parte lesa è stata così evidente che non c’era necessità di fare appello”. I giudici hanno però riconosciuto al sacerdote le attenuanti generiche, diminuendo così leggermente la pena.

    Gli abusi risalgono al dicembre del 2011

    I fatti contestati al sacerdote risalgono al dicembre del 2011: in quella circostanza don Galli avrebbe secondo i giudici abusato di un ragazzino che aveva ospitato per la notte nell’oratorio di Rozzano, nell’hinterland di Milano. Don Galli nel corso del processo di primo grado aveva ammesso di aver dormito nello stesso letto con Fausto (nome di fantasia, ndr), ma aveva negato gli abusi. In sede extragiudiziale il sacerdote però aveva risarcito con 100mila euro i famigliari del ragazzo, che non si sono mai costituiti parte civile e hanno cercato invano in questi anni di essere ascoltati dalle autorità ecclesiastiche. Una circostanza che era stata ritenuta “una discrasia evidente” dal pubblico ministero del primo processo, dal momento che era stato “risarcito un danno che si ritiene di non avere cagionato”.

    L’avvocato della vittima: Soddisfatti

    La sentenza è stata pronunciata a porte chiuse. In aula non erano presenti né don Galli né la sua giovane vittima, che secondo quanto affermato dalla madre sta cercando di voltare pagina. All’uscita dall’aula, la famiglia della vittima ha tirato un sospiro di sollievo: “Siamo decisamente sollevati”, ha detto la madre del ragazzo a Fanpage.it. La donna temeva infatti che la ricostruzione parziale dei fatti riferita durante la precedente udienza dall’avvocato del sacerdote potesse fare breccia tra i giudici. L’avvocato della famiglia, Fulvio Gaballo, al termine del processo ha detto a Fanpage.it e alle altre : “Siamo soddisfatti, il fatto è stato cristallizzato. Hanno concesso le attenuanti generiche, che erano state escluse nella sentenza di primo grado ma ci potevano stare. Speravamo di no perché i fatti sono molto gravi, però la Corte d’appello emette le sentenze a distanza di tempo e quindi ce lo potevamo aspettare. Comunque cinque anni e sei mesi è una sentenza sostanzialmente confermata, ci ragioniamo su 90 giorni per la motivazione. Il fatto è rimasto, questa è la cosa importante: il fatto non l’hanno toccato”.

    La madre della vittima si è poi soffermata con i cronisti sul pronunciamento del tribunale ecclesiastico che aveva “assolto”, anche se non con formula piena, don Galli: “L’unica risposta scritta che ci è arrivata è che può continuare a fare il prete”. La donna ha poi aggiunto di non avere notizie di don Galli, col quale comunque non c’è stato “nessun contatto di nessun tipo in nessun momento della vicenda, né il giorno dopo, né un anno né cinque anni dopo”. La madre di Fausto ha poi riferito dell’incontro avuto a gennaio con l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini: “Ci ha concesso un colloquio di 8 minuti e 59 secondi durante il quale non ha praticamente proferito parola, il nulla. Gli abbiamo chiesto com’è possibile che da parte della Chiesa non ci sia stato nulla per riavvicinare nostro figlio alla fede, e su questo lui ha detto: ‘Io su questo tema non so proprio cosa dire’. E sinceramente da un arcivescovo facendogli una domanda sulla fede mi aspettavo molto di più del nulla. Gli abbiamo chiesto come mai tutta la vicenda era andata in questo modo, e lui ha detto: ‘Si poteva scrivere un’altra storia’”.

    (Ha collaborato Simone Giancristofaro)

    https://www.fanpage.it/milano/abusi-sessuali-su-un-minore-don-mauro-galli-condannato-in-appello-a-5-anni-e-5-mesi/

  • Milano: don Mauro Galli condannato anche in appello a cinque anni e sei mesi.

    Milano: don Mauro Galli condannato anche in appello a cinque anni e sei mesi.

    Un caso seguito dal primo processo dalla Rete L’ABUSO e che oggi trova conferma in appello, dove con uno sconto di pena relativo alle attenuanti generiche, art. 62 n6 (ha risarcito prima della condanna) don Mauro Galli difeso dall’avvocato, Prof. Mario Zanchetti  viene condannato a 5 anni e 6 mesi conto i 6 anni e 4 mesi della sentenza di primo grado.

    Don Galli avrebbe abusato di un ragazzino che aveva ospitato per la notte nell’oratorio di Rozzano. Durante il processo di primo grado aveva ammesso di aver dormito nello stesso letto del ragazzino, ma aveva negato gli abusi.

    “La sofferenza della parte lesa è stata così evidente che non c’era necessità di fare appello” ha dichiarato la procuratrice. I giudici, però, hanno riconosciuto al prete le attenuanti generiche, diminuendo la pena. I fatti contestati risalgono al dicembre 2011.

    L’Ufficio di Presidenza

  • Abusi su un minorenne. Chiesti 6 anni e 4 mesi per il “don” di Rozzano

    Abusi su un minorenne. Chiesti 6 anni e 4 mesi per il “don” di Rozzano

    Luca Fazzo

    Confermare la condanna a sei anni e quattro mesi per un comportamento che i giudici di primo grado non esitarono a definire “abominevole”: questa è la richiesta che la Procura generale di Milano ha presentato ieri nei confronti di don Mauro Galli, il sacerdote che nel 2011 quando era coadiutore della parrocchia di Rozzano si rese responsabile di una aggressione notturna a sfondo sessuale ai danni di un ragazzo di quindici anni. Oggi, come racconta ieri sua madre, a margine dell’udienza, quel ragazzo è diventato un uomo che cerca di dimenticare quella notte nel letto di don Galli. Ma non è facile.

    Ieri, davanti alla prima sezione della Corte d’appello, la Procura generale ha chiesto la conferma integrale della condanna pronunciata nell’aprile 2018 dal tribunale presieduto dal giudice Ambrogio Moccia. Fu la conclusione di un processo attraversato da dubbi e polemiche: a partire da quelle sul ruolo della Curia milanese, compreso l’attuale arcivescovo Mario Delpini, e alle coperture assicurate a don Galli: al sacerdote venne concesso, quando i sospetti su di lui erano già a conoscenza dei vertici, di continuare a lavorare in un’altra parrocchia a contatto con dei minorenni, nella pastorale giovanile di Legnano, e i familiari vennero convinti a ritirare la denuncia contro di lui. Secondo una intercettazione, d’altronde, fu proprio Delpini a mettere sull’avviso il sacerdote dell’inchiesta in corso contro di lui.

    E le coperture, si scopre ieri, non sono cessate. Secondo la versione ufficiale, don Galli – che non è mia stato arrestato – in questi anni si è di fatto ritirato dal sacerdozio attivo, mantenendo l’abito talare ma dedicandosi solo a una vita di studi. Invece i familiari della sua vittima ieri, a margine dell’udienza, affermano che “in realtà don Galli ci risulta che abbia continuato ad officiare”. Una accusa assai grave che fa il paio con le voci, mai ufficialmente confermate, secondo cui il processo canonico a carico del giovane prete si sarebbe concluso in primo grado con un nulla di fatto.

    Lo stesso difensore dell’imputato, il professor Mario Zanchetti, ha dato atto di considerare ingiustificabile la scelta del prete di fare accomodare il ragazzo – che aveva accettato l’invito a trascorrere la notte in casa sua – nel proprio letto, anziché nella stanza degli ospiti. Per il resto la difesa ha cercato di convincere i giudici della inattendibilità delle parole della vittima quando ha sostenuto di essere stato circondato dal sacerdote con le braccia (“l’ho fatto per impedirgli di cadere dal letto”, è la versione di don Galli) e poi violentato. La Corte d’appello ha preso due settimane di tempo per valutare in profondità la vicenda, fissando al 5 luglio la nuova udienza per pronunciare la sentenza. Il processo si è tenuto a porte chiuse su richiesta della pubblica accusa, più preoccupata di tenere lontano il Covid a colpi di spray che di garantire il diritto di cronaca sull’incresciosa vicenda.

    (trascrizione da Il Giornale del 23 giugno 2021)

  • Legnano – Chiesta la conferma della condanna del prete condannato in primo grado con accusa di aver abusato di un quindicenne Il 5 luglio la sentenza Parla la madre del giovane

    Legnano – Chiesta la conferma della condanna del prete condannato in primo grado con accusa di aver abusato di un quindicenne Il 5 luglio la sentenza Parla la madre del giovane

    Chiesta la conferma della condanna a a sei anni e quattro mesi nel processo davanti alla prima sezione della Corte d’Appello di Milano per don Mauro Galli, accusato di aver abusato sessualmente nel 2011 di un ragazzino di 15 anni a Rozzano (Milano). Il parroco è noto anche a Legnano, poiché era stato assegnato per alcuni mesi alla pastorale giovanile. L’avvocato difensore ha invece chiesto l’assoluzione per mancanza di prove. Parla la mamma del ragazzo. La sentenza è prevista per l prossimo 5 luglio.

    Chiesta la conferma della condanna in primo grado

    Durante il processo davanti alla Corte d’Appello di Milano, il sostituto Procuratore Generale, Bianca Bellucci, ha chiesto la conferma della condanna a 6 anni e 4 mesi per don Mauro Galli, imputato con l’accusa di aver abusato sessualmente, nel dicembre del 2011 a Rozzano (Milano), di un ragazzino che allora aveva 15 anni. Il difensore di don Galli ha chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove, poiché non ci sarebbe la prova dell’abuso. In subordine, ha chiesto le attenuanti generiche. Il parroco è noto anche a Legnano, in quanto dopo il trasferimento da Rozzano, era stato assegnato per alcuni mesi alla pastorale giovanile.

    Il processo di primo grado

    In primo grado – nel 2018 – don Mauro Galli era stato condannato a sei anni e quattro mesi per aver abusato sessualmente di un ragazzo di soli 15 anni. Inoltre, il Tribunale aveva disposto il divieto per l’ex parroco di avere contatti con minorenni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo nel giugno 2019 ha però assolto parzialmente il parroco e gli atti del processo sono stati trasmessi alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

    La vicenda

    La vicenda risale al 2011, a Rozzano, in provincia di Milano. Il ragazzo, di 15 anni, trascorre la notte a casa del parroco, dormendo nello stesso letto a due piazze, in vista delle attività previste per il giorno seguente. Quasi subito dopo l’accaduto, don Mauro Galli è spostato da Rozzano a Legnano, assegnato alla Pastorale giovanile. Dopo pochi mesi, il parroco viene nuovamente trasferito: prima a Milano e poi a Roma. Durante gli anni e durante il processo di primo grado le posizioni sono state diverse: da un lato, il ragazzo racconta di aver subito abusi sessuali, dall’altra il parroco conferma di aver dormito nello stesso letto ma di non averlo toccato.

    La mamma Cristina: “Preferisco congelare i sentimenti e attendere la sentenza”.

    La sentenza del processo d’Appello è previsto per il prossimo 5 luglio. La madre del ragazzo, Cristina Balestrini, ha partecipato all’udienza e non nasconde il dolore che non è solo quello di una mamma ma quello di una persona che oramai da anni combatte affinché le vittime di abusi non siano più sole: “Complicato stare in un’aula di tribunale dovendo stare zitti e buoni. Ascoltare per mezz’ora chi fa il suo lavoro – ovvero l’avvocato che difende il prete – e non poter dire nulla. Aver voglia di urlare che non è giusto quello che viene detto. E dover tacere. Mezz’ora per dimostrare che la presunta vittima, mio figlio, avrebbe mentito. Essere lì e non poter dire che non è giusto affermare che lui ‘avrebbe simulato un malessere come quella volta che addirittura, durante una gita con l’oratorio, avevano fatto intervenire l’elicottero perché si era inventato una puntura d’insetti e gli amici avevano dichiarato che stava benissimo’: in aula, però, non è stato detto che il verbale del pronto soccorso di quel giorno dice che gli avevano somministrato antistaminici, cortisone ed estratto il pungiglione di un’ape dalla caviglia! Mezz’ora di esempi e ricostruzioni che reputo a metà. Ma ha fatto il suo lavoro. L’avvocato ha chiesto l’assoluzione del prete invocando il ragionevole dubbio. Come madre preferisco ‘congelare’ i sentimenti, i pensieri e le aspettative e attendere la sentenza. Il 5 luglio saremo ancora lì, in quell’aula”.

    Sara Riboldi

  • Pedofilia, assolto dalla Chiesa

    Pedofilia, assolto dalla Chiesa

    «La sua è stata una gravissima leggerezza, un atteggiamento gravemente imprudente. Rilevante per il diritto canonico e anche dal punto di vista etico e morale, ma vi posso assicurare che non c’è davvero nulla di penalmente rilevante».

    In questi termini aveva parlato l’avvocato Mario Zanchetti durante l’arringa difensiva del processo penale di primo grado a carico di don Mauro Galli, cinquantenne sacerdote di Cislago, per alcuni mesi nel 2012 responsabile della pastorale giovanile alla chiesa di San Pietro in Canazza prima di essere rimosso perché inseguito dall’accusa di aver abusato sessualmente nel dicembre di dieci anni fa di un quindicenne mentre esercitava nella parrocchia di Sant’Ambrogio a Rozzano.

    I fatti dicono che le affermazioni del legale sono state (quantomeno per il momento) doppiamente smentite. Primo, perché sul fronte penale, in primo grado, il Tribunale di Milano ha condannato il sacerdote, che era al suo primo incarico, a sei anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale su minore. Secondo, perché il processo dinanzi al Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo si è concluso con una sentenza dimissoria nei confronti di don Mauro. Una formula, propria del diritto canonico, in base alla quale il sacerdote è stato assolto per insufficienza di prove.

    Niente è dato a sapersi né sugli atti del processo né sulle motivazioni del procedimento svoltosi negli uffici di largo Fontana a Milano. Nella lettera con la quale il Tribunale ecclesiastico in composizione collegiale (con giudici che non fanno parte della Diocesi di Milano) ha comunicato la decisione al diretto interessato, oggi venticinquenne, si oppone il segreto d’ufficio. Aldilà dell’incongruenza tra la sentenza penale (di condanna) e quella ecclesiastica (di fatto assolutoria), potrebbe lasciare perplessa anche la scelta di non trasparenza della Chiesa nonostante si sia al cospetto di un caso di pedofilia.

    Un caso che all’epoca dei fatti l’allora vicario episcopale (e oggi arcivescovo di Milano) Mario Delpini, e l’allora responsabile dei giovani sacerdoti (e ora vescovo di Brescia), Pier Augusto Tremolada, non aprirono alcun procedimento limitandosi a trasferire il sacerdote a Legnano. Un trasferimento, decisamente poco opportuno alla luce del grave precedente, avvenuto in tutta fretta e sulle cui ragioni le autorità religiose della parrocchia legnanese sarebbero state tenute all’oscuro.

    La via del silenzio adottata dai giudici ecclesiastici? È vero che c’è stata l’abolizione del segreto pontificio per delitti canonici del tipo di quello trattato nel processo che riguarda don Galli: ma altrettanto vero che l’abolizione è stata decisa da papa Francesco con una disposizione risalente al 2019, e che, codice canonico alla mano, non ha effetto retroattivo. Salvo che ciò non sia disposto espressamente. Ma non è questo il nostro caso. A quel che è dato sapere, la fase processuale in essere è quella del grado di giudizio di appello davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano. Che cosa sia stato deciso al momento, è top secret.

    Luca Testoni

    https://www.prealpina.it/pages/legnano-pedofilia-assolto-dalla-chiesa-251461.html

  • “Il prete violentò un quindicenne, merita 6 anni e 4 mesi”

    “Il prete violentò un quindicenne, merita 6 anni e 4 mesi”

    ROZZANO, PER L’EX PARROCO LA DIFESA CHIEDE L’ASSOLUZIONE. IL 5 LUGLIO LA SENTENZA

    di MASSIMILIANO SAGGESE

    Rozzano (Milano), 23 giugno 2021 – Sei anni e quattro mesi di carcere. Questo è quanto ha chiesto la sostituta pg Bianca Bellucci nel processo davanti alla prima sezione della Corte d’appello per don Mauro Galli, ex parroco di Rozzano, accusato di aver abusato sessualmente, nel dicembre del 2011, di un ragazzino che all’epoca aveva 15 anni. In sostanza viene chiesta la conferma di quanto emerso dalla sentenza di primo grado.

    “Le motivazioni della sentenza di primo grado sono chiare – ha detto la pg –: la sofferenza della parte lesa è stata così evidente che non c’era necessità di fare appello”. Il difensore del prelato, l’avvocato Mario Zanchetti, ha invece chiesto l’assoluzione in quanto non vi sarebbe la prova dell’atto sessuale. In subordine ha proposto la concessione delle attenuanti generiche. Udienza a porte chiuse per decisione della presidente Chiara Nobili.

    A differenza del processo di primo grado, l’udienza si è svolta a porte chiuse e fuori dall’aula la madre della vittima ha commentato: “Mio figlio vuole voltare pagina, lasciarsi tutto alle spalle. Siamo qui perché venga fatta giustizia e perché queste cose non accadano ad altri”. Come riporta il capo d’imputazione, il religioso, accusato di violenza sessuale aggravata, avrebbe abusato del ragazzo nella propria abitazione a Rozzano, dove il giovane aveva trascorso la notte “in vista delle attività di preghiera previste per il giorno successivo”. Don Galli, secondo le accuse, avrebbe approfittato delle “condizioni di inferiorità fisica e psichica” del 15enne “in relazione al divario di età, allo stato di soggezione e affidamento legato al ruolo di sacerdote, padre spirituale, educatore e insegnante del ragazzo”.

    Ora bisogna attendere la sentenza prevista per il 5 luglio. Don Mauro Galli, all’epoca sacerdote a Rozzano, fu trasferito a Legnano quando emerse lo scandalo. Il religioso venne ascoltato per la prima volta in aula il 22 maggio 2018. I fatti si sarebbero verificati il 19 dicembre 2011.

  • Milano, prete accusato di abusi su 15enne: chiesti 6 anni e 4 mesi di carcere

    Milano, prete accusato di abusi su 15enne: chiesti 6 anni e 4 mesi di carcere

    Il sostituto pg ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per don Mauro Galli accusato di aver abusato sessualmente, nel dicembre del 2011 a Rozzano, di un ragazzino. Il pg: “La sofferenza della parte lesa è stata così evidente che non c’era necessità di fare appello”. La madre del giovane: “Siamo qui perché venga fatta giustizia e perché queste cose non accadano ad altri”

    Il processo d’appello

    “Le motivazioni della sentenza di primo grado sono chiare – ha detto il pg – la sofferenza della parte lesa è stata così evidente che non c’era necessità di fare appello”. Il difensore di don Galli, l’avvocato Mario Zanchetti, ha chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove in quanto non vi sarebbe la prova dell’atto sessuale. In subordine ha proposto la concessione delle attenuanti generiche all’imputato. A differenza del processo di primo grado, l’udienza si è svolta a porte chiuse per decisione della presidente Chiara Nobili.

    La madre della vittima: “Siamo qui perché non accada ad altri”

    Fuori dall’aula la madre della vittima ha commentato: “Mio figlio vuole voltare pagina, lasciarsi tutto alle spalle. Siamo qui perché venga fatta giustizia e perché queste cose non accadano ad altri”. La sentenza è attesa per il 5 luglio.

    https://tg24.sky.it/milano/2021/06/22/prete-abusi-sessuali-minore-milano

  • Abusi su un quindicenne: parte il processo d’appello per il sacerdote

    Abusi su un quindicenne: parte il processo d’appello per il sacerdote

    di CHRISTIAN SORMANI

    Legnano, 13 giugno 2021 –  Si apre il processo di appello per don Mauro Galli, ex vicario nella parrocchia di San Pietro nel quartiere Canazza a Legnano e responsabile della pastorale giovanile nelle parrocchie di Santa Teresa, dei Santi Magi e del Santissimo Redentore sempre nella città del Carroccio. Galli, 42 anni, era stato condannato in primo grado per aver abusato sessualmente di un ragazzo che all’epoca aveva 15 anni. L’imputato ha versato 100mila euro di risarcimento ai famigliari del ragazzo. La sentenza aveva anche disposto il divieto per l’uomo di avere contatti con minorenni, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I fatti contestati avvennero a Rozzano nel 2011: don Galli aveva ammesso subito di aver dormito nello stesso letto con il minorenne, negando però gli abusi. Il prete dopo lo scandalo fu trasferito a Legnano su ordine dell’attuale arcivescovo di Milano Mario Delpini, all’epoca vicario di zona. Il prossimo 22 giugno alle 9,30, Don Galli dovrà comparire davanti ai giudici della prima sezione penale della Corte d’appello di Milano. In questi anni i familiari della vittima dell’abuso sessuale, hanno scritto decine di lettere a tutti i vertici della chiesa cattolica sia nella Diocesi di Milano che in Vaticano, includendo tra i destinatari anche direttamente il Santo Padre Papa Francesco. Una dolorosa vicenda farcita da menzogne, depistaggi e coperture di prelati che hanno cercato di fare quadrato attorno al prete. Il processo penale a porte aperte si aprì nel giugno 2017 e si concluse in primo grado il 20 settembre 2018 con la condanna del prete a sei anni e quattro mesi. I familiari del giovane abusato avevano fatto pervenire in Vaticano una nutrita documentazione già dal maggio 2015 sul comportamento omissivo dei due vescovi interessati della vicenda, Mario Delpini e Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia. Eppure don Galli, condannato a sei anni e quattro mesi da un tribunale italiano per abusi sessuali, è stato assolto dal tribunale della chiesa lombarda e ora il caso verrà trasferito in Vaticano. All’epoca dei fatti l’allora vicario episcopale, Mario Delpini, e l’allora responsabile dei giovani sacerdoti, Pierantonio Tremolada, non aprirono alcun procedimento limitandosi a trasferire il sacerdote a Legnano.

  • Abusi sessuali su un 15enne, fissato il processo d’appello per don Mauro Galli

    Abusi sessuali su un 15enne, fissato il processo d’appello per don Mauro Galli

    Abusi sessuali, si apre il processo d’appello a carico di don Mauro Galli, sacerdote cislaghese che ha prestato servizio anche a Legnano.

    Abusi sessuali su un 15enne, don Galli davanti alla Corte d’appello

    Fissato il processo d’appello per don Mauro Galli, il sacerdote cislaghese condannato per aver abusato sessualmente di un ragazzo che all’epoca dei fatti, risalenti al 2011, aveva 15 anni.
    In primo grado la quinta sezione penale del Tribunale di Milano lo ha condannato a sei anni e quattro mesi. Martedì 22 giugno 2021 il prete sarà chiamato a comparire davanti ai giudici della prima sezione penale della Corte d’appello di Milano.

    L’incarico di responsabile della pastorale giovanile a Legnano

    Don Galli, 42 anni, nativo di Cislago, ha prestato servizio anche a Legnano: nel 2012 fu vicario nella parrocchia di San Pietro al quartiere Canazza e responsabile della pastorale giovanile nelle parrocchie di Santa Teresa, dei Santi Magi e del Santissimo Redentore. I fatti contestati avvennero a Rozzano nel 2011, e il suo trasferimento nella città del Carroccio sarebbe stato motivato proprio dalla decisione, presa dall’attuale arcivescovo di Milano Mario Delpini, all’epoca vicario di zona, di trasferire il prete ad altro incarico dopo la segnalazione fatta dai genitori del ragazzo ai parroci della cittadina (don Galli aveva ammesso subito di aver dormito nello stesso letto con il minorenne, negando però gli abusi).

    La condanna a sei anni e quattro mesi in primo grado

    In primo grado, il pubblico ministero Lucia Minutella aveva chiesto una condanna a dieci anni e otto mesi di reclusione. L’imputato, fuori dal processo, aveva versato 100mila euro di risarcimento ai famigliari del ragazzo, che non si sono costituiti parti civili. Il collegio, presieduto da Ambrogio Moccia, oltre a condannare il prete a sei anni e quattro mesi di reclusione, aveva anche disposto il divieto per l’ex parroco di avere contatti con minorenni, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Zanchetti, aveva preannunciato subito l’intenzione di ricorrere in appello.

    I fatti avvennero a Rozzano tra il 19 e il 20 dicembre 2011

    I fatti avvennero tra il 19 e il 20 dicembre 2011, nella canonica di Rozzano dove abitava don Galli, che aveva l’incarico di vicario parrocchiale nel comune dell’hinterland milanese. Lì il ragazzo aveva trascorso la notte, su invito del sacerdote, «in vista delle attività di preghiera previste per il giorno successivo». Davanti ai giudici il prete aveva ammesso di aver dormito nel letto matrimoniale con il 15enne, nonostante ci fossero altri letti a disposizione, ma aveva negato ogni contatto: stando alla deposizione resa in aula, don Galli si era difeso sostenendo di non aver mai «abbracciato» né «toccato» il giovanissimo. Il quale ha sempre raccontato un’altra verità, poi sancita dalla sentenza di primo grado.

    Abusi sessuali su un 15enne, fissato il processo d’appello per don Mauro Galli