Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: sacerdoti pedofili

  • Francesco Zanardi, il “cacciatore” di preti pedofili: “Stuprato da un sacerdote. Ora potrò guardare il Papa negli occhi”

    Francesco Zanardi, il “cacciatore” di preti pedofili: “Stuprato da un sacerdote. Ora potrò guardare il Papa negli occhi”

    Francesco Zanardi – Il “cacciatore” di sacerdoti pedofili, fondatore della Rete-L’abuso, domani da Bergoglio: “In vent’anni è cambiato poco”

    di Ferruccio Sansa

    Domani vedrò il Papa. Dopo tanti anni finalmente potrò parlargli. Guardarlo negli occhi.

    Francesco Zanardi, lei oggi ha 48 anni. Da ragazzo è stato abusato da un sacerdote. In Italia è il grande “cacciatore” di pedofili. E adesso va in Vaticano per il summit per la Protezione dei minori voluto da Bergoglio da giovedì a domenica. Avrà un incontro riservato con lui.

    Lo ammetto: sono emozionato. Trovarsi l’uno di fronte all’altro, guardarsi negli occhi e finalmente potersi parlare.

    È stato lei a chiedere l’incontro?

    Lo avevo chiesto per anni. Inutilmente. Stavolta invece è stato il Vaticano a cercarci. Forse ha pesato la decisione dell’Onu cui ci eravamo rivolti come Ega (Ending Clergy Abuse, l’associazione che raccoglie vittime di tutto il mondo). Ha puntato il dito contro i Patti Lateranensi e le tutele previste per i cardinali in materia penale.

    Dopo tanti anni di attesa che cosa vorrebbe dire al Papa?

    Ascolterò, ovviamente. E poi gli esporrò le nostre proposte. La prima: l’obbligo per i vescovi di denunciare i casi di pedofilia. In tutti i Paesi, non soltanto in alcuni. E poi: d’accordo per i processi canonici, ma servono anche quelli dei tribunali. Perché la Chiesa punisce chi trasgredisce il sesto comandamento, cioè la colpa verso Dio. Ma bisogna punire anche la colpa verso i bambini stuprati.

    Racconterà la sua storia?

    Non sono lì per parlare di me. Sono uno tra migliaia.

    Anche lei è stato abusato da un sacerdote…

    Sì. Avevo tredici anni. Mia madre era molto devota, mi mandava in parrocchia. A Spotorno (Savona) dove vivevamo non c’era altro. E un giorno il sacerdote… mi ha stuprato. Era il 1981, è andata avanti per anni.

    La Curia di Savona cosa ha fatto?

    Quel prete è rimasto indisturbato fino a dopo il Duemila, addirittura era stato destinato a una comunità di minori. Poi ha deciso di lasciare la tonaca. Ed è stato condannato a poco più di un anno di carcere, per il resto è intervenuta la prescrizione.

    E lei invece…

    A quindici anni ero distrutto. Ho cominciato a drogarmi, mi sono ammalato.

    La violenza le ha spezzato la vita?

    Quasi. Mi sono trovato a trent’anni senza aver avuto una vita affettiva e sessuale, se non con un prete. Poi finalmente sono riuscito a esprimere la mia omosessualità. Ma l’incubo era ancora dentro di me: nel 2010 il pm di Savona che indagava sul prete mi ha convocato. E quello che avevo coperto, rimosso è venuto fuori. È esploso. Il mio compagno mi ha lasciato. Mi sono trovato solo. Così ho dovuto decidere: lasciarmi andare o cercare di battermi per cambiare le cose. Ho scelto questa strada.

    Ha fondato test.retelabuso.org/, un punto di riferimento per le vittime di tutto il mondo…

    Abbiamo quasi mille aderenti. Stiamo seguendo decine di casi in tutta Italia grazie alla collaborazione di 21 studi legali. Sono partito dalla mia città. Dal silenzio con cui la Chiesa ligure ha coperto le violenze a danno dei bambini. Poi da Albenga, diventata un refugium peccatorum di sacerdoti pedofili provenienti anche dall’estero. Preti che continuavano a celebrare e vivere in mezzo ai fedeli. Denunciando abbiamo creato una rete, trovato altri casi in tutta Italia e in mezzo mondo. Scovato sacerdoti che venivano nascosti dalla Chiesa nonostante le accuse pesantissime.

    Ma adesso Bergoglio sembra aver cambiato corso…

    Gli sono grato di questo incontro. Sono emozionato. Ho grande rispetto per lui, ma devo anche essere sincero: non vedo grandi cambiamenti in confronto agli anni 90 quando lo scandalo pedofilia emerse in America. Siamo ancora qui a dover decidere le linee guida. So che Bergoglio deve fronteggiare grandi resistenze interne, ma non posso tacere che durante il suo pontificato sono stati nominati vescovi alcuni sacerdoti sospettati di aver taciuto sulle violenze. Non posso tacere quando vedo sacerdoti ridotti allo stato laicale in una settimana perché dichiarano di essere gay, mentre preti pedofili non sono toccati. No, devo essere sincero: è cambiato troppo poco in vent’anni e intanto migliaia di altri bambini sono stati abusati.

    Lei da bambino credeva in Dio. E adesso?

    No, sono ateo. Ma non odio la Chiesa, la mia non è una crociata contro l’istituzione. E ho rispetto per chi ha fede e per l’idea di Dio. Chi ci ha fatto tanto male non è in cielo, ma in terra. I colpevoli sono persone: i sacerdoti che hanno abusato di noi e chi li ha coperti. Bisogna affrontare il problema subito, per salvare tanti bambini. La loro vita viene prima di tutto. Questo dirò a Francesco.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/02/19/stuprato-da-un-prete-ora-potro-guardare-il-papa-negli-occhi/4981832/

  • L’ITALIA parte male: Il Presidente della CEI Bassetti non risponde alle vittime… e neppure ha idea di quanti pedofili ha in casa, ma ha 5 vescovi insabbiatori nel Consiglio Episcopale permanente

    L’ITALIA parte male: Il Presidente della CEI Bassetti non risponde alle vittime… e neppure ha idea di quanti pedofili ha in casa, ma ha 5 vescovi insabbiatori nel Consiglio Episcopale permanente

    Non che ci avessimo creduto, ma siccome non ci piace avere pregiudizi, cerchiamo sempre un riscontro e nell’eventualità che non arrivi come in questo caso, semplicemente ci domandiamo il perché dell’invito.

    Il 20 dicembre scorso, stimolati dall’invito del Comitato organizzatore ai presidenti delle Conferenze episcopali, nel quale chiedeva, prima dell’incontro di febbraio con Papa Francesco, di ricevere le vittime dei sacerdoti pedofili, il Comitato Vittime & Famiglie  cattoliche della Rete L’ABUSO, ha colto l’appello e immediatamente scritto (in veste ufficiale) al cardinale Gualtiero Bassetti, attuale Presidente della Cei.

    La richiesta, anticipata per posta elettronica, letta il giorno successivo, al momento non ha ottenuto alcuna risposta. Da quanto si apprende da un’intervista di Claire Giangravè a padre Stefano Russo, Segretario generale della Conferenza episcopale italiana, nel corso di un evento stampa del 16 gennaio, lo stesso Russo smentisce quanto apparso su alcuni organi di informazione in merito ad un incontro con le vittime italiane prima del summit di febbraio e rettifica: “Le vittime dovranno aspettare fino a marzo per incontrare i membri del CEI”.

    Un summit che pare partire con più di una zampa azzoppata, non solo per la mancata risposta della Cei alle vittime, ma anche per quanto riguarda i dati: eh sì, alla Cei sembra abbiano così a cuore il problema dei preti pedofili che, in tutti questi anni, come dichiara ancora una volta padre Stefano Russo, “Non siamo in grado di dare alcun numero”. Eppure, anche se incompleto, in quanto manca tutto il sommerso, noi qualche dato lo avremmo già prodotto, e lo si può vedere sulla nostra mappa. Quasi 300 casi in soli 15 anni, da Nobel!

    Che il Vaticano e la Cei non ce ne abbiano a male, ma dopo anni di appelli fatti a vuoto, siamo certi comprenderanno se qualche altra perplessità sulla credibilità del meeting sorge sfogliando l’elenco dei membri del Consiglio Episcopale permanente, nel quale troviamo il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, che da anni protegge il sacerdote accusato di abusi Silverio Mura, il cardinale Angelo Bagnasco, che ha nascosto nella sua diocesi padre Carlos Buela, accusato di abusi e per questi condannato dalla chiesa Argentina. C’è poi il cardinale Giuseppe Betori, anche lui accusato di aver protetto don Daniele Ralti, accusato di pedofilia e trasferito di parrocchia in parrocchia. C’è poi monsignor Mario Delpini, quest’ultimo non è neppure accusato di aver insabbiato il caso di don Mauro Galli, è lui stesso ad ammetterlo in una deposizione rilasciata alla Questura di Milano. Il vescovo Claudio Maniago, accusato di aver protetto il prete pedofilo Lelio Canti. Qui la lista completa degli insabbiatori italiani.

    Caparezza, in una sua canzone recita “mi fido di te, come di chi fa autostop in manette”. Ci sentiamo di riporre nel Vaticano e nella Cei, fino a prova contraria, la stessa fiducia.

    Zanardi

  • Una mappa interattiva mostrerà la geolocalizzazione dei sacerdoti pedofili

    Una mappa interattiva mostrerà la geolocalizzazione dei sacerdoti pedofili

    L’idea del progetto appartiene a Joanna Scheuring-Wielgus, deputata della Fazione dei liberali, Marek Lisinski, dipendente della fondazione “non abbiate paura”, Artur Nowak, autore di libri sulla pedofilia nelle chiese, e la giornalista Agate Diduszko-Zyglewska.La mappa sarà contrassegnata con più di 300 punti, in cui i preti della chiesa hanno commesso reati di natura sessuale nei confronti di minori. Non troverete dati personali, ma solo i nomi e le iniziali dei criminali. Con un altro colore sulla mappa sono indicate le vittime di pedofilia, delle persone dell’organizzazione “Non abbiate paura”.

    “Abbiamo molte volte fatto appello ai vescovi con lo scopo di ottenere informazioni sulla pedofilia nella chiesa, ma le nostre richieste sono rimaste senza risposta. Così abbiamo deciso di prendere tutto nelle nostre mani. Abbiamo lavorato alla mappa più di un anno e mezzo” ha detto uno degli autori del progetto.

    Tuttavia, nel mondo cattolico la nuova mappa ha suscitato alcuni dubbi. Ad esempio, per i metodi utilizzati per la sua creazione. “Viola due principi importanti. In primo luogo, quali sono le accuse si può dure solo dopo lo svolgimento delle indagini. In secondo luogo, utilizza i dati ricevuti da sconosciuti, privati, la cui identità non è stata verificata” dice il presidente dell’agenzia cattolica di informazione. Per la prima volta l’idea di creare mappe sui pedofili è venuta agli italiani. Nel 2016 è stata creata l’organizzazione l’Abuso. Con tre colori diversi sono stati designati vari atti di pedofilia: eventi, che sono stati puniti, i casi in cui la corte ha confermato il caso di violenza, ma l’imputato ha potuto evitare la punizione, ma anche casi in cui la violenza è stata commessa da stranieri che hanno visitato il luogo, solo di passaggio.

    Gli autori del progetto polacco chiedono di prestare attenzione, il problema della pedofilia rimane, e i rappresentanti della chiesa cattolica polacca continuano a reagire insufficientemente. L’obiettivo di creare una nuova mappa è un altro tentativo per prestare attenzione e aiutare le vittime dei pedofili.

  • Argentina, “scandalo pedofilia” si abbatte sulla Chiesa cattolica

    Argentina, “scandalo pedofilia” si abbatte sulla Chiesa cattolica

    Nonostante il silenzio osservato finora dalla magistratura circa l’identità dei sacerdoti coinvolti nelle indagini, i media nazionali hanno già rivelato i primi nomi dei chierici sospettati di pedofilia

    La Chiesa cattolica argentina, come quella cilena, si trova oggi costretta a fronteggiare uno “scandalo pedofilia”.

    La magistratura ha infatti disposto ispezioni in diversi istituti religiosi del Paese, al fine di trovare riscontri alle segnalazioni fornite da centinaia di presunte vittime di abusi sessuali. Secondo queste ultime, i crimini sarebbero avvenuti tra il 1987 e il 2018 e né le gerarchie ecclesiastiche argentine né la Santa Sede avrebbero mai adottato provvedimenti sanzionatori ai danni dei sacerdoti pedofili. Nella patria di Papa Francesco, i soggetti imputati per abusi su minori rischiano fino a cinquant’anni di reclusione.

    La Procura di Buenos Aires ha conferito alla Polizia federale il mandato di ispezionare due scuole gestite da religiosi, una situata nella città di La Plata e l’altra nella provincia di Mendoza. Il quotidiano Clarín e Fox News sostengono che gli istituti oggetto degli accertamenti apparterrebbero alla Compagnia di Maria per l’Educazione dei Sordomuti, ente di assistenza ai minori affetti da disabilità fondato a Verona nel 1840 dal sacerdote Antonio Provolo. Secondo i media, le autorità sarebbero entrate in possesso di “documenti cruciali”per l’incriminazione di chierici argentini sospettati di avere commesso, negli ultimi trent’anni, reiterati abusi su minori all’interno delle strutture educative. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sui religiosi coinvolti nello scandalo, ma i media hanno già rivelato i primi nomi.

    Clarín e Fox News affermano infatti che la magistratura avrebbe individuato, nella scuola situata nella provincia di Mendoza, nel Nordovest del Paese, elementi utili a dimostrare la colpevolezza di Nicola Corradi e Horacio Corbacho, sacerdoti già accusati in passato di pedofilia da ex studenti degli istituti gestiti dalla Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti. Gli organi di informazione, in particolare, rimproverano alla Santa Sede di non avere adottato sanzioni tempestive ai danni di Corradi. La Curia romana sarebbe dal 2009 a conoscenza delle accuse rivolte in Argentina al prelato. Da quell’anno, nessun provvedimento sarebbe stato adottato dal Vaticano ai danni del presunto pedofilo. I media hanno sottolineato il fatto che, nonostante l’impegno antipedofilia promesso da Papa Francesco, le indagini disposte dalla Santa Sede nel 2016 al fine di accertare reati riconducibili a esponenti del clero argentino non avrebbero “minimamente sfiorato” Nicola Corradi.

    La piaga della pedofilia nella Chiesa è stata ripetutamente condannata dal Pontefice, il quale ha anche istituito dei tribunali interni al Vaticano con il compito di giudicare gli alti prelati accusati di avere coperto gli autori di abusi su minori. Nonostante le numerose iniziative dirette a contrastare tali crimini, Francesco è stato recentemente criticato da alcuni detrattori per non avere rimosso dai rispettivi incarichi vescovi e cardinali responsabili di reati sessuali.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/argentina-scandalo-pedofilia-si-abbatte-sulla-chiesa-1573281.html?mobile_detect=false

  • USA: nuovo scandalo pedofilia

    USA: nuovo scandalo pedofilia

    Un documento rivela gli abusi perpetuati da 300 preti, in Pennsylvania, su più di 1’000 bambini

    Il rapporto di una corte della Pennsylvania, negli Stati Uniti, accusa oltre 300 preti di aver abusato di più di 1’000 bambini nel corso di diversi anni. Il documento, redatto dal gran jury è stato reso pubblico martedì, dopo che la sua divulgazione era stata osteggiata da diversi ricorsi.

    Nelle oltre 1’300 pagine del fascicolo vengono riportati nomi e cognomi dei sacerdoti pedofili e di chi li ha coperti, oltre alle testimonianze delle vittime. Le indagini, durate 18 mesi, hanno rivelato le informazioni riservate di sei delle otto diocesi dello stato.

    Diversi dei casi esposti sono caduti in prescrizione e non posso essere perseguiti penalmente. Per questo motivo, nelle conclusioni del dossier, la stessa giuria raccomanda una riforma legislativa per eliminare il vincolo temporale nei crimini sessuali su minori.

    AP/Reuters/eb/YR
    https://www.rsi.ch/news/mondo/USA-nuovo-scandalo-pedofilia-10779302.html
  • Pennsylvania, Gran giurì chiede condanna per 300 sacerdoti pedofili

    Pennsylvania, Gran giurì chiede condanna per 300 sacerdoti pedofili

    Il Gran giurì della Pennsylvania ha ritenuto valide le prove a carico di 300 preti pedofili. Spetterà alla Corte Suprema dello Stato stabilire le condanne appropriate

    Gerry Freda

    In Pennsylvania, il Gran giurì statale ha sancito la validità delle prove a carico di 300 sacerdoti pedofili raccolte dagli inquirenti negli ultimi due anni.

    L’organo giudiziario è pervenuto a tale conclusione dopo avere ascoltato le testimonianze di dodici vittime di abusi e dopo avere analizzato più di mezzo milione di documenti riservati delle diocesi. Il fascicolo di 900 pagine inerente ai sacerdoti pedofili è stato subito trasmesso alla Corte Suprema dello Stato, la quale dovrà determinare l’entità delle condanne. Soddisfazione per il responso del Gran giurì è stata espressa dal Procuratore Generale della Pennsylvania, Josh Shapiro. Egli ha poi rivolto un appello alla Chiesa cattolica, esortandola a fornire ai magistrati americani informazioni utili a individuare altri responsabili di abusi.

    I casi di pedofilia accertati dal Gran giurì avrebbero avuto luogo più di trenta anni fa in sei diocesi della Pennsylvania: Allentown, Erie, Greensburg, Harrisburg, Pittsburgh e Scranton. I 300 religiosi denunciati avrebbero goduto della protezione delle gerarchie ecclesiastiche statali. Queste ultime avrebbero volontariamente omesso di inviare alla magistratura le segnalazioni ricevute dalle vittime di abusi. Le violenze ai danni di minori sarebbero state perpetrate tra il 1971 e il 1974. Nessun dettaglio sull’identità dei sacerdoti pedofili è stato fornito dall’entourage del Procuratore Shapiro. Restano per il momento sconosciuti anche i nomi dei vescovi che non avrebbero informato l’autorità giudiziaria circa i reati sessuali commessi nelle sei diocesi.

    Dopo che il Gran giurì ha sancito la validità delle prove raccolte dagli inquirenti in due anni di indagini, il Procuratore Shapiro ha dichiarato: “Oggi, il lavoro dei miei collaboratori ha ricevuto il giusto riconoscimento. La Corte Suprema dovrà attenersi alle conclusioni del Gran giurì. Dopo avere sofferto per tanti anni a causa del silenzio delle istituzioni, le vittime di pedofilia riceveranno finalmente giustizia dallo Stato della Pennsylvania.” Egli si è poi rivolto alle gerarchie ecclesiastiche, esortandole a collaborare con i magistrati: “Le indagini a carico di sacerdoti non sono dirette a diffamare la Chiesa cattolica, ma a punire chi ha infangato la reputazione di tale istituzione millenaria. I vescovi, i parroci e tutti i fedeli devono aiutare i Procuratori statali a individuare i responsabili dei reati ai danni dei minori, al fine di sradicare definitivamente la pedofilia dalle diocesi americane.” Prima del responso del Gran giurì, lo stesso Shapiro aveva inviato una lettera a Papa Francesco, al fine di informare il pontefice riguardo alla scarsa collaborazione offerta dai vescovi della Pennsylvania durante le indagini sui religiosi responsabili di abusi.

    Critiche alle tesi della Pubblica accusa sono state formulate dall’associazione Catholic League. Quest’ultima sostiene che il dossier realizzato da Shapiro a carico dei 300 sacerdoti sarebbe “inquinato da testimonianze estorte”. Il Procuratore, inoltre, avrebbe “volontariamente espunto dal dossier le prove dell’innocenza dei vescovi”, al fine di “indirizzare il Gran giurì verso un verdetto sfavorevole alla Chiesa”.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/pennsylvania-gran-giur-chiede-condanna-300-sacerdoti-1559199.html

  • SABATO 23 GIUGNO ORE 10: Quali risposte?

    SABATO 23 GIUGNO ORE 10: Quali risposte?

    #iostocondiego

    Diego Esposito, una delle presunte vittime di Don Silverio Mura, per sabato23 giugno ore 10 ha organizzato una “manifestazione pacifica”, autorizzata, davanti al Duomo di Napoli.

    Da gennaio del 2018 ha intrapreso due volte lo sciopero della fame, sempre interrotto in seguito a promesse che avrebbe ricevuto da Papa Francesco per risolvere la sua situazione. Diego denuncia da otto anni un reato che per la legge italiana risulta prescritto, ma per la legge di Dio no. Con caparbietà chiede di essere ascoltato, chiede che qualcuno prenda a cuore la sua situazione e gli dia risposte.

    Pochi giorni fa ha avuto una breve udienza privata con Papa Francesco che lo avrebbe esortato ad “andare avanti”, e Diego ha inteso prendere in parola il Papa: ovvero proseguire nella sua lotta pacifica affinché chi ha insabbiato il suo caso, il card. Crescenzio Sepe, si ravveda e faccia un passo indietro, così come è avvenuto per i Vescovi del Cile.

    Due giorni dopo l’udienza, Diego ha perso il figlio diciottenne in un incidente stradale, e questo immenso dolore ha solo acuito una ferita che già era sanguinante. Ora ha il rammarico di non aver fatto abbastanza per il figlio, ha il dubbio atroce di aver caricato anche sul figlio, negli ultimi otto anni, il peso del suo malessere e del suo dolore.

    Cosa deve fare una vittima per essere ascoltata? Cosa deve fare una vittima per essere presa sul serio? In Vaticano qualcuno ha idea del malessere e del dolore che devasta la vita di una vittima? Qualcuno in Vaticano e nella chiesa di tutto il mondo ha idea di come tutta la famiglia di una vittima paghi un prezzo altissimo per affrontare il dolore? Un dolore gratuito, evitabile…

    Quando la Chiesa, prenderà davvero sul serio la piaga della pedofilia dei suoi sacerdoti? Quando i sacerdoti pedofili prenderanno coscienza del male che fanno e si sottoporranno alla giustizia? Quando cambierà il metodo, diffuso in tutto il mondo, di insabbiare e nascondere i casi di abuso? Quando qualcuno penserà davvero alle vittime e non a “salvare l’istituzione”? Quando i responsabili degli insabbiamenti ne risponderanno personalmente davvero?

    Queste sono le domande che Diego ha nel cuore, come ogni altra vittima… chiede soltanto giustizia, chiede che qualcuno gli risponda seriamente. E lo domanderà sabato mattina, davanti al Duomo di Napoli.

    Una delle Mamme della Rete, a nome di altre vittime e familiari

  • “Il caso ITALIANO”: Mons. Delpini denunciato all’ONU, ha insabbiato l’abuso di un minore.

    “Il caso ITALIANO”: Mons. Delpini denunciato all’ONU, ha insabbiato l’abuso di un minore.

    Mons. Mario Delpini Arcivescovo di Milano dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni al Santo Padre, rimettendo quindi al Pontefice la decisione sul suo incarico.

    Dopo le recenti dimissioni dell’intera conferenza episcopale Cilena a fronte degli scandali relativi agli insabbiamenti dei casi di abusi sessuali ai danni di minori da parte di sacerdoti pedofili, si auspicano ora le dimissioni di tutti i Vescovi che analogamente hanno agito nello stesso identico modo in tutti i paesi del continente.

    Questo è quanto ci si aspetta dopo le pesanti accuse che coinvolgono diversi alti prelati nel mondo, portate a conoscenza delle NAZIONI UNITE da parte della neo nata Associazione ECA (ENDING CLARICAL ABUSE) che raccoglie diverse associazioni nazionali tra cui per l’Italia “Rete L’ABUSO”.

    Francesco Zanardi, Presidente dell’associazione Italiana partner dell’ECA, ha consegnato un dossier completo di documentazione comprovante il sistema di insabbiamento dei casi di pedofilia nel clero italiano. In particolare ha consegnato come primo emblematico esempio, il caso ormai noto dell’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini accusato, insieme a mons. Pierantonio Tremolada, di aver messo in campo una strategia complessa per insabbiare il caso del presunto abuso sessuale, ai danni di un ragazzino, da parte di don Mauro Galli nel 2011, in una parrocchia a sud di Milano.

    Nel video è possibile visualizzare una breve sintesi della conferenza stampa rilasciata dagli esponenti dell’ECA rappresentati di 14 Paesi in 4 continenti, dopo l’incontro che si è appena svolto a Ginevra nella sede delle NAZIONI UNITE dal 4 all’8 Giugno 2018.

    Il Santo Padre Papa Francesco aveva esortato a denunciare con NOMI e COGNOMI: ebbene ora tutto il mondo si è unito, ha preso coraggio ed ha denunciato pubblicamente alle Nazioni Unite i casi di insabbiamento perpetrato sistematicamente da Vescovi di tutto il mondo.
    Vedremo cosa se ne farà il Papa di queste denunce da lui auspicate: ora ci sono i “nomi e i cognomi”, i fatti circostanziati, le responsabilità specifiche e personali, le prove, le “evidenze” richieste dal Pontefice.
    Il Papa ha chiesto… l’ECA risponde e attende l’imminente occasione dell’incontro previsto in Svizzera (21 giugno 2018 Sede del consiglio mondiale delle Chiese – Ginevra).

    PAPA FRANCESCO:

    «Un apostolo — ha avvertito il Papa — non può essere un ingenuo: “Ah, è tutto bello, andiamo avanti, eh?, è tutto bello… Facciamo una festa, tutti… tutto si può”…»

    «Insomma, ha osservato il Papa, “il buon pastore sa condannare, con nome e cognome”…

    MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE

    Fuoco dentro

    Giovedì, 22 giugno 2017

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2017/documents/papa-francesco-cotidie_20170622_fuoco-dentro.html

  • Il silenzio dei pastori – Schweigen der Hirten

    Il silenzio dei pastori – Schweigen der Hirten

    Con un documentario pluripremiato trasmesso per la prima volta sui casi di abuso nella Chiesa cattolica e altri tre documentari ZDF sul Vaticano, mercoledì 16 maggio 2018 ZDFinfo offrirà approfondimenti sull’era di Papa Francesco e sul pontificato del suo predecessore. , dalle 19.30 alle 22.30 Benedetto XVI e Papa Giovanni Paolo II.

    Alle 20:15, ZDFinfo trasmetterà il documentario francese “Il silenzio dei pastori – Abusi nella Chiesa” (titolo originale: “Chiesa: Codice del silenzio”), vincitore del Prix Europa 2017 nella categoria Attualità, in la sua prima trasmissione. Il film di Martin Boudot segue le orme dei sacerdoti pedofili – dal Camerun all’Argentina, dagli Stati Uniti alla Francia e all’Italia. Documenti segreti rivelano come i leader della Chiesa proteggessero i preti pedofili inviandoli in missione in terre lontane. Si dice che anche papa Francesco sia stato coinvolto nella “soluzione geografica”: durante il suo periodo da vescovo a Buenos Aires, ha cercato di influenzare il sistema giudiziario argentino per coprire un prete pedofilo.

    Quello che Papa Francesco ha realizzato nei cinque anni di pontificato fino ad oggi sarà evidenziato subito dopo “Il silenzio dei pastori” alle 21:00 nel documentario “ZDFzeit” “Mensch Franziskus! – Il Papa imprevedibile”. Non da ultimo nella lotta agli abusi sessuali, papa Francesco ha dovuto rendersi conto di quanto sia difficile cambiare qualcosa: l’iter dei casi è in stallo perché la Curia non è d’accordo.

    Come Papa Francesco denuncia la corruzione e l’abuso d’ufficio nella Chiesa cattolica è anche un argomento in “ZDF History: The Dark Secrets of the Vatican” alle 21:45. Si tratta anche degli scandali e degli intrighi che il pontificato di Benedetto XVI. messo in ombra. La serata documentaria a tema chiesa su ZDFinfo inizia alle 19.30 con l’elaborazione filmica dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981: “Scatti in Piazza San Pietro – Chi voleva uccidere il Papa?”

    Il documentario “Il silenzio dei pastori – Abusi nella Chiesa” sarà riproposto da ZDFinfo martedì 22 maggio 2018 alle ore 01:15 e mercoledì 23 maggio 2018 alle ore 07:15.

    https://www.presseportal.de/pm/105413/3943003

  • “Alla sbarra chi nascose”

    “Alla sbarra chi nascose”

    Vittime di abusi sessuali chiedono al Papa d’istituire un tribunale che giudichi i vescovi che protessero i preti pedofili

    Vittime di abusi sessuali da parte del clero, riunitesi in organizzazione mondiale, chiedono al Papa di annunciare l’istituzione di un tribunale durante la visita del 21 giugno a Ginevra.

    La corte non dovrebbe però essere formata da soli membri della Chiesa e ancor meglio sarebbe se fosse esclusivamente la giustizia civile a pronunciarsi.

    Gli scandali insabbiati dalle gerarchie ecclesiastiche sono un problema planetario, ha dichiarato giovedì un rappresentante dell’Ending Clergy Abuse, associazione di cui sono state gettate le basi questa settimana in riva al Lemano. Al Pontefice vengono ora chieste misure concrete contro i vescovi che hanno protetto i sacerdoti pedofili.

    ATS/dg

    https://www.rsi.ch/news/svizzera/Alla-sbarra-chi-nascose-10559105.html