Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Olanda, scoppia caso pedofilia in scuola cattolica Tre preti nel mirino per molestie negli anni ’60 e ’70

    Olanda, scoppia caso pedofilia in scuola cattolica Tre preti nel mirino per molestie negli anni ’60 e ’70

    BRUXELLES – Dopo la Germania e l’Irlanda l’ombra della pedofilia nella Chiesa si allunga anche in Olanda. Nel mirino la scuola affiliata al monastero salesiano di Don Bosco nella cittadina di ‘s-Heerenberg e tre dei suoi insegnanti negli anni ’60 e ’70. Stando alle testimonianze raccolte dalla stampa olandese i tre preti, due dei quali ancora vivi, hanno molestato sessualmente almeno tre loro studenti e uno di loro, all’epoca professore di matematica, è stato sospeso nel 1994 con l’accusa di abusi nei confronti di un bambino. I vertici della Chiesa locale hanno declinato ogni commento.

    L’attuale vescovo di Rotterdam, dal 2008 presidente del sinodo dei vescovi olandese, Ad van Luyn, ha detto di non volere commentare episodi del passato. Il prelato, che a metà degli anni ’60, insegnava nell’istituto salesiano, ha fatto sapere, tramite un suo portavoce, che questo tipo di questione è responsabilità dell’attuale padre superiore. E uno dei salesiani più anziani in Olanda Herman Spronck, pur negando qualsiasi conoscenza dei fatti denunciati, apre ad una indagine. Nell’inchiesta effettuata da Radio Netherlands Worldwide e dal quodidiano ‘Ncr Handelsblad’, Janne Gerats, ora cinquantasettenne, ha denunciato di avere subito abusi sessuali dall’età di undici anni. Secondo l’uomo questa pratica non era affatto inusuale nell’istituto, che ospitava un centinaio di ragazzi dai 12 ai 18 anni in quattro grandi dormitori.

    “Succedeva su vasta scala e vari sacerdoti erano coinvolti. Alcuni erano più popolari di altri e lo sapevi perché c’erano più ragazzi che andavano a trovarli”, ha denunciato Gerats. Un altro episodio risale al 1970 e riguarda quella che all’ epoca era quindicenne in settimana bianca. Leonie Cramwinckel Bloch ha raccontato di avere subito molestie sessuali da parte di uno degli insegnanti accompagnatori, anch’egli salesiano dello stesso istituto. La donna ha spiegato di non avere raccontato nulla a nessuno per anni. Non è la prima volta che in Olanda si apre un dibattito sugli abusi sessuali di bambini da parte di prelati e secondo l’ex esperto della hot-line esistente per denunciare questo di tipo di molestie ancora non è stata fatta abbastanza chiarezza.

    Yvo van Kuijck si è dimesso dal suo incarico due anni fa proprio per denunciare quello che considera l’atteggiamento poco deciso del vescovi olandesi per contrastare questo fenomeno. Dal 1995, quando è stata creata, la hot-line ha raccolto 300 denunce di abusi sessuali. “La Chiesa ci ha messo troppo tempo ad agire e a scusarsi”, ha accusato il magistrato secondo il quale si è però ancora in tempo per aprire una indagine sui fatti denunciati.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1708946478.html

  • Scandalo in Olanda: 3 preti pedofili in scuola cattolica

    Scandalo in Olanda: 3 preti pedofili in scuola cattolica

    L’ombra della pedofilia nella Chiesa insinua il suo sospetto anche in Olanda. Dopo gli scandali avvenuti in Germania e Irlanda, ora le paure circa l’orientamento pedofilo di alcuni sacerdoti fanno tremare gli ordinamenti clericali nei Paesi Bassi.

    Il monastero salesiano “Don Rua” nella città di ‘s-Heerenberg, in Olanda

    ’s-Heerenberg, una cittadina olandese al confine con la Germania, situata nella Provincia di Gelderland, è il luogo in cui si trova la scuola cattolica incriminata. Le violenze oggetto dell’indagine risalgono alla seconda metà del Novecento. Sebbene siano passati quasi 50 anni, l’eventuale conferma delle avvenute molestie sui bambini causerebbe non poco scompiglio all’interno delle gerarchie ecclesiastiche olandesi.

    Tre preti, docenti dell’istituto religioso scolastico, affiliato al monastero “Don Rua” dei Padri Salesiani di Don Bosco negli anni ‘60 e ‘70, due dei quali ancora vivi, avrebbero molestato sessualmente e ripetutamente almeno tre studenti. A riportare questa notizia è la stampa locale olandese che, secondo testimonianze raccolte, avrebbe prove di ciò che è avvenuto in quel tempo. Molte indagini seguiranno, ma l’insinuazione del tarlo del dubbio è pericolosa e può avere un effetto devastante sull’opinione pubblica.

    Una confessione giunge direttamente da un ex-studente del collegio religioso. Janne Geraets, ora 57enne, ha rivelato di aver subito ripetutamente abusi sessuali all’età di 11 anni, per mano di un sacerdote che adesso ha 98 anni. Il ragazzo era all’interno della scuola nella speranza di diventare un missionario, ma una notte, con la scusa di somministrargli un farmaco per il mal di gola, un sacerdote ha allungato le mani sul suo corpo innocente. Dopo l’accaduto, lui racconta di essere tornato al letto con una grande confusione. Il giorno dopo, il prete disse al giovane che quell’incidente non aveva alcuna importanza, dandogli l’assoluzione da ogni peccato. Gravi affermazioni, ma sono solo le prime a venire fuori.

    In aggiunta, uno degli insegnanti della stessa scuola nel 1994 era stato sospeso dall’incarico per presunti abusi su un bambino. Alcuni membri dell’ordine scolastico hanno confermato l’esistenza del problema riguardante la pedofilia, affermando che il problema fu discusso internamente, ma non partirono mai delle indagini.

    La Società Salesiana era stata fondata nel 19° secolo da Don Bosco per aiutare i giovani,specialmente i più poveri, e per garantire una corretta educazione ai ragazzi orientati al sacerdozio. La scuola ospitava annualmente oltre cento ragazzi di età compresa tra 12 e 18 anni, all’interno di quattro grandi dormitori.

    I vertici della Chiesa locale e l’attuale vescovo di Rotterdam, Ad van Luyn, insegnante nell’istituto salesiano ai tempi delle violenze, si sono astenuti dal commentare la notizia, evitando di rilasciare qualsiasi dichiarazione in merito alla vicenda.

    Emanuele Ballacci

    www.rnw.nl/es/espa%C3%B1ol/article/…a-cat%C3%B3lica

    “Golpeaban a mi puerta y yo trataba de gritar, pero no salía sonido alguno de mi garganta.” Janne Geraets (57) fue continuamente abusado sexualmente desde sus 11 años por un sacerdote de un internado salesiano.

    En medio de los escándalos sobre abuso sexual en países vecinos y en los EE.UU., la Iglesia Católica holandesa logró mantenerse a la sombra. Pero, a juzgar por una investigación conjunta de Radio Nederland y el influyente vespertino holandés NRC Handelsblad, fue una actitud errónea.

    Me dio pastillas y luego se me echó encima
    Para Janne Geraets todo comenzó en 1964, en el convento de Don Rua en la localidad de ‘s-Heerenberg, donde seguía un estudio preparativo de la orden salesiana Padres de Don Bosco, pues deseaba ser misionero. Luego de una fiesta, uno de los padres de la orden pidió a Janne Geraets acudir a la enfermería, con la excusa de que allí tenían algo para su dolor de garganta. “Me dio algunas pastillas y luego se me echó encima. En un santiamén, se abrió la bragueta, me agarró la mano y la llevó hacia sus pantalones. En un momento así lo único que sientes es una gran confusión.”

    Absolución
    Tras el incidente Janne Geraets se retiró a su cuarto a dormir. Pero a la mañana siguiente tuvo que reportarse de nuevo donde el mismo padre. “Fui a su celda y llamé a la puerta. Aún recuerdo cómo me latía desbocado el corazón. El padre abrió la puerta y me dijo: ‘Eso no debía haber ocurrido.’ Y seguidamente me dio la absolución, es decir, el perdón de ese pecado. Como verán, eso sólo aumentó mi confusión.”

    A partir de entonces, Janne Geraets tuvo que acudir continuamente a esa celda. “Se echaba en el sofá, me colocaba encima de él y comenzaba a restregarse contra mi cuerpo. Recuerdo que una vez llamaron a mi puerta, yo traté de gritar, pero no salía sonido alguno de mi garganta. Yo quería gritar ‘esto no puede ser, esto no debe ser.’ Pero no puedes acudir a nadie ni te atreves a decir nada porque estás asustado. Uno piensa, yo soy el sucio y terminarán echándome del internado.”

    Abuso a gran escala
    En cuatro grandes dormitorios del internado de ‘s-Heerenberg dormían entre 80 y 100 muchachos de edades entre los 12 y los 18 años. “A muchos de los chicos se les notaba de inmediato que tenían algo con algún sacerdote, y varios padres tenían a un gran número de muchachos que acudían a ellos. Eso ocurría en gran escala.” Según Geraets, muchos de los contactos no eran obligados. “Algunos padres eran incluso más populares que otros. De eso te dabas cuenta.” El padre que abusó sexualmente de Janne Geraets tiene ahora 98 años. “Para mí ya no había nada sagrado, todo era una ilusión,” afirma Janne Geraets, quien reconoce que su autoestima sufrió una seria crisis.

    Demasiado tarde
    El abuso sexual cometido por sacerdotes ha sido condenado en diversos países, pero el reciente ‘mea culpa’ desde Roma “ha llegado demasiado tarde,” opina Yvo van Kuijck, ex presidente la de la Comisión Independiente de Asesoramiento, organización ante la que, junto con Hulp&Recht (Ayuda y Derecho), se presentan las denuncias sobre abuso sexual en la Iglesia Católica holandesa. Desde su fundación en 1995, Hulp & Recht ha recibido más de 300 denuncias de abuso sexual. “La actitud inicial fue muy reservada en cuanto a ofrecer disculpas y tomar medidas. La misma postura fue adoptada por el Episcopado holandés. No tengo la impresión de que el abuso sexual se haya tomado con la necesaria urgencia,” comenta Yvo van Kuijck.

    Dimite la comisión
    En protesta por la actitud del obispado holandés, Yvo van Kuijck, vice presidente de la Corte de Justicia de la ciudad de Arnhem, decidió dimitir de su cargo en la comisión, junto con todos los demás integrantes de ésta. Los religiosos que había cometido abusos sexuales en una determinada parroquia fueron trasladados a otras, donde volvieron a las andadas. “Esta actitud no debe tolerarse.”

    También niñas
    Cuando Leonie Cramwinckel-Bloch tenía 15 años y acudía al cuarto curso del Liceo en Doetinchem, decidió ir a esquiar. El grupo de alumnas era coordinado por el profesor de inglés, también un padre salesiano del vecino convento de ‘s-Heerenberg. Era diciembre de 1970. Según Leonie Cramwinckel (54), el padre abusó de ella manoseándola repetidas veces en sus zonas íntimas. Si bien no se atrevió a denunciarlo, “sabía que ese padre no debía haber hecho eso, pero él lo hacía con tal naturalidad y desparpajo, que me dejaron asombrada. Saqué la conclusión que no era la primera vez que lo hacía.” Tras el incidente, ella evitó encontrarse con el padre en la escuela, y sólo años más tarde lo contó a sus padres. Entre tanto, el eclesiástico en cuestión ya ha fallecido.

    Intimidación sexual
    Hubo muchos más casos de abuso sexual fuera del mencionado convento. Un padre salesiano que actualmente ahora 72 años, era profesor de matemáticas en los años sesenta en el convento de ‘s-Heerenberg. Luego lo nombraron pastor de la parroquia de Sint Martinus, en Hoogland, una pequeña localidad cerca de la ciudad de Amersfoort, donde fue despedido por el arzobispado de Utrecht, en 1994, tras ser acusado de intimidar sexualmente a un menor de edad.

    Nada especial
    En su reacción a lo ocurrido, el cura en cuestión dice que no fue nada especial. “Nos encontrábamos en la sauna de un complejo deportivo. El muchacho me vio desnudo. Eso fue todo. A mi lado estaba sentado un hombre que tuvo una erección. Pero yo jamás toqué al muchacho. Eso ocurrió hace muchos años y no me parece bien sacar de nuevo el tema a colación.”

    Wim Flapper, antiguo Superior Provincial de los Salesianos de Don Bosco (la más alta función dentro de la orden), reconoce que la orden jamás quiso investigar a fondo este asunto. Y sobre el padre de Hoogland señala que se le administró una terapia. “De eso nos encargamos nosotros,” asegura, “pero nunca investigamos si había hecho más víctimas.”

    Motivo de investigación
    Ahora que tres padres de la misma institución son acusados de abuso sexual, el ex presidente de la comisión, Van Kuijck, cree que hay razón de sobra para efectuar una investigación. Y si bien ésa ya no es su incumbencia, opina que la Iglesia debería investigar el asunto. “Si se trata de un problema estructural de una institución, es imperativo investigar lo ocurrido. Las víctimas aún pueden presentar sus quejas ante Hulp & Recht. Los casos en los que el abusador ya ha fallecido, también serán investigados.”

    Excusas
    Johan Marsman (68), quien en los años 60 tenía a su cargo la finca anexa al convento salesiano de ‘s-Heerenberg, está al tanto de las relaciones sexuales de los padres con los pupilos y escribió un libro sobre el convento de Don Rua. “Hace unos 15 años, bajo mandato del anterior Superior Provincial, Wim Flapper, ya se habló durante una reunión de ex-alumnos, sobre los abusos sexuales cometidos. El Superior expresó entonces sus excusas y reconoció que se habían cometido errores.” Según el Sr. Marsman, la mayoría de los ex alumnos no deseaba hablar más de esos incidentes. Marsman se retiró del convento en 1968.

    Cuando se le pregunta si los padres de Don Rua tenían relaciones sexuales con ‘muchachos favoritos’, el Sr. Marsman responde afirmativamente. “Ése es un asunto muy bien conocido.” Según Marsman, lo ocurrido en el convento de Don Rua no es nada único. “Lo mismo ocurría en todas partes, en todos los internados, pero con eso no quiero decir que apruebe lo allí ocurrido.”

    La huella hacia los responsables
    En el período del abuso sexual contra Janne Geraets, el actual obispo de Rótterdam, Ad van Luyn, trabajaba como docente en el internado de Don Rua. En la década de los setenta, Van Luyn era Superior Provincial de los salesianos, y, desde el 2008, es el presidente de la Conferencia Episcopal Holandesa. Monseñor Van Luyn no desea hablar “de cosas del pasado”. A través de su portavoz nos ha comunicado que “asuntos concernientes a la congregación son responsabilidad del actual Superior Provincial, incluso aquellas que están relacionadas con antiguos responsables.”

    El padre Herman Spronck, actualmente la máxima autoridad de los Salesianos en Holanda, dice no saber nada del abuso sexual en el convento de ‘s-Heerenberg. Además de no oponerse a una eventual investigación, enfatiza que el abuso sexual va en contra de los votos de castidad que han hecho los padres de Don Bosco. “Precisamente en Don Bosco la inviolabilidad de la juventud constituye el punto principal del sistema de educación de adolescentes.

  • Don Luciano sotto torchio. I pm: no comment

    Don Luciano sotto torchio. I pm: no comment

    Quattro ore di interrogatorio e due secchi `no comment´ da parte del procuratore capo Francantonio Granero e del vice Giovanni Battista sulle possibili ammissioni di Luciano Massaferro, il parroco arrestato la settimana scorsa con l’accusa di violenza sessuale su una chierichetta di 11 anni.

    Nessuna conferma, inoltre, che al sacerdote siano stati contestati altri eventuali episodi. Dopo l’interrogatorio di giovedì scorso davanti al gip Emilio Fois ieri sera il sacerdote da martedì scorso in carcere a Chiavari è tornato in Tribunale: non più al quinto, ma al sesto piano, dove affiancato dal suo avvocato Alessandro Chirivì ha risposto alle domande dei magistrati.

    Sui contenuti del lungo interrogatorio anche il legale del sacerdote ha preferito non fare alcun commento. Nei prossimi giorni, sempre a palazzo di giustizia, potrebbero sfilare anche educatori e parrocchiani, persone vicine al sacerdote arrestato per trovare conferma del racconto della ragazzina che vive con la madre ed è sostenuta da suo nonno.

    E sempre ieri sera il vicariato di Alassio con sacerdoti, suore, frati francescani e salesiani si è raccolto con i fedeli di Alassio e delle cittadine limitrofe nella chiesa di Sant’Ambrogio per l’anno sacerdotale voluto dal Pontefice. Ma la preghiera si è rivolta soprattutto a don Luciano Massaferro. «Preghiamo per tutti i sacerdoti e in particolare per don Luciano – ha detto monsignor Angelo De Canis, in apertura della preghiera – lo ricordiamo con affetto al Signore perché gli dia forza e sostegno in questo momento e perché si riveli davvero in tutta la sua pienezza la verità». Alla celebrazione erano presenti anche le associazioni cattoliche diocesane, l’Azione Cattolica con il suo presidente Angelo Ricci, l’Acr con il presidente Viviana Zampieri, il gruppo giovani dei salesiani di Alassio, gli educatori di San Giovanni e San Vincenzo. Presente anche l’assessore comunale ai servizi sociali Loretta Zavaroni. Anche il vescovo della diocesi di Albenga e Imperia, mons. Mario Oliveri ha voluto condividere – ha proseguito monsignor Angelo De Canis – la preghiera in questo momento difficile per il vicariato di Alassio. «Affetto, condivisione e comune preghiera – si legge nel messaggio episcopale – perché la fede e l’unità prendano il sopravvento sull’indifferenza e le divisioni».

  • Don Marco Redaelli, di 75 anni, il sacerdote dei Salesiani sotto accusa per violenza sessuale a una bimba di 6 anni

    Don Marco Redaelli, di 75 anni, il sacerdote dei Salesiani sotto accusa per violenza sessuale a una bimba di 6 anni

    Don Marco Redaelli, di 75 anni, il sacerdote dei Salesiani sotto accusa per violenza sessuale a una bimba di 6 anni; le udienze al tribunale di Milano riprendono con nuove testimonianze

    ARESE
    Lunedì 9 una nuova udienza per l’accusa di violenza sessuale
    IL PROCESSO A DON MARCO: PARLA LA NONNA DELLA BIMBA
    ARESE
    Riprende il processo a don Marco Redaelli , il sacerdote di 75 anni accusato di violenza sessuale nei confronti …

    06/11/09

  • Sconcerto e preoccupazione per il rinvio a giudizio di don Marco Redaelli, 75 anni

    Sconcerto e preoccupazione per il rinvio a giudizio di don Marco Redaelli, 75 anni

    2 febbraio 2009
    Arese, prete rinviato a giudizio per pedofilia
    Sconcerto e preoccupazione per il rinvio a giudizio di don Marco Redaelli, 75 anni, parroco della chiesa di Valera ora allontanato dalla curia perchè accusato di aver pesantemente molestato sessualmente una bimba di 6 anni.
    I giornali locali Settegiorni e il Il Notiziario nella loro uscita del Venerdì hanno dato amplissimo risalto alla notizia, Settegiorni dava la notizia in prima pagina.
    Anche in rete la notizia è girata.
    I fatti: 24 febbraio 2007, la bimba viene attirata da don Marco nel suo ufficio con la scusa delle caramelle e viene molestata sessualmente. La bimba racconta tutto alla nonna che lo riferisce al papà che decide di denunciare il gravissimo fatto.
    Visto il caso delicatissimo le indagini sono state lunghe ed accurate coordinate dal pm Giancarla Serafini.
    Questo 27 gennaio il gip Giorgio Vanore ha deciso che c’erano basi sufficienti per rinviare a giudizio l’anziano prete con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima , dall’aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la difesa della bambina, e dall’aver commesso il fatto nella sua carica di sarcedote.
    Il processo inizierà il 16 aprile.
    Ora don Marco è stato allontanato da Arese, ma risulta che circolasse ancora per il paese anche dopo la denuncia del padre della bimba, ed è libero.
    Il padre sostiene di essere stato isolato dopo la denuncia ed io non stento a credergli. La domanda ora è: ma sarà l’unico caso?
    Naturalmente la difesa ha attaccato il padre dicendo che aveva sporto denuncia solo per spillare soldi alla chiesa, ma è mai possibile che i Salesiani di Arese abbiano in testa solo i soldi?

    Questo caso mi ha riportato alla memoria un altro fatto, all’apparenza non così grave, l’allontanamento da Arese in tutta fretta e segretezza di don Gianni parroco del MAC (Maria aiuto dei Cristiani), tante storie sono girate per il paese ma una cosa è sicura tutto è stato fatto in gran segreto. Mah!

    Quando lo scorso settembre è stato inaugurato il nido di Via Ferrari non mi era piaciuta l’idea del comune di darlo in gestione ad una cooperativa gestita dai Salesiani di Arese.
    La nostra scuola deve essere laica e deve garantire a tutti la sua accessibilità, se poi i vari ordinamenti religiosi, a loro spese, istituiscono scuole e i privati cittadini decidono di avvalersi del loro insegnamento, senza gravare economicamente sul pubblico, io non ho nulla in contrario.

    Ma dopo casi gravi come questo pretendo che la nostra amministrazione comunale provveda alla propria scuola e non finanzi quelle religiose.

    Elenco dei contributi 2007 del comune di Arese. Alla scuola materna “Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia” sono stati dati 213.000 euro perchè? Testo della legge 241/90 .

    ACCUSE INGIUSTE
    Il prete salesiano è una guida spirituale
    «DON MARCO È UN UOMO DEVOTO»
    Arese
    «Gentile redazione di Settegiorni,volevo dare anch’io un contributo concreto alle già numerose voci pervenutevi a difesa di don Marco …

    Commenta l’articolo 13/02/09

    http://www.settegiorni.it/login.php?artID=987352

    ARESE
    Il prete sarà processato per presunti abusi su una bimba
    «DON MARCO NON L’HA FATTO!»
    In tanti difendono il salesiano accusato di violenza sessuale
    Arese
    «No, don Marco Redaelli non può aver fatto una cosa del genere!». Questa la frase ripetuta da tante persone ad …

    http://www.settegiorni.it/login.php?artID=980477

    L’ACCUSA HA CONVINTO IL GUP IN POCHI MINUTI
    Caramelle per attirare la minore
    ABUSI SU BIMBA: PROCESSANO IL PRETE
    Ad Arese il rinvio a giudizio del salesiano don Marco Redaelli ha scosso la comunità
    Arese
    La notizia che Settegiorni aveva già dato in anticipo a marzo del 2008 ha ricevuto conferma ufficiale questa settimana: …

    http://www.settegiorni.it/login.php?artID=980289

    ARESE – DON MARCO REDAELLI È STATO RINVIATO A GIUDIZIO. IL DIFENSORE: «INNOCENTE»
    PRETE MOLESTÒ BIMBA? LO STABILIRÀ IL GIUDICE

    Don Marco Redaelli, 75 anni, non vive più in paese ma in un’altra comunità; anche la famiglia della piccola si è trasferita altrove dopo aver sporto denuncia nei confronti del sacerdote salesiano
    Arese
    Don Marco Redaelli, 75 anni, sacerdote presso i Salesiani di Arese, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza …

  • Arese, prete rinviato a giudizio per pedofilia

    Arese, prete rinviato a giudizio per pedofilia

    Sconcerto e preoccupazione per il rinvio a giudizio di don Marco Redaelli, 75 anni, parroco della chiesa di Valera ora allontanato dalla curia perchè accusato di aver pesantemente molestato sessualmente una bimba di 6 anni.

    I giornali locali Settegiorni e il Il Notiziario nella loro uscita del Venerdì hanno dato amplissimo risalto alla notizia, Settegiorni dava la notizia in prima pagina.

    Anche in rete la notizia è girata.
    I fatti: 24 febbraio 2007, la bimba viene attirata da don Marco nel suo ufficio con la scusa delle caramelle e viene molestata sessualmente. La bimba racconta tutto alla nonna che lo riferisce al papà che decide di denunciare il gravissimo fatto.

    Visto il caso delicatissimo le indagini sono state lunghe ed accurate coordinate dal pm Giancarla Serafini.
    Questo 27 gennaio il gip Giorgio Vanore ha deciso che c’erano basi sufficienti per rinviare a giudizio l’anziano prete con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima , dall’aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la difesa della bambina, e dall’aver commesso il fatto nella sua carica di sarcedote.

    Il processo inizierà il 16 aprile.
    Ora don Marco è stato allontanato da Arese, ma risulta che circolasse ancora per il paese anche dopo la denuncia del padre della bimba, ed è libero.
    Il padre sostiene di essere stato isolato dopo la denuncia ed io non stento a credergli. La domanda ora è: ma sarà l’unico caso?
    Naturalmente la difesa ha attaccato il padre dicendo che aveva sporto denuncia solo per spillare soldi alla chiesa, ma è mai possibile che i Salesiani di Arese abbiano in testa solo i soldi?

    Questo caso mi ha riportato alla memoria un altro fatto, all’apparenza non così grave, l’allontanamento da Arese in tutta fretta e segretezza di don Gianni parroco del MAC (Maria aiuto dei Cristiani), tante storie sono girate per il paese ma una cosa è sicura tutto è stato fatto in gran segreto. Mah!

    Quando lo scorso settembre è stato inaugurato il nido di Via Ferrari non mi era piaciuta l’idea del comune di darlo in gestione ad una cooperativa gestita dai Salesiani di Arese.
    La nostra scuola deve essere laica e deve garantire a tutti la sua accessibilità, se poi i vari ordinamenti religiosi, a loro spese, istituiscono scuole e i privati cittadini decidono di avvalersi del loro insegnamento, senza gravare economicamente sul pubblico, io non ho nulla in contrario.

    Ma dopo casi gravi come questo pretendo che la nostra amministrazione comunale provveda alla propria scuola e non finanzi quelle religiose.

    Elenco dei contributi 2007 del comune di Arese. Alla scuola materna “Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia” sono stati dati 213.000 euro perchè? Testo della legge 241/90 .

    Arese iniziato il processo a Don Marco Redaelli
    contributo inviato da tizianafabro il 22 aprile 2009
    Giovedì 16 aprile a porte chiuse si è svolta la prima udienza a carico di Don Marco Redaelli, accusato di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 6 anni.(fonte www.settegiorni.it versione carta pagina 5,17 aprile 2009)
    Questa prima udienza è stata tecnica è si è svolta a porte chiuse.
    Il dibattimento vero e proprio comincerà nella prossima seduta fissata per il 19 maggio.
    I tempi appaiono corti, in questa prima udienza è stata accolta la richiesta del pm di nominare un perito che provveda alla trascrizione delle registrazioni telefoniche.
    In questo modo già dalla prossima udienza dovrebbere essere acquisite agli atti tutte le prove accumulate in quasi due anni di indagini.
    Le prove sembrebbero molto concrete, infatti il giudice ha accolto le richieste, rinviando a giudizio il salesiano con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima, dall’aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la difesa della bambina, e dall’aver commesso il fatto nella sua carica di sacerdote.
    La difesa sembra tranquilla grazie alle prove nelle sue mani, tanto è convinta di provare l’innocenza del suo assistito da non aver chiesto il rito abbreviato che avrebbe consentito tempi rapidi e la riduzione di un terzo della pena. Secondo la difesa le accuse sarebbero state montate ad arte dal padre della vittima che intenderebbe speculare sulla vicenda.

    In paese dopo lo sconcerto iniziale, tantissimi aresini si sono dichiarati convinti dell’innocenza di don Marco molto conosciuto in paese , a discolpa del salesiano, ritenuto buono caritatevole,si dice che la famiglia della piccola vittima avesse tantissimi problemi, senza la mamma con il papà dal passato poco chiaro, io non so nulla di certo e ovviamente e fino alla sentenza non si può giudicare.
    Ma una cosa purtroppo la so, quasi sempre le vittime dei pedofili hanno alle spalle situazioni difficili e famiglie divise e distanti.
    Mi auguro che si arrivi al più presto a stabilire la verità.

    Il sacerdote resta libero, la famiglia costretta a emigrare
    Bimba violentata dal parroco. “Vieni con me, ho le caramelle”
    MILANO 20/05/2009 – Ha abusato di una bimba di soli 7 anni, l’ha attirata nel suo ufficio con la promessa delle caramelle e l’ha violentata.
    Ma ora, a distanza di quasi due anni da quel drammatico pomeriggio, l’aguzzino, un sacerdote 75enne, è ancora libero. La triste vicenda, infatti, è arrivata nelle aule del Tribunale milanese, ma per il prete non è scattata alcuna misura di custodia cautelare.

    Il racconto
    A prendere la parola davanti ai giudici ieri è stato il padre della piccola vittima. È stato lui, un agente immobiliare, a ricostruire passo dopo passo quegli abusi, avvenuti nell’ufficio dell’oratorio.
    Un racconto durato più di due ore, carico di tensione e di rabbia. Il racconto di un padre a cui la figlioletta di soli 7 anni ha confessato l’atroce segreto. Anzi. «La piccola – aggiunge l’avvocato della famiglia, Daniele Rescaldani – si è confidata prima con la nonna paterna, in due diversi momenti. Poi la nonna ha riferito tutto al padre, che ha sporto querela». E ieri, nel processo a porte chiuse alla V sezione penale, l’uomo ha ripercorso tutti quei momenti.

    Il missionario
    Il prete invece in aula non si è presentato. Il 75enne, che in passato aveva fatto il missionario in Africa e in America Latina ma che negli ultimi anni ha guidato la parrocchia di Arese, ha sempre negato con forza ogni accusa. Dopo lo scandalo era stato sospeso dall’incarico di parroco, ma «ancora oggi è libero di girare liberamente per Arese» aggiunge Rescaldani.
    La famiglia della piccola vittima invece «è stata costretta a trasferirsi – prosegue il legale – per loro era diventato impossibile continuare a vivere in quella città». E anche ieri, davanti ai giudici, il padre ha raccontato: «Non hanno nemmeno permesso a mio figlio maggiore di iscriversi all’oratorio».

    Quello stesso oratorio dove il 24 settembre 2007 sarebbero avvenuti gli abusi sulla piccola. Abusi descritti minuziosamente dalla stessa bambina nel corso di un incidente probatorio.
    E dopo l’audizione di ieri del padre, il prossimo 22 settembre prenderanno la parola altri tre testimoni chiamati dalla Procura. Per far luce sulla vicenda e per assicurare alla giustizia il colpevole. Scritto da: Federica Mantovani – federica.mantovani@cronacaqui.it

  • Coinvolti nella vicenda l´economo del Valsalice e uno dei più stretti collaboratori dell´arcivescovo La Curia e i preti sotto accusa “Dobbiamo pregare per loro”

    Coinvolti nella vicenda l´economo del Valsalice e uno dei più stretti collaboratori dell´arcivescovo La Curia e i preti sotto accusa “Dobbiamo pregare per loro”

    Paolo Griseri Sarah Martinenghi
    La denuncia del giovane: “Violentato quando ero minorenne” Il comunicato è scarno e lascia trasparire in poche righe tutta l´amarezza della diocesi torinese per una vicenda che coinvolge uno dei sacerdoti che da più tempo collaborano con i vertici della Curia e una delle scuole cattoliche di maggior prestigio della città.

    Bruciano le accuse di Salvatore Costa, il ventiquattrenne arrestato perché ricattava due preti minacciandoli di rivelare di aver subito da loro violenza sessuale. Si teme l´effetto mediatico di un´indagine che potrebbe essere solo all´inizio.

    Si immaginano le ricadute sull´attività dei tanti sacerdoti che operano nel territorio della diocesi.
    Così, nel primo pomeriggio, i vertici della chiesa cattolica torinese rompono il silenzio e producono un breve comunicato congiunto insieme all´Ispettoria salesiana del Piemonte: «In merito alle notizie di stampa circa una presunta estorsione operata da un uomo ventiquattrenne ai danni di due sacerdoti – si legge – ci rimettiamo con fiducia all´operato della magistratura inquirente, esprimendo nel contempo vicinanza di preghiera nei confronti dei due sacerdoti chiamati in causa, nella speranza che la loro posizione possa essere chiarita al più presto».
    Il comunicato dunque non entra nel merito delle accuse, della loro fondatezza o della natura ricattatoria delle minacce.

    Sottolinea che l´autore dell´estorsione è «un uomo ventiquattrenne». Evita accuratamente di prendere posizione sull´operato della magistratura che proprio in queste ore sta proseguendo nell´inchiesta. Esprime «vicinanza di preghiera» ai due preti e si augura che tutto si concluda per il meglio.
    La figura di don Luciano Alloisio, l´economo di Valsalice, è tra quelle che spiccano nell´organigramma dell´istituto gestito dai salesiani sulla collina torinese. E quella di monsignor Vaudagnotto, il cerimoniere delle liturgie più importanti della diocesi, ha da decenni un ruolo di rilievo in Curia. Vengono così coinvolte la maggiore congregazione della città e una figura di vertice in via Arcivescovado. Questo spiega il silenzio amareggiato del cardinale, la sua decisione di non commentare ulteriormente in attesa di comprendere meglio gli sviluppi dell´inchiesta. E, allo stesso modo, spiega il silenzio dei salesiani che nelle scorse settimane avevano già provveduto ad allontanare don Alloisio da Torino. Anche solo per un motivo prudenziale.

    Il mondo cattolico torinese è dunque in attesa di capire. Pronto ad esprimere, già nei prossimi giorni, solidarietà ai sacerdoti se si riveleranno davvero vittime di un odioso ricatto ma anche ad assumere un atteggiamento diverso se si scoprirà che quel ricatto era fondato su episodi effettivamente avvenuti.

    La stessa prudenza che ieri caratterizzava l´atteggiamento dei magistrati inquirenti. «Dobbiamo stare attenti a non cadere nell´errore di creare mostri, di crocifiggere delle persone e poi dover fare marcia indietro», ammoniva ieri il procuratore aggiunto Pietro Forno che coordina l´inchiesta. «Spesso le minacce possono anche essere infondate e vanno comunque verificate a fondo», aggiungeva il procuratore capo Marcello Maddalena. Ma in corso Vittorio la prudenza ha anche altre motivazioni: «Siamo in una fase molto delicata dei riscontri – spiegava un pm – e qualsiasi dettaglio pubblicato sui giornali può rischiare di rovinare il nostro lavoro». Già nelle prossime ore comunque i pm dovrebbero compiere altri atti importanti.

    (08 agosto 2007)

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-Curia-e-i-preti-sotto-accusa-Dobbiamo-pregare-per-loro/1713050/6

  • Indagato anche don Vaudagnotto

    Indagato anche don Vaudagnotto

    Il ricattatore ha fatto un altro nome: un prete più giovane degli altri due Abusi, coinvolto un terzo sacerdote L’inchiesta di Torino sull’estorsione sta portando alla luce alcuni casi di sospette violenze sessuali. Indagato anche don Vaudagnotto

    Monsignor Mario Vaudagnotto (Ansa)
    TORINO – Ci sarebbe un terzo sacerdote coinvolto nella storia di estorsione che ha portato all’arresto del 24enne Salvatore Costa e all’accusa di abusi sessuali che sarebbero stati compiuti da due salesiani torinesi, Don Luciano Alloisio, economo del collegio Valsalice di Torino e attualmente trasferito in Vaticano, alla pontificia università e don Mario Vaudagnotto, parroco della centralissima chiesa di San Lorenzo del capoluogo piemontese, su dei giovani. Il terzo prete sarebbe più giovane degli altri due.

    IL RICATTATORE – A fare il suo nome è stato lo stesso Costa, all’epoca dei fatti minorenne e tuttora in carcere, le cui dichiarazioni sono vagliate con cautela dai magistrati. «Avevo bisogno di soldi per pagare le spese di casa e crescere le mie bambine», ha detto il giovane agli inquirenti per giustificare le richieste di denaro. «La sua convivente, una casalinga, aiutata economicamente dalla sua famiglia – ha detto il difensore di Costa, l’avvocato Roberto De Sensi – era all’oscuro di tutto. Conosceva i suoi trascorsi di quando era minore e più volte era finito a chiedere aiuti in oratori e fondazioni religiose, ma non la sua decisione di procurarsi denaro in questo modo». E che Costa fosse davvero disperato lo dimostrerebbe il fatto che ha reiterato il reato anche dopo essere uscito una prima volta di prigione a metà luglio. Il giovane dovrebbe essere interrogato nuovamente dai magistrati nei prossimi giorni. «Il mio assistito ha sicuramente compiuto un reato, un reato anche grave – aggiunge De Sensi – e ne risponderà, ma è giusto che vengano messi tutti i puntini sulle “i” e che se vi sono responsabilità, di altro genere, vengano accertate».

    INDAGATO – Nel frattempo si è appreso che don Mario Vaudagnotto, il secondo religioso coinvolto nelle indagini, è stato iscritto al registro degli indagati e che la Curia torinese sta cercando per lui un legale. Don Vaudagnotto fino ad ora è stato sentito come teste. Molto provato e più volte caduto nello sconforto e in crisi di pianto, don Vaudagnotto ha detto: «Mi rimetto alla magistratura e ho la speranza che questa triste storia termini presto».
    08 agosto 2007

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/08/abusi_sacerdote_torino.shtml

  • Uno dei preti coinvolti è l’economo del liceo più prestigioso di Torino in cui hanno studiato, tra gli altri, il card., Bertone, il procuratore Caselli e i giornalisti Marco Travaglio e Giorgio Tosatto

    Uno dei preti coinvolti è l’economo del liceo più prestigioso di Torino in cui hanno studiato, tra gli altri, il card., Bertone, il procuratore Caselli e i giornalisti Marco Travaglio e Giorgio Tosatto

    GIOVANNA FAVRO – TORINO – Com’è diverso, quel mondo di miserie e di violenze che s’è abbattuto sull’economo, dal mondo che si schiude dietro il grande cancello del Valsalice. Un mondo che da quelle accuse non è stato sfiorato, sporcato, nemmeno per un soffio, una briciola.

    L’indirizzo, viale Thovez 37, è lo stesso da più di cent’anni, a due passi dal centro della città e già immerso nel verde della collina torinese, fra strade tranquille in cui si aprono le ville dell’alta borghesia e dell’aristocrazia subalpina.

    Dietro al cancello c’è la salitella con la tomba in cui è stato sepolto per un periodo san Giovanni Bosco, che fondò la scuola acquistando l’edificio nel 1879. In pochi istanti s’arriva al cortile pavimentato di porfido, con le colonne che formano un loggiato elegante: un ingresso monumentale, ma anche un campo da pallone, con le porte. È tutta qui, forse, la chiave della scuola: studio severo, tradizione e cultura, ma abbinati alla spiritualità dell’oratorio salesiano, fatta anche di sport, di amicizia, di allegria. Negli edifici costruiti a «U» intorno al cortile ci sono la chiesa, il glorioso museo di storia naturale fondato da don Bosco e 31 aule grandi e luminose, con ciò che serve a un moderno liceo scientifico e classico, abbinato a due sezioni di scuola media: laboratori, aule multimediali, teatro. E poi i campi sportivi, le stanze dei salesiani.

    Oggi gli allievi sono circa 800. Figli e figlie di ricchi vestiti da cabinotti, ma anche rampolli di estrazione più umile, con i genitori che, per pagare i 3 mila euro di retta, fanno sacrifici su sacrifici. Di sicuro, le 5 mila persone che hanno studiato qui, hanno imparato molto più che un cumulo di nozioni. Un volto noto dall’eloquio tagliente come Marco Travaglio, ad esempio, parla della sua ex scuola con grande tenerezza: «Ci ho lasciato il cuore. Là ho incontrato i preti meno bigotti che abbia mai conosciuto. Persone di altissimo livello professionale». Ripensa ai palazzi disposti a «U», al museo con i minerali: «Ogni tanto ci vado ancora, anche se i miei professori non ci sono più. Ci andavo già da piccolo: hanno frequentato quell’oratorio anche mio padre e mio nonno».

    Ha studiato al Valsalice anche l’arcivescovo Tarcisio Bertone. Sono ex allievi Giancarlo Caselli, l’umanista Guido Davico Bonino, Giorgio Tosatti e l’ex rettore dell’Università Rinaldo Bertolino, che era capitano della squadra di calcio. «Valsalice – dice quest’ultimo – m’ha dato una dimensione di serietà, di formazione profonda e rigorosa. Le lezioni di don Perissinotto mi spinsero verso l’inglese in anni in cui si studiavano solo le lingue morte».

    Gli ex allievi ricordano le sfide di pallone e la rivalità con i ragazzi del San Giuseppe, il «SanGip» dei padri giuseppini. Ricordano giornate di studio duro, chini sui libri, ma anche pomeriggi di sole e di risate. La storia dell’economo, con il loro liceo non c’entra davvero niente. Non trova posto un nesso con la scuola negli atti giudiziari, e nemmeno nel cuore.

  • PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    Istituto Valsalice fiore all’occhiello storia educativa torinese

    Città del Vaticano, 18 ago. (Apcom) – Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, e Gian Carlo Caselli, procuratore generale presso la corte d’appello di Torino, difendono l’Istituto educativo Valsalice di Torino, “messo sotto le lenti di ingrandimento per un episodio in corso di accertamento”, e cioè le accuse di abusi sessuali rivolte a un sacerdote.

    “Siamo ex-allievi di questo Istituto, un fiore all’occhiello della storia educativa di Torino – scrivono Bertone e Caselli in una nota congiunta che sarà pubblicata nel prossimo numero di ‘Famiglia Cristiana’ – e lasciando alle istanze competenti di far luce su ciò che è veramente accaduto, vogliamo ricordare i begli anni trascorsi al Valsalice, tra lo studio serio e formativo in un virtuoso circuito tra cultura classica e tradizione cristiana, e con lo sforzo comunitario di formazione integrale della persona nella libertà e nella socialità. Abbiamo avuto dei professori competenti – sottolineano Bertone e Caselli – e totalmente dediti alla missione educativa, modelli di integrità morale e di schietta umanità”.

    Il porporato e il procuratore generale di TOrino, ricordano di aver “sperimentato l’efficacia di uno splendido progetto educativo che mira alla costante ricerca dell’equilibrio fra forma fisica, mentale e spirituale, una visione tridimensionale che è sommamente valida anche per la nostra società dilacerata”. “I nostri educatori – scrivono – ci hanno insegnato che l’ispirazione cristiana può operare incisivamente nei diversi spazi dell’esistenza quotidiana: nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella vita pubblica, senza complessi d’inferiorità che intimidisce; ma anche senza complessi di superiorità che giudica senza amore”.

    “Crediamo che gli educatori del Valsalice, Salesiani e Collaboratori laici – concludono – siano anche oggi costruttori di robuste personalità, animati da amore per la vita, responsabilità per il futuro, testimoni di speranza. A tutte le famiglie diciamo: abbiate fiducia nel metodo educativo salesiano, collaborate con gioia nell’opera d’arte dell’educazione, con il cuore di don Bosco: ‘Basta che siate giovani perché io vi ami!’”.