Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • PEDOFILIA: SALESIANI, PRENDEREMO PROVVEDIMENTI CONTRO PADRE B.

    PEDOFILIA: SALESIANI, PRENDEREMO PROVVEDIMENTI CONTRO PADRE B.

    23-05-11
    (ASCA) – Roma, 23 mag – La Curia generalizia dei salesiani e’ ”costernata” per il caso di padre B., il prete salesiano dell’associazione pro-pedofilia ”Martijn”, e si ”dissociano” dalle dichiarazioni alla stampa di p. Herman Spronck, delegato per l’Olanda del provinciale dei salesiani, che ”sembrano relativizzare la gravita’ del fatto”.

    Il procuratore generale dell’ordine fondato da Don Bosco, p. Francesco Maraccani, annuncia che la sua Congregazione ”prendera’ i dovuti provvedimenti disciplinari, conformemente ad un protocollo in atto gia’ dall’anno 2002 e alle normative date dalla Chiesa su questa materia” nei confronti di padre B. L’essere membro di un’associazione come ”Martijn”, ”e’ assolutamente incompatibile con i principi e i valori della tradizione salesiana. Quindi disapproviamo in maniera ferma tale fatto e prendiamo le distanze da un simile comportamento personale di un singolo confratello.

    Comprendiamo che questa notizia ha indubbiamente ferito ancora una volta la giusta sensibilita’ di tante persone.

    Comprendiamo il loro dolore e presentiamo le nostre scuse in nome dei Salesiani di don Bosco”.

  • OLANDA, PRETE CHOC: “NON UN MALE SESSO CON MINORI”

    OLANDA, PRETE CHOC: “NON UN MALE SESSO CON MINORI”

    CITTÀ DEL VATICANO – «Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini». A parlare in modo così disinvolto, addirittura spregiudicato, delle vicende di pedofilia è nientemeno che il capo dei Salesiani per l’Olanda, padre Herman Spronck, in una vicenda che sicuramente aprirà nuove discussioni nel lungo capitolo degli abusi sessuali su minori commessi da uomini di Chiesa. In un’intervista rilasciata a rtl.nl, e rilanciata dal sito «Messa in latino», padre Spronck commenta la vicenda del salesiano padre Van B., che è membro attivo e militante di un’associazione che propugna la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni. Dice di esserne da tempo a conoscenza e anche di sapere che il confratello aveva subito due condanne per atti osceni: ma aggiunge che, come Superiore, non ha ritenuto affatto che ciò dovesse portare all’espulsione di padre Van B. dall’Ordine. Nell’intervista, alla domanda se le relazioni sessuali tra adulti e bambini andrebbero consentite, padre Spronck risponde testualmente: «Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose».

    www.leggonline.it/articolo.php?id=122994

    Pedofilia, il capo dei salesiani d’Olanda: Relazioni coi bimbi? Non un male”

    CITTA’ DEL VATICANO – ”Personalmente non condanno a priori le relazioni tra adulti e bambini”. A parlare in modo così disinvolto, addirittura spregiudicato, delle vicende di pedofilia è nientemeno che il capo dei Salesiani per l’Olanda, padre Herman Spronck, in una vicenda che sicuramente aprirà nuove discussioni nel lungo capitolo degli abusi sessuali su minori commessi da uomini di Chiesa.

    In un’intervista rilasciata a Rtl.nl, e rilanciata dal sito ”Messa in latino”, padre Spronck commenta la vicenda del salesiano padre Van B., che è membro attivo e militante di un’associazione che propugna la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni.

    Dice di esserne da tempo a conoscenza e anche di sapere che il confratello aveva subito due condanne per atti osceni: ma aggiunge che, come Superiore, non ha ritenuto affatto che ciò dovesse portare all’espulsione di padre Van B. dall’Ordine. Nell’intervista, alla domanda se le relazioni sessuali tra adulti e bambini andrebbero consentite, padre Spronck risponde testualmente: ”Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente diro’ sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose”.

    Il capo dei Salesiani olandesi (per la precisione delegato per l’Olanda dal Provinciale che sta in Belgio) dice di non aver ritenuto che padre Van B. dovesse essere espulso dall’Ordine perche’ non riteneva quelli da lui commessi atti gravi come, ad esempio, uno stupro. Fino al 2007, inoltre, il sacerdote non era stato neanche escluso dall’apostolato a contatto con i piu’ giovani. Per spiegare il fatto di non considerare i rapporti tra adulti e bambini ”necessariamente dannosi”, padre Spronck fa un esempio: ”Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso piu’ anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: ‘Padre Herman, ma perche’ volete proibirlo?’. Bene, che cosa diresti a un ragazzo cosi’?”.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mond…i-bimbi-865016/

  • La malattia dei Salesiani

    La malattia dei Salesiani

    Il caso di Riccardo Seppia e la divulgazione delle sue intercettazioni telefoniche ha aperto un quadro allucinante. Il salesiano è stato descritto come satanista, omosessuale dedito a droghe e festini, malato di sesso e pedofilo. Di fronte al pubblico ministero l’uomo ha confessato di essere un assassino, e di aver continuato a vivere una vita dissoluta stante la sua sieropositività e il rischio di contagio per tutti i partner sessuali.

    Cosa accade ai Salesiani? Seppia non è il solo caso. Il 14 maggio scorso il Corsera pubblicava la condanna di primo grado a Nicolangelo Rossi, salesiano di 79 anni, originario del beneventano. Il Rossi è stato dichiarato colpevole di reati pedofilia ai danni di alcune bambine presso una parrocchia di Foggia.

    In queste ore si indaga l’ordine dei Salesiani anche in Chile dove Audìn Araya, l’ex rettore del collegio salesiano di Conceptiòn, è denunciato per aver offerto copertura ad un suo prete,che ha fatto vittime tra i minori di una parrocchia in età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un caso gravissimo. Il salesiano Rimsky Rojas, suicidatosi nel marzo scorso, era accusato di circa 80 violenze. (articolo da La Nacion.cl). Anche il caso del prete Karadima continua a far discutere.

    Sono inoltre famosissimi i casi di pedofilia negli states, che hanno vista coinvolta la Società Salesiana. Nel 2008, infatti, l’arcidiocesi di Los Angeles spese 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 cause per molestie sessuali e “padre Jim” lo ricorderà per un pezzo. In Italia invece risalgono al 2007 le indagini che hanno coinvolto la comunità del liceo salesiano di Valsalice (Torino), seguite dalle più recenti indagini per abusi sulla Diocesi di Milano.

    Come sapete questo sito si interessa principalmente dei casi riguardanti i pedofili laici, perché i casi concernenti i religiosi sono alimentati da un mangiapretismo che sbuffa nuvole di fumo a copertura dell’intera legione dei pedofili planetari. La politica è inaffidabile, da Giovannardi a Vendola, passando per i trascorsi del radicale Pannella e l’ex deputato Grillini. Tutto ciò nonostante ho voluto questo articolo oggi per chiedere, da cattolica, che la Chiesa di Roma prenda una posizione sulle dichiarazioni inquietanti del salesiano capo per l’Olanda Herman Spronck.

    L’Olanda è il paese liberticida della permissività quindi, anche se i reati di pedofilia sono puniti, sono invece permesse tutte le attività connesse con la “cultura della pedofilia”. Il caso è quello del prete salesiano “padre Van B.”, già condannato per ben due volte per atti osceni e membro di una organizzazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia. Il superiore Spronck si è dichiarato di tutto informato e di non aver ritenuto necessario espellere il pedofilo militante dall’Ordine Salesiano. Nelle sue dichiarazioni Spronck è andato molto oltre.

    Copio e incollo le sue dichiarazioni dal blog “Messa in Latino”, che intitola “Pedofili salesiani, fieri di esserlo”:

    • Che cosa pensa delle relazioni sessuali tra adulti e bambini [sic: “kinderen”], andrebbero consentite?
      P. Spronck: Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente [sic: “formeel”] dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose.
    • Lei pensa che relazioni tra adulti e bambini non sono necessariamente dannose?
      P. Spronck: Le faccio un esempio di ciò. Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?
    • Dunque, queste relazioni tra adulti e bambini dovrebbero essere consentite?
      Personalmente, non condanno a priori [“per definitie”] le relazioni tra adulti e bambini. Conosce Foucault? E’ un filosofo. Conosce i suoi scritti? No? Forse dovrebbe leggerli, specialmente l’introduzione alla Parte Quarta. Dipende dal bambino. Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile.

    Sembra di leggere un testo del pedofilo ideologo Richard Gardner. Invece si tratta di un prete.

    Il salesiano Spronck è delegato per l’Olanda con incarico diretto dal superiore dal Belgio, luogo ameno in cui la magistratura chiese e ottenne l’arresto per un giorno dell’intera conferenza episcopale, profanando tombe e sequestrando pc e telefonini. Sulla questione belga, sempre dal blog Messa in Latino, si può leggere questo articolo.

    Nelle dichiarazioni di Spronck in Olanda, come nei suoi superiori in Belgio e tra gli autori dell’osceno “catechismo” del 1997, la Chiesa non è più la stessa. Nelle parole del superiore salesiano non c’è soltanto eresia, ma anche tutti i segni della corruzione dati con un falso pietismo verso le vittime. Il ragazzo del racconto è evidentemente oggetto di una coercizione psicologica, e la sola cosa da dirgli senza peli sulla lingua è: “Ora tu sei libero”.

    Spero sinceramente che queste ultime vicende convincano i timorosi nella Chiesa, della necessità di far vera pulizia in seno agli ordini del clero e dentro le parrocchie. Ad iniziare con i Salesiani in Italia e Olanda, ad esempio. Sono convinta che anche Don Bosco ne sarebbe soddisfatto…

    Loredana Morandi
    fonte articolo originale (completo di link) andare sul blog “giustiziaquotidiana”


    www.giustiziaquotidiana.it/dblog/articolo.asp?articolo=4686
    il link va messo sempre, e va messo a cura di chi inserisce il post.

  • Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Parrocchia di Arese

    Censurato il sito delle Iene, ci sono tutti i video della puntata di ieri meno quello sui preti di Arese?????, anche su facebook ci si chiede come mai.

    Ora il video del servizio delle Iene è disponibile sul loro sito

    Dopo la denuncia a Don Marco Redaelli, per avere pesantemente molestato una bimba di soli 7 anni, la parola d’ordine tra i potenti salesiani aresini, è stata massacriamo il papà, facciamogli terra bruciata intorno, dobbiamo difendere il nostro confratello.

    E così è stato, tutti in paese a parlar male del padre, la voce è arrivata anche a me che vivo ad Arese ma, che dalla parrocchia ci sto più alla larga possibile.

    Arese è una città tenuta sotto ricatto dai potentissimi e ricchissimi salesiani. Persino le sorti delle elezioni dipendono da cosa diranno i preti la domenica durante la Messa.

    Don Marco Redaelli condannato in primo grado per pedofilia, con sospensione della pena, don Mario Moriggi ex parroco di Arese e don Franco Fontana , presidente del VIS , il volontariato internazionale dello sviluppo, inviato ad Arese dai suoi superiori per cercare di capire cosa stava succedendo, vengono rinviati a giudizio per falsa testimonianza e favoreggiamento, oltre a coprire il loro confratello avevano accusato il papà della bimba di essersi inventato tutto per estorcere soldi. settegiorni.it

    Durante le indagini vengono alla luce oscene telefonate a luci rosse tra il parroco di Arese , don Mario Moriggi e una suora, pare che in paese lo sapessero in tanti, ma di questo tutti zitti e muti. Forte dell’impunità ,che Arese gli ha sempre garantito, Don Mario Moriggi denuncia il settimanale Settegiorni per avere pubblicato le sue telefonate hard, ma il tribunale dà ragione al giornale, unico ad avere pubblicato tutti i fatti .

    L’unico prete che non ci sta e vuole scoprire la verità viene isolato ed allontanato ed è costretto a vivere lontano, le Iene ieri lo hanno intervistato e rilascia una inquietante dichiarazione che lascia chiaramente intendere che quello denunciato, probabilmente, non è l’unico caso di abuso.

    E io aggiungo: don Marco andava spessissimo in Brasile ad aiutare i bambini poveri.

    Da cittadina aresina ringrazio ancora una volta il coraggioso papà della bimba che per amore della figlia e della verità è stato costretto a lasciare la città dove viveva e a subire le pressioni e le malevolenze di un paese sotto ricatto.

    Lo ringrazio anche a nome di tutti quelli che, in tutti questi anni hanno subito , ma non hanno avuto la forza di denunciare

    Qui i miei post su tutta la vicenda: 2 Febbraio 2009, 22 aprile 2009, 29 maggio 2009,
    18 settembre 2009,17 maggio 2010, 1 ottobre 2010, le motivazioni della sentenza 6 dicembre 2010

    Molestie in chiesa: un altro indagato

    Dopo don Mario Moriggi, parroco di Arese fino al 2009, compare adesso il nome di don Franco Fontana, indagato per falsa testimonianza e favoreggiamento sul caso di don Marco Redaelli

    Arese, 30 ottobre 2010 – Un altro religioso. Ancora una volta salesiano. E non uno qualunque: è un personaggio molto noto negli ambienti ecclesiastici il secondo indagato per falsa testimonianza e favoreggiamento sul caso di don Marco Redaelli, condannato in primo grado per molestie sessuali su una bambina di 7 anni. Dopo don Mario Moriggi, parroco di Arese fino al 2009, compare adesso il nome di don Franco Fontana che, in seguito alla denuncia del padre della piccola, era stato inviato ad Arese come ispettore per far luce sulle eventuali responsabilità di don Marco. Fontana è un esponente di spicco dell’Ordine, oggi vicepresidente del Volontariato internazionale per lo sviluppo (Vis) a Roma.

    Spariscono invece i sospetti sull’attuale parroco don Riccardo Respini, su cui nei mesi scorsi in paese erano corse voci incontrollate su un suo possibile coinvolgimento nella delicata vicenda. Resta, però, un pesante dato di fatto: sono tre i salesiani trascinati, anche se a diverso titolo, in una vicenda che continua a spaccare la comunità aresina. Una città da sempre legata agli eredi di Don Bosco, e che ancora accetta a fatica lo scandalo. «Non potete chiederci di condannare don Marco se in cuor nostro lo riteniamo innocente», ripeteva ieri don Ivano Mora, vicedirettore del Centro salesiano di Arese.

    Padre Redaelli 76 anni e una vita passata nelle missioni, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione con la condizionale: il racconto della piccola, che oggi ha 10 anni, è stato infatti riconosciuto veritiero e coerente dai giudici della quinta sezione penale di Milano. “Non possiamo fare altro che rimetterci alla magistratura”, ha aggiunto don Ivano. Un’ombra di imbarazzo scende quando si nominano i nuovi coinvolti: don Mario e don Franco.

    Secondo i giudici, don Mario «ha negato dal banco dei testimoni, in modo ritenuto falso, di aver affermato a suo tempo che “c’erano state lamentele per l’atteggiamento troppo esuberante e intrusivo verso i bambini di don Marco”». Nel 2009, il parroco lasciò l’incarico dopo che furono pubblicate le intercettazioni di alcune sue conversazioni «hard» con una maestra di Ferrara. Non è stato possibile, invece, parlare con don Fontana: “È in ritiro spirituale”, dicono laconici dal suo ufficio stampa.

    di Agnese Pini

    http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2010/10/29/407330-molestie_chiesa.shtml

  • Pedofilia: sacerdote indagato per abusi si toglie la vita in Cile

    Pedofilia: sacerdote indagato per abusi si toglie la vita in Cile

    SANTIAGO DEL CILE – Un sacerdote salesiano, sotto inchiesta per presunti abusi sessuali nei confronti di un suo alunno in un liceo di Valdivia, 900 chilometri al sud di Santiago, si è tolto la vita impiccandosi nella stanza di una casa di riposo di Santiago del Cile, dove il suo ordine lo aveva trasferito a causa della sua profonda depressione. Lo ha reso noto in un comunicato la stessa Congregazione salesiana.

    Padre Rimsky Rojas, 54 anni, dopo essere stato a lungo missionario in Africa, era ritornato in patria ed era diventato il direttore del liceo salesiano di Valdivia. Lo scorso ottobre, però, un ex alunno lo ha denunciato assicurando alla polizia che il sacerdote aveva ripetutamente abusato di lui tra il 1985 ed il 1989. Ciò, precisa il comunicato dei salesiani, ha provocato in lui una profonda depressione, tanto che, secondo quanto scrivono i media locali, aveva già tentato di togliersi la vita due volte, l’ultima lo scorso gennaio.

    Il suicidio di Rimsky Rojas ha dato il via a una serie di commenti nelle reti sociali, in cui c’è chi lo descrive come ”un bravissimo sacerdote” e chi inveisce contro di lui. Solo due settimane fa, in Cile è ritornato alla ribalta un altro noto caso di pedofilia avvenuto in un liceo religioso del quartiere bene di Santiago.

    Dopo lunghe indagini, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha infatti reso noto di aver dichiarato colpevole di abusi sessuali nei confronti di vari giovani, l’influente sacerdote Fernando Karima di 80 anni. Anche in questo caso le denunce erano state presentate da quattro ex alunni, attualmente tutte persone tra i 35 ed i 40 anni. Il legale di Karima ha però assicurato che presenterà ricorso.

    2 marzo 2011 | 22:17

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mond…e-abusi-770170/

  • Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    FOGGIA – La Procura chiede la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento), l’ex vice parroco del «Sacro Cuore» accusato di atti sessuali su quattro bambine che sarebbero state molestate dall’anziano sacerdote, nell’estate 2006, mentre si confessavano nella chiesa al rione Candelaro.

    Il pm Vincenzo Maria Bafundi ha parlato per oltre un’ora ieri mattina nella lunga udienza celebratasi a porte chiuse davanti al gup Antonio Diella, in quanto la difesa ha optato per il processo abbreviato condizionato alla trascrizione di un colloquio registrato tra i genitori di una delle presunte vittime ed un altro sacerdote, all’insaputa di quest’ultimo. L’udienza, iniziata poco dopo le 9, è proseguita sino alle 13.30 con requisitoria del pm e arringhe degli avvocati di parte civile Michele Sodrio, Michele Vaira, Sergio Cangelli, Antonio Bove e Antonio Leonardo, che tutelano gli interessi delle 4 minorenni e dei loro genitori e che hanno chiesto la condanna del prete e risarcimento per circa oltre 500mila euro complessivi (degli interventi delle parti civili riferiamo a parte, ndr).

    L’udienza è stata rinviata a marzo per dar spazio alla difesa, con gli avv. Franco e Donatella Ventarola che solleciteranno l’assoluzione del sacerdote: come si può credere – sarà uno degli argomenti difensivi – che quattro ragazzine siano state molestate durante la confessione in una chiesa molto affollata in quell’estate del 2006 perchè la Parrocchia aveva organizzato i giochi estivi, e nessuno se ne sia reso conto? Don Rossi, che da tempo non vive più a Foggia, anche ieri non era presente in aula.

    Il sacerdote si dice innocente: per questa vicenda fu arrestato nel maggio 2007 dagli agenti della sezione reati contro la persona della squadra mobile, posto ai domiciliari dove rimase per quattro mesi quando il gip lo rimise in libertà. Il pm, considerata l’età e lo stato d’incensuratezza del sacerdote, ha chiesto al gup di concedere all’imputato le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante di aver abusato della suo funzione di ministro del culto e del fatto che le minorenni gli erano state affidate.

    Parlando per oltre un’ora il pm Bafundi, che coordinò le indagini della polizia e nell’aprile di un anno fa chiese il rinvio a giudizio del sacerdote, ha ripercorso le tappe dell’inchiesta e si è soffermato sul racconto delle quattro vittime, ribadito nel giugno 2007 nel corso dell’incidente probatorio svoltosi davanti a tutte le parti processuali interessate: in quella circostanza le minorenni ribadirono d’essere state toccate mentre si confessavano al «Sacro cuore» con don Nicolangelo. Dichiarazioni convergenti quelle delle vittime – ha ricordato il pm – e che escludono la possibilità che si siano accordate per calunniare il sacerdote, nei confronti del quale peraltro non avevano motivi di rancore. Bisogna credere alle bambine – ha detto il pm chiedendo la condanna del sacerdote – perchè i loro sono racconti spontanei, convergenti e riscontrati dalle indagini della squadra mobile. Quali riscontri? Le reazioni immediate delle ragazzine subito dopo essere state molestate nel confessionale, confermate da alcuni testi. E che le minorenni non abbiano inventato nulla, lo dimostra anche – nell’ottica accusatoria – la consulenza psicologica alla quale furono sottoposte durante le indagini preliminari proprio su ordine della Procura, con gli psicologi che hanno confermato l’attendibilità delle vittime.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…1&IDCategoria=1

    Durissimo attacco delle parte civili: «Don Nicola non merita attenuanti»
    Ha parlato anche di «congiura del silenzio» l’avv. Michele Sodrio, legale di parte civile per una delle quattro bambine che sarebbero state molestate da don Nicolangelo Rossi, nel chiedere ieri mattina la condanna del sacerdote e un risarcimento di 250mila euro: 200mila euro per la bambina, 50mila per i genitori. A dire del legale altri sapevano nella chiesa del «Sacro cuore» dei comportamenti dell’imputato, prim’ancora che le denunce delle bambine e l’indagine di Procura e squadra mobile portasse all’arresto del sacerdote. Per l’avv. Sodrio, contrariamente a quanto sostenuto dal pm, don Nicolangelo Rossi non merita la concessione delle attenuanti generiche «perchè i fatti sono gravissimi: parliamo di bambine molestate da un sacerdote al quale erano state affidate per confessarsi».

    La parte civile concorda invece col pm nel rimarcare l’attendibilità delle vittime: dichiarazioni convergenti, spontanee, ribadite nell’incidente probatorio. Nel motivare la richiesta di danni così alta, l’avv. Sodrio ha parlato dei danni psicologici subiti dalla bambina tuttora turbata, tanto da avere difficoltà a dormire. L’avv. Michele Vaira, il legale della bambina la cui denuncia diede il via all’inchiesta giudiziaria, ha anticipato che l’eventuale risarcimento (non ha quantificato i danni) verrà devoluto in beneficenza, come annunciato sin dal primo momento dai genitori della bambina che per primi presentarono denuncia in Procura. In arringa l’avv. Vaira, per chiedere la condanna di don Nicolangelo Rossi, si è soffermato a lungo su quanto dichiarato da un altro sacerdote della parrocchia del «Sacro cuore».

    A pubblico ministero e difensori che lo interrogarono nel corso delle indagini, il testimone escluse di aver mai sentito voci imbarazzanti sul conto del vice parroco; ma quando parlò con i genitori della bambina molestata (registrarono il colloquio all’insaputa del prete, registrazione entrata negli atti processuali) il testimone – ha rimarcato l’avv. Vaira – disse bel altro, confermò di aver sentito voci su don Nicolangelo; d’aver informato i superiori; e che li avrebbe subito avvertiti di quella denuncia. Per l’avv. Vaira il sacerdote («è il nostro miglior teste d’accusa») diceva la verità quando parlava con i genitori della vittima: se così non fosse, perchè mai avrebbe dovuto confermare ai genitori della bambina che circolavano voci imbarazzanti sul collega?

    Il legale nei prossimi giorni depositerà anche una memoria difensiva per ribadire la richiesta di condanna del prete e chiedere che non gli vengano concesse le attenuanti generiche: «ha negato l’evidenza delle prove, non ha mai chiesto scusa, non merita attenuanti» dice l’avv. Vaira alla «Gazzetta». Sia Sodrio che Vaira ribadiscono che, in caso di condanna del sacerdote, avvieranno subito una causa civile contro l’Opera don Bosco dei salesiani di Roma e la parrocchia Sacro Cuore per chiedere loro il risarcimento danni, quali «datori» di lavoro del prete.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404419

    Le tappe. Dalla denuncia al processo
    9 agosto 2006 I genitori di una bambina presentano un esposto in Procura, denunciando che la figlia è stata molestata da un prete mentre la confessava nella chiesa del «Sacro Cuore».

    11 maggio 2007 Don Nicolangelo Rossi, ex vice parroco della chiesa foggiana, arrestato a Taranto dalla squadra mobile foggiana su ordinanza del gip che lo manda ai domiciliari per atti sessuali su minorenni in un istituto salesiano della Campania: il prete respinge le accuse.

    17 giugno 2007 Incidente probatorio in Tribunale per interrogare le 4 presunte vittime: confermano d’essere state toccate dall’indagato.

    24 settembre 2007 Il gip rimette in libertà don Nicolangelo Rossi, imponendogli l’obbligo di dimora a Vico Equense.

    Giugno 2008 Revocato anche l’obbligo di dimora.

    6 aprile 2010 Dopo quasi quattro anni di indagini e una consulenza psicologica per verificare l’attendibilità delle presunte vittime, il pm Vincenzo Maria Bafundi chiede il rinvio a giudizio di don Rossi per atti sessuali su 4 minorenni.

    19 maggio 2010 Inizia l’udienza preliminare davanti al gup Antonio Diella, subito rinviata. Si costituiscono parte civile contro il sacerdote le 4 bambine e i loro genitori.

    30 giugno 2010 La difesa di don Rossi annuncia che chiederà il processo abbreviato davanti allo stesso gup.

    21 luglio 2010 Le parti civili chiedono di poter citare nel giudizio in corso, ai solo fini della responsabilità civile, Opera don Bosco e parrocchia Sacro cuore quali «datori di lavoro» dell’imputato; la difesa si oppone.

    22 settembre 2010 Il gup accoglie la richiesta delle parti civili di citare salesiani e parrocchia.

    7 febbraio 2011 Opera don Bosco e Sacro Cuore estromesse dal processo su richiesta del loro legale: non poterono partecipare all’incidente probatorio quando si formò la prova. Per la parte civile è importante comunque la decisione del gip di poterle citarle in giudizio: preannunciano l’avvio di una causa civile contro Salesiani e sacro Cuore.

    14 febbario 2011 Il pm chiede 4 anni e 6 mesi per don Rossi; richiesta di condanna ribadita anche dai legali delle 4 bambine che sarebbero state molestate.
    15 Febbraio 2011

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404420

  • Processo a prete pedofilo per molestie istituto dei salesiani chiamato in causa

    Processo a prete pedofilo per molestie istituto dei salesiani chiamato in causa

    La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma saranno citati come responsabili civili nel processo che si sta svolgendo a Foggia e che vede imputato un prete accusato di abusi sessuali nei confronti di quattro ragazzine

    FOGGIA – La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma saranno citati come responsabili civili nel processo che si sta svolgendo a Foggia e che vede imputato un prete accusato di abusi sessuali.

    Secondo l’accusa il sacerdote, un salesiano di 79 anni, nel 2006, quando era vice parroco al Sacro Cuore di Foggia avrebbe molestato 4 ragazzine che si confessavano con lui. Il sacerdote si è sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti.

    Questa mattina il gip del tribunale di Foggia, Antonio Diella, ha autorizzato le parti civili a chiamare in causa come responsabili civili, per il risarcimento dei danni, la parrocchia foggiana e l’Istituto dei Salesiani di Roma, rappresentato dal rettore generale. Nei prossimi giorni i legali di parte civile citeranno in giudizio la parrocchia e l’Istituto Salesiano, i cui rappresentanti potrebbero essere in aula il 24 novembre, alla ripresa del processo.
    (22 settembre 2010)

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/09/22/news/molestie_a_ragazzine_da_prete_pedofilo_istituto_dei_salesiani_chiamato_in_causa-7321484/

  • Il prete accusato di pedofilia frequentò Sacile, Zoppola, Pordenone e Castelnovo

    Il prete accusato di pedofilia frequentò Sacile, Zoppola, Pordenone e Castelnovo

    Il sacerdote salesiano Titian James Miani, accusato di pedofilia negli Stati Uniti, non solo è stato a Pordenone, ma anche a Castelnovo, Sacile e Zoppola prima di attraversare l’Atlantico.

    Lo si è appreso ieri da ambienti legali americani: nato a Zoppola il 23 marzo 1927, da Ernesto (morto nel 1963) e Maria Quattrin (deceduta nel 1952), frequentò il seminario di Pordenone dall’ottobre 1943 al giugno 1948. Due anni di superiori e tre di collegio.

    Entrò nella casa dei salesiani, a Castelnovo, nel settembre 1948 come assistente vi restò per un anno e fece il noviziato a Villa Moglia (Asti) prima di ottenere la vestizione, nel seminario di Pordenone, assistito dal superiore monsignor Pascotto, nel maggio 1947; la professione perpetua la effettuò in California nel 1954, l’ordinazione, a Watsonville l’anno successivo.

    Prima di entrare a fare parte del clero, il sacerdote prestò servizio militare a Sacile, dal marzo 1943 al settembre dello stesso anno, quando ottenne la dichiarazione di esonero. C’è anche un giallo sui suoi percorsi di studio. Il preside del Don Bosco di Pordenone di allora, Alfredo Toschi, su richiesta dell’interessato (il 12 novembre 1956) certificò che l’allora studente aveva completato come privatista il ginnasio dall’anno 1939 al 1944.

    Tale certificazione è accompagnata da una lettera scritta a mano dal prete, indirizzata a fratel Luois nella quale, nel 1956, domandando di accedere all’Università, annota che «ora qui è tutto bene» (a Pordenone), dopo una broncopolmonite, e puntualizza di allegare il certificato di studi del direttore di Pordenone «che è stato disposto ad aiutarmi nella migliore maniera possibile».

    A questo aggiunge: «Ha deciso di figurare che io abbia fatto il liceo nel suo collegio e mi ha permesso, come vede, di fare il certificato in regola. Si sa che qui in Italia il liceo è solo di tre anni, però lui mi spiegò che si può dire che io ho fatto anche il noviziato (come privato) nel suo collegio. Le spiego questo caso mai le chiedessero come mai han messo quattro anni di liceo».

    Tra i documenti dell’avvocato americano che difende le presunte vittime di abusi, Jeff Anderson, figura anche la nota per la quale il sacerdote oggi 83enne sarebbe stato protagonista di un episodio non chiaro anche in Friuli: «1947, Miani è accusato di avere molestato un ragazzo a Pordenone. Miani fu mandato in Brasile e poi in Canada». E, a proposito del presunto fatto di Pordenone, la procura della Repubblica non intenderebbe aprire alcun procedimento: si tratta di ipotetici episodi già caduti in prescrizione. A meno che, filtra, non siano eventuali vittime a presentare esposti. E allora l’apertura di un fascicolo tornerebbe obbligatoria.

  • Pedofilia, in California parte la causa contro il Vaticano

    Pedofilia, in California parte la causa contro il Vaticano

    Dopo il sostanziale via libera della Corte Suprema a procedere contro la Santa Sede, l’avvocato Jeff Anderson ha annunciato un’azione legale contro i vertici d’Oltretevere. Al centro della denuncia gli abusi sessuali commessi dal salesiano “padre Jim”
    30 giugno, 2010
    L’avvocato Jeff Anderson, difensore di numerose vittime di abusi sessuali da parte d’ecclesiastici negli Stati Uniti, torna all’attacco. Dopo il sostanziale via libera della Corte Suprema a procedere contro il Vaticano, il legale ha annunciato una denuncia contro la Santa Sede in California, accusando i suoi più alti rappresentanti di aver coperto gli abusi compiuti, in Italia e negli Stati Uniti, da un sacerdote salesiano. Anderson accusa i vertici del Vaticano e i superiori dell’ordine dei salesiani d’aver insabbiato le numerose molestie sessuali di Titian Miani, conosciuto come “padre Jim” dai suoi allievi.

    Il religioso ha attualmente 83 anni e nel 2003 era stato arrestato per un caso di pedofilia poi caduto in prescrizione. Secondo Anderson “il Vaticano era stato avvertito ma il Papa e la Congregazione per la Dottrina della Fede non avevano rimosso il prete pedofilo”. Nell’azione legale si afferma che i superiori salesiani erano a conoscenza delle tendenze di Miani, il quale, in ogni caso, una volta trasferito a Bellflower, fu incaricato dei rapporti con gli studenti senza che né gli studenti né le famiglie fossero avvertiti. Secondo Anderson “questo prete ha fatto almeno 13 vittime e malgrado ciò ha continuato a svolgere il suo servizio”.

  • ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    Molestie nel confessionale, slitta di un mese l’udienza al sacerdote
    Il gup deve anche pronunciarsi sull’istanza difensiva di citare l’Arcidiocesi

    E’ destinata a saltare l’udienza preliminare prevista per mercoledì 19 maggio al sacerdote don Nicolangelo Rossi, 79 anni originario di Benevento, accusato di aver molestato quattro ragazzine nel confessionale, mentre le confessava nell’estate del 2006 nella chiesa del «Sacro Cuore» al rione Candelaro. Il prete, che per questa vicenda fu anche arrestato dalla squadra mobile nel maggio del 2007 e posto ai domiciliari dove rimase quattro mesi, si dice innocente.

    Il gup che deve celebrare l’udienza preliminare Antonio Diella – è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della Procura di rinviare a giudizio il prete per atti sessuali su 4minorenni e su quella di proscioglimento avanzata dalla difesa – sarà impegnato nei prossimi giorni in un corso a Roma del Consiglio superiore della magistratura, da qui la necessità di rinviare l’udienza. Se ne riparlerà a giugno, anche se la data non è stata ancora decisa.

    Nelle more dell’udienza preliminare, il gup dovrà anche decidere sull’istanza dell’avv. Mi – chele Sodrio , legale di parte civile per i genitori di una delle quattro presunte vittime del sacerdote. Il legale si costituirà in udienza contro don Nicolangelo Rossi, e su questo non ci sono problemi; ma ha anche chiesto al gip di essere autorizzato a citare in giudizio come responsabili ci vili, ai fini del risarcimento danni, sia l’Arcidiocesi di Foggia, sia l’istituto superiore dei Salesiani quali «datori di lavoro» dell’imputato.


    Gran parte delle notizie contenute in questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarle qualora fosse già entrato in vigore il cosiddetto «disegno di legge Alfano sulle intercettazioni» che nell’attuale versione proibisce la diffusione del contenuto, anche per riassunto, di qualunque atto giudiziario.

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