Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Savona

  • Alassio: prete arrestato, ad accusarlo sono cinque persone

    Alassio: prete arrestato, ad accusarlo sono cinque persone

    Alassio: prete arrestato, ad accusarlo sono cinque persone

    I “non ricordo”, gli addebiti negati durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona Emilio Fois della settimana scorsa, avrebbero aggravato di fatto la posizione di don Luciano Massaferro, il sacerdote arrestato con l’accusa di violenza sessuale su una minorenne.

    Da qui è poi arrivata la conferma, successiva alla testimonianza resa dall’indagato al giudice, dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita martedì scorso dalla polizia. Ad accusare il parroco di San Vincenzo e San Giovanni, difeso dall’avvocato Alessandro Chirivì, sono, oltre alla testimonianza della presunta vittima, una bambina di undici anni, anche quelle di quattro adulti, ovvero i famigliari della bambina.

    Nell’ordinanza, tra l’altro, si fa riferimento al fatto che non è pensabile che la bambina non sia in grado di distinguere tra realtà e immaginazione. Da qui si deduce che i racconti fatti anche alla psicologa dell’ospedale Giannina Gaslini di Genova fatti durante gli incontri siano da riternersi veritieri.

    Lunedì 04 Gennaio 2010 ore 12:06

  • Albenga:prete arrestato,il Vescovo “convinto dell’innocenza”

    Albenga:prete arrestato,il Vescovo “convinto dell’innocenza”

    Il vescovo continua a fare forti pressioni sui magistrati

    E’ sicuro dell’innocenza di don Luciano Massaferro il vescovo della Diocesi di Albenga e Impertia Mario Oliveri. “Attendiamo l’esito dell’interrogatorio. Tuttavia, personalmente, continuo ad essere sempre più convinto che l’arresto di don Luciano sia il risultato di un equivoco colossale. Sono certo che il sacerdote sarà in grado di poter dimostrare la sua completa estraneità alla vicenda della quale è accusato. E poi, ripeto, una persona deve ritenersi innocente sino a prova contraria”.

    In Diocesi ad Albenga come alla parrocchia di San Vincenzo continuano ad arrivare le testimonianze d’affetto e di solidarietà per il prete che è stato arrestato per violenza sessuale su una ragazzina di undici dalla polizia. Nel frattempo, tra gli stessi parrocchiani, ma anche negli ambienti diocesani, hanno suscitato perplessità le notizie che sono state pubblicate su alcuni organi di stampa che potrebbero arrivare ad identificare la ragazzina vittima delle presunte molestie del sacerdote. Situazione per la quale si potrebbe addirittura aprire un fascicolo giudiziario supplementare alla vicenda che ha già suscitato molto scalpore.

    Intanto a palazzo di giustizia è iniziato l’interrogatorio nell’ufficio del giudice per le indagini preliminari Emilio Fois con il sacerdote arrivato sul pullmino della polizia penitenziaria chiavarese affiancato dall’avvocato Alessandro Chirivì.

  • Don Luciano oltre due ore davanti al giudice: per ora resta in carcere

    Don Luciano oltre due ore davanti al giudice: per ora resta in carcere

    Don Luciano oltre due ore davanti al giudice: per ora resta in carcere

    Savona. Erano circa le 13 quando Don Luciano Massaferro, il parroco accusato di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 12 anni, ha lasciato, a bordo del cellulare della polizia penitenziaria, il Tribunale di Savona. “Don Lu”, scortato dagli agenti, prima di essere fatto salire sul mezzo della polizia penitenziaria, ha detto in tono sarcastico agli operatori che lo stavano riprendendo: “Bravi bel lavoro”.

    L’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Emilio Fois è durato molto, oltre due ore e mezza, nelle quali il sacerdote ha risposto a tutte le domande che gli sono state fatte. “Il giudice si è riservato di decidere entro stasera in merito alla mia richiesta di scarcerazione” ha spiegato il legale di Don Luciano, l’avvocato Alessandro Chirivì. Tuttavia, secondo quanto ha ammesso lo stesso avvocato, è difficile che il giudice faccia “dietrofront” e decida di permettere al sacerdote di lasciare il carcere di Chiavari.

    “Non è emerso nessun elemento ‘nuovo’ durante l’interrogatorio. Don Luciano ha negato ogni addebito – ha spiegato l’avvocato -. Mi auguro solo che si faccia chiarezza anche perché per il sacerdote, da innocente, sopportare di essere rinchiuso in carcere è pesante. E’ stanco e provato di questa esperienza e di questa vicenda. Le condizioni di vita nella struttura penitenziaria lo stanno davvero mettendo a dura prova, fisicamente e moralmente”.

    “Non appena avrò ricevuto la notifica della decisione del giudice mi muoverò di conseguenza – ha aggiunto l’avvocato Chirivì -. Se l’ordinanza di custodia cautelare in carcere sarà confermata presenterò la domanda al tribunale della libertà che a quel punto si pronuncierà in merito. Mi aspetto che la verità emerga e che Don Luciano venga rilasciato nel più breve tempo possibile” ha concluso il legale.

    Il nuovo capitolo di questa vicenda quindi, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, con tutta probabilità, verrà scritto nel 2010.

  • Alassio: prete arrestato, sono 3 gli episodi “proibiti”

    Alassio: prete arrestato, sono 3 gli episodi “proibiti”

    Sono almeno tre gli episodi sui quali la magistratura savonese ha lavorato prima di arrivare a decidere l’arresto di don Luciano Massaferro, parroco di San Vincenzo e San Giovanni di Alassio.

    Fatti che risalgono alla primavera scorsa per i quali la polizia ha iniziato ad indagare ad agosto e che si sono conclusi con il fermo, clamoroso, del sacerdote avvenuto ieri mattina.

    Uno sarebbe avvenuto su uno scooter con il parroco che trasporta la bambina, quindi in nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e poi nella baracca dell’orto di sua proprietà dove il sacerdote avrebbe fatto giurare all’undicenne, in un momento di intimità, di non raccontare nulla dei loro incontri proibiti. Lei, invece, racconta tutto senza vergogna né sofferenza. A quel punto filtra tutta la vicenda.

    Ci sono due testimonianze, quella della vittima dei presunti giochi proibiti del prete e quella di un’amica della ragazzina alla quale avrebbe raccontato tutto. Esclusa visita ginecologica. La ragazzina è stata solamente sottoposta ad una consulenza psicologica al Gaslini. Il resto è notizia di ieri con l’arresto del parroco. Come contorno c’è però la vita “travagliata” della presunta vittima: una bambina che vive con la madre, abbandonata dal compagno quest’estate e accudita amorevolmente dal nonno che ha contatti stretti con il mondo cattolico del ponente.

    Intanto gli inquirenti hanno sequestrato oltre al suo computer che aveva in uso, anche altro materiale a caccia di altri elementi di prova.

    Mercoledì 30 Dicembre 2009 ore 16:00

  • Alassio: prete arrestato, avances in una baracca in collina

    Alassio: prete arrestato, avances in una baracca in collina

    Sarebbero avvenute tra l’aprile e il maggio 2009 in una baracca di un orto sulle alture di Alassio le presunte avances di don Luciano nei confronti della bambina di undici anni assidua frequentatrice dell’oratorio.

    Episodio che lo ha poi condotto in carcere a Chiavari. La bambina ne avrebbe parlato sia con alcuni coetanei che avevano partecipato alla gita fuori porta, quindi con una psicologa del Gaslini di Genova presso cui era in cura.

    Sono stati proprio gli specialisti dell’istituto pediatrico Giannina Gaslini a segnalare il racconto della piccola alla magistratura che ha aperto il fascicolo nei confronti del parroco di San Vincenzo e San Giovanni dando inizio alle indagini condotte dalla polizia.

    Uno solo l’episodio, per quanto è dato sapere, quello contestato al sacerdote che si dice esterrefatto per l’accaduto e che attende con serenità l’interrogatorio davanti al giudice affiancato dal suo avvocato Alessandro Chirivì.

    Mercoledì 30 Dicembre 2009 ore 12:09

  • Esclusiva IVG, parla una giovane moglie: “Non ci credo… però quegli SMS”

    Esclusiva IVG, parla una giovane moglie: “Non ci credo… però quegli SMS”

    Esclusiva IVG, parla una giovane moglie: “Non ci credo… però quegli SMS”

    Don Luciano Massaferro

    Alassio. Incredulità e stupore, ma anche qualche persona che, preoccupata per la notizia letta, ha il coraggio di dire che, forse, qualche segnale che don Luciano non fosse il prete perfetto c’era già stato.

    La telefonata ricevuta ieri sera in redazione era di una giovane donna sposata che chiedeva più informazioni, voleva sapere se “sapevamo qualcosa di più” di quello che aveva appena letto sul nostro sito. La risposta era ovviamente negativa: “Siamo giornalisti, se abbiamo delle notizie le scriviamo subito”.

    Allora Marta – nome di fantasia per garantire la privacy – incomincia a raccontarci il “suo” rapporto con don Luciano, iniziato parecchi anni fa quando lei e il suo attuale marito hanno frequentato il corso prematrimoniale dal prelato al centro della terribile vicenda.

    “Lo abbiamo conosciuto in occasione del corso prematrimoniale, e siamo diventati molto amici. Il corso si è concluso bene e dopo abbiamo mantenuto i contatti con Don Luciano, ci siamo anche frequentati per un certo periodo partecipando anche a suoi piccoli incontri ed eventi”.

    Una frequentazione che, col passare del tempo, diventa sempre più assidua. “E’ venuto molte volte a casa nostra, – prosegue Marta – parlavamo dei nostri problemi di giovane coppia alle prese con le difficoltà della casa, del mutuo del lavoro. Questo nonostante mio marito sia allergico alla chiesa e ai preti, lo consideravamo un amico e poi un prete, tanto che se non fosse stato impegnato avremmo voluto che celebrasse il nostro matrimonio. Poi però sono successe cose strane, che mi hanno fatto fare qualche passo indietro. Niente di esplicito o grave, ma semplici sensazioni che mi hanno fatto essere più cauta”.

    E poi la precisazione tipica di una persona che non vuole muovere accuse, ma che è comunque assalita dai dubbi: “Guardi, io credo che non sia possibile che abbia fatto quello di cui è accusato, non è la persona, mi scusi, non è il prete che ho conosciuto. Però abbiamo troncato il rapporto poco dopo il nostro matrimonio, perchè mentre prima gli sms che ricevevamo parlavano al plurale, poi sono diventati al singolare e sempre sul mio cellulare”.

    “All’inizio non ci feci caso – prosegue Marta – ma poi parlandone anche con mio marito, quei messaggini che parlavano di feeling eccezionale, di un rapporto speciale tra lui e me, di voglia di una maggiore intesa mi insospettirono e quindi decidemmo di troncare, sfruttando il fatto che stavamo per trasferirci lontano dall’albenganese. Però, nonostante questo, non credo assolutamene che possa aver fatto una cosa così terribile, non è lui, o almeno non è il prete che ho conosciuto io”.

    Alassio:esclusiva Sn,nonno fa conoscere nipote al prete

    Sarebbe figlia di una ragazza madre, sostenuta economicamente dal nonno, la bambina oggetto delle attenzioni particolari di don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato ieri dalla polizia con la pesante accusa di violenza sessuale. Proprio il nonno, vicino agli ambienti religiosi, avrebbe fatto conoscere la piccola al parroco ora in carcere a Chiavari. Il prete è detenuto in isolamento. E’ la storia raccolta da Savonanews negli ambienti cattolici del ponente che si stanno interrogando sull’effettiva colpevolezza del sacerdote finito dietro le sbarre dopo un’indagine durata un paio di mesi.

    La bambina e la mamma erano seguiti da un educatore sino a qualche anno fa poi improvvisamente si sono troncati i rapporti e ad occuparsi della piccola è stato appunto il nonno. I servizi sociali non hanno più avuto alcun contatto diretto con la madre e la bambina che aveva avuto anche qualche problema nell’apprendimento scolastico. Una vicenda che ovviamente trapela dal più stretto riserbo dovuto al fatto che il caso interessa una minore e che deve essere tutelata. Pare inoltre che la polizia abbia sentito altri bambini per cercare conferme sull’attendibilità dei racconti fatti dalla bambina vittima delle attenzioni del prete.

    Mercoledì 30 Dicembre 2009 ore 11:03

  • Il vescovo lo difende: “Accuse inverosimili”

    Il vescovo lo difende: “Accuse inverosimili”

    ABUSI A BIMBA DI 11 ANNI ARRESTATO PARROCO

    Un parroco è stato arrestato ad Alassio con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di 11 anni. In carcere è finito don Luciano Massaferro, 44 anni, parroco delle chiese di San Giovanni Battista e di San Vincenzo di Alassio.

    Il sacerdote è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile della questura insieme ai colleghi del commissariato di polizia di Alassio, che hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Emilio Fois presso il Tribunale di Savona su richiesta del pubblico ministero Alessandra Coccoli.

    A far scattare l’inchiesta è stata una segnalazione arrivata dall’ospedale Giannina Gaslini di Genova che aveva sottoposto la bambina, appena undicenne, ad una serie di accertamenti clinici dopo aver denunciato di avere subito le violenze da parte del sacerdote. Le indagini sono durate un mese e mezzo.

    «La notizia desta molto stupore, perchè le accuse fatte sembrano inverosimili. Don Luciano Massaferro è da ritenersi innocente fino a prova contraria. Infine si esprime la piena fiducia che possa al più presto manifestarsi la propria estraneità ai fatti di cui accusato» è la prima dichiarazione di monsignor Mario Oliveri, vescovo di Albenga-Imperia. All’ordinario della Diocesi di Albenga è stata data comunicazione del provvedimento ai sensi dell’articolo 129 del protocollo addizionale all’accordo di revisione del concordato Lateranense del 1984.

    http://www.leggonline.it/articolo.php?id=39711

    Alassio: prete pedofilo, chi è don Luciano Massaferro

    Don Luciano Massaferro, sacerdote albenganese dal 2002, il 18 settembre scorso era stato nominato responsabile dell’ufficio diocesano scolastico, ovvero aveva il compito di coordinare gli insegnanti di religione di ogni ordine e grado della diocesi di Savona e Imperia. Il 22 dicembre scorso presso la Curia Vescovile di Albenga insieme al vescovo Mario Oliveri aveva incontrato gli insegnanti e i dirigenti scolastici di ogni ordine e grado per il tradizionale scambio di auguri di Natale. Un lutto ha anche segnato la sua vita. Circa un paio di mesi fa don Luciano aveva perso la madre.

    http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=66818

    Alassio, pedofilia: arrestato Don Luciano Massaferro

    Alassio. Il personale della Questura savonese e del Commissariato di Alassio, questa mattina, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un sacerdote di Alassio, Don Luciano Massaferro, 44 anni, parroco di “San Giovanni Battista” e di “San Vincenzo”.

    Le pesanti accuse nei suoi confronti sono di violenza sessuale aggravata su un minore di 14 anni (artt. 81 cpv, 609 bis, 609 ter n.1), oltre che per aver commesso il fatto con abuso dei poteri, con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione e a un pubblico servizio, ovvero in qualita’ di ministro di un culto (art. 61 n. 9.).
    L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Savona Emilio Fois su richiesta del pubblico ministero Alessandra Coccoli. All’Ordinario della Diocesi di Albenga è stata data comunicazione del provvedimento ai sensi dell’art. 129 disp. att. c.p.p. – art. 2 lett. b) del protocollo addizionale all’accordo di revisione del concordato Lateranense del 1984. Secondo quanto appreso il fatto contestato al sacerdote riguarda una violenza perpetrata ai danni di una bambina di 11 anni. L’inchiesta sarebbe partita da una segnalazione arrivata dall’ospedale Giannina Gaslini di Genova, dove il prete svolgeva, come in altri ospedali, attività di volontariato.

    http://www.ivg.it/2009/12/29/alassio-arres…e-san-vincenzo/

    Alassio, l’arresto di Don Luciano: stupore tra i parrocchiani
    Don Luciano Massaferro

    Alassio. Disorientamento ed incredulità. Con questi sentimenti è stata accolta dalla comunità alassina la notizia dell’arresto per pedofilia del parroco di Alassio Don Luciano Massaferro. Il prete, al momento rinchiuso in carcere a Genova, è molto conosciuto e apprezzato non solo nell’ambito parrocchiale di San Giovanni Battista e di San Vincenzo ma in tutta la diocesi albenganese.

    “Mi sembrano accuse incredibili per una persona come Don Luciano – afferma il Vescovo monsignor Mario Oliveri -. Don Luciano resta comunque innocente, fino a prova contraria e mi auguro che possa dimostrare la propria totale estraneità a quanto gli viene contestato”.

    Don Luciano Massaferro, savonese di origine, ha sempre amato stare vicino ai giovani: ha insegnato nel Seminario Vescovile e nel Liceo Psico-Pedagogico “Redemptoris Mater” di Albenga, ed è attualmente è docente di Italiano, Storia e Geografia nella Scuola Media Inferiore.

    Nel 1999 arriva l’ordinazione sacerdotale, concludendo a Genova gli studi teologici. Nel 2002 inizia l’attività di parroco ad Alassio. E’ attualmente assistente spirituale dell’Opera “Piccole Vittime dei desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria” e collabora con il Seminario Vescovile di Albenga-Imperia e con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Albenga nell’insegnamento delle discipline filosofiche.

    Conosciuto per andare sempre in bicicletta, Don Luciano era molto attivo anche nel campo del sociale, negli ospedali e nelle case delle persone bisognose. “Una persona davvero al di là di ogni sospetto – racconta uno dei suoi parrochiani, S.M., 29 anni, con cui aveva da poco concluso il corso prematrimoniale proprio con Don Luciano”.

    http://www.ivg.it/2009/12/29/alassio-larre…i-parrocchiani/

    Alassio: violenza, arrestato giovane parroco
    29 dicembre 2009

    Arrestato per violenza sessuale. Un arresto clamoroso che ha colpito il parroco della chiesa di San Giovanni Battista e San Vincenzo Neri di Alassio, don Luciano Massaferro. Parrocchia che regge da molto tempo mentre lo scorso settembre era stato nominato responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Albenga-Imperia.
    La parrocchia San Giovanni Battista e San Vincenzo Neri

    L’arresto è stato compiuto stamane dagli agenti della Questura e del Commissariato di Alassio in esecuzione di un’ordinanza del Gip del tribunale di Savona che ha accolto la richiesta del pm.

    L’indagine sarebbe nata dopo la segnalazione dei medici del Gaslini di Genova dove era stata ricoverata una bambina, appena undicenne, per una serie di accertamenti clinici dopo aver denunciato di avere subito le violenze da parte del sacerdote. Le indagini sono durate un mese e mezzo.

    L’arresto è avvenuto secondo le disposizioni previste dal concordato dei patti lateranensi del 1984.

    Gli inquirenti hanno riferito testualmente che «non verranno rilasciate dichiarazioni sino alla conclusione delle indagini preliminari».

    IL VESCOVO OLIVIERI: SOPRESA E STUPORE

    Una reazione cauta e per così dire d’ufficio, quella del vescovo Mario Oliveri che regge da quasi vent’anni la diocesi ingauno imperiese. E diversamente, di fronte ad una vicenda del genere, diversamente non poteva essere. «La notizia desta molto stupore, perchè le accuse fatte sembrano inverosimili. Don Luciano Massaferro è da ritenersi innocente fino a prova contraria. Infine si esprime la piena fiducia che possa al più presto manifestarsi la propria estraneità ai fatti di cui accusato».

    CHI E’ DON LUCIANO MASSAFERRO

    La parrocchia
    Un prete moderno e multimediale, in contatto con i giovani e dotato di grandi capacità di animazione. Così viene descritto ad Alassio don Luciano Massaferro, indicato come un prete dalla pastorale “multimediale”. preti on libe, contatti skype, il sito della parrocchia, facebook. Insomma un prete inserito nel mondo giovanile e nelle sue moderne forme di comunicazione.

    Don Luciano Massaferro, 44 anni, è stato nominato nuovo direttore dell’ufficio della Pastorale scolastica nel settembre scorso. Nato a Savona, il 18 gennaio 1965 , vive da sempre nel ponente, prima ad Alassio, poi a Cenesi ed Albenga. Studente dell’Itis si era diplomato nel luglio del 1985.

    Dapprima una esperienza nel settore dello sviluppo tecnologico delle macchine fotocopiatrici, parallelamente agli studi con laurea in Filosofia a indirizzo storico con una tesi su “Etica e Religione in Henri Bergson”.

    Legato da smepre al mondo cattolico, don Massaferro è stato docente di Filosofia Moderna e Contemporanea nel Seminario Vescovile di Albenga, di Psicologia dell’età evolutiva al Liceo Psico-Pedagogico “Redemptoris Mater” di Albenga e nella Scuola Media Inferiore del medesimo Istituto è docente di Italiano, Storia e Geografia.

    Don Luciano Massaferro
    Don Luciano è stato ordinato sacerdote il 12 giugno 1999 è ordinato Presbitero concludendo gli studi teologici a Genova dove ha conseguito il “Baccalaureato” (Summa cum laude) approfondendo ulteriormente gli studi filosofici e teologici su Henri Bergson.

    Dal 2002 è parroco ad Alassio in San Giovanni e San Vincenzo dove era già stato vice parroco e amministratore parrocchiale oltre che assistente Spirituale dell’Opera “Piccole Vittime dei desideri di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria”.

    Multimediale e studioso tanto da iscriversi al terzo corso di laurea (nel 2006/2007) in Storia Antica e Medioevale

    http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=66822

    Alassio: prete pedofilo, l’avvocato “mio cliente è stupito”

    “Don Luciano Massaferro, attualmente in stato di arresto al carcere di Chiavari, è sereno e stupito delle accuse che gli vengono mosse. Si dichiara totalmente estraneo alla vicenda e attende con serenità che la magistratura accerti la sua innocenza”. Lo dichiara Alessandro Chirivì, avvocato penalista di Albenga e difensore di fiducia di don Luciano Massaferro.

    Con l’accusa di violenza sessuale su minore la polizia oggi ha arrestato don Luciano Massaferro, 44 anni, (nella foto di Silvio Fasano) parroco della chiesa di “San Giovanni Battista” e di “San Vincenzo” di Alassio. In particolare gli agenti della squadra mobile della questura, insieme ai colleghi del commissariato di polizia di Alassio, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Emilio Fois presso il Tribunale di Savona su richiesta del pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Savona Alessandra Coccoli. A far scattare l’inchiesta era stata una segnalazione arrivata dall’ospedale Gaslini di Genova che aveva sottoposto la bambina, appena dodicenne, ad una serie di accertamenti di tipo psicologico dopo aver subito le particolari attenzioni da parte del sacerdote. Le indagini sono durate circa un mese e mezzo. Questa mattina gli inquirenti hanno perquisito i locali parrocchiali e l’alloggio del prete a caccia di altre prove per confermare l’accusa.

  • Condannato per molestie, guiderà un raduno musicale per giovani

    Condannato per molestie, guiderà un raduno musicale per giovani

    Sei anni fa veniva condannato in tribunale per aver inviato e-mail a luci rosse a una ragazzina di diciott’anni e ieri è stato nominato a capo di Jubilmusic, il festival internazionale di musica cattolica di Sanremo, collettore delle nuove tendenze che in tutto il mondo maturano in ambito giovanile intorno a generi che spaziano dal gospel al jazz per arrivare a rock e pop.

    La nomina che ha suscitato scalpore, comunicata ieri dalla curia della diocesi Ventimiglia-Sanremo, è quella di don Alessandro Ghersi, che risulta essere tra i fondatori dell’associazione che gestisce Jubilmusic, e che è stato chiamato a sostituirne alla presidenza il vescovo di Savona-Noli.
    La vicenda giudiziaria di don Alessandro era conclusa con il patteggiamento nel marzo del 2002. I fatti si erano verificati tra il ‘99 e il 2000: ai carabinieri di Bordighera si era presentata con mamma e papà una diciottenne con in mano le pagine di alcune e-mail dal contenuto imbarazzante.

    L’indagine della procura aveva portato all’individuazione del sacerdote, che all’epoca aveva 31 anni. A inviare le e-mail era stato infatti un computer della parrocchia di Nostra Signora degli Angeli di Sanremo, presso la quale operava. E secondo gli investigatori il mittente era proprio don Alessandro.

    Le indagini preliminari avevano portato alla luce la dinamica della strana corrispondenza: il sacerdote frequentava chat-room erotiche nelle quali intraprendeva performance a luci rosse con ignoti e virtuali partner. Poi, il tutto veniva ricapitolato e raccontato nelle e-mail decantando svolgimento ed effetti degli «incontri».

    La denuncia aveva fatto il suo corso, fino al rinvio a giudizio per ingiurie e molestie. Don Ghersi, attraverso i suoi legali, si era detto estraneo ai fatti e pronto ad affrontare il dibattimento (sostenendo di non essere l’unica persone a utilizzare il computer dal quale era stata inviata la posta elettronica).

    Ma il giorno dell’udienza, colpo di scena. In aula gli avvocati si erano presentati con una proposta di patteggiamento. Il pubblico ministero non aveva rilevato gli estremi per il reato di ingiuria e don Alessandro era stato condannato per molestie continuate al pagamento di una multa di duecentosettanta euro. Il ricorso al rito alternativo, per quanto con il patteggiamento di una condanna, aveva di fatto portato alla cancellazione del reato che non macchia così la fedina penale del sacerdote (la sentenza non era stata tra l’altro appellata).

    In Riviera le perplessità sulla scelta fatta da Jubilmusic sono molte, nonostante don Alessandro attualmente sia parroco nella cittadina di San Lorenzo al Mare, a pochi chilometri da Sanremo, e anche direttore dell’ufficio pastorale diocesano della Pastorale Liturgica. La nomina di ieri sembra completare la riabilitazione del sacerdote che ora si appresta a ospitare l’edizione 2008 della rassegna fissata dal 20 al 23 novembre nella città dei fiori, con palcoscenico anche il teatro Ariston, lo stesso che ospita il Festival, quello vero della canzone italiana.

    In questi anni don Alessandro aveva già presenziato come giurato a molte manifestazioni di musica cattolica, ma lo aveva fatto in modo dimesso, sempre lontano dai riflettori. E sulla scelta fatta ora si attendono le reazioni del mondo cattolico.

  • Don Alessandro Ghersi nominato presidente dell’Associazione Sanremo Soul Music

    Don Alessandro Ghersi nominato presidente dell’Associazione Sanremo Soul Music

    Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Sanremo Soul Music ha provveduto alla nomina a Presidente, a seguito delle dimissioni di Mons. Vittorio Lupi, Vescovo di Savona – Noli, di Don Alessandro Ghersi, Parroco della Parrocchia di Santa Maria Maddalena – San Lorenzo al Mare e Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Liturgica. Don Alessandro è uno dei soci fondatori dell’Associazione ed ha sempre curato i rapporti con il mondo giovanile, essendo pure incaricato, in Diocesi, del Servizio per la Pastorale Giovanile.

    E’ stato uno dei più convinti e attivi collaboratori di Mons. Lupi nella realizzazione della manifestazione JUBILMUSIC, giunta, quest’anno, alla decima edizione.

    Il Vescovo di Savona-Noli, nella lettera di dimissioni, afferma di ritenersi sempre impegnato per un progetto che ha visto nascere, riconfermando il suo legame spirituale con tutti gli operatori e ringraziandoli per la quasi decennale generosa collaborazione.

    “Un grazie che viene ricambiato di cuore e con tanto affetto per aver accompagnato tanti volontari in questa meravigliosa avventura – affermano i responsabili dell’Associazione Sanremo Soul Music – Siamo ora tutti vicini a Don Alessandro, certi che saprà dare continuità alle finalità istituzionali dell’Associazione, a partire dall’evento annuale JUBILMUSIC, entrato ormai tra le manifestazioni più attese e significative del mondo giovanile e di tutta la comunità diocesana”.

    di Ma. Gu.

  • Don Giorgio Barbacini, ex parroco di Albisola Superiore (SV)

    Don Giorgio Barbacini, ex parroco di Albisola Superiore (SV)

    In questo caso le violenze, secondo l’accusa, sono avvenute in una comunità che ospitava emigranti. Anche in questo caso il prete è stato spostato di parrocchia in parrocchia e ora ignoriamo dove sia e dove dica messa.

    Notiamo spesso nei casi pedofilia ecclesiastica che le giovani vittime appartengono a famiglie disagiate o ne sono del tutto privi. Evidentemente un bambino o ragazzo privo delle attenzioni familiari più facilmente rimane soggiogato e non denuncia l’abuso. Del resto questa era una delle regole ritrovate nel diario di un prete pedofilo del Brasile che descriveva le modalità con cui dovevano avvenire gli abusi:

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/11_Novembre/21/preti.shtml

     «Mai avere una relazione con bambini ricchi». Scrive il prete: «Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo». «Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure»

    Questa la notizia, riportata dal giornale cattolico del dissenso Adista:

    il 15 ottobre (2004 n.d.r.) viene condannato a 3 anni e mezzo di reclusione don Giorgio Barbacini per aver compiuto atti sessuali nei confronti di un minorenne extracomunitario, con l’aggravante di averne avuto la custodia e la tutela. I fatti risalgono al 2000, quando don Giorgio era responsabile della comunità “Migrantes” di Savona, istituita dalla Curia per tutelare i giovani extracomunitari con problemi di ambientamento. Attualmente don Giorgio è stato trasferito in un’altra diocesi; nei suoi confronti non è mai stata avviata alcuna procedura ecclesiastica.

    E questo l’atteggiamento della diocesi di Savona, che non ha nemmeno il coraggio di parlare del crimine per cui è stato condannato il prete, ma la mtte tutta nell pretese attività benefiche del prete, come se le stesse cancellassero  i crimini. La diocesi vuol far credere che ci sia una spontanea solidarità al prete che rpoverrebbe nientemenno da un diacono sottoposto al prete…

    Lettere di solidarietà per don Barbacini
    Pubblicato il Wednesday 28 May @ 09:57:22

    Arrivano con continuità da ogni parte della diocesi lettere di solidarietà per don Giorgio Barbacini. Di seguito riportiamo uno scritto del diacono Giorgio Chiarini, portavoce della comunità parrocchiale di Luceto, dove don Giorgio ha svolto in passato il proprio ministero sacerdotale. Chiarini è stato per qualche tempo anche collaboratore di don Barbacini presso la Migrantes diocesana.

    Caro don Giorgio, nel giorno in cui i giornali ‘assolvevano il loro compito di informazione’, il Vangelo che abbiamo ascoltato e commentato nelle nostre celebrazioni eucaristiche era imperniato sul comandamento dell’amore, sull’invito ad amarsi gli uni gli altri. Tu su questo comandamento hai fondato la tua vita e il tuo ministero di sacerdote. Lo ricordiamo ancora oggi quando pensiamo alle tue brevi, ma intense omelie, che ci hai lasciato durante i tre anni che hai trascorso come amministratore parrocchiale nella nostra comunità di Luceto. Non sappiamo esprimere a parole tutto quello che proviamo in questo momento, ma vogliamo dirti che abbiamo ancora bisogno di te, della tua testimonianza, vogliamo ancora vederti lottare contro tutte le incomprensioni che ti hanno accompagnato negli oltre quarant’anni di sacerdozio, vogliamo ancora che tu ci parli dell’amore con la A maiuscola, di quell’amore che non tiene conto di appartenenza a religioni diverse da quella che noi professiamo o dal colore della pelle delle persone o dal diverso stato sociale di appartenenza, vogliamo ancora poter imparare da te che l’amore non deve mai essere messo in secondo piano rispetto ad altri sentimenti che non hanno niente a che fare con quanto il Signore ci ha trasmesso. Nell’esprimerti tutta la stima e la fiducia che meriti e che ti sei guadagnato negli anni che sei stato con noi a Luceto, ti siamo vicini in questo momento di grande sofferenza con l’affetto e la preghiera.
    Anche dall’ex segretario dei pensionati Cisl, Romano Pintus, sono giunte parole di solidarietà per don Barbacini. “Vorrei far pervenire a don Giorgio e a tutta la Chiesa savonese – scrive – la solidarietà mia personale e di tanti che mi hanno espresso il desiderio di fare qualcosa per don Giorgio. Per prima cosa pregheremo per lui, come ci ha consigliato il nostro vescovo”.