Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Siena

  • Violenza sessuale e schiavitù in convento, la procura chiede 15 anni per ex prete

    Violenza sessuale e schiavitù in convento, la procura chiede 15 anni per ex prete

    AREZZO Quindici anni la condanna chiesta dal pm Angela Pietroiusti della Dda di Firenze per Mario Cioni, l’ex sacerdote accusato di abusi sessuali e riduzione in schiavitù, dodici per Carlo Carli, suo vice a Montecchio poi responsabile di una comunità a Siena. La storia prese avvio nel convento di Montecchio, nel comune di Cortona (Arezzo), dove Cioni aveva dato vita a una comunit religiosa che lui stesso, prima come sacerdote poi una volta uscito dalla chiesa come una sorta di ‘santone’, ha guidato per circa due decenni.
    Per l’accusa l’ex sacerdote avrebbe guidato la comunità utilizzando metodi violenti. Secondo quanto emerso in Corte d’assise ad Arezzo, in base alle indagini condotte dalla Dda di Firenze, nella comunità si sarebbero consumate anche violenze sessuali nei confronti delle adepte mentre i fedeli vivevano in una condizione di sudditanza psicologica che sfociava nella schiavit fino a quando una serie di segnalazioni e denunce ha portato all’apertura

    di un’inchiesta. Stessa accusa per il suo vice, Carli, che si era trasferito a Siena dopo aver rotto con Cioni.
    Il giudice Silverio Tafuro, con a latere la collega Angela Avila e i giudici popolari, dovrebbe leggere la sentenza il 12 dicembre.

  • Don Albertini, condannato a 7 anni in Brasile, ma la Curia lo spaccia per innocente. Papa Francesco interverrà?

    Don Albertini, condannato a 7 anni in Brasile, ma la Curia lo spaccia per innocente. Papa Francesco interverrà?

    DANIELE PASQUARELLI – BIELLA – Un sacerdote biellese, Piergiorgio Albertini, 76 anni, già viceparroco a Campore Falcero e ora ospitato dalle suore di clausura di Trivero, è stato condannato nel 2014 dal tribunale brasiliano dell’«Estado de Amazonas» a 7 anni di reclusioneper abusi sessuali nei confronti di bambina di nove, riformando una precedente condanna a 9 anni. Il giudice però, pur riconoscendo «che è innegabile la presenza di prove sufficienti a dimostrare che il ricorrente Albertini abbia praticato atti di libidine contro la vittima», ha estinto la responsabilità penale per avvenuta prescrizione. «Dal ricevimento della denuncia – scrive il magistrato- fino alla condanna sono infatti trascorsi più di 7 anni» quando il termine previsto è di sei.

    Clicca qui per leggere la sentenza

    La storia

    Gli abusi contestati risalgono a quando il sacerdote era in Brasile. Nel ’97 padre Piergiorgio, già missionario della Consolata, viene incardinato dall’allora vescovo Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella e autorizzato a continuare il servizio nella prelazia di Borba, come sacerdote «fidei donum». Nel 2010 le prime notizie dei presunti abusi: il sacerdote si dichiara innocente, ma il vescovo di Borba lo sospende «a divinis» e avvisa il vescovo di Biella, che lo invita a restare in Brasile in attesa della sentenza definitiva. Il 7 aprile di due anni fa la condanna e l’estinzione della responsabilità penale. Tanto basta al vescovo di Borba in Brasile per riammettere nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote, dieci giorni dopo, durante la messa del Giovedì Santo. A conclusione definitiva del procedimento il vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute.

    La denuncia

    Solo in questi giorni però la vicenda sale alla ribalta della cronaca. A sollevare il caso è Andrea Giordano, il sacerdote «ribelle» (vedovo e padre di tre figli) nel suo blog Chiesacontrocorrente: «Come scriveva Santa Caterina da Siena, avete taciuto abbastanza . E’ ora di finirla di stare zitti . Gridate con centomila lingue . Io vedo che a forza di fare silenzio il mondo è marcito». L’articolo del religioso, rilanciato anche sui social dal «fustigatore» Daniele Gamba nel suo blog l’Arcangelo e ripreso dal bisettimanale La Nuova Provincia, solleva un polverone che convince la curia e il vescovo Gabriele Mana a prendere una posizione.

    Clicca qui per leggere il comunicato del Consiglio episcopale

    La Curia

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione – scrive tra l’altro Consiglio episcopale -. Il 7 aprile 2014 don Albertini è stato assolto dall’accusa dal Tribunale civile brasiliano. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati».

     http://www.lastampa.it/2016/05/04/edizioni/biella/abusi-su-una-bambina-in-brasile-il-sacerdote-non-punibile-per-intervenuta-prescrizione-kKoy0uwIzBfrUPk5ECBlVN/pagina.html
  • FROSINONE – CANCELLO’ MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO DAL PC DEL PRETE, 31ENNE NEI GUAI

    FROSINONE – CANCELLO’ MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO DAL PC DEL PRETE, 31ENNE NEI GUAI

    Detenzione di materiale pedopornografico, trentenne accusato di favoreggiamento. Secondo le accuse avrebbe aiutato un sacerdote formattare due Pc dove erano state archiviate foto che ritraevano bimbi nudi o in atteggiatemi equivoci.

    La vicenda che lo ha trascinato alla sbarra risale a qualche anno fa quando il nonno di una bambina di sette anni denunciò un sacerdote che operava in una parrocchia limitrofa al capoluogo ciociaro di violenza sessuale nei confronti della nipotina. A seguito della denuncia scattarono le indagini. Il prete, sentendosi il fiato sul collo, aveva incaricato il trentenne di formattare i suoi due computer dove deteneva foto pedopornografiche. Nonostante questo gli investigatori sono riusciti grazie a sistemi sofisticati a recuperare tutto il materiale che. Il sacerdote che oggi vive in una canonica di Siena venne condannato dal tribunale di Roma per detenzione di quel materiale (tra le foto ritrovate c’era anche quella della bambina nuda) ma le indagini sulla presunta violenza sessuale nei confronti della piccina sono ancora in corso. Per quando riguarda invece la posizione del trentenne è finito sotto processo con l’accusa di favoreggiamento. Prossima udienza il 6 ottobre prossimo.

    Mar.Ming.

    http://www.tg24.info/frosinone-cancello-materiale-pedopornografico-dal-pc-del-prete-31enne-nei-guai/

  • “RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO GLI ECCESSI DELLE SETTE”

    “RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO GLI ECCESSI DELLE SETTE”

    Madame Anne Brasseur

    President of the Parliamentary Assembly

    of the Council of Europe

    Mr. Wojciech Sawicki

    Secretary General of PACE

    Members of PACE

    Palais de l’Europe

    67075       Strasbourg Cedex

    Report  Mr. Rudy SALLES “The protection of minors against excesses of sects”

    ITALY, the 2nd of April 2014

    Preg.mi Signori,

    in data 3 marzo 2014 è stato adottato dalla Commissione Affari Giuridici e dei Diritti dell’Uomo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, un importante Rapporto sulla protezione dei bambini dagli eccessi delle cosiddette derive settarie, frutto del lungo e accurato impegno del relatore francese Rudy Salles.

    Gli studiosi, le associazioni italiane di tutela dei diritti dei bambini, i centri e le associazioni di ricerca, informazione e difesa dell’individuo e delle famiglie da gruppi ad alto rischio che unitamente sottoscrivono questa lettera, desiderano esprimere sentita gratitudine e apprezzamento per il contenuto del Rapporto, che, nella fattispecie, individua e suggerisce indispensabili programmi e politiche d’intervento e/o il loro rafforzamento, col fine di fronteggiare con efficacia il pericolo rappresentato delle cosiddette derive settarie e tutelare concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza.

    Non possiamo che auspicarne l’approvazione, certi che l’Assemblea Parlamentare e il Consiglio d’Europa rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto a un inquietante fenomeno sociale che risulta in costante crescita e coinvolge, anche attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet, un numero sempre maggiore di adolescenti e minorenni.

    Contributi scientifici internazionali, riferiscono concordemente che minori inseriti in contesti settari abusanti subiscono sovente la sistematica violazione di tutti i loro diritti fondamentali (Paul Martin, Michael D. Langone e Gary Eisenberg, Markowits e Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent e Doni Whitsett, Singer e Lalich, etc. ), così come la recente ricerca di Jill Mytton pubblicata dalla The British Psycological Society (1), ha rilevato che bambini nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio presenteranno significativi problemi di natura psicologica e psico-sociale non solo dopo l’uscita dal gruppo ma anche in età adulta. Inoltre, sulla base dei risultati dell’accurato studio condotto dall’Università di Toronto (2), i bambini vittime di realtà coercitive presenteranno tempi di remissione prolungati delle sindromi depressive, rispetto coloro che non hanno subito tale tipo di traumi. Per quanto di conoscenza, è inoltre in corso un altro importante progetto di ricerca approvato dalla  Human Subjects in Research Committee at California State University,  titolato “On Our Own: How Children of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” a cura della dott.ssa Jania Lalich, riconosciuta esperta internazionale di culti e gruppi estremisti.

    Nella nostra attività sul campo siamo quotidianamente a contatto con persone vittime di organizzazioni totalitarie e dinamiche relazionali manipolative, nonché con individui nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio che hanno sperimentato abusi e violenze non di rado raccapriccianti. D’altra parte le stesse cronache giudiziarie ci informano di casi agghiaccianti avvenuti nell’alveo di movimenti cultistici abusanti. Un esempio balzato alle cronache internazionali è quello del gruppo omicida denominato Le Bestie di Satana, i cui adepti si sono macchiati del macabro assassinio di alcuni giovani, anche affiliati alla stessa organizzazione, tra cui il minore Fabio Tollis (3)

    Nello stesso momento in cui redigiamo questa lettera, è in corso un procedimento penale contro il fondatore della comunità il Forteto, Rodolfo Fiesoli più altri, accusati di maltrattamenti e abusi sessuali su minori. Il Forteto è una comunità di affido minori, ma, come  inequivocabilmente evidenziato nella recente e corposa indagine svolta dalla Commissione d’inchiesta della Regione Toscana (4), si caratterizzava come una vera e propria setta abusante. Il fondatore, soprannominato “il Profeta”, ha potuto agire indisturbato per oltre quarant’anni nonostante già nel lontano 1976 l’uomo fosse stato arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali avvenuti nella comunità. Negli anni ’80 alcune interrogazione consiliari e parlamentari ponevano già in luce l’azione di indebita influenza posta in essere verso i piccoli ospiti della comunità. Successivamente, nel 1985 la Corte di Appello di Firenze aveva emesso contro Fiesoli sentenza di condanna, -confermata in Cassazione-, a due anni di reclusione per maltrattamenti, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. (Sentenza che evidenziò, tra l’altro,  “l’istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e l’istigazione a “una pratica diffusa di omosessualità”).  Ancora in data 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità Forteto di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte ritenne opportuno commentare che suscitava serie riserve il fatto che persone condannate per maltrattamenti e abusi su minori potessero ancora svolgere un ruolo attivo nella comunità. Nel dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli è stato infine nuovamente arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su bambini affidati al Forteto e il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo contro il leader di questa “comunità-setta” e altri 22 indagati.

    In Italia, a seguito di un’eccezione di incostituzionalità, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981,  ha opportunamente cassato il reato di plagio dall’ordinamento giuridico penale perché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione ». La Corte Costituzionale ha pertanto sancito l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa del reato di plagio <<adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbìtri dell’organo>>.

    A oltre trent’anni dall’abrogazione del reato di plagio è tuttavia sempre più avvertita, nella comunità sociale, l’esigenza di una protezione della personalità individuale dell’uomo e della sua integrità psico-fisica: in sintesi, la necessità di una tutela dell’identità di essere pensante, unico e irripetibile dell’individuo. Ciò vuol dire, in primis, proteggere l’essere umano, nel momento di formazione e sviluppo della sua personalità  da ingerenze “ossessive” e inoltre tutelarlo dai vari comportamenti che ne possano compromettere la sua integrità, quella della sua psiche oltre alla sua funzionalità sociale. Peraltro, tutte queste esigenze, oltre a trovare implicito riconoscimento negli artt. 2 e 3 della Costituzione, costituiscono il presupposto di base perché possano essere effettivamente fruiti quei diritti di libertà e consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la Costituzione garantisce e impone (*). Come del resto rilevato anche da insigni giuristi, dopo l’abrogazione del reato si è dunque venuto a creare un pericoloso vuoto di tutela della personalità nei riguardi delle dinamiche plagiarie, né le norme contemplate nel vigente codice penale, quali la circonvenzione di incapaci (art.643 c.p.) risultano di fatto applicabili a situazioni comportanti il condizionamento psicologico, comportamentale e fisiologico degli adepti di movimenti a carattere settario. (**) Lo stesso Segretariato Generale della presidenza della Repubblica -Ufficio Affari Giuridici e Relazioni costituzionali- (Protocollo SGPR 13/6/2007 0066076 P UAG),  ha così  riferito “..si condivide che l’abrogazione del reato di plagio per difetto di determinatezza abbia comportato un pericoloso vuoto normativo che avrebbe dovuto essere colmato da adeguate e sollecite iniziative legislative”.

    Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5° Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes, (prestigioso istituto italiano che opera nel campo della ricerca), rilevava che “Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale “

    Altresì nel 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (5) pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come “i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate”, e altresì constatato che “ i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subìto abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità..”

    Nel marzo 2006  veniva discussa e approvata dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia, una importante relazione realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali titolata “Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”. Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette “sette”, si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse  presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini. Nel testo si sottolineava inoltre come dopo la diffusione del  Rapporto denominato “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia” predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi di informazione di sicurezza del Ministero dell’Interno nel febbraio 1998, si fossero “moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose… Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati, i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti” e come analoghe “reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa” (6)

    Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università), ben 240mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con  “sette” e gruppi legati al satanismo (7).

    In una recente intervista rilasciata al noto periodico italiano Panorama, la stessa dott.ssa Maria Carla Bocchino, I° dirigente Responsabile Divisione Analisi dello Sco, Servizio Centrale Operativo, della Polizia di Stato, ha riferito del preoccupante aumento nel nostro paese, di giovani attirati, in particolare attraverso la rete web, da gruppi di satanismo acido; dati che trovano peraltro conferma anche dall’attività di Polizia Postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi “simpatizzanti” risulta quella compresa  tra i 12 e 22 anni. (8)

    Ciò nonostante, come riferito dal deputato Rudy Salles, purtroppo solo alcuni Stati membri risultano aver recepito, a oggi, le indicazioni contenute nelle molteplici Raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul fenomeno settario e in particolare quelle previste nella Raccomandazione n.1412 (1999), e con amarezza dobbiamo confermare che anche il nostro Paese non ha purtroppo adottato misure volte, in particolare, alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei bambini inseriti in movimenti a carattere settario.

    In Italia non sono mai state attivate commissioni parlamentari aventi a oggetto i minori vittime di derive settarie, ma unicamente una Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette (9),  purtroppo non pervenuta a conclusione. Proprio l’audizione tenutasi presso l’Aula della 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, di una giovane che aveva fatto parte da bambina, insieme alla madre e alla sorella anch’ella minore, di un piccolo gruppo sincretico a carattere settario capeggiato da una leader carismatica, ha indubitabilmente costituito il momento più intenso e drammatico dell’indagine svolta dalla commissione parlamentare. Nel caso accennato,  la Corte di Cassazione VI Sezione penale (10),  aveva evidenziato che “la sentenza di secondo grado ha ricostruito i fatti di causa ed evidenziato la condotta antigiuridica tenuta per un lungo periodo di tempo (circa tre anni) dell’imputata nei confronti delle parti lese (fra le quali, due minorenni), attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto da lai veniva vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento al riposo per partecipare a rituali salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive”

    Sconvolgenti vicende, analoghe a quelle descritte, ovvero inerenti il coinvolgimento di soggetti minori in gruppi od organizzazioni a carattere settario, sono state richiamate  nell’Atto di Sindacato Ispettivo  n. 4-08890  seduta n. 855 del 18 dicembre 2012, (16° Legislatura),  presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini. Tuttavia l’interrogazione in questione è rimasta lettera morta (11)

    Al momento  non sono state fornite risposte da parte dei dicasteri interpellati neanche alle nuove interrogazioni presentate da altri parlamentari italiani che più volte hanno inteso sollecitare i nostri governanti alla dovuta attenzione verso il fenomeno in oggetto, osservando inoltre, come si legge nei testi degli atti di sindacato ispettivo in questione (12 e 13), che unicamente le associazioni di volontariato e i centri di informazione e ricerca attivi sul territorio nazionale svolgono “una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie e in tal senso realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza”.

    Per di più, come si evince dal seguente estratto dai medesimi testi, è in corso “una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti “;

    Non è nostro intento entrare nel merito di considerazioni inerenti le varie missive di critica al Rapporto del deputato Rudy Salles, inoltrate alla vostra attenzione e di cui apprendiamo dalla rete internet, consapevoli che le opportune valutazioni competono esclusivamente ai destinatari, tuttavia, in riferimento a quanto si può leggere nella lettera della studiosa italiana dott.ssa Raffaella Di Marzio, che, nello specifico, riferisce di  fenomeni di discriminazione che si verificherebbero da un trentennio nel nostro paese nei confronti delle  minoranze religiose e/o spirituali e verso i bambini appartenenti a tali minoranze, non possiamo certamente esimerci dall’evidenziare che si tratta di asserzioni prive di qualunque fondamento e riscontro oggettivo. Nessun rapporto nazionale né europeo così come lo stesso rapporto americano sulla libertà religiosa, hanno mai denunciato l’esistenza di atti discriminatori verificatisi in Italia nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e dei minori appartenenti a gruppi minoritari; sono stati invero segnalati rari episodi di intolleranza in particolare nei confronti di fedeli affiliati a confessioni maggioritarie. La promozione e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose e spirituali e la difesa della libertà religiosa e di culto costituiscono, per contro, una delle grandi priorità della politica interna ed estera italiana. Sostenere pubblicamente fatti del tutto infondati non solo sconcerta gli scriventi ma può ingenerare, a livello di pubblica opinione, perniciosi allarmismi.

    Crediamo che le preoccupate parole di uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno, il dott. Michael Langone, Direttore Esecutivo dell’International Cultic Studies Association (ICSA), possano riassumere la grave situazione in cui si trovano tanti bambini vittime di gruppi ad alto rischio “L’Indagine in questo campo è stata talora sconvolgente. Gli abusi cui i bambini sono stati sottoposti possono essere orrendi … E la mancanza di preoccupazione e di azione rispetto a questo problema è vergognoso” (14)

    Certi di interpretare, anche e soprattutto, il sentire di coloro che con la nostra attività siamo impegnati ad assistere e tutelare, auspichiamo che il lavoro encomiabile svolto dal relatore Rudy Salles in tema di protezione dei minori dagli eccessi delle derive settarie, trovi favorevole accoglimento affinché ogni individuo possa concretamente godere del diritto di esistere come bambino e di crescere come uomo libero.

    Con rispetto,

    FA.VI.S.  Associazione Familiari delle vittime delle sette, Onlus – Rimini

    Maurizio ALESSANDRINI, Presidente

    Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, Onlus – Noci (BA)

    D.ssa Lorita TINELLI, Presidente

    Osservatorio sui diritti dei Minori – Milano

    Dr. Antonio MARZIALE, Presidente

    O.N.A.P. Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – Firenze

    D.ssa Patrizia SANTOVECCHI, Presidente

    Associazione Prometeo Onlus,  Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata – Bergamo

    Massimiliano FRASSI, Presidente

    Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)

    Aldo VERDECCHIA , Presidente

    Associazione SOS Antiplagio Novara

    Giovanni RISTUCCIA, Presidente

    Associazione Tutor onlus – Potenza

    Dino POTENZA, Presidente

    Associazione Arciragazzi Bologna – Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minori -Prevenzione del disagio giovanile

    Serena FRASCAROLI, Presidente

    Gruppo Educhiamoci alla Pace – Bari

    Gianpaolo PETRUCCI, Presidente

    ANSFO Associazione Nazionale “Sostenitori delle Forze dell’Ordine”  – Roma

    Massimo MARTINI, Presidente

    Associazione Genitori Separati per la Tutela dei minori – Città di Castello (PG)

    Prof. Ugo VALENTINI,  Presidente

    Prof. Giovanni PANUNZIO, idr, fondatore dell’Osservatorio Antiplagio – Cagliari

    Dr. Giampiero MARCATO, presidente Associazione Menti Libere di Nichelino (To)

    Prof.ssa  Anna Maria GIANNINI – Psicoterapeuta, ordinario al Dipartimento di Psicologia – Facoltà di Medicina e Psicologia –  Direttore dell’Osservatorio di Psicologa della Legalità e della Sicurezza  della Università  “La Sapienza” di  Roma.  Responsabile dei Corsi CEPOL (Accademia di Polizia Europea) per quanto riguarda i moduli Dealing with Victims of Crime.

    Prof.ssa Anna OLIVERIO FERRARIS, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo presso Università degli Studi La Sapienza di Roma – Psicologa, psicoterapeuta, scrittrice – Già membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale di Bioetica. Direttore della rivista degli psicologi italiani “Psicologia Contemporanea”

    Dr. Prof. Alessandro MELUZZI,  medico chirurgo, specialista in psichiatra. Psicologo, psicoterapeuta – Torino. Docente Incaricato di Psichiatria – Università Cattolica Sacro Cuore di Roma sede di Moncrivello (VC). Professore a Contratto in Genetica del Comportamento Umano Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica della Università di Siena

    Prof. Alberto FORTI, Specialista in Neuropsichiatria Infantile, Neurologia e Medicina Interna.

    Docente alla Università degli Studi di Urbino “Carlo Bò”

    Prof. Francesco BRUNO – Criminologo, docente di Pedagogia Speciale, Dipartimento di Lingue straniere e Scienza dell’Educazione – Università della Calabria

    Prof. Natale FUSARO – Specialista in Diritto Penale e Criminologia – esperto nella Formazione Post-Univeritaria presso l’Università degli Studi La Sapienza –  Roma

    Gen. B. dei Carabinieri  Avv. Ernesto DI SERIO, docente di “Criminologia” presso l’ Università Internazionale Scienze Sociali – Roma

    Prof. Vincenzo MASTRONARDI, psichiatra – Titolare della Cattedra di Psicopatologia forense e Direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza Facoltà di Medicina e Odontoiatria -Università La Sapienza di Roma

    Prof.ssa Simonetta Costanzo –  Criminologa, psicoanalista, psicologa. Ricercatore e Docente di Psicopedagogia all’Università degli Studi della Calabria (Unical)

    Prof. Nunzio di NUNNO, medico legale, docente di Criminologia presso l’Università del Salento

    Prof. Matteo VILLANOVA, titolare di Neuropsichiatria infantile, Criminologia , Medicina preventiva e psicopatologia forense – Presidente di “OLTREE” Osservatorio Laboratorio Tutela e Rispetto Emozionale dell’Età Evolutiva dell’ Università ROMA 3 Roma – Didatta nazionale Centro Italiano Ipnosi Clinica sperimentale di Torino

    Dr. Luigi CORVAGLIA, dirigente psicologo presso il DDP ASL Bari, saggista, cultore d.m. di Criminologia e Psichiatria presso l’Università del Salento – Lecce

    Prof. Roberto MONGARDINI, docente di “Principi filosofici dei diritti umani” Facoltà di Giurisprudenza – Università telematica “Niccolò Cusano” di Roma;   Docente di “Diritti umani” in Master 2° liv

    Dr.ssa Beatrice UGOLINI, Criminologa – Bologna

    Dr. Giorgio GAGLIARDI, medico psicoterapeuta – Como

    Dr. Armando DE VINCENTIIS,  Psicologo e Psicoterapeuta –  consulente CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e coordinatore del Gruppo Cicap Puglia

    Dr.ssa Alessandra LUMACHELLI  Presidente di  ETTAsos,  collaboratrice della FONDAZIONE MOVIMENTO BAMBINO onlus

    U.P.R.C. Unità Prevenzione Rischio Criminologico – Roma

    Dott.ssa Imma GIULIANI, Responsabile Nazionale

    Sindacato Autonomo della Polizia di Stato SAP – Roma

    Gianni TONELLI, Presidente

    Dr.ssa Barbara DE SERIO co-responsabile Laboratorio di Studi e Ricerche per l’Infanzia

    presso l’Università di Foggia

    Dr.ssa Olimpia QUATTROMINI, psicologa clinica, dello sviluppo e delle relazioni, Human Resources, esperta in Criminologia generale, minorile e penitenziaria, presidente Associazione Malattie Rare Alta Murgia

    Dr. Sergio CARUSO, Psicopedagogista, Criminologo Clinico esperto in minori profiling e prevenzione – Cosenza

    Dr.ssa Sonia MELGIOVANNI, Psicologa, Specialista in Psicologia Clinica e  Psicoterapia Psicoanalitica, PhD in Psicologia Clinica – Bari

    Dott. Paolo POZZETTI, Psicologo clinico, specialista in Disturbi della condotta e dell’umore – Ordine Lazio

    Dr.ssa Mary GROSSI, Psicologa e psicoterapeuta – Fermo (FM)

    Dr. Fabio NESTOLA, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità), ricercatore, studioso di separazioni e minori contesi, curatore del Centro Studi per la Fe.N.Bi

    Dr.ssa Lillia D’OTTAVI, Farmacista, ex Consigliere Regione Lazio

    Sen. Avv. Antonino CARUSO, Presidente della Commissione Giustizia del Senato Italiano dal 2001 al 2006  nella XIV Legislatura

    Avv. Giselda CIANCIOLA,  dottore di ricerca in Criminologia devianza e mutamento sociale, autrice del libro  “I reati contro le donne e i minori” ( Giuffrè ed.)

    Avv. Vincenzo GALLO del Foro di Sala Consilina (SA)

    (legale della famiglia di Chiara Marino, la giovane assassinata dalle Bestie di Satana)

    Avv. Tania RIZZO penalista, Coordinatore A.I.G.A. Regione Puglia

    e Presidente di “La.P.E.C. e Giusto Processo” sezione territoriale di Lecce

    Avv. Nicola PILEGGI del Foro di Brindisi

    Avv. Carla RUFINI del Foro di Roma

    Avv. Eloisa MINOLFI del Foro di Milano

    Avv. Lia STAROPOLI del  Foro di Vibo Valentia

    Avv. Marco MARZARI del Foro di Milano

    Avv. Lorenzo IACOBBI del Foro di Taranto

    Dr.ssa Claudia VINCENZI – autrice del libro “Plagiata” (Mondadori  ed.)

    Dr.ssa Rossana PESSIONE, giornalista professionale, scrittrice, Direttore responsabile dell’agenzia stampa Omnia Group

    Ivano GAIONI, scrittore, autore del libro “Ladri di Anime” (abusi sui minori)

    —-

    POSTILLA del 3 Aprile 2014

    I promotori della lettera per la Presidente e il Segretario Generale dell’APCE, chiedono cortesemente di voler considerare  inseriti tra i firmatari del documento i seguenti nominativi:

    Associazione Nazionale  ConDivisa Sicurezza e Giustizia

    On. Tiziano ARLOTTI,  Deputato XVII Legislatura Camera dei Deputati

    —-

    References:

    1)                  The British Psycological Society http://www.bps.org.uk/news/children-cults-face-later-problems

    2)                  “Bouncing back: remission from depression in a 12-year panel study of a representative  Canadian community sample” Esme Fuller-Thomson, Marla Battiston, Tahany M. Gadalla, Sarah Brennenstuhl http://link.springer.com/article/10.1007/s00127-013-0814-8

    3)                  BESTIE DI SATANA. SENTENZA CORTE D’APPELLO

    http://www.scribd.com/doc/82108848/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-1

    http://www.scribd.com/doc/82109068/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-2

    http://www.scribd.com/doc/82109249/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-3

    4)                  RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA DELLA REGIONE TOSCANA SULL’AFFIDO MINORI ALLA LUCE DELLA VICENDA FORTETO. SECONDA PARTE DA PAG. 11

    http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf

    5)                  9° RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA (Telefono  Azzurro ed EURISPES)http://www.osservatorionazionalefamiglie.it/osservatorioprova/images/altrepubb/rapporto_nazionale_infanzia_adolescenza.pdf

    6)                  RAPPORTO SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA IN ITALIA

    7)                  Articolo giornalistico tratto dal quotidiano nazionale IL GIORNO

    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/11/20/622927-allarme_satanismo.shtml

    8)                  Articolo giornalistico con intervista alla dott.ssa Maria Carla Bocchino 

    9)                  SENATO DELLA REPUBBLICA. Audizioni in seno all’ INDAGINE CONOSCITIVA SUL FENOMENO DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE DEI SOGGETTI DEBOLI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL FENOMENO DELLE COSIDDETTE “SETTE”

    http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/284768.pdf

    10)               Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Penale 25701/12 Sentenza n. 631 Registro Generale n. 33260/ 2011  http://www.favis.org/favis2/images/valmaggi%20sentenza%20cassazione

    11)               SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08890

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872

    12)               SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 17 Atto n. 4-01758 26 febbraio 2014 ;  SENATE OF THE  ITALIAN REPUBLIC Legislature 17 Judicial Inspection Act n. 4-01758 published on 26th February 2014, assembly n.198 ;   SENAT DE LA REPUBLIQUE ITALIENNE Légisature 17me Acte de Sindacat Inspectif n . 4-01758   publiqué le 26 Février 2014 dans la  réunion n. 198

    https://favisonlus.wordpress.com/2014/03/09/fenomeno-settario-legislatura-17-atto-di-sindacato-ispettivo-n-4-01758/

    13)               SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-08835

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

    SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n.4-00374 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=70375

    14)              CHILDREN AND CULTS excerpt from Recovery From Cults Help for Victims of Psychological and    Spiritual Abuse. Edited by Michael D. Langone.  W. W. Norton, NY 

    NOTA (*)   Brano liberamente tratto da GNOSIS, rivista ufficiale dei Servizi di intelligence italiani

    NOTA (**) Relazione documentale di Antonio Pagliaro (Professore emerito di Diritto Penale dell’Università di  Palermo) depositata presso la 2a Commissione permanente  Giustizia del Senato,  in seno all’Indagine conoscitiva   sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette” (anni 2011-2012) http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/569%20professor%20Pagliaro.pdf

  • Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Abusi in parrocchia “Don Doriano, un prete buono e tanto ingenuo”

    Nessuno a Castellina Scalo punta il dito contro il sacerdote. Leggi il commento di Don Carraro
    IL COMMENTO DI DON CARRARO Abusi al campo parrocchiale

    Siena, 8 luglio 2011 – SOTTO un sole che spacca le pietre che proprio non ce la fa ad asciugare la pioggia di polemiche che il caso sta provocando, Castellina Scalo si scopre un paese diviso a metà. Da una parte quelli che sostengono a spada tratta don Doriano e che anche in queste ore concitate non gli fanno mancare affetto e solidarietà, dall’altra quelli che, non frequentando né la chiesa né la parrocchia, preferiscono tacere, stendendo su questa brutta storia il velo del silenzio.

    «Don Doriano è una gran brava persona, un vero sacerdote. Agisce sempre per il bene degli altri, senza secondi fini. Ha fatto così anche in questa delicata vicenda». Siamo al bar del paese e le parole di Graziano Ragoni sono la sintesi perfetta del pensiero di tutti quelli che a Castellina Scalo stanno dalla parte del loro parroco, difendendolo strenuamente, senza se e senza ma.

    Sulla stessa lunghezza d’onda la titolare del locale, Manuela Gambassi. «Don Doriano è una bella persona, sempre disponibile. Esegue alla lettera la sua missione pastorale: aiutare il prossimo. Forse è troppo buono, e ad essere troppo buoni a volte si finisce per ritrovarsi nei guai». Nel bar del paese non si parla d’altro. Del resto Don Doriano a Castellina Scalo è un’istituzione. Conosce tutti e tutti lo conoscono. Anche chi, come Anna Vannini, viene da queste parti solo in vacanza. «Ha commesso un’ingenuità ad ospitare quella persona. Anche se è un parroco, avrebbe dovuto informarsi su chi prendeva in casa. Ma l’onesta e la purezza di don Doriano restano».

    INGENUITA’ è una parola che ricorre anche nel commento di Mauro Pistolesi, anche lui assiduo frequentatore del bar del paese. «Sì, ha peccato d’ingenuità, dal momento che il suo ospite aveva dei precedenti penali per violenze sessuali su minori. Il provvedimento della curia? Non lo so se é giusto». Già, il provvedimento della curia, altra questione al centro dei discorsi della gente di Castellina.

    «Forse si tratta di una provvedimento affrettato, afferma con tono pacato ma fermo un altro cliente del bar, Enzo Carli. Prima di sospendere il parroco si doveva aspettare il lavoro della magistratura. Certe misure si adottano soltanto quando è stata fatta completa luce sulla vicenda».

    Fuori dal bar un gruppetto di persone sta parlando. Si tratta di quattro pensionati che tuttavia non hanno nessuna voglia di continuare la chiacchierata con i giornalisti. «Noi non andiamo né alla messa, né in parrocchia. Di conseguenza preferiamo tacere su questa storia. Almeno in pubblico».

    UNA RAGAZZA sui vent’anni alla fermata dell’autobus si lascia sfuggire una frase che rispecchia il parere di tanti, qui a Castellina Scalo. «Don Doriano è un grande parroco. Ce ne fossero come lui. Se ha sbagliato, lo ha fatto per troppo amore nei confronti degli altri». Questa l’atmosfera che si respira in paese in questi giorni di afa e polemiche per una vicenda che, c’è da scommetterci, finirà per lasciare un segno indelebile in una comunità piccola ma legata al parroco da un grande affetto.

    MARCO BROGI

    http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2011…arrocchia.shtml

  • Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    6 luglio 2011

    Recidivo, il brasiliano è stato denunciato dalle famiglie delle vittime

    Storia di violenza sessuale in parrocchia, ma questa volta il parroco c’entra solo in parte: l’imputato è un trettottenne brasiliano che per la parrocchia collaborava in un centro estivo. E la particolarità è che era stato accolto dal parroco in quella sede proprio perché il commissariato di Poggibonsi, Siena, tentava di trovare una destinazione “socialmente utile” ad un soggetto già interessato da procedimento penale per pedofilia.

    VIOLENZA IN PARROCCHIA – Già. L’uomo in questione era recidivo, ma è stato comunque messo a contatto con dei bambini.

    Era sottoposto a obbligo di dimora perche’ alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue ‘attenzioni’, questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare e’ in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perche’ gli trovasse un ricovero. Cosi’ lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo.

    Vittime delle sue attenzioni sono due bambine che hanno denunciato alle famiglie le violenze subite. Sono così state le mamme ad attivare le forze dell’ordine perché prendessero nuovamente in custodia l’uomo.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    Il tutto si svolge, come abbiamo visto, in un centro estivo parrocchiale.

    SCONCERTO PUBBLICO – Quel che non si immagina – ma che comunque è abbastanza comune – è che l’amministrazione comunale di Poggibonsi aveva ben contribuito al finanziamento del centro estivo, affidandolo interamente alla sorveglianza del parroco; che ora, ovviamente, potrebbe rispondere penalmente della sua omessa vigilanza.

    A chiedere di fare luce su quanto accaduto e’ anche il comune senese. Tanto piu’ che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di ‘si mettera’ anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti’ e convochera’ gli organizzatori del gruppo estivo ‘per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attivita’ dedicate ai bambini’. Il tutto, precisa il Comune senza scalfire ‘la volonta’ di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attivita’ socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione’.

    Non essendo stata allertata in nessun modo di quanto stava succedendo nella parrocchia, anche l’autorità ecclesiastica ha chiesto di poter avere informazioni sulla vicenda: e ha convocato il parroco che, come abbiamo visto, per adesso è stato sospeso dalla direzione della comunità che gli era assegnata.

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso ‘vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie’. Buoncristiani ha ‘immediatamente convocato il parroco’. Il prete si e’ giustificato dicendo di avere agito ‘per mero spirito di carita’ cristiana’, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo’ e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso ‘da voci’ dei precedenti dell’uomo

    http://www.giornalettismo.com/archives/132…enta-due-bimbe/

    ABUSI SU BIMBE DI 9 ANNI:
    SIENA, PARROCO SOSPESO
    Mercoledì 06 Luglio 2011 – 21:43 [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]

    SIENA – Era sottoposto a obbligo di dimora perchè alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue «attenzioni», questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare è in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perchè gli trovasse un ricovero. Così lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo. Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. A chiedere di fare luce su quanto accaduto è anche il comune senese. Tanto più che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di «si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti» e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo «per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini». Il tutto, precisa il Comune senza scalfire «la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione».

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso «vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie». Buoncristiani ha «immediatamente convocato il parroco». Il prete si è giustificato dicendo di avere agito «per mero spirito di carità cristianà, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo» e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso «da voci» dei precedenti dell’uomo. Così «ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali». Ma Buoncristiani ha comunque deciso per la sospensione «da domani stesso»: «Nonostante tali precisazioni – spiega il vescovo – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze».

    www.leggo.it/articolo.php?id=130796&sez=ITALIA

    PEDOFILIA
    Abusa di due bambine
    arrestato in parrocchia a Siena
    L’uomo, un brasiliano di 38 anni, insegnava musica in un centro estivo organizzato dalla chiesa.
    Stava scontando l’obbligo di dimora per un episodio simile avvenuto mesi fa. Intanto la Curia senese ha sospeso il parroco

    MONTERIGGIONI – Un uomo di 38 anni di origini brasiliane è stato arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni. L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora a Monteriggioni, vicino a Siena, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Sembra che il brasiliano insegnsse musica. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. Sospeso dalla Curia senese il parrco delle chiesa di Monteriggioni. Lo ha annunciato in serata l’arcivescovo di Siena, Antonio Buncristiani, che esprime “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, e fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia”. Il sacerdote avrebbe riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi, con lo scopo di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al vescovo”.

    Solo dopo il prete avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”. Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – scrive – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

    Intanto il Comune stamani aveva subito chiesto di fare luce sull’episodio. L’amministrazione “si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti” e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo “per avere maggiori informazioni e conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini”. Ma “quanto accaduto – spiega in una nota il Comune – non scalfisce la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione”.

    (06 luglio 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…siena-18738161/

    Monteriggioni
    Molestie a 2 bambine al campo estivo: arrestato un 38enne, un parroco sospeso dalla curia
    Le piccole hanno raccontato l’accaduto alle mamme ed è scattata la denuncia. L’uomo stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza per un altro episodio simile
    06/07/2011 – 11:21
    5 commenti

    Un uomo di 38 anni di origini brasiliane, è stato arrestato lunedì a Castellina Scalo, frazione di Monteriggioni, con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni.

    L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza, nel senese, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    L’Amministrazione Comunale ha appreso con sgomento dalla stampa dell’arresto avvenuto a Castellina Scalo di una persona accusata di tentati abusi sessuali su due bambine, mentre frequentavano il gruppo estivo parrocchiale. Il Comune è estraneo all’organizzazione dei corsi, il tradizionale Grest organizzato da molte parrocchie in Toscana, una delle attività più importanti dell’animazione del tempo libero degli oratori, che a Monteriggioni anticipa i campi solari organizzati direttamente dal Comune a luglio ed agosto.

    Il Comune eroga un contributo economico, sulla base della verifica dell’esecuzione del progetto presentato, a chi organizza il Grest, che gestisce l’attività in autonomia, fornendo un servizio prezioso e molto apprezzato dalle famiglie. Al momento risulta che una persona estranea all’organizzazione dell’attività educativa e di intrattenimento, temporaneamente alloggiata in un immobile vicino alla struttura parrocchiale che accoglie i bambini, avrebbe tentato di molestare due bambine che hanno avvertito i genitori suscitando l’opportuno e tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

    Gli Uffici Comunali convocheranno gli organizzatori del Grest per avere maggiori informazioni ed anche per programmare l’attività futura e per avere la conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini, sia per le caratteristiche dei locali e degli spazi, che per l’alimentazione, che per la competenza e l’affidabilità degli educatori. Quanto accaduto non scalfisce la volontà dell’Amministrazione Comunale di collaborare con Parrocchie ed Associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte ai ragazzi ed agli adolescenti, così come ad altre fasce deboli della popolazione, rafforzando però l’attenzione verso le modalità di organizzazione del servizio, nell’interesse supremo dei bambini. Il Comune si metterà anche in contatto con i genitori dei bambini coinvolti nello spiacevole episodio.

    La Curia senese ha deciso di sospendere temporaneamente il sacerdote che presta servizio nella parrocchia che ha organizzato il campo estivo. Lo annuncia in una nota l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani che, nell’esprimere “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia a mezzo stampa”.

    Il sacerdote, secondo quanto detto nella nota, ha riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di Polizia di Poggibonsi, al fine di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo”. Solo successivamente il parroco avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”.

    Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – dice la nota – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

  • Napolitano al papa: “affettuosa vicinanza del popolo italiano”

    Napolitano al papa: “affettuosa vicinanza del popolo italiano”

    Nel saluto portato prima del concerto che ha offerto al papa nell’Aula Paolo VI del Vaticano, in occasione del quinto anniversario del pontificato di Benedetto XVI, il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha espresso l’auspicio che Joseph Ratzinger possa “ben cogliere la intensa, affettuosa vicinanza nostra e del popolo italiano”. Il concerto, rende noto il sito del Quirinale*, è stato definito da Napolitano “un’offerta di serenità nei tempi non facili, e spesso aspri, che tutti viviamo”. Benedetto XVI ha espresso “vivo ringraziamento”: “In questo atto premuroso vedo anche un ulteriore segno dell’affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa, affetto che fu così fervido in Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, di cui oggi ricorre la festa”.
    * www.quirinale.it/index.aspx

    http://www.uaar.it/news/2010/04/30/napolitano-papa-affettuosa-vicinanza-del-popolo-italiano/

  • In ‘esilio’ per le molestie il prete se ne torna in India

    In ‘esilio’ per le molestie il prete se ne torna in India

    Era a Sarteano dopo il processo negli Usa per abusi su una ragazzina di 15 anni

    Sarteano (Siena), 16 aprile 2010 – Si chiude con la partenza questa mattina, da Sarteano con destinazione India, la vicenda di padre Vigei che ieri mattina aveva fatto in un lampo il giro della provincia senese, lasciando dietro di sè incredulità e sbigottimento. La notizia, rimbalzata dall’America, riguardava don Vijara Bhaksar Godugunuru, questo il vero nome di «padre Vigei», sacerdote indiano accusato di molestie sessuali in Florida che, dopo le accuse, era stato trasferito in Toscana, appunto nella diocesi di Montepulciano, Chiusi e Chianciano.

    Fu lo stesso sacerdote don Vijara Bhaskar Godugunuru a consegnare al vescovo di Montepulciano, monsignor Rodolfo Cetoloni, al suo arrivo in Valdichiana, tutta la documentazione sul processo che aveva subito in Florida, in seguito all’accusa di aver molestato una quindicenne durante un soggiorno negli Stati Uniti. Quindi a vicenda processuale chiusa il sacerdote era stato mandato in Italia, «in una delle comunità della zona, dove non ha mai dato problemi», spiegava ieri mattina monsignor Cetoloni. «Io, comunque — ha aggiunto ancora il vescovo — presi altre informazioni e il suo legale statunitense mi assicurò che non c’era stata nessuna condanna per violenza sessuale. Il prete aveva ‘patteggiato’ ma l’avvocato mi spiegò che per la giustizia americana ciò non significa una condanna o un’ammissione di colpa: è solo un modo per chiudere più velocemente una vicenda e non infierire neppure sulla ragazza che all’epoca dei fatti aveva quasi sedici anni».

    Ieri quindi è scattata la caccia al prete indiano in una di quelle «comunità della zona». Una ricerca non facile visto che, nella mattinata stessa monsignor Cetoloni taceva sulla nuova identità del sacerdote e sul luogo di «espiazione». La prima tappa è stata quella chiesa del Santissimo Nome di Maria, dove risultava ufficialmente assegnato, ma dove nessuno l’aveva mai visto. Con il passare delle ore le voci ha iniziato quindi a rimbalzare da un paese all’altro e in tanti giuravano di avere un prete di colore nella loro parrocchia, poi però il sacerdote indicato si rivelava congolese, camerunense, forse indiano.

    Ad un certo punto, ecco che ci si imbatte in quel giovane prete di Sarteano, arrivato poco più di un anno fa, schivo e riservato ma dall’aspetto perbene e amichevole. I dati iniziano a «tornare» e a coincidere: la vicenda Usa risaliva, infatti, al giugno 2006 e l’arrivo del sacerdote in Italia al marzo 2008. Il primo impatto con lui poi dice qualcosa in più: nel pomeriggio di ieri, stranamente all’ora della messa vespertina, il viceparroco don Vigei è in macchina con il parroco don Fabrizio, che evita il taccuino dei cronisti dicendo: «Ora non ho tempo, stiamo andando dal vescovo». La scena si fa più chiara: troviamo l’abitazione del padre indiano e sul campanello di casa c’è scritto «Godugunuru Don Vijay» e fra parentesi «Vigei». E’ la conferma che fa finalmente chiarezza in tutta la vicenda.

    Nello sbigottimento invece resta la comunità: «E’ una bravissima persona», dicono i parrocchiani a Sarteano; «Un santo, ha riconvertito tutta la mia famiglia» aggiunge Fabio L., suo amico e confidente: «Quando in strada facevo apprezzamenti guardando una donna, diventava rosso tanto era timido e mi ammoniva dicendo che non dovevo esprimermi così, proprio davanti a lui».

    di PAOLA TOMASSONI

  • Firenze: se c’ero dormivo

    Firenze: se c’ero dormivo

    Da più parti viene chiesto a noi dell’UAAR di Firenze come mai non approfittiamo del verminaio esploso nella curia della città per darci dentro. È un’occasione coi baffi visto che di mezzo c’è un prete stupratore di bambine e chissà cos’altro come il Cantini!

    Be’, diciamolo francamente, mestare nel torbido non è nostro costume né l’abbiamo mai fatto, tanto più in questa occasione che sembra ben più complessa di quanto appaia.

    E poi non c’è niente di meglio che lasciare l’episcopato fiorentino cuocere nel suo brodo. Fra l’altro le vicende sono seguite con assiduità sulla cronaca locale de «La Repubblica» da Maria Cristina Carratù che dà voce alle vittime del Cantini e da Franca Selvatici che dà voce ai fatti; il tutto con equilibrio, senza scandalismi o facili enfatizzazioni. Del resto la vicenda è tale che non ha certo bisogno di ulteriori commenti. Infine il nostro silenzio era legato ad una forma di rispetto sia per le vittime, già abbastanza provate, sia per la magistratura entrata in scena dalla porta principale con una dichiarazione del procuratore Nannucci, per noi almeno, rassicurante: «La magistratura per la chiesa non esiste».

    I fatti, resi ormai noti dalla stampa e dalla trasmissione televisiva “Anno zero”, vale la pena ripercorrerli solo per ricapitolare personaggi ed interpreti. Al centro della vicenda ci sono un vecchio parroco, don Lelio Cantini, con la sua perpetua veggente, Rosanna Saveri, ed il vescovo ausiliare Claudio Maniago, enfant prodige dell’episcopato italiano. Di contorno un nugolo imprecisato di vittime degli abusi del prete. Apparentemente solo a margine il cardinale di Firenze, Ennio Antonelli ed altre figure da precisare. Questo è il quadro ufficiale. Non sappiamo da dove venga don Lelio, certo da lontano visto che ha 82 anni, quando l’8 aprile scorso, per Pasqua, dall’uovo esce la sorpresa sulle pagine della cronaca locale di Repubblica e lo troviamo nella parrocchia della Regina della pace, detta anche di Firenze Nova, dove sta già dagli anni ’60.

    La cronaca parte dal 2004 quando alcune giovani donne della sua parrocchia si rivolsero alla curia fiorentina per denunciare le violenze psicofisiche inflitte dal parroco fra il 1973 e l’87, fin da quando ancora erano minorenni. Violenze, si presume solo psicologiche, denunciate anche da alcuni maschi. Di fronte alla denuncia, l’arcivescovo Piovanelli prima, poi il suo successore Antonelli e l’ausiliare Maniago sembrano solo tirarla per le lunghe, così nel marzo del 2006 le vittime scrivono al papa e Antonelli finalmente interviene mandando la coppia Cantini-Saveri in … campagna. Il bubbone è ormai scoppiato e gioco forza monsignor Fisichella deve fare la sua comparsata da Santoro. Ovviamente ne esce sbertucciato ma, cosa incredibile ai nostri orecchi, è che i delitti contro le persone perpetrati dal Cantini alla fine risultano quasi derubricati rispetto alle infrazioni alla dottrina e alla liturgia.

    Nel frattempo sembra che anche numerosi parrocchiani si siano rivolti alla magistratura sostenendo di essere stati circuiti dal prete e quindi obbligati a consegnargli denaro e beni immobili. Infine un professionista di Firenze testimonia al magistrato di certe sue vicissitudini omosessuali in cui risulta in qualche modo coinvolto Maniago. A questo punto la vicenda, già da tempo nota sulla stampa ed in TV, subisce un’impennata così che il cardinale Antonelli si sente in diritto di minacciare querele per diffamazione.

    Due parole su Maniago sono indispensabili. Il Cantini è un talent scout di mistiche vocazioni ed un rude trainer esperto in doping psicologico, non a caso, per selezionare ed imbonire i suoi adepti, ricorre alle visoni della Rosannona Severi, chissà perché detta anche da un intervistato «la kapò, la generalessa o la padrona del prete». I ragazzi da lei prescelti come “eletti” non avevano molte alternative: o bere il verbo del Cantini o affogare nell’esilio dalla parrocchia. E si sa quanto l’espulsione dal gruppo sia per un ragazzino emarginante. Don Lelio ha il chiodo fisso dell’obbedienza e quello di dare vita ad una chiesa non “corrotta” – se lo dice lui! – da vivacizzare con creature uscite dalle proprie mani o, visto com’è andata, dalle sue grinfie. Fatto sta che la sua parrocchia sforna un numero di preti da primato, almeno 8 in 10 anni, ed uno, il suo pupillo, Maniago appunto, lo tira su talmente bene che diventa addirittura il più giovane vescovo in servizio attivo, anzi tanto attivo da diventare oggi, a 48 anni, il factotum della curia di Firenze: «Amministratore unico di un srl per la gestione degli immobili della curia, presidente del cda dell’agenzia di viaggi diocesana […] ed altri incarichi molto più “temporali”», non ultimo l’aver ricoperto «con piglio manageriale un ruolo cruciale durante il Giubileo 2000». Fino ad oggi Maniago non ha mai preso le distanze dal Cantini e viene da domandarsi, visti gl’intrallazzi finanziari che si dice siano avvenuti in parrocchia, chi ha insegnato a chi?

    Questa è una breve sintesi, ma i fatti in cronaca sono molto più articolati e per le vittime quanto mai dolorosi, tuttavia l’interesse non verte tanto su quello che si sa, quanto su ciò che sta fra le righe. Come è mai possibile che il Cantini, per decenni – in un quartiere popolare e operaio di periferia dove, come in un paese, si sapeva ancora tutto di tutti – sia stato libero di fare e disfare quel che ha voluto nella più assoluta indifferenza se non con la più ampia, magari inconsapevole, connivenza? Possibile che in nessuno, nemmeno nei genitori delle vittime, sia mai venuto qualche dubbio, una pulce nell’orecchio, un sospetto? Possibile che in curia nessuno abbia mai messo il naso in un ambiente tanto borderline da usufruire di una veggente? Possibile che non sia sembrato strano alle gerarchie ecclesiastiche che proprio da quella parrocchia venissero tante “vocazioni”? Non è possibile. È pur vero che le parrocchie fanno parte di quegli enclavi chiusi e blindati agli occhi estranei, ma si sapeva. Risulta infatti che il gestore di un circolo vicino abbia ammesso che anni prima «girava la voce che desse noia alle bambine, ma nessuno ci fece caso, anche perché noi non andavamo in chiesa». Non è possibile. Anche il cardinale Piovanelli, l’ex arcivescovo di Firenze in capo alla curia dall’83 al 2001, proprio colui che chiama a sé Maniago prima come provicario ad appena 32 anni e poi come vicario generale della curia a 42, ammette di aver sentito “qualcosa” sul prete e sulla veggente «…qualcosa di molto generico». E se lo si sapeva al circolino miscredente e lo sapeva anche il Piovanelli doveva essere proprio il segreto di pulcinella. Sembra che nessuno possa dire «io non c’ero» caso mai dirà «va be’, se c’ero dormivo».

    Ma andiamo avanti. Chi ha consacrato il precoce vescovo Maniago? Don Cantini? Forse sì dal momento che ora tutte le gerarchie ecclesiastiche cascano dalle nuvole. Non è che l’ex cardinale di Firenze Piovanelli abbia lasciato il cerino acceso in mano all’Antonelli? E cosa fa dell’Antonelli il previsto candidato ad una promozione nelle alte sfere vaticane: la sua sagacia e competenza o l’essere anch’egli un “obbediente” miope, debole d’udito e balbettante se non cieco, sordo e muto? E ancora. Possibile, vista l’ultra decennale presenza del Cantini in quella parrocchia, che le vittime fossero solo quelle che hanno trovato il coraggio o la disperazione di uscire allo scoperto per liberarsi da questa perversa sindrome di Stoccolma? Possibile che anche Maniago e gli altri preti non siano stati sottoposti allo stesso “trattamento”? Si sa che non tutti gli abusati riescono a superare il trauma, ma si sa anche che taluni se ne fanno forza per fini propri.

    E come mai, ecco un altro legittimo dubbio, il colabrodo della procura è rimasto impermeabile e blindato finché non c’è stato il coinvolgimento di Maniago nelle vicende omosessuali? Possibile che un vescovo giovane, prestante e gay sia più destabilizzante per la chiesa di un prete pedofilo stupratore seriale? È pur vero che la cosa deve aver creato qualche problema ad un episcopato che da anni cerca di accreditare la falsa equazione omosessualità uguale pedofilia ed ora si ritrova sconfessato in casa propria.

    Non sarà per caso che proprio alla curia convenga che si alzi più polverone possibile per coprire altre magagne? In fin dei conti stanno venendo fuori aspetti ai più ignoti e apparentemente marginali, ma guarda caso tanto Maniago e Firenze che monsignor Acampa a Siena, altro prelato manager in odore di… fumus non persecutionis ma d’incendio di documenti, sembrano coinvolti negli interessi immobiliari delle rispettive curie, coincidenza particolarmente singolare visto che proprio la Conferenza Episcopale Toscana (CET), ufficialmente tramite l’Antonelli, ha recentemente stipulato un’affaruccio con la Regione toscana che le ha permesso d’incamerare 9 milioni di euro da investire in mattoni. Viene quasi da dire che la CET, Conferenza Edilizia Toscana, non sia altro che una consociata della CEI, Conferenza Episcopale Immobiliare.

    Troppe domande che non si sa se siano mai state formulate. Lo farà sicuramente la magistratura, tuttavia i sui tempi e quelli della chiesa sono purtroppo comparabili per cui ci vorrà tempo affinché il gran polverone si diradi, ma anche allora non è detto che si potranno distinguere fra le macerie di questo vergognoso aggroviglìo i corpi delle vittime da quelli dei farabutti.

    er quanto ci riguarda riflettiamo sulle dichiarazioni del responsabile del circolino frequentato da chi come noi non crede e non frequenta chiese e parrocchie. Noi possiamo dire «non c’ero» ma non «se c’ero dormivo…».

    Marco Accorti – UAAR Firenze

    http://www.uaar.it/news/2007/10/03/firenze-se-c-ero-dormivo/#comment-117854

  • Con il fratello frate Eligio una vita sotto i riflettori – La famiglia Gelmini

    Con il fratello frate Eligio una vita sotto i riflettori – La famiglia Gelmini

    Pubblicazione: 04-08-2007, STAMPA, NAZIONALE, pag.5 – Autore: MARIOTTI ANTONELLA

    Stivaletti con il tacco alto e girocollo blu, auto di lusso, Jaguar e Mercedes con autista. Cosi’ viveva Frate Eligio, all’anagrafe DON Angelo GELMINI, fratello minore di DON Piero, anche se non tutti ricordano la parentela che lega due religiosi per alcuni troppo spesso sotto la luce dei riflettori, troppo amici dei vip e di politici potenti.

    Negli Anni Settanta frate Eligio inizio’ il suo personale modo di indossare il saio e di gestire il rapporto tra Vangelo e denaro, non c’era piu’ timore nel farsi vedere bere champagne, di frequentare locali notturni e avvicinare belle signore baciandole sulla guancia. Raccolse fondi cosi’, molti dai vip di allora per fondare Mondo X (comunita’ per tossicodipendenti), e Telefono Amico.

    Gli fu dato in comodato d’uso il castello di Cozzo di Lomellina, dove con la sua gestione si apri’ anche un ristorante raffinatissimo, e li’ si festeggiavano matrimoni con rinfreschi a prezzi tutt’altro che popolari. Molto amico del «Golden-boy» Gianni Rivera, Eligio era dal ’65 il «consigliere spirituale» del Milan. Una decina di anni dopo fini’ nei guai per un brutto pasticcio finanziario, lo arrestarono con l’accusa di truffa, i carabinieri fermarono anche DON Piero GELMINI, nella sua villa alla periferia di Roma. Su frate Eligio si sono scritti, in quegli anni, interi capitoli di gossip, un dossier su «Novella 2000» portava il titolo «I segreti del castello di Cozzo». Frate Eligio si faceva fotografare volentieri, a volte con il saio, a volte con maglione e pantaloni sotto i quali c’erano stivaletti con il tacco.

    Ai carabinieri che lo arrestarono disse: «Andiamo sono pronto» indossava maglione a girocollo blu e mocassini. Molti i soprannomi – dati dai nemici – del frate che amava il lusso, per la sua predilezione per il vino francese «DON Perignon», oppure «frate – jet» e molte le insinuazioni sulla vita privata. «Peligio», come invece lo chiamavano gli amici, ha pero’ fondato oltre venti comunita’ per tossicodipendenti, tutte figlie di Mondo X. Meno gossippara la vita di DON Pierino, 82 anni. «Ce lo ricordiamo ancora DON Piero, arrivo’ in Mercedes con l’autista…» . Racconta cosi’ un parrocchiano di Bagno di Gavorrano (Grosseto) la prima volta da parroco di DON GELMINI. Era la fine degli Anni Cinquanta, DON Piero GELMINI era al suo secondo incarico da sacerdote e in Mercedes si presento’ nel paese di minatori dove non c’erano ancora chiesa e parrocchia. Rimase pochi anni «il vescovo lo mando’ via.

    Ci fu anche lo sciopero della messa». DON Piero quando Eligio frequentava vip abitava all’«Infernetto» periferia chic di Roma, in giardino una Jaguar. Ma – si disse – era una villa in affitto. Poi anche DON Piero fondo’ la sua catena di comunita’ di recupero, ma ai vip ha sempre preferito i politici, non teme critiche nello schierarsi pubblicamente a favore del centrodestra: alla festa per i suoi ottant’anni c’era anche Silvio Berlusconi che regalo’ 5 milioni di euro alla Comunita’ Incontro. E Frate Eligio? Adesso preferisce una vita piu’ ritirata, si occupa ancora di tossicodipendenti, segue diverse comunita’ la piu’ famosa a Cetona (Siena).