Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Siracusa

  • Il prete di Augusta arrestato per palpeggiamenti Viaggio nella ‘sacrestia del peccato’

    Il prete di Augusta arrestato per palpeggiamenti Viaggio nella ‘sacrestia del peccato’

    Venerdì 01 Marzo 2013 – 20:54 di Dal nostro inviato Antonio Condorelli

    Una storia che ha sconvolto una comunità. Un sacerdote arrestato ad Augusta perché accusato di molestie da una sua parrocchiana. Don Gaetano Incardona è attualmente ai domiciliari. Il nostro Antonio Condorelli si è recato sul posto per scoprire i retroscena. E, a sorpresa, la gente se la prende con la presunta vittima.

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    AUGUSTA (SIRACUSA)- Una storia che ha sconvolto una comunità. Un sacerdote arrestato ad Augusta perché accusato di molestie da una sua parrocchiana. Don Gaetano Incardona è attualmente ai domiciliari. Il nostro Antonio Condorelli si è recato sul posto per scoprire i retroscena. E, a sorpresa, la gente se la prende con la presunta vittima.
    Ultima modifica: 02 Marzo ore 09:48

  • Violenza sessuale: molesta una fedele, arrestato prete siracusano

    Violenza sessuale: molesta una fedele, arrestato prete siracusano

    10:49 28 FEB 2013

    (AGI) – Siracusa, 28 feb. – Un sacerdote di Augusta (Siracusa) e’ stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Si trova ai domiciliari don Gaetano Incardona, 74 anni, originario di Buccheri, arciprete della Chiesa Madre di Augusta. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Siracusa, e’ stata avviata dopo la denuncia di una giovane di 21 anni, che si era recata in chiesa per confessarsi ma sarebbe stata molestata dal sacerdote il quale, in sagrestia, l’avrebbe palpeggiata e baciata. La vittima ha raccontato tutto ai carabinieri che all’alba di questa mattina, si sono presentati dal sacerdote con il provvedimento restrittivo emesso dal Gip di Siracusa. (AGI) .

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/201302281049-cro-rt10061-violenza_sessuale_molesta_una_fedele_arrestato_prete_siracusano

    Augusta, denunciato Don Gaetano Incardona. Avrebbe picchiato un ragazzino dodicenne
    nov 28 di SALVATORE LARIZZA

    Augusta – Parroco “focoso”, avrebbe malmenato un ragazzino reo a suo dire di aver disturbato più volte in concorso con altri minorenni, con atti ed atteggiamenti poco convenevoli e disdicevoli, le funzioni religiose. Una denuncia – querela, nei confronti di don Gaetano Incardona, arciprete della Chiesa Madre di Augusta è stata presentata ieri mattina presso il locale commissariato della Polizia di Stato, dai genitori del dodicenne Guido (nome inventato). Il padre e la madre, vogliono andare sino in fondo su questa vicenda, chiedendo l’intervento dell’autorità giudiziaria competente ed anticipando sin da ora che intendono costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale nei confronti del prete per ottenere il risarcimento di tutti i danni arrecati.

    I fatti sono accaduti lo scorso 9 novembre poco dopo le 18, ma solo ieri i genitori del minore hanno sporto querela. Secondo quanto denunciato dai genitori del dodicenne, Guido stava conversando con alcuni coetanei davanti all’ingresso laterale, prospiciente Piazza D’Astroga, della Chiesa Madre, quando l’arciprete, dopo essere uscito dalla Chiesa urlando come un forsennato e senza apparente motivo, tirandolo per la felpa, avrebbe trascinato il ragazzino all’interno del luogo sacro, colpendolo con schiaffi in testa e al viso e stringendogli le mani attorno al collo.

    «Solo con gesto estremo nostro figlio – dicono i genitori – è riuscito a sottrarsi alla furia cieca dell’arciprete e a guadagnare l’uscita».

    Tutto ciò sarebbe avvenuto alla presenza di numerosi testimoni che sono stati indicati nella denuncia – querela. Sul posto era intervenuta, chiamata dai genitori del minore, anche una volante della Polizia.

    Guido è stato accompagnato al pronto soccorso del Muscatello dove i medici di turno hanno diagnosticato “trauma contusivo all’emivolto sinistro, abrasione superficiale del collo sinistro e distorsione rachide cervicale”, giudicate guaribili in 4 giorni.

    «Nostro figlio è rimasto scosso e scioccato dall’accaduto tanto che – dicono i suoi genitori – lo abbiamo sottoposto a visite specialistiche da parte di un psicologo che lo ha ancora in cura».

    Respinge con fermezza le accuse Don Gaetano che sull’accaduto da una sua versione dei fatti e confida sui risultati delle indagini della Polizia.

    «Mi sono solo limitato a dare uno scappellotto al ragazzino che ho sorpreso all’interno della Chiesa assieme ad altri coetanei – dice l’arciprete che cita anche alcuni testimoni oculari -. Da tempo le funzioni religiose serali venivano disturbate da un gruppo di ragazzini e quella sera addirittura dagli ultimi banchi della Chiesa Madre durante la Santa Messa sono stati fatti esplodere dei piccoli petardi ed uno addirittura era stato messo nei giorni precedenti all’interno di una borsa di una fedele. Come se non bastasse con atteggiamento sprezzante durante la celebrazione del rito i ragazzini sono saliti sui banchi della cattedrale improvvisando dei balletti».

    Avendo appreso della denuncia presentata nei suoi confronti dai genitori del minore, don Incardona si chiede «Chi c’è dietro a questa storia? Dove si vuole arrivare? Certamente – conclude – si vuole colpire la mia persona e screditarmi».

    Augusta, denunciato Don Gaetano Incardona. Avrebbe picchiato un ragazzino dodicenne

    Tratto da : http://www.giornaledisiracusa.it/index.php…352&Itemid=1119

    AUGUSTA Bacia e palpeggia fedele in sacrestia, arrestato prete 73enne

    28/02/2013
    Arrestato per violenza sessuale l’arciprete della chiesa madre di Augusta (Siracusa), Gaetano Incardona. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, su ordine del Gip che ha accolto la richiesta del pm di Siracusa Antonio Nicastro.
    Bacia e palpeggia fedele in sacrestia, arrestato prete 73enne
    Arrestato per violenza sessuale l’arciprete della chiesa madre di Augusta (Siracusa), Gaetano Incardona, 73 anni. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, su ordine del Gip che ha accolto la richiesta del pm di Siracusa Antonio Nicastro. L’indagine è partita dalla denuncia di una fedele di 21 anni, baciata e palpeggiata più volte dal prete nella sacrestia dove la ragazza si recava per confessarsi. Le indagini, dicono i carabinieri, anche alla luce di alcune testimonianze, hanno consentito di riscontrare quanto denunciato dalla vittima. Il prete è ai domiciliari e nei prossimi giorni sarà interrogato dal Gip. (ANSA)

     

  • Siracusa. Vaticano promuove il card. Bernard Law, che protesse i preti pedofili, Rappresenterà la Santa Sede nei festeggiamenti di Santa Lucia

    Siracusa. Vaticano promuove il card. Bernard Law, che protesse i preti pedofili, Rappresenterà la Santa Sede nei festeggiamenti di Santa Lucia

    Copriva i preti pedofili in America, il Vaticano lo promuove e adesso lo invitano a Siracusa

    L’ex arcivescovo di Boston Bernard Francis Law rappresenterà la Santa Sede alla festa di Santa Lucia. Nella sua diocesi finirono sotto inchiesta 89 sacerdoti, che lui difese fino all’ultimo. Trasferito a Roma, ha collezionato incarichi di prestigio all’ombra di San Pietro. Granata (Fli): “Un errore”
    Un appuntamento importante per devoti, cittadini e turisti, un appuntamento che ricorre soltanto una volta ogni anno per celebrare la “vergine e martire” Santa Lucia, simbolo di luce. Dal 13 al 20 dicembre, l’ex arcivescovo di Boston, Bernard Francis Law, rappresenterà il Vaticano a Siracusa, fresco degli ottantanni compiuti lo scorso 4 novembre, pasciuto dalla grande carriera ecclesiale che dopo lo scandalo del 2002 ha accompagnato i suoi giorni con promozioni verticali che farebbero impallidire il megadirettore dei celebri film fantozziani.

    Dopo la condanna a dieci anni di carcere del porporato a stelle e strisce John J. Geoghan, accusato di aver violentato ripetutamente un bimbo di dieci anni, nella sola Boston guidata dall’allora arcivescovo Law, finirono sott’accusa 89 sacerdoti dei quali 55 costretti a lasciare l’incarico. Indifferente alle denunce di numerosi abusi sessuali a danno di minori, l’allora arcivescovo Bernard Francis Law consentiva ai preti sott’inchiesta di proseguire nella loro opera “pastorale”. In un primo momento il Papa Giovanni Paolo II respinse le sue dimissioni, poi le accolse e le diocesi di Portland, Tucson e Spokane dichiararono bancarotta per le numerose richieste di risarcimento danni per abusi sessuali documentati e “coperti” da Law.

    La reazione del Vaticano non si è fatta attendere, dopo le dimissioni dalla reggenza di Boston, il porporato americano è stato importato a Roma in Vaticano. Da quel momento è divenuto membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia, della Congregazione per il Clero, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per le Chiese Orientali, della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, della Congregazione per l’Educazione Cattolica, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli e, come se non bastasse, Bernard Francis Law è stato eletto arciprete della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore. Con questo curriculum è stato ritenuto l’uomo giusto per concludere l’anno ecclesiale a Siracusa.

    Le polemiche sono appena iniziate. Fabio Granata, vice coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, è sul piede di guerra. “La pedofilia e i silenzi di parte della Chiesa sul tema – afferma – hanno indignato l’opinione pubblica mondiale. Per questo, pur nel rispetto delle valutazioni dell’arcivescovo di Siracusa, ritengo un errore l’invito al cardinale Law, per i festeggiamenti della Patrona di Siracusa. Un’ombra nei festeggiamenti di Santa Lucia, simbolo di luce. Sono solidale con quanti, credenti o meno, hanno esternato meraviglia per questa decisione”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12…iracusa/177084/

    Festa di S. Lucia: è polemica sulla presenza del cardinale Law

    13 dicembre 2011 · Fonte: Gazzetta del Sud

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    Siracusa Per alcuni una presenza quanto meno inopportuna, un vero e proprio “errore”, per altri – più drastici – una presenza “ingombrante” che rischia in qualche modo di incidere negativamente anche sulla stessa festa. Sembra paradossale ma proprio nel giorno in cui Siracusa si appresta ad abbracciare la patrona Santa Lucia, la vergine e martire siracusana diventata essa stessa simbolo di luce, sulle celebrazioni si allunga l’ombra della polemica.
    A far scattare la polemica è stata la scelta di affidare cardinale statunitense Bernard Francis Law il compito di svolgere questa mattina in cattedrale nella solenne celebrazione eucaristica il panegirico della Santa. Polemiche roventi nate dal fatto che il cardinale Law, ex arcivescovo di Boston, nel 2002 finì al centro di una caso di risonanza internazionale perchè accusato di aver “coperto” per anni numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti, accusati di pedofilia, della sua diocesi e per questo poi dimessosi. Da lì il suo trasferimento a Roma, deciso dal pontefice del tempo Giovanni Paolo II, dove si trova oggi.
    La scelta del cardinale Law per tenere il panegirico della Patrona ha innescato una dura polemica che la Chiesa siracusana non intende comunque alimentare.
    «Ho avuto modo di conoscere il cardinale Law quando mi sono recato in pellegrinaggio a Roma con un gruppo di fedeli siracusani – ha spiegato l’arcivescovo di Siracusa mons. Salvatore Pappalardo -. Ci ha accolto in maniera fraterna nella Basilica di Santa Maria Maggiore dove era stato organizzato un momento di preghiera. Avendomi chiesto della mia Chiesa siracusana – ha concluso il Pastore della Chiesa siracusana –, mi è sembrato opportuno ricambiare la sua accoglienza e la sua preghiera in occasione dei festeggiamenti della nostra Patrona Santa Lucia».
    Diversa la valutazione di alcune associazioni, espressioni del variegato mondo della società civile, che hanno scelto di manifestare apertamente il loro dissenso. «Cari concittadini, credenti e non, ritenete che Mons. Pappalardo con questo invito abbia fatto cosa “buona e giusta”? – si legge tra l’altro in un volantino “firmato” da Arci, Arciragazzi, Associazione Libera Discussione, Centro Antiviolenza La nereide, Comitato 100 Donne, Comitato Parchi, Rete Centri Antiviolenza di Siracusa, Rinascita Arcigay Siracusa, Se Non Ora Quando Siracusa, Siracusa Città Aperta, Stonewall – Le associazioni, i gruppi e le aggregazioni spontanee di cittadini siracusani esprimono la loro indignazione per l’assoluta ed evidente inopportunità di tale scelta e ritengono che questa “ingombrante” presenza offenda la sacralità della Santa e delle migliaia di piccole vittime innocenti».
    Perplessità non le ha nascoste nemmeno il deputato nazionale di Futuro e Libertà Fabio Granata. «La pedofilia e i silenzi di parte della Chiesa sul tema hanno indignato l’opinione pubblica mondiale – ha commentato il parlamentare siracusano -. Per questo, pur nel rispetto delle valutazioni dell’Arcivescovo di Siracusa, ritengo un errore l’invito al Cardinale Law, per i festeggiamenti della Patrona di Siracusa. Sono solidale con quanti, credenti o meno, hanno esternato meraviglia per questa decisione»..

    http://www.arcigay.it/rassegna/festa-di-s-…-cardinale-law/

  • Pedofilia, prete condannato in appello

    Pedofilia, prete condannato in appello

    martedì 25 gennaio 2011

    La Corte d’appello di Catania ha sostanzialmente confermato la condanna dell’ex decano dello studio teologico accademico di Bressanone, Hansjoerg Rigger, accusato di possesso di materiale pedopornografico. In secondo grado la pena di 18 mesi, inflitta nel novembre 2007 dal tribunale di Siracusa, è stata ridotta a un anno. “Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna”, afferma la diocesi di Bolzano e Bressanone. Il sacerdote altoatesino era coinvolto nella inchiesta della procura di Siracusa contro la pedofilia. L’operazione denominata “Video prive” nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale. “E’ nostra intenzione – prosegue la nota – condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual è il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer”. La diocesi ribadisce, che “don Hansjoerg Rigger, che si è sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”.

    http://www.livesicilia.it/2011/01/25/pedof…ato-in-appello/

  • Condannato in appello don Hansjoerg Rigger, prete teologo, Cassazione dispone nuovo appello. Nell’inchiesta altri 2 preti

    Condannato in appello don Hansjoerg Rigger, prete teologo, Cassazione dispone nuovo appello. Nell’inchiesta altri 2 preti

    Pedopornografia: condannato il prete teologo

    SIRACUSA (15 novembre) – Arriva la prima condanna per la vasta operazione del Nucleo investigativo telematico della Procura della Repubblica di Siracusa contro la pedofilia denominata Video privè, che nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale.

    Il tribunale di Siracusa ha condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, e a duemila euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario di Nuovo testamento e Sacra scrittura. Il sacerdote dovrà anche risarcire l’associazione Telefono Arcobaleno, parte civile nel processo. Il Tribunale, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e del sostituto Antonio Nicastro, ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato e la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute nell’abitazione dell’imputato.

    L’operazione aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia. Il sito conteneva filmati di abusi sessuali, maltrattamenti e torture nei confronti di bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni. Le indagini del Nit permisero di identificare 186 italiani che avevano una password d’accesso.

    Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, Giovanni Arena, presidente di Telefono arcobaleno, l’associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia, parte civile al processo. «Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede – ha detto Arena – se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente».

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id…z=HOME_INITALIA

  • Pedopornografia: condannato il prete teologo

    Pedopornografia: condannato il prete teologo

    Pedopornografia: condannato il prete teologo

    SIRACUSA (15 novembre) – Arriva la prima condanna per la vasta operazione del Nucleo investigativo telematico della Procura della Repubblica di Siracusa contro la pedofilia denominata Video privè, che nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale.

    Il tribunale di Siracusa ha condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, e a duemila euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario di Nuovo testamento e Sacra scrittura. Il sacerdote dovrà anche risarcire l’associazione Telefono Arcobaleno, parte civile nel processo. Il Tribunale, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e del sostituto Antonio Nicastro, ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato e la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute nell’abitazione dell’imputato.

    L’operazione aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia. Il sito conteneva filmati di abusi sessuali, maltrattamenti e torture nei confronti di bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni. Le indagini del Nit permisero di identificare 186 italiani che avevano una password d’accesso.

    Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, Giovanni Arena, presidente di Telefono arcobaleno, l’associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia, parte civile al processo. «Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede – ha detto Arena – se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente».

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id…z=HOME_INITALIA

  • Perchè chiediamo la riduzione allo stato laicale di don Bruno Puleo

    Perchè chiediamo la riduzione allo stato laicale di don Bruno Puleo

    Da IMGPress – Il foglio elettronico
    (29/12/2006) – Il prete della Arcidiocesi di Agrigento che ha abusato di sette minori, fra cui Marco Marchese, lo abbiamo finalmente scovato.

    Si chiama don Bruno Puleo denunciato in Tribunale dove ha patteggiato la pena con 2 anni e 6 mesi e in sede civile dove deve rispondere della richiesta di un risarcimento di 65 mila euro per i danni procurati al giovane Marchese. Marchese ora ha 22 anni e studia Psicologia e deve dimenticare quel passato orribile vissuto nel Seminario minore vescovile di Favara dove, all’eta’ di 12 anni, in seconda media, venne abusato per la prima volta da don Puleo che era il suo educatore. Poi le violenze sessuali sono continuate fino a 16 anni.

    Abbiamo chiesto dove si trovasse questo prete e pensavamo che avesse abbandonato l’abito talare come prevede il Diritto Canonico e come la sua ammissione di colpevolezza davanti ai giudici avvenuta con il patteggiamento richiede. Anzi, nell’inchiesta i giudici hanno appurato che don Puleo, a suo tempo, aveva abusato di altri sei minori oltre all’ex seminarista Marchese.

    Ma questo ulteriore fatto non ha smosso neanche un po’ l’ anziano Arcivescovo di Agrigento mons. Carmelo Ferraro il quale ha allontanato don Puleo dalla Parrocchia della Trafigurazione di N.S.G.C. presso il Villaggio Giordano a Palma di Montechiaro per trasferirlo in un altro comune dell’agrigentino. Palma di Montechiaro (25 mila abitanti) fu fondata nel 1637 dal Principe Carlo Tomasi di Lampedusa, raggiunse il suo massimo splendore con il fratello duca Giulio, detto il ’Duca Santo’. Fino al 1812 – anno in cui vennero aboliti i diritti feudali in Sicilia – fu feudo dei Tomasi di Lampedusa che vi lasciarono tracce incancellabili in ogni campo della vita religiosa e culturale. A questa famiglia appartennero S. Giuseppe M. Tomasi, cardinale teatino, insigne per pietà e dottrina, e Suor M. Crocifissa della Consolazione, monaca del locale monastero morta nel 1699 in fama di santità. Nello scorso anno 1999 ne è stato celebrato il terzo centenario della morte con numerose manifestazioni religiose e culturali. Nel 1863 al nome Palma fu aggiunto l’appellativo ’di Montechiaro’ dal nome del vicino castello chiaramontano. Adesso, dopo lo scandalo, don Puleo e’ stato inviato nel Comune di Caltabellotta nella frazione di Sant’Anna (un paesino di 654 anime) nella Chiesa di San Pellegrino. C’e’ stata una retrocessione in un paesino di 654 anime: questa e’ la sanzione dell”Arcivescovo e poi stendere un velo pietoso sulle porcherie di don Puleo di cui ci sono le prove acclarate. Per mons. Ferraro e’ sufficiente trasferire il sacerdote da una parrocchia di prestigio ad una piccolissima in campagna. Poi passata la bufera e il periodo di penitenza, don Puleo ritornera’ in auge dopo il soggiorno a Caltabellotta comunità cristiana molto fiorente, come dimostrano i numerosi conventi, confraternite, chiese e opere d’arte, ma comune molto piccolo. Tra i personaggi illustri che vi operarono si possono ricordare il Beato Bernardo da Corleone, cappuccino, e il venerabile Padre Sebastiano Siracusa, carmelitano. La nostra posizione su don Puleo e’ identica a quella della Curia romana che nel 2002 fece questo documento che riportiamo integralmente: “Nei giorni 23-24 aprile 2002 si è svolto un incontro straordinario in Vaticano fra i Cardinali degli Stati Uniti, i responsabili della Conferenza Episcopale cattolica degli Stati Uniti e i capi di diversi uffici della Santa Sede sul tema dell’abuso sessuale di minori. I partecipanti desiderano anzitutto esprimere la loro unanime gratitudine al Santo Padre per le sue chiare indicazioni circa l’orientamento e l’impegno per il futuro. In comunione con il Papa, essi riaffermano alcuni principi basilari:
    1. L’abuso sessuale di minori è giustamente considerato un crimine dalla società ed è un terribile peccato agli occhi di Dio, specialmente quando è perpetrato da sacerdoti e da religiosi, la cui vocazione è di aiutare le persone a condurre una vita santa di fronte a Dio e agli uomini.
    2. È necessario manifestare alle vittime e alle loro famiglie un profondo senso di solidarietà, e provvedere ad una giusta assistenza affinché ritrovino la fede e ricevano cure pastorali.
    3. Anche se i casi di vera pedofilia da parte di sacerdoti e religiosi sono pochi, tutti i partecipanti hanno riconosciuto la gravità del problema. All’incontro, sono stati discussi i termini quantitativi del problema, dato che le statistiche al riguardo non sono molto chiare. Si è attirata l’attenzione sul fatto che quasi tutti i casi hanno visto coinvolti adolescenti, e pertanto non erano casi di vera pedofilia.
    4. Unitamente al fatto che non può essere scientificamente affermato un legame fra celibato e pedofilia, la riunione ha ribadito la validità del celibato sacerdotale come un dono di Dio alla Chiesa.
    5. Date le questioni dottrinali che sottostanno al deplorevole comportamento in questione, sono state proposte alcune linee di risposta:
    a. i Pastori della Chiesa devono chiaramente promuovere il corretto insegnamento morale della Chiesa e rimproverare pubblicamente le persone che diffondono dissenso e gruppi che propongono approcci ambigui nella cura pastorale;
    b. deve essere fatta senza indugio una nuova e seria Visita Apostolica di seminari e altri istituti di formazione, con particolare attenzione alla necessità della fedeltà all’insegnamento della Chiesa, specialmente nel campo morale, e di un più profondo studio dei criteri di idoneità dei candidati al sacerdozio;
    c. sarebbe appropriato che i Vescovi della Conferenza Episcopale cattolica degli Stati Uniti chiedessero ai fedeli di unirsi a loro nell’osservanza di una giornata nazionale di preghiera e di penitenza, in riparazione delle offese perpetrate e come supplica a Dio per la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime.
    6. Tutti i partecipanti hanno considerato questo tempo come una chiamata ad una maggiore fedeltà al mistero della Chiesa. Pertanto, essi vedono il tempo presente come un momento di grazia. Pur riconoscendo che criteri pratici di condotta sono indispensabili e urgentemente necessari, non possiamo sottovalutare, con le parole del Santo Padre, “la forza della conversione cristiana, quella decisione radicale di allontanarsi dal peccato e ritornare a Dio, che raggiunge i recessi dell’animo umano e può operare un cambiamento straordinario”. Allo stesso tempo, come affermato da Sua Santità, “la gente deve sapere che nel sacerdozio e nella vita religiosa non c’è posto per chi potrebbe far del male ai giovani. Deve sapere che i Vescovi e i sacerdoti sono totalmente impegnati a favore della pienezza della verità cattolica nelle questioni riguardanti la moralità sessuale, verità fondamentale sia per il rinnovamento del sacerdozio e dell’episcopato sia per il rinnovamento del matrimonio e della vita familiare”. E ancora, con le parole del Santo Padre, “non dobbiamo dimenticare l’immenso bene spirituale, umano e sociale, che la maggioranza dei sacerdoti e religiosi negli Stati Uniti hanno compiuto e stanno tuttora compiendo. La Chiesa cattolica nel vostro Paese ha sempre promosso i valori umani e cristiani con grande vigore e generosità, in un modo che ha aiutato a consolidare tutto ciò che è nobile nel popolo americano. Una grande opera d’arte può essere intaccata, ma la sua bellezza rimane; questa è una verità che ogni critico intellettualmente onesto deve riconoscere. Alle comunità cattoliche negli Stati Uniti, ai loro Pastori e membri, ai religiosi e alle religiose, ai docenti delle università e delle scuole cattoliche, ai missionari americani in tutto il mondo, vanno il ringraziamento, di tutto cuore, dell’intera Chiesa cattolica e quello personale del Vescovo di Roma”. Ecco, Monsignor Carmelo Ferraro, Arcivescovo di Agrigento, in questo documento si dice chiaramente che non c’e’ posto nella Chiesa per chi fa male ai giovani. Che bisogna chiedere scusa alle vittime della pedofilia e ai loro familiari. Che la pedofilia e’ un grave crimine. Che non vi puo’ essere alcun legame fra celibato e pedofilia. Per tutte queste ragioni, Mons.Ferraro, le chiediamo ancora una volta che si inginocchi nella Cattedrale di San Gerlando in Agrigendo, chieda perdono a questi sette giovani vittime di atti di pedofilia da parte di don Puleo. Infine, che don Bruno Puleo, sia sospeso a divinis e ridotto allo stato laicale in quanto indegno ad agire in nome e per conto di Cristo Capo.

    Alberto Giannino
    Presidente Adc – Associazione docenti cattolici
    Fonte:http://www.imgpress.it/

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    Venerdì, 29 dicembre 2006

  • SCOPERTA UNA RETE SU INTERNET: INCHIESTA IN TUTTA ITALIA, DENUNCIATI FUNZIONARI DI BANCA, DIRIGENTI DELLE POSTE E IMPRENDITORE

    SCOPERTA UNA RETE SU INTERNET: INCHIESTA IN TUTTA ITALIA, DENUNCIATI FUNZIONARI DI BANCA, DIRIGENTI DELLE POSTE E IMPRENDITORE

    Sacerdote arrestato per pedofilia: aveva una valigia di foto pornografiche

    Scoperta una rete su Internet: inchiesta in tutta Italia, denunciati funzionari di banca, dirigenti delle poste e imprenditore Sacerdote arrestato per pedofilia: aveva una valigia di foto pornografiche

    VERONA – Nelle prime pagine dei due siti Internet c’ erano le immagini di una ventina di dodicenni nude in pose sexy. Ma dietro quelle istantanee si nascondeva qualcosa di agghiacciante. Pagando un abbonamento mensile di cinquantamila lire era possibile accedere alla visione di duemila fotografie pornografiche: protagonisti centinaia di bambini dai sei mesi ai sette anni di età.

    Clienti delle chat: funzionari di banca, dirigenti delle Poste, manager, imprenditori, tutti denunciati a piede libero. E un prete, un parroco trentacinquenne di una comunità alle porte di Torino, arrestato l’ altro ieri perché trovato in possesso di una valigia piena di polaroid che lo ritraggono in atteggiamenti inequivocabili con ragazzini di varie età. Ad ammanettarlo, e a sequestrargli tra l’ altro materiale sadomaso, sono stati i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Verona. Il sacerdote, che ha ammesso ogni responsabilità, rischia dieci anni di galera.

    La legge sarà severa anche con le altre cinquantanove persone sparse in tutta Italia che dall’ inizio del 2000 si sono abbonate alla società russa organizzatrice del sito. Per tutti i pedofili si prevedono condanne da uno a cinque anni e multe da 5 a 100 milioni di lire. L’ indagine è della magistratura di Verona ed ha coinvolto, da Siracusa a Belluno, altre ventisette procure. Scoperto cosa si nascondeva dietro i siti specializzati in «russian girls», nel gennaio scorso un giudice ha deciso di mettere a disposizione dei carabinieri del comando provinciale due carte di credito per pagare l’ abbonamento.

    Pochi giorni ed ecco, attraverso l’ estratto conto della banca, il nome della società russa beneficiaria degli accrediti. Poi, l’ idea vincente: scrivere a tutti gli istituti di credito perché, attraverso le società di transazione, comunicassero i nomi e i cognomi di quanti avevano versato denaro al sito russo. Così si è formato e completato l’ elenco dei pedofili, tutti personaggi insospettabili e facoltosi. Tra questi anche il sacerdote il quale, messo di fronte all’ evidenza dei fatti, ha raccontato che da almeno tre anni conservava i documenti fotografici dei ragazzini che riusciva ad avvicinare e a circuire. L’ inchiesta è tutt’ altro che conclusa. La magistratura e i carabinieri sono convinti che le riproduzioni delle duemila fotografie oscene siano state cedute per soldi ad altri personaggi legati al mondo della pedofilia. Gli inquirenti vogliono anche risalire alle bambine, per lo più russe, che compaiono nude nelle pagine di presentazione del sito. Paolo Chiarelli
    Chiarelli Paolo
    Pagina 17
    (9 luglio 2000) – Corriere della Sera