Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • ECA CONFERENZA STAMPA 24 AGOSTO 2018

    ECA CONFERENZA STAMPA 24 AGOSTO 2018

    ECA NOTIZIE MONDIALI     #ECAinIreland

    Leader dei sopravvissuti e attivisti per reagire alla discussione sulla tutela dei minori al WMOF (World Meeting of Families – Meeting Mondiale delle Famiglie n.d.r.)

    Gruppo di sopravvissuti del mondo per convocare una conferenza stampa / gruppo, poco dopo la sessione della tutela dei minori al WMOF

    Alla conferenza stampa sarà presente l’ex membro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che è stato rimosso per essere stato troppo esplicito

    QUANDO: L’incontro inizierà alle 12.00 di venerdì 24 agosto. Il notiziario conferenza / tavola rotonda inizierà circa alle 12:15.

    DOVE: Redwood Suite 4, Ballsbridge Hotel, Pembroke Road, Ballsbridge, Dublino 4

    CHI: Sei importanti leader e attivisti sopravvissuti che sono membri di ECA (Ending Clergy Abuse), un progetto di giustizia mondiale volto a ritenere la chiesa cattolica responsabile per porre fine agli abusi sessuali del clero. Vedi i dettagli di seguito.

    CHE COSA: Primi sopravvissuti da tutto il mondo si riuniranno a mezzogiorno venerdì 24 agosto per rispondere all’unica sessione del World Meeting of Families sulla tutela dei bambini, prevista per venerdì mattina.

    L’argomento della sessione WMOF è “Salvaguardare i bambini e gli adulti vulnerabili”. A questa tavola rotonda saranno presenti due ex membri e un membro attuale della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.

    È l’unica discussione della conferenza WMOF di tre giorni sugli abusi sessuali del clero, nonostante il riaccendersi della tempesta mondiale intorno alla crisi.

    Alle 12.00, un’ora dopo la fine della discussione di salvaguardia WMOF, si riunirà un gruppo di importanti sopravvissuti, attivisti e esperti.

    La tavola rotonda reagirà alla sessione WMOF. Il gruppo di mezzogiorno discuterà anche sul perché la chiesa non può garantire la tutela dei bambini e degli adulti vulnerabili, salvaguardando al contempo i criminali abusatori del clero con la complicità dei vescovi.

    CHI – DETTAGLI:

    * Pete Saunders del Regno Unito, sopravvissuto agli abusi sessuali del clero, membro attivo della Pontificia Commissione per la protezione dei minori dal 2014 al 2016. È stato messo in congedo dopo aver criticato pubblicamente il Papa per aver difeso un vescovo cileno insabbiatore e il cardinale George Pell per il  trattamento crudele delle vittime. Pete ha fondato il NAPAC, l’Associazione nazionale per le persone maltrattate nell’infanzia.

    * Rev. Thomas P. Doyle, O.P. degli Stati Uniti, un prete domenicano e avvocato canonico, noto informatore che ha diffidato i vescovi degli Stati Uniti nel 1985. Tom ha svolto attività di perito in migliaia di casi di abuso in tutto il mondo.

    * Mark Vincent Healy di Dublino, sopravvissuto agli abusi sessuali di due preti irlandesi, uno dei primi sopravvissuti ad incontrare papa Francesco

    * Lieve Halsberghe del Belgio, leader attivista e ricercatore il cui lavoro ha portato molti abusatori alla giustizia

    * Matthias Katsch della Germania, sopravvissuto all’abuso di clero, portavoce di ECKIGER TISCH (Organizzazione di auto-aiuto delle vittime della violenza sessuale nelle istituzioni gesuite in Germania n.d.r.) e membro del Consiglio dei sopravvissuti tedesco

    * Peter Isely degli Stati Uniti, sopravvissuto agli abusi sessuali del clero, membro fondatore ed ex direttore del Midwest (1992-2017) di Survivors Network degli Abusati dei Sacerdoti (SNAP). Peter ha fondato l’unico programma mondiale di ricovero ospedaliero per i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero.

    CHI SIAMO:

    Ending Clergy Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che forza la Chiesa cattolica romana a porre fine all’abuso del clero, in particolare agli abusi sessuali su minori, al fine di proteggere i bambini e cercare giustizia per le vittime. I membri dell’assemblea di ECA rappresentano oltre 18 paesi e 4 continenti. http://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contactus@ecaglobal.org

  • Sopravvissuti del mondo a Papa Francesco: 3 cose deve fare ora per porre fine all’abuso del clero

    Sopravvissuti del mondo a Papa Francesco: 3 cose deve fare ora per porre fine all’abuso del clero

    Le parole richiedono piano e azione. Queste 3 azioni, dice il gruppo, agiranno contro abusi sessuali del clero e insabbiamenti

    Riconosciamo nuovi linguaggi e concetti nella lettera del Papa. L’abuso sessuale è un crimine e non solo un peccato. La copertura e il silenzio dei vescovi e della gerarchia sono complicità e devono essere trattati dalla giustizia criminale locale. Il Papa, per la prima volta, parla dell’importanza dell’eliminazione dei limiti della prescrizione degli abusi sessuali su minori, perché “il dolore e la verità non finiscono”. Questi nuovi concetti nella lettera di un Papa sono un passo, ma non un vero piano per porre fine alla “cultura dell’abuso e della copertura”, come ha affermato in una recente comunicazione all’inizio di quest’anno.

    Tuttavia, nella sua “Lettera al Popolo di Dio” da 2.000 parole, Papa Francesco non menziona né si impegna in un singolo passo concreto per risolvere la crisi degli abusi.

    Annunciando questa mancanza di specificità, l’organizzazione globale ECA (Ending Clergy Abuse), un gruppo di sopravvissuti e attivisti mondiali, provenienti da oltre 18 paesi e 4 continenti, chiede al Papa di impegnarsi immediatamente in un piano d’azione in 3 punti che agirà contro gli abusi sessuali del clero e gli insabbiamenti che sono una epidemia mondiale.

    “Questo è il momento decisivo per Papa Francesco”, ha dichiarato Mark Vincent Healy, membro di ECA e sopravvissuto agli abusi sessuali di due preti irlandesi. “È venuto nel nostro paese nel bel mezzo di un tumulto mondiale per gli abusi sessuali del clero. Non dovrebbe andarsene fino a quando non ci darà un piano per porre fine a questa crisi “.

    Secondo ECA, qualsiasi piano del Papa deve includere queste 3 azioni:

    1. Promulgare nel mondo tolleranza zero per ogni chierico abusatore e per la complicità di ogni superiore. Ciascun atto di abuso o copertura sessuale su minori, indipendentemente da quando si è verificato, comporterà la loro rimozione permanente dal ministero o dall’ufficio.
    2. Creare un registro pubblico mondiale di tutto il clero con accuse fondate di abusi sessuali. Ciò comincerebbe con la pubblicazione immediata dei 3.400 chierici giudicati colpevoli dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF). Questo proteggerà i nostri bambini e le nostre comunità.
    3. Dichiarare l’obbligo di denunciare abusi sessuali su minori attuali e passati alle autorità civili. Non segnalarlo dovrebbe significare la scomunica immediata

    Queste tre misure sono fondamentali per la promessa di non “risparmiare sforzi” per “creare una cultura in grado di impedire che tali situazioni accadano” e “di impedire la possibilità che queste vengano coperte e perpetuate”.

    Nessuna organizzazione può proteggersi da sola. La Chiesa cattolica non è un’eccezione e deve essere ritenuta responsabile. Secondo Matthias Katsch, membro di ECA e sopravvissuto in Germania, “qualunque cosa il Papa faccia internamente, la sua promessa può essere raggiunta solo con l’aiuto delle autorità civili. Una pulizia completa avverrà solo se si intensificheranno indagini e procedimenti a livello internazionale e statale “.

    CHI SIAMO

    Ending Clergy Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che costringe la Chiesa cattolica romana a porre fine all’abuso del clero, in particolare agli abusi sessuali su minori, al fine di proteggere i bambini e cercare giustizia per le vittime. I membri dell’assemblea della Corte rappresentano oltre 18 paesi e 4 continenti. http://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contactus@ecaglobal.org

    LINK:

    https://www.cbsnews.com/news/vatican-reveals-how-many-priests-defrocked-for-sex-abuse-since-2004/

  • I sopravvissuti e gli attivisti globali rispondono alla dichiarazione di Papa Francesco

    I sopravvissuti e gli attivisti globali rispondono alla dichiarazione di Papa Francesco

    I sopravvissuti e gli attivisti del mondo rispondono alla dichiarazione di Papa Francesco.
    La cultura dell’abuso è un “meccanismo” che vive nelle strutture e nelle leggi della Chiesa, dice il gruppo mondiale.
    Le leggi e le strutture della Chiesa devono cambiare, quindi la cultura dell’abuso finirà.

    Papa Francesco in una dichiarazione odierna, sta riconoscendo che ci sono “un numero significativo di chierici e persone consacrate” che sono stati coinvolti in attività criminali contro i bambini. Questo dovrebbe mettere fine a chiunque continui a credere che sia solo un piccolo numero di chierici coinvolti in questi crimini.

    Il Papa ha detto che “guardando al passato, nessuno sforzo per chiedere perdono e cercare di riparare il danno arrecato sarà mai sufficiente”. Sebbene ciò possa essere vero per il singolo sopravvissuto, ciò che Papa Francesco ha fatto finora per cambiare la struttura della chiesa non è chiaramente sufficiente, e questo è qualcosa che si può fare.
    Si è completamente perplessi perché non l’ha ancora fatto.

    Il Papa sembra credere che il problema degli abusi sessuali da parte del clero e l’insabbiamento dei vescovi sia un problema di “cultura” ecclesiale. Non è solo un problema culturale. È un sistema di leggi canoniche che consente ai sacerdoti di tutto il mondo di rimanere religiosi dopo aver abusato di bambini. È un sistema che consente ai vescovi di rimanere vescovi dopo aver coperto quei chierici. Ed è un sistema che permette al Vaticano di perpetuare o ignorare questa massiccia rete di abusi e insabbiamenti senza doverli modificare.

    Domenica scorsa, l’arcivescovo Diarmuid Martin di Dublino, che è il presidente del WMOF 2018 (Meeting Mondiale delle Famiglie n.d.r.), ha identificato correttamente dove vive questo male. Vive nelle “strutture che permettono o facilitano l’abuso”. Queste strutture che Martin affermava “devono essere abbattute e distrutte per sempre”. Martin lo descrisse come “meccanismi di copertura”. Sono questi meccanismi che creano la cultura della copertura e dell’insabbiamento, non il contrario.

    CONTACT
Peter Isely
ECA Founding Member and Spokesperson, United States survivor
peterisely@gmail.com, contactus@ecaglobal.org 
+14144297259 (available GMT)

José Andrés Murillo 
ECA Founding Member, Chilean Survivor
Executive Director Fundación para la Confianza
josemurillo@paralaconfianza.com,  contactus@ecaglobal.org
    +56997087182

    CHI SIAMO
    Ending Clergy Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che costringe la Chiesa cattolica romana a porre fine all’abuso del clero, in particolare agli abusi sessuali su minori, al fine di proteggere i bambini e cercare giustizia per le vittime. I membri dell’assemblea della Corte rappresentano oltre 15 paesi e 4 continenti. https://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contactus@ecaglobal.org

    LINKS
    http://press.vatican.va/content/salastampa/en/bollettino/pubblico/2018/08/20/180820a.html

  • L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    I Sopravvissuti agli abusi del Clero e attivisti all’Arcivescovo di Dublino: chiedere al Papa di rimuovere tre cardinali legati alla copertura degli abusi sessuali del clero dal WMOF (World Meeting of Families – Incontro Mondiale delle Famiglie n.d.r.)

    L’ECA si unisce alle richieste pubbliche che questi Cardinali siano indagati, non onorati

    I sopravvissuti irlandesi meritano più rispetto da visita papale, dice l’organizzazione

    Organizzazione apprezza gli sforzi di Martin per ottenere il tema degli abusi del clero nell’agenda papale

    Vedi: Lettera aperta al Arcivescovo Martin disponibile in http://www.ecaglobal.org/open-letter-to-archbishop-martin-from-eca/   (riportiamo traduzione in fondo n.d.r.)

    I sopravvissuti al clero e gli attivisti per i diritti umani stanno consegnando oggi una lettera aperta all’arcivescovo Diarmuid Martin di Dublino tramite un’organizzazione globale che ritiene il Vaticano responsabile per porre fine agli abusi del clero.

    Gli attivisti stanno spingendo Martin a chiedere al Papa di compiere tre azioni decisive, tra cui la rimozione dal World Meeting of Families (WMOF) di tre cardinali di fronte a seri interrogativi circa la protezione dei Vescovi sui loro fratelli sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali.

    I cardinali devono essere indagati, non onorati, dice il gruppo.

    “Siamo sbalorditi viste le recenti dichiarazioni del Papa di cambiare la cultura di abuso e copertura della chiesa, che questi cardinali non abbiano già volontariamente abbandonato i loro ruoli al WMOF”, ha detto Peter Isely, membro fondatore e portavoce del nuovo gruppo

     “Il loro risalto, in occasione della conferenza, non rispetta la sofferenza dei sopravvissuti irlandesi”.

    Il gruppo sta chiedendo a Martin di intensificare i suoi sforzi pubblici per rendere la crisi dell’abuso sessuale del clero un punto centrale nella prossima visita papale nel suo paese.

    La lettera a Martin è sponsorizzata dalla nuova organizzazione internazionale Ending Clergy Abuse (ECAglobal.org). ECA è un team globale di sopravvissuti, leader e attivisti, che ha avuto inizio con la visione e la concezione di sopravvissuta e attivista di fama internazionale, Barbara Blaine. Blaine è morta prima della prima assemblea di membri riuniti a Ginevra a giugno per il lancio dell’organizzazione (che rappresenta 15 paesi di 4 continenti).

    Il gruppo esorta Martin a richiedere tre azioni da parte del Papa prima della sua visita in Irlanda. Il Papa dovrebbe:

    1. Ordinare che tre cardinali di fronte a seri interrogativi e proteste pubbliche riguardo alla protezione dei Vescovi verso sacerdoti che hanno commesso abusi sessuali, vengano rimossi dai loro ruoli di spicco nel WMOF. Dovrebbero essere indagati, invece. I tre sono Cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti (vedi sotto).
    2. Riconoscere e incontrare pubblicamente i leader dei sopravvissuti dell’Irlanda durante la sua visita.
    3. Annunciare che il prossimo WMOF sarà dedicato all’impatto e alla prevenzione della violenza sessuale, in particolare della violenza sessuale del clero, sulle famiglie.

    Nella lettera, l’ECA sottolinea l’importanza di Francesco dimostrando che non tollererà nulla o nessuno, connesso al suo viaggio, che congedi, silenzi o mini l’esperienza dei traumi irlandesi dei sopravvissuti e la loro continua lotta per la giustizia. Ciò è particolarmente importante perché il Papa viene in Irlanda per l’Incontro mondiale delle famiglie (WMOF), che si concentra sull’importanza della famiglia come pietra angolare della vita, della società e della chiesa.

    “Nessuna singola forza ha devastato la vita familiare cattolica più dello stupro e della violenza sessuale dei bambini cattolici in tutto il mondo, da parte di sacerdoti, e la copertura di quei crimini da parte del Vaticano e dei membri della gerarchia”, ha affermato Isely.

    Riguardo ai tre cardinali, l’organizzazione scrive nella lettera a Martin: “Nessun vescovo che copra un altro vescovo dovrebbe essere considerato di fiducia per salvaguardare le famiglie cattoliche, e ancor meno per predicare al mondo la sacra e intrinseca dignità e significato della vita familiare”

    Riguardo alla sua richiesta di incontrare i leader dei sopravvissuti in Irlanda, il gruppo scrive: “Incontri privati con sopravvissuti anonimi sono sempre benvenuti, se condotti correttamente, ma non possono sostituire un dialogo pubblico con i leader dei sopravvissuti di tutto il mondo”.

    Riguardo alla loro terza raccomandazione, che il prossimo WMOF sia dedicato agli abusi sessuali del clero, il gruppo scrive: “La violenza sessuale è un’epidemia nel mondo moderno. La chiesa non può pretendere di affrontarla a meno che non affronti la violenza sessuale che è stata e viene perpetrata all’interno dei suoi meccanismi strutturali globali. Tale argomentazione, onesta e difficile, è perfettamente inserita nel prossimo WMOF”.

    Rappresentanti dell’ECA provenienti da Germania, Belgio, Stati Uniti e Regno Unito si recheranno in Irlanda da martedì 21 agosto fino a lunedì 27 agosto per unirsi ai sopravvissuti irlandesi per costringere l’azione della gerarchia cattolica a rispondere globalmente a questo problema mondiale.

    ECA sarà:

    (1) condividere un messaggio dei sopravvissuti di tutto il mondo sull’impatto degli abusi sessuali del clero sulle famiglie,

    (2) discutere della responsabilità del Papa, dei diplomatici e dell’attuale Pontificia Commissione per la protezione dei minori per arrestare la piaga degli abusi

    (3) la richiesta di intervento da parte della gerarchia cattolica e

    (4) la risposta come voce globale unificata alle diverse attività intorno al WMOF e alla visita del Papa in Irlanda.

    I membri dell’assemblea dell’ECA hanno viaggiato da 15 nazioni per affrontare la crisi degli abusi del clero e recentemente si sono riuniti con i funzionari dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e con il Comitato dei Diritti del Fanciullo per esplorare gli sforzi congiunti della Comunità Internazionale.

    CONTATTO

    Peter Isely

    ECA Socio Fondatore, Stati Uniti sopravvissuto.

    peterisely@gmail.com

    +14144297259

    CHI SIAMO

    Ending Clero Abuse (ECA) è un’organizzazione mondiale di sopravvissuti e attivisti per i diritti umani che costringono la Chiesa Cattolica Romana per porre fine abusi del clero, in particolare abusi sessuali, al fine di

    proteggere i bambini e per chiedere giustizia per le vittime. Membri dell’assemblea ECA rappresentano 15 paesi e 4 continenti. http://ecaglobal.org – @ENDCLERGYABUSE – contact@ecaglobal.org

    LINK

    INFORMAZIONE

    Nel mese di luglio, stretto collaboratore del cardinale Maradiaga e vescovo ausiliare in Honduras, il vescovo Juan José Pineda, è stato rimosso a causa di abuso sessuali a seminaristi . Secondo i rapporti, il comportamento di Pineda era di vecchia data e ben conosciuto da funzionari della chiesa, tra cui Maradiaga . Maradiaga sta affrontando anche le accuse di cattiva condotta finanziaria.

    Negli Stati Uniti, l’ex cardinale arcivescovo Theodore McCarrick di recente è stato rimosso dal ministero e del Collegio Cardinalizio. Egli è stato accusato di aver abusato sessualmente di almeno due minorenni  e di abusare e molestare sessualmente seminaristi e giovani preti. Le rivelazioni hanno portato a richieste da parte di cattolici di spicco per un’inchiesta indipendente sugli abusi sessuali dei seminaristi, inclusi i presunti crimini di McCarrick e la rete di funzionari della chiesa che ha coperto la sua condotta illecita.

    Come soci di McCarrick, cardinali Farrell e Wuerl si trovano ad affrontare le domande valide su ciò che sapevano di cattiva condotta di McCarrick. Sebbene i presunti abusi ai bambini da parte di McCarrick sono stati resi pubblici solo di recente, il suo comportamento predatorio nei confronti di seminaristi era un segreto di Pulcinella nella chiesa cattolica americana; è stato pubblicamente discusso e documentato on-line per anni. Nel 2005 e nel 2007, le diocesi del New Jersey pagati due risarcimenti alle sue vittime adulte. [Vedere questa utile linea temporale .] Sia Farrell che Wuerl negano di aver saputo della condotta illecita di McCarrick, ma le loro affermazioni sono state contestate dai commentatori cattolici ed esperti (vedere gli articoli 1 , 2 e 3 ).

    Kevin Farrell era vicario generale della McCarrick nella DC dell’arcidiocesi di Washington, ed a quanto riferito il suo protetto. Secondo un editorialista del National Review, una pubblicazione statunitense di stampo conservatore, “Farrell ha condiviso un appartamento con McCarrick per sei anni, anni in cui i risarcimenti venivano pagati nel New Jersey per i misfatti di McCarrick.” Farrell dice che non è vero che lui e McCarrick vivevano insieme.

    Il cardinale Wuerl è succeduto a McCarrick come Arcivescovo di Washington DC nel 2006, nel periodo in cui le diocesi del New Jersey si stavano sistemando con le vittime di McCarrick. Su una questione separata ma altrettanto grave: come vescovo di Pittsburgh 1988-2006, quando migliaia di  vittime degli Stati Uniti stavano segnalando il loro abuso alle diocesi, Wuerl non ha mai reso pubblico un elenco degli autori di reati, a differenza di più di 30 altri vescovi degli Stati Uniti e superiori religiosi. Si prevede che un rapporto della giuria, che sarà pubblicato la prossima settimana, indicherà  circa 90 preti accusati di Pittsburgh, molti dei quali sicuramente sono stati segnalati a Wuerl.

    Articoli correlati circa McCarrick e la sua rete:

    La verità su Cardinal McCarrick: La Chiesa cattolica ha bisogno di un’inchiesta in quello che i colleghi del cardinale pederasta sapevano, e quando , da Ross Douthat, New York Times, 25 luglio 2018

    Ultimi membri recensione di bordo: un’inchiesta indipendente sugli abusi seminarista necessari , da Heidi Schlumpf, National Catholic Reporter, 7 agosto 2018

    Il Cardinal McCarrick: tutti sapevano , da Rod Dreher, l’American Conservative (blog), 20 giugno 2018

    McCarrick, i Vescovi e Unanswered Question s, di JD Flynn, Catholic News Agency attraverso il National Catholic Register, 24 Luglio 2018

    Rete del cardinale McCarrick , da Rod Dreher, l’American Conservative, 20 luglio 2018

    Episcopale Beg per una politica chiara contro il Male , da Michael Dougherty Brendan, National Review, 26 luglio 2018

    Intervistare il cardinale Wuerl su McCarrick: Impossibile WTOP e gli altri fare di meglio? da Julia Duin, Get Religione blog, 30 luglio 2018

    Editoriale: vescovi dell’America non dovrebbero essere indagando uno di loro , New York Post, 9 agosto 2018

    Rivelazioni di US abusi sessuali cardinale forzeranno la mano del papa, da Nicole Winfield, Associated Press, 21 luglio 2018

    Timeline sulla vita, ministero, denunce di abusi Arcivescovile McCarrick mosse contro di lui , dal Catholic News Service via Catholic Register, 9 ago 2018

    Articoli correlati su Maradiaga:

    Papa Francesco Dimissioni del Vescovo honduregno accusati di abusi sessuali , National Catholic Register, da Edward Pentin, 20 Luglio, 2018

    Habla La Viuda estafada: “Maradiaga sabe todo lo que hace el obispo Pineda ” [La vedova condannato parla: “Maradiaga sa tutto ciò che il vescovo Pineda fa”], Criterio, 12 giugno 2018

    Gli ex seminaristi sostengono gravi illeciti sessuali da honduregno Vescovo Pineda , National Catholic Register, 4 marzo 2018

    Cardinale Maradiaga accusato di cattiva gestione finanziaria , Catholic News Agency 17 Dic 2017

    (traduzione Lettera aperta all’Arcivescovo Martin di Dublino):

    Lettera aperta all’Arcivescovo Martin di Dublino a nome dei sopravvissuti globali degli abusi sessuali del clero

    Dott.ssa Denise Buchanan – contact@ecaglobal.org – Sopravvissuto giamaicano, membro del Consiglio ECA Peter Isely – peterisely@gmail.com – Sopravvissuto degli Stati Uniti, membro fondatore della ECA e portavoce Fernando Brierley – fbrierley@gmail.com – Sopravvissuto cileno, membro fondatore della ECA

    10 agosto 2018

    Caro Arcivescovo Martin,

    Ending Clergy Abuse (ECAglobal.org) ti sta facendo appello a nome dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero di tutto il mondo.

    Siamo un’organizzazione che parla a nome dei sopravvissuti di diverse parti del mondo in cui si può trovare la Chiesa cattolica.

    I sopravvissuti all’abuso del clero formano insieme una comunità globale di dolore e solidarietà, memoria e testimonianza. Parlano in tutte le lingue della terra; sono di ogni colore della pelle; sono di tutte le età. Sono maschi e femmine; sono di diversi orientamenti sessuali; provengono da luoghi di privilegio e povertà. Ciò che condividono è che ognuno di loro è stato preso come un bambino dalla chiesa in un luogo di afflizione sessuale. Molti di loro sono ancora silenziosi e noi cerchiamo di essere la loro voce.

    ECAGlobal.org è grato per il fatto che insiste sul fatto che Papa Francesco debba affrontare la questione degli abusi sessuali del clero mentre si trova nel vostro paese. Ci sono tre cose che puoi chiedere al Papa prima di arrivare in Irlanda per dimostrare che non tollererà nulla o qualcuno connesso al suo viaggio che congeda, silenzia o mina l’esperienza delle sofferenze dei superstiti irlandesi e la loro continua lotta per la giustizia.

    Vi esortiamo, Arcivescovo, a chiedere al Papa di:

    1. Ordinare che tre cardinali che affrontano gravi domande e proteste pubbliche riguardo alla protezione dei vescovi fratelli che hanno commesso abusi sessuali siano rimossi dai loro ruoli di spicco nel WMOF. Dovrebbero essere investigati invece. I tre sono il cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e i cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti (vedi sotto).
    2. Riconosci e incontra pubblicamente i capi sopravvissuti dell’Irlanda durante la sua visita.
    3. Annuncia che il prossimo WMOF sarà dedicato all’impatto e alla prevenzione della violenza sessuale, in particolare della violenza sessuale del clero, sulle famiglie.

    In primo luogo, qualsiasi vescovo che copra un altro vescovo non dovrebbe essere considerato di fiducia per salvaguardare le famiglie cattoliche, e ancor meno per predicare al mondo la sacra e intrinseca dignità e significato della vita familiare. Siamo profondamente turbati dal fatto che tre cardinali che potrebbero aver protetto i vescovi violenti abusati (vedi sotto) stanno svolgendo ruoli significativi nel World Meeting of Families. I tre cardinali sono il cardinale Óscar Maradiaga dell’Honduras e i cardinali Kevin Farrell e Donald Wuerl degli Stati Uniti. Maradiaga sta conducendo un importante workshop presso WMOF. Farrell è un celebrante principale e un homilist. Wuerl è un oratore principale. Siamo stupiti di fronte al recente voto del Papa di cambiare la cultura di abuso e insabbiamento della chiesa, che questi cardinali non hanno già volontariamente abbandonato i loro ruoli di spicco nel WMOF.

    In secondo luogo, gli incontri privati ​​con sopravvissuti anonimi sono sempre benvenuti se condotti correttamente, ma non possono sostituire un dialogo pubblico con i leader sopravvissuti su come affrontare la crisi in Irlanda e nel mondo.

    In terzo luogo, la violenza sessuale è un’epidemia nel mondo moderno. La chiesa non può pretendere di affrontarla a meno che non affronti la violenza sessuale che è stata e viene perpetrata all’interno dei suoi meccanismi strutturali globali. Tali conversazioni oneste e difficili sono perfettamente posizionate nel prossimo WMOF.

    La sofferenza dei sopravvissuti irlandesi ha spostato il mondo e lo farà di nuovo, quando il Papa visiterà il tuo paese. Queste tre azioni di Francesco prima del suo arrivo, sollecitate da voi, onoreranno i loro sforzi storici e valorosi e daranno loro una misura del rispetto e della gratitudine che meritano.

    Cordialmente,

    Ending Clergy Abuse (ECA)

    contact@ecaglobal.org

    Membri fondatori della ECA

    Barbara Blaine (deceduta) – Stati Uniti

    Lieve Halsberghe – Belgio

    Evelyn Korkmaz – Canada

    Catalina Venegas – Cile

    Fernando Brierley – Cile

    José Andrés Murillo – Cile

    Juan Carlos Claret Pool – Cile

    Benjamin Kitobo – Congo

    Sara Oviedo – Ecuador

    Alexandre Hezez – Francia

    François Devaux – Francia

    Nadia Debbache – Francia

    Matthias Katsch – Germania

    Francesco Zanardi – Italia

    Simone Padovani – Italia

    Denise Buchanan – Giamaica

    Adalberto Méndez – Messico

    Alberto Athie – Messico

    Marek Lisińki – Polonia

    Miguel Hurtado – Spagna

    Jacques Nuoffer – Svizzera

    Jean-Marie Fürbringer – Svizzera

    Peter Saunders – Regno Unito

    George Mead – Stati Uniti

    Peter Isely – Stati Uniti

    Timothy Law – Stati Uniti

    INFORMAZIONI

    A luglio, lo stretto collaboratore del Cardinale Maradiaga e il vescovo ausiliare in Honduras, il vescovo Juan Jose Pineda, è stato rimosso a causa dei seminaristi che abusavano sessualmente. Secondo i rapporti, il comportamento di Pineda era di vecchia data e ben noto ai funzionari della chiesa, incluso Maradiaga. Maradiaga sta anche affrontando accuse di cattiva condotta finanziaria.

    Negli Stati Uniti, l’ex cardinale Arcivescovo Theodore McCarrick è stato recentemente rimosso dal ministero e dal Collegio cardinalizio. È stato accusato di aver abusato sessualmente di almeno due minorenni e di molestare e abusare sessualmente di seminaristi e giovani sacerdoti. Le rivelazioni hanno portato a richieste da parte di importanti cattolici per un’inchiesta indipendente sull’abuso sessuale dei seminaristi, inclusi i presunti crimini di McCarrick e la rete di funzionari ecclesiastici che hanno coperto la sua azione illecita.

    Come soci di McCarrick, i cardinali Farrell e Wuerl stanno affrontando domande valide su quello che sapevano della cattiva condotta di McCarrick. Sebbene i presunti assalti di bambini di McCarrick siano stati resi pubblici solo di recente, il suo comportamento predatorio nei confronti dei seminaristi era un segreto aperto nella chiesa cattolica americana; è stato discusso pubblicamente e documentato online per anni. Nel 2005 e nel 2007, le diocesi del New Jersey hanno pagato due insediamenti alle sue vittime adulte. [Vedi questa timeline utile.] Sia Farrell che Wuerl negano di aver saputo della trasgressione di McCarrick, ma le loro affermazioni sono state contestate da commentatori ed esperti cattolici (vedi articoli 1, 2 e 3).

    Kevin Farrell era vicario generale di McCarrick nell’arcidiocesi di Washington DC e, a quanto riferito, era il suo protetto. Secondo un editorialista della National Review, una pubblicazione conservatrice basata negli Stati Uniti, “Farrell ha condiviso un appartamento con McCarrick per sei anni, anni in cui gli insediamenti venivano pagati nel New Jersey per le misfatte di McCarrick.” Farrell dice che non è vero che lui e McCarrick vivevano insieme.

    Il cardinale Wuerl è succeduto a McCarrick come arcivescovo di Washington DC nel 2006, nel periodo in cui le diocesi del New Jersey si stavano sistemando con le vittime di McCarrick. Su una questione separata ma ugualmente seria: come vescovo di Pittsburgh dal 1988 al 2006, quando migliaia di vittime degli Stati Uniti riportavano i loro abusi sulle diocesi, Wuerl non ha mai reso pubblico un elenco di criminali, a differenza di oltre 30 altri vescovi e superiori religiosi statunitensi. Si prevede che un rapporto della giuria che sarà rilasciato la prossima settimana indicherà circa 90 preti di Pittsburgh accusati, molti dei quali sicuramente riferiti a Wuerl.

    Articoli correlati circa McCarrick e la sua rete:

    La verità su Cardinal McCarrick: La Chiesa cattolica ha bisogno di un’inchiesta in quello che i colleghi del cardinale pederasta sapevano, e quando , da Ross Douthat, New York Times, 25 luglio 2018

    Ultimi membri recensione di bordo: un’inchiesta indipendente sugli abusi seminarista necessari , da Heidi Schlumpf, National Catholic Reporter, 7 agosto 2018

    Il Cardinal McCarrick: tutti sapevano , da Rod Dreher, l’American Conservative (blog), 20 giugno 2018

    McCarrick, i Vescovi e Unanswered Question s, di JD Flynn, Catholic News Agency attraverso il National Catholic Register, 24 Luglio 2018

    Rete del cardinale McCarrick , da Rod Dreher, l’American Conservative, 20 luglio 2018

    Episcopale Beg per una politica chiara contro il Male , da Michael Dougherty Brendan, National Review, 26 luglio 2018

    Intervistare il cardinale Wuerl su McCarrick: Impossibile WTOP e gli altri fare di meglio? da Julia Duin, Get Religione blog, 30 luglio 2018

    Editoriale: vescovi dell’America non dovrebbero essere indagando uno di loro , New York Post, 9 agosto 2018

    Rivelazioni di US abusi sessuali cardinale forzeranno la mano del papa, da Nicole Winfield, Associated Press, 21 luglio 2018

    Timeline sulla vita, ministero, denunce di abusi Arcivescovile McCarrick mosse contro di lui , dal Catholic News Service via Catholic Register, 9 ago 2018

    Articoli correlati su Maradiaga:

    Papa Francesco Dimissioni del Vescovo honduregno accusati di abusi sessuali , National Catholic Register, da Edward Pentin, 20 Luglio, 2018

    Habla La Viuda estafada: “Maradiaga sabe todo lo que hace el obispo Pineda ” [La vedova condannato parla: “Maradiaga sa tutto ciò che il vescovo Pineda fa”], Criterio, 12 giugno 2018

    Gli ex seminaristi sostengono gravi illeciti sessuali da honduregno Vescovo Pineda , National Catholic Register, 4 marzo 2018

    Cardinale Maradiaga accusato di cattiva gestione finanziaria , Catholic News Agency 17 Dic 2017

  • Celle Ligure: incontro con il giornalista GIANLUIGI NUZZI e presentazione del libro “Peccato originale”.

    Celle Ligure: incontro con il giornalista GIANLUIGI NUZZI e presentazione del libro “Peccato originale”.

    Domenica sera, 15 luglio 2018. La piazza sul Lungomare Colombo si riempie ancora prima degli ospiti, è difficile trovare una sedia libera e anche il muretto dietro le sedie è gremito. Il volantino distribuito ricorda i vari eventi proposti per questa calda estate dalla Libreria Ubik di Savona, nell’ambito della manifestazione “Parole ubikate in mare”.

    Questa sera l’ospite è il giornalista Gianluigi Nuzzi con la presentazione del suo libro “Peccato originale. Conti segreti, verità nascoste, ricatti: il blocco di potere che ostacola la rivoluzione di Francesco”
    (Chiarelettere). Interviene il Presidente della Rete L’ABUSO Francesco Zanardi e introduce Renata Barberis.

    In questo nuovo libro, che segue altri tre libri dello stesso autore (“Vaticano Spa”, “Sua Santità”, “Via Crucis”), Gianluigi Nuzzi porta alla luce, con documenti inediti, carte dell’archivio Ior e testimonianze incredibili, gli scandali nella Chiesa dal Pontificato di Paolo VI fino ai nostri giorni. La capacità oratoria del giornalista cattura subito l’attenzione di tutti, dalla prima all’ultima parola, nonostante l’argomento sia vasto e complesso. Ripercorre i vari temi che collegano i tre fili rossi che lui chiama le tre S (il sangue, i soldi e il sesso) con narrazione di testimonianze e documenti molto concreti.

    Viene toccato anche il tema della pedofilia, degli scandali sessuali nella Chiesa. Gianluigi Nuzzi si domanda come sia possibile, in questo campo, affidarsi all’iniziativa dei singoli. Ricorda che Francesco Zanardi, Presidente dell’Associazione Rete L’ABUSO, è a sua volta una vittima di un prete pedofilo:

    “Un signore che ha subìto, ora ha una missione nella vita: quella di dare trasparenza. A questo punto siamo arrivati?! A chiedere alle vittime di sostituirsi ad altri?! Vi rendete conto come è straziante? E lui: questo è uno dei motivi per i quali lui vive, per cui fa benissimo a fare così. Ma noi come comunità, e soprattutto il Vaticano, non c’è un vago senso di vergogna rispetto a questo?”

    Nuzzi si domanda, e domanda ai cittadini, cosa ha fatto Papa Francesco su questo specifico aspetto, come la Chiesa sta affrontando il tema della pedofilia.

    Riconosce due grosse novità introdotte dall’attuale Papa:

    1) il Tribunale per giudicare i Vescovi accusati di insabbiamento (Motu Proprio “Come una madre amorevole” n.d.r.). Peccato però che – dichiara Nuzzi – nella sua esperienza anche recente, in tutti i casi in cui erano coinvolti Vescovi per omissione, sono rimasti tutti al loro posto. “Non risulta che siano stati perseguiti Vescovi che hanno coperto questi casi!”.

    2) la Commissione Pontificia per la Tutela dei Minori, alla quale partecipavano anche due rappresentanti delle vittime. “Dopo un anno, queste vittime se ne sono andate via sbattendo la porta perchè la commissione non stava facendo niente“. “Commissione inutile“

    Possiamo qui ascoltare l’estratto di questo passaggio.

    L’intervento di Gianluigi Nuzzi, è stato preceduto da una piccola intervista a Francesco Zanardi, Presidente dell’Associazione Rete L’ABUSO, che riconosce in Nuzzi un grande giornalista d’inchiesta.

    Zanardi ha ripercorso le varie fasi: dalla costituzione dell’Associazione, nata da un gruppo di otto vittime che, insieme, hanno deciso di fare qualcosa; fino ai nostri giorni, dove riconosciamo un accreditamento presso le Nazioni Unite insieme ad altri rappresentanti di 15 nazioni di 4 continenti. Rete L’ABUSO è partner di ECA (Ending Clerical Abuse), organismo internazionale che si batte per la lotta alla pedofilia clericale.

    Compito dell’Associazione è quello di monitorare gli spostamenti dei sacerdoti, offrire difesa legale alle vittime attraverso 16 avvocati su tutto il territorio nazionale iscritti al patrocinio gratuito, ma anche, e soprattutto, proporsi come “Rete” per contrastare la solitudine e l’isolamento che colpisce ogni vittima. Vi è quindi la possibilità che le vittime siano in contatto tra loro in una sorta di auto-aiuto, così come i familiari delle vittime che stanno vivendo la stessa drammatica esperienza.

    Francesco Zanardi ha trasformato il dolore e il dramma della sua vita in una “opportunità”, in qualcosa di positivo e costruttivo. Spiega molto bene il passaggio da vittima a sopravvissuto: vittima è colei che si sente emarginata, che vive da sola nel proprio destino che la devasta, che tenta almeno una volta di suicidarsi; sopravvissuto è viceversa colui che inizia ad affrontare, che “parte dal punto in cui si trova” per incominciare a costruire, per diventare persona attiva nella propria esistenza. E’ un passaggio fondamentale.

    Per chi non era presente a Celle Ligure il 15 luglio, riproponiamo il video integrale della serata.

  • E LE VITTIME? – Papa Francesco e la “cosetta cilena”

    E LE VITTIME? – Papa Francesco e la “cosetta cilena”

    Sfogliando i vari quotidiani di questi giorni, e seguendo le vicende legate alla pedofilia clericale, non ho potuto fare a meno di notare questo articolo apparso su Il Foglio on-line di ieri (24 giugno 2018).

    Colpisce profondamente la superficialità e la freddezza con la quale viene affrontato questo “problema” da parte di un vescovo: si parla del “peggio che è passato”, del card. Ezzati che “non può restare in sella” per non far “saltare l’operazione-pulizia”, della nomina dei nuovi vescovi in Cile dopo l’estate per andarci “con i piedi di piombo” perché lì “la gente li impiccherebbe”, bisogna “lasciar decantare le situazioni”.

    Nemmeno mezza parola per le vittime. Non dico un paragrafo o una intera frase, un pensiero compiuto per le vittime: nemmeno mezza parola! Tutto un discorso centrato soltanto sull’apparenza, sul salvare la faccia, sulla protezione del buon nome dell’istituzione. Nell’articolo non si nomina l’interlocutore del giornalista ma, chiunque sia, rende bene l’idea di come viene affrontato il “problema”: aspettare che le acque si calmino e fare qualcosa che abbia la parvenza di un intervento, far saltare qualche testa, sacrificarla, e tutto resta come prima. Triste.

    Tutto questo fa pensare che non vi sia la volontà di affrontare seriamente il problema, eppure le soluzioni sarebbero anche “facili”. Basterebbe chiedere alle vittime, che sono ben “informate” di come sia complesso il problema, perché loro lo sanno sulla loro pelle, non hanno bisogno di “studiare” o “analizzare” il problema, non hanno bisogno di mandare illustri ispettori.

    Abusare di un minore è un reato, il reato va denunciato alla Magistratura che farà le sue indagini ed istituirà un giusto processo. Chi compie un reato ne deve rispondere davanti alla legge. Chi è a conoscenza di un reato e non lo denuncia, ne è altrettanto colpevole se il reato viene reiterato, poiché poteva impedirlo e non lo ha fatto. Un reato che provoca un danno prevede che il danno venga risarcito. Non sembra difficile tutto questo!

    Vi è poi l’ulteriore aggravante della questione “morale”. Un prete che si macchia di un reato è sicuramente colpevole anche di un peccato gravissimo. E, se vogliamo credere davvero, da cattolici, che tutti possono salvarsi se si pentono e riparano, non è difficile nemmeno qui affrontare il problema: il sacerdote va aiutato a prender coscienza del gravissimo peccato che ha commesso, va aiutato a autodenunciarsi alla giustizia civile (se non è pronto a farlo da solo, provvederà il suo padre spirituale che, immaginiamo, voglia davvero si suo bene, ovvero la sua salvezza!), va aiutato ad affrontare il processo nella verità, va accompagnato in un percorso psicologico di aiuto, va affiancato nel riconoscimento del giusto risarcimento alla vittima, va affiancato nell’affrontare anche il processo canonico e le sue conseguenze. Anche tutto questo non sembra difficile!

    Eppure la realtà ecclesiastica è ben lontana. Le vittime sono una “scocciatura”… bisogna lasciar “calmare le acque”, come viene detto nell’articolo che qui sto commentando. Triste e disarmante. E il prete pedofilo, spostato in altra realtà, continua a fare altre vittime. E sembra andar bene a tutti, altrimenti non si comprende perché non si intervenga davvero drasticamente, con chiarezza.

    Ci sono preti che non condividono il comportamento della gerarchia ecclesiastica, ma rimangono in un silenzio assordante, non si sente la loro voce, e questo lascia pensare che siano “casi isolati”. E se non sono casi isolati perché non si sente la loro voce all’interno della Chiesa? Perché non si ha notizia di un solo sacerdote o vescovo che denunci un prete pedofilo? Perché non si ha notizia che siano i preti stessi a scandalizzarsi della gestione del problema della pedofilia? Questo le vittime non lo comprendono proprio.

    Il desiderio più grande, per ogni vittima, è quello di pensare che il dramma che ha devastato la sua vita, non si riproponga ad altri. Per sé stesso non può fare nulla per tornare indietro nel tempo: può solo continuare a vivere da sopravvissuto, con enorme fatica, una fatica inimmaginabile per chi non ci è passato o non vive a contatto con una vittima. Può solo lottare affinché altri vengano salvati da questo disastro. Nulla più.

    Una mamma cattolica (lettera firmata)

  • Comunicato Stampa; Le vittime di abusi a Ginevra per la visita del Papa chiedono riforme

    Comunicato Stampa; Le vittime di abusi a Ginevra per la visita del Papa chiedono riforme

    Le vittime di abusi saranno presenti a Ginevra giovedì 21 giugno, il giorno della visita di Papa Francesco, fuori dalle sedi che il Papa sta visitando, provvisti di cartelli con alcune richieste, esortando il Papa a fare “riforme sistemiche” alla Chiesa cattolica.

    “La tolleranza zero” deve essere “più di uno slogan“, dicono gli attivisti.

    Cosa:

    Tenendo i cartelloni fuori dal luogo in cui il Papa sarà presente quel giorno, i membri di una nuova organizzazione globale di sopravvissuti:

    • Sfideranno il Papa a usare il suo incontro con il Consiglio Ecumenico delle Chiese per impegnarsi in specifiche riforme per fermare l’insabbiamento in corso da parte dei ministri della chiesa cattolica in tutto il mondo;
    • Esorteranno il Papa a dare l’esempio ad altre chiese cristiane, ad ascoltare i sopravvissuti, garantire loro giustizia e proteggere meglio i bambini all’interno delle loro istituzioni;
    • Esorteranno il Papa a presentare un elenco di cambiamenti sistemici che la chiesa cattolica deve mettere in atto per fermare la cultura dell’abuso e dell’insabbiamento che il Papa stesso ha denunciato nella sua lettera al popolo cileno.

    Dove e Quando:

    • Ore 30 fuori dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, Route de Ferney 150, 1218 Le Grand-Saconnex, dove il Papa dovrebbe arrivare verso le 11.00 per una preghiera ecumenica.
    • Dalle 13.00 alle 14.00 davanti alle Bandiere delle Nazioni Unite (vicino a Broken Chair), veglia e incontro con la stampa.
    • Ore 15.30 fuori dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, dove il Papa terrà un discorso.
    • Ore 17.00 Centro congressi Palexbo, Route François-Peyrot 30, 1218 Le Grand-Saconnex, Svizzera, dove Papa Francesco celebrerà la messa in occasione del 75 ° anniversario della Conferenza mondiale delle chiese.

    Chi:

    Due dei membri fondatori di ECA (Ending Clergy Abuse), il nuovo gruppo multinazionale di attivisti anti-abuso cattolici. Insieme ad altri attivisti.

    Tra i dimostranti saranno presenti:

    • Matthias Katsch, un importante attivista sopravvissuto che fu uno dei primi a rivelare gli abusi diffusi nelle scuole dei Gesuiti in Germania, e
    • Jean-Marie Fürbringer, un attivista svizzero sopravvissuto, ex presidente di “Do not Speak of Sexual Abuse”, membro del gruppo SAPEC.

    Nel dettaglio:

    Il 21 giugno, Papa Francesco sarà presente a Ginevra per celebrare il 75 ° anniversario del Consiglio Mondiale delle Chiese. La visita del Papa fa seguito al suo rimprovero alla chiesa cilena e alla sua straordinaria lettera al popolo cileno in cui ha promesso “mai più” alla “cultura della violenza” della Chiesa, così come il sistema di occultamento che consente il perpetuarsi della stessa … ” http://w2.vatican.va/content/francesco/es/letters/2018/documents/papa-francesco_20180531_lettera-popolodidiocile.html

    Tuttavia, nonostante l’ammissione del Papa rispetto alla copertura sistematica, non si è impegnato per nessuna riforma specifica del sistema della Chiesa. La retorica del Papa porterà a un cambiamento concreto?

    Sorprendentemente, nonostante 16 anni di rivelazioni di insabbiamenti nella chiesa, il Vaticano non ha ancora creato un metodo sistematico per identificare, indagare e punire vescovi e superiori religiosi che consentono le aggressioni sessuali di bambini e adulti vulnerabili.

    Un nuovo gruppo multinazionale di sopravvissuti e attivisti di spicco di nome ECA (Ending Clergy Abuse) ha creato un elenco di riforme disperatamente necessarie.

    Il gruppo richiamerà Papa Francesco a:

    • Rendere effettiva la “tolleranza zero”: rendere la “tolleranza zero” una legge universale della Chiesa. Un religioso che molesta bambini, adolescenti o persone vulnerabili, anche una volta, deve essere rimosso definitivamente dal proprio ministero.
    • Fermare l’insabbiamento: il Papa deve rendere effettiva l’iniziativa del 2015 della istituzione di un tribunale per giudicare vescovi e superiori religiosi complici, deve inoltre ordinare a tutti i funzionari della chiesa di denunciare le accuse alle autorità giudiziarie.
    • Porre fine del “segreto papale”: deve aprire gli archivi delle diocesi per le indagini! Deve dimostrare trasparenza e rendere accessibili i nomi e le storie di assegnazione di tutti i 3.400 chierici giudicati colpevoli dal Vaticano 2004 al 2013.
    • Dimostrare trasparenza: i processi della Chiesa devono rispettare le vittime e dare loro accesso a protocolli e registri.
    • Porre fine ai limiti di prescrizione: deve ordinare ai vescovi di smettere di bloccare l’abrogazione dei termini di prescrizione. Alle vittime deve essere consentito l’accesso ai sistemi giudiziari laici. Le azioni civili espongono segreti scomodi.
    • Istituire una Commissione internazionale di inchiesta e giustizia: istituire una commissione internazionale di persone indipendenti alle quali le vittime, in particolare dall’Africa, dall’Asia, dai Caraibi e dall’America latina, possano rivolgersi per il riconoscimento e il risarcimento che non potrebbero altrimenti ottenere nei loro paesi.
    • Controllare gli ordini religiosi: smettere di lasciare che ordini religiosi attivi in tutto il mondo (ad esempio, gesuiti e francescani) usino il loro complesso stato giurisdizionale per eludere la responsabilità, sia dentro che fuori dalla chiesa.

    Contatti:

    In Geneva:

    Matthias Katsch, Germany, mail: makazade@gmail.com (German, English, Spanish),

    mobile +49 178 1674838

    Jean-Marie Fürbringer, Switzerland, mail: jean.furbringer@gmail.com, (French, English)

    mobile +41795388721

    In Office:

    Denise Buchanan, Jamaica, mail: contactus@ecaglobal.org (English)

    WhatsApp: +13109802770

    ECA Team pics

  • Papa Francesco accetta le dimissioni dei tre vescovi cileni coinvolti nello scandalo pedofilia

    Papa Francesco accetta le dimissioni dei tre vescovi cileni coinvolti nello scandalo pedofilia

    Accolte dimissioni dei rappresentanti delle diocesi di Osorno, Valparaiso e Puerto Montt

    By Maria Antonietta Calabrò

    Dopo averle respinte negli anni passati per ben due volte (come da lui stesso rivelato sul volo di rientro dal Cile), Papa Francesco ha accettato le dimissioni del vescovo di Osorno, Juan Barros, uno dei preti della fraternità sacerdotale del prete abusatore Fernando Karadima, diventato vescovo durante il Pontificato di Giovanni Paolo II, quando era segretario di Stato Angelo Sodano, in precedenza per dieci anni (dal 1978 al 1988) nunzio apostolico in Cile.

    Buona la terza, insomma.

    Le proteste contro Barros sono state sempre più forti dopo che Francesco lo aveva nominato, nel 2015, vescovo della piccola città dell’estremo sud del Paese, Osorno, visto che le vittime di Karadima lo avevano accusato di aver assistito agli abusi o di averli ignorati, circostanze sempre negate dal vescovo che ha 61 anni e quindi è ben lontano dalla età canonica per il pensionamento. Prima di Osorno, Barros aveva ricoperto ben più importante responsabilità vescovili. Nell’aprile 1995 era stato nominato vescovo ausiliare di Valparaiso da Giovanni Paolo II. Nel novembre 2000 vescovo di Iquique e nel 2004, sempre Giovanni Paolo II lo nominò vescovo castrense (cioè l’ordinario militare del Paese).

    Insieme a Barros sono state accettate le dimissioni di altri due vescovi del Cile: le tre diocesi sono di fatto commissariate con la nomina di un amministratore apostolico.

    Proprio domani, ad Osorno inizierà una missione pastorale dell’arcivescovo di Malta Charles Scicluna e del padre Jordi Bartomeu che in primavera, avevano investigato il caso. “Un nuovo giorno è cominciato per la Chiesa cattolica del Cile”, ha twittato Juan Carlos Cruz, il sopravvissuto agli abusi di Karadima che ha accusato Barros per anni e che davanti alla richiesta del Papa di volere prove ha risposto pubblicamente, lo scorso gennaio, che non avrebbe potuto scattarsi un selfie mentre Karadima lo violentava e, secondo la sua testimonianza, Barros assisteva. “La banda di delinquenti vescovi… è stata disintegrata oggi”, ha commentato Cruz.

    Non è forse casuale che la Sala Stampa della Santa Sede abbia resa nota l’accettazione delle dimissioni di Barros (già pubblicata da due giorni dalla Diocesi locale), durante il primo giorno della venticinquesima riunione del C9, cioè del Consiglio dei cardinali che aiuta il Pontefice nel governo della Chiesa universale. C9 di cui fa parte il cardinale cileno Errazuriz, (consacrato vescovo il 6 gennaio 1995 da Giovanni Paolo II, nel 1996 nominato vescovo titolare di Valparaiso, promosso arcivescovo di Santiago del Cile, e quindi primate della Paese, il 24 aprile 1998, ufficio che ha ricoperto per dodici anni, fino al 15 dicembre 2010, dopo essere stato creato cardinale da Giovanni Paolo II nel concistoro del 21 febbraio 2001). Nel 1985, Karadima, un sacerdote molto influente e vicino all’elite cilena degli anni della dittatura del generale Pinochet, era stato nominato parroco titolare della parrocchia di El Bosque nel comune di Providencia de Santiago de Chile, dove è rimasto fino al 2006. Fu condannato definitivamente dalla Congregazione per la dottrina della fede già nel 2011, per pedofilia. Le associazione delle vittime di Karadima, nel maggio, 2014 denunciarono il cardinale Errazuriz di aver coperto gli abusi del parroco del Bosque, davanti al Comitato contro la Tortura dell’Onu (CAT) a Ginevra, e nonostante questo era stato nominato Francesco nel C9.

    A tutt’oggi, il Vaticano non ha ancora presentato il suo rapporto al CAT sulla revisione delle sue politiche nei confronti della pedofilia del clero che erano state richieste in ben 9 punti nel 2014. Il giudizio del Comitato sul Vaticano e la Sante Sede è atteso tra fine luglio e iniziò di agosto. Intanto sono iniziate le procedure per la nomina di un nuovo cardinale Decano del Sacro Collegio, anche in considerazione del fatto che Angelo Sodano il prossimo novembre compirà 90 anni.

    https://www.huffingtonpost.it/2018/06/11/scandalo-pedofilia-papa-francesco-accetta-la-rinuncia-di-tre-vescovi-cileni_a_23455842/

  • Il giovane Giggi

    Il giovane Giggi

    L’ho visto per l’ultima volta ad aprile, quando da Savona scesi a Napoli per sostenere il suo papà, un sopravvissuto. In quella occasione ha voluto lasciarmi il suo letto e la sua stanza per dormire, un gesto di ospitalità e di gratitudine per l’aiuto che in questi anni l’Associazione ha dato a Diego Esposito.

    La prima volta che lo incontrai fu nel 2012, era piccolino Giggi, era buono, un ragazzo di cuore che non doveva morire a 18 anni.

    Non sapevo se scrivere, è difficile ma ho pensato che alla mamma al papà e ai sui due fratelli, anche se non serve a risolvere le cose, facesse piacere sapere che sono state decine le chiamate oggi, i ragazzi della Rete L’ABUSO si stringono intorno a voi.

    Francesco Zanardi

    Presidente Rete L’ABUSO

  • Commissione per la Tutela dei minori, il Papa approverà definitivamente lo statuto

    Commissione per la Tutela dei minori, il Papa approverà definitivamente lo statuto

    Lo rende noto un comunicato dell’organismo a conclusione della plenaria di aprile. I 16 membri a confronto con il Survivor Advisory Panel della Chiesa di Inghilterra e Galles

    SALVATORE CERNUZIO
    CITTÀ DEL VATICANO

    Papa Francesco ha annunciato la sua intenzione di confermare definitivamente lo statuto della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Lo rende noto un comunicato dell’organismo presieduto dal cardinale arcivescovo di Boston Sean O’Malley, diffuso oggi pomeriggio, a conclusione della plenaria primaverile che si è svolta a Roma.

    Lo statuto, pubblicato l’8 maggio 2015, era stato approvato il successivo 21 aprile ad experimentum per tre anni dal cardinale segretario di Stato Parolin per mandato del Pontefice; la bozza, all’epoca, era stata presentata per l’approvazione dal cardinale O’Malley.

    I 16 membri della Commissione, otto uomini e otto donne, tra cui alcune vittime di abusi, nominati a febbraio scorso e provenienti dai cinque continenti, sono stati ricevuti dal Papa ieri mattina sabato 21 aprile. I contenuti dell’udienza non sono stati resi noti dalla Sala Stampa della Santa Sede, al contrario di quanto avvenuto per l’udienza di fine plenaria del 21 settembre 2017, quando Papa Francesco rivolse ai membri un forte discorso tutto a braccio in cui ribadì la volontà di «non concedere la grazia» a nessun sacerdote che si fosse macchiato del reato di pedofilia.

    Nel corso dell’incontro di ieri mattina, i membri della Pontificia Commissione hanno spiegato al Papa su quali priorità si concentrerà il loro lavoro, avviato ormai quattro anni fa. Tali priorità si riflettono nei seguenti gruppi di lavoro: “lavorare con i sopravvissuti”, “istruzione e formazione”, “linee di base e standard di protezione”.

    I gruppi sono «parte integrante» della struttura di lavoro della Commissione. Nei mesi che intercorrono tra le due plenarie annuali previste dagli statuti, questi team conducono ricerche e progetti in aree fondamentali per la missione di rendere la Chiesa «una casa sicura» per bambini, adolescenti e adulti vulnerabili. Ovvero l’obiettivo primario per cui il Papa decise di istituire un organo consultivo anti-abusi in Vaticano con un chirografo del 2014.

    Tra le novità della plenaria di aprile va segnalato l’incontro dei 16 commissari pontifici con i membri del Survivor Advisory Panel (Sap), comitato consultivo per i sopravvissuti nato in seno alla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles per garantire che la National Catholic Safeguarding Commission (Ncsc) possa ricevere informazioni appropriate e tempestive oltre che suggerimenti sulle azioni da condurre a favore delle vittime.

    Come informa la nota pubblicata oggi, l’incontro tra i due organismi rientra nell’impegno costante con cui la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori vuole garantire che le idee e il contributo delle persone che hanno subito abusi marchino tutti gli aspetti del lavoro.

    Da parte loro, gli ospiti inglesi hanno affermato che l’essere stati ascoltati in modo così attento dai membri di un organismo vaticano li ha «responsabilizzati»: «Hanno potuto vedere che la loro condivisione e il mettere le vittime al primo posto avevano un impatto sulla Commissione».

    Uno dei componenti del Survivor Advisory Panel ha dichiarato infatti: «Spero che la nostra visita aiuti la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori a sviluppare una rete più ampia di sopravvissuti che sono disposti a consigliare e sostenere il lavoro in corso della Commissione in modo analogo».

    O’Malley e gli altri membri si dicono anche grati al gruppo del Sap «per aver condiviso così generosamente le proprie conoscenze ed esperienze con l’Assemblea. Ciò aiuterà la Commissione a sviluppare modi efficaci per integrare la voce delle vittime e dei sopravvissuti nella vita e nel ministero della Chiesa».

    Durante la plenaria, infine, la Commissione anti-abusi ha ascoltato le presentazioni su: “I risultati della Royal Commission australiana”; “La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia” e “Il ruolo delle comunità di fede nel superare il trauma degli abusi”.

    Come accennato, Papa Francesco ha rinnovato l’organigramma della Commissione pontificia il 17 febbraio 2018, alcuni mesi dopo la scadenza del mandato di tutti i membri. Tre dei quali si erano volontariamente dimessi: l’ex vittima Marie Collins, oltre un anno fa, suscitando grande scalpore; la psicologa francese Catherine Bonnet, specializzata in violenze sessuali su minori; Peter Saunders, anche lui sopravvissuto, già sospeso dal febbraio 2016 dopo aver espresso durissime critiche al cardinale George Pell in una tv australiana su presunti casi di insabbiamenti, infine dimessosi volontariamente a dicembre 2017, pochi giorni prima dello scadere del mandato.

    Attualmente fanno parte della Commissione pontificia nove nuovi commissari: suor Jane Bertelsen, F.m.d.m. (Gran Bretagna); suor Arina Gonsalves (India); Ernesto Caffo (Italia, fondatore e presidente del Telefono azzurro); Neville John Owen (Australia); Benyam Dawit Mezmur (Etiopia); Nelson Giovanelli Rosendo dos Santos (Brasile); Myriam Wijlens (Paesi Bassi); Sinalelea Fe’ao (Tonga); Teresa Kettelkamp (Stati Uniti d’America). Sono invece stati riconfermati: Gabriel Dy-Liacco (Filippine); monsignor Luis Manuel Alì Herrera (Colombia); padre Hans Zollner, SJ (Germania); Hanna Suchocka (Polonia); suor Kayula Lesa, RSC (Zambia); suor Hermenegild Makoro, CPS (Sud Africa); monsignor Robert Oliver (Usa). Confermato anche il cardinale O’Malley come presidente.

    http://www.lastampa.it/2018/04/22/vaticaninsider/commissione-per-la-tutela-dei-minori-il-papa-approver-definitivamente-gli-statuti-o8s2xUG5Ql8xPy9SYJD4XI/pagina.html