Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Spoleto

  • Scoppia il caso del prete condannato

    Scoppia il caso del prete condannato

    Quando si dice le coincidenze. Nello stesso giorno in cui l’Onu ha accusato il Vaticano di «aver sistematicamente adottato politiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi su minori e all’impunità dei sacerdoti colpevoli», la chiesa veronese è finita al centro delle polemiche dopo il servizio delle «Iene» sul prete condannato per molestie sessuali dal tribunale di Spoleto e trasferito a fare il parroco nella Bassa.
    I fatti risalgono al 2005. Quattro ragazze di 14 anni denunciano don Paolo Biasi per averle «palpeggiate in diverse occasioni al seno». Nel 2008 parte il processo. Nel 2010 il religioso viene condannato a un anno e mezzo con la condizionale e al risarcimento di 20mila euro a due delle vittime costituitesi parte civile.
    Per l’avvocato Laura Modena si tratta di una «sentenza che grida vendetta» e consiglia il ricorso in appello. Don Paolo non vuole andare avanti, rinuncia al secondo grado di giudizio pur dichiarandosi innocente.
    Rimosso già all’apertura delle indagini dalla parrocchia umbra di Castel Ritaldi, viene spedito a Verona, sua città natale. Qui, dopo essere stato mandato dal vescovo Zenti a fare il cappellano a Castelletto di Brenzone per tre anni, quattro mesi fa è stato «reintegrato» e messo alla guida della parrocchia di Ca’ degli Oppi. Si arriva così all’altra sera al servizio della «iena» Pablo Trincia che ha reso pubblico il passato di don Paolo intervistando due delle quattro ragazze molestate e venendo direttamente nel paese della Bassa a parlare con lui e con monsignor Zenti. Il servizio del giornalista gira attorno ad una semplice domanda, ripetutamente rivolta a don Paolo e al vescovo: «È opportuno che un sacerdote condannato per molestie sessuali sia messo a insegnare catechismo a bambini e ragazzini? Non poteva la diocesi trovargli un’altra collocazione a servizio di malati, anziani, carcerati o dietro ad una scrivania? Non è pericoloso lasciarlo ancora a contatto di minori dopo quello che ha fatto? Oppure il Vaticano non riconosce la giustizia italiana che ha emesso una condanna diventanta definitiva con la rinuncia al ricorso?».
    La recita di continue «Ave Maria» è stata la risposta alle domande da parte dello stesso don Paolo mentre il vescovo Zenti ha cercato di spiegare che «bisogna conoscere e dire la verità», che don Paolo «va bene lì dov’è adesso», che «non si può trattare la gente in questo modo, è una violenza, un’aggressione che non accetto».
    A spiegare con calma la posizione della Chiesa è don Bruno Fasani, direttore dell’ufficio stampa della diocesi di Verona. «Innanzittutto va premesso che don Paolo ha un’indole particolarmente aperta, è un prete “amicone”, abbraccia i suoi parrocchiani e cerca una vicinanza fisica oltre che spiriturale con loro: non lo dico io», precisa don Fasani, «ma fior fiore di esperti del comportamento che hanno avuto modo di studiare don Paolo arrivando a definire il suo modo di rapportarsi alle persone tipico di un adolescente, con grandi manifestazioni di cordialità. Ora, relativamente ai fatti incresciosi, sarebbe accaduto tutto una notte di Natale: dopo la messa, la sacrestia s’è riempita di gente per lo scambio di auguri e c’erano anche le due ragazzine che proprio in quella situazione sarebbero state molestate. Sono tornate a casa e hanno raccontato tutto ai genitori. Da lì, è partita la denuncia». Continua don Fasani: «Il fatto che don Paolo abbia potuto in mezzo a tanti parrocchiani, in sacrestia, toccare le ragazzine, è sembrato inverosimile a tutti e il processo è stato affrontato con la certezza che sarebbe finito in una bolla di sapone. Invece, arriva la condanna. Il vescovo di Spoleto d’accordo con il nostro monsignor Zenti decide allora di far tornare don Paolo a Verona. Viene mandato per tre anni a Castelletto di Brenzone, nel convento delle suore, a fare il cappellano». Una sorta di «punizione» in attesa di chiarire, fuori dalle aule di tribunale, la posizione del sacerdote che continua a proclamarsi innocente. «Il vescovo Zenti», prosegue don Fasani, «seguendo le indicazioni di Roma sottopone don Paolo ad alcuni test medici eseguiti da professori del comportamento che confermano che, al di là di atteggiamenti adolescenziali privi però di ogni valenza libidica, è persona che non ha alcun tipo di problema dal punto di vista della pedofilia». L’esito dell’esame viene mandato alla Santa Sede alla Congregazione della dottrina per la fede che conclude: «Può tornare a fare il prete».
    «Forte del giudizio di esperti e del nulla osta del Vaticano», conclude don Fasani, «il vescovo Zenti lo trasferisce da Castelletto a dirigere la parrocchia di Ca’ degli Oppi. E a prova che non ha nulla da tenere nascosto a nessuno, scrive ai parrocchiani una lettera che è stata letta in chiesa per annunciare il suo arrivo e spiegare l’intera vicenda». In alcuni passaggi in cui ricostruisce la vicenda parla di «affettuosità nello scambio degli auguri natalizi», di «anni nei quali, soprattutto per tramite dei media, con disinvoltura si mescolavano accuse vere con accuse montate o inconsistenti», di un don Paolo che «ha vissuto la vicenda con angoscia e ha chiesto di non procedere all’appello perchè non se la sentiva di sottoporsi ancora per lungo tempo a quel calvario mediatico che era stato usato contro di lui». Termina il vescovo: «Sono state svolte approfondite indagini compiute in sede diocesana e presso la Santa Sede in seguito alle quali don Paolo è risultato del tutto innocente… Se si fosse rivelato che era realmente colpevole di molestie sessuali non ve lo avrei certo mandato come parrocco. Come vescovo me ne assumo la responsabilità». L’invito per e-mail, poi, a una parrocchiana che chiedeva chiarimenti: «Accogliete don Paolo con amore e pregate per lui che ha già sofferto abbastanza».
    Conclude don Fasani: «La facenda è delicata ma dobbiamo stare attenti che la foga di vedere preti pedofili dapperttutto porti a criminalizzare anche chi è innocente».

    Camilla Ferro

    http://www.larena.it/stories/dalla_home/641536_una_folla_in_preghiera_per_il_parroco/

  • Verona, sospetto Prete pedofilo al lavoro in parrocchia?

    Verona, sospetto Prete pedofilo al lavoro in parrocchia?

    Verona, sospetto Prete pedofilo al lavoro in parrocchia?
    Scritto da S.M.
    martedì, 23 febbraio 2010 10:11

    Le maggiori agenzie di stampa (Ansa, APconm etc) il 12 febbraio 2010 riportano la notizia della condanna, da parte del Tribunale di Spoleto, di un prete accusato di pedofilia. La sentenza non è definitiva e sono stati annunciati opposti ricorsi da parte delle famiglie delle quattro bambine e del difensore del condannato.

    Il punto però è un altro, i fatti risalgono al 2005 il processo inizia nel 2007: nel frattempo dove ha lavorato l’imputato?

    Seguiamo la Costituzione e quindi nessuno è colpevole fino alla condanna definitiva, ma un po’ di prudenza è d’obbligo, anche perchè non mancano certo le case di riposo per anziani in cui impiegare un prete.

    L’interessato invece, secondo le migliori tradizioni, è stato riportato a Verona (da quanto risulta dal sito del Centro Missionario Diocesanoparrocchia di Forette “In questi mesi sono rientrati dalla missione don Paolo Biasi (dalla diocesi di Spoleto), ora parroco a Forette”. dal dicembre 2007 alla

    La notizia, ci dicono, non ha trovato spazio sul quotidiano locale (omonimo di un famoso monumento) e sul giornale della Curia veronese. Mentre altri, come il Corriere del Veneto non raccontano dove sia finito questo fantomatico “sacerdote veronese”.

    Qualche particolare:

    Dal sito della parrocchia della Beata Vergine Maria (Borgo Nuovo-Verona) veniamo a sapere che lì è nata la vocazione di don Paolo Biasi (nato il 24/5/1968) “ammesso tra i candidati al diaconato: Giovedì Santo 28.03.1991; istituito Lettore: sabato 07.12.1991; istituito accolito: martedì 08.12.1992; ordinato diacono: domenica 08.05.1994; Ordinato sacerdote: sabato 03.06.1995”.

    Non sappiamo (ancora) se abbia esercitato il suo mestiere nella diocesi di Verona o sia stato subito mandato via, in pellegrinaggio da parrocchia a parrocchia. Ci segnalano che dal sito della pro loco di Savelli (una frazione di Norcia) risulta che don Paolo Biasi è stato parroco della località per tre anni e mezzo fino al 6 ottobre 2002, quando è stato ufficialmente nominato parroco di Castel Ritaldi (Pg), dove si sarebbero verificati i fatti di pedofilia per i quali è stato condannato.

    I motivi del trasferimento da Savelli a Castel Ritaldi non sono stati resi noti, come sempre in questi casi. Dice il sito della pro loco che “don Paolo è stato veramente particolare: contestatore e contestato; innovatore e conservatore; contestato e non”.

    Secondo l’Arcivescovo Fontana Paolo Biasi, che ha poi “seminato”, applicando le norme dettate dal sinodo diocesano e costruendo l’attuale oratorio che è “una meraviglia” (La Voce di Spoleto )

    Nel gennaio 2007 lo spostamento all’Abbazia di S. Eutizio in Prec, secondo Spoletoonline per mancanza di preti di nazionalità italiana.

     

  • Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato

    Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato

    Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato
    La decisione del Tribunale di Spoletto su fatti del 2005

    Un sacerdote di 47 anni, che operava in alcune parrocchie di Spoleto, è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale locale di molestie sessuali nei confronti di quattro minorenni che all’epoca dei fatti avevano tra i 14 e i 15 anni di età. Reati che sono valsi una condanna a 1 anno e 5 mesi. L’ex parroco dovrà risarcire anche con 10mila euro le quattro minorenni. Le molestie sono avvenute tra il 2005 e il 2006, e furono direttamente denunciate dai genitori dopo le rivelazioni delle figlie. Ha annunciato ricorso in Appello l’avvocato, Laura Modena, del sacerdote che da tre anni non vive più in Umbria. Il condannato si è sempre definito innocente e di aver tenuto un comportamento rispettoso.

    Spoleto, prete veneto molestava ragazzine
    Condannato a un anno e cinque mesi

    12/02/2010

    Il giudice ha condannato il sacerdote veneto accusato di molestie sessuali su 4 adolescenti

    Spoleto. Il tribunale di Spoleto ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, ex parroco in uno dei centri della zona, per avere molestato sessualmente quattro ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14-15 anni. Il religioso ha comunque sempre respinto l’accusa, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. Il processo – del quale si legge oggi sui giornali locali – si è svolto a porte chiuse.

    L’ex parroco dovrà anche risarcire con 10 mila euro ciascuna due delle quattro ragazze che si sono costituite parte civile. Il tribunale ha comunque disposto la sospensione e la non menzione della condanna. Le presunte molestie avvennero – secondo l’accusa – dal dicembre 2005 al marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. L’indagine venne avviata dopo che le adolescenti avevano riferito quanto successo ai genitori.

    Il sacerdote è originario del Veneto e da tempo non vive più in Umbria. Secondo il suo difensore, l’avvocato Laura Modena, al religioso è stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto. Il legale ha comunque annunciato appello contro la sentenza.

    abusi su minori
    Condannato sacerdote veneto,
    accuse di molestie sessuali su adolescenti
    Il parroco dovrà risarcire con 10 mila euro due delle quattro ragazze (al tempo avevano 14-15 anni). Gli abusi sarebbero avvenuti nell’oratorio della chiesa

    SPOLETO (Perugia) – Il tribunale di Spoleto ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, ex parroco in uno dei centri della zona, per avere molestato sessualmente quattro ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14-15 anni. Il religioso ha comunque sempre respinto l’accusa, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. Il processo – del quale si legge sui giornali locali – si è svolto a porte chiuse. L’ex parroco dovrà anche risarcire con 10 mila euro ciascuna due delle quattro ragazze che si sono costituite parte civile. Il tribunale ha comunque disposto la sospensione e la non menzione della condanna.

    Le presunte molestie avvennero – secondo l’accusa – dal dicembre 2005 al marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. L’indagine venne avviata dopo che le adolescenti avevano riferito quanto successo ai genitori. Il sacerdote è originario del Veneto e da tempo non vive più in Umbria. Secondo il suo difensore, l’avvocato Laura Modena, al religioso è stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto. Il legale ha comunque annunciato appello contro la sentenza.

    12 febbraio 2010

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/12-febbraio-2010/condannato-sacerdote-veneto-accuse-molestie-sessuali-adolescenti-1602452291491.shtml

    ABUSI SESSUALI SU MINORI, SACERDOTE CONDANNATO 
    Scritto da Diego Aguiari
    Venerdì 12 Febbraio 2010 15:00
    Questo articolo è stato letto: 8 volte
    stuproDopo oltre 4 anni dal reato, il tribunale di Spoleto (Perugia) ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, originario del Veneto, con l’accusa di aver molestato sessualmente quattro minorenni che all’epoca dei fatti avevano tra i 14 e i 15 anni.

    Il sacerdote nonostante le pesanti accuse si è sempre professato innocente rivendicando con … … forza la propria correttezza di comportamento.

    La sentenza del tribunale condanna inoltre il religioso a dover risarcire con 10 mila euro ciascuna, due delle quattro ragazze costituitesi parte civile. Il tribunale ha disposto la sospensione e la non menzione della condanna.

    Secondo l’accusa le molestie delle ragazze avvennero dal Dicembre del 2005 al Marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. Le indagini vennero avviate dopo la segnalazione dell’accaduto da parte delle ragazze ai propri genitori.

    Secondo il legale difensore del parroco, l’avvocato Laura Modena, è stata riconosciuta al religioso l’attenuante per la lieve entità del fatto, è stato comunque annunciato l’appello contro la sentenza del tribunale.

  • Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato La decisione del Tribunale di Spoletto su fatti del 2005

    Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato La decisione del Tribunale di Spoletto su fatti del 2005

    Umbria/ Molesta quattro ragazzine: prete condannato
    La decisione del Tribunale di Spoletto su fatti del 2005

    Un sacerdote di 47 anni, che operava in alcune parrocchie di Spoleto, è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale locale di molestie sessuali nei confronti di quattro minorenni che all’epoca dei fatti avevano tra i 14 e i 15 anni di età. Reati che sono valsi una condanna a 1 anno e 5 mesi. L’ex parroco dovrà risarcire anche con 10mila euro le quattro minorenni. Le molestie sono avvenute tra il 2005 e il 2006, e furono direttamente denunciate dai genitori dopo le rivelazioni delle figlie. Ha annunciato ricorso in Appello l’avvocato, Laura Modena, del sacerdote che da tre anni non vive più in Umbria. Il condannato si è sempre definito innocente e di aver tenuto un comportamento rispettoso.

    Spoleto, prete veneto molestava ragazzine
    Condannato a un anno e cinque mesi

    • 12/02/2010

    Il giudice ha condannato il sacerdote veneto accusato di molestie sessuali su 4 adolescenti

    Spoleto. Il tribunale di Spoleto ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, ex parroco in uno dei centri della zona, per avere molestato sessualmente quattro ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14-15 anni. Il religioso ha comunque sempre respinto l’accusa, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. Il processo – del quale si legge oggi sui giornali locali – si è svolto a porte chiuse.

    L’ex parroco dovrà anche risarcire con 10 mila euro ciascuna due delle quattro ragazze che si sono costituite parte civile. Il tribunale ha comunque disposto la sospensione e la non menzione della condanna. Le presunte molestie avvennero – secondo l’accusa – dal dicembre 2005 al marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. L’indagine venne avviata dopo che le adolescenti avevano riferito quanto successo ai genitori.

    Il sacerdote è originario del Veneto e da tempo non vive più in Umbria. Secondo il suo difensore, l’avvocato Laura Modena, al religioso è stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto. Il legale ha comunque annunciato appello contro la sentenza.

    Condannato sacerdote veneto,
    accuse di molestie sessuali su adolescenti
    Il parroco dovrà risarcire con 10 mila euro due delle quattro ragazze (al tempo avevano 14-15 anni). Gli abusi sarebbero avvenuti nell’oratorio della chiesa

    SPOLETO (Perugia) – Il tribunale di Spoleto ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, ex parroco in uno dei centri della zona, per avere molestato sessualmente quattro ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14-15 anni. Il religioso ha comunque sempre respinto l’accusa, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. Il processo – del quale si legge sui giornali locali – si è svolto a porte chiuse. L’ex parroco dovrà anche risarcire con 10 mila euro ciascuna due delle quattro ragazze che si sono costituite parte civile. Il tribunale ha comunque disposto la sospensione e la non menzione della condanna.

    Le presunte molestie avvennero – secondo l’accusa – dal dicembre 2005 al marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. L’indagine venne avviata dopo che le adolescenti avevano riferito quanto successo ai genitori. Il sacerdote è originario del Veneto e da tempo non vive più in Umbria. Secondo il suo difensore, l’avvocato Laura Modena, al religioso è stata riconosciuta l’attenuante della lieve entità del fatto. Il legale ha comunque annunciato appello contro la sentenza.

    12 febbraio 2010

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/12-febbraio-2010/condannato-sacerdote-veneto-accuse-molestie-sessuali-adolescenti-1602452291491.shtml

    ABUSI SESSUALI SU MINORI, SACERDOTE CONDANNATO 

    Scritto da Diego Aguiari
    Venerdì 12 Febbraio 2010 15:00
    Questo articolo è stato letto: 8 volte
    stuproDopo oltre 4 anni dal reato, il tribunale di Spoleto (Perugia) ha condannato a un anno e cinque mesi di reclusione un sacerdote di 47 anni, originario del Veneto, con l’accusa di aver molestato sessualmente quattro minorenni che all’epoca dei fatti avevano tra i 14 e i 15 anni.

    Il sacerdote nonostante le pesanti accuse si è sempre professato innocente rivendicando con … … forza la propria correttezza di comportamento.

    La sentenza del tribunale condanna inoltre il religioso a dover risarcire con 10 mila euro ciascuna, due delle quattro ragazze costituitesi parte civile. Il tribunale ha disposto la sospensione e la non menzione della condanna.

    Secondo l’accusa le molestie delle ragazze avvennero dal Dicembre del 2005 al Marzo del 2006 nell’oratorio della chiesa. Le indagini vennero avviate dopo la segnalazione dell’accaduto da parte delle ragazze ai propri genitori.

    Secondo il legale difensore del parroco, l’avvocato Laura Modena, è stata riconosciuta al religioso l’attenuante per la lieve entità del fatto, è stato comunque annunciato l’appello contro la sentenza del tribunale.

  • PALPEGGIO’ 4 BAMBINE: CONDANNATO EX PARROCO DI SPOLETO

    PALPEGGIO’ 4 BAMBINE: CONDANNATO EX PARROCO DI SPOLETO

    PALPEGGIO’ 4 BAMBINE: CONDANNATO EX PARROCO DI SPOLETO
    Il sacerdote era presente in aula al momento della lettura. Difesa annuncia ricorso in appello. 20mila € alle parti civili

    Spoleto – 11/02/2010 22:21
    PALPEGGIO’ 4 BAMBINE: CONDANNATO EX PARROCO DI SPOLETO

    Colpevole di aver molestato 4 bambine. E’ questa la decisione a cui sono arrivati i giudici del Tribunale di Spoleto (Avenoso, Fornaci e Laudenzi) che hanno condannato l’ex parroco di Castel Ritaldi accusato di aver molestato le bimbette a 5 mesi di reclusione. Si chiude così il processo avviato il 26 giugno del 2008 a seguito delle denunce presentate dai genitori delle quattro ragazzine. La vicenda risale al 2005, quando le vittime confidarono ai rispettivi genitori delle particolari attenzioni ricevute dal sacerdote, P.B., appartenente alla diocesi di Verona ma inviato presso quella di Spoleto per reggere la parrocchia di Castel Ritaldi. Il parroco le avrebbe palpeggiate almeno in due occasioni, una delle quali il giorno di Natale, quando le 4 bimbette si erano recate in Chiesa.

    Un processo delicato, svolto sempre a porte chiuse, durante il quale sono state ascoltate anche le ragazzine (all’epoca dei fatti minori di 14 anni). Alla notizia delle denunce la diocesi di Spoleto intervenne immediatamente allontanando il parroco da Castel Ritaldi.

    P.B., che ha sempre respinto le accuse, ha preso parte a tutte le udienze. Era in aula anche oggi, quando i giudici hanno letto la sentenza. La pubblica accusa (Albano) aveva chiesto 18 mesi di reclusione. Disposto anche il risarcimento di 20.000 euro complessivi a 2 delle quattro famiglie che si erano costituite parte civile. La difesa del sacerdote, affidata all’avvocato Laura Modena del foro di Perugia, ha annunciato ricorso in appello.

    www.tuttoggi.info/articolo-20746.php


    L’identità del prete è facilmente ricostruibile

    www.spoletonline.com/index.php?sezi…ria&paginafrom=

    11 Gennaio 2007 alle 17:48:01
    Trasferimenti di parroci per le necessità della Chiesa diocesana

    Il primo dell’anno don Artemio Bastianini, parroco di Montefalco, ha lasciato definitivamente la parrocchia per andare missionario in Brasile, nell’arcidiocesi di Porto Velho, capitale della Rondonia. Al suo posto è stato nominato don Alessandro Lucentini, sinora Rettore del seminario diocesano e parroco di S. Sabino in Spoleto. L’ultima tranche del ripristino degli edifici sacri danneggiati dal terremoto, che nella sua fase finale richiede particolare attenzione e cura, e le scadenze cogenti che sono state poste dalle autorità civili, hanno fatto ritenere necessario che mons. Giampiero Ceccarelli, Vicario Episcopale per la ricostruzione, fosse sollevato dai suoi incarichi pastorali presso la parrocchia dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, dove, invece, si è destinato don Paolo Biasi, sinora parroco di S. Gregorio in Nido in Castel Ritaldi. E’, infatti, necessario che in quella assai grande parrocchia, collegata al più insigne monumento della tradizione monastica del nostro territorio, sia presente almeno un sacerdote di nazionalità italiana, per offrire collaborazione all’Arcivescovo, insieme ai sacerdoti non italiani che già lodevolmente operano in Abbazia. La grave malattia di mons. Tommaso Chianella, parroco dei Santi Domenico e Francesco in Spoleto, e lo stato di salute di altri sacerdoti ancor più avanzati d’età e assai malandati, richiedono speciale attenzione da parte della Curia Arcivescovile e la unanime preghiera di tutti i fedeli cattolici che hanno a cuore la loro Chiesa diocesana.

    www.cmdverona.it/viewArticle.asp?PK=76

  • Palpeggiamenti a minorenni: condannato a cinque mesi ex parroco di Castel Ritaldi

    Palpeggiamenti a minorenni: condannato a cinque mesi ex parroco di Castel Ritaldi

    11 Febbraio 2010 alle 23:25:05
    Palpeggiamenti a minorenni: condannato a cinque mesi ex parroco di Castel Ritaldi
    Avrebbe abbracciato e toccato quattro ragazzine sotto i 14 anni di età

    di Daniele Ubaldi

    Cinque mesi di reclusione e 20mila euro di risarcimento a due delle quattro famiglie delle sue vittime. Ha avuto termine oggi, in udienza collegiale al tribunale di Spoleto, il processo all’ex parroco 47enne di Castel Ritaldi, accusato e infine riconosciuto colpevole di aver palpeggiato

    quattro minorenni, fra marzo del 2005 e dicembre 2006. In particolare, la sera della vigilia di Natale di quattro anni fa il parroco – nel frattempo allontanato dal piccolo comune Umbro – dopo aver celebrato la messa avrebbe abbracciato una minorenne all’interno della sagrestia, palpeggiandole il seno. L’uomo, originario di Verona, avrebbe ripetuto il gesto qualche giorno dopo, a Norcia, dove si stava svolgendo un campus. Il collegio giudicate, composto dai giudici Laudenzi, Avenoso e Fornaci, ha condannato il prete accogliendo solo in parte le richieste del pubblico ministero Albano, che voleva 18 mesi di reclusione. L’avvocato difensore Laura Modena ha annunciato ricorso in appello non appena ascoltata la lettura della sentenza. Presente in aula, come per tutta la durata del processo, anche il diretto interessato.

    www.spoletonline.com/index.php?page=articolo&id=130387

     

  • Spoleto: molestie sessuali in sacrestia

    Spoleto: molestie sessuali in sacrestia

    Un anno e cinque mesi al sacerdote che intanto si è trasferito in Veneto; il parroco è stato condannato dopo le accuse di quattro ragazze

    I giudici hanno creduto al racconto choc di quattro ragazzine, all’epoca dei fatti solo quattordicenni.

    Così lui, l’ex parroco di Castel Ritaldi, è stato condannato a un anno e cinque mesi di reclusione oltre che al pagamento dei danni morali, quantificati in diecimila euro, per ciascuna delle parti civili (solo due delle quattro adolescenti erano voluto andare fino in fondo).

    I soldi – per espressa volontà delle vittime – saranno devoluti all’associazione italiana per la lotta contro i tumori infantili.

    Si conclude così un processo iniziato oltre tre anni fa e che è stato molto complesso e delicato tanto da spaccare letteralmente in due l’opinione pubblica della comunità in cui il sacerdote operava. Secondo l’accusa le molestie si sarebbero perpetrate nella sacrestia della chiesa durante le ore di oratorio. Il parroco, che ha sempre respinto ogni addebito, si è trasferito in Veneto da tempo. Il suo legale ha già annunciato il ricorso.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/spoleto-molestie-sessuali-in-sacrestia-243805/

  • QUATTRO RAGAZZE DI SPOLETO ACCUSANO IL PARROCO DI MOLESTIE SESSUALI

    QUATTRO RAGAZZE DI SPOLETO ACCUSANO IL PARROCO DI MOLESTIE SESSUALI

    QUATTRO RAGAZZE DI SPOLETO ACCUSANO IL PARROCO DI MOLESTIE SESSUALI

    Quattro ragazzine di Spoleto sostengono di essere state molestate dall’ex parroco di Castel Ritaldi: palpeggiamenti al seno, carezze lungo le gambe, che il prete, 45 anni, originario di Vicenza, avrebbe compiuto nei confronti delle minori, approfittando della loro ingenuità poiché all’epoca dei fatti erano appena quattordicenni.

    I fatti sarebbero avvenuti nella sacrestia della chiesa tra il dicembre del 2005 e il marzo del 2006. Le ragazzine sarebbero rimaste talmente turbate da essere costrette ad abbandonare l’oratorio e la parrocchia. Poi le confidenze ai genitori e le conseguenti denunce. E’ iniziato il processo presso il Tribunale di Spoleto.

  • Slitta il processo al parroco accusato di pedofilia da quattro minorenni

    Slitta il processo al parroco accusato di pedofilia da quattro minorenni

    Slitta il processo al parroco accusato di pedofilia da quattro minorenni
    Due delle famiglie si sono costituite parte civile. A settembre le testimonianze delle ragazzine

    di Daniele Ubaldi

    Nulla di fatto, questa mattina presso il tribunale di Spoleto, per la causa penale che vede sul banco degli imputati l’ex parroco di Castel Ritaldi, accusato di aver abbracciato e palpeggiato quattro minorenni. I fatti risalirebbero al periodo intercorrente fra marzo del 2005 a dicembre

    In particolare, la sera della vigilia di Natale di tre anni fa il parroco – che nel frattempo è stato allontanato dal piccolo comune Umbro – dopo aver celebrato la messa avrebbe abbracciato una minorenne all’interno della sagrestia, palpeggiandole il seno. L’uomo, che ha 45 anni ed è originario di Verona, avrebbe ripetuto il gesto qualche giorno dopo, a Norcia, dove si stava svolgendo un campus. Questa mattina si sono costituite parti civili le famiglie di due delle minorenni. Nell’udienza di oggi, inoltre, le quattro ragazzine avrebbero dovuto fornire la propria versione dei fatti davanti ai giudici ma, vista l’assenza di alcune di loro, il processo è stato rinviato al prossimo settembre.

    http://www.spoletonline.com/index.php?page=articolo&id=125315

  • SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE
    Aveva una parrocchia a Castel Ritaldi. Udienza rinviata a settembre. Le attenzioni sarebbero state rivolte a 4 bambine

    Area Vasta – 12/02/2009 20:05
    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA: LE FAMIGLIE DI DUE MINORI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE

    Udienza a porte chiuse quella che si è tenuta stamani davanti ai giudici del Tribunale di Spoleto (Avenoso, Fornaci, Laudenzi) che vede quale imputato un ex parroco di Castel Ritaldi accusato di pedofilia. Questa mattina i genitori di due delle quattro bambine che sostengono di esser state molestate si sono costituite parte civile. In aula era presente anche il prete, che nel frattempo è stato allontanato dalla parrocchia spoletina, difeso dall’avvocato Laura Modena del foro di Perugia. Le bambine, stando all’accusa, confidarono ai genitori di aver ricevuto delle attenzioni molto particolari. L’udienza è stata rinviata a settembre prossimo quando in aula saranno ascoltate le quattro ragazzine.