Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Spagna: 10 sacerdoti e 2 laici imputati d’abusi su minorenni

    Spagna: 10 sacerdoti e 2 laici imputati d’abusi su minorenni

    Madrid – Il Tribunale di Granada, titolare dell’inchiesta su 10 sacerdoti e due laici imputati di presunti abusi sessuali commessi fra il 2004 e il 2007 su due minorenni che all’epoca dei fatti avevano 14 e 17 anni, ha tolto oggi il segreto istruttorio sulla vicenda.

    Gli imputati, fra i quali un professore di religione, erano stati arrestati nel novembre scorso ed erano poi tornati in libertà rimanendo tuttavia imputati a piede libero per presunti abusi commessi nell’ultimo decennio.

    L’inchiesta, secondo fonti giudiziarie, vede come principale sospettato un sacerdote indicato come il promotore di una banda di maniaci chiamata “Los Romanes” o “Romanones”, dal nome del principale imputato, don Roman Martinez. Banda che si sarebbe resa responsabile di «una condotta degradante e vessatoria» nei confronti di almeno uno dei due denuncianti, per due anni vittima di abusi.

    Questi, dopo aver informato in passato l’arcivescovado di Granada senza ottenere risposte soddisfacenti, si era rivolto a Papa Francesco. E il Pontefice, in una conversazione telefonica avuta nei mesi scorsi, si era mostrato personalmente interessato a seguire il caso.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2015/01/27/AResGPKD-minorenni_sacerdoti_imputati.shtml

  • Prescritto padre Aldo Mercurio per abusi sulla nipote di 3 anni, Catanzaro. Prete cappuccino di Montauro predica su facebook e vittima tenta il suicidio

    Prescritto padre Aldo Mercurio per abusi sulla nipote di 3 anni, Catanzaro. Prete cappuccino di Montauro predica su facebook e vittima tenta il suicidio

    Archivio . AdnAgenzia . 2001 . 10 . 09

    PEDOFILIA: CALABRIA, FRATE CAPPUCCINO ACCUSATO DI ATTI LIBIDINE
    DA ANNI ABUSAVA DELLA NIPOTINA CHE POI HA TENTATO IL SUICIDIO
    Catanzaro, 9 ott. – (Adnkronos) – La procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di un frate cappuccino, A.M. di 66 anni, che per anni avrebbe compiuto atti di libidine su una sua pronipote minorenne. Il frate, secondo la magistratura inquirente, avrebbe cominciato ad abusare della nipote gia’ dal 1995, quando questa aveva appena 11 anni. Gli abusi, di cui la madre della piccola era drammaticamente a conoscenza, sarebbero avvenuti fino a quando la bambina, ormai adolescente, non ha tentato di suicidarsi per la disperazione.

    Dalla indagini, infatti, e’ emerso che la bambina aveva raccontato degli abusi in un tema in classe e che l’insegnate ne aveva informato la madre. La signora, pero’, non volle denunciare l’accaduto ai carabinieri per paura di uno scandalo. Gli abusi sulla piccola si sono cosi’ protratti fino al tentato suicidio.

    Gli atti di libidine sarebbero stati perpetuati non solo nella casa della piccola, ma anche in casa di altri parenti.

    (Acz/Zn/Adnkronos)

    Ma se i preti predatori la fanno franca, a pagare sono spesso le vittime. Il trauma dell’abuso segna le loro vite di ragazzini o ragazzine e a volte non reggono al peso di non essere creduti. In Calabria, in un paese nei pressi di Soverato, mentre su un anziano frate sospettato di aver dedicato attenzioni morbose ad una sua pronipote dodicenne è calato il silenzio, la bambina abusata ha tentato il suicidio. Maria (il nome è di fantasia) si è tagliata le vene dei polsi. Per fortuna l’ha trovata in tempo sua madre e si è salvata.

    (26 aèrile 2002)

    www.repubblica.it/online/cronaca/pa…/mazzocchi.html

    Pedofilia. Prete di Catanzaro chiesti 6 anni di carcere, molestò più volte minorenne

    Pubblicato il 15 luglio 2010 17:58 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 18:32

    Una condanna a sei anni di reclusione è stata chiesta nei confronti di un sacerdote di 75 anni di Catanzaro accusato di aver molestato sessualmente una bambina minorenne di tredici anni. La richiesta di condanna è stata avanzata dal pubblico ministero, Carlo Villani, nel corso del processo in corso dinanzi ai giudici del tribunale di Catanzaro.
    Il processo è iniziato otto anni fa ma solamente ora, dopo che per sei volte è cambiato il collegio giudicante, è giunto alle battute finali. Il sacerdote, secondo l’accusa, svolgeva la sua attività in una parrocchia di un quartiere periferico di Catanzaro. Negli anni 1995-96 avrebbe abusato della minorenne in tre distinte circostanze.
    In particolare l’accusa contesta al sacerdote di aver compiuto atti sessuali con la minorenne. La vittima raccontò gli episodi ai genitori i quali denunciarono il sacerdote alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

    www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…norenne-471987/

    PEDOFILIA: CHIESTA CONDANNA PER PRETE CATANZARESE

    16:45 15 LUG 2010

    (AGI) – Catanzaro, 15 lug. – Sei anni di reclusione ha chiesto oggi il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani nei confronti di A. G. S. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia. Le accuse, per la precisione, parlano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato sotto processo. Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata ben sei volte. A questo punto, pero’, dopo la requisitoria di oggi del pm, e la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile, il giudizio parrebbe doversi concludere martedi’ prossimo, a seguito dell’arringa degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado. (AGI) Ros/Cli

    www.agi.it/catanzaro/notizie/201007…ete_catanzarese

    Atti di libidine su una minorenne Chiesti sei anni per un religioso

    Data: Venerdi, 16 Luglio 2010

    I fatti contestati sarebbero avvenuti a Soverato e, per la precisione, parlano di «atti di libidine violenta su una minorenne», che sarebbe stata baciata, toccata …

    Catanzaro Sei anni di reclusione. È stata questa la richiesta del pubblico ministero di Catanzaro, Carlo Villani, nei confronti di A. M., un religioso 75enne imputato di pedofilia. Ieri l’udienza davanti al tribunale del capoluogo in composizione collegiale (presidente Antonio Battaglia, a latere Emanuela Folino e Adriana Pezzo, cancelliere Alfonso Laborioso).
    Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante è mutata ben sei volte. A questo punto, però, dopo la requisitoria di ieri del pm, il giudizio dovrebbe concludersi il 12 ottobre, data del rinvio dell’udienza, dopo la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile (tramite i genitori della minore), e le arringhe degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado.
    I fatti contestati sarebbero avvenuti a Soverato e, per la precisione, parlano di «atti di libidine violenta su una minorenne», che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo è stato mandato sotto processo. Il religioso avrebbe non solo tentato di baciare la minorenne sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe persino alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per porla nelle sua parti intime. Ma non basta. L’uomo è anche accusato di aver ricambiato le morbose attenzioni. In particolare, in un’occasione, «approfittando del fatto che la minore si trovasse a letto, ammalata» le avrebbe infilato la mano sotto il pigiama e avrebbe toccato le parti intime.
    Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e altri quattro testimoni che, secondo quanto contenuto nel decreto che dispone il giudizio, avrebbero confermato le circostanze riferite dalla minore. Proprio per tutti questi motivi la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio del religioso davanti al tribunale in composizione collegiale. Saranno proprio i tre giudici del Tribunale collegiale a dover stabilire l’eventuale penale responsabilità del sacerdote optando per la tesi accusatoria o, eventualmente, scegliendo la tesi difensiva proposta dai legali del religioso.
    La vicenda giunge al culmine proprio nel momento in cui la Chiesa ha previsto una stretta a tutto campo sugli abusi sessuali compiuti da religiosi. Le procedure aggiornate saranno contenute in un documento a firma del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale William Joseph Levada e, per approvazione, di Benedetto XVI. Rappresentando un sorta di “tagliando” al documento “Delicta graviora” che nel 2001, stabilendo quali siano i delitti più gravi contro la fede. (g.m. – gazzetta del sud)

    www.soveratoweb.com/modules.php?nam…=print&sid=9686

    Chiesti sei anni di reclusione per un prete accusato di pedofilia

    Catanzaro – Notizie

    pedofiloCatanzaro, 16 luglio 2010 – Il pm di Catanzaro, Carlo Villani, nella requisitoria ha chiesto 6 anni di reclusione per un prete accusato di pedofilia. Il processo è iniziato otto anni fa e ora dopo la requisitoria del Pubblico Ministero il procedimento sarà chiuso entro il 12 ottobre data del rinvio dell’udienza. L’incombere della prescrizione fa dubitare che si possa andare al di là della sentenza di primo grado. I fatti contestati sarebbe avvenuti a Soverato. Si parla nello specifico di “atti di libidine violenta su una minore” che sarebbe stata toccata, baciata e costretta a diversi altri atti sessuali in diverse occasioni tra il 1995 e il 1996. Il religioso non avrebbe solo baciato la piccola sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per portarla verso le sue parti intime. In un’altra occasione sempre il prete, essendo la bambina al letto ammalata, ha spostato le coperte e messo una mano sotto il suo pigiamino per toccarle le parti intime. Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e quattro testimoni. La vicenda giunge a soluzione nel momento in cui la Chiesa ha sancito norme severissime per i sacerdoti che si macchiano di questo aberrante crimine contro degli innocenti. I bambini vanno rispettati e protetti perché rappresentano il nostro futuro e non usati come dei giocattoli sessuali. (Chantal Concetta Castiglione)

    www.calabriah24.it/201007166303/cat…-pedofilia.html

    PRETE MOLESTÒ MINORENNE. REATO PRESCRITTO

    12-10-2010 19:15

    I giudici del tribunale di Catanzaro hanno emesso una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di un sacerdote di 75 anni accusato di aver molestato sessualmente una bambina di tre anni. Il pubblico ministero, Carlo Villani, ha chiesto la condanna dell’imputato a sei anni di reclusione. I difensori del sacerdote, gli avvocati Sergio Rotundo e Rosario Chiariano, hanno invece sostenuto la completa estraneità del loro assistito. Il processo è iniziato otto anni fa ma solamente ora, dopo che per sei volte è cambiato il collegio giudicante, è giunto a sentenza. Il sacerdote svolgeva la sua attività in una parrocchia di un quartiere periferico di Catanzaro. Negli anni 1995-96, secondo l’accusa, avrebbe compiuto atti di libidine (in base alla vecchia normativa sulla violenza sessuale) nei confronti della minorenne in tre distinte circostanze. La vittima raccontò gli episodi ai genitori i quali denunciarono il sacerdote alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

    www.telereggiocalabria.it/news/1-cr…prescritto.html

    13/10/2010
    Soverato: Frate pedofilo? Reato prescritto
    Catanzaro – Si è concluso con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione il processo penale a carico di A.M., un religioso oggi 75enne imputato di pedofilia. Al termine della camera di consiglio la pronuncia è stata emessa ieri pomeriggio dal Tribunale collegiale di Catanzaro, al quale il pubblico ministero Carlo Villani – al termine della requisitoria del 15 luglio scorso – aveva chiesto una condanna a sei anni di galera. Aveva chiesto di affermare la penale responsabilità dell’imputato anche l’avvocato Salvatore Staiano, che rappresentava la parte offesa costituitasi parte civile, mentre A.M. era difeso dagli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo.
    I fatti oggetto del procedimento penale concluso con la sentenza di ieri sarebbero avvenuti a Soverato. Le accuse contestate all’imputato, per la precisione, parlavano di «atti di libidine violenta su una minorenne», nipote dello stesso religioso, che sarebbe stata baciata, toccata e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996.
    Il lungo e dettagliato capo d’imputazione formalizzato a carico di A.M. descriveva condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo è stato mandato al processo, iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante è mutata per sei volte. Gli anni sono dunque passati, le udienze si sono susseguite fino a giungere alla prescrizione dei reati ipotizzati a carico del frate.
    Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e altri quattro testimoni che, secondo quanto contenuto nel decreto che disponeva il giudizio, avrebbero confermato le circostanze riferite dalla minore. Racconti e testimonianze dei quali la Procura della Repubblica si è avvalsa nel corso delle indagini preliminari, concluse poi con la richiesta di rinvio a giudizio; e sulla base delle stesse accuse, il giudice per le udienze preliminare ha disposto il rinvio a giudizio del religioso davanti al Tribunale in composizione collegiale.
    Ieri pomeriggio, dunque, è giunta la sentenza che ha messo la parola fine. Il collegio giudicante (presidente Antonio Battaglia, a latere Emanuela Folino e Adriana Pezzo, supportati dal cancelliere Alfonso Laborioso) si è preso 90 giorni per il deposito delle motivazioni della propria sentenza.
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    www.telejonio.com/soverato-frate-p…to-nId1516.html

    Catanzaro. Prete accusato di pedofilia: interviene la prescrizione

    Catanzaro. La lunghezza di un processo, tanto per cambiare, ha dato luogo ad una sentenza di non luogo a procedere. Questa volta non si conoscerà la verità in relazione ad un caso di pedofilia. Sul banco degli imputati il prete 75enne di una parrocchia dell’area periferica di Catanzaro, accusato di aver commesso in tre distinti episodi atti di libidine ai danni di una bimba di tre anni. Una vicenda che risale al periodo a cavallo tra il 1995 ed il 1996 ed il cui processo che ne è seguito, grazie alle continue interruzioni dovute all’avvicendamento dei giudici della Corte, si è protratto per otto anni. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carlo Villani aveva richiesto una pena pari a 6 anni di carcere. I legali del prete, gli avvocati Rosario Chiariano e Sergio Rotundo, hanno caldeggiato, al contrario la sua assoluta innocenza. Furono i genitori della piccola a presentarsi dai magistrati per denunciare il parroco.

    www.newz.it/2010/10/13/catanzaro-pr…crizione/67583/

    Catanzaro: accuse di pedofilia prescritte per sacerdote della provincia

    Martedì 12 Ottobre 2010

    Una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione e’ stata emessa oggi nei confronti di A. G. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia.
    La pronuncia e’ stata emessa dal tribunale collegiale di Catanzaro, cui il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani aveva chiesto una condanna a sei anni di galera. Aveva chiesto di affermare la penale responsabilita’ dell’imputato anche l’avvocato Salvatore Staiano, che rappresentava la parte offesa costituitasi parte civile, mentre A. G. M. era difeso da Rosario Chiriano e Sergio Rotundo. Le accuse contestate all’imputato, per la precisione, parlavano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia di Catanzaro, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descriveva condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato al processo, iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata per sei volte.
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    Catanzaro: prete accusato di pedofilia

    Il Pubblico ministero ha chiesto sei anni di reclusione per l’imputato

    prete15 / 07 / 2010
    Sei anni di reclusione ha chiesto oggi il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani nei confronti di A. G. S. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia.
    Le accuse, per la precisione, parlano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato sotto processo. Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata ben sei volte. A questo punto, pero’, dopo la requisitoria di oggi del pm, e la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile, il giudizio parrebbe doversi concludere martedi’ prossimo, a seguito dell’arringa degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado.

    (AGI)

    http://www.calabriaonline.com/articoli/catanzaro-prete-accusato-di-pedofilia_1691.htm

    www.diocesicatanzarosquillace.it/do…cesano_2012.pdf

    P. Aldo MERCURIO n. Montauro 19/11/1935 – ord. 15/07/1961. Confessore – Archivista – Bibliotecario

    www.amicifrancescani.it/cappuccinicatanzaro.htm
    Padre Aldo Mercurio,confessore e si dedica alla cultura.


    www.facebook.com/aldo.mercurio

    www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=68096

    CRONACA / ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del Monte

    Con una mostra speciale si festeggia il santo nella chiesa del centro storico

    Mercoledì 11 Giugno 2014 – 14:34
    CatanzaroInforma.it: ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del MonteCatanzaroInforma.it: ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del Monte
    Presso i Cappuccini della Chiesa del Monte di Catanzaro è stata inaugurata giorno 7 giugno la mostra “Sant’Antonio per immagini”, una interessante e preziosa esposizioni di santini d’epoca – dal 1600 al 1900 – dove viene evidenziato come la rappresentazione del Santo di Padova, si sia arricchita, nel corso dei secoli, del simbolismo legato al Santo (giglio, Bambin Gesù, libro, pane) e sia passata da manufatto essenziale, quello dei monasteri e delle clausure, a immagine sempre più curata nei particolari e nella fattura attraverso la stampa meccanica dei famosi merlettati. Oltre cento santini prescelti tra gli ottocento che costituiscono la collezione di Iannicelli che da molti anni oramai si dedica alla ricerca delle immagini di Sant’Antonio prodotte sia in Italia che all’estero. A parte il lato religioso, Antonio Iannicelli, curatore della mostra, si è intrattenuto con i visitatori sulla storia del santino nel corso dei secoli; sul materiale utilizzato, i procedimenti di stampa, le tecniche della produzione, l’iconografia, le retrostanti preghiere, gli incisori e gli editori, a volte vere e proprie famiglie di artisti impegnati nel campo. Una mostra davvero apprezzabile che durerà fino al 13 giugno. Nel pomeriggio di giorno 9, sempre presso i Cappuccini del Monte, alla presenza del Padre Provinciale dei Cappuccini, Giambattista Urso è stato presentato il libro “Sant’Antoniu miu binignu”, un excursus sulla devozione popolare calabrese al Santo di Padova: esercizi spirituali, orazioni, invocazioni e canti sono riportati nei svariati dialetti delle comunità calabresi attraverso le testimonianze rilevate in circa venti paesi presi a campione. Tutte le orazioni evidenziano una devozione sempre attuale al Santo, considerato la “panacea” per le afflizioni spirituali e materiali. L’incontro che ha fatto registrare pregevoli ed interessanti interventi di Cesare Mulè, Presidente emerito del Cenacolo dei Dieci, di Francesco Graceffa, storico e della docente Rita Pistoia, è stato moderato da padre Aldo Mercurio. Inusuale e sorprendente l’apertura dei lavori con un canto popolare a Sant’Antonio, eseguito con la chitarra battente da Andrea Bressi, appassionato etnomusicologo catanzarese. L’autore soffermandosi sulla devozione dei Catanzaresi a Sant’Antonio di Padova, definito un tempo santo forestiero, ha declamato la poesia di Patari “Sant’Antoni e San Franciscu” che – secondo il poeta – descriveva la “preferenza” dei Cappuccini del Monte per il loro beniamino a discapito degli altri Santi della chiesa; poi, soffermandosi sulle orazioni per la ricerca del buon marito, bellamente riportate nel libro, ha letto la poesia in vernacolo “A Mariannina” di Ettore Alvaro che evidenzia l’accanimento con il quale le giovanette di un tempo chiedevano la grazia al Santo per l’invio del buon marito. L’incontro si è arricchito con interventi del pubblico in sala. Testimonianze di Francesca Rizzari Gregorace, Tonino Barbato e Totò Benefico. A chiusura della serata, il sempre bravo Andrea Bressi ha eseguito un ulteriore canto popolare a Sant’Antonio, accompagnandosi, questa volta, con l’organetto diatonico. Grazie a padre Carlo Fotino, Superiore del Convento, a tutti i Cappuccini e ad Alberto Lorenzo, quest’ultimo perfetta macchina organizzatrice dell’evento i festeggiamenti sono stati aperti in forma solenne e continuano, sempre presso la Chiesa del Monte, con le Sante Messe agli orari previsti e con la benedizione dei pani, e dei bambini. Giorno 13 alle ore 18,00 è prevista la Santa Messa presieduta dal Vescovo Emerito Mons. Antonio Cantisani.

    www.amicifrancescani.it/programmatredicinaquattordici.htm

    1 giugno: Padre Aldo mercurio – Antonio: storia di una vocazione cristiana

    www.amicifrancescani.it/programmadefuntidue.htm

    HIESA DEL MONTE – FRATI MINORI CAPPUCCINI
    CATANZARO

    OTTAVARIO PER I DEFUNTI
    DALL’ 1 ALL’ 8 NOVEMBRE 2014

    PROGRAMMA

    SABATO 1 NOVEMBRE – SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

    AL MATTINO SANTE MESSE ORE 9,30 – 11,30.
    17,15: SANTO ROSARIO E PREGHIERA DI INTERCESSIONE PER I FRATELLI DEFUNTI.
    18,00: S. MESSA. PRESIEDE PADRE ALDO MERCURIO.

    http://laici.forumcommunity.net/?t=57259604

  • Sacerdote condannato a 7 anni per abusi sessuali

    Sacerdote condannato a 7 anni per abusi sessuali

    Non sono state rivelate le generalità complete del sacerdote

    VARSAVIA – Un tribunale polacco ha riconosciuto un sacerdote cattolico colpevole di abusi sessuali nei confronti dei minori e lo ha condannato a sette anni di prigione. Il tribunale della città occidentale di Wroclaw ha inoltre proibito, a vita, al 44/enne prete di ‘lavorare’ con i giovani e gli ha prescritto un trattamento psicologico.

    In linea con la legge polacca sulla privacy, non sono state rivelate le generalità complete del sacerdote, identificato come Pawel K.

    ats ansa

     

  • Pescara, il ragazzo conferma: don Vito abusò di me

    Pescara, il ragazzo conferma: don Vito abusò di me

    Faccia a faccia in aula tra il giovane e il prete accusato di violenza: mi disse vado a fare la doccia, raggiungimidi Paola Aurisicchio

    PESCARA. Voce sicura, nessuna sbavatura nella ricostruzione e il racconto di quella sera che sarebbe stato coerente con la prima versione accusatoria: «Don Vito mi ha detto “vado a fare la doccia. Lascio la porta aperta, se vuoi mi puoi raggiungere e io andai».

    Ha 18 anni, oggi, il giovane che ha fatto scattare l’inchiesta che ha messo nei guai per abusi sessuali su un minore don Vito Cantò, il prete di 42 anni originario di Cepagatti e parroco della chiesa di San Camillo de Lellis a Villa Raspa di Spoltore da cui è stato allontanato. La presunta vittima, ieri, è entrata da maggiorenne nell’aula del tribunale dove però è stata chiamata a ricostruire, nel corso dell’incidente probatorio durato un’ora e mezza, cosa accadde con il prete quando aveva solo 16 anni. Così, il giovane e don Vito Cantò si sono ritrovati faccia a faccia nell’aula ma non si sono detti una parola mentre il ragazzo ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Mariacarla Sacco e del pmSalvatore Campochiaro.

    «Cos’è accaduto quella sera del 2011?», ha domandato il pm Campochiaro e il ragazzo, sostenuto da due medici e dal suo avvocato Vincenzo Di Girolamo, ha iniziato il doloroso racconto partendo dalla birra offerta, quella che per l’accusa sarebbe servita al prete per stordire i giovani, fino alla doccia in cui si sarebbe consumata la violenza senza costrizione. «Mi trovavo a casa di don Vito», ha raccontato il giovane, «e il prete mi ha offerto una birra e poi altre due. Abbiamo iniziato a parlare», ha proseguito. «Di cosa?», ha chiesto il pm. «Don Vito mi parlava della masturbazione tra persone dello stesso sesso, io all’epoca avevo 15 anni…». E’ a quel punto che, secondo l’accusa e le indagini della squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana, che il prete avrebbe “adescato” il minore. «Don Vito mi disse che andava a fare una doccia e che avrebbe lasciato la porta del bagno aperta e io sono andato. Una volta all’interno abbiamo iniziato a masturbarci reciprocamente e abbiamo fatto sesso orale e poi l’abbiamo ripetuto sul divano».

    Parla con voce sicura, il giovane, confermando quello che aveva messo a verbale in questura e spiegando ai magistrati anche il rapporto di fiducia con don Vito, quello di un giovane fedele che frequentava una parrocchia. Ed è per questo, ha aggiunto il ragazzo, «che i miei genitori si fidavano se andavo a casa di don Vito. Anche i miei genitori lo conoscevano ed erano tranquilli se mi trattenevo a casa di don Vito anche alle 23».

    Una deposizione che combacerebbe con la prima fatta di fronte ai poliziotti solo più rilevante proprio perché in sede di incidente probatorio: la versione della vittima di ieri sarà cristallizzata ed entrerà direttamente nel processo come prova.

    Nessuna domanda, invece, è arrivata dall’avvocato del prete Giuliano Milia che ha partecipato all’udienza di fronte al gip con i suoi consulenti né dallo stesso avvocato del ragazzo Di Girolamo che ha ritenuto che il giovane avesse già detto tutto. Ma gli inquirenti hanno anche chiesto alla presunta vittima se il prete avesse tentato di avvicinare altri ragazzi e, anche in questo caso, il giovane avrebbe risposto di sapere che si sarebbe mostrato nudo ad altri. L’originaria versione accusatoria sarebbe così stata confermata dalla presunta vittima che avrebbe allontanato, però, la sua partecipazione da quella che era stata definita “la banda del bicchiere”, una sorta di gioco perverso in cui ognuno si sarebbe attribuito un nomignolo.

    L’incidente probatorio è durato un’ora e mezza e, intorno alle 16, don Vito e il suo accusatore hanno lasciato il tribunale. Adesso, il pm dovrà chiudere l’inchiesta e passare alla probabile richiesta di rinvio a giudizio.

  • Il prete sapeva che la suora violentava la ragazza 15enne ma non l’ha denunciata

    Il prete sapeva che la suora violentava la ragazza 15enne ma non l’ha denunciata

    BUSTO ARSIZIO – In aula le amiche del cuore di Eva Sacconago, Monica Guanzini e Manuela Falletta. Al processo a carico di Maria Angela Farè, l’ex suora di Sant’Edoardo finita a giudizio per violenza privata, abusi sessuali e stalking, mercoledì 7 gennaio è stato il turno delle amiche della ragazza che si tolse la vita nel giugno 2011, dopo 13 anni di relazione clandestina con la religiosa.
    Un’udienza che si è tutta concentrata sulla deposizione delle confidenti di Eva Sacconago in diversi periodi della sua vita. Dalle testimonianze sono emersi ancora una volta gli abusi e la sopraffazione fisica e morale che Maria Angela Farè esercitava sulla ragazza, appena quindicenne all’epoca dei primi incontri al centro “Primavera” dell’oratorio di Sant’Edoardo. Un’escalation di violenze e di atti persecutori che, secondo l’accusa rappresentata dai pubblici ministeri Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini, portarono la giovane a togliersi la vita in preda ad una profonda crisi morale e psicologica.
    “No, lasciami stare”, urlava tormentata al cellulare. “Durante le attività in oratorio capitava spesso che Eva dovesse scappare via perché aveva fretta”. Particolari che sono stati riferiti in aula da Monica Guanzini. Dall’altra parte della cornetta o a casa c’era sempre Maria Angela Farè, che aveva estorto le chiavi dell’appartamento di Eva e che ci faceva irruzione a piacimento, soprattutto nell’ultimo anno di vita della giovane. Tentava di sottometterla e di isolarla da tutti, anche da don Alessandro Bonura che in quel tempo era diventato il confidente della giovane e il primo a darle sostegno morale. Tant’è che in parrocchia si “chiacchierava” su quel rapporto, voci malevole che davano Eva addirittura incinta di Bonura e che aumentavano le emozioni negative della ragazza già soggiogata dalla suora.
    “Io odio il prete, io odio la Monica”, ha invece detto la suora in una telefonata dopo la morte di Eva a Manuela Falletta, un’amica coetanea degli anni adolescenziali trascorsi all’oratorio di Sant’Edoardo, per indurla a pensare che fossero stati loro a provocare il tragico gesto della ragazza.
    Nel giugno del 2011 fu una fonte confidenziale a rivelare agli ispettori del Commissariato di Busto Arsizio le “attenzioni morbose” che la suora rivolgeva alla giovane. Ma solo dopo il suicidio di Eva le indagini presero una direzione precisa grazie al ritrovamento di un video a sfondo sessuale, foto e diari che ora compongono il fascicolo dei pubblici ministeri.
    Il confronto in aula proseguirà il 14 gennaio. L’imputata, difesa dagli avvocati Fabrizio Busignani e Raffaella Servidio, finora non si è mai palesata nell’aula “Falcone e Borsellino” del Tribunale di Busto Arsizio. Sempre presenti, invece, i genitori di Eva, Giovanna Bozzolini eRoberto Sacconago, che sono parte civile al processo.
    http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00908.aspx?arg=1001&id=18379
  • I preti pedofili spostati dalla comunità per minori del Patronato di Sorisole

    I preti pedofili spostati dalla comunità per minori del Patronato di Sorisole

    Dopo l’articolo pubblicato da Bergamonews i due sacerdoti condannati per abusi sui minori hanno lasciato la struttura di Sorisole.

    Hanno lasciato l’alloggio all’interno del Patronato San Vincenzo di Sorisole i due sacerdoti condannati per abusi sui minori. La decisione è maturata dopo l’articolo pubblicato da Bergamonews (leggi qui) in cui si denunciava il paradosso: i due sacerdoti accusati di abusi sui minori erano ospitati accanto alla Comunità don Milani, una comunità a cui vengono affidati minorenni con un’età compresa tra i 14 e i 18 anni che, per decreto del Tribunale dei Minori, vengono cautelativamente allontanati dalle loro famiglie perché vittime di sfruttamento e violenza; minori agli arresti domiciliari; minori in custodia perché arrestati in flagranza di reato; minori passati in giudicato e per i quali è stata accertata la pericolosità sociale.

    Nonostante le rassicurazioni e le spiegazioni rese da don Fausto Resmini (leggi qui), responsabile della struttura, coordinatore dei cappellani delle carceri lombarde e cappellano di quello di Bergamo, nella mattina di venerdì 24 gennaio i due sacerdoti condannati per abusi sui minori (don Tarcisio Baccalà e don Vincenzo Sorini) hanno lasciato la casa di Sorisole.

  • Le Case Degli Orrori, Abusi Sessuali Sui Ragazzi Da Parte Di Preti Che Li Avevano In Tutela

    Le Case Degli Orrori, Abusi Sessuali Sui Ragazzi Da Parte Di Preti Che Li Avevano In Tutela

    Ragazzini fragili dati un custodia a preti cattolici nelle case per ragazzi, sarebbero stati violentati sessualmente in numerose occasioni dagli stessi prelati. Il caso riguarda abusi commessi dall’anno 1995 in avanti. Le indagini sono condotte dagli inquirenti del tribunale di Banbridge, nella contea di Down.

    La Chiesa cattolica ha ammesso di avere “catastroficamente e tragicamente” fallito nella tutela di alcuni bambini che erano stati affidati. Padre Tim Bartlett, rappresentante delle diocesi di Down e Connor, ha fornito prove  all’Historical Institutional Abuse Inquiry dell’ Irlanda del Nord. Si sta attualmente esaminando le denunce di abusi sessuali avvenuti nelle case di alcuni ragazzini nella Contea di Down. “La diocesi non vorrebbe offrire alcuna giustificazione in questa fase. si è limitata solamente a scusarsi” ha detto Padre Bartlett. “Persone molto malvagie” Ha detto all’udienza del tribunale di Banbridge ribadendo che gli abusi sarebbero avvenuti su dei bambini vulnerabili che erano stati affidati in tutela e la tutela dovrebbe essere invece cosa “nobile”. Tuttavia, è stato accertato che alcuni bambini sono stati abusati da alcuni esponenti della Chiesa Cattolica che hanno trovato forza nei ruoli di tutela e di autorità che ricoprivano in queste situazioni. Padre Bartlett ha detto durante l’inchiesta che “persone buone hanno commesso degli errori fondamentali e alcune persone molto malvagie hanno abusato dei loro ruoli per commettere delle azioni grottesche”. Il sacerdote delle contee di Down e Connor sacerdote stato accolto calorosamente da alcuni sopravvissuti di atti di  abusi, valutando come fondamentale la sua testimonianza.

    Padre Bartlett lavora come vicario episcopale per l’educazione nelle diocesi di Down e Connor, ed è anche un membro del Consiglio Cattolico Sociale L’inchiesta è stata istituita nel 2013 per indagare sugli abusi nei confronti dei minori in istituti residenziali in Irlanda del Nord nel corso di un determinato periodo dal 1995 in avanti. Un totale di 13 istituzioni in Irlanda del Nord sono in fase di studio investigativo. Si sta attualmente esaminando denunce di abusi in una “Casa per ragazzi”,  nelle diocesi di Down e Connor. La casa è stata gestita dall’ordine religioso De La Salle.

  • Prete pedofilo: il tribunale di Catanzaro dice no alla Curia parte civile

    Prete pedofilo: il tribunale di Catanzaro dice no alla Curia parte civile

     La Curia Arcivescovile di Crotone-Santa Severina non è stata ammessa a costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento a carico di Roberto Mastro, parroco della cittadina di Belcastro, nel Catanzarese, dal 2007 al 2010, accusato di pedofilia. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Ilaria Tarantino, che ha invece dato il via libera alla costituzione di parte civile del Comune di Belcastro e delle famiglie delle presunte piccole vittime degli abusi, rappresentate dagli avvocati Concetta Stanizzi e Antonello Talerico. Erano stati proprio questi ultimi ad opporsi fermamente alla costituzione della Curia, che nell’inchiesta non è stata citata fra le parti offese, ed anzi ne avevano piuttosto chiesto la chiamata in giudizio quale responsabile civile, e cioè come quella parte che, in caso di condanna al risarcimento dei danni, sara’ obbligata in solido a pagare assieme all’imputato, richiesta che il gup ha accolto.

    A questo punto, dopo il rinvio di oggi, riprenderà il 2 febbraio prossimo l’udienza preliminare all’esito della quale si saprà se verrà accolta o meno la richiesta della Procura del capoluogo calabrese di mandare il sacerdote sotto processo. Pesantissime le contestazioni a carico del prete, che secondo gli inquirenti, dovrebbe rispondere di violenza sessuale ai danni di una quindicina di minorenni, secondo le risultanze di un’indagine apertasi oltre tre anni fa a seguito della denuncia presentata da alcuni genitori di una delle presunte giovanissime vittime. Segnalazione cui se ne aggiunsero altre. I Carabinieri raccolsero infatti le dichiarazioni di decine di persone, e furono anche acquisiti con incidente probatorio – e dunque con valore di prova all’eventuale futuro processo – i racconti dei minorenni coinvolti nei presunti abusi. Quanto all’indagato, non se ne ebbero piu’ notizie precise dal dicembre del 2010, quando si venne a sapere dell’indagine in corso. (AGI)

    http://www.cn24tv.it/news/102687/prete-pedofilo-il-tribunale-di-catanzaro-dice-no-alla-curia-parte-civile.html

  • Abusi su minori, ex parroco di Sciacca rimane ai domiciliari

    Abusi su minori, ex parroco di Sciacca rimane ai domiciliari

     SCIACCA. Davide Mordino rimane agli arresti domiciliari. Per l’ex parroco della Basilica di San Calogero, di 43 anni, accusato di avere compiuto atti sessuali con minorenni, ragazzi dai 14 ai 18 anni, durante la sua permanenza in città, i giudici del tribunale hanno disposto la proroga dei termini di custodia cautelare che sarebbero scaduti il 17 dicembre. Si andrà fino al completamento dell’istruttoria dibattimentale. La richiesta era stata avanzata dal pubblico ministero e dalla parte civile, basata sulla complessità del processo, con molti testi.

    I giudici hanno fissato la prossima udienza per il 17 dicembre. E’ previsto il giuramento di un consulente tecnico che dovrà analizzare dei supporti informatici. Mordino, in una delle ultime udienze, ha risposto, per circa tre ore, alle domande dei giudici, respingendo le accuse. Tre le presunte persone offese tre si sono costituite parte civile, assistite dagli avvocati Pietro Casandra e Carmela Re. In tutto, secondo la ricostruzione dell’accusa, le persone offese sarebbero sette. L’ex sacerdote avrebbe respinto tutte le accuse mosse a suo carico e la difesa, con gli avvocati Antonino Agnello e Luca Giordano, si prepara a sostenere questa tesi anche con riferimenti specifici: la possibilità anche per altri di accedere ai computer che si trovavano nella parrocchia dove sarebbe stato rinvenuto materiale finito agli atti del processo e di accedere allo stesso telefonino di Davide Mordino.

    http://agrigento.gds.it/2014/12/13/abusi-su-minori-ex-parroco-di-sciacca-rimane-ai-domiciliari_278493/

  • Pedofilia: prete pescarese indagato, a gennaio incidente probatorio

    Pedofilia: prete pescarese indagato, a gennaio incidente probatorio

     (AGI) – Pescara, 4 dic. – E’ stato rinviato all’8 gennaio 2015 l’incidente probatorio sulla vicenda relativa a don Vito Canto’, l’ex parroco di Spoltore (Pescara) indagato per violenza sessuale a seguito dei rapporti che avrebbe avuto negli anni scorsi con un ragazzino di 15 anni, oggi maggiorenne. Nel pomeriggio il gip del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, avrebbe dovuto acquisire la testimonianza del ragazzo, ma il tutto e’ stato rinviato per un motivo tecnico. Il prete oggi era presente in aula. A denunciare i fatti, prima alla Curia e poi alla questura di Pescara, che si sta occupando delle indagini, sono stati i genitori del ragazzo, che frequentava la chiesa di Spoltore e che si sarebbe confidato con i genitori solo l’anno scorso, mentre i rapporti ci sarebbero stati tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.