Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Germania, 250 sacerdoti indagati per possibili reati sessuali

    Germania, 250 sacerdoti indagati per possibili reati sessuali

    Gli autori del rapporto sugli abusi di Friburgo sollevano gravi accuse contro l’ex arcivescovo e capo della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch. L’uomo, che ad oggi ha 84 anni, è minacciato di sanzioni in una procedura vaticana. Avrebbe contribuito ad occultare sistematicamente i casi di pedofilia, quando era alla guida della diocesi locale. In questo modo ha violato il diritto canonico.

    Il rapporto dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia

    Secondo il rapporto dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia, l’amministrazione ecclesiastica ha comunicato il documento che attesta le prove dell’insabbiamento. Un rapporto che ha analizzato più di venti casi, per verificare come i responsabili dell’arcidiocesi di Friburgo abbiano affrontato le vittime, gli autori e quali strutture abbiano incoraggiato gli abusi. Dal 2019, la commissione investigativa Ag, formata da quattro esperti esterni di magistratura e polizia criminale, ha analizzato circa mille verbali della gestione diocesana e condotto complessivamente oltre 400 rilevazioni.

    Il presidente della commissione di elaborazione Striet ha affermato che sono più di 540 le persone probabilmente colpite ed oltre 240 i chierici accusati; tuttavia bisogna agire con cautela. 

    Nell’occultamento dei casi ci sarebbe il presunto coinvolgimento di Robert Zollitish e il defunto arcivescovo Oskar Saier, che ha rannodato le indicazioni per coprire gli abusi sessuali. “I miei due predecessori hanno semplicemente ignorato la legge ecclesiastica che prevedeva l’intervento e la denuncia dei casi” ha dichiarato recentemente il vescovo attuale, Monsignor Stephan Burger.

    L’arcivescovo Robert Zollitisch, che in passato ha ricoperto la carica di presidente della Conferenza episcopale tedesca dal 2008 al 2014, viene accusato di avere ignorato durante il suo mandato di arcivescovo i dettami del diritto canonico, in relazione ai casi di abuso su minori.

    Lo scorso ottobre, l’84 enne, in un video, aveva già ammesso di essersi “macchiato di gravi colpe” e, tuttavia, un suo portavoce ha dichiarato che l’uomo “non intende commentare le risultanze del rapporto“.

    Insabbiamento programmato

    Si ritiene che i due preti più noti di Friburgo, l’arcivescovo Robert Zollitsch e il defunto Oskar Saier, abbiano insabbiato i presunti casi di pedofilia nella Chiesa. Zollitsch, in particolare, ha ignorato, durante il suo mandato dal 2003 al 2013, il diritto canonico, ovvero il diritto ecclesiastico, in merito ai casi di abuso, insabbiando e non denunciando.

    Il processo di Insabbiamento è avvenuto non denunciando direttamente alla magistratura i casi scoperti, ma mettendo in congedo o allontanando i colpevoli in altre parrocchie. Eugen Endress, membro dell’Ag, ha riferito: “Apparentemente pensava che il suo comportamento fosse l’unica cosa giusta da fare: proteggere la chiesa”. Riportando che, in questo quadro di insabbiamento, Zollitsch non è stato più in grado di coprire i colpevoli come un tempo. L’ex arcivescovo inoltre, si è rifiutato di collaborare con le forze dell’ordine. Lo scorso autunno, l’arcivescovo emerito di Friburgo ha rilasciato una dichiarazione in cui dichiarava “espressamente” le proprie colpe. Ora spetta alla Santa Sede il compito di pronunciarsi sulle conseguenze.

    Endress ha anche rivelato, recentemente, di essere senza parole: “Sono sbalordito dal fatto che Zollitsch abbia valutato i rapporti sessuali consensuali tra sacerdoti e donne adulte peggiori degli abusi sui minori. Siamo rimasti senza parole”.

    Zollitsch viene accusato di avere ignorato, nel suo mandato di arcivescovo, le norme del diritto canonico in relazione ai casi di abuso su minori.

    La Chiesa a Sua immagine

    L’immagine della Chiesa, oggi, è il risultato delle sue piaghe, che non derivano da singoli mali, ma sono costituiti da una faida interna con ritorsioni esterne. Essenziale a questo punto che la Chiesa stessa debba o tornare indietro a ripristinare la tradizione, ricostituendo con austerità i precetti della dottrina ecclesiastica, o continuare il processo di riforma in questo nuovo papato.

    L’inchiesta, in Germania, in merito ai casi di pedofilia ha colpito anche il Papa emerito Benedetto XVI. Di recente,  i 5 eredi, sono stati citati nell’ambito di una causa per danni che una vittima di abusi sta portando avanti contro l’arcidiocesi di Monaco.

    Ratzinger inoltre, secondo le accuse, dal 1977 al 1982 non avrebbe preso provvedimenti nei confronti di alcuni sacerdoti coinvolti in quattro casi di abusi sessuali.

    Germania, 250 sacerdoti indagati per possibili reati sessuali

  • Insulti razzisti, torture e stupri simulati: i nuovi video dall’inferno della Comunità Shalom

    Insulti razzisti, torture e stupri simulati: i nuovi video dall’inferno della Comunità Shalom

    Subito dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Backstair su ciò che accade dentro Shalom, la comunità di recupero fondata da Suor Rosalina Ravasio, a Fanpage.it sono arrivate decine di nuove testimonianze.

    In tanti hanno deciso di prendere coraggio e raccontare la loro verità, in questa seconda puntata dell’inchiesta firmata dal team Backstair. Ma non solo, perché nuovi video documentano insulti e violenze ai danni degli ospiti della struttura.

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/ZEGH4eSwXCVILPkH

  • Comunicato stampa – “Eccesso di tutela dei pedofili”, l’Italia deferita a UE, per la seconda volta all’ONU – Conferenza stampa – VIDEO integrale

    Comunicato stampa – “Eccesso di tutela dei pedofili”, l’Italia deferita a UE, per la seconda volta all’ONU – Conferenza stampa – VIDEO integrale

    Nelle conclusioni domanda:

    Limitati sforzi sono stati fatti per mettere in grado i fanciulli in ambito di società civile, volontariato e istituzioni religiose, di proteggere se stessi dall’abuso sessuale. Oggi lo Stato membro non è in grado di garantire ai cittadini dell’Unione di circolare con stessi diritti al suo interno e garantirne quei parametri di tutela fondamentali:
    quali iniziative l’Unione Europea ha intenzione di mettere in atto al fine di prevenire e reprimere il fenomeno degli abusi sessuali nello Stato membro;

    se intenda assumere iniziative normative volte ad estendere l’obbligo della denuncia a tutti i cittadini e di richiedere il cosiddetto certificato antipedofilia per tutte le categorie oggi esenti, che vengono a contatto con minori, anche per attività di volontariato o dove non è previsto un rapporto di lavoro subordinato;

    se e di quali elementi statistici disponga il Governo italiano circa i procedimenti, definiti e ancora pendenti, nelle procure della Repubblica per reati sessuali contro minori, compresi quelli che vedono indagati o imputati ministri di culto;

    se e quali iniziative intenda assumere il Governo, per quanto di competenza, nell’ambito dei rapporti bilaterali con la Santa Sede, al fine di valutare l’opportunità dell’istituzione di un fondo per i risarcimenti a favore delle vittime dei reati di molestie e abusi sessuali perpetrati da ministri di culto in Italia;

    se e quali iniziative il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, nell’ambito dei rapporti bilaterali con la Santa Sede, per promuovere il rafforzamento dello scambio di informazioni ovvero per introdurre strumenti di cooperazione finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati di molestie e abusi sessuali perpetrati da ministri di culto in Italia.

    Francesco Zanardi

     

    Relatori;

    Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO Avvocato Mario Caligiuri – Osservatorio permanete Rete L’ABUSO Interverranno; Simone Padovani – Justice Initiative – Guido Fluri; Federico Tulli – Giornalista e autore di “Chiesa e pedofilia” – “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” – insieme ad Emanuela Provera di “Giustizia divina” Timothy Law – ECA – Global Justice Project; Ludovica Eugenio (ADISTA) – Coordinamento ItalyChurchToo

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/04/19/procura-generale-della-repubblica-presso-la-corte-di-cassazione-roma/

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    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/04/19/alto-commissariato-per-i-diritti-umani-alla-c-a-del-comitato-per-i-diritti-dellinfanzia-crc/

  • Abusi su minori a Friburgo, possibile coinvolgimento di 250 sacerdoti

    Abusi su minori a Friburgo, possibile coinvolgimento di 250 sacerdoti

    Nel caso degli abusi sessuali su minori nell’arcidiocesi di Friburgo, potrebbero essere coinvolti oltre 250 sacerdoti.

    Lo rivela il rapporto sulla pedofilia presentato nella città tedesca dalla commissione istituita per fare chiarezza sul fenomeno. Stando a quanto riporta Tageschau, anche l’ex arcivescovo Robert Zollitsch, che ha fra l’altro diretto la Conferenza episcopale tedesca fra il 2008 e il 2014, sarebbe “pesantemente coinvolto” per l’occultamento dei casi. E così il defunto arcivescovo Oskar Saier. Secondo il documento, sarebbero circa 540 le vittime degli abusi, anche se il numero reale è ritenuto anche superiore.

    La commissione investigativa fa chiarezza sul caso

     A fare chiarezza sul caso è stato Magnus Striet, il presidente della commissione investigativa che ha condotto le indagini e che ha esposto i dettagli durante la presentazione del rapporto sugli abusi sessuali nell’arcidiocesi.

    Il rapporto

     In 600 pagine, il rapporto ha analizzato più di venti casi per verificare come i responsabili dell’arcidiocesi di Friburgo abbiano affrontato le vittime e gli autori e quali strutture abbiano incoraggiato gli abusi. Dal 2019 la commissione investigativa Ag, formata da quattro esperti esterni di magistratura e polizia criminale, ha analizzato circa mille verbali della gestione diocesana e condotto complessivamente oltre 400 rilevazioni.

    Insabbiamenti

     Per i due personaggi più noti dell’indagine di Friburgo, il defunto arcivescovo Saier e l’arcivescovo Zollitsch, ci sono indicazioni di insabbiamenti sui casi di abusi. Ad esempio, alcuni parroci sono stati immediatamente messi in congedo o hanno improvvisamente abbandonato le parrocchie: le ragioni di questi cambiamenti di personale non sono state registrate o motivate.

    Diritto canonico “ignorato”

     Inoltre Eugen Endress, membro dell’Ag, ha parlato in conferenza stampa di un “insabbiamento programmato”. Durante il suo mandato di arcivescovo dal 2003 al 2013, Zollitsch ha completamente ignorato il diritto canonico, cioè il diritto ecclesiastico, in relazione ai casi di abuso, ha affermato ancora Endress. Zollitsch aveva già ammesso gravi errori e colpe personali in un video in ottobre. L’84enne ha ora annunciato, tramite un portavoce, di non voler commentare il rapporto appena reso noto.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/abusi-friburgo-possibile-coinvolgimento-sacerdoti_63660222-202302k.shtml

  • Gli esperti sui metodi di Shalom: “Trattamenti inumani, sembra un lager, è agghiacciante”

    Gli esperti sui metodi di Shalom: “Trattamenti inumani, sembra un lager, è agghiacciante”

    Dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Fanpage.it sulla comunità Shalom di Palazzolo sull’Oglio in provincia di Brescia gli esperti commentano i video sul metodo adoperato da Suor Rosalina Ravasio, la responsabile della struttura.

    Secondo psichiatri, psicologi, dottori ed esperti di comunità il percorso terapeutico che viene mostrato sui video “non ha niente di terapeutico”. Gli esperti che hanno potuto analizzare i filmati mostrati nell’inchiesta contestano duramente le punizioni, le vessazioni e gli altri metodi adoperati dalla Shalom.

  • Violenze, psicofarmaci e vessazioni: sotto copertura nella Shalom, la comunità degli orrori

    Violenze, psicofarmaci e vessazioni: sotto copertura nella Shalom, la comunità degli orrori

    Il team Backstair di Fanpage.it, specializzato nel giornalismo d’inchiesta, è entrato sotto copertura all’intero della comunità Shalom, una comunità di recupero gestita da suore in provincia di Brescia che ogni anno ospita circa 250 ospiti (anche minorenni) con diverse problematiche: dalla tossicodipendenza, all’anoressia, fino ai disturbi comportamentali.

    Dopo aver raccolto 13 testimonianze diverse di persone che in questa comunità hanno passato diversi anni in periodi diversi e che raccontano di violenze e punizioni di ogni genere, con una nostra giornalista siamo andati a verificare in prima persona trascorrendo diversi mesi dentro la struttura come volontari.

    In questo periodo abbiamo assistito al metodo messo in piedi dalla fondatrice di questa comunità, suor Rosalina Ravasio, un metodo che alle preghiere unisce metodi terapeutici che lasciano sconcertati.

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/ZDhJW-SwikhkiYmA

  • “Non è niente di nuovo”; Il Dalai Lama ha ammesso di essere a conoscenza di casi di abusi negli ambienti buddisti

    “Non è niente di nuovo”; Il Dalai Lama ha ammesso di essere a conoscenza di casi di abusi negli ambienti buddisti

    All’età di quattro anni, Tenzin Gyatso conosceva il suo destino, e una delegazione di monaci lo aveva conosciuto prima che lui nascesse.

    Nel 1938 fu trasferito al monastero di Kumbum , dove iniziò a plasmare il suo futuro, poi il 22 febbraio 1940 cambiò il suo nome di nascita in Jetsun Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso , assumendo il ruolo di quattordicesima reincarnazione del Dalai Lama . 

    I tanti anni di servizio al buddismo e il modo in cui ha chiesto la liberazione del Tibet senza l’uso della violenza lo hanno aiutato a ricevere il premio Nobel per la pace nel 1989 . Nel corso della sua vita, ha compiuto vari atti che ora gli danno il riconoscimento come “l’insegnante reincarnato”.

    Tuttavia, uno sfortunato evento accaduto durante il mese di febbraio ha messo gli occhi sul buddismo tibetano ; Il video che circola sulle reti, dove Gyatso bacia sulla bocca un minore, e gli chiede di “succhiargli” la lingua , ha fatto girare la rete… E riaffiorano casi di abusi sessuali all’interno del Lamaismo.

    #METOOGURU

    Durante l’anno 2018, un gruppo di vittime di abusi sessuali è riuscito a incontrare il Dalai Lama, a Rotterdam, nei Paesi Bassi , per discutere i loro casi ed evitare che la storia si ripeta in futuro. È stato un momento storico, inoltre, è venuto di pari passo con le rivelazioni della Chiesa cattolica , nota anche per i suoi innumerevoli casi di pedofilia.

    In questo caso particolare, hanno chiamato il movimento #MeTooGuru ; l’ultima parola veniva da “guru”, cioè “maestro”. Sotto questo hashtag migliaia di utenti, dai giovani adulti ai minori, hanno raccontato le loro esperienze all’interno dei templi europei, dove i monaci violavano la loro sessualità.

    Nel mezzo di questo incontro, quando i giornalisti hanno interrogato Gyatso sugli abusi, ha ammesso di essere a conoscenza dei casi e che, a un certo punto, gli sono stati menzionati, anche dall’inizio degli anni ’90.

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    “Non sono nuovi per me; Sapevo già tutte queste cose” , ha attaccato, rivelando che, dal 1992, riceveva lettere da vittime di abusi sessuali, dove si raccontava quanto accadeva nei templi buddisti. Nulla è stato detto sulle ripercussioni che ci sono state con quell’informazione, perché, semplicemente, non ci sono state.

    Nel frattempo, ha detto alle vittime che lo hanno visitato a Rotterdam che “dovrebbero rendere pubblica l’identità del loro aggressore “, in modo che “si preoccupino se vengono umiliati”. Ai guru ha affermato che “l’autodisciplina” è importante e la giustizia di ogni Paese “giudicherà i colpevoli” .

    LE VITTIME SONO MILLE

    La nota consegnata alle vittime è stata firmata da 12 persone colpite di diversi paesi, tuttavia, Rob Hogendoorn , ricercatore olandese di dottrina buddista, ha sottolineato nel 2018 che il Dalai Lama, pur essendo a conoscenza degli abusi, ha fatto poco per porvi rimedio .

    “ I numeri delle vittime sono superiori ai firmatari della nota . Gli insegnanti buddisti tibetani possono essere monaci celibi o laici con mogli e figli. Ma il buddismo è diverso e c’è una grande confusione tra ciò che è un insegnamento e l’approfittare dello studente “, ha detto.

    Allo stesso modo, El País riferisce che Hogendoorn accusa i guru di usare l’intimità per scopi spirituali, dal momento che alcune scuole di buddismo affermavano che “il sesso con lo studente è una tradizione del tantra ” .

    “È vero che il Dalai Lama ha incoraggiato a non accettare ciecamente il maestro se non ci si fida di lui. Tuttavia, aiuterebbe se chiarisse che dovrebbero essere processati come chiunque altro se commettono abusi “, ha chiarito.

    Allo stesso modo, per El Mundo , Hogendoorn ha affermato che Gyatso “non sembrava essere consapevole della gravità di quanto accaduto ” . Alla fine, anche se le quattro vittime hanno rivelato dettagliatamente i loro casi di abuso, e lo stesso Dalai Lama si è messo sulla difensiva, “ha poi promesso di prendere in mano la situazione ” .

    Una delle vittime, Oane Bijlsma , ha indicato che il maestro buddista “sembra essere ignaro di ciò che sta accadendo intorno a lui”: “Stuprano i suoi seguaci, si circondano di lussi, approfittando della loro posizione di rispettabili monaci, e abusano di persone che vai solo a cercare risposte a domande esistenziali ”, ha detto.

    È difficile sapere se i milioni di persone sconvolte accetteranno le scuse di Gyatso , in risposta al “bacio” che ha dato a un bambino. Le sue scuse, chiedono gli utenti, sono arrivate solo perché il momento imbarazzante è stato reso pubblico.

    Tuttavia, le azioni di Gyatso e le migliaia di casi di abusi all’interno dei circoli buddisti difficilmente sono viste come indisciplina, non crimini.

    https://vanguardia.com.mx/noticias/no-es-nada-nuevo-dalai-lama-admitio-conocer-sobre-casos-de-abuso-en-circulos-budistas-CL7159136

  • Sportelli CEI anche per le persone “vulnerabili”. Consultali pima di dare 123.000€ a una santona non accreditata – CEI-Comic

    Sportelli CEI anche per le persone “vulnerabili”. Consultali pima di dare 123.000€ a una santona non accreditata – CEI-Comic

    Come nella pedofilia, anche nella truffa, se pur si sappia, l’omertà ha il sopravvento nel buon nome dell’Istituzione.

    Politicamente pubblicitaria per la chiesa, almeno finché non sorgono i problemi e si scopre che a TREVIGNANO persino il parroco sapesse, ma nessuno si è speso per evitare che ingenui venissero truffati.

    Persone vulnerabili e circuite nella fede.

    Un buon uso degli sportelli diocesani presenti in 166 diocesi, è consultarli.

    Chiedete loro attestato di attendibilità del santone piu vicino a voi prima di fargli il bonifico.

    https://video.corriere.it/cronaca/veggente-trevignano-apparizioni-madonna-tanti-dubbi/6c2e419a-d907-11ed-8904-382c6cd9b10c

  • Libro di Peter E. Saunders

    Libro di Peter E. Saunders

    Il video di lancio del libro di Pete E Saunders, The Truth, the Whole Truth and Nothing but the Truth So Help Me…

     

  • Dalai Lama chiede a bimbo ‘succhiami la lingua’, poi si scusa – Video

    Dalai Lama chiede a bimbo ‘succhiami la lingua’, poi si scusa – Video

    Il Dalai Lama si è scusato dopo la pubblicazione sui social di un filmato che lo ritrae mentre bacia un ragazzo sulle labbra e gli chiede di “succhiargli la lingua”.

    L’ufficio del leader spirituale tibetano ha dichiarato di volersi scusare con il ragazzo e la sua famiglia “per il dolore che le sue parole possono aver causato”.

    “Sua Santità desidera scusarsi con il bambino e la sua famiglia, oltre che con i suoi numerosi amici in tutto il mondo, per il dolore che le sue parole possono aver causato”, si legge in una dichiarazione pubblicata su Twitter ufficiale, come riportano i media internazionali. “Sua Santità prende spesso in giro le persone che incontra in modo innocente e scherzoso, anche in pubblico e davanti alle telecamere. Si rammarica di questo incidente”, prosegue il messaggio.

    Il video in questione, diventato virale, è stato ripreso durante un evento il 28 febbraio scorso, quando l’87enne Dalai Lama ha parlato a un gruppo di studenti nel tempio Tsuglagkhang di Dharamshala, nel nord dell’India. Nel filmato si vede un ragazzino che si avvicina a un microfono e chiede al leader spirituale buddista: “Posso abbracciarti?”. Il Premio Nobel per la Pace invita il bambino sul palco, dicendo: “Prima qui”, e indica la sua guancia, che il bambino bacia. E prosegue: “Poi penso anche qui”, e indica le sue labbra. Il Dalai Lama avvicina poi il mento del bambino verso di sé e lo bacia sulle labbra.

    Nel video si sentono risate e applausi. I due si toccano con la testa, prima che il Dalai Lama tiri fuori la lingua e dica: “E succhiami la lingua”. Quando i due si abbracciano, più avanti nel video, il Dalai Lama fa il solletico al bambino sotto le ascelle.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/04/10/dalai-lama-chiede-a-bimbo-succhiami-la-lingua-poi-si-scusa_20cc1295-69ab-473d-9bfe-2e08cbedc558.html