Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Esorcismi e abusi, il giallo delle minacce a don Barone

    Esorcismi e abusi, il giallo delle minacce a don Barone

    Occorrerà aspettare altri dieci giorni per entrare nel vivo del processo a don Michele Barone. L’interrogatorio del teste chiave, la sorella della piccola che avrebbe subito percosse e maltrattamenti «camuffati» da esorcismi, verrà sentita a fine mese. Cambiano i difensori del prete: all’avvocato Carlo Taormina subentrano i penalisti Maurizio Zuccaro e Camillo Irace. Che hanno chiesto i termini a difesa, ma non li hanno ottenuti, tuttavia il tribunale ha accordato il rinvio dell’interrogatorio della ragazza alla prossima udienza per consentire al nuovo collegio lo studio del voluminoso fascicolo agli atti. D’altro canto, l’escussione della sorella della vittima rappresenta il punto cruciale del processo: è stata lei a denunciare sia il sacerdote che i suoi stessi genitori, nonché il commissario di polizia Luigi Schettino, accusandoli di avere per più di un anno sottoposto a sevizie la ragazzina all’epoca dei fatti a malapena tredicenne.

    Si è appreso con certezza, nel corso della breve permanenza in aula, che il sacerdote – detenuto dal giorno dell’arresto, nel febbraio scorso – è stato trasferito dal carcere di Vallo della Lucania a quello di Secondigliano. Gli avvocati non si sbilanciano, ma pare che il Dap abbia deciso di trasferire il prete in seguito a situazioni di pericolo che si sarebbero verificate nel penitenziario salernitano. Un piccolo giallo se si considera che in una trasmissione tv si è fatto riferimento a una lettera scritta dal prete, nella quale si parlava di minacce e altro, ma del manoscritto la polizia giudiziaria non avrebbe trovato traccia.

    A ogni modo, ieri, per la seconda volta da quando è in corso il processo a porte chiuse a Palazzo di Giustizia di Santa Maria Capua Vetere, Barone era presente in aula. Barba incolta, solito piglio deciso, il sacerdote di Casapesenna ha potuto contare, sebbene solo a distanza, sul solito gruppo di adepti che si è presentato davanti al tribunale per sostenere moralmente colui che è considerato una guida spirituale.

    Come si ricorderà, don Barone è sotto processo per maltrattamenti su una minorenne e per abusi sessuali nei confronti di due ventenni, ex sue parrocchiane. Tutte considerate indemoniate. Nel corso delle indagini e dopo l’arresto sono emersi altri profili sui quali la Procura diretta da Maria Antonietta Troncone, con l’aggiunto Alessandro Milita e i sostituti Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, stanno tutt’ora lavorando. Affari legati ai pellegrinaggi a Medjugorie e Cracovia, un business sul quale Barone contava molto e dal quale aveva un certo introito dal momento che prima dei guai giudiziari era un prete stimato tanto in Italia quanto in Irlanda. Nel corso delle indagini sono state ascoltate decine di persone e la Procura ha acquisito diversi video in cui si vedono quelli che sembrano violenti rituali esorcistici. In un caso un uomo viene brutalmente colpito al capo con un pesante crocifisso. Una coppia di giovani residente a Desenzano sul Garda ha raccontato di essere stata a sua volta vittima di angherie da parte del prete. Nel corso dei mesi, agli atti sono finite anche le dichiarazioni del pentito Michele Barone, ex dei Casalesi e cugino omonimo del religioso.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_il_giallo_delle_minacce_al_don_barone-3973709.html

  • AVERSA. Abusi sessuali. La verità di don Barone in una lettera scritta in carcere

    AVERSA. Abusi sessuali. La verità di don Barone in una lettera scritta in carcere

    AVERSA – È tornato a parlare dopo diverso tempo Michele Barone, il sacerdote della diocesi di Aversa, sospeso, in quanto accusato di abusi e violenza sessuale su minori. Il ‘prete’ crede nella giustizia e soprattutto cerca, per l’ennesima volta, di spiegare la sua versione dei fatti.

    «Io non sono un’esorcista, ma noi sacerdoti siamo abilitati alle preghiere di guarigione e liberazione», spiega Barone. La sua lettera è arrivata a Storie Italiane, il programma condotto da Eleonora Daniele su Rai 1.

    L’ex sacerdote è stato arrestato il 23 febbraio all’aeroporto di Capodichino, quando era appena ritornato da un suo viaggio a Medjugorie. Una volta giunto nella casa circondariale, il prete ha ricevuto non poche minacce di morte e, per tale motivo, attualmente è in regime di isolamento. Nella medesima lettera, confida: «Mi sento affidato al Signore ed emergerà tutta la verità».

    Michele Barone ha sempre cercato di difendersi dall’accusa di aver sfregiato una ragazzina durante alcune pratiche di esorcismo. L’ex sacerdote spiega di aver messo in atto solo quanto prescritto dai manuali canonici sull’esorcismo: tali ‘cure’ potrebbero aver causato al massimo un ematoma temporaneo. Medesima risposta per quanto concerne ad un video prodotto dalla Procura, dove si nota Barone praticare un rito di esorcismo su un 50enne, ma con modi violenti.

    AVERSA. Abusi sessuali. La verità di don Barone in una lettera scritta in carcere

  • Il documentario choc su Bergoglio: “Ha provato a coprire prete pedofilo”

    Il documentario choc su Bergoglio: “Ha provato a coprire prete pedofilo”

    Papa Bergoglio accusato di aver provato a coprire un prete pedofilo ai tempi dell’Argentina. L’ipotesi choc che emergerebbe da un documentario

    Papa Bergoglio accusato di aver provato a coprire un sacerdote pedofilo.

    Un fatto che sarebbe avvenuto in Argentina, prima che l’arcivescovo di Buenos Aires venisse eletto al soglio di Pietro.

    Quanto pubblicato anche da Dapospia in queste ore pare destinato a costituire un ulteriore elemento di discussione: la televisione tedesca Zdf ha optato per mandare in onda un video che accuserebbe Bergoglio, in relazione ai suoi trascorsi argentini, di aver “ignorato le vittime degli abusi provando a coprire un prete pedofilo”.

    “Il documentario – si legge su DagoNews, che ha ripreso un pezzo del sito conservatore Lifesite news – è diretto da Martin Boudot e si intitola “The Silence of the Shepherds” (il silenzio dei pastori). Nel 2017 ha vinto il “Prix Europa” come miglior documentario e non è mai uscito in Italia”.

    Nello specifico, è la seconda metà dell’opera di Boudot a sviscerare la questione appena accennata. L’allora arcivescovo di Buenos Aires, all’interno di un libro scritto a quattro mani, ha sostenuto la mancanza di sacerdoti abusatori all’interno della sua diocesi di competenza: “Quando succede, non puoi far finta di niente. Non puoi essere in una posizione di potere e distruggere la vita a un’altra persona. Nella mia diocesi non è mai successo”, avrebbe scritto l’ecclesiastico, che è poi divenuto pontefice della Chiesa cattolica.

    Virgolettati che sarebbero stati messi in discussione poco dopo: “…Bergoglio, mentre stava scrivendo il libro, aveva proprio nella sua diocesi di Buenos Aires un caso di pedofilia: quello di Padre Julio César Grassi, che abusava regolarmente dei bambini dell’orfanotrofio che dirigeva: l’Happy Children Orphanage”.

    La tesi ipotizzata, che scotterebbe non poco, è la seguente: il gesuita argentino non solo non avrebbe mai replicato alle richieste d’aiuto provenienti dalle vittime, ma avrebbe anche “provato a deviare il corso della giustizia”. “Secondo Juan Pablo Gallego, avvocato delle vittime – si legge sempre sul sito citato – i vescovi argentini nel 2010 hanno commissionato un dossier a un professore di diritto penale, in cui si spiegava perché la corte aveva torto, Grassi era innocente e le vittime delle persone bugiarde”. Una “contro – inchiesta”, in sintesi, che potrebbe essere servita per tentare di orientare il giudizio dei giudici.

    A presiedere la commissione dell’episcopato – viene specificato nel pezzo – sarebbe stato proprio Jorge Mario Bergoglio. Pare, poi, che una delle vittime abbia sostenuto che Grassi potesse contare sulla copertura dell’argentino: “Una volta mi disse che Bergoglio non gli lasciava mai la mano. Una volta diventato Papa non ha mai commentato pubblicamente il caso”.

    Il Papa, incontrato a Piazza San Pietro da alcune persone che stavano lavorando al documentario, avrebbe smentito i suoi accusatori rispetto all’ipotesi della “contro – inchiesta”. L’articolo si conclude con questa informazione: “Grassi non è mai stato laicizzato. Almeno non sotto Bergoglio”. Il presunto responsabile di abusi ai danni di minori dovrebbe scontare una pena carceraria equivalente a quindici anni.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/documentario-choc-su-bergoglio-ha-coperto-prete-pedofilo-1572174.html

  • Casapesenna. Don Michele Barone in carcere: ancora tanti perché

    Casapesenna. Don Michele Barone in carcere: ancora tanti perché

    Ancora tanti punti interrogativi sulla vicenda di don Michele Barone, il sacerdote del Tempio di Casapesenna arrestato con l’accusa di aver esorcizzato una tredicenne con abusi, maltrattamenti e violenza sessuale. I perché riguardano soprattutto l’origine degli episodi che si sono verificati in carcere fin dai primi momenti del suo ingresso presso il carcere di Vallo della Lucania. Struttura nella quale è stato trasferito dalla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove fu condotto al momento del suo suo arresto avvenuto il 23 febbraio di quest’anno. Il sacerdote sarebbe stato minacciato dagli altri detenuti secondo il “codice d’onore” dei carcerati che mira a punire i pedofili e i violentatori.

    A comunicarlo alla stampa con una nota è stato Vincenzo Barone padre del sacerdote. Ecco cosa racconta: “Il primo episodio strano che si è verificato consiste in minacce di morte che il sacerdote ha subito, da altri detenuti, successivamente trasferiti presso altre strutture. Il secondo riguarda altre minacce che lo stesso Don Michele avrebbe ricevuto da altri detenuti e fermate in tempo grazie all’ausilio delle telecamere e al tempestivo intervento della direttrice del carcere di Poggioreale che stava sostituendo la direttrice del carcere di Vallo della Lucania.

    Il sacerdote è stato isolato per evitare altri comportamenti dannosi nei suoi confronti. I detenuti responsabili dei fatti si sono giustificati dicendo che era stato Don Michele a mettere in atto le minacce nei loro confronti ma i video delle telecamere di sorveglianza hanno smentito questa tesi. I dubbi relativi alla vicenda riguardano anche le ragioni che fino ad ora hanno impedito al sacerdote di ottenere i domiciliari, anche alla luce della chiusura delle indagini all’incidente probatorio che invece sono stati concessi agli altri soggetti coinvolti nella vicenda. Perché venga fatta maggiore chiarezza sul caso, non resta che attendere la fase del dibattimento, durante la quale verranno portate prove dai difensori, così come gli stessi hanno fatto sapere, di una certa rilevanza, consistenti anche in registrazioni audio o video che dovrebbero testimoniare l’estraneità del sacerdote rispetto ai fatti di cui è stato accusato”.

    Anzia Cardillo

    http://www.larampa.it/2018/08/31/casapesenna-don-michele-barone-in-carcere-ancora-tanti-perche/

  • Caserta, abusi su bimba di 8 anni in oratorio: arrestato un pensionato

    Caserta, abusi su bimba di 8 anni in oratorio: arrestato un pensionato

    Avrebbe abusato di una bambina di otto anni, mentre la piccola giocava a biliardino nell’oratorio di una parrocchia. Con questa accusa un pensionato di 67 anni è stato arrestato dai carabinieri e posto ai domiciliari, a Recale, in provincia di Caserta, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La violenza, un singolo episodio, sarebbe avvenuto il giorno di ferragosto nei locali della parrocchia di Santa Maria Assunta e sarebbe stata ripresa dalle telecamere.

    La telecamera

    E’ stata la madre della piccola, dopo aver saputo da quest’ultima quanto accaduto, a mettere in moto le indagini, che sono state molto celeri. Sono stati immediatamente ascoltati i testimoni presenti al momento della violenza, che hanno confermato quanto raccontato dalla bambina, ovvero che il pensionato le si è avvicinato mentre era intenta a giocare a biliardino con un’amichetta ed ha cominciato l’aggressione sessuale, nonostante lei cercasse di sfuggirgli. Ma l’elemento che ha inchiodato il pedofilo, permettendo agli inquirenti di chiudere il cerchio delle indagini in pochi giorni e ottenere l’emissione dell’ordinanza cautelare, sono state le immagini delle telecamere di video-sorveglianza interne della struttura, che hanno ripreso per intero il fatto, mostrando «senza veli» l’approccio violento del 67enne e i tentativi della piccola di divincolarsi dalla presa.

    https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_agosto_27/caserta-abusi-bimba-8-anni-oratorio-arrestato-pensionato-30fb53dc-aa05-11e8-aade-03f35a00d200_amp.html

  • Oltre 800 firme contro il prete pedofilo a Bagni

    Oltre 800 firme contro il prete pedofilo a Bagni

    A Bagni di Lucca e, in particolare, a Fabbriche di Casabasciana è rimasto il caso dell’estate. L’argomento caldo tra le mura domestiche e nei bar. Don Paolo Glaentzer, il parroco arrestato con l’accusa di aver abusato di una bambina di 10 anni che le era stata affidata e con la quale si era invece appartato nell’auto in un parcheggio di un supermercato di Calenzano, dove è stato trovato nudo, fa ancora discutere nel comune termale.

    A Fabbriche di Casabasciana gli abitanti non lo vogliono e temono, tra l’altro, per la vicinanza dell’asilo all’abitazione del fratello dove il sacerdote è stato messo ai domiciliari. Ci sono molti paesani tra gli oltre 860 firmatari della petizione online lanciata a inizio agosto su change.org per chiedere che il parroco sia trasferito in carcere (Ecco il link). Una raccolta di firme sul web, lanciata da Massimiliano Vintaloro e rivolta al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, al quale si chiede di valutare il caso e intervenire perché sia accolta la richiesta della procura di Prato che chiedeva il carcere per don Paolo Glaentzer. Una proposta tuttavia respinta dal gip che aveva disposto i domiciliari.
    Sospeso dalla diocesi di Firenze, ‘rifiutato’ da quella di Lucca, che gli ha vietato di esercitare, ricordando il provvedimento della curia fiorentina e sottolineando che il parroco pedofilo non è ospitato in alcuna struttura della canonica, né, evidentemente, lo sarà, don Paolo resta nel mirino anche di parte dell’opinione pubblica a Bagni di Lucca.
    “Pensavo che quella bambina avesse 15 anni”, aveva detto agli inquirenti il parroco che quando è stato scoperto ha rischiato di essere linciato dalla folla. Per la bambina, che era seguita dai servizi sociali, è stato invece disposto un sostegno psicologico.
    Secondo quanto è stato ricostruito, il sacerdote si era fermato attorno alle 22 del 23 luglio scorso nel parcheggio di un supermercato lungo il tragitto tra la sua parrocchia – una chiesa in provincia di Firenze – e la casa della bambina. Qui, restando all’interno dell’auto, si sarebbe spogliato e avrebbe molestato la bambina. E’ stato un passante che vive nella zona a notare i due nell’auto, in un angolo piuttosto buio. Il parroco era con i pantaloni abbassati quando è stato aperto lo sportello per far uscire la bambina, dando l’allarme al vicinato. Un gruppetto di persone si è così raccolto nel parcheggio. Tra questi c’era anche il padre della bambina e in attesa dell’arrivo dei carabinieri ci sono stati momenti di tensione. Alcuni hanno cercato di colpire il prete, per linciarlo, ma sono stati bloccati dai carabinieri.
    Contro la permanenza del sacerdote a Fabbriche di Casabasciana si era espresso anche don Nando Ottaviani, vicario di zona per la diocesi di Lucca che attraverso un video messaggio divenuto virale su Facebook aveva chiesto che don Paolo fosse ridotto allo stato laicale.

  • Vittima di preti pedofili si sfoga: “Accolgo la richiesta del Papa, ma questo schifo deve finire” – VIDEO

    Vittima di preti pedofili si sfoga: “Accolgo la richiesta del Papa, ma questo schifo deve finire” – VIDEO

    Vittima di abuso da parte di un sacerdote, Arturo accoglie la richiesta di digiuno di papa Francesco ma gli chiede in cambio che si passi ai fatti.

    Dopo che l’inchiesta sugli abusi dei sacerdoti ha evidenziato il coinvolgimento di 301 membri del clero in casi di stupro e molestia di minore, il Santo Padre ha condiviso una lettera al popolo in cui si scusa con le vittime per il dolore che è stato inflitto loro ed in cui chiede a tutti i membri della Chiesa di pentirsi con dolore e vergogna per gli ennesimi atti di violenza contro innocenti coperti da vescovi compiacenti.

    Nella lunga lettera il papa ha anche chiesto alla comunità di intervenire e dare una mano alla Chiesa affinché lo sradicamento di questa pratica ormai radicata al suo interno si verifichi il prima possibile. L’aiuto chiesto dev’essere fatto attraverso le preghiere, i digiuni, ma anche con azioni pratiche come le denunce e le testimonianze. Alla richiesta ha aderito Arturo Borrelli, vittima di un sacerdote pedofilo che già in passato ha denunciato il colpevole e che tutt’oggi lotta affinché la giustizia lo ritenga colpevole e lo condanni.

    Arturo chiede al papa di sollevare dall’incarico il Cardinale Sepe

    Borrelli, il cui caso di violenza subita è stato condiviso a tutta la nazione attraverso un servizio de ‘Le Iene‘, approfitta delle parole del papa per chiedere al pontefice la rimozione dall’incarico del cardinale Sepe, reo di aver coperto e spostato sotto falso nome il sacerdote che lo aveva molestato: don Silverio Mura (il cui nome fasullo era Saverio Avessano). Grazie alle prove portate, Arturo è riuscito a far sospendere il sacerdote in questione e ad inizio dell’anno prossimo ci sarà un’udienza importante per la condanna. Questo però non gli basta poiché ritiene il cardinale Sepe colpevole quanto il suo molestatore e vuole che anche lui paghi per il male causato alle vittime del sacerdote Mura.

    L’uomo, attraverso un video in diretta Facebook in cui dice di accettare l’invito del papa al digiuno, chiede in cambio al papa una promessa: “Il papa ha chiesto di fare un digiuno ed io sono il primo a farlo, ma adesso non voglio più chiacchiere nemmeno da lui. Adesso voglio i fatti”, Borrelli spiega che una sua sconfitta in tribunale sarebbe un danno per tutte le vittime e quindi ribadisce: “Io sto con papa Francesco, con le sue belle parole, ma adesso noi vittime siamo stanche e vogliamo che dalle parole si passi all’azione… questo schifo deve finire”.

    https://www.facebook.com/100009290170522/videos/2117755878544064/

  • Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio; parole di un bugiardo o più semplicemente di un leader religioso con grossi problemi di dissociazione dalla realtà? (Contiene video e posizioni di Gianluigi Nuzzi)

    Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio; parole di un bugiardo o più semplicemente di un leader religioso con grossi problemi di dissociazione dalla realtà? (Contiene video e posizioni di Gianluigi Nuzzi)

    Un salto al ribasso della qualità quello di Bergoglio che da populista di “alto livello”, se così si può dire, si trasforma in leader dell’inciviltà più meschina, barbara e ripugnante.

    Nella sua lettera al Popolo di Dio, dalla quale anche se molti giornali non lo scrivono si dissocia in primis proprio  il Popolo di Dio tra cui Patrick McCafferty di Belfast che nel suo magazine parrocchiale ha chiesto a Francesco di rimanere a Roma: “Chiederei al nostro Santo Padre il papa di non venire in Irlanda”. Tra l’ennesimo insulto alle vittime dei preti cattolici, emergono diversi aspetti inquietanti.

    Il grave ed evidente ritardo mentale delle gerarchie cattoliche che dopo più  di vent’anni di accuse da parte delle vittime e delle associazioni che le tutelano, toh, tutto a un tratto si accorge per la terza, quarta, quinta volta, di non aver fatto abbastanza (per non dire nulla) per affrontare il problema e per tutelare le vittime e le potenziali nuove.

    Questo lo squallidissimo teatrino di Bergoglio, che per tirarsene fuori dagli scandali che continuamente emergono testimoniando il fallimento della chiesa nell’affrontare l’endemico problema, e grazie alla complicità criminale di quella stampa che lo favoreggia, promette per la terza, quarta, quinta ecc. volta tolleranza zero con la proverbiale promessa che tutto ciò non accadrà più.

    Nel suo incivile concetto, nel frattempo, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato.

    Nella sostanza, uscendo dal concetto religioso e facendo un paragone più alla portata di tutti, Begoglio chiede alla vittima/pedone di un ubriaco che, in stato di alterazione da alcol l’ha investita e l’ha costretto ad usufruire a vita di una sedia a rotelle, che si accontenti delle scuse senza pretendere un aiuto per comprarsi una sedia a rotelle che gli permetta di muoversi.

    Un concetto ripugnante e di una violenza inaudita che varrebbe a dire che se le vittime, questa volta legittimamente, facessero violenza ai propri aguzzini, basterebbe poi chiedere scusa.

    In conclusione, un bugiardo o un leader religioso con gravi problemi di dissociazione dalla realtà?

    Potremmo forse trovare la risposta se riflettessimo sulle aspettative che Bergoglio ha lanciato per l’ennesima volta al Popolo di Dio, aspettative che non è neppure riuscito a risolvere in uno staterello di un km quadrato con al suo interno solo una quindicina di bambini.

    Parlo del caso di don Martinelli e dei chierichetti del papa che hanno denunciato le presunte molestie subite in vaticano, che per la terza volta va verso l’insabbiamento al punto tale che poco più di un mese fa vedevamo il Martinelli, anziché sospeso, raccogliere prenotazioni per gli esercizi spirituali dell’Opera don Folci, esercizi ai quali paradossalmente presenziava niente popò di meno che il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Francisco Ladaria.

    Bergoglio, il papa dalla credibilità ZERO.

    Di Francesco Zanardi

  • Caso don Glaentzer, un sacerdote su Fb: “I genitori diffidano dei preti, hanno ragione”

    Caso don Glaentzer, un sacerdote su Fb: “I genitori diffidano dei preti, hanno ragione”

    Lucca, duro video su Facebook di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli

    Lucca, 29 luglio 2018 – “Don Paolo Glaentzer doveva andare in carcere”. E’ durissimo il commento di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli, sulla vicenda del religioso sorpreso in auto con una bambina nell’hinterland fiorentino. Una vicenda che non finisce di far discutere e che diventa anche “lucchese”, visto che don Glaentzer è ai domiciliari a Fabbriche di Casabasciana, in provincia di Lucca.

    «Un atto da condannare, l’infanzia non si tocca. La curia di Firenze ha sospeso don Paolo Glaentzer, ma io mi auguro, da cittadino e da sacerdote, che possa essere ridotto subito allo stato laicale. Chi sbaglia paga. E mi auguro anche che lo mettano in carcere, perché è un porco che ha abusato di una bambina innocente e pura. Caro don Paolo, devi prenderti le tue responsabilità», dice don Nando in un video su Facebook già molto visto.

    «Non voglio fare di tutta un’erba un fascio – sottolinea don Nando Ottaviani – ma purtroppo ci sono tante mele marce nell’ambiente ecclesiastico. Caro don Paolo, tu dovevi andare in galera! Dovevi dire sì ho peccato, mandatemi in galera. Invece gli hanno dato i domiciliari, così si ravvede… Ma quando si ravvede? Qui sta crescendo la diffidenza da parte della gente anche contro i sacerdoti. Le famiglie hanno paura a mandare i loro figli al catechismo. Hanno ragione, se i modelli di sacerdote sono quelli di sesso, potere e soldi».

    https://www.facebook.com/nando.ottaviani/videos/10212611421385439/?t=8

  • Celle Ligure: incontro con il giornalista GIANLUIGI NUZZI e presentazione del libro “Peccato originale”.

    Celle Ligure: incontro con il giornalista GIANLUIGI NUZZI e presentazione del libro “Peccato originale”.

    Domenica sera, 15 luglio 2018. La piazza sul Lungomare Colombo si riempie ancora prima degli ospiti, è difficile trovare una sedia libera e anche il muretto dietro le sedie è gremito. Il volantino distribuito ricorda i vari eventi proposti per questa calda estate dalla Libreria Ubik di Savona, nell’ambito della manifestazione “Parole ubikate in mare”.

    Questa sera l’ospite è il giornalista Gianluigi Nuzzi con la presentazione del suo libro “Peccato originale. Conti segreti, verità nascoste, ricatti: il blocco di potere che ostacola la rivoluzione di Francesco”
    (Chiarelettere). Interviene il Presidente della Rete L’ABUSO Francesco Zanardi e introduce Renata Barberis.

    In questo nuovo libro, che segue altri tre libri dello stesso autore (“Vaticano Spa”, “Sua Santità”, “Via Crucis”), Gianluigi Nuzzi porta alla luce, con documenti inediti, carte dell’archivio Ior e testimonianze incredibili, gli scandali nella Chiesa dal Pontificato di Paolo VI fino ai nostri giorni. La capacità oratoria del giornalista cattura subito l’attenzione di tutti, dalla prima all’ultima parola, nonostante l’argomento sia vasto e complesso. Ripercorre i vari temi che collegano i tre fili rossi che lui chiama le tre S (il sangue, i soldi e il sesso) con narrazione di testimonianze e documenti molto concreti.

    Viene toccato anche il tema della pedofilia, degli scandali sessuali nella Chiesa. Gianluigi Nuzzi si domanda come sia possibile, in questo campo, affidarsi all’iniziativa dei singoli. Ricorda che Francesco Zanardi, Presidente dell’Associazione Rete L’ABUSO, è a sua volta una vittima di un prete pedofilo:

    “Un signore che ha subìto, ora ha una missione nella vita: quella di dare trasparenza. A questo punto siamo arrivati?! A chiedere alle vittime di sostituirsi ad altri?! Vi rendete conto come è straziante? E lui: questo è uno dei motivi per i quali lui vive, per cui fa benissimo a fare così. Ma noi come comunità, e soprattutto il Vaticano, non c’è un vago senso di vergogna rispetto a questo?”

    Nuzzi si domanda, e domanda ai cittadini, cosa ha fatto Papa Francesco su questo specifico aspetto, come la Chiesa sta affrontando il tema della pedofilia.

    Riconosce due grosse novità introdotte dall’attuale Papa:

    1) il Tribunale per giudicare i Vescovi accusati di insabbiamento (Motu Proprio “Come una madre amorevole” n.d.r.). Peccato però che – dichiara Nuzzi – nella sua esperienza anche recente, in tutti i casi in cui erano coinvolti Vescovi per omissione, sono rimasti tutti al loro posto. “Non risulta che siano stati perseguiti Vescovi che hanno coperto questi casi!”.

    2) la Commissione Pontificia per la Tutela dei Minori, alla quale partecipavano anche due rappresentanti delle vittime. “Dopo un anno, queste vittime se ne sono andate via sbattendo la porta perchè la commissione non stava facendo niente“. “Commissione inutile“

    Possiamo qui ascoltare l’estratto di questo passaggio.

    L’intervento di Gianluigi Nuzzi, è stato preceduto da una piccola intervista a Francesco Zanardi, Presidente dell’Associazione Rete L’ABUSO, che riconosce in Nuzzi un grande giornalista d’inchiesta.

    Zanardi ha ripercorso le varie fasi: dalla costituzione dell’Associazione, nata da un gruppo di otto vittime che, insieme, hanno deciso di fare qualcosa; fino ai nostri giorni, dove riconosciamo un accreditamento presso le Nazioni Unite insieme ad altri rappresentanti di 15 nazioni di 4 continenti. Rete L’ABUSO è partner di ECA (Ending Clerical Abuse), organismo internazionale che si batte per la lotta alla pedofilia clericale.

    Compito dell’Associazione è quello di monitorare gli spostamenti dei sacerdoti, offrire difesa legale alle vittime attraverso 16 avvocati su tutto il territorio nazionale iscritti al patrocinio gratuito, ma anche, e soprattutto, proporsi come “Rete” per contrastare la solitudine e l’isolamento che colpisce ogni vittima. Vi è quindi la possibilità che le vittime siano in contatto tra loro in una sorta di auto-aiuto, così come i familiari delle vittime che stanno vivendo la stessa drammatica esperienza.

    Francesco Zanardi ha trasformato il dolore e il dramma della sua vita in una “opportunità”, in qualcosa di positivo e costruttivo. Spiega molto bene il passaggio da vittima a sopravvissuto: vittima è colei che si sente emarginata, che vive da sola nel proprio destino che la devasta, che tenta almeno una volta di suicidarsi; sopravvissuto è viceversa colui che inizia ad affrontare, che “parte dal punto in cui si trova” per incominciare a costruire, per diventare persona attiva nella propria esistenza. E’ un passaggio fondamentale.

    Per chi non era presente a Celle Ligure il 15 luglio, riproponiamo il video integrale della serata.