Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: video

  • Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    Sit-in vittime abusi preti vicino S.Sede

    29 Ottobre 2011 19:37 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) – ROMA – Una cinquantina di persone provenienti da diversi paesi d’Europa, presunte vittime di violenze da parte di preti pedofili, si sono riunite in un sit-in di protesta vicino a Castel Sant’Angelo, nei pressi del Vaticano. Con cartelli, striscioni e piccole lanterne lanciate verso il cielo, i survivors – così si autodefiniscono – chiedono al Vaticano di “assumersi le sue responsabilità e fare emergere la verità sugli abusi perpetrati da preti cattolici”.

    LA NUOVA DIRETTIVA
    L’Europa compatta contro i pedofili
    Abusi sessuali online, il voto del Parlamento
    Disposizioni per una unificazione delle leggi che regolano il contrasto al fenomeno della pedopornografia su internet. La relatrice e vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, Roberta Angelilli: “E’ stato un lungo lavoro che ha dovuto tener conto delle diverse sensibilità culturali e giuridiche”
    di CARLO CIAVONI

    L’Europa compatta contro i pedofili Abusi sessuali online, il voto del Parlamento La vice presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli
    STRASBURGO – Nell’oscuro mondo dei pedofili che su internet in cerca di bambini e adolescenti da adescare, e dove la violenza non è affatto virtuale, perché le offese che arreca alla psiche e all’anima delle decine di migliaia di vittime sono incancellabili, il Parlamento europeo compie una mossa decisa, votando una direttiva quasi all’unanimità, che allinea le legislazioni penali dei 27 paesi membri rispetto alla pedopornografia online. Si tratta del primo strumento legislativo per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la produzione e la diffusione di immagini e video a conteuto sessuale, protagonisti bambini e adolescenti.

    Le diverse sensibilità a confronto. “Un lavoro lungo e faticoso che ha dovuto tener conto di culture e sensibilità diversissime, ma che però abbiamo concluso con successo e adesso siamo davvero molto soddisfatti”, dice Roberta Angelilli, deputato del gruppo PPE-Pdl, oltre che vice presidente dell’Assemblea di Strasburgo, relatrice e tra le sostenitrici più tenaci di questa direttiva. Un impegno assiduo condiviso con la commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmström, del partito liberale svedese e con una solida esperienza nel campo dei diritti umani. Questa sulla pedofilia su internet è la seconda direttiva che incide in modo diretto sul diritto penale delle legislazioni degli stati dell’Unione, dopo quella sul traffico di esseri umani.

    Le principali novità. La legislazione italiana in materia (la più recente è del marzo 2006) è considerata già notevolmente avanzata, sia sul piano della definizione del reato sull’impianto sansonatorio. Tre le principali novità:

    *** Il grooming – L’introduzione del concetto di reato di adescamento online di minorenni (il grooming) sviluppato in ben 5 articoli

    *** I confini del reato – La dettagliata individuazione dei confini del reato di pedopornografia, termine che in Europa non era ancora entrato nel vocabolario giuridico. “Un lavoro, questo – ha aggiunto Roberta Angelilli – che abbiamo svolto tra chi, in altri paesi dell’Unione, ha tenuto infondatamente l’introduzione di norme che limitassero la navigazione in Rete. Noi invece – ha aggiunto la vice presidente del Parlamento – abbiamo tenuto la barra ben salda sui principi sanciti dalla Convenzione di Lanzarote”.

    *** L’extaterritorialità – Arricchimenti della nozione di competenza extraterritoriale, considerato il crescente fenomeno del turismo sessuale

    *** Le aggravanti – L’introduzione di sanzioni penali uniformi in tutta l’Unione Europea, con la scrittura di molte fattispecie legate alle circostanze aggravanti (l’articolo 9), come la particolare vulnerabilità, dovuta magari alla disabilità fisica o psichica; o all’altra aggravante dell’abuso nell’ambito familiare.

    *** Il casellario giudiziario – La nuova direttiva europa, per evitare la recidività, dispone un controllo del Casellario Giudiziario da parte dei datori di lavoro per coloro i quali svolgono attività professionali diretti e regolari a contatto con bambini.

    *** La confisca dei beni – Nelle stesse norme c’è anche la sanzione della confisca dei beni

    Il raduno delle vittime. La direttiva votata dal Parlamento Europeo cade, tra l’altro, a ridosso di un appuntamento speciale, quello di un raduno delle vittime della pedofilia clericale, che ci sarà domani nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina e che verrà arricchito anche dalla esposizione delle foto di Silvia Amodio, autrice di immagini di persone adulte con un passato di bambini costretti a subire violenze e abusi sessuali da sacerdoti e suore. Oggi pomeriggio alla Camera, c’è stata una conferenza stampa legata a questa iniziativa, cui partecipano, tra gli altri, il deputato radicale Maurizio Turco, Sue Cox e Ton Leerschool, fondatori di Survivor Voice Europe 1, i sopravvissuti alle violenze sessuali del clero.

    I numeri del traffico online. Gli abusi sui minori hanno una storia lunga, ma da diversi anni, complice la Rete, hanno subìto un aumento vertiginoso e preoccupante. Centinaia di migliaia sono i file pedopornografici in giro sui siti internet, che nei primi nove mesi del 2011 sono aumentati del 47%. Nello stesso arco di tempo Telefono Arcobaleno 2 ha individuato e segnalato più di 54mila siti, arrivando a superare il totale segnalato nell’intero anno precedente. La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), è lo Stato che registra l’aumento più significativo di questi materiali, rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi a uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di Telefono Arcobaleno emerge che circa un terzo degli utenti fa uso di smartphone oppure utilizza hardware e sistemi operativi di ultima generazione.

    Un affare colossale. La rapidità dei contatti e degli scambi di foto e video, ha messo in moto un affare colossale di dimensioni planetarie, valutato in centinaia di milioni di euro. Il Ministero dell’Interno, solo in Italia, calcola che si aggiri attorno ai 3 milioni di euro ogni anno: un mercato animato da dallo scambio di foto e video che ritraggono bambini indotti a rapporti sessuali precoci, o violenze e ad adolescenti ritratti in scene di sesso. Lo scenario di fondo è comunque quello che vede oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo vittime di abusi e sfruttamento sessuale. Piccoli ridotti in schiavitù, sottratti del loro diritto di essere bambini, senza libertà né dignità, ma solo oggetti per soddisfacimenti sessuali o sfruttati per produrre denaro.

    Il consenso sessuale. Il confine del consenso sessuale è sottoposto ad una disciplina contenuta nel Codice penale. In generale, si acquista a quattordici anni. Il limite scende a tredici anni, se il partner sessuale non ne ha più di sedici. Sale invece a sedici anni quando il partner ha con il minore un rapporto di parentela (non abbastanza stretto da configurare un incesto) o di tutela. Se però il minore presta il suo consenso nell’ambito di un’attività di prostituzione minorile, il limite risale nuovamente a diciott’anni.

    (28 ottobre 2011)

    http://www.repubblica.it/solidarieta/coope…mento-24054040/

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica
    27/10/2011, 21:33 a cura di Sara Marci 0 commenti Visualizza commenti

    Pene più severe contro pedofilia e pedopornografia, ma la Lega chiede la castrazione chimica

    BRUXELLES, 27 OTTOBRE 2011 – Grazie alle nuove regole approvate oggi dal Parlamento Europeo si avranno pene più severe contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva approvata quasi all’unanimità (con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni) stabilisce sanzioni penali minime per circa 20 tipologie di crimini.

    La direttiva, già concordata con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introduce disposizioni valide in tutta Europa, per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime a cui i 27 Stati membri dovranno adeguare la loro legislazione nazionale entro due anni.

    La direttiva è stata preparata dall’italiana Roberta Angelilli, eurodeputata Pdl e vicepresidente del Parlamento europeo, che ha spiegato: “permetterà di combattere gli abusi sui minori, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia. Rappresenta uno strumento legislativo innovatore e un passo avanti per la protezione dei nostri bambini. Il testo servirà ad assicurare la tolleranza zero per tutti i crimini contro i bambini”.

    L’Unione europea si dota così di un pacchetto di norme chiare ed efficaci volte al contrasto di tutti i reati commessi nei confronti dei minori, è prevista, ad esempio, una pena di almeno dieci anni di carcere per chi costringe un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi, rischieranno non meno di tre anni di prigione i produttori di pornografia ed almeno un anno per chi utilizzerà il materiale pornografico sul web. Gli Stati membri avranno inoltre l’obbligo di eliminare le pagine web che contengono materiale pedopornografico ospitate sul proprio territorio, ma dovranno anche, qualora questi siti siano ospitati su server al di fuori dell’UE, cooperare con gli altri stati per ottenerne la rimozione. Oltre all’inasprimento delle pene, sono introdotte nuove categorie di reati, l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale.

    Le associazioni a tutela dei bambini hanno accolto positivamente le nuove disposizioni, mentre Claudio Morganti, eurodeputato della Lega Nord, ha proposto di rendere obbligatoria la castrazione chimica. ”In Italia – ha rilevato Morganti – non si discute di castrazione chimica, ma in alcuni paesi europei, dove è già in vigore, ha dato risultati soddisfacenti”.

    Sara Marci

    http://www.infooggi.it/articolo/pene-piu-s…-chimica/19578/

  • Molestie a ragazzi, nei guai un sacerdote Giovane avrebbe filmato gli abusi subiti

    Molestie a ragazzi, nei guai un sacerdote Giovane avrebbe filmato gli abusi subiti

    Il prete è un uomo di 55 anni allontanato da una parrocchia della Bassa bergamasca. Ora si trova in un convento

    Indagano i carabinieri

    Bergamo, 28 ottobre 2011 – Ci sarebbe un filmato compromettente, in possesso delle forze dell’ordine, che incastrerebbe un sacerdote ritratto in atteggiamenti spinti con alcuni ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni. Gli incontri a “luci rosse” finiti sotto accusa, e documentati in un servizio televisivo della trasmissione ‘‘Le Iene’’, sarebbero avvenuti in sacrestia e in casa del sacerdote dietro il pagamento di 15-20 euro. Il prete, un 55enne, da circa venti in servizio in una parrocchia della Bassa Bergamasca, avrebbe avvicinato le sue vittime con la scusa di farsi aiutare in alcuni lavoretti.

    Un pretesto, perchè in realtà lo scopo era ben altro. Smascherato, il religioso è stato immediatamente allontanato dalla parrocchia e ora si trova in un convento della provincia. Della vicenda se ne occupano i carabinieri della Compagnia di Bergamo che hanno avviato tutta una serie di indagini, grazie anche alle testimonianze dei ragazzi che hanno trovato il coraggio di denunciare ciò che gli era accaduto.

    In particolare uno di loro, un maggiorenne, ha raccontato dell’approccio avuto con il prete. Il religioso lo avrebbe attirato in canonica con una scusa banale: un aiuto per sistemare alcune cose. Ma una volta soli, il sacerdote avrebbe iniziato un vero e proprio approccio nei confronti del ragazzo chiedendogli di abbassarsi i pantaloni. Ogni passaggio sarebbe stato ripreso dal maggiorenne con il suo telefonino.

    Le altre vittime del sacerdote sarebbero due ragazzi di 16 e 17 anni, attirati in sacrestia sempre con la medesima scusa. E anche in questo caso gli approcci sarebbero stati filmati con un telefonino. Ora i video sono allegati al fascicolo aperto dagli investigatori nei confronti del sacerdote. Quest’ultimo si è sempre difeso dichiarando la propria innocenza e l’estraneità ai fatti contestati.

    di Rocco Sarubbi

    http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/201…e_ragazzi.shtml

     

  • Vice parroco per più di vent’anni in un’importante parrocchia è stato trasferito negli ultimi mesi

    Vice parroco per più di vent’anni in un’importante parrocchia è stato trasferito negli ultimi mesi

    Il caso – Vice parroco per più di vent’anni in un’importante parrocchia è stato trasferito negli ultimi mesi. Un diciassettenne ha filmato “un pomeriggio in sacrestia”. Informati i carabinieri. L’attuale parroco: “Aspettiamo le indagini”.
    Prete della Bassa molesta minorenne Lui lo filma col telefono e va alle Iene

    Era vice parroco da più di vent’anni in un’importante parrocchia della Diocesi di Bergamo nella Bassa Bergamasca. Ma di recente è stato trasferito in un altro paese, non lontano, apparentemente senza motivo. I motivi del trasferimento, però, erano già sulla bocca di tutti in parrocchia e sono finiti in tv alle “Iene” nella puntata del 26 ottobre: due ragazzini, uno di 18 e uno di 17 anni, veniva molestati da don A. E finchè si trattava di un maggiorenne non c’erano reati, per quanto la condotta del prete fosse sicuramente deprecabile da parte della curia.
    C’era di mezzo però anche il 17enne, che si è alleato con l’amico e ha voluto firmare quanto avveniva in alcuni pomeriggi passati in sacrestia. Ne è venuto fuori un filmato che anche le Iene hanno voluto evitare di mandare in onda, proponendo una ricostruzione grafica di quel che avveniva. Un filmato che, secondo la trasmissione di Italia 1, sarebbe stato anche consegnato ai carabinieri del comando provinciale di Bergamo e quindi alla compagnia di Treviglio, competente sul territorio di quella parrocchia.
    Don A. tocca nelle parti intime il 17enne, pronuncia frasi piuttosto sconce, si lascia andare ai più bassi istinti, senza sapere che il ragazzino lo sta filmando. Un lavoro da “Iene”, appunto, fatto in casa. Un episodio che ricorda il caso di S. R., il sacerdote di 51 anni che la mattina del 28 novembre del 2010 fu trovato morto nelle campagne tra Masano di Caravaggio e Pagazzano, suicida. Si era tolto la vita: a giugno del 2010 era finito anche lui nel mirino delle Iene. In servizio al Santuario di Caravaggio aveva molestato alcuni ragazzini ed era stato poi mandato in una comunità di recupero. Ma non aveva retto.
    Ora un’altra denuncia, sempre da parte della trasmissione di Italia 1, stavolta grazie ad un ragazzino che ha voluto confezionare da solo il suo video. Il servizio delle Iene, per motivi ignoti, non è stato messo online. Anche in questo caso un attore della trasmissione di Italia 1 ha raggiunto il prete, per verificare al meglio la testimonianza (anche video), dei ragazzini.
    Nella mattinata di ieri (domenica 30 ottobre) l’attuale parroco del paese dove don A. era stato vice, ha voluto parlare di questo caso ai suoi parrocchiani: “Attendiamo le indagini, so che molti sono rimasti colpiti da quanto accaduto e trasmesso in tv”.

    www.bergamonews.it/bassa/articolo.php?id=48768

  • I video delle 3 puntate

    I video delle 3 puntate

    Presunti abusi di un religioso: Staderini e Chiaramello, Vaticano risponda su accuse de Le Iene. La Presidente dell’Umbria dica se le strutture sono legate alla ASL

    21/10/2011

    Fermo immagine servizio delle iene su presunti abusi denunciati ad un vescovo

    Ad una settimana dalla gravissima denuncia diffusa dalla trasmissione Le Iene venerdi scorso, è inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano.

    Nell’inchiesta televisiva, infatti, si accusa il sacerdote cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto.

    Non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse?

    Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana?

    Troppe le domande ancora senza risposta. Ad esempio, è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni?

    Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la ASL per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza su di un contesto che rimane opaco e preoccupante.

    Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani e Liliana Chiaramello, segretaria Radicali Perugia

    I video delle 3 puntate

    www.video.mediaset.it/video/iene/pu…#tc-s1-c1-o1-p6

    www.video.mediaset.it/video/iene/pu…gli-orrori.html

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/pu…o-di-abusi.html

    www.radicali.it/comunicati/20111021…ponda-su-accuse

  • Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    E’ iniziato Giovedì 22 Settembre il Pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi e fra oggi e domani si concluderà. Io l’ho rintracciato e gli ho chiesto di spiegarmi meglio la motivazione che lo ha spinto a questa nuova protesta dopo lo sciopero della fame intrapreso l’anno scorso. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati la volta scorsa (se ve la siete persa, cliccate qui), per poi soffermarci a parlare della denuncia al papa, ma anche delle numerose testimonianze che ha raccolto lungo il suo pellegrinare di questi giorni. Esclusiva

    Francesco l’ultima volta che ci siamo sentiti è stato in occasione del tuo sciopero della fame, quasi un anno fa, contro i preti pedofili. Lo sciopero è finito e cosa hai ottenuto?
    Purtroppo nulla di positivo, ma tante intimidazioni da parte del clero. Un risultato atteso, utile a salire i livelli della casta, utile a fare emergere le reali intenzioni del clero in modo che non si possa parlare di illazioni.
    Da qualche giorno, invece, è iniziato il tuo viaggio, rigorosamente a piedi, da Savona a Roma. Ti va di spiegarci i motivi che ti hanno indotto a mettere in atto questa nuova crociata?
    Gli abusi commessi da membri del clero sono particolarmente devastanti e frustranti, per la vittima e i familiari, difficili da affrontare, perché difficile è associare un uomo che veste l’abito talare a questi crimini. Al tempo stesso nella giovane vittima si infrange la fiducia, che per abitudine associamo al sacerdote, da quel momento sarà sola perché non riuscirà più a fidarsi, crescendo con questo trauma. La nostra cultura, fondamentalmente cattolica condiziona molto la visione che tutti abbiamo di questa piaga. È molto facile individuare e intervenire su un pedofilo laico, quindi soccorrere anche la vittima, ma quando si tratta di un sacerdote le cose cambiano. Ad esempio il fatto che il laico venga isolato dalla società, mentre il sacerdote ha il sostegno dei fedeli e della Diocesi, crea la visione che sia impossibile che un uomo di Dio abbia commesso queste atrocità. Spesso non notiamo l’esempio che ho appena fatto, ci limitiamo a pensare che se è colpevole la giustizia interverrà, come nel caso del laico. La somma di tante situazioni simili porta al risultato, che spesso il laico va in carcere, viene segnalato e la vittima aiutata. Il sacerdote no, la copertura che si crea spesso con l’inconsapevole complicità di molti, difficilmente porta ad una condanna. L’unico modo per fermare questo meccanismo è quello di denunciare, quello di rompere il silenzio. Il dovere della società è quello di non girarsi dall’altra parte, di non far sentire emarginate queste persone, ma di darle sostegno, di aiutarle a chiarire la confusione, la paura, si sentono sporche e provano spesso vergogna per gli abusi che hanno subito, sono sole, chiuse in se stesse, non sono più riuscite a fidarsi dopo quell’esperienza.
    Anche io ho subito abusi da parte di un sacerdote, lo vedo tutt’ora girare impunito per le strade, ammette anche di avere abusato di me, facendosi forza del fatto che io sia prescritto. L’ho visto troppo spesso in passato con minori, che poi ho saputo furono a loro volta abusati, come me, ma io non avevo fatto nulla per impedirlo. Tante volte mi sono fatto sensi di colpa, ma poi ho imparato a reagire, a non subire più, a farmi coraggio, a rialzarmi da quello stesso peso che mi ha privato dei migliori anni della mia vita, di chi ha vissuto vicino a me, fino a che non mi sono opposto. Le vittime devono imparare che non sono sole e che possono aiutarsi, spesso anche a vicenda. Che possono aiutare un altro bambino a non subire gli stessi orrori, che conosciamo tutti molto bene, anche se spesso crediamo che gli altri non possano capire. Proviamo a fare capire cosa vuole dire un abuso su un bambino, forse riusciremo a sensibilizzare quelle persone che ora fanno finta di non essersi mai accorti di nulla, quelle che fanno finta di non vedere, quelle che si sono accorte ma non hanno denunciato, limitandosi a togliere i propri figli da quei luoghi. Più semplicemente quelli che non sanno che cosa è la pedofilia e la confondono ancora con la pederastia. Per questo voglio portare di persona la testimonianza che da vittime si può diventare sopravvissuti.
    Quando vedi il tuo carnefice girare liberamente per le strade, cosa provi?
    Tristezza perché so bene chi è e cosa fa, la cosa che mi da più dispiacere è il fatto che sta continuando a rovinare la vita a degli innocenti, con la complicità della chiesa e della magistratura che non sta intervenendo malgrado le prove e le vittime non prescritte. Uno scenario tutto italiano che incita alla delinquenza, purtroppo nel nostro paese le persone veramente tutelate dalla legge sono i criminali. Le vittime sono costrette a subire.
    Ė di questi giorni la notizia che il papa Benedetto XVI è stato denunciato per crimini contro l’umanità per aver compiuto 3 crimini: responsabile del mantenimento della leadership di un regime totalitario di coercizione in tutto il mondo  che soggioga i suoi membri con minacce terrificanti e nocive per la salute;  adesione ad un fatale proibizione dell’uso del preservativo, anche quando il pericolo di infezione da HIV-AIDS esiste; istituzione e mantenimento di un sistema mondiale di copertura dei crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che agevola nuovi crimini.
    Questa denuncia è segnale che la società è cambiata. Tu come hai reagito sentendo questa notizia e quale è stata la prima cosa a cui hai pensato?
    Io sono parte di questa denuncia, l’unica associazione italiana che la ha appoggiata è stata la rete l’abuso. Siamo coscienti che questa è e resterà solamente una pubblica denuncia in quanto il vaticano non riconosce l’AIa ed in Italia è protetto da una politica corrotta che contribuisce solamente alla tutela di criminali come la chiesa. Nel nostro paese i primi ad avere paura sono proprio i magistrati ed i politici. Mani pulite ne è stata una delle tante prove, le indagini anche in quel caso dovettero fermarsi ai confini dello stato del vaticano.
    Diciamo che i rapporti con la chiesa ultimamente per te stanno diventando sempre più complicati, tanto è vero che hai ricevuto lo sfratto da casa tua che era di proprietà della chiesa. Ti va di dirci come s’è svolta la vicenda?
    Direi l’opposto ovvero che la chiesa ora ha un cane sciolto che non molla l’osso, lo sfratto è stato uno dei clamorosi autogol della chiesa, il mio contratto scadeva tra due anni, ora invece ho la garanzia di restare ancora per 5 senza pagare né affitto né spese condominiali che ricadono a carico del proprietario. Una delle intimidazioni classiche del clero, che però l’ha fatta alla persona sbagliata, ovvero ho sempre perseguito senza paura la verità, ora mi sento veramente libero di agire. Il bliz da Bagnasco ne è la prova, non si può dire che sia stato positivo per lui.
    Tornando al tuo pellegrinaggio per la verità, con questo viaggio stai raccogliendo, nelle varie città in cui passi, delle testimonianze di abusi avvenuti dai preti. La gente riesce a raccontarti le storie oppure tendono pur sempre a proteggere la chiesa?

    No chi si avvicina non protegge la chiesa, tutt’altro, le vittime hanno ancora molta paura ad uscire allo scoperto, ma lo stanno facendo. Escono molti casi non ancora noti e moltissimi sacerdoti di cui non sapevamo. Forti critiche alla chiesa arrivano anche dagli stessi sacerdoti, scoraggiati ed imbarazzati davanti a tutto ciò, una loro frase ricorrente è che a questi punti il papa farebbe più bella figura a consegnare gli archivi, vi ricordo che lo scandalo non è italiano, ma mondiale, diciamo che l’Italia è la nazione che fino ad ora non ha reagito. Ma le cose stanno cambiando.

    Nel video che hai postato su youtube si vede benissimo come la gente, pur riconoscendoti, ti ha accolto bene a differenza dei due parroci e del Cardinale Bagnasco, che sembravano, invece, nervosi e quasi infastiditi dalla tua presenza lì. Ci racconti bene cosa hai visto durante quella funzione?

    Tengo a precisare chi era quella gente, i credenti più convinti, la reazione è stata un’anime cosa generalmente impossibile, in condizioni normali, con la maglia che avevo addosso mi avrebbero fischiato o costretto ad uscire. Invece rientrato dall’intervista chiesta dai giornalisti presenti, i fedeli mi hanno addirittura tenuto il posto in prima fila, molti mi hanno parlato e pur non assecondando nessuno ha prevalso il buon senso. Confesso che entrando avevo paura di una reazione opposta, quella ottenuta è stata in’aspettata, ho anche fatto la comunione, scatenando solo le ire dei preti e di Bagnasco. Mi ritengo molto soddisfatto, senza neppure fare una parola, la mia sola presenza ha scosso positivamente le coscienze.

    Sempre nel tuo video, sottolinei che il “Cardinale Angelo Bagnasco, parlando di Seppia si lascia sfuggire la frasecostretti a rimuoverlo anche se si corregge subito dopo.[…] Credo che la mia presenza e la sinistra censura imposta ai mezzi di informazione abbia tutt’altro che rimarginato lo squarcio aperto dal caso di don Seppia.” Mi spieghi a che tipo di censura ti riferisci?

    Purtroppo i mezzi di informazione presenti hanno avuto serie difficoltà a pubblicare le mie dichiarazioni e questo accade spesso purtroppo.
    Francesco durante il tuo tragitto verso Roma, mercoledì scorso 5 ottobre, ti è successa una cosa che ha dell’incredibile. Ci dici in breve in cosa consiste?
    Mercoledì ho subito una perquisizione da parte della polizia che non ha applicato nessuna delle procedure in vigore. Per farla breve, hanno agito sotto ordine non della questura, ma diciamo così di ignoti. A seguito di questo sono stati depositati esposti alle procure di Savona e Livorno. Per motivi di tutela personale, posso procedere a piedi verso Roma ma non posso più passare fuori dai centri abitati, arrivo previsto a Roma fra oggi e domani
    Una volta arrivato a Roma, cosa farai?
    Poche ore prima avviserò i sostenitori del mio imminente arrivo, avviserò il portavoce padre Lombardi e mi avvierò in territorio Vaticano. Li può accadere di tutto, dall’essere ricevuto all’essere bloccato dalla polizia. Ritengo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni che il Papa ha fatto a Berlino che sarò ricevuto, nel caso contrario avrò scalato l’intera casta ecclesiastica, e tireremo le vere somme sulle reali intenzioni e responsabilità che il clero non vuole assumersi. In questo caso ho già un’iniziativa pronta, sempre nel mio stile non violenta, ma meglio non parlarne per ora.
    Intervista:  Francesco Sansone
    Grafica: Giovanni Trapani
  • Le rivelazioni dell’amante di don Seppia censurate nei verbali ma registrate su un nastro

    Le rivelazioni dell’amante di don Seppia censurate nei verbali ma registrate su un nastro

    Genova – La confessione che fa tremare la Chiesa è contenuta in un video, un documento la cui esistenza finora era stata tenuta segreta. Non compare nelle carte dell’inchiesta di don Seppia, da cui sono stati “stralciati” quei passaggi, perché «non rilevanti per il processo». Affermazioni che potrebbero però prefigurare una nuova inchiesta sul seminario, e che, più di tutte le altre in questo scandalo, tengono sulle spine la Curia.

    Nelle immagini si vede un giovane, visibilmente provato dall’esperienza in prigione, mentre risponde alle domande degli inquirenti, nell’aula speciale del carcere di Marassi. È Emanuele Alfano, l’ex seminarista di 26 anni, sodale di don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri che amava i minori e la coca. L’amico che condivideva con lui i segreti più inconfessabili, con cui al telefono parlava di «negretti dal collo tenero». E ciò che ha da raccontare, Alfano, non riguarda solo il parroco di Sestri, ma altri episodi, avvenuti nell’istituto religioso.

    È il 23 maggio scorso. Il suo è un interrogatorio lungo, in cui vengono affrontati diversi argomenti. Uno dei più spinosi è quello che riguarda il suo passato come aspirante sacerdote, descritto con toni durissimi. «Il seminario», inizia a raccontare, «è un luogo frequentato da gente di dubbia moralità», persone che «farebbero qualsiasi cosa pur di far carriera o di farsi assegnare la parrocchia migliore», un posto «molto peggiore di quelli che frequentavo fuori». Ciò che avviene all’interno «è molto peggio di quello che faceva don Seppia».

    Su questi elementi, emersi nei giorni scorsi dalle pieghe dell’inchiesta, stanno lavorando i carabinieri del Nas di Milano, per capire se possano esserci delle responsabilità penali in quanto affermato da Alfano, indagato per prostituzione minorile, e se un nuovo fascicolo possa essere aperto su questi elementi. «Mi sentivo soffocare – continua Alfano – ero circondato di persone che tramavano di continuo per conquistare posizioni di potere. Si sarebbero venduti per fare un po’ di carriera».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/09…seminario.shtml

  • La vicenda di Don Mario Vaudagnotto

    La vicenda di Don Mario Vaudagnotto

    Ritenuto che tutte l’espressioni e comportamenti di Don Gigi Coello ( Parroco della ” Parrocchia Sant’Antonino Martire ” di Bra ), Don Michele Germanetto ( Rettore ” Santuario della Madonna dei Fiori ” di Bra ) e Mons. Piero Del Bosco ( Provicario Generale e Moderatore della Diocesi di Torino ), hanno attribuito alla vittima di Bra qualità negative e spregevoli e fatti disonoranti ( ritenendolo gay o persona poco affidabile ), aventi la capacità di distruggere la stima delle persone che lo circondano. Tale attribuzioni hanno provocato umiliazione, discriminazione e dolore morale.

    Pertanto la vittima di Bra con ” Denuncia-Querela “ ha chiesto la punizione di tutte le persone che hanno commesso reati che l’autorità giudiziaria ravviserà; e il risarcimento di tutti i danni patiti. Tutti i sacerdoti sopra citati erano a conoscenza della vicenda di Don Mario Vaudagnotto, ma hanno preferito per non creare scandalo insabbiare tutto, emarginando la vittima braidese. E’ non per ultimo Don Michele Germanetto e Monsignor Piero Delbosco avevano più volte trovato “Don Mario Vaudagnotto“ nella Camera N° 1 della ” Casa del Clero ” di Bra, in compagnia di diversi uomini.

    Don Gigi Coello informato sui fatti ( presentandogli anche documentazione e registrazioni audio-video), si è rifiutato di confessare la vittima braidese e di aiutarlo a livello spirituale. In più ha emarginato lui e tutti i suoi amici da tutte le attività della sua ” pregiatissima ” parrocchia. E’ VERGOGNOSO !!!

    Si precisa che dopo aver depositato tutta la documentazione su tutti i fatti alla procura, si è ritenuto opportuno rimuovere ogni pubblicazione audio-video su internet.

    ATTENZIONE: Ogni ” Abuso di Autorità “ come già avvenuto in precedenza verrà tempestivamente comunicato alla ” Procura della Repubblica “. ADESSO BASTA INGIUSTIZIE !!!

    http://vaudagnotto.wordpress.com/2011/09/1…-vaudagnotto-2/

  • Forlì, prete ricattato da due giovani gay coi quali aveva rapporti sessuali

    Forlì, prete ricattato da due giovani gay coi quali aveva rapporti sessuali

    Uno scandalo sessuale si abbatte sull’ex abate di San Mercuriale a Forlì, don Franco Zaghini. Secondo quanto emerso, questi aveva da tempo una relazione con due giovani omosessuali di 25 e 24 anni, che lo avevano ricattato. Il vescovo mons. Lino Pizzi ha quindi rimosso don Zaghini dal suo incarico a San Mercuriale.
    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, guidati dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio, i due giovani ricevevano dei soldi per consumare rapporti sessuali col sacerdote. Ma la relazione si era interrotta quando i due avevano saputo che don Zaghini aveva iniziato una relazione a pagamento con un romeno (poi tornato al suo Paese) che minacciava di diventare esclusiva. I due giovani gay avevano quindi preteso più soldi, per non rivelare tutta la storia al vescovo. Nel corso di un’accesa discussione proprio a San Mercuriale, il prete e i due ragazzi avevano chiamato la polizia, che era intervenuta sul posto. Ai militari, come prima versione, era stato detto che c’era una lite per dei lavori in parrocchia eseguiti ma non pagati. Ma poi, condotti i tre in caserma, il parroco aveva confessato la tresca. Sulla base di quanto detto dallo stesso don Zanghi, la relazione durava da anni e i due si erano rivolti a lui bisognosi di denaro. Ma poi erano iniziati i rapporti sessuali, pagati all’inizio 200 € ogni volta. Per un flusso totale di denaro difficile da quantificare e di cui non è ancora chiara la provenienza. L’estorsione in questo caso non si configurerebbe non tanto nel pagamento delle prestazioni sessuali, quanto nella successiva intimazione a versare più soldi, sotto la minaccia dello scandalo pubblico.
    La storia ha aperto due filoni di indagine, uno per estorsione di competenza della Procura di Forlì, l’altro gestito dalla Procura Distrettuale antimafia di Bologna per la perizia del pc del parroco, al fine trovare tracce di pagamenti e contatti con coloro che avevano preteso soldi. Ma si parla anche di accusa per detenzione di materiale pedo-pornografico, per foto e video sospetti che sarebbero stati rinvenuti nel pc del religioso.
    Valentino Salvatore

    http://www.uaar.it/news/2011/06/30/forli-p…porti-sessuali/

  • Le accuse di pedofilia contro don Mario Vaudagnotto, don Nino Fiori e don Luciano Alloiso, chiusesi con l’archiviazione

    Le accuse di pedofilia contro don Mario Vaudagnotto, don Nino Fiori e don Luciano Alloiso, chiusesi con l’archiviazione

    Un nuovo caso coinvolge don Mario Vaudagnotto, sacerdote accusato di pedofilia e poi prosciolto. Ora, vicerettore del santuario di Bra, è accusato di molestie sessuali
    di OTTAVIA GIUSTETTI

    C’È UN nuovo caso che coinvolge don Mario Vaudagnotto e che potrebbe creare imbarazzo per la Curia. Arriva da un santuario del cuneese, il Santuario della Madonna dei Fiori di Bra, dove don Mario è stato nominato vicerettore, quando si è chiusa con l’archiviazione, l’inchiesta della Procura di Torino nei confronti suoi e di altri tre sacerdoti, tutti accusati di pedofilia. La storia aveva fatto molto scalpore ma si era conclusa con il proscioglimento perché il suo accusatore, Raffaele Costa, e un altro ragazzo di strada avevano rilasciato testimonianze discordanti a proposito dell’epoca dei fatti.

    La Procura stessa, allora non ritenne attendibile la denuncia di Costa, che fu poi a sua volta accusato di estorsione. Oggi però c’è un altro uomo che addita don Mario Vaudagnotto. Un adulto molto vicino al sacerdote nei mesi tra settembre e dicembre del 2009, che dice di aver denunciato più volte alle autorità ecclesiastiche le molestie di don Mario, senza ricevere risposta alcuna, e che ha raccolto registrazioni audio e video per “inchiodare” chi inizialmente aveva incontrato come padre spirituale e che avrebbe, invece, approfittato della sua condizione di debolezza psicologica per esigere prestazioni sessuali. Scrive proprio così, Giorgio che ha chiesto di mantenere l’anonimato, in una lettera indirizzata alla Conferenza episcopale italiana datata 21 maggio 2011, “È vero che ho 40 anni, però le sembra normale che un sacerdote, con la scusa di farmi stare un po’ tranquillo, mi porti nella sua camera, chiudendola a chiave e approfittando della mia debolezza psicologica pretenda di fare sesso con me?”.

    “Il mio incubo è iniziato a settembre del 2009 quando mi sono trasferito da Milano a Bra per intraprendere con un gruppo di amici un percorso di fede lontano dalla mia famiglia – racconta Giorgio – al Santuario dei Fiori ho conosciuto don Mario del quale non sapevo assolutamente nulla e che mi ha preso sotto la sua ala protettrice visto che gli avevo comunicato la mia intenzione di intraprendere il percorso da diacono. Don Mario si è offerto di farmi da guida spirituale e io, che mi sentivo in quel periodo molto fragile perché i miei genitori mi avevano allontanato non approvando la mia scelta di fede, mi sono appoggiato a lui completamente, credendo di poter trovare conforto nella sua guida”. Sarebbe stato dopo una confessione molto sofferta, secondo quanto racconta Giorgio, durante una sua crisi irrefrenabile di pianto, che il prete lo avrebbe invitato nella propria stanza alla Casa del Clero, non distante dal Santuario, e lì lo avrebbe accolto all’uscita dal bagno in palesi atteggiamenti seduttivi e completamente svestito.

    Giorgio non nega che sia nata una sorta di relazione tra lui e don Mario, un rapporto anche chiacchierato nell’ambiente, tanto che in una registrazione video lui e il prete discutono di come gestire i pettegolezzi e i giudizi severi dei confratelli che hanno compreso con chiarezza cosa c’è tra i due. “A un certo punto mi sono addirittura dovuto difendere perché al santuario alludevano al fatto che gli stessi estorcendo del denaro – racconta – so per certo, invece, che uno dei due uomini che lo accusavano nell’inchiesta del 2007, un certo Gregorio, si presenta ancora oggi, regolarmente, a chiedergli somme di denaro e che lui gliele dà, una volta io stesso l’ho fermato davanti al Santuario e ho visto che gli stava passando 400 euro. Io non so perché, ma so di certo che prende spesso soldi da don Mario”. Giorgio, per evitare qualsiasi accusa di estorsione, ha fatto firmare a Vaudagnotto, e a due testimoni, un foglio nel quale dichiara di non essere mai stato ricattato, né di avergli mai dovuto elargire favori o denaro.

    “Ho tantissima documentazione che testimonia l’assoluta inconciliabilità del ministero sacerdotale per don Mario che ha rifiutato di confessarmi per non incorrere in auto scomunica come prevede il codice di diritto canonico – dice – ho fatto decine di segnalazioni ma mai nessuna delle autorità ecclesiastiche ha preso in considerazione ciò che dicevo o provavo”. Esauriti i riferimenti nel mondo cattolico l’uomo Giorgio si è rivolto ai mezzi di informazione annunciando che stava raccogliendo le segnalazioni di abusi di preti omosessuali nei confronti dei fedeli. “Sono spinto ad agire in questo modo – scrive Giorgio – non per motivi di astio o di rancore né perché mi senta investito di un potere inquisitorio che assolutamente non mi compete, ma solo ed esclusivamente in quanto credente e, come tale, destinatario dell’esplicito invito rivolto recentemente dal Santo Padre a denunciare tali fatti”.

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/0…di_me-18146038/

  • Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Parrocchia di Arese

    Censurato il sito delle Iene, ci sono tutti i video della puntata di ieri meno quello sui preti di Arese?????, anche su facebook ci si chiede come mai.

    Ora il video del servizio delle Iene è disponibile sul loro sito

    Dopo la denuncia a Don Marco Redaelli, per avere pesantemente molestato una bimba di soli 7 anni, la parola d’ordine tra i potenti salesiani aresini, è stata massacriamo il papà, facciamogli terra bruciata intorno, dobbiamo difendere il nostro confratello.

    E così è stato, tutti in paese a parlar male del padre, la voce è arrivata anche a me che vivo ad Arese ma, che dalla parrocchia ci sto più alla larga possibile.

    Arese è una città tenuta sotto ricatto dai potentissimi e ricchissimi salesiani. Persino le sorti delle elezioni dipendono da cosa diranno i preti la domenica durante la Messa.

    Don Marco Redaelli condannato in primo grado per pedofilia, con sospensione della pena, don Mario Moriggi ex parroco di Arese e don Franco Fontana , presidente del VIS , il volontariato internazionale dello sviluppo, inviato ad Arese dai suoi superiori per cercare di capire cosa stava succedendo, vengono rinviati a giudizio per falsa testimonianza e favoreggiamento, oltre a coprire il loro confratello avevano accusato il papà della bimba di essersi inventato tutto per estorcere soldi. settegiorni.it

    Durante le indagini vengono alla luce oscene telefonate a luci rosse tra il parroco di Arese , don Mario Moriggi e una suora, pare che in paese lo sapessero in tanti, ma di questo tutti zitti e muti. Forte dell’impunità ,che Arese gli ha sempre garantito, Don Mario Moriggi denuncia il settimanale Settegiorni per avere pubblicato le sue telefonate hard, ma il tribunale dà ragione al giornale, unico ad avere pubblicato tutti i fatti .

    L’unico prete che non ci sta e vuole scoprire la verità viene isolato ed allontanato ed è costretto a vivere lontano, le Iene ieri lo hanno intervistato e rilascia una inquietante dichiarazione che lascia chiaramente intendere che quello denunciato, probabilmente, non è l’unico caso di abuso.

    E io aggiungo: don Marco andava spessissimo in Brasile ad aiutare i bambini poveri.

    Da cittadina aresina ringrazio ancora una volta il coraggioso papà della bimba che per amore della figlia e della verità è stato costretto a lasciare la città dove viveva e a subire le pressioni e le malevolenze di un paese sotto ricatto.

    Lo ringrazio anche a nome di tutti quelli che, in tutti questi anni hanno subito , ma non hanno avuto la forza di denunciare

    Qui i miei post su tutta la vicenda: 2 Febbraio 2009, 22 aprile 2009, 29 maggio 2009,
    18 settembre 2009,17 maggio 2010, 1 ottobre 2010, le motivazioni della sentenza 6 dicembre 2010

    Molestie in chiesa: un altro indagato

    Dopo don Mario Moriggi, parroco di Arese fino al 2009, compare adesso il nome di don Franco Fontana, indagato per falsa testimonianza e favoreggiamento sul caso di don Marco Redaelli

    Arese, 30 ottobre 2010 – Un altro religioso. Ancora una volta salesiano. E non uno qualunque: è un personaggio molto noto negli ambienti ecclesiastici il secondo indagato per falsa testimonianza e favoreggiamento sul caso di don Marco Redaelli, condannato in primo grado per molestie sessuali su una bambina di 7 anni. Dopo don Mario Moriggi, parroco di Arese fino al 2009, compare adesso il nome di don Franco Fontana che, in seguito alla denuncia del padre della piccola, era stato inviato ad Arese come ispettore per far luce sulle eventuali responsabilità di don Marco. Fontana è un esponente di spicco dell’Ordine, oggi vicepresidente del Volontariato internazionale per lo sviluppo (Vis) a Roma.

    Spariscono invece i sospetti sull’attuale parroco don Riccardo Respini, su cui nei mesi scorsi in paese erano corse voci incontrollate su un suo possibile coinvolgimento nella delicata vicenda. Resta, però, un pesante dato di fatto: sono tre i salesiani trascinati, anche se a diverso titolo, in una vicenda che continua a spaccare la comunità aresina. Una città da sempre legata agli eredi di Don Bosco, e che ancora accetta a fatica lo scandalo. «Non potete chiederci di condannare don Marco se in cuor nostro lo riteniamo innocente», ripeteva ieri don Ivano Mora, vicedirettore del Centro salesiano di Arese.

    Padre Redaelli 76 anni e una vita passata nelle missioni, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione con la condizionale: il racconto della piccola, che oggi ha 10 anni, è stato infatti riconosciuto veritiero e coerente dai giudici della quinta sezione penale di Milano. “Non possiamo fare altro che rimetterci alla magistratura”, ha aggiunto don Ivano. Un’ombra di imbarazzo scende quando si nominano i nuovi coinvolti: don Mario e don Franco.

    Secondo i giudici, don Mario «ha negato dal banco dei testimoni, in modo ritenuto falso, di aver affermato a suo tempo che “c’erano state lamentele per l’atteggiamento troppo esuberante e intrusivo verso i bambini di don Marco”». Nel 2009, il parroco lasciò l’incarico dopo che furono pubblicate le intercettazioni di alcune sue conversazioni «hard» con una maestra di Ferrara. Non è stato possibile, invece, parlare con don Fontana: “È in ritiro spirituale”, dicono laconici dal suo ufficio stampa.

    di Agnese Pini

    http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2010/10/29/407330-molestie_chiesa.shtml