Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Un’inchiesta di Panorama tira in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Un’inchiesta di Panorama tira in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Pedofilia, parroco sotto accusa Via alle indagini: sentiti testimoni
    Le accuse risalgono a tre anni fa
    Video Attentato a Betori, parla l’arcivescovo

    Un’inchiesta di Panorama causa in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori
    Don Daniele Rialti

    Firenze, 5 aprile 2012 – LE INDAGINI sull’attentato all’arcivescovo, dopo lo sparo nel buio nel cortile della Curia, hanno portato gli inquirenti sulle tracce di un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’agguato, ma che rischia di far tremare la Diocesi.

    Il settimanale “Panorama” nel suo prossimo numero riporta accuse di pedofilia contro don Daniele Rialti, 60 anni a novembre, sacerdote della Madonnina del Grappa attivo nel movimento dei neocatecumenali nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci. Le accuse al sacerdote, scrive il settimanale della Mondadori, risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo, dopo diciassette anni, dalla parrocchia empolese di San Giovanni Evangelista, che fa capo all’Opera fondata da don Facibeni, alla comunità di San Bartolomeo in Tuto, distante appena una ventina di chilometri. Le accuse a don Rialti, continua “Panorama”, sarebbero state mosse da un gruppo di fedeli rivoltisi al parroco, don Paolo Cioni, rimasto a Empoli un anno e poi promosso alla guida della parrocchia di San Niccolò a Calenzano. Quelle che don Rialti definisce «calunnie e menzogne» sarebbero state confermate a “Panorama” da alcuni testimoni che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    Don Rialti e la Curia respingono con forza ogni accusa. Il sacerdote, che è un canonista e giudice da molti anni del Tribunale Regionale Etrusco, è stato nominato nel 2010 dall’arcivescovo Betori promotore di giustizia, l’equivalente di procuratore capo, del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, che ha responsabilità in prima istanza di eventuali accertamenti a carico di sacerdoti sospettati di reati. Ma prima di aprire un fascicolo ci vogliono accuse precise e circostanziate, puntualizza la Curia in un comunicato, che in questo caso non c’erano come invece è successo in altre due situazioni, oltre all’orrore degli abusi reiterati negli anni da parte di don Lelio Cantini, ridotto nel 2008 allo stato laicale da papa Ratzinger e morto a 89 anni nel febbraio scorso. Più di recente la cronaca si è dovuta occupare della relazione malata, finita di recente in un’aula di tribunale, tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

    Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo è arrivato un prete indiano, John Moniz, del quale la ragazzina s’innamorò. Per molestie su minori maschi, invece, è stato condannato a livello canonico don Roberto Berti, ex parroco dell’Immacolata Concezione di Ginestra dal 1990 al 2001 e di San Mauro a Signa dal 2001 al 2008 che l’ex Sant’Uffizio ha riconosciuto «colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori», obbligandolo per otto anni a vivere, vigilato, in una struttura ecclesiastica fuori dalla diocesi.

  • Acireale, prete pedofilo: marcia a sostegno di Teodoro Pulvirenti

    Acireale, prete pedofilo: marcia a sostegno di Teodoro Pulvirenti

    Oltre 4000 persone si sono unite ieri sera ad Acireale, per dire no al dramma della pedofilia e della violenza sui minori. La manifestazione che ha sfilato silenziosamente per il centralissimo corso Umberto era capeggiata da un unico grande striscione che riassumeva il tema scottante che ha travolto la città in questi giorni: “Gazie Teo. Acireale ti abbraccia”.

    Ricordiamo che Teodoro Pulvirenti è la vittima dei presunti abusi sessuali da parte di Mons. Carlo Chiarenza, uno dei decani della diocesi acese. Su questo episodio, ma anche su altri due nuovi casi, la Procura di Catania ha aperto un fascicolo affidato al pm Marisa Scavo, la quale si avvarrà delle verifiche del nucleo anti-pedofilia della polizia di Stato guidato da Marcello La Bella.

    La marcia si è conclusa ai piedi del palazzo di città in piazza Duomo, dove un lungo e scrosciante applauso, come dimostra il video, ha rotto il silenzio, dimostrando alla famiglia di Teo, presente al corteo, un calore incoraggiante e rigenerante.

    Oltre agli esponenti della politica comunale e provinciale, si sono aggregati alla marcia anche esponenti religiosi. In mezzo alla manifestazione, infatti, spiccavano gli abiti neri crociati di rosso dei frati camilliani, i quali sin da subito hanno aderito ufficialmente alla manifestazione. C’erano in piazza anche alcuni esponenti della curia acese. Fra questi don Angelo Milone, rettore del seminario diocesano e padre Roberto Strano, parroco della cattedrale, nonché uno dei più stretti collaboratori del vescovo.

    Proprio da parte di monsignor Antonino Raspanti, da meno di un anno titolare della cattedra di Acireale, sono arrivati in questi giorni alcuni segnali importanti utili a stemperare alcune tensioni che nelle scorse settimane hanno attraversato la cittadina. “Sulle autorità ecclesiastiche incombe il dovere di accertare la verità e di ristabilire la giustizia nell’applicazione delle leggi canoniche. Per quel che mi compete – ha fatto sapere il prelato in una nota ufficiale- riaffermo la volontà di operare tutto il necessario nella piena osservanza delle leggi della Chiesa, mantenendo l’imparzialità, corredata da riserbo e determinazione, richiesti nel mio ruolo per rispetto sia del bene delle persone interessate sia di tutti i fedeli”.

    A concluione del corteo il Sindaco della città, l’avv. Garozzo, si è complimentato per l’organizzazione e per la sinergia con cui hanno lavorato decine di realtà locali, dissimili per ideologie e tipologie, ma unite da un grande spirito di condanna verso ogni abuso perpetrato a danno dei bambini.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/acireale-prete-pedofilo-marcia-sostegno-teodoro-pulvirenti.html

  • Marano: «Don Francesco De Vivo si è dimesso»

    Marano: «Don Francesco De Vivo si è dimesso»

    di Ferdinando Bocchetti – MARANO. In città non si parla d’altro. Ha suscitato scalpore e ma soprattutto indignazione il servizio mandato in onda l’altra sera da “Le Iene”, la popolare trasmissione televisiva di Italia uno.

    Un servizio choc che vede protagonista uno dei parroci più noti della città, don Francesco De Vivo, 63 anni, da molti anni guida spirituale della comunità dello Spirito Santo, ripreso mentre fa esplicite avance sessuale a tre ragazzi – armati di telecamere nascoste e complici de “le Iene” – che si erano recati nella parrocchia di via Piave, la stessa dove nei giorni scorsi c’era stato un allarme bomba poi rivelatosi infondato, per chiedere al sacerdote conforto religioso e sostegno morale.

    Uno scandalo che sta facendo il giro della città e che tiene banco, naturalmente, anche sui social network. “E pensare che in quella chiesa ho battezzato i miei tre figli – dice sulla sua pagina di facebook Enza – Quella persona andava allontanata prima: c’erano state tante avvisaglie e numerose segnalazioni alla Curia”. Gli fa eco Aniello: “Il pensiero che possa aver provato ad adescare anche qualche ragazzino mi fa rabbrividire: quella chiesa è stata frequentata per anni dai miei bambini.

    E’ una vicenda allucinante, disgustosa per il linguaggio e la morbosità che si evince dai discorsi del parroco”. Non si sorprende invece Eduardo: “Erano anni che giravano certe voci – sottolinea – In passato quel parroco ha avuto pesanti screzi con suo vice, don Silvio, il quale fu poi costretto a lasciare la chiesa di via Piave. Le segnalazioni e le denunce alla Curia erano note a tutti: mi chiedo perché non si sia intervenuto prima”.

    C’è poi chi, come Elenonora, invoca l’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche chi mostra scetticismo. “Ho frequentato quella parrocchia per anni e ho avuto uno splendido rapporto con don Franco – dice Laura – non mi sono mai accorta di nulla e non sono mai stata vittima di una molestia”. Nei giorni successivi all’arrivo de “Le Iene” un gruppo di fedeli era stato ricevuto dal vicario dell’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, al quale avevano manifestato solidarietà nei confronti del sacerdote. La chiesa dello Spirito Santo avrà presto un nuovo sacerdote.

    La conferma arriva dal decano dei parroci di Marano, don Giovanni Liccardo. “Don Francesco De Vivo si è dimesso ieri mattina – spiega – Nelle prossime ore la Curia diramerà un comunicato stampa sulla vicenda. Subito dopo le festività pasquali, invece, sarà nominato il nuovo parroco della chiesa di via Piave”. Fino a quella data l’interim sarà assicurato da alcuni parroci della città. Tra questi lo stesso don Giovanni Liccardo e don Castrese Marra, della vicina parrocchia della santissima Immacolata. Ecco il link dove è possibile vedere il video mendato in onda nella trasmissione ‘Le Iene’: Vedi il servizio

    http://www.internapoli.it/23370/-marano-don-francesco-de-vivo-si-e-dimesso

  • Marano, si dimette prete pedofilo lettera di Sepe ai sacerdoti

    Marano, si dimette prete pedofilo lettera di Sepe ai sacerdoti

    La vicenda sollevata dalle “Iene”. L’arcivescovo di Napoli ai religiosi del circondario: condivido il vostro dolore

    Marano, si dimette prete pedofilo lettera di Sepe ai sacerdoti
    L’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, dopo che le Iene hanno sollevato il caso di un sacerdote che, emerge dai video mandati in onda, aveva “particolari attenzioni” verso i giovani, ha scritto ai sacerdoti di Marano, comune alle porte della città, “per condividere il dolore vostro e di tutti i sacerdoti della Diocesi per il grande disagio che state affrontando a causa delle note vicende, che feriscono ancora di più l’immagine della nostra amata Chiesa e offendono la dignità di chi ha subito dei torti”.

    “Conosco ed apprezzo la generosa dedizione e lo zelo che i nostri sacerdoti esprimono in tutte le attività pastorali”, aggiunge il cardinale Sepe.
    Secondo quanto si è appreso il sacerdote, che era parroco in una chiesa del centro, ieri mattina ha rassegnato le dimissioni dall’incarico nelle mani di un delegato del cardinale Sepe.

    (31 marzo 2012) © Riproduzione riservata

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/03/31/news/marano_si_dimette_prete_pedofilo_lettera_di_sepe_ai_sacerdoti-32529804/

  • Chiesa Santo Spirito, pedofilia e preti: ‘Le Iene’ a Marano

    Chiesa Santo Spirito, pedofilia e preti: ‘Le Iene’ a Marano

    30/03/2012
    Chiesa Santo Spirito, pedofilia e preti: ‘Le Iene’ a Marano
    Scalpore e sdegno tra i fedeli dopo la messa in onda del servizio
    di REDAZIONE

    MARANO. Ha fatto scalpore il video della trasmissione “Le Iene” in onda nella serata di ieri, girato nella chiesa Santo Spirito di via Piave alcuni giorni fa. Diversi ragazzi con le telecamere nascoste, complici delle ‘Iene’, si sono recati dal loro parroco, chiedendo aiuto e conforto. Ma tutt’altra la risposta del sacerdote che ha incalzato con proposte oscene e irripetibili. Sdegno e rabbia nei genitori dei ragazzini che partecipano alle attività parrocchiali e conoscono bene quel parroco. Decine di segnalazioni da alcuni mesi sono arrivate alla curia e decine di fedeli si sono recati dal vescovo per manifestare solidarietà al sacerdote, soprattutto dopo l’allarme bomba all’interno della chiesa, lanciato da ignoti domenica scorsa. Restano nella mente ora le immagini registrate di nascosto e le frasi pronunciate dal prete. Incredulità e sconcerto da parte di tutti, come del resto avviene in questi casi. «Non sapevo di queste voci che giravano anche perchè non sono prorpio del posto, ma conosco la parrocchia e il parroco e ieri quando ho visto il servizio delle Iene subito ho riconosciuto la voce del parroco, lo scorcio dell’altare della chiesa, la strada esterna alla chiesa. Allucinante!!!». Questo uno dei tanti commenti che stanno arrivando in redazione.

  • Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…

    Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…

    Pedofilia – Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…
    24 marzo 2012 |

    La vittima, Teodoro Pulvirenti, 37 anni, ricercatore medico negli Stati Uniti, decide di tornare nella sua città natale di Acireale e affrontare il suo presunto violentatore, Don Carlo Chiarenza, oggi monsignore della Basilica di San Sebastiano ad Acireale.

    Gli abusi sarebbero avvenuti quando Pulvirenti aveva 14 anni.

    Successivamente il Pulvirenti ha tentato diverse volte il suicidio e si è dovuto sottoporre ad anni di psicoterapia.

    Una vita segnata dalle violenze subite, che ha portato l’uomo ad affrontare a distanza di anni il suo violentatore, registrando, lo scorso settembre, una conversazione in cui si sente il sacerdote ammettere di aver avuto una relazione sessuale con l’adolescente.

    Una registrazione agghiacciante che non lascia dubbio alcuno sull’accaduto, della quale riportiamo alcuni passaggi della trascrizione:

    Teodoro Pulvirenti: Guarda, io mi sentivo sporco… Ho tanta voglia di parlare di tutte queste cose …

    Don Carlo Chiarenza: Ma perché ti preoccupi?

    Teodoro Pulvirenti: No, io non sono … Onestamente, non sapevo cosa fosse il sesso … e poi tutto questo è accaduto tra noi … Era quasi come se avessi perso un secondo padre …

    Don Carlo Chiarenza: … Ho seguito il tuo desiderio di voler essere amato … senza limiti. Forse tu non ricordi ma non ho quasi mai preso l’iniziativa … cioè, ho sentito bisogno di te – ma era una volta?

    Teodoro Pulvirenti: Sì, un paio di volte.

    Don Carlo Chiarenza: Ricordo solo una volta … ma non c’era nessun piano. Ho sentito il desiderio … c’è stato un momento che sembrava divertirti e … sembrava anche per il tuo bene … Era un modo di dire che mi sono preoccupato per te …

    A metà della conversazione Pulvirenti scoppia in lacrime. Le autorità ecclesiastiche, quando la notizia si è diffusa, hanno chiesto a Monsignor Chiarenza di lasciare l’incarico clericale alla Basilica di San Sebastiano ad Acireale. Un caso di pedofilia che resterà impunito, visto che l’abuso, commesso più di 10 anni fa, sarebbe già prescritto.

    Oltre a una video sul sito del Corriere della Sera – che è stato rimosso -, i quotidiani nazionali e i canali televisivi hanno evitato di dare diffusione alla notizia.

    Una coppia di giornalisti della locale stazione televisiva, il mese scorso, durante il tentativo di fare una trasmissione al di fuori della Chiesa di Monsignor Chiarenza, sono stati anche attaccati dai fedeli. Il caso segue la notizia dell’indagine avviata dal governo olandese sulla Chiesa Cattolica in Olanda, che nel 1950 aveva organizzato la castrazione chirurgica degli uomini di età inferiore a 21 anni “per liberarli della loro omosessualità”.

    Pedofilia – Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…

  • Acireale, ricercatore accusa 20 anni dopo il prete pedofilo: “Vorrei aiutare le altre vittime”

    Acireale, ricercatore accusa 20 anni dopo il prete pedofilo: “Vorrei aiutare le altre vittime”

    22 Marzo 2012 15:39

    ”Io ti inseguivo, e qui forse e’ stato l’errore, inseguivo il tuo desiderio di essere voluto bene. E questo lo facevo non ponendomi limiti. Tu forse non ricordi, ma io quasi mai prendevo l’iniziativa: cioe’ io avvertivo che tu avevi bisogno di essere abbracciato. Ma e’ stato una volta?”. ”Si… un paio di volte”. ”Io avevo solo il ricorso di una volta.. cosi’… non perche’ ci fosse un piano, ne’ perche’ io avessi desideri: c’e’ stato un momento che mi sembrava di compiacerti, mi sembrava addirittura di farti del bene, come se tu avessi bisogno di liberarti, di esprimerti. e’ stato un modo di dirti che ti volevo bene”. ( IL VIDEO suhttp://ansa.it/web/notizie/videogallery/it…_155113417.html)

    E’ uno dei passaggi centrali di una conversazione tra un sacerdote e un uomo che da ragazzino, ad Acireale, afferma di essere stato vittima di abusi da parte del religioso, una conversazione registrata all’insaputa del prete, fatta ascoltare oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa e soprattutto acquisita proprio oggi dalla polizia postale di Catania, che da un mese a questa parte, su disposizione del pm Marisa Scavo, sta raccogliendo testimonianze su questo e altri casi di pedofilia. A denunciare l’intera vicenda, attivando cosi’ anche gli inquirenti che hanno aperto un fascicolo, e’ stata l’associazione La Caramella Buona. Il protagonista del caso e’ Teodoro Pulvirenti, nato a Catania nel 1975, oggi ricercatore negli Usa, che con una testimonianza-choc, estremamente toccante, ha raccontato la sua storia in conferenza stampa, accusando don Carlo Chiarenza, all’ epoca parroco di San Paolo ad Acireale, di aver abusato di lui quando aveva 14-15 anni tra il 1989 e il 1990. Il caso di Teodoro di fatto e’ caduto in prescrizione per la giustizia italiana. ”Ma sono a conoscenza almeno di una decina di casi di abusi – ha dichiarato – per i quali e’ ancora possibile intervenire: e’ soprattutto per loro che ho deciso di parlare, perche’ trovino il coraggio di farsi avanti”. ”Io credo in Dio – ha aggiunto – ma non posso piu’ credere nella Chiesa”.

    ”L’impegno della Chiesa contro la pedofilia lo valuto piu’ virtuale che concreto” e spesso ”si sperimenta la tattica dello scaricabarile”. Cosi’ Roberto Mirabile, presidente dell’associazione contro la pedofilia La Caramella Buona, giudica l’atteggiamento della Chiesa su questo fronte. L’occasione per esprimere questo parere e’ stata la conferenza stampa, organizzata oggi a Roma alla stampa estera, incentrata sul caso di Teodoro Pulvireti, oggi 37 anni, che ha pubblicamente accusato un religioso, don Carlo Chiarenza, di aver abusato di lui quand’era un ragazzo, ad Acireale. Oltre a una registrazione in cui il religioso si esprime con frasi che suonano come un’ammissione di colpa, sono state presentate le copie di una lettera e di una cartolina, firmate da don Carlo, inviate a suo tempo Pulvireti. In una si legge ”un bacio ‘mangereccio’ ciao”. Nell’altra si allude alla frequentazione di una ragazza da parte del giovane: ”Nonostante i tuoi furiosi e ripetuti tradimenti tedeschi ti voglio un mare di bene! Non lo fare piu’ potrei mangiarti tutto. Un bacio furioso”. Il presidente di Caramella Buona con una lettera datata 16 maggio 2011 ha inviato in Vaticano a mons. Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede una segnalazione per i presunti abusi sessuali di don Chiarenza, a cui Scicluna ha risposto l’8 giugno 2011, rimandando al vescovo competente. ”Ella – si legge nella lettera a Mirabile – potra’ trasmettere tutte le informazioni utili al vescovo della predetta Diocesi” (di Acireale, ndr), mons. Pio Vittotio Vigo ”onde lo stesso possa dar luogo a un’indagine canonica e riferire, al termine della stessa” ”le proprie conclusioni in merito a questo Dicastero”. L’associazione riferisce anche di un caso che riguarderebbe un’animatrice parrocchiale, che ”nel 2000 circa denuncio’ con una lettera alla Curia di Acireale, a mons. Paolo Urso, attuale vescovo di Ragusa, gli atteggiamenti di don Chiarenza. Urso disse che aveva gia’ avuto altre voci del genere e che si sarebbe attivato, ma precisando che don Chiarenza era protetto dal cardinale Paolo Romeo, attuale arcivescovo di Palermo”. Quanto alla lettera della ragazza, sarebbe ”andata persa”.

  • Pioggia di denunce in procura: salgono a quattro le giovani che accusano don Marco

    Pioggia di denunce in procura: salgono a quattro le giovani che accusano don Marco

    Pioggia di denunce in procura: salgono a quattro le giovani che accusano don Marco
    Mercoledì 14 Marzo 2012
    tribunaleIl fascicolo sull’ex parroco di San Giuliano continua ad arricchirsi di segnalazioni

    Quelli che prima erano casi su cui indagare, ora sono denunce fatte e finite depositate in procura (nella foto il palazzo di giustizia). Salgono a quattro le presunte vittime di don Marco Mangiacasale, l’economo della diocesi di Como arrestato la scorsa settimana dagli uomini della polizia giudiziaria. Le denunce sono arrivate da altre ragazze dell’oratorio di San Giuliano dove il prete era stato parroco.video_clicca_qui_orizzontale Anche in questi episodi, come in quello da cui è scaturita l’indagine, si parla di giovani minorenni che avrebbero avuto rapporti (la cui gravità è al vaglio degli inquirenti) con il religioso. Il pm titolare del fascicolo, la dottoressa Simona De Salvo, non ha ancora espresso il proprio parere sulla richiesta della difesa di arresti “domiciliari” in una struttura fuori dalla provincia. Domani potrebbe essere la volta buona in un senso o nell’altro.

  • Indagano sul prete pedofilo e vengono minacciati dai fedeli

    Indagano sul prete pedofilo e vengono minacciati dai fedeli

    CATANIA – Salvo Cutuli e Rosario Nicolosi, giornalista e cameraman dell’emittente televisiva catanese Rei tv, sono stati minacciati e aggrediti verbalmente ieri sera mentre stavano realizzando un servizio davanti al vescovado di Acireale.

    Erano andati a parlare con un gruppo di una cinquantina di parrocchiani che da lì a breve avrebbero incontrato il vescovo della diocesi, Antonino Raspanti, per parlare della vicenda del presunto prete pedofilo invitato dal pastore della chiesa acese a lasciare la sua sede dopo la pubblicazione sulla rivista “S” del racconto di un giovane che sarebbe stato molestato dal sacerdote negli anni 80.

    Il cronista e il cameraman sono stati circondati da 5 persone e minacciati e oltraggiati: “Questa telecamera te la rompiamo in testa”, “Ti veniamo a cercare sino in televisione”. Frasi e attimi concitati sono stati registrati dalla telecamera. Il video è stato consegnato al commissariato di polizia dove il giornalista ha presentato la denuncia.

    Nei giorni scorsi l’associazione “La caramella buona” ha anticipato che la presunta vittima degli abusi sessuali, all’epoca dei fatti minorenne e ora un affermato ricercatore scientifico che lavora in un prestigioso istituto di ricerca americano, sarà presto in Italia e racconterà a viso scoperto le molestie che avrebbe subìto e sui quali la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. L’associazione ha fatto anche sapere che durante l’incontro sarà svelata anche l’identità del sacerdote

  • Domenica ad Acireale fra carnevale e omertà

    Domenica ad Acireale fra carnevale e omertà

    lunedì 27 febbraio 2012
    Negare l’evidenza, fingere di non sapere, e bisbigliare col giornale sotto braccio mentre i carri del carnevale accendono la festa. Ecco la domenica di Acireale dopo la rimozione per pedofilia del principale sacerdote locale. “Il prete pedofilo è stato rimosso do viscuvu”. Non si parla d’altro, ma più che parlare, i cittadini di Acireale bisbigliano. Nella domenica del villaggio, quando i carri del carnevale stanno per iniziare la sfilata, al bar, in piazza e al Comune si parla soltanto del fatto che a cantare messa, in una determinata chiesa, un determinato prete non c’è più.

    “L’ho invitato ad andare a meditare e riflettere”, ha detto Sua Eccellenza Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, dopo la pubblicazione del video di Livesicilia ed “S” che contiene soltanto una piccola parte delle dichiarazioni del noto sacerdote registrato da una vittima dei suoi abusi sessuali. Proprio ieri mattina, la registrazione integrale del sacerdote pedofilo, della durata di quasi cinquanta minuti, è stata consegnata da “S” al Vescovo Raspanti, il giorno prima era stata acquisita dalla Procura di Catania che ha aperto un fascicolo sotto il coordinamento del pm Marisa Scavo esperta nel contrasto della pedofilia.

    Ma ad Acireale, soprattutto nella zona circostante all’ex chiesa del sacerdote pedofilo, sui tavoli del bar si legge “di nascosto” il quotidiano locale che parla della rimozione del sacerdote. Intervistati, due cinquantenni negano anche l’evidenza: “Noi possiamo sapere quello che dicono i giornali”. Domanda: “E cosa dicono i giornali?”. “Non lo sappiamo, prima c’è la politica, poi il pallone e poi vediamo se c’è qualcosa su Acireale…”. Peggio ancora nella chiesa del sacerdote rimosso. Uno dei fedelissimi sostiene che l’assenza del parroco sia dovuta “a un convegno programmato da tempo”. In sagrestia, uno dei fedeli, “amico di vecchia data del sacerdote”, è convinto che il prete sott’accusa “potrebbe uscirsene dicendo che è stato uno scherzo di carnevale…”. Numerose le insinuazioni e le accuse di alcuni fedelissimi del parroco rimosso contro la vittima degli abusi sessuali che ha registrato la conversazione e, dopo anni di sofferenze, denunciato i fatti con l’associazione antipedofilia Caramella Buona: gliene dicono di tutti i colori.

    Stranamente, il principale edicolante spiega che tutti i numeri del mensile “S” “sono stati acquistati alle 6 del mattino da un gruppo di persone”. Il giornale è introvabile, è stato fotocopiato, ma sempre di nascosto. Silenzio. Tutti sanno, tutti fingono di non sapere.

    http://www.livesicilia.it/2012/02/27/acireale-fra-carnevale-e-omerta/