Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Il prete pedofilo pakistano latitante nella diocesi del cardinal Calcagno

    Il prete pedofilo pakistano latitante nella diocesi del cardinal Calcagno

    Nel 2004, mentre Domenico Calcagno è vescovo della diocesi di Savona – Noli, un reporter del Dallas News fotografa in una parrocchia di Albissola Marina Yusaf Dominic, un prete di origine pachistana ricercato per abusi sessuali su minori, mentre celebra la messa domenicale.

    Dominic era stato arrestato nel 1996 a Londra per pedofilia e successivamente rilasciato su cauzione. Una volta libero il prete scappa e dopo otto anni di latitanza viene pizzicato in Liguria.

    Successivamente il prete viene trasferito dal vescovo nell’abbazia benedettina di Finalpia, complesso monastico che si trova di fronte alla scuola elementare di Finale Ligure, dove rimane fino al 6 dicembre 2009, giorno della sua presunta morte.

    https://video.repubblica.it/le-inchieste/il-prete-pedofilo-pakistano-latitante-nella-diocesi-di-calcagno/121748/120235

  • Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta

    Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta

    Pubblicato in data 08/mar/2013

    La testimonianza del padre di una delle ragazze che hanno denunciato di aver subito abusi sessuali da Don Incardona, il parroco della chiesa Madre di Augusta.
    Video a cura di Antonio Condorelli

  • Il prete: «Aveva difficoltà a procreare e lo feci spogliare per mostrarmi il membro»

    Il prete: «Aveva difficoltà a procreare e lo feci spogliare per mostrarmi il membro»

    Don Giansandro Ravagna denunciò di aver subitò un’estorsione e così rispose al pubblico ministero che indaga sulla vicenda

    «Un giorno mi disse che aveva difficoltà a procreare e lo feci spogliare per mostrarmi il membro». Sono le parole che don Giansandro Ravagna, secondo quanto si legge su Il Resto del Carlino, avrebbe riferito al pubblico ministero che indaga sulla vicenda della presunta estorsione denunciata dallo stesso prelato: arrestato il 5 marzo scorso un lavapiatti camerunese che avrebbe chiesto soldi al rettore del seminario minacciando di divulgare filmati a luci rosse in cui sono ritratti entrambi.

    Nella denuncia che ha dato via alle indagini si dice che il parroco avrebbe consegnato quasi ventimila euro negli ultimi anni al giovane africano sotto ricatto avendone in cambio due dvd. Visionati e distrutti, dice la denuncia riportata da Il Carlino. Ma don Ravagna ritratta davanti al pm: «Non ho mai visto i dvd, ho detto solo di averli distrutti». C’è poi una non risposta che alimenta ulteriori incetertezze. La domanda del pm è molto diretta: «Se lui si spogliò come fece a riprendere la scena con la microtelecamera che le dice che lui aveva addosso?». Don Ravagna non risponde. Per la cronaca va inoltre precisato che il camerunese ha due figli.

    Nei giorni scorsi i carabinieri hanno perquisito il seminario e la parrocchia di San Biagio alla ricerca di materiale utile alle indagini.

    Ricatto a luci rosse al prete Soldi per non mostrare un video
    «Ho un filmato in cui facciamo sesso»: arrestato un 36enne
    La difesa: «Nessuna minaccia, era richiesta di aiuto per un bisogno»

    Un lavapiatti di 36 anni originario del Camerun è stato arrestato martedì mattina con l’accusa di avere estorto alcune migliaia di euro a un anziano prete di Ravenna sotto la minaccia di divulgare un video, tuttavia finora non trovato, presumibilmente girato di nascosto e dal contenuto a luci rosse che coinvolgerebbe entrambi.

    Il 36enne – come riferito dai quotidiani locali – è stato bloccato dai carabinieri all’uscita di una chiesa ravennate subito dopo avere ricevuto il contante, circa cinquemila euro secondo quanto scrivono Il Resto del Carlino e Corriere Romagna, ventimila invece per La Voce di Romagna). L’indagine era partita da una richiesta di aiuto del parroco che conosceva il 36enne – prima impiegato in un hotel di Ravenna e poi rimasto disoccupato a causa della crisi – per averlo aiutato in passato.

    L’arrestato nell’interrogatorio di garanzia di ieri pomeriggio davanti al giudice per le indagini preliminari si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per ora il giudice si è riservato sulla misura cautelare da applicare. Secondo la difesa, i soldi erano stati chiesti senza minacce ricattatorie e per un bisogno legittimo personale. Del presunto video a luci rosse finora nessuna traccia: gli inquirenti non escludono che in realtà non esista.

    07 – 03 – 2013

  • Don Gallo a Radio24: “Da giovane prete ricevetti le avances di un vescovo”

    Don Gallo a Radio24: “Da giovane prete ricevetti le avances di un vescovo”

    Don Gallo a Radio24: “Da giovane prete ricevetti le avances di un vescovo”
    Il sacerdote precisa: “Il prete omosessuale deve essere libero di esprimersi”
    Dall’ Italia | 06 marzo 2013

    “Ho avuto delle insidie da parte di un vescovo quando ero un giovane prete, le ho respinte e l’ho mandato aff…”. Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova racconta a La Zanzara su Radio24 le avances ricevute e ci scherza su, ipotizzando che i documenti segreti su Vatileaks potebbero aver convinto papa Benedetto XVI a lasciare il pontificato.

    http://video.corriere.it/don-gallo-radio24-da-giovane-prete-ricevetti-avances-un-vescovo/7efb4f84-8679-11e2-8496-c29011622c49

    6 marzo 2013
    Don Gallo: ”Fui molestato da un vescovo, lo mandai aff…”

    “Ho avuto dei tentativi di violenze omosessuali, diciamo delle insidie, che ho respinto, sono sempre stato un ribelle. Ero un giovane prete, e fu un vescovo a farmi delle avances”.

    http://video.repubblica.it/cronaca/don-gallo-fui-molestato-da-un-vescovo-lo-mandai-aff/121516/120001

  • DIOCESI DI SAVONA: saltano fuori i documenti su don Nello Giraudo, prete incriminato di pedofilia. Una cinquantina le sue vittime di abuso sessuale.

    DIOCESI DI SAVONA: saltano fuori i documenti su don Nello Giraudo, prete incriminato di pedofilia. Una cinquantina le sue vittime di abuso sessuale.

    Pubblicato in data 04/mar/2013

    Sono usciti dalla cassaforte della Diocesi di Savona i documenti su don Nello Giraudo, per la prima volta la Magistratura ha spulciato ogni carta della Curia da cui sono emerse verità agghiaccianti: “C’è una lettera inviata dal Vaticano a Monsignor Lupi in cui è specificato che Don Giraudo era già stato incriminato negli anni ottanta per molestie – ha detto Francesco Zanardi che già in passato aveva denunciato gli abusi – “Nel savonese abbiamo contato almeno 50 persone che hanno subito le “attenzioni” del sacerdote”.

     Vittima di abusi sessuali, abusato da don nello giraudo nell’81 all’età di 11 anni (abusi dall’81-86)
    Francesco Zanardi:
     “Solo quando ho avuto in mano i documenti restituiti dalla magistratura sono rimasto ulteriormente scioccato perché, in quei documenti c’è una lettera del vaticano mandata a vittorio lupi; nella quale il vaticano dice a lupi che già negli anni ’80, nell’anno 1980 giraudo ebbe la prima denuncia per molestie”. Parlando delle vittime, Zanardi dice: “Li abbiamo contati.. sono quasi una cinquantina”.

     Tra coloro che sapevano, è emerso il nome di joseph ratzinger, ora papa emerito, allora prefetto della congregazione per la dottrina della Fede. Cioè l’organismo del vaticano che ha il compito di vigilare sulla purezza della dottrina della chiesa cattolica.

    L’allora cardinale joseph ratzinger riceve una lettera del monsignor calcagno: Francesco Zanardi aggiunge: “Il cardinale ratzinger quando era cardinale ancora nel 2003 sapeva già, molto bene, di questa situazione savonese in quanto gli era stata già comunicata da domenico calcagno”.


    Proprio l’altra sera avevo visto il programma LE IENE dove parlava appunto di questo prete pedofilo, e faceva notare che cardinali saputo il fatto, di volta in volta, “quando la combinava”, decidevano di “spostare” il prete pedofilo lontano una decina di chilometri da Savona, in un paese dove addirittura gli venivano riaffidati altri ragazzini da gestire come capo di Istituti per minori. Ne ha cambiato diversi di paesi nella circoscrizione savonese. Dopo il primo caso diabuso sessuale il cardinale monsignor sanguinetti, vescovo di allora.. lo spostò da Valleggia a Spotorno dove abusò di Francesco Zanardi!

     Al secondo caso di abuso viene nuovamente spostato da monsignor lanfranconi a 11 KM da Spotorno, a Feglino: 

    Per il servizio delle IENE: “Trincia: Abusi coperti dalla chiesa
    dei vescovi e un cardinale hanno coperto gli abusi sessuali di don nello giraudo”, 
    lo si può vedere integralmente su questo link:http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/376460/trincia-abusi-coperti-dalla-chiesa.html  Agghiacciante!

    Su YouTube ho trovato solo questo stralcio:

    Il video inizia cosi: Conclave, cattolici USA contro mahony: “il cardinale resti a casa!”
    MA E’ L’UNICO?

     Il giornalista delle IENE si esprime così:
    “All’improvviso nessuno sa, nessuno si ricorda, ma si non mi pare che molestasse i bambini: ma di che stiam parlando ragazzi? Oh io ho una figlia di 1 anno e mezzo, se uno mi tocca mia figlia l’ammazzo, capito? Io lo ammazzo!

    Qualcuno dice: “Se certe cose si stanno risolvendo adesso, evidentemente almeno adesso va riconosciuto l’impegno”. (Si, quando le cose saltano fuori.. ah belli)

    Il giornalista delle IENE ribatte: “Ma cosa si sta risolvendo? Il vescovo diventa cardinale. Il vescovo ha lasciato che quello abusasse per dieci anni e diventa cardinale? Cosa ti risolve? Scusami… Cioè ma che discorsi sono… “.

     Il giornalista:
    “… non gli ha chiesto perché non avete fermato questo? Lui è sempre stato messo a capo di Istituti per minori!”.

    Il cardinale risponde: “Queste cose le ho viste adesso… “
    Giornalista: “Cioè non lo sapeva?”.
    Il cardinale risponde: “No che le ho viste adesso, le ho viste in questi mesi”.
    Giornalista: “Ma al cardinale, il suo predecessore non ha chiesto come mai non hai impedito che questo molestasse bambini? Stiamo parlando di bambini!”.
    il cardinale…… : “Non stava molestando dei bambini allora. Non so, non ho avuta nessuna dichiarazione in questo senso: come posso intervenire?”.
    Giornalista: “Ci sono denunce, una condanna penale. E’ stato condannato a un anno di riduzione”.
    Il cardinale: “Adesso. Per un fatto di dieci anni fa”.
    Giornalista: “Quindi li molestava li molestava i bambini?”.
    Il cardinale: “Va bene, però io non lo sapevo, non potevo sapere di queste cose”.
    Giornalista: “Magari lei no, però i suoi predecessori.. “.
    Il cardinale: “Ma deve chiedere a loro, non a me”. E se la cava così.


    Il cardinale calcagno sapeva! A confermarlo è lo stesso Francesco Zanardi.

    Come sapeva il monsignor lanfranconi, il quale dopo aver sentito il nome di don nello, ha invitato il giornalista dicendo: “Questa è la porta”.

    Per 25 anni, la chiesa pur conoscendo il problema di don nello giraudo non ha mai fatto nulla per fermarlo!

  • Conclave 2013: petizione contro il cardinale Domenico Calcagno, “Non denunciò prete pedofilo, non è degno del Conclave”. Il Secolo XIX: “Ratzinger sapeva” (VIDEO)

    Conclave 2013: petizione contro il cardinale Domenico Calcagno, “Non denunciò prete pedofilo, non è degno del Conclave”. Il Secolo XIX: “Ratzinger sapeva” (VIDEO)

    Nuova bufera si abbatte sul conclave. La rete L’Abuso di Savona, associazione fondata da alcune vittime di sacerdoti pedofili, ha lanciato una petizione sul web per chiedere al segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, di escludere dal conclave l’ex vescovo di Savona Domenico Calcagno per “non aver denunciato” don Nello Giraudo, un prete savonese che in passato avrebbe molestato e sottoposto ad abusi sessuali alcuni giovani parrocchiani.

    “Un caso analogo – afferma il portavoce della rete L’Abuso Francesco Zanardi – a quello del cardinal Mahony e a quello del cardinal Rivera per i quali i cattolici hanno chiesto che non partecipino al conclave, in quanto indegni”. Del caso di don Nello Giraudo e del comportamento omissivo dell’ex vescovo di Savona si è occupata ieri sera anche la trasmissione televisiva “Le Iene” con il servizio dal titolo “Abusi nascosti dalla Chiesa”.

    “Alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno sconvolto la Chiesa cattolica, dopo tutti i gravissimi reati di pedofilia clericale che tante innocenti vittime hanno mietuto, in relazione alle accertate omissioni e coperture attuate da prelati e monsignori vari a protezione di sacerdoti che hanno abusato ripetutamente di tanti adolescenti -si legge nella petizione promossa dalla rete L’Abuso – chiediamo che a monsignor Domenico Calcagno, attuale membro del conclave in Vaticano, sia precluso questo privilegio di cui sicuramente non è degno per la sua completa e totale inazione nei confronti di preti pedofili savonesi a cui egli ha permesso di agire come lupi in un gregge di pecore”.

    Secondo la ricostruzione del Secolo XIX, anche Joseph Ratzinger, ora papa emerito, all’epoca prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede , era a conoscenza dei casi di pedofilia che si sono verificati all’interno della diocesi savonese. “Ma, come del resto i vertici della curia locale, non ha denunciato alla magistratura i fatti”. Ecco cosa scrive il quotidiano:

    A dimostrarlo in modo inconfutabile sono i documenti di cui la redazione de Il Secolo XIX è venuta in possesso, sequestrati dalla Procura della Repubblica di Savona circa un anno fa, nel febbraio 2012, prelevati dalla cassaforte della Curia savonese, nell’ambito dell’indagine sui casi di pedofilia avvenuti nella diocesi ligure. Documenti che dimostrano come il papa emerito Benedetto XVI, due anni prima dell’elezione a pontefice, nel 2003, fosse stato informato dei casi savonesi, proprio quando era appunto Prefetto della Congregazione per la dottrina della Chiesa, l’organo deputato a vigilare sulla correttezza della dottrina cattolica. Una vicenda che acquista un peso significativo nella storia di Ratzinger e in cui compaiono altri personaggi illustri, tra cui il cardinale Domenico Calcagno, al tempo vescovo della diocesi savonese, che sarà membro dell’imminente conclave.

     

    http://www.huffingtonpost.it/2013/03/04/conclave-2013-petizione-c_n_2804847.html

  • Abusi del prete, spuntano altri 2 indagati

    Abusi del prete, spuntano altri 2 indagati

    La procura chiede nuovi accertamenti anche per la presunta vittima e un suo parente che picchiarono il sacerdote

    LANCIANO. La Procura ha chiesto una proroga delle indagini su don Andrè Facchini, 38 anni, ex parroco di Sant’Agostino indagato per violenza sessuale nei confronti di un giovane.

    Il pubblico ministero Rosaria Vecchi ha chiesto altri sei mesi per fare luce sull’intera vicenda, partita più di un anno fa dall’aggressione subita dall’ex sacerdote e sfociata nell’inchiesta per presunta violenza sessuale ai danni di un parrocchiano di 27 anni.

    Sulla proroga dovrà decidere il gip Massimo Canosa.

    La violenza sessuale non è la sola ipotesi di reato sulla quale la Procura indaga. Tra i possibili capi d’accusa a carico dell’ex parroco – che intanto come legale di fiducia ha nominato Osvaldo Piccirilli – ci sono anche la violenza privata (violenza o minaccia per costringere altri a fare o ad omettere qualcosa), la calunnia e il danneggiamento.

    Il pm Vecchi ha chiesto la proroga delle indagini anche per altri due indagati: si tratta della vittima di violenza sessuale e di un suo familiare. Per i due l’ipotesi di reato è quella di lesioni, riferita probabilmente all’aggressione subita da don Andrè nell’ottobre 2011.

    Il prete venne malmenato fuori dall’abitazione del ragazzo, che poi lo denunciò per le molestie. Il giovane frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e la Legio Sacrorum Cordium, la congregazione istituita in città dallo stesso Facchini, il quale aveva un forte ascendente sul ragazzo. Ci sarebbero stati anche dei viaggi, in gruppo o da soli, in località non propriamente religiose. Ma quando le attenzioni si erano rilevate di tutt’altra natura il giovane, all’epoca fidanzato, si era allontanato dalla parrocchia.

    Nel tentativo di farlo riavvicinare alla comunità, erano iniziate le vessazioni e le persecuzioni. Almeno fino alla sera dell’aggressione, dopo la quale don Andrè Facchini, di origini brasiliane, è stato allontanato dalla Curia.

    E’ tornato in città lo scorso ottobre: non ricopre più alcun incarico pastorale ed è ospite di alcuni amici.

    Il mese scorso la sua abitazione è stata perquisita, dopo le rivelazioni contenute in una video-intervista rilasciata al sito di informazione giornalistica Abruzzolive.

    Un ex componente della Legio Sacrorum Cordium, in forma anonima, ha denunciato quello che succedeva durante gli incontri: riti contro il demonio, penitenze e punizioni corporali, avvenute anche su minorenni. La Procura ha acquisito il video pubblicato su internet e indaga anche su questi episodi.

    Stefania Sorge

  • Perquisita l’abitazione del prete indagato

    Perquisita l’abitazione del prete indagato

    Accuse di un testimone sui riti officiati: sequestrati documenti e computer Il religioso senza più incarichi pastorali. Il vescovo: «Verità e carità ci guidino»

    LANCIANO. È stata perquisita l’abitazione di don Andrè Facchini, 38 anni, ex parroco della chiesa di Sant’Agostino, sotto inchiesta per presunta violenza sessuale su un parrocchiano di 27 anni. Il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, titolare dell’indagine, ha disposto la perquisizione nella casa dove il prete è ospite di amici.

    La sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri in procura, ha sequestrato documenti e un computer, alla ricerca di elementi e indizi relativi al secondo filone di indagine che vede al centro don Andrè Facchini. Riguarda le accuse mosse da un ex componente della Legio Sacrorum Cordium, la congregazione istituita in città dallo stesso sacerdote, nel corso di un’intervista rilasciata alla tv internet Abruzzolive. Nel video, acquisito dalla procura e quindi oscurato, il testimone, con il capo coperto da un foulard e la voce contraffatta, raccontava degli strani riti officiati contro il demonio, di apparizioni, penitenze e punizioni corporali, avvenute anche su minorenni, che sarebbero stati addirittura frustrati sulla schiena nuda con il rosario.

    Chi voleva tirarsi fuori dalla congregazione, proseguiva il testimone nell’intervista, veniva sottoposto a persecuzione psicologica, tanto che più di una persona plagiata avrebbe ricorso a cure psichiatriche e psicofarmaci. Accuse gravissime se fossero confermate.

    La Curia segue con apprensione la vicenda da quando è iniziata, un anno fa, con il pestaggio del sacerdote di origini brasiliane e la denuncia per violenza sessuale da parte di un giovane. Il ragazzo avrebbe prima subito le attenzioni morbose di don Andrè e poi vessazioni e persecuzioni una volta che si era allontanato dalla cerchia del parroco.

    Dopo l’aggressione, il prelato era stato allontanato dalla stessa Curia per un anno. Dopo gli ultimi sviluppi don Andrè, che al suo ritorno in città faceva da assistente al cappellano dell’ospedale, non ricopre più alcun incarico pastorale. In questi giorni è tornato in Brasile. «Verità e carità devono guidarci», ribadisce l’arcivescovo Emidio Cipollone, «il video sequestrato conferma cose che si dicevano, e lo fa tramite la voce di un testimone. Ci si interroga su tutto questo, ma siamo in attesa di quello che farà la magistratura».

    Stefania Sorge

    15 dicembre 2012

  • Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    mercoledì 05 dicembre 2012, 16:53

    Frustate con il rosario sulla schiena nuda di minorenni, penitenze durissime, punizioni corporali e presunte apparizioni.

    Sarebbe successo a Lanciano nel corso degli incontri della Legio Sacrorum Cordium, l’associazione religiosa fondata in citta’ da don Andrea Facchini, ex parroco della chiesa di sant’Agostino, attualmente indagato per violenza sessuale dalla Procura di Lanciano.

    I particolari di quello che succedeva durante gli incontri della Legio presieduti da don Andrea li racconta un ex membro della Legio Sacrorum Cordium di Lanciano in un’intervista rilasciata alla web tv Abruzzolive.

    L’uomo nel video, acquisito dalla Procura di Lanciano, appare oscurato e con la voce camuffata.

    “Durante le preghiere cadeva in estasi, diceva di aver avuto messaggi dalla Madonna e di parlare con gli angeli, chiamandoli per nome – spiega il testimone nell’intervista – chi usciva dalla Legio veniva sottoposto a una persecuzione psicologica”.

    Le penitenze venivano effettuate il sabato sera intorno alla mezzanotte e avrebbero riguardato secondo il testimone anche minorenni.

    “Le frustate a schiena nuda con il rosario riguardavano anche minorenni, e’ grave che sia accaduta una cosa del genere”, aggiunge il testimone che dice di aver voluto denunciare questi fatti per “tutti coloro che sono stati plagiati e per quelle persone che sono dovute ricorrere alle cure di psichiatri e che tuttora assumono psicofarmaci”.

    La Procura di Lanciano, che indaga il sacerdote per una presunta violenza sessuale ai danni di un giovane che frequentava l’associazione, ha acquisito il video questa mattina poco dopo la pubblicazione online. L’inchiesta e’ condotta dal pm Rosaria Vecchi.

    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Ragazzi-frustati-con-un-crocifisso-nella-setta-religiosa-del-parroco-accusato-di-violenza-sessuale/105735.htm

  • Busto Arsizio (VA). Suor Mariangela Farè arrestata per pedofilia e persecuzioni in oratorio, La vittima, 12 anni, si suicidò. Trovati i diari col resoconto degli abusi

    Busto Arsizio (VA). Suor Mariangela Farè arrestata per pedofilia e persecuzioni in oratorio, La vittima, 12 anni, si suicidò. Trovati i diari col resoconto degli abusi

    Varese, suora agli arresti per abusi sessuali e violenze su ragazzina
    La giovane si impiccò a 26 anni: trovati diari, lettere e foto che documentano ciò che aveva subito dall’età di 12 anni in poi

    VARESE – Abusi sessuali, violenze private e atti persecutori: con queste accuse una suora di 52 anni, originaria di Busto Arsizio ma residente nel Milanese, dove dirige un centro di formazione professionale, è stata messa agli arresti in una casa di cura e di custodia. Il provvedimento è stato adottato dal gip di Busto Arsizio (Varese), in via provvisoria. Le accuse si riferiscono alla tragica fine di una ragazza che la suora avrebbe vessato per anni, fino a portarla, nel giugno 2011, al suicidio.

    IN ORATORIO – L’incontro fra la donna e la giovane vittima, all’epoca una ragazzina di soli 12 anni con qualche difficoltà relazionale, avvenne negli anni 1997-1998 nell’oratorio di una parrocchia di Busto Arsizio, dove la suora prestava servizio. L’incontro «assunse presto connotazioni sessuali sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze, fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica si tolse la vita all’età di ventisei anni», si legge nella nota della Questura. La ragazza si impiccò.

    DIARI E FOTO – Proprio con la morte della giovane le indagini, svolte dal Commissariato di Busto Arsizio e dirette dal pm Roberta Colangelo, hanno subito un’accelerazione, «grazie soprattutto al materiale – scritti, diari, corrispondenza, supporti informatici e documentazione video e fotografica – ritrovato tra gli effetti personali della vittima», spiegano gli investigatori. La suora, che secondo le risultanze della consulenza tecnica risulta affetta da disturbo borderline di personalità incidente parzialmente sulla capacità di volere, è stata giudicata socialmente pericolosa e accompagnata dai poliziotti di Busto Arsizio e della Squadra Mobile di Varese in una casa di cura e custodia.

    Redazione Milano online
    13 novembre 2012 | 18:26

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_novembre_13/varese-suora-arresti-abusi-sessuali-ragazza-minorenne-suicida-violenza-sessuale-2112689678301.shtml

    Indagata suora, abuso’ di ragazza che poi si e’ suicidata

    (AGI) – Como, 13 nov. – Subi’ abusi per anni, tanto da finire, a soli 26 anni, a togliersi la vita. A essere indagata per gli abusi nei confronti della ragazza e’ una suora originaria di Busto Arsizio, da oggi sottoposta a regime di sicurezza attraverso il ricovero in una casa di cura su disposizione del Gip di Busto Arsizio. La religiosa, attualmente domiciliata nel Milanese e che dirige un Centro di Formazione professionale e’ indagata anche per violenze private ed atti persecutori. – I fatti contestati risalgono sarebbero iniziati nel 1997 quando, seecondo quanto emerso dalle delicatissime indagini, la 52enne avrebbe avuto modo di incontrare in un oratorio bustocco una ragazzina all’epoca minorenne e con difficolta’ a relazionarsi.
    Da una prima semplice amicizia, la suora avrebbe ben presto travalicato nei suoi comportamenti fino a giungere ad atti persecutori con un crescendo di violenze per indurre la ragazzina a sottostare alle sue attenzioni morbose. Un incubo per la minorenne che la porto’ a togliersi la vita, all’eta’ ormai di 26 anni, l’anno scorso, ormai in preda ad una profonda crisi esistenziale acuita dalla sua fragilita’ psicologica. Le indagini sono scattate proprio alla luce di questo suicidio.
    Condotte dalla Polizia del Commissariato cittadino e dirette dal Sostituto Roberta Colangelo della Procura di Busto, hanno avuto negli ultimi tempi una notevole accelerazione grazie anche ad una serie di diari e lettere, nonche’ materiale informatico, video e foto trovati fra gli effetti personali della ragazza. La suora e’ stata sottoposta ad una perizia dalla quale risulterebbe affetta da disturbo bordeline di personalita’ incidente parzialmente sulla capacita’ di volere e socialmente pericolosa. Da qui la decisione di applicare la misura di custodia cautelare attraverso il ricovero in una casa di cura.

    www.agi.it/in-primo-piano/notizie/2…_si_e_suicidata

    Suora indagata per abusi sessuali su ragazza: la vittima si è tolta la vita
    Il giudice di Busto Arsizio ha disposto la misura di sicurezza del ricovero della religiosa
    VARESE – Avrebbe commesso abusi sessuali nei confronti di una ragazza, all’epoca dei fatti minorenne, che nel 2011 si è suicidata a causa di una profonda crisi psicologica. Per questo il gip di Busto Arsizio ha disposto la misura di sicurezzadel ricovero in casa di cura nei confronti di una suora di 52 anni, indagata per abusi sessuali, violenze private.

    Secondo le accuse le violenze sarebbero avvenute tra il ’97 e il ’98, in un oratorio del varesotto dove la suora prestava servizio. Le indagini, coordinate dal pm Roberta Colangelo, sono state condotte dalla polizia, che dopo il suicidio ha esaminato scritti, diari, corrispondenza e documentazione video e fotografica ritrovata tra gli effetti personali della giovane. Secondo le ricostruzioni la suora ha incontrato la ragazza, con qualche difficoltà relazionale, nell’oratorio di una parrocchia a Busto Arsizio (Varese). L’incontro assunse presto connotazioni sessuali sino a trasformarsi nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, si è suicidata all’età di ventisei anni.

    Attualmente la religiosa, residente in provincia di Milano, dirige un centro di formazione professionale. Dalle risultanze della consulenza tecnica è risultata pericolosa socialmente, e affetta da un disturbo della personalità che incide parzialmente sulla capacità di intendere e di volere.
    Martedì 13 Novembre 2012 – 19:30
    Ultimo aggiornamento: 22:31