Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Varese, suora agli arresti per abusi  sessuali e violenze su ragazzina

    Varese, suora agli arresti per abusi sessuali e violenze su ragazzina

    La giovane si impiccò a 26 anni: trovati diari, lettere e foto che documentano ciò che aveva subito dai 12 anni in poi

    VARESE – Abusi sessuali, violenze private e atti persecutori: cn queste accuse una suora di 52 anni, originaria di Busto Arsizio ma residente nel Milanese dove dirige un centro di formazione professionale, è stata messa agli arresti in una casa di cura e di custodia. Il provvedimento è stato adottato dal gip di Busto Arsizio (Varese), in via provvisoria. Le accuse si riferiscono alla tragica fine di una ragazza che la suora avrebbe vessato per anni, fino a portarla, nel giugno 2011, al suicidio.

    IN ORATORIO – L’incontro tra la donna e la giovane vittima, all’epoca una ragazzina di soli 12 anni con qualche difficoltà relazionale, avvenne negli anni 1997-1998 nell’oratorio di una parrocchia di Busto Arsizio, dove la suora prestava servizio. L’incontro «assunse presto connotazioni sessuali sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica, si tolse la vita all’età di ventisei anni», si legge nella nota della Questura. La ragazza si impiccò.

    DIARI E FOTO – Proprio con la morte della giovane le indagini, svolte dal Commissariato di Busto Arsizio e dirette dal pm Roberta Colangelo, hanno subito un’accelerazione, «grazie soprattutto al materiale – scritti, diari, corrispondenza, supporti informatici e documentazione video e fotografica – ritrovato tra gli effetti personali della vittima», spiegano gli investigatori. La suora, che secondo le risultanze della consulenza tecnica risulta affetta da disturbo borderline di personalità incidente parzialmente sulla capacità di volere, è stata giudicata socialmente pericolosa e accompagnata dai poliziotti di Busto Arsizio e della Squadra Mobile di Varese in una casa di cura e custodia.

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_novembre_13/varese-suora-arresti-abusi-sessuali-ragazza-minorenne-suicida-violenza-sessuale-2112689678301.shtml

  • Condannato per abusi celebra messa in Italia (video)

    Condannato per abusi celebra messa in Italia (video)

    LIBERO D’AGOSTINO

    A settanta anni suonati don Italo Casiraghi è tornato a celebrare messa. L’ex parroco di Gordola è tornato all’altare con sulle spalle la croce di una condanna, nel 2005, a sei mesi di detenzione per ripetuti atti sessuali con fanciulli. Tentati e consumati, recitava la sentenza. Don Italo, celebra messa in Italia a Pietra Ligure, ma il suo passato in Ticino, riportato alla luce da una video inchiesta, sta scuotendo la parrocchia del piccolo Comune  in provincia di Savona.

    A Pietra Ligure, 10mila abitanti, si conoscono tutti e quel video che  da mesi circola su youtube, e di cui in Ticino ha dato notizia Liberatv, ha turbato parecchio gli animi dei parrocchiani. Le immagini e il servizio realizzati da Franceso Zanardi, sono rimbalzati pure sui blog e sulla stampa regionale, facendo riemergere una storia che sette anni fa aveva scosso il cantone e messo sottosopra la diocesi di Lugano.

    All’epoca il caso aveva riempito le pagine dei giornali, con le cronache di una vicenda triste quanto torbida. Con gli scabrosi messaggi telefonici che don Italo inviava ripetutamente ad alcuni ragazzini che frequentevano la parrocchia di Gordola, le foto osé e il resoconto del suo rocambolesco arresto il giorno in cui aveva un appuntamento con una adolescente, ma era stato poi subito bloccato da una poliziotta che si era nascosta in un armadio.  Una vicenda dai risvolti pesanti che aveva coinvolto diverse famiglie  e che si credeva ormai dimenticata.

    Dopo la condanna, don Italo si era ritirato in Italia e per anni non si era più parlato di lui. Sino al febbraio scorso, quando la video inchiesta di Zanardi, noto attivista italiano che si batte per diritti di gay e contro la pedofilia nella Chiesa, l’ha scovato a Pietra Ligure. Nel video si vede lo stesso Zanardi che ferma don Italo Casiraghi per strada e si accerta della sua identità per poi riprenderlo in chiesa mentre celebra la messa. Immagini che hanno inquietato la piccola comunità dei fedeli, che mai avrebbero sospettato un passato tanto pesante.

    Oggi a Petra Ligure sono in molti a domandarsi se è giusto che un prete condannato per atti sessuali con fanciulli, possa celebrare messa.

    Un interrogativo che divide i parrocchiani e gli stessi uomini di Chiesa (vedi intervista a lato con don Sandro Vitalini). Se per alcuni don Italo ha pagato per le sue colpe, e quindi ha tutto il diritto di ritornare alla vita religiosa, per altri fargli celebrare messa, non in un istituto, ma in una parrocchia è una scelta eccessiva. Soprattutto in tempi in cui non si placano le polemiche per gli episodi di pedofilia nella Chiesa e per l’impegno delle gerarchie vaticane nel combattere questo triste quanto diffuso fenomeno.
    ldagostino@caffe.ch

    http://www.caffe.ch/stories/Attualit%C3%A0/41159_condannato_per_abusi_celebra_messa_in_italia/
  • Innocenti evasioni dei salesiani di Dublino…, bambini che leccano la panna dalle ginocchia dei pretii

    Innocenti evasioni dei salesiani di Dublino…, bambini che leccano la panna dalle ginocchia dei pretii

    Ora dico io, ma la mente che io inizio a sospettare gravemente malata di questa gente di “dio” non è talora attraversata dal pensiero di stare esagerando un po’ ?
    il forum mi segna ogni link come “non valido” quindi mi vedo costretto ad aggiungere il testo dell’articolo. cercate pure su un motore di ricerca a vostro piacere riscontri a questa storia. c’è anche il video su youtube di questo osceno episodio.

    Viene rappresentato una sorta di “rito d’iniziazione”. Ci sono i sacerdoti, ci sono i bambini, c’è la panna montata. E’ scoppiato un caso nazionale in Polonia. L’intenzione, probabilmente, non aveva finalità sessuali, visto che le foto sono apparse sul sito della scuola, il cui direttore, padre Marcin Kozyra, ha spiegato che si tratta di un rito praticato da molti anni. Le foto, nel frattempo, sono state rimosse dal sito.

    Secondo le autorità competenti, non ci sono reati contestabili. Il cattivo gusto, non rappresenta un reato. Ad essere penalizzata è ovviamente l’immagine della chiesa nella cattolicissima Polonia.

    Questo episodio segue le farneticanti affermazioni di padre Benedict Groeschel, appartenente all’ordine dei frati francescani del Rinnovamento, da lui stesso fondato, hanno accesso un forte dibattito negli Stati Uniti. Ne parla l’Huffington Post in un recente articolo.

    L’uomo è stato intervistato dal National Catholic Register. Per l’occasione, padre Benedict ha pronunciato le seguenti parole:

    “La gente crede che siano i preti a coltivare cattive intenzioni. Ma non è così. Nella maggior parte dei casi è il giovane a sedurre il sacerdote”.

    Per il religioso sono i sacerdoti, uomini deboli e con la mente straziata, le prede degli adolescenti in cerca di sesso.

    ma davvero credono di poter continuare così PER SEMPRE senza che, prima o poi, gli caschi la scure sul collo ? sarà la forza della fede che infonde loro la sicurezza dell’impunità ma ora io spero che la mannaia di cui parlo si materializzi al più presto .

    Che dire… mandare i figli a scuola dai preti è un crimine in sé stesso.

  • Sesso? “No, solo baci e carezze” Per il gip invece c’era violenza

    Sesso? “No, solo baci e carezze” Per il gip invece c’era violenza

    Tutti i retroscena degli atti depositati per il caso don Ruggeri

    di Alessandro Mazzanti

    Fano (Pesaro-Urbino), 4 settembre 2012 – DON RUGGERI, l’ex sacerdote di Orciano, arrestato il 13 luglio scorso per atti sessuali su una minorenne, prosegue abbastanza tranquillo la sua detenzione domiciliare nel convento di Monte Fano, a Fabriano. Ma chi avesse voglia di capire un po’ meglio come e perchè il don sia arrivato fin lì, in viaggio dal carcere di Villa Fastiggi, legga qui sotto. Perchè, come si ricorderà, Lorena Mussoni, il gip che ha firmato nel luglio scorso il suo arresto su richiesta del pm Sante Bascucci, si era opposta alla richiesta di scarcerazione del don, inoltrata il giorno (il 3 agosto) dopo l’incidente probatorio in cui era stata sentita la ragazzina 13enne, nell’aula protetta, alla presenza anche di una psicologa. Ma perchè il gip si era opposta alla scarcerazione o ai domiciliari? I motivi erano fondamentalmente due. Primo, il fatto che la stessa ragazzina aveva dichiarato nell’audizione di essere stata costretta, dal don, a fare certe cose. Insomma, il gip, seguendo logicamente il filo del racconto della minore, non vedeva nessuna forma di consenso, in quei due episodi. Anzi, vedeva «intimidazione». Tanto da avanzare esplicitamente la possibilità, poi emersa anche sul fronte dell’accusa, che al don venga più pesantemente contestato non il reato di atti sessuali con una minore di 14 anni, ma la violenza sessuale. In più, era ipotizzata a carico del don la pericolosità sia della reiterazione del reato sia dell’inquinamento probatorio, tanto da escludere la possibilità degli arresti domicliari. Non solo nella sua casa, a Orciano, ma anche nei conventi, ritenuti dal gip «luoghi non idonei» a permettere che il don non avesse contatti con altre persone informati sui fatti.

    IL LEGALE del sacerdote, Gianluca Sposito, impugna l’atto del gip e alla fine convince i giudici del Riesame che il don può avere i domiciliari, in convento, definendolo luogo «adeguatamente lontano dai luoghi frequentati dall’indagato e dalla persona offesa, nonché privi di occasioni di contatto con estranei». E ricostruisce un quadro accusatorio ovviamente diverso rispetto a quello delineato dal gip. Soprattutto, scrive il legale, «parlare di costrizione, anche solo psicologica, appare particolarmente illogico: come fa la minore a sostenere “non potevo far niente”, con fatti svoltisi in un luogo più che pubblico (una spiaggia già frequentata), in orari comunissimi, con più persone presenti, reiterando comunque (al di là degli atti sessuali eventualmente subiti) le uscite con il sacerdote, frequentando la spiaggia addirittura con la sorella maggiore?».

    «GLI ATTI sessuali poi —_ prosegue il legale — sono solo baci e carezze, nessuna sollecitazione della zona pubica». E sul concetto di “senso di colpa”: «La minore non ne parla espressamente, ma il concetto le viene affibbiato semplicemente perché dichiara che lei in verità non voleva quelle “attenzioni” (ma nel video è evidente la bilateralità degli atteggiamenti)».
    La ragazzina, argomenta anche il legale, è sì intimidita, ma in un altro senso. «Le sue risposte a molte domande appaiono evidentemente frutto della necessità di compiacere non solo e non tanto il giudice, quanto tutti coloro che sono ben oltre il vetro. In primis i genitori…». E ancora: «La visione del filmato agli atti può aiutare: non si tratta della rappresentazione di un amore rubato o di un soggetto in preda ad un raptus, bensì di un contesto ludico e affettivo, dove due “adolescenti” appaiono scambiarsi affettività. Proprio quel “bene” che l’indagato stigmatizza come “sbagliato”».

    Alessandro Mazzanti

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/09/04/767259-pedofilia-don-ruggeri-retroscena.shtml

  • Ma possibile che ci vogliano 3 anni per chiudere un’indagine???

    Ma possibile che ci vogliano 3 anni per chiudere un’indagine???

    Il prof delle molestie rimane in carcere Nervi, frate degli Emiliani nei guai per pedofilia

    Genova – Dieci anni di orrori, di abusi inflitti a un bambino divenuto adulto e oggi incapace di cancellare quell’incubo, di rimarginare quella ferita dell’anima. È l’accusa per cui la procura della Repubblica di Roma intende chiedere il processo nei confronti di padre Vito Beatrice, frate ex fondatore e responsabile del centro culturale all’interno del Collegio degli Emiliani di Nervi dove, secondo l’accusa, all’insaputa dei vertici della struttura, si sarebbero ripetute le violenze su un ragazzino romano cominciate anni prima nella Capitale.

    Violenza sessuale continuata e aggravata, compiuta «abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima»: questa l’ipotesi formulata dal pm Silvia Santucci a conclusione delle indagini preliminari iniziate nel 2010, dopo che il ragazzo molestato tentò di togliersi la vita gettandosi in un fiume.

    Nei giorni scorsi il magistrato romano ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta al religioso che oggi vive a Torino, ospite dei padri somaschi, in una stanza già perquisita dai carabinieri e nella quale gli inquirenti trovarono foto e video riguardanti un ragazzino in atteggiamenti osceni. «Filmò e documentò molti dei nostri incontri» ha rivelato il giovane vittima dei presunti abusi che oramai ha 27 anni ma non riesce a dimenticare quel che gli è stato fatto.

    Tanto che la storia è venuta alla luce dopo un tentativo di suicidio, un anno fa, quando il giovane, 26 anni, tentò il suicidio gettandosi in un fiume per poi raccontare la storia al suo salvatore. «La prima volta che padre Beatrice mi toccò avevo solo 8 anni. Lui 41. Ho subìto per dieci anni. Poi è finita, ma non ho mai avuto il coraggio di parlare di questa storia con nessuno, almeno fino a quando quel carabiniere non mi a riportato a galla e mi ha salvato la vita».

  • Pedofilia, caso Don Ruggeri: la 13enne molestata risponde al gip Incidente probatorio

    Pedofilia, caso Don Ruggeri: la 13enne molestata risponde al gip Incidente probatorio

    In tribunale, ma in stanze separate, presenti i genitori della ragazzina e il parroco

    Fano, 2 agosto 2012 – Terminato l’incidente probatorio della 13enne che era stata oggetto di baci e carezze in spiaggia da parte del parroco di Orciano (Pesaro Urbino), don Giangiacomo Ruggeri, ex portavoce del vescovo di Fano, finito in carcere con l’accusa di atti sessuali sulla minorenne. ”Ha risposto a tutte le domande del gip Lorena Mussoni – ha detto l’avvocato Omar Severi, che rappresenta la famiglia – l’incidente probatorio puo’ dirsi concluso. Ora gli atti debbono tornare alla Procura” .
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    ”Valuteremo la costituzione di parte civile – ha ribadito – quando sara’ opportuno, nelle forme previste dalla legge”. Il verbale dell’audizione della ragazzina, che e’ stata ascoltata dal gip alla presenza della psicologa Anna Cavallini di Ferrara e’ stato secretato.

    In stanze separate, dotate di specchio unidirezionale e sistema di registrazione audio e video,erano presenti il pubblico ministero, Sante Bascucci, don Ruggeri e il suo legale, i consulenti e l’avvocato della parte offesa. Presenti anche i genitori della tredicenne.

    Dopo l’arresto, disposto dal gip per il pericolo di reiterazione del reato di inquinamento delle prove, il sacerdote aveva ammesso di aver baciato e toccato la minore – ”Non so cosa mi sia successo” aveva detto – negando pero’ di aver tenuto comportamenti analoghi anche in passato, con altre ragazze. A denunciare il prete era stato il bagnino titolare dello stabilimento della spiaggia di Torrette di Fano in cui don Ruggeri si era recato piu’ volte insieme alla ragazzina e altri giovani della sua parrocchia.

    Gli agenti del Commissariato di Fano avevano poi filmato in due occasioni (il 10 e il 12 luglio scorsi) le avances del sacerdote con la tredicenne: due ore di riprese che avevano indotto il giudice Mussoni a firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Don Ruggeri e’ stato arrestato il 13 luglio scorso: il giorno stesso, il vescovo mons. Armando Trasarti lo ha sospeso da ogni incarico pastorale.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/08/02/752964-pedofilia-don-ruggeri-incidente-probatorio-13enne.shtml

  • Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    Ha definito «fantasie e calunnie» le accuse mosse contro di lui. In una lettera ha chiesto «scusa» ai suoi parrocchiani
    Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    di Maurizio Troccoli

    Don Lucio Gatti, il sacerdote di Cenerente, l’ex direttore della Caritas perugina, travolto dallo scandalo ‘Abusi sessuali’ su cui si sono accesi i rifelttori dei media nazionali, attraverso la nota trasmissione Le Iene, è andato alla procura della Repubblica, a Perugia, accompagnato dai suoi legali.

    Due fascicoli Ci sono due fascicoli aperti dal pubblico ministero Massimo Casucci per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione. Il sacerdote che per anni ha gestito centri di recupero per giovani tossicodipendenti nel perugino è stato anche sospeso dal sacerdozio per 5 anni, dopo il lavoro di una commissione che si è costituita sul caso. Il sacerdote ha scritto una lettera ai suoi parrocchiani, letta dal vescovo di Perugia nella quale ha chiesto «scusa», e poi ha fatto richiesta al pubblico ministero che indaga su di lui di essere ascoltato, dichiarando come «fantasie e calunnie» le accuse mosse contro di lui.

  • Monnezza sotto casa del prete infoiato che riceveva nel confessionale del Grande… Pisello.

    Monnezza sotto casa del prete infoiato che riceveva nel confessionale del Grande… Pisello.

    CI VOLEVA UN SERVIZIO DE LE IENE PER SGAMARE IL PRETE DI MARANO SESSUALMENTE INFOIATO E MOLESTATORE DI GIOVANI BONAZZI SMARRITI? ERANO 23 ANNI CHE DON FRANCO DE VIVO ERA IL PRETE DI MARANO! LA CHIESA, ANCHE QUELLA NAPOLETANA, HA PERSO UN ALTRA OCCASIONE PER ONORARE IL SUO DATORE DI LAVORO.

    Italia Notizie scrive: “La spazzatura depositata fuori l’ abitazione e la Chiesa di Marano dove per 23 anni e fino a pochi giorni fa era nominato parroco Don Franco De Vivo – racconta il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli – ci fa capire il livello di sdegno popolare verso quest’ uomo che ha tradito la sua missione pastorale in un modo immondo da quanto si evince dal servizio messo in onda delle Iene in cui si evidenziano anche approcci sessuali scabrosi a minorenni.

    A tal proposito non è chiaro il perchè il video messo in onda pochi giorni fa sia sparito sia dal sito ufficiale delle Iene che da youtube. Ci auguriamo che non sia per motivi di censura. Infine crediamo che anche la Chiesa napoletana debba assumersi pienamente la responsabilità di questo scandalo di cui era informata da oltre un anno da una denuncia che proprio i Verdi Ecologisti consegnarono davanti a testimoni ad uno stretto collaboratore del Cardinale avendo piene assicurazioni di un intervento rapido e risolutore che invece non è avvenuto. Chi ha coperto questo sconcio deve spiegare alle autorità competenti il perchè di tali omissioni”.

    Prete pedofilo a Napoli a Le Iene Show
    4 aprile 2012 di Minnie Lascia un commento »

    “LE IENE SHOW” MARANO (NAPOLI): CASO SACERDOTE PROVOCA SCONCERTO TRA I FEDELI LA NUOVA IENA CINESE YANG INTERVISTA I POLITICI ITALIANI

    Domani, giovedì 5 aprile 2012 alle ore 21.10, su Italia 1 nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Grande clamore ha suscitato il servizio di Giulio Golia che, in provincia di Napoli, si è occupato di un sacerdote il quale, raggiunto da tre giovani complici de le Iene (di cui uno si era detto minorenne) aveva rivolto a tutti e tre attenzioni molto particolari. A distanza di pochi giorni dalla puntata, l’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, ha nominato l’amministratore parrocchiale che dovrà sostituire l’anziano religioso protagonista del servizio. Giulio Golia raggiunge il paese di Marano per raccogliere i commenti della popolazione e dei fedeli.

    Nonostante ci sia sconcerto e incredulità per l’intera vicenda, diverse persone ammettono come, da tempo, circolavano voci in merito alle presunte attenzioni del prete nei confronti di diversi ragazzi. La nuova Iena Yang si finge un giornalista di una televisione cinese per raccogliere dai politici italiani delle dichiarazioni in grado di far comprendere meglio la politica del nostro paese in estremo oriente. Tra plateali inchini, scoppi di ilarità, attacchi di narcolessia e folli traduzioni dei loro nomi, l’inviato intervista l’ex ministro Ignazio La Russa, l’On. Paola Binetti, il parlamentare Maurizio Paniz, l’ex ministro Livia Turco e l’On. Pierluigi Castagnetti.

    Diverse le reazioni degli Onorevoli: c’è chi la prende sul ridere, chi si allontana indispettito e chi, addirittura, si spaventa. Cosa succede se una persona emancipata come Mara Maionchi scopre che la figlia (a sua insaputa complice de le Iene) ha appena avuto una liaison con un perfetto sconosciuto? È questo il singolare “esperimento sociale” cui la discografica si è involontariamente sottoposta durante un viaggio in treno tra Roma e Milano. Quale sarà la sua reazione?

    FONTE: UFFICIO STAMPA

    www.tvglobo.it/prete-pedofilo-a-napoli-a-le-iene-show.html

     

  • Dopo le ‘voci’ su don Rialti scatta l’inchiesta su presunta pedofilia. Tutti sorpresi: parrocchiani, curia e Madonnina del Grappa

    Dopo le ‘voci’ su don Rialti scatta l’inchiesta su presunta pedofilia. Tutti sorpresi: parrocchiani, curia e Madonnina del Grappa

    Dopo le ‘voci’ su don Rialti scatta l’inchiesta su presunta pedofilia. Tutti sorpresi: parrocchiani, curia e Madonnina del Grappa
    Adesso la procura cerca le prove dei gravi fatti che sarebbero contestati all’ex parroco di San Giovanni Evangelista in via Masini che domenica dirà la messa di Pasqua a Scandicci
    05/04/2012 – 23:30
    5 commenti

    Tutti sorpresi dall’articolo di Panorama sulla curia fiorentina. Un pezzo a metà fra l’agguato al cardinale Giuseppe Betori, all’epoca vescovo, e al suo segretario don Paolo Brogi, e la vicenda don Daniele Rialti, un parroco a cui è stata affibbiato il sospetto della pedofilia.

    Tutti sorpresi, anche la procura di Firenze che da qualche tempo stava indagando e sul ferimento di don Brogi, giovane sacerdote di Castelfiorentino, e sulle voci che si erano susseguite rispetto a certi atteggiamenti di don Rialti che fino a 3 anni fa era vice parroco alla chiesa di San Giovanni Evangelista di via Masini a Empoli.

    Procura sorpresa dall’anticipazione dei giornalisti di Panorama e quindi questa mattina via alle perquisizioni, forse per cercare di evitare l’occultamento di ipotetiche prove o indizi, la cancellazione di file informatici o altro.

    Sorpresi i parrocchiani di Scandicci, gli ex parrocchiani di Empoli, i ‘colleghi’ sacerdoti, i rappresentanti della Madonnina del Grappa, di cui don Rialti fa parte.

    Va sottolineato che si sta parlando di un’inchiesta su un presunto caso di pedofilia tra i preti della diocesi fiorentina.

    Ancora non è chiaro se le voci arrivate agli inquirenti mentre stavano lavorando all’agguato all’arcivescovo siano state confermate da qualche riscontro. Per ora si tratta di una raccolta di indiscrezioni, episodi, parole, ma da quella che al momento emerge non c’è niente di veramente concreto. Don Rialti professa la sua innocenza e la sua estraneità ai fatti, la curia lo lascia dove è, nella parrocchia San Bartolomeo in Tuto, dove domenica dirà la messa di Pasqua, e la Madonnina del Grappa ha aperto questa mattina le sue porte della sede di Firenze agli inquirenti senza problemi e con la massima disponibilità.

    Oggi è stata perquisita a Scandicci l’abitazione di don Daniele, spostato lì nel 2009 da via Masini di Empoli dall’arcivescovo Giuseppe Betori.

    A quest’ultimo erano arrivate le accuse di presunti abusi su minori, presentate da un altro sacerdote e da alcuni fedeli ma l’arcivescovo, che avrebbe ascoltato numerose persone, non avrebbe trovato nessuna prova per aprire un procedimento così come previsto dal Codice canonico.

    La stessa Madonnina del Grappa era a conoscenza delle voci, calunnie o verità sarà la magistratura a chiarirlo, sul conto di don Rialti, ma di prove nessuna.

    Anzi, anche oggi le reazioni di molti parrocchiani empolesi, che hanno vissuto la chiesa di via Masini fianco a fianco con don Rialti, sono di assoluta difesa dell’ex vice parroco, prima con sacerdote don Guido Engels, ora proposto di Empoli, poi con don Paolo Cioni, ora a Calenzano.

    Proprio don Cioni e un gruppo di parrocchiani, secondo Panorama, avrebbero segnalato quelli che sarebbero gli strani rapporti di don Rialti con alcuni ragazzini che frequentavano la comunità di San Giovanni Evangelista.

    Sempre Panorama ha ascoltato Fabrizio Sestini, coordinatore della Misericordia di Empoli che gestisce il centro Emmaus accanto alla chiesa. Si sarebbe parlato, secondo il settimanale, di un ragazzo che lamentava il patto che don Rialti entrava in bagno spesso mentre faceva la doccia.

    Da qui alla pedofilia ce ne passa, ma intanto oggi gi uomini della squadra mobile di Firenze, coordinati dal pm Giuseppina Mione titolare dell’inchiesta, hanno perquisito anche la casa di don Rialti quando era a Empoli; quella di un giovane di origine albanese, sempre a Empoli, e acquisito materiale informatico nella sede dell’Opera della Madonnina del Grappa a Firenze, alla quale don Rialti è legato.

    In particolare gli agenti avrebbero cercato nominativi di persone che poi vorrebbero ascoltare come possibili testimoni. Dopo la perquisizione dell’abitazione dove vive, il giovane albanese è stato subito ascoltato in questura.

    Oggi è maggiorenne ma all’epoca dei fatti, un periodo che andrebbe tra il 2007 e il 2009, aveva meno di 18 anni.

    Il difensore di don Rialti, l’avvocato Alberto Corsinovi, preferisce rimandare ogni commento sulla vicenda, “anche perché al momento abbiamo in mano pochissimo materiale, e soprattutto molto generico”.

    Ieri sera il sacerdote aveva negato ogni accusa e parlato di “calunnie”.

    Ambienti vicini alla curia e anche alla Madonnina del Grappa fanno sapere che c’è l’esigenza di scoprire la verità e la massima disponibilità nei confronti delle indagini della magistratura.

    Come detto il presunto caso di pedofilia sarebbe stato scoperto dalla procura di Firenze mentre indagava sull’attentato subito, il 4 novembre 2011, dall’arcivescovo di Firenze.

    I due episodi non sono collegati tra loro anche se alcuni testimoni si sarebbero presentati spontaneamente agli inquirenti dopo l’attentato, collegando l’episodio a possibili problemi legati a casi di pedofilia nella diocesi.

    A Firenze si è spenta da poco l’eco dell’inchiesta della Chiesa che portò alla riduzione allo stato laicale nel 2008 di Lelio Cantini, l’ex sacerdote morto il 15 febbraio scorso, riconosciuto colpevole ‘di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori’, peraltro sepolto proprio nel cimitero della Misericordia di Empoli.

    Ipotesi pedofilia, indagato sacerdote Le parrocchie sono sotto choc
    Il caso Don Rialti, una comunità è incredula
    Video Attentato a Betori, parla l’arcivescovo

    Le testimonianze di chi ha conosciuto il sacerdote accusato di pedofilia

    Pedofilia, perquisita l’abitazione di don Daniele Rialti Pedofilia, parroco sotto accusa

    Firenze, 6 aprile 2012 – La comunità che si raccoglie attorno alla parrocchia di S.Giovanni Evangelista e alla Madonnina del Grappa, a Empoli, è sotto choc. Ieri, Giovedì santo, c’era un’aria pesante in via Masini.
    Una montatura, una vendetta subdola, attacchi privi di ogni fondamento: queste le reazioni alla notizia delle accuse di pedofilia rivolte a don Daniele Rialti, che per un biennio, sino a tre anni fa, ha prestato servizio proprio in questa parrocchia.

    Si comincia con don Guido Engels, proposto di Empoli e vicario del Vescovo: «Siamo di fronte ad un processo mediatico, invece bisogna dare modo alla persona di potersi difendere. Sono stato al fianco di don Daniele per due anni alla Madonnina del Grappa: mai, e sottolineo mai, sono arrivate alla mia attenzione questioni del genere, accuse così gravi. Mi sembra un’assurdità.

    Alla Madonnina del Grappa c’era e c’è l’oratorio estivo con tanti ragazzi, mai nessuno è venuto ad esporre lamentele. Ora, se c’è un’inchiesta, la magistratura farà il suo corso, ma penso proprio che si sia di fronte ad accuse infondate. Oltretutto, don Rialti, pur molto presente in parrocchia, aveva da seguire anche altri incarichi importanti, come quello al Tribunale Ecclesiastico». In S.Giovanni si incontra il diacono, Giuseppe Aiello: «Sono qui da solo un anno e non ho conosciuto don Rialti. Ad ogni modo, non sono mai venuto a conoscenza di fatti del genere».

    Chi conosce bene don Rialti è Marcello Ciampolini, affermato artista empolese che ha realizzato numerose opere per la Madonnina del Grappa: «Accuse infamanti — dice — lo conosco da 14 anni, da quando cioè ho fatto il primo dipinto per la Madonnina nel lontano 1998, e non ho mai sentito nulla sul suo conto, neppure come voci. Quell’opera venne presentata a Palazzo Vecchio, e in quell’occasione lui era con me. Ripeto: mai un sentore per giustificare un’accusa così terribile».

    E arriviamo a Michele Barberi, che è catechista e che suona la chitarra nel coro di S.Giovanni: «Questa bufera mi provoca una grande amarezza. Ho la massima fiducia in don Rialti; ho mandato i miei due figli in parrocchia al catechismo, io stesso sono catechista. Per me è una turpe vendetta di qualcuno. Rinnovo la mia stima in don Rialti, che ha sempre portato avanti le attività della Madonnina del Grappa con grande coerenza».

    http://www.lanazione.it/toscana/cronaca/2012/04/06/693233-betori-attentato-baschini-curia-pedofilia.shtml

  • Un’inchiesta di Panorama tira in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Un’inchiesta di Panorama tira in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori

    Pedofilia, parroco sotto accusa Via alle indagini: sentiti testimoni
    Le accuse risalgono a tre anni fa
    Video Attentato a Betori, parla l’arcivescovo

    Un’inchiesta di Panorama causa in causa don Rialti. Indagini scaturite dall’attentato a Betori
    Don Daniele Rialti

    Firenze, 5 aprile 2012 – LE INDAGINI sull’attentato all’arcivescovo, dopo lo sparo nel buio nel cortile della Curia, hanno portato gli inquirenti sulle tracce di un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’agguato, ma che rischia di far tremare la Diocesi.

    Il settimanale “Panorama” nel suo prossimo numero riporta accuse di pedofilia contro don Daniele Rialti, 60 anni a novembre, sacerdote della Madonnina del Grappa attivo nel movimento dei neocatecumenali nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci. Le accuse al sacerdote, scrive il settimanale della Mondadori, risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo, dopo diciassette anni, dalla parrocchia empolese di San Giovanni Evangelista, che fa capo all’Opera fondata da don Facibeni, alla comunità di San Bartolomeo in Tuto, distante appena una ventina di chilometri. Le accuse a don Rialti, continua “Panorama”, sarebbero state mosse da un gruppo di fedeli rivoltisi al parroco, don Paolo Cioni, rimasto a Empoli un anno e poi promosso alla guida della parrocchia di San Niccolò a Calenzano. Quelle che don Rialti definisce «calunnie e menzogne» sarebbero state confermate a “Panorama” da alcuni testimoni che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    Don Rialti e la Curia respingono con forza ogni accusa. Il sacerdote, che è un canonista e giudice da molti anni del Tribunale Regionale Etrusco, è stato nominato nel 2010 dall’arcivescovo Betori promotore di giustizia, l’equivalente di procuratore capo, del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, che ha responsabilità in prima istanza di eventuali accertamenti a carico di sacerdoti sospettati di reati. Ma prima di aprire un fascicolo ci vogliono accuse precise e circostanziate, puntualizza la Curia in un comunicato, che in questo caso non c’erano come invece è successo in altre due situazioni, oltre all’orrore degli abusi reiterati negli anni da parte di don Lelio Cantini, ridotto nel 2008 allo stato laicale da papa Ratzinger e morto a 89 anni nel febbraio scorso. Più di recente la cronaca si è dovuta occupare della relazione malata, finita di recente in un’aula di tribunale, tra una ragazzina di appena 16 anni e un parroco di provincia di 45 anni. Una storia che si è conclusa per sempre con una sentenza per violenza sessuale. Il prete, che nel frattempo ha abbandonato l’abito talare, è stato condannato a 4 anni e sei mesi ed è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

    Tutto ha avuto inizio nel 1999, quando in una parrocchia di Montelupo è arrivato un prete indiano, John Moniz, del quale la ragazzina s’innamorò. Per molestie su minori maschi, invece, è stato condannato a livello canonico don Roberto Berti, ex parroco dell’Immacolata Concezione di Ginestra dal 1990 al 2001 e di San Mauro a Signa dal 2001 al 2008 che l’ex Sant’Uffizio ha riconosciuto «colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori», obbligandolo per otto anni a vivere, vigilato, in una struttura ecclesiastica fuori dalla diocesi.