Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • ENNA – Blitz di protesta in 2 chiese “Non accetto prediche da chi copre un abuso” – Video

    ENNA – Blitz di protesta in 2 chiese “Non accetto prediche da chi copre un abuso” – Video

    Un gruppo di ennesi, tra i quali molti cattolici, hanno inscenato dentro due chiese di Enna, San Giuseppe e il santuario di Valverde, dove officiavano due dei prelati coinvolti nella vicenda Rugolo, il sacerdote condannato per violenza sessuale aggravata a danno di minori a 4 anni e mezzo di carcere.

    Davanti la cattedrale di Piazza Armerina una protesta silenziosa contro la diocesi che secondo anche le motivazioni della sentenza, avrebbe coperto abusi.

    I credenti, presenti alla messa, non appena sono arrivati i preti, si sono alzati in massa e hanno lasciato le chiese, esponendo all’esterno degli edifici di culto dei cartelli con alcune frasi del Vangelo e uno più grande con su scritto “Non accetto prediche da chi copre un abuso”.

    Il video sta facendo il giro del web.

     

  • Amazzonia, arrestato un sacerdote accusato di pedofilia

    Amazzonia, arrestato un sacerdote accusato di pedofilia

    Un sacerdote è stato arrestato nel cuore dell’Amazzonia brasiliana con l’accusa di aver commesso abusi sessuali, sfruttamento e aborto nei confronti di minorenni.

    La polizia ha riferito che, al momento dell’arresto, il sacerdote era a letto con una ragazza che aveva appena compiuto 18 anni.

    Nella casa del religioso sarebbero stati rinvenuti anche diversi video di scene di sesso con adolescenti e altre persone.

    Una delle vittime (sono 4 in tutto) ha dichiarato di aver avuto rapporti con il sacerdote da quando aveva 14 anni e di essere rimasta incinta, ma di essere stata “costretta” ad abortire nel 2023.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/amazzonia-arrestato-sacerdote-accusato-pedofilia_86240636-202402k.shtml

  • Violenze sessuali e rapina, i ricatti dei frati arrestati ad Afragola

    Violenze sessuali e rapina, i ricatti dei frati arrestati ad Afragola

    Ad Afragola, in provincia di Napoli, una vicenda torbida di violenza e ricatti. Avrebbero costretto due uomini a subire abusi sessuali, minacciandoli di non aiutarli più economicamente e di far perdere loro il lavoro che svolgevano nelle chiese e luoghi di culto dove di volta in volta prestavano servizio. Si tratta di due religiosi, che sono stati arrestati: uno è l’ex parroco della Basilica di Sant’Antonio da Padova di Afragola, don Domenico Silvestro, l’altro è un frate di un convento della stessa zona, padre Nicola Gildi. Quando hanno avuto timore di essere denunciati, poi, padre Nicola avrebbe commissionato una rapina per nascondere le prove. Le due vittime, infatti, avevano mandato ai frati una lettera tramite un legale, Carlo Grezio, e qui potrebbe essere scattato il timore di una denuncia. Nella lettera, i due sollecitavano il pagamento di quanto dovuto per lavori nel Monastero e nella Basilica, e poi facevano riferimento a presunti rapporti sessuali in cambio di assistenza. E’ quanto hanno ricostruito i Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord, diretta dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone.

    Le accuse: violenza sessuale e rapina

     L’accusa per i due religiosi è di violenza sessuale e per il frate anche rapina aggravata. Per portare a termine la rapina, sono state ingaggiate quattro persone: due imprenditori della zona, che avrebbero offerto supporto logistico e due giovani di 19 e 20 anni. Questi ultimi avrebbero sfondato la porta di casa delle vittime e, minacciandole di morte con una mazza da baseball e un coltello, sono riusciti a prendere uno dei due cellulari che contenevano video e messaggi compromettenti per i religiosi. Ci sarebbe anche un testimone: un altro frate, interrogato dai Carabinieri, che era a conoscenza sia delle violenze, sia della rapina.  Una delle due vittime ha denunciato di essere stato costretto anche a organizzare rapporti sessuali di gruppo una volta al mese, tramite app di incontri, sotto la minaccia di perdere lavoro e aiuto economico.

    La reazione dell’arcivescovo di Napoli

    “È con molto dolore che ho avuto notizia questa mattina dell’arresto di due Frati Minori della Provincia Napoletana, di cui uno operante nel territorio diocesano – scrive in una nota l’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia – Il dispiacere e la tristezza non sono causate soltanto dall’apprendere delle infelici vicende in cui i due frati sono implicati, ma dallo smarrimento e dal turbamento che tale notizia provocherà nel cuore dei fedeli della Parrocchia – Santuario di S. Antonio in Afragola in cui uno dei due svolgeva il ministero di parroco e dell’intera comunità diocesana ferita da quanto accaduto. Nel comunicare a tutti che ho immediatamente provveduto a sospendere il parroco dal suo ministero, voglio esprimere ai fedeli di Afragola e a quanti sono legati per affetto e devozione al Santuario di S. Antonio la mia personale vicinanza, accogliendone il disorientamento e condividendo con loro la fiducia nel Signore, Pastore Buono, la cui Parola affidabile, giusta e misericordiosa è l’unico fondamento su cui costruire la nostra vita. Invito tutti ad avere fiducia nel lavoro della Magistratura e a ricordare nella preghiera coloro che a vario titolo sono coinvolti in questa triste vicenda”.

    https://tg24.sky.it/cronaca/2024/08/01/abusi-sessuali-rapina-arrestati-frati-afragola

  • Abusi sessuali, arrestati due frati. Uno di loro ha commissionato una rapina per nascondere le prove

    Abusi sessuali, arrestati due frati. Uno di loro ha commissionato una rapina per nascondere le prove

    Una rapina in casa, come purtroppo se ne vedono tante, ha svelato una storia di abusi sessuali nei quali sono coinvolti preti e frati: sono sei le persone arrestate dai carabinieri, tra cui padre Nicola Gildi, frate del Convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte Matese, nel Casertano e padre Domenico Silvestro, parroco della Basilica di Sant’Antonio da Padova ad Afragola, nella provincia di Napoli, accusate a vario titolo di violenza sessuale e rapina aggravata. I due prelati, infatti, sono accusati degli abusi sessuali nei confronti delle due vittime della rapina, che sarebbe stata commissionata proprio da padre Gildi per coprire le tracce delle violenze.

    Tutto comincia dalla denuncia di due uomini di Afragola, che riferiscono ai militari dell’Arma di aver subito una rapina in casa: due soggetti armati di mazza e coltello hanno fatto irruzione e hanno portato via i telefoni cellulari delle due vittime. Le indagini dei carabinieri della stazione di Afragola, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, in poco tempo hanno permesso di individuare i responsabili della rapina, nonché il movente: nei cellulari erano documentati, con video e chat, gli abusi sessuali subiti dalle due vittime per mano dei due prelati arrestati.

    Le violenze sessuali in cambio di favori e aiuti
    L’attività investigativa dei carabinieri ha permesso così di svelare plurimi episodi di violenza sessuale commessi dai due religiosi in danno ai due uomini di Afragola. Padre Gildi, allora, per paura che lui e padre Silvestro potessero essere denunciati, si era rivolto a due conoscenti, che hanno ingaggiato poi i due autori materiali della rapina. Inoltre, le indagini hanno rivelato l’esistenza di una lettera, inviata dall’avvocato delle due vittime ai Frati Superiori, nella quale venivano citati gli abusi sessuali, avvenuti in cambio di assistenza lavorativa e sociale che i due religiosi avrebbero promesso alle due vittime.

    Pertanto, alle prime luci di questa mattina, giovedì 1° agosto, i carabinieri hanno arrestato i due frati, nonché un 52enne e un 43enne di Afragola, a cui padre Gildi si è rivolto per commissionare la rapina, oltre a un 20enne di San Vitaliano e un 19enne di Marigliano, che hanno poi materialmente commesso la rapina.

    continua su: https://www.fanpage.it/napoli/abusi-sessuali-arrestati-due-frati-uno-di-loro-ha-commissionato-una-rapina-per-nascondere-le-prove/

  • Ex prete rischia 7 anni e 8 mesi di carcere

    Ex prete rischia 7 anni e 8 mesi di carcere

    Sette anni e otto mesi di reclusione. È la pena richiesta dall’accusa nei confronti di Luca Galleschi, 61enne ex sacerdote a processo davanti al Tribunale di Terni per i reati di atti sessuali con minori, prostituzione minorile e sostituzione di persona.

    L’imputato, fingendosi prete nonostante fosse stato ridotto allo stato laicale fin dal 2004, avrebbe avuto rapporti intimi con almeno tre migranti extracomunitari, uno dei quali all’epoca diciassettenne, approfittando del ruolo di educatore che svolgeva all’interno di un centro di accoglienza profughi a Orvieto.

    I fatti risalgono agli anni 2016-2018. Il falso sacerdote, che indossava abitualmente il clergyman, cioè la camicia nera con il collarino ecclesiastico di colore bianco, si era fatto assumere ingannando gli stessi responsabili dell’istituto religioso che gestiva la struttura: si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Nicola Pepe, e chiedono un risarcimento economico. Del tutto estranea ai fatti è risultata la Diocesi di Terni-Orvieto. L’imputato, che fin dal primo momento ha sempre negato gli addebiti, si spacciava per prete senza averne più titolo.

    Le presunte parti offese, in aula, hanno ribadito le accuse.  Martedì prossimo 18 giugno la parola passa alla difesa. Dopo l’arringa dell’avvocato Emilia Festa, i giudici si ritireranno in camera di consiglio per poi emettere la sentenza.

    Il servizio di Andrea Rossini, montaggio di Francesco Battistelli

    https://www.rainews.it/tgr/umbria/video/2024/06/-tgr-umbria-web-rossini—ex-pretemxf-97064e13-32f2-4188-81ef-727862992cb0.html

  • I cantieri aperti della Chiesa cattolica

    I cantieri aperti della Chiesa cattolica

    di Francesca Luvini e Gaetano Agueci

    È necessario un risanamento radicale dell’istituzione della Chiesa. Oggi vertici della Chiesa cattolica intendono cambiar marcia, puntano sulla trasparenza e annunciano misure urgenti: uno sportello indipendente per il sostegno alle vittime, un tribunale penale ecclesiastico nazional, test psicologici per i nuovi sacerdoti.

    Basteranno per scardinare un sistema di potere che sta all’origine dello scandalo degli abusi?

    https://www.rsi.ch/play/tv/falo/video/i-cantieri-aperti-della-chiesa-cattolica?urn=urn:rsi:video:2171391

  • L’abuso: la Chiesa cattolica nella bufera

    L’abuso: la Chiesa cattolica nella bufera

    di Francesca Luvini e Gaetano Agueci – La crisi degli abusi sessuali è emersa in tutta la sua ampiezza anche in Svizzera dopo la pubblicazione dello studio pilota condotto dall’Università di Zurigo: 1002 i casi di abuso documentati dal 1950 e una cultura insabbiamento che ha favorito il ripetersi del male.

    Nove mesi dopo, nuove vittime si stanno facendo avanti, anche dalla Svizzera italiana. La nostra inchiesta mette il Ticino in linea con la Svizzera.

    La Diocesi di Lugano si era distinta per il basso numero di casi segnalati e per la distruzione degli archivi.

    Diamo voce a persone che erano rimaste fuori dai radar e che solo oggi hanno deciso di denunciare i fatti e di mettere in luce il sistema di copertura che sotto vari episcopati ha messo la protezione dell’istituzione della Chiesa davanti a quella delle vittime di abuso.

    https://www.rsi.ch/play/tv/falo/video/labuso-la-chiesa-cattolica-nella-bufera-?urn=urn:rsi:video:2171387

  • Il rimprovero degli attivisti al papa “Continuano gli abusi sessuali e gli insabbiamenti” – VIDEO

    Il rimprovero degli attivisti al papa “Continuano gli abusi sessuali e gli insabbiamenti” – VIDEO

    Roma, Italia – ECA Global, un’organizzazione internazionale dedicata a porre fine agli abusi del clero, terrà una conferenza stampa il 23 maggio 2024, alle ore 10:00, in Piazza Adriana, accanto a Castel Sant’Angelo, a Roma. La conferenza ha luogo pochi giorni prima delle celebrazioni vaticane per la Giornata mondiale dei bambini del 25-26 maggio, in cui Papa Francesco ospiterà l’evento inaugurale del Vaticano, accogliendo circa 70.000 bambini da tutto il mondo a Roma per due giorni di programmi e festeggiamenti. Queste attività, condotte e supervisionate dal clero cattolico, si svolgeranno non solo nella Basilica di San Pietro ma anche in tutte le diocesi d’Italia.

    Annunciando l’evento, Papa Francesco ha detto: “Come Gesù, vogliamo mettere i bambini al centro e prenderci cura di loro“. Ma i dati dimostrano che i vescovi cattolici italiani hanno fatto esattamente il contrario. Secondo le organizzazioni antiabuso italiane, si stima che in Italia ci siano circa 1.000.000 di vittime di abusi sessuali da parte del clero.

    L’ECA e altri sostenitori stanno richiamando l’attenzione su quelli che identificano come problemi sistemici all’interno della Chiesa. Hanno intenzione di mettere in evidenza quelli che descrivono come i cinque peggiori vescovi d’Italia, che hanno presumibilmente coperto i sacerdoti che hanno commesso abusi, nascosto la loro identità ai genitori e trasferito abitualmente i colpevoli a nuove parrocchie.

    I quattro vescovi italiani con il peggior record di protezione dei bambini nelle loro diocesi sono:
    Mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina
    Il cardinale Sepe Crescenzio di Napoli
    Cardinale Luis Ladaria Ferrer, ex capo del DDF
    Il cardinale Mario Delpini di Milano

    “Nessuno vuole aprire questo vaso di Pandora”, ha detto p. Hans Zollner, il principale esperto vaticano di abusi dal 2014 al 2023, quando si è dimesso dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori di Papa Francesco. In Italia c’è un undicesimo comandamento che dice: “Non fare brutta figura””, ha detto Zollner al Times di Londra.
    La situazione dei bambini maltrattati e delle loro famiglie in Italia è particolarmente grave.

    Devono affrontare notevoli barriere legali e culturali per denunciare gli abusi del clero sia ai funzionari della Chiesa che alle autorità civili. I preti pedofili italiani godono spesso di un alto livello di immunità da indagini e procedimenti penali.

    Un trattato tra il governo italiano e il Vaticano fa sì che quasi tutte le indagini sugli abusi in Italia siano condotte in segreto all’interno della giurisdizione della Santa Sede, piuttosto che nel luogo in cui si sono verificati gli atti criminali. Di conseguenza, anche i sacerdoti riconosciuti colpevoli di crimini sessuali contro i bambini dai tribunali ecclesiastici sono spesso riassegnati a nuove posizioni dove possono potenzialmente recidivare.

    Lo scorso ottobre, a Roma, i funzionari dell’ECA hanno proposto una nuova e rivoluzionaria legislazione di diritto canonico, che sancirebbe una vera e propria tolleranza vincolante e universale per gli atti sessuali criminali contro i bambini, i minori e gli adulti vulnerabili nella legislazione della Chiesa cattolica. La legislazione, se promulgata, eliminerebbe dal sacerdozio qualsiasi chierico che abbia commesso abusi o qualsiasi vescovo che abbia consapevolmente coperto sacerdoti abusanti.

  • Il vescovo di Chilpancingo Guerrero Salvador Rangel non è stato rapito come si credeva

    Il vescovo di Chilpancingo Guerrero Salvador Rangel non è stato rapito come si credeva

    Il vescovo di Chilpancingo Guerrero Salvador Rangel non è stato rapito come si credeva, il religioso è entrato volontariamente in un motel con un altro uomo.

    Mons. Rangel Mendoza è stato denunciato la scomparsa da lunedì scorso. Contrariamente a quanto accennato dal sacerdote, l’incidente non è stato un rapimento come ha detto nelle sue dichiarazioni, poiché le telecamere di sicurezza del luogo mostrano che il vescovo è entrato volontariamente con un giovane senza alcuna pressione.
    Le autorità hanno trovato lubrificante, preservativi, cocaina e pillole di Viagra nella stanza dove è stato con il suo compagno.

    Il vescovo emerito della diocesi di Chilpancingo Salvador Rangel è stato trovato nudo in un motel a Cuernavaca, insieme a un pacchetto di preservativi, gel lubrificante intimo e pillole di Viagra.

    Secondo il rapporto di dimissione volontaria del vescovo di quell’ospedale e il rapporto del dipartimento dei servizi sociali, Rangel ha fatto uso di cocaina prima di perdere conoscenza, per questo lo hanno portato in ospedale.

    Le versioni indicano che è andato alla pizzeria situata nel comune di Emiliano Zapata per vedere un operaio locale. Inoltre, le autorità hanno confermato che ci sono video del clero che entra volontariamente nel motel con un bel giovane atletico.

    Per conoscere la sua identità, le autorità ospedaliere hanno chiamato il motel e il direttore ha risposto che il luogo opera come hotel e motel, che il paziente non si è registrato perché il suo soggiorno sarebbe stato breve nel servizio di motel.

    Questa mattina il presidente Andrés Manuel López Obrador ha dichiarato che il fatto è in corso di indagine, poiché il vescovo afferma di essere stato privato della sua libertà.

  • Franco Zeffirelli, l’attore Bruce Robinson lo accusa: “Mi molestò mentre facevo la doccia”

    Franco Zeffirelli, l’attore Bruce Robinson lo accusa: “Mi molestò mentre facevo la doccia”

    LONDRA – Franco Zeffirelli non potrà difendersi, essendo morto nel 2019 a 96 anni. Ma Bruce Robinson ora lo accusa di molestie sessuali sul set e di essere un “sadico”, in una intervista al Telegraph. Il 77enne attore inglese iniziò la sua carriera interpretando il personaggio di Benvolio proprio nel film Romeo e Giulietta del 1968, l’unica pellicola del regista italiano cui ha partecipato ed enorme successo di pubblico: candidato a quattro Oscar tra cui miglior regista e miglior film, e vincitore di due statuette per la cinematografia di Pasqualino De Santis e i costumi di Danilo Donati.

    Ora, nell’intervista al quotidiano conservatore britannico, Robinson racconta che durante le riprese di Romeo e Giulietta, quando aveva 22 anni, Zeffirelli lo avrebbe molestato: “Venne mentre mi facevo la doccia, si offrì di asciugarmi i capelli. Ma subito dopo mi ritrovai la sua lingua in gola. E poi di peggio”, ma l’attore non scende nei particolari. “Con me Zeffirelli è stata una persona disgustosa. E sadica nei miei confronti”. Tra le righe, Robinson aveva già ammesso in passato di essersi ispirato proprio a Zeffirelli per Monty: il personaggio omosessuale, predatore e vittima insieme, interpretato da Richard Griffith in Shakespeare a colazione, il suo primo film da regista.

    Robinson, che ha lavorato anche con François Truffaut e Ken Russell, poi fa un paragone con il famigerato produttore americano Harvey Weinstein, in carcere a New York dopo la valanga di accuse di donne contro lui che scatenarono il movimento #MeToo: “Il divano delle molestie può sembrare un cliché ma non arriva dal nulla. I registi cinematografici potenti di norma volevano portarsi le attrici a letto, oggi molto meno. Ma è una cosa davvero ingiusta nei confronti degli attori, che sono vulnerabili in quella situazione. Da giovane, nel mio caso, non era affatto inusuale ricevere avance da registi omosessuali che si aspettavano che tu stessi al gioco…”.

    Non è la prima volta che Zeffirelli viene accusato di molestie sessuali dai suoi ex attori. Sei anni fa fu Johnathon Schaech a riferire di aver ricevuto avance sgradite e inappropriate dal regista nel 1993 sul set del film Storia di una capinera. Noto per ruoli in show televisivi come Ray Donovan e Quantico, Schaech, che all’epoca aveva anche lui 22 anni, sostenne in un’intervista a People che il regista lo aveva corteggiato durante le riprese del film e che una volta tentò di avere con lui un rapporto di sesso orale. “Con la scusa di insegnarmi, tentò di sedurmi fin dall’inizio… Mi diceva quanto ero bello, mi raccontava storie incredibili e cosa dovevo fare per essere un grande artista. Capivo che voleva altro da me…”.

    Accuse che all’epoca era subito state respinte dal figlio adottivo, Pippo Zeffirelli: “Asserzioni non vere che hanno il sapore di un fumus persecutionis, ma anche di una vera e propria vendetta. Il signor Schaech era stato scelto fra tanti candidati per il ruolo di Nino. Le asserzioni sugli abusi non sono vere. I registi hanno stili diversi e quando hanno a che fare con attori senza esperienze, a volte, sono più esigenti e più pressanti”. E pure Carlo Verdone era intervenuto: “Lasciate in pace Zeffirelli”.

    Ma tornando a quel Romeo e Giulietta di Zeffirelli, due mesi fa Olivia Hussey e Leonard Whiting, gli indimenticabili e bellissimi attori inglesi che da adolescenti furono le star del film, hanno resuscitato una azione legale contro la Paramount per una celebre scena di nudo in camera da letto. Ormai ultra-settantenni, i due attori avevano già denunciato nel gennaio 2023 il colosso dell’entertainment ma la causa era stata archiviata un anno e mezzo dopo: nulla nel film di Zeffirelli, aveva stabilito il giudice, arrivava al livello della pornografia infantile. Stavolta, invece, è coinvolta nell’azione legale la società di home video d’autore Criterion Collection che un anno fa aveva distribuito il film in versione Blue-ray.

    Olivia Hussey e Leonard Whiting, che avevano rispettivamente 15 e 16 anni al tempo delle riprese, sono dunque tornati ad accusare che la scena in cui, a sorpresa, 55 anni fa Zeffirelli chiese loro di spogliarsi, costituì un “evento traumatico”. Nella causa originaria i due attori avevano chiesto danni per mezzo miliardo di dollari. Hussey e Whiting affermano che il regista aveva assicurato che non avrebbero dovuto spogliarsi ma indossare vestiti color carne nella scena in questione. Solo all’ultimo, Zeffirelli affermò che il film “sarebbe fallito” se i due protagonisti non fossero stati nudi a letto.

    In occasione della prima denuncia della coppia, in un’intervista al Guardian, Zeffirelli Junior si era scagliato contro Hussey e Whiting: “Zeffirelli stesso era accusato di essere un reazionario precisamente perché, più di una volta, si era espresso contro la pornografia. Le immagini di nudità nel film esprimono la bellezza, il transfer, direi persino il candore del darsi reciprocamente, e non contengono morbosità. È imbarazzante ascoltare che oggi, 55 anni dopo le riprese, due anziani attori che devono la loro notorietà essenzialmente a questo film si sveglino per dichiarare che hanno subito un abuso che ha causato loro anni di ansietà e sconforto emotivo”.

    https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2024/04/14/news/franco_zeffirelli_bruce_robinson_romeo_giulietta_molestie_sessuali-422525011/