Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Presunti abusi, incidente probatorio: le accuse all’ex prete nero su bianco

    Presunti abusi, incidente probatorio: le accuse all’ex prete nero su bianco

    Presunti abusi, incidente probatorio: le accuse all’ex prete nero su bianco
    Incidente probatorio per i cinque ragazzi che hanno denunciato i presunti abusi subiti da un ex sacerdote della Caritas perugina. Il racconto davanti al giudice Lidia Brutti
    di Redazione – 13 dicembre 2012


    I cinque giovani che hanno denunciato l’ex sacerdote della Caritas perugina per presunti abusi sessuali, confermano la propria tesi durante l’incidente probatorio davanti al giudice Lidia Brutti

    Uno dei ragazzi coinvolti nella vicenda, secondo quanto riportato dalle cronache de La Nazione, ha raccontato alcuni particolari dei frangenti che lo riguardano: “Dopo aver denunciato il sacerdote, sono stato avvicinato due volte dal cappellano del carcere. La prima volta, quando ero in carcere, voleva sapere di più a proposito della denuncia querela per molestie, successivamente venne a cercarmi a casa mentre scontavo gli arresti domiciliari, sempre per parlare dello stesso argomento. In quell’occasione mi lasciò anche un foglietto col numero di telefono del vicario della Curia arcivescovile di Perugia. Mi disse di contattarlo per parlare di quanto successo con il sacerdote”.

    Il giovane perugino, detenuto ai domiciliari, che ha denunciato per molestie l’ex sacerdote perugino, sospeso per cinque anni dal sacerdozio dopo un’inchiesta interna, ha raccontato il fatto più recente, avvenuto probabilmente nell’ottobre 2011: “Appena partiti in auto abbiamo iniziato a parlare del più e del meno sempre nell’ambito del contesto carcerario e della mia detenzione – è scritto nella denuncia riportata da La Nazione -. Neanche cinque minuti dopo la partenza dal carcere, il sacerdote con fare disinvolto poneva la sua mano sinistra sul mio collo precisamente sulla parte sinistra, alzando con le dita il maglione a collo alto che indossavo, chiedendomi dove fosse il tatuaggio che aveva visto in un colloquio in carcere. Il tutto sembrava un gesto quasi normale e privo di qualsiasi tipo di malizia o intenzioni, da me al momento non percepite, successivamente dopo non aver opposto resistenza a questo gesto, il prete ha posto la sua mano destra sopra i miei organi genitali, ha trattenuto la mano per circa cinque secondi sopra i jeans per poi, dopo un mio sguardo attonito, toglierla e ricollocarla sul cambio dell’auto”.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/presunti-abusi-sacerdote-caritas-incidente-probatorio.html

    In aula cinque ragazzi ripetono le accuse rivolte a don Lucio
    Il sarcedote, ex vertice Caritas, accusato di molestie sessuali
    Foto Scritte contro il clero a Cenerente/FOTO

    L’incidente probatorio: il fato più recente si sarebbe verificato nell’ottobre del 2011
    Perugia, 13 dicembre 2012 – “Dopo aver denunciato don Lucio Gatti sono stato avvicinato due volte dal cappellano del carcere, don Cesare. La prima volta, quando ero in carcere, voleva sapere di più a proposito della denuncia querela per molestie, successivamente venne a cercarmi a casa mentre scontavo gli arresti domiciliari, sempre per parlare dello stesso argomento. In quell’occasione mi lasciò anche un foglietto col numero di telefono del vicario della Curia arcivescovile di Perugia. Mi disse di contattarlo per parlare di quanto successo con don Gatti”.
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    Lo ha spiegato dinanzi al gip Lidia Brutti un giovane perugino, tuttora detenuto ai domiciliari, che ha denunciato per molestie l’ex sacerdote perugino (sospeso per cinque anni dal sacerdozio dopo un’inchiesta interna). Nel corso dell’incidente probatorio di ieri hanno testimoniato altri quattro ragazzi, ex ospiti delle comunità di don Gatti.

    Tra i cinque ad aver querelato l’ex numero uno della Caritas di Perugia, il giovane difeso dall’avvocato David Zaganelli è quello che ha raccontato il fatto più recente, avvenuto – a suo dire – nell’ottobre 2011: “Appena partiti in auto abbiamo iniziato a parlare del più e del meno sempre nell’ambito del contesto carcerario e della mia detenzione – è scritto nella denuncia -. Neanche cinque minuti dopo la partenza dal carcere, don Lucio Gatti con fare disinvolto poneva la sua mano sinistra sul mio collo precisamente sulla parte sinistra, alzando con le dita il maglione a collo alto che indossavo, chiedendomi dove fosse il tatuaggio che aveva visto in un colloquio in carcere. Il tutto in quel momento sembrava un gesto quasi normale e privo di qualsiasi tipo di malizia o intenzioni, da me al momento non percepite, successivamente dopo non aver opposto resistenza a questo gesto Gatti ha posto la sua mano destra sopra i miei organi genitali, ha trattenuto la mano per circa cinque secondi sopra i jeans per poi, dopo un mio sguardo attonito, toglierla e ricollocarla sul pomello del cambio dell’auto. A quel punto ho avuto il primo impulso di colpirlo al volto con un pugno ma fortunatamente ho subito realizzato che, dopo un anno di detenzione, sarei passato direttamente dalla parte del torto e decisi di lasciar perdere e denunciare l’accaduto direttamente alle forze dell’ordine. Abbiamo continuato a parlare come se nulla fosse successo, anche se sentivo rabbia e malessere”.

    Il giovane aveva detto di aver passato una notte senza dormire per il “forte risentimento causato dal gesto subìto” e di aver “subito comunicato ai responsabili della comunità presenti la mia intenzione di tornare in carcere, motivando la mia incompatibilità con la struttura”.

    Tra coloro che hanno querelato il sacerdote c’è anche chi ha sostenuto di essere stato costretto a subire un rapporto anale, chi dice di essere stato baciato e toccato nelle parti intime dal sacerdote. I ragazzi che hanno sporto denuncia, difesi dagli avvocati David Zaganelli, Massimo Brazzi, Federico Mazzi e Alessandro Fratini, hanno sostanzialmente confermato dinanzi al giudice per le indagini preliminari Lidia Brutti le accuse messe nero su bianco contro l’ex sacerdote.

    Il coindagato di don Lucio è Agostino Cruciani, viceresponsabile della Caritas di Massa Martana, accusato di violenza sessuale nei confronti di uno straniero. I suoi legali, gli avvocati Dario Epifani e Alessia Riommi, sostengono che le contestazioni sono infondate e derivanti da rapporti conflittuali tra l’indagato e il suo accusatore. Numerose, secondo l’avvocato di don Gatti, Nicola Di Mario, le contraddizioni in cui sono caduti ieri i giovani nel corso dell’incidente probatorio.

    Enzo Beretta

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/12/13/816366-le-testimonianze-in-aula-dei-ragazzi-che-accusano-di-molestie-don-lucio.shtml

  • Violenza sessuale: prete denunciato, fissato l’incidente probatorio

    Violenza sessuale: prete denunciato, fissato l’incidente probatorio

    L’udienza era stata fissata inizialmente per il 26 novembre scorso

    I cinque ragazzi che hanno denunciato per questi motivi il sacerdote perugino don Lucio Gatti verranno sentiti mercoledì prossimo

    Perugia, 9 dicembre 2012 – Molestie e violenza sessuale: i cinque ragazzi che hanno denunciato per questi motivi il sacerdote perugino don Lucio Gatti verranno sentiti mercoledi’ prossimo con la formula dell’incidente probatorio.

    A chiedere che la testimonianza fosse resa in questi termini era stato il pubblico ministero titolare dell’indagine Massimo Casucci. L’udienza era stata fissata inizialmente per il 26 novembre scorso, poi pero’ era stato tutto
    rinviato a causa di un cavillo tecnico.

    I ragazzi, alcuni ex detenuti e altri ex tossicodipendenti, davanti al giudice Lidia Brutti, racconteranno le loro storie. Che, in virtu’ della formula dell’incidente probatorio, diventeranno ‘prove’ pronte per un eventuale processo. La vicenda dei presunti abusi in alcune strutture della Caritas di Perugia e provincia, all’epoca gestite dal sacerdote, era emersa lo scorso anno, a fine novembre, quando anche la trasmissione ‘Le Iene’ si era interessata del caso.

    Dopo poco alcuni giovani avevano sporto denuncia e la Curia di Perugia aveva istituito una commissione d’inchiesta. Alcuni dei ragazzi vennero ascoltati immediatamente dalla stessa commissione che, al termine dei lavori, aveva deciso di sospendere il sacerdote per cinque anni. Lo aveva reso noto la stessa curia con una nota stampa del 30 aprile scorso.

    Don Lucio Gatti, difeso dall’avvocato Nicola Di Mario, aveva anche chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero e aveva sostenuto la sua estraneita’ ai fatti che gli venivano addebitati. Il sacerdote aveva detto infatti di non aver mai obbligato nessuno a fare niente. ”Erano loro che mi chiedevano baci, abbracci e carezze – aveva detto al pubblico ministero- . Erano loro che mi chiedevano di dormire insieme. E io acconsentivo. Ma mai con nessuno di loro e’ accaduto qualcosa con caratteristiche anche lontanamente sessuali. Mai nessuno
    di loro e’ stato spinto a fare qualcosa da me contro la loro volonta”’.

    Un ragazzo disse che Don Gatti lo costrinse ad avere un rapporto anale con lui. Il prete, ora sospeso dal sacerdozio per cinque anni dalla Curia vescovile di Perugia, nega che quell’evento ”si sia mai storicamente verificato”. Cosi’ come anche quello relativo alla denuncia di un altro giovane che dal carcere doveva essere trasferito in comunita’ che ha raccontato di essere stato molestato dal sacerdote.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/12/09/814524-sacerdote-molestie.shtml

  • Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    mercoledì 05 dicembre 2012, 16:53

    Frustate con il rosario sulla schiena nuda di minorenni, penitenze durissime, punizioni corporali e presunte apparizioni.

    Sarebbe successo a Lanciano nel corso degli incontri della Legio Sacrorum Cordium, l’associazione religiosa fondata in citta’ da don Andrea Facchini, ex parroco della chiesa di sant’Agostino, attualmente indagato per violenza sessuale dalla Procura di Lanciano.

    I particolari di quello che succedeva durante gli incontri della Legio presieduti da don Andrea li racconta un ex membro della Legio Sacrorum Cordium di Lanciano in un’intervista rilasciata alla web tv Abruzzolive.

    L’uomo nel video, acquisito dalla Procura di Lanciano, appare oscurato e con la voce camuffata.

    “Durante le preghiere cadeva in estasi, diceva di aver avuto messaggi dalla Madonna e di parlare con gli angeli, chiamandoli per nome – spiega il testimone nell’intervista – chi usciva dalla Legio veniva sottoposto a una persecuzione psicologica”.

    Le penitenze venivano effettuate il sabato sera intorno alla mezzanotte e avrebbero riguardato secondo il testimone anche minorenni.

    “Le frustate a schiena nuda con il rosario riguardavano anche minorenni, e’ grave che sia accaduta una cosa del genere”, aggiunge il testimone che dice di aver voluto denunciare questi fatti per “tutti coloro che sono stati plagiati e per quelle persone che sono dovute ricorrere alle cure di psichiatri e che tuttora assumono psicofarmaci”.

    La Procura di Lanciano, che indaga il sacerdote per una presunta violenza sessuale ai danni di un giovane che frequentava l’associazione, ha acquisito il video questa mattina poco dopo la pubblicazione online. L’inchiesta e’ condotta dal pm Rosaria Vecchi.

    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Ragazzi-frustati-con-un-crocifisso-nella-setta-religiosa-del-parroco-accusato-di-violenza-sessuale/105735.htm

  • Ex parroco condannato per Abusi su bimba

    Ex parroco condannato per Abusi su bimba

    Era sacerdote a Segariu, determinanti le accuse della vittima.

    (ANSA) – CAGLIARI, 30 NOV – L’ex parroco di Segariu, piccolo comune della Marmilla, e’ stato condannato dal Tribunale di Cagliari a due anni di reclusione – pena sospesa – per violenza sessuale su una minore.

    Secondo l’accusa, il sacerdote, Raimondo Meloni, nel giugno 2009 avrebbe cercato di baciare e toccare nelle parti intime una bambina di 10 anni.

    Durante tutte le fasi del processo l’ex parroco si e’ difeso con forza proclamandosi innocente. Determinanti le accuse confermate in aula dalla piccola vittima.

  • Il parroco antimafia che era un pedofilo

    Il parroco antimafia che era un pedofilo

    Padre Paolo Turturro e’ colpevole di violenza sessuale e di pedofilia, ma la pena dev’essere rideterminata, perche’ uno dei due episodi contestati all’ex parroco della chiesa palermitana di Santa Lucia -noto per il suo impegno antimafia- e’ caduto in prescrizione. Lo ha deciso, al termine di una camera di consiglio che si e’ protratta fino a notte inoltrata, la Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza con cui, nell’ottobre 2011, la Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna a sei anni e sei mesi inflitta al religioso. Il nuovo giudizio (“di rinvio”) servira’ solo per stabilire il “quantum” della condanna, tenuto conto del fatto che i supremi giudici, accogliendo la tesi dell’avvocato Ninni Reina, hanno collocato uno dei due fatti nel 1999 e non piu’ nel 2001: essendo trascorsi 13 anni, l’episodio e’ stato cancellato dal tempo trascorso. Questo non significa pero’ che l’ex parroco sia innocente: in questo caso la Cassazione avrebbe potuto pronunciare sentenza di assoluzione.

    PARROCO ANTIMAFIA – Turturro, sacerdote schierato sul fronte dell’antimafia, era finito nei guai nel 2001, dopo essere stato denunciato dalla scuola frequentata da un suo alunno, che all’epoca aveva 10 anni: il bambino pubblicamente aveva ammesso – durante una chiacchierata in classe – di essere stato baciato in maniera intima dal parroco. Proprio questo fatto, piu’ recente, e’ rimasto in piedi nel processo. Ad essere stato prescritto e’ un altro episodio, in cui ci sarebbe stato un rapporto vero e proprio, con un altro ragazzino, anche lui di 10 anni circa all’epoca dei fatti. Il religioso aveva sempre protestato la propria innocenza e aveva anche sostenuto di essere stato vittima di una sorta di complotto interno al popolare quartiere del Borgo Vecchio di Palermo, in cui c’e’ la chiesa di Santa Lucia ed e’ forte la presenza mafiosa.

    SACERDOTE NON SOSPESO – Ma la ritrosia delle famiglie degli alunni a denunciarlo (solo una poi si e’ costituita parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Paola Rubino) e le tante testimonianze rese al dibattimento nel segno della reticenza e dell’omerta’ non hanno confermato affatto questa tesi. Finora la Diocesi di Palermo non ha mai sospeso il sacerdote, che, dopo essere stato allontanato dal capoluogo siciliano per un paio d’anni, su ordine del Gip, e’ adesso responsabile del santuario della Madonna del Ponticello, a pochi passi da via Maqueda, nel centro storico di Palermo. (AGI)

    http://www.giornalettismo.com/archives/628393/il-parroco-antimafia-che-era-un-pedofilo/

  • ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila Avrebbe abusato del figlio di amici

    ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila Avrebbe abusato del figlio di amici

    La struttura religiosa non l’ha potuto proteggere tuttavia da un nuovo arresto che è piombato addosso al frate ieri, quando la squadra mobile de L’Aquila ha bussato per notificare un ordine di arresto all’uomo di cui la questura non rende note le generalità.

    L’ordinanza di arresto (domiciliari) è stata eseguita dagli agenti coordinati dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, mentre le indagini sono state svolte dal pm D’Alessandro della procura di Marsala e controfirmate dal gip Parrinello. Il reato da cui il religioso dovrà difendersi è violenza sessuale aggravata in danno di minore all’epoca dei fatti 12enne.

    Le indagini sono state eseguite dalla Mobile di Trapani e sono iniziate da una segnalazione pervenuta al “Telefono azzurro”. La segnalazione è stata riscontrata dagli investigatori che hanno scoperto che all’epoca dei fatti l’uomo era un amico di famiglia del minore e durante le normali frequentazioni avrebbe approfittato di quest’ultimo nei momenti in cui rimaneva da solo.

    L’uomo era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per gli stessi reati (violenza sessuale nei confronti di minori). Solo dopo questa condanna l’uomo aveva deciso di prendere i voti e trasferirsi in Abruzzo dove è stato accolto in un convento di cui non si specifica l’ubicazione. ieri mattina però è stato rintracciato dagli investigatori che lo hanno tratto in arresto potendo rimanere recluso nello stesso convento.

  • Marsala. Arrestato prete pedofilo recidivo. Abusi a Pantelleria. Domiciliari all’Aquila, Frate già condannato definitivamente per abusi su bimbo di 10 anni

    Marsala. Arrestato prete pedofilo recidivo. Abusi a Pantelleria. Domiciliari all’Aquila, Frate già condannato definitivamente per abusi su bimbo di 10 anni

    Marsala, abusa di un dodicenne arrestato frate già condannato
    Il religioso avrebbe abusato del figlio di una coppia di amici. Il gip gli ha concesso i domiciliari presso il convento della provincia de L’Aquila dove ha preso i voti dopo essere stato coinvolto anni fa in un’altra vicenda di pedofilia.
    Lo leggo dopo
    Un frate è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente a Marsala di un dodicenne, figlio di amici. Le indagini della squadra mobile di Trapani erano state avviate dopo una segnalazione di “Telefono Azzurro” e sono state coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, D’Alessandro che ha chiesto e ottenuto dal gip, Parrinello, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in Abruzzo, presso l’istituto religioso della provincia dell’Aquila dove aveva preso i voti di frate anni fa, dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale è stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione aveva dieci anni.

    (28 novembre 2012)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/11/28/news/marsala_abusa_di_un_dodicenne_arrestato_frate_gi_condannato-47604301/

    Frate marsalese arrestato con l’accusa di pedofilia

    Mercoledì 28 Novembre 2012 17:06

    Un altra storia di abusi su minori torna a sconvolgere Marsala. Un frate originario del luogo è stato arrestato con l’accusa di avere abusato di un ragazzino di 12 anni, figlio di amici di famiglia. Le indagini sono state avviate dalla Squadra mobile di Trapani, dopo una segnalazione fatta al “Telefono Azzurro”. Secondo quanto si è appreso da agenzie di stampa, i fatti, avvenuti a Pantelleria, risalgono a prima che l’uomo prendesse i voti e si trasferisse in un convento dell’Abruzzo. Il frate, che…

    attualmente si trova proprio in questo istituto religioso in provincia dell’Aquila, ha ricevuto la notifica del provvedimento d’arresto. A quanto pare, il frate qualche anno fa, per lo stesso reato di abusi su minore, era stato condannato, con sentenza definitiva, dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione era un bambino di 10 anni. Le indagini che hanno portato al nuovo arresto sono state coordinate dal sostituto procuratore Giulia D’Alessandro che ha ottenuto dal Gip Francesco Parrinello l’ordinanza di custodia cautelare.

    http://www.marsalace.it/web/cronaca/7775-frate-marsalese-arrestato-con-laccusa-di-pedofilia

    Arrestato un uomo: viveva in convento
    Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria
    28 novembre 2012 – 18:02 – Cronaca Regionale
    Avrebbe abusato sessualmente di un 12enne, figlio di alcuni amici, poi si e’ trasferito in un convento dell’Abruzzo, dove ha preso i voti. Adesso per lui sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un minore.

    L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e’ stato emessa dal gip del Tribunale di Marsala (Trapani), a seguito delle indagini della Squadra mobile di Trapani, scattate dopo una segnalazione arrivata lo scorso anno a Telefono azzurro. I fatti sarebbero avvenuti a Pantelleria, dove l’uomo avrebbe abusato piu’ volte del piccolo nei momenti in cui era rimasto da solo con lui, approfittando della frequentazione del suo nucleo familiare. L’arrestato era stato gia’ condannato dalla Corte d’appello di Milano per violenza su un bambino di eta’ inferiore di 10 anni.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/27737/abusava-di-un-12-enne-poi-diventa-frate-scandalo-a-pantelleria

    Pantelleria, frate arrestato per abusi su minori
    Pantelleria (Tp), 28 NOV – Accusato di aver abusato di un ragazzino di 12 anni, un frate è stato arrestato ieri a l’Aquila dalla Polizia, su ordine del Gip di Marsala. Ora si trova ai domiciliari. L’indagine è scaturita da una segnalazione arrivata lo scorso anno a”Telefono azzurro”. I fatti, avvenuti a Pantelleria, risalgono a prima che l’uomo prendesse i voti e si trasferisse in un convento dell’Abruzzo.

    ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila
    Avrebbe abusato del figlio di amici

    L’AQUILA. Era già stato condannato con sentenza passata in giudicato per violenza sessuale su minori di 10 anni poi aveva deciso di cambiare vita, cambiare aria e ritirarsi in convento.

    La struttura religiosa non l’ha potuto proteggere tuttavia da un nuovo arresto che è piombato addosso al frate ieri, quando la squadra mobile de L’Aquila ha bussato per notificare un ordine di arresto all’uomo di cui la questura non rende note le generalità.
    L’ordinanza di arresto (domiciliari) è stata eseguita dagli agenti coordinati dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, mentre le indagini sono state svolte dal pm D’Alessandro della procura di Marsala e controfirmate dal gip Parrinello. Il reato da cui il religioso dovrà difendersi è violenza sessuale aggravata in danno di minore all’epoca dei fatti 12enne.
    Le indagini sono state eseguite dalla Mobile di Trapani e sono iniziate da una segnalazione pervenuta al “Telefono azzurro”. La segnalazione è stata riscontrata dagli investigatori che hanno scoperto che all’epoca dei fatti l’uomo era un amico di famiglia del minore e durante le normali frequentazioni avrebbe approfittato di quest’ultimo nei momenti in cui rimaneva da solo.
    L’uomo era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per gli stessi reati (violenza sessuale nei confronti di minori). Solo dopo questa condanna l’uomo aveva deciso di prendere i voti e trasferirsi in Abruzzo dove è stato accolto in un convento di cui non si specifica l’ubicazione. ieri mattina però è stato rintracciato dagli investigatori che lo hanno tratto in arresto potendo rimanere recluso nello stesso convento.

    Pedofilia, abusi su un dodicenne: frate arrestato a Trasacco

    È accusato di aver abusato di un ragazzino a Marsala (Trapani). Aveva preso i voti due anni fa dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia

    L’AQUILA. Un frate è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente a Marsala (Trapani) di un dodicenne, figlio di amici. Le indagini della Squadra Mobile di Trapani erano state avviate dopo una segnalazione di «Telefono Azzurro» e sono state coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, D’Alessandro che ha chiesto e ottenuto dal Gip, Parrinello, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in Abruzzo, presso un istituto religioso di Trasacco dove aveva preso i voti di frate anni fa, dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale è stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione aveva dieci anni.

    28 novembre 2012

  • Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria

    Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria

    Avrebbe abusato sessualmente di un 12enne, figlio di alcuni amici, poi si e’ trasferito in un convento dell’Abruzzo, dove ha preso i voti. Adesso per lui sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un minore.

    L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e’ stato emessa dal gip del Tribunale di Marsala (Trapani), a seguito delle indagini della Squadra mobile di Trapani, scattate dopo una segnalazione arrivata lo scorso anno a Telefono azzurro. I fatti sarebbero avvenuti a Pantelleria, dove l’uomo avrebbe abusato piu’ volte del piccolo nei momenti in cui era rimasto da solo con lui, approfittando della frequentazione del suo nucleo familiare. L’arrestato era stato gia’ condannato dalla Corte d’appello di Milano per violenza su un bambino di eta’ inferiore di 10 anni.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/27737/abusava-di-un-12-enne-poi-diventa-frate-scandalo-a-pantelleria

  • Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

    Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

    26 novembre 2012 Ultimo aggiornamento alle 23:34
    Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

    Rinviato al 12 dicembre l’incidente probatorio con le testimonianze delle presunte vittime.
    di Francesca Marruco

    Avrebbero dovuto raccontare tutto di nuovo. Superando paura e imbarazzo. Avrebbero dovuto testimoniare davanti al giudice, al pubblico ministero e ai difensori delle persone che accusano. Qualcuno di loro è arrivato dal Belgio per venire a ripetere al gip Lidia Brutti cosa sostiene di aver subito dall’ex sacerdote Lucio Gatti, indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione, nelle comunità della Caritas da lui gestite. Invece per una questione tecnica, è stato tutto rinviato al 12 dicembre prossimo.

    Un milione di euro Il momento del confronto dunque è rimandato. Sono in cinque ad accusare Don Lucio Gatti di averli molestati sessualmente. Sono in cinque ad averlo denunciato anche se, a sentir loro, molti altri ragazzi, che hanno avuto la stessa esperienza, non lo raccontano. Prima di entrare nel vivo dell’incidente probatorio richiesto dal pubblico ministero titolare dell’indagine Massimo Casucci, gli avvocati Alessandro Fratini e Federico Mazzi hanno chiesto la costituzione di parte civile, anticipando la richiesta risarcitoria di un milione di euro.

    Le opposizioni Alla richiesta sono arrivate le opposizioni del pm e dei legali degli indagati: l’ex sacerdote è difeso dall’avvocato Nicola di Mario mentre il suo collaboratore dall’avvocato Alessia Riommi. Il gip ha rigettato la richiesta, che verrà sicuramente reiterata dagli avvocati di due ragazzi, persone offese, durante un eventuale dibattimento.

    Gli atti d’indagine Il rinvio è stato disposto per dare la possibilità a tutte le parti di prendere copia degli atti che il pubblico ministero ha depositato perché precedentemente il giudice aveva autorizzato la copia solo di alcuni atti. Oltre alle cinque denunce, c’è una meticolosa attività d’indagine del magistrato che, al di là delle querele, ha disposto numerosi accertamenti per verificare cosa accadeva veramente nelle comunità un tempo gestite dal sacerdote.

    Sapevano E dall’attività della procura emerge che, oltre ai cinque ragazzi che hanno sporto denuncia, altre persone sapevano almeno delle tendenze omosessuali dell’ex capo della Caritas. Tendenze che avevano suscitato perplessità nei collaboratori di don Gatti. Alcuni collaboratori del sacerdote infatti avevano stabilito di vigilare affinché lui non dormisse più con gli ospiti, anche minorenni, delle comunità che gestiva. Uno di questi collaboratori, dopo aver appurato che don Gatti continuava a dormire insieme ai ragazzi, aveva abbandonato le comunità.

    Accuse e difese Don Gatti, interrogato in procura aveva respinto ogni addebito, dicendo che molto spesso erano i suoi ospiti a chiedergli di dormire con lui. Ma i cinque che lo hanno denunciato e che il 12 dicembre prossimo racconteranno tutto di nuovo davanti al giudice, parlano di storie diverse: palpeggiamenti e carezze in parti intime. Un ragazzo racconta che don Lucio gli mise un mano sul pube mentre lo portava in comunità in automobile. Lo stesso ragazzo la mattina dopo ha chiesto di tornare in carcere e ha sporto denuncia.

  • Como – Prete abusa di una ragazzina, condannato a tre anni e mezzo

    Como – Prete abusa di una ragazzina, condannato a tre anni e mezzo

    15 novembre 2012

    Como – Prete abusa di una ragazzina, condannato a tre anni e mezzo

    Como – Don Marco Mangiascale, ex economo della Diocesi di Como, dopo avere scelto il rito abbreviato, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere per avere abusato di una ragazzina. Gli abusi sui minori sono un fatto che sconcerta sempre, ma ancora di più nel momento in cui a commettere questo è un prete, che avrebbe invece solamente il compito di indirizzarli a seguire la via di Gesù, come è successo a Don Marco Mangiascale, ex economo della Diocesi di Como, accusato di violenza sessuale inizialmente su una ragazzina e poi su altre quattro, tutte minorenni. Il momento dell’arresto era arrivato il 7 marzo scorso, ma sin da subito non aveva esitato ad ammettere le proprie responsabilità ben sapendo che questo lo avrebbe portato a subire giudizi negativi da parte di chi lo aveva sempre rispettato per il suo compito di sacerdote e soprattutto a pagare il suo debito con la giustizia. Don Marco ha però poi deciso di usufruire del rito abbreviato e questo gli ha permesso di ottenere una condanna a tre anni e mezzo di carcere, mentre il pubblico ministero aveva richiesto per lui una pena di quattro anni di reclusione.
    Nel corso dell’udienza che ha portato alla condanna decisa oggi il parroco ha però preferito non essere presente in aula, ma i suoi legali hanno voluto sottolineare nel corso della causa l’atteggiamento collaborativo che l’ex sacerdote ha sempre avuto ben sapendo di avere commesso un reato molto pesante, anche se almeno per ora Don Marco rimarrà agli arresti domiciliari in attesa di sapere se dovrà tornare in cella dopo il giudizio definitivo. Per le sue povere vittime sarà però davvero difficile riuscire a riprendersi da quanto accaduto, anche se la situazione più grave è quella che coinvolge una delle ragazzine, che ha iniziato a essere molestata nel 2008, quando aveva tredici anni, fino a poco tempo prima dell’arresto del sacerdote, che aveva iniziato con lei una vera e propria relazione, anche se senza mai arrivare ad avere un rapporto completo.