Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Loano, prete arrestato per molestie sessuali su una ragazza

    Loano, prete arrestato per molestie sessuali su una ragazza

    Loano. E’ stato arrestato con l’accusa di molestie sessuali su una ragazza di 19 anni il vice parroco della parrocchia Cristo Re di Imperia, don Fabio Bonifazio. Secondo quanto appreso la giovane, che sarebbe stata presa alle spalle, si è subito divincolata e ha chiamato i carabinieri. Poco dopo il prete è stato individuato e fermato da una pattuglia: i militari lo hanno così tratto in arresto.

    Don Fabio Bonifazio avrebbe palpeggiato nelle parti intime la ragazza dopo averla vista camminare lungo l’Aurelia. L’episodio si sarebbe infatti verificato oggi pomeriggio, intorno alle 15 e 30.

    Ora il prete si trova ora in carcere a Savona a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di violenza sessuale. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri, che hanno informato la Procura di Savona ed il sostituto procuratore Maria Chiara Paolucci.

    Fabio Bonifazio, 32anni di Loano, era diventato prete da soli due anni, da un anno si trovava presso la parrocchia di Cristo Re assieme al parroco don Gianpiero.

    http://www.ivg.it/2012/02/loano-prete-arrestato-per-molestie-sessuali-su-una-ragazza/

  • Il prete che violentava il suo fidanzato

    Il prete che violentava il suo fidanzato

    Arrestato ieri a Urbino Stalking, violenza sessuale continuata e danneggiamento aggravato in concorso. Con queste pesanti accuse e’ finito agli arresti domiciliari un ex parroco di Pesaro, 44enne, residente a Isola del Piano. Docente presso alcuni istituti privati della provincia

    Stalking, violenza sessuale continuata e danneggiamento aggravato in concorso. Con queste pesanti accuse e’ finito agli arresti domiciliari un ex parroco di Pesaro, 44enne, residente a Isola del Piano. Docente presso alcuni istituti privati della provincia di Ancona e Rimini, circa un anno fa era stato dimesso dallo stato clericale dalla Santa Sede e ridotto allo stato laicale.

    GLI ARRESTI – L’ordinanza degli arresti domiciliari e’ stata emessa al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Urbino, che lo scorso 20 gennaio aveva richiesto l’arresto in carcere, dal gip di Urbino ed e’ stata eseguita ieri dai carabinieri della Compagnia di Pesaro. L’indagine e’ partita in seguito al danneggiamento dell’auto di una 27 enne di Isola del Piano, avvenuto a Montefelcino il 3 dicembre scorso. Dalle indagini su quel danneggiamento i carabinieri della locale Stazione hanno scoperto una storia di violenze e ricatti subiti da lei, ma soprattutto dal suo fidanzato, un operaio di 29 anni isolano. Come riferiscono i militari in una nota, dagli accertamenti erano emersi “aspetti gravi e violenti relativi a una relazione fra il 29 enne e l’ex-parroco dai contorni morbosi che si protraeva gia’ da oltre 10 anni”.

    IL RAGAZZO – Secondo la ricostruzione dei militari, “il ragazzo, frequentatore dalla minore eta’ della parrocchia di Isola del Piano del Bicchiarelli, veniva ‘prescelto’ dal parroco che nel tempo riusciva a dare al ragazzo sicurezza affettiva ‘riempiendolo di continue attenzioni, anche fisiche’”. “Una relazione che durava per oltre 10 anni – proseguono i carabinieri – che pero’ con il passare del tempo abbandonava ogni contenuto di spontaneita’ e di reciproca partecipazione, caratterizzandosi invece per l’attivita’ di controllo, di predominio, di vessazione svolta nei confronti del suo amante”.

    L’EX PARROCO – Secondo i carabinieri, gia’ a partire dal 2005 il ragazzo, che nel frattempo aveva una fidanzata tenuta all’oscuro del suo dramma, il ragazzo aveva provato a respingere l’ex parroco, ottenendo pero’ “reazioni violente ed isteriche”, da cui scaturivano, “intimidazioni e le minacce di voler divulgare la loro relazione ai familiari ed amici”. L’ultimo episodio risale al 3 dicembre scorso, quando la fidanzata della vittima si e’ trovata tutte e quattro le gomme dell’auto squartate con minacce di morte per il solo fatto di essere la donna che si ‘sarebbe portata via’ il ragazzo conteso.(adnkronos)

    http://www.giornalettismo.com/archives/204427/il-prete-che-violentava-la-sua-fidanzata/

  • “Da quando ho preso il posto di Armando Bicchierelli, è stato un inferno”

    “Da quando ho preso il posto di Armando Bicchierelli, è stato un inferno”

    Ex prete molestatore, parla il successore: “Ho subìto minacce”
    Don Alceo Volteggi

    “Da quando ho preso il posto di Armando Bicchierelli, è stato un inferno”

    Pesaro, 22 febbraio 2012 – DON ALCEO Volteggi, lei è stato il parroco di Isola del Piano dopo don Armando e fino a pochi mesi fa. E’ sorpreso per l’accaduto?
    «Sorpreso? Al contrario, io avevo avvertito tutti del pericolo che stavamo correndo, ma mi faccia prima fare una premessa doverosa».
    Quale?
    «Io non godo per l’arresto di un fratello, anche se ammetto che ci voleva».
    Perché?
    «Perché tutti in paese sapevano di don Armando. Se ne dicevano di tutti i colori, pur senza prove: sentivo parlare di sesso, di omosessualità e altro ancora. Ora qualcosa è uscito. Ma sarà tutto?»
    Cosa le è accaduto dopo che è diventato parroco di Isola?
    «Da quando ho preso il suo posto, è stato un inferno. Don Armando mi diceva che non avevo nessuna colpa ma che dovevo pagare per averlo sostituito. Poi sono cominciate le telefonate minatorie, gente che chiamava a casa mia dicendomi che mi avrebbero gambizzato, i danni alle auto, hanno rotto il vetro alla mia 500 e me l’hanno pure verniciata, il gatto impiccato davanti a casa».
    Sapeva dell’accusa di violenza sessuale a don Armando?
    «Non ne avevo le prove. Posso dire invece che accadevano cose strane: le famiglie del paese non mandavano più i bambini al catechismo. Nessuno ha mai avuto il coraggio di denunciare nulla, anche perché i genitori tendono a proteggere i loro bambini. Inoltre dalla chiesa sono spariti oggetti sacri. Un dolore: io quelle chiese le ho restaurate coi sacrifici di tanti parrocchiani, altroché. Insomma, si era creata una situazione invivibile».
    Proprio per verificare il problema della pedofilia, alcuni mesi fa è arrivata una ispezione dal Vaticano: è vero?
    «A questa domanda non voglio rispondere, posso solo dire che avevo avvisato anche i vertici della chiesa di alcune situazioni che non mi erano chiare. Purtroppo c’è stato molto silenzio fino ad ora e il silenzio, come si vede, non sempre aiuta. Ho vissuto una congiura del silenzio. C’è voluta la recente visita del Prefetto per fare scattare certi meccanismi».

    E adesso?
    «Nessun rancore, ma la giustizia faccia il suo corso. E io su certe mie vicende potrei scrivere un libro».

    http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/02/22/671517-pesaro-alceo-volteggi-minacce.shtml

  • Stalking, prete “scomunicato” minacciava l’operaio suo ex

    Stalking, prete “scomunicato” minacciava l’operaio suo ex

    22 febbraio 2012 – Fatti dall’Italia Commenta per primo!
    Stalking, prete “scomunicato” minacciava l’operaio suo ex

    Perseguitava e ricattava sessualmente un ragazzo con cui aveva avuto una relazione da quando questi era ancora minorenne: un ex sacerdote di 43 anni è stato arrestato dai carabinieri su ordine del gip di Urbino Vito Savino per stalking, violenza sessuale continuata e danneggiamento aggravato. A denunciare Armando Bicchiarelli, pesarese, già parroco di Isola del Piano, ridotto da circa un anno allo stato laicale, è stato un operaio di 29 anni, con il quale l’ex prete aveva intrattenuto un lunga relazione amorosa. A un certo punto il ragazzo ha troncato il rapporto con Bicchiarelli e si è fidanzato con una ragazza. L’ex sacerdote non ha accettato questa scelta e ha cominciato a minacciare il giovane di rivelare tutto ai familiari e alla fidanzata. Ha detto che avrebbe ucciso la ragazza, ha messo in atto una serie di danneggiamenti e intimidazioni sempre più pesanti, tutto per poter ancora fare sesso con la vittima, fino a quando l’operaio, esasperato, si è rivolto ai carabinieri. In passato Bicchiarelli fu denunciato per furti di opere d’arte e arredi sacri.

  • “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete Un incubo per un 29enne

    “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete Un incubo per un 29enne

    “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete. Un incubo per un 29enne

    Armando Bicchiarelli, 43enne già sacerdote titolare della parrocchia di Isola del Piano, per gelosia aveva anche danneggiato l’auto della fidanzata di lui

    Ex prete geloso molestava l’amante e la fidanzata di lui

    Pesaro, 21 febbraio 2012 – Emergono particolari inquietanti sulla vicenda dell’arresto per stalking, violenza sessuale continuata e danneggiamento aggravato di Armando Bicchiarelli, 43 enne pesarese già sacerdote titolare della parrocchia di Isola del Piano. Un anno fa è stato dimesso dallo stato clericale dalla Santa Sede e ridotto allo stato laicale. L’uomo era stato anche docente presso alcuni istituti privati della Provincia di Ancona e Rimini.

    L’indagine trae origine dal danneggiamento dell’auto di proprietà di una 27 enne di Isola del Piano, avvenuto nel comune di Montefelcino il 3 dicembre scorso. I Carabinieri sono riusciti fare breccia su una storia di violenze e ricatti subiti da lei, ma soprattutto dal suo fidanzato, un operaio di 29 anni isolano.

    Le indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Pesaro hanno fatto emergere presunti aspetti gravi e violenti, secondo la ricostruzione accusatoria, relativi ad una relazione fra il 29 enne e l’ex-parroco dai contorni morbosi, che si protraeva già da oltre 10 anni.

    Dagli accertamenti svolti dai carabinieri è emerso infatti che il ragazzo, frequentatore dalla minore età della parrocchia di Isola del Piano, sarebbe stato “prescelto” dal parroco “riempiendolo di continue attenzioni, anche fisiche”. Una relazione che durava per oltre 10 anni che però con il passare del tempo, è sempre l’assunto accusatorio, “…abbandonava ogni contenuto di spontaneità e di reciproca partecipazione, caratterizzandosi invece per l’attività di controllo, di predominio, di larvata e sottile vessazione svolta dal Bicchiarelli nei confronti del suo amante, ridotto così in uno stato di frustrazione e degradato a mero oggetto, privo dunque di partecipazione soggettiva, della concupiscenza e della libidine dell’indagato”.

    Già a partire dal 2005 il ragazzo, che nel frattempo aveva una fidanzata tenuta all’oscuro del dramma, aveva provato in diverse occasioni ad allontanarsi dalla presenza di Bicchiarelli, ma ogni volta le reazioni dell’uomo sarebbero state violente ed isteriche. E allora, hanno ricostruito i carabinieri nel corso dell’indagine, sistematiche, sarebbero iniziate le intimidazioni e le minacce di voler divulgare la loro relazione ai familiari ed amici. Il ragazzo quindi era costretto ai loro incontri obbligandolo ad avere regolari ed estenuanti rapporti sessuali. Per ultimo l’episodio del danneggiamento dell’auto della fidanzata della vittima che il 3 dicembre scorso si è trovata tutte e quattro le gomme dell’auto squartate e le minacce di morte per il solo fatto di essere la donna che si “sarebbe portata via” il ragazzo conteso.

    Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Urbino hanno portato alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata lo scorso 20 gennaio; il gip di Urbino ha emesso la relativa ordinanza di custodia cautelare confinandola alla misura degli arresti domiciliari, che è stata eseguita ieri. Compito dell’inchiesta ora è quello di accertare e valutare il materiale acquisito.

  • “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete

    “Costretto al sesso per 10 anni” Dettagli morbosi dietro all’arresto dell’ex prete

    Pesaro, 21 febbraio 2012 – Emergono particolari inquietanti sulla vicenda dell’arresto per stalking, violenza sessuale continuata e danneggiamento aggravato di Armando Bicchiarelli, 43 enne pesarese già sacerdote titolare della parrocchia di Isola del Piano. Un anno fa è stato dimesso dallo stato clericale dalla Santa Sede e ridotto allo stato laicale. L’uomo era stato anche docente presso alcuni istituti privati della Provincia di Ancona e Rimini.

    L’indagine trae origine dal danneggiamento dell’auto di proprietà di una 27 enne di Isola del Piano, avvenuto nel comune di Montefelcino il 3 dicembre scorso. I Carabinieri sono riusciti fare breccia su una storia di violenze e ricatti subiti da lei, ma soprattutto dal suo fidanzato, un operaio di 29 anni isolano.

    Le indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Pesaro hanno fatto emergere presunti aspetti gravi e violenti, secondo la ricostruzione accusatoria, relativi ad una relazione fra il 29 enne e l’ex-parroco dai contorni morbosi, che si protraeva già da oltre 10 anni.

    Dagli accertamenti svolti dai carabinieri è emerso infatti che il ragazzo, frequentatore dalla minore età della parrocchia di Isola del Piano, sarebbe stato “prescelto” dal parroco “riempiendolo di continue attenzioni, anche fisiche”. Una relazione che durava per oltre 10 anni che però con il passare del tempo, è sempre l’assunto accusatorio, “…abbandonava ogni contenuto di spontaneità e di reciproca partecipazione, caratterizzandosi invece per l’attività di controllo, di predominio, di larvata e sottile vessazione svolta dal Bicchiarelli nei confronti del suo amante, ridotto così in uno stato di frustrazione e degradato a mero oggetto, privo dunque di partecipazione soggettiva, della concupiscenza e della libidine dell’indagato”.

    Già a partire dal 2005 il ragazzo, che nel frattempo aveva una fidanzata tenuta all’oscuro del dramma, aveva provato in diverse occasioni ad allontanarsi dalla presenza di Bicchiarelli, ma ogni volta le reazioni dell’uomo sarebbero state violente ed isteriche. E allora, hanno ricostruito i carabinieri nel corso dell’indagine, sistematiche, sarebbero iniziate le intimidazioni e le minacce di voler divulgare la loro relazione ai familiari ed amici. Il ragazzo quindi era costretto ai loro incontri obbligandolo ad avere regolari ed estenuanti rapporti sessuali. Per ultimo l’episodio del danneggiamento dell’auto della fidanzata della vittima che il 3 dicembre scorso si è trovata tutte e quattro le gomme dell’auto squartate e le minacce di morte per il solo fatto di essere la donna che si “sarebbe portata via” il ragazzo conteso.

    Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Urbino hanno portato alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata lo scorso 20 gennaio; il gip di Urbino ha emesso la relativa ordinanza di custodia cautelare confinandola alla misura degli arresti domiciliari, che è stata eseguita ieri. Compito dell’inchiesta ora è quello  di accertare e valutare il materiale acquisito.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/02/22/671495-sacerdote-arresto-stalking-violenza-sessuale-armando-bicchiarelli-pesaro.shtml

  • Sacerdote agli arresti domiciliari in monastero? Sì a mail e lettere

    Sacerdote agli arresti domiciliari in monastero? Sì a mail e lettere

    20/02/2012 –
    Il ricorso proposto da un sacerdote – condannato in primo grado per atti di violenza sessuale in danno di un minore di 14 anni e ristretto agli arresti domiciliari presso un monastero di clausura – viene ritenuto fondato, con la sentenza 47465/11 della Cassazione.

    Si è arrivati alla Suprema Corte dopo che il Tribunale del Riesame di Milano aveva rigettato l’appello proposto contro l’ordinanza che vietava all’imputato di utilizzare la posta ordinaria, al fine di comunicare con parenti e amici, nonché la posta elettronica, per comunicare con gli editori per l’invio di suoi scritti destinati alla pubblicazione su riviste scientifiche. Il ricorrente deduce che il provvedimento impugnato non rispetta il principio costituzionale del «minor sacrificio necessario», anche in considerazione del fatto che le accuse mossegli non comprendevano condotte poste in essere mediante l’utilizzazione di contatti epistolari. In più, il sacerdote sottolinea che la preclusione di comunicazioni con terzi è una compressione della libertà (da lui) non riscontrata neppure in carcere. I giudici del riesame, insomma, avevano evidenziato che la mancanza di un «seppur minimo segno di ravvedimento» induceva a ritenere che l’imputato, se avesse avuto la possibilità di comunicare con l’esterno, ne avrebbe approfittato per commettere altri reati. Pur affermando la sicura ed estrema pericolosità del soggetto, il Collegio precisa che «altrettanta certezza non può dirsi sussistente con riferimento al divieto di comunicazione, rispetto al quale i medesimi dati paiono consentire la formulazione di mere ipotesi». Anche perché, nel caso specifico, «la richiesta formulata dal ricorrente riguardava la comunicazione tramite posta ordinaria con parenti ed amici e quella a mezzo posta elettronica esclusivamente per corrispondere con gli editori per la ricezione e trasmissione di scritti e, pertanto, senza alcun accesso indiscriminato ad internet». Quindi, la Cassazione annulla con rinvio il provvedimento impugnato.

  • Don Seppia, pm chiede 11 anni e 8 mesi per il prete accusato di violenza su minori

    Don Seppia, pm chiede 11 anni e 8 mesi per il prete accusato di violenza su minori

    Chieste anche sanzioni per 32mila euro. L’ex parroco di Sestri Ponente ha assisitito in silenzio alla requisitoria

    Don Seppia arriva al Tribunale di Genova (Ansa/Zennaro)

    GENOVA – Il pm di Genova Stefano Puppo ha chiesto 11 anni e 8 mesi per don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente arrestato nel maggio scorso con l’accusa di tentata violenza sessuale su minori, plurima offerta di droga anche a minori e tentata induzione alla prostituzione minorile. Il processo è stato aggiornato al prossimo 19 marzo.

    Sanzioni per 32mila euro. Il pm Stefano Puppo ha chiesto per don Seppia, oltre agli 11 anni e 8 mesi di carcere, anche sanzioni a vario titolo per 32 mila euro. L’udienza riprenderà con la parola all’avvocato del sacerdote, Paolo Bonanni. L’ex parroco di Sestri Ponente, che ha assistito all’udienza in silenzio, sta facendo ritorno al carcere di Sanremo. Nel corso dell’udienza di oggi, il gup Roberta Bossi ha respinto la richiesta della radicale Marta Palazzi, che aveva chiesto di costituirsi parte civile in sostituzione del Comune di Genova per una «operazione di trasparenza e pulizia».
    Martedì 14 Febbraio 2012 – 18:23 Ultimo aggiornamento: 18:36

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=181433&sez=HOME_INITALIA

  • Pedofilia: domani a Genova via al processo per don Seppia

    Pedofilia: domani a Genova via al processo per don Seppia

    Pedofilia: domani a Genova via al processo per don Seppia
    Si apre domani a Genova, di fronte al gup Roberta Bossi, il processo in abbreviato a don Riccardo Seppia, arrestato nel maggio scorso per avere offerto droga e chiesto prestazioni sessuali a un ragazzo minorenne e avere molestato sessualmente un chierichetto. L’ex sacerdote della parrocchia dello Spirito Santo di Sestri Ponente, risponde di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti al chierichetto, plrurime offerte di cocaina, anche a minori, offerta di cocaina al complice e amico Emanuele Alfano, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Don Seppia e’ difeso dall’avvocato Paolo Bonanni. L’ex seminarista e sodale di don Seppia, Emanuele Alfano, fu arrestato un mese dopo il sacerdote. Ha scelto il rito ordinario. Quattro i capi di imputazione di cui risponde: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico .

    (13 febbraio 2012)

  • Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    CAGLIARI. Un tentativo di baciarla sulla bocca, poi di palparle il seno, infine la mano afferrata saldamente per costringerla a toccargli i genitali: da una parte Raimondo Meloni, ex parroco di Segariu con esperienze passate a Uta e Arixi, nella parte della vittima una bambina che quel giorno – era il 16 giugno 2009 – aveva appena dieci anni. Ieri si è aperto davanti ai giudici della prima sezione del tribunale il processo al sacerdote accusato di violenza sessuale su minore infraquattordicenne e la ragazzina, con le porte dell’aula chiuse al pubblico, ha risposto alle domande del pm Guido Pani confermando quanto accadde quell’estate.  Racconto semplice, nella sua indiscutibile gravità: lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del reliogioso che appariva colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze che avrebbe avuto. La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio. Viene difeso dall’avvocato Sebastiano Cheri e fin dal primo momento ha sempre negato di aver messo le mani addosso alla ragazzina. Quella di ieri era la seconda udienza del dibattimento, ma la prima era saltata perché la vittima non si è presentata e neppure alcuno tra i familiari. Il processo andràò avanti il 23 febbraio con l’esame della madre e di altri parenti della bambina, che dovranno riferire al tribunale presieduto da Massimo Poddighe i particolari della vicenda, raccolti nel corso delle indagini.  L’ex parroco di Segariu rischia una condanna da sei a dodici anni, ma la scelta del rito ordinario malgrado gli elementi d’accusa raccolti dalla Procura indica che la difesa ritiene la sua posizione tutt’altro che compromessa. Il sacerdote sarà sentito in aula alla conclusione della fase dibattimentale ed è certo che il suo sarà un racconto alternativo dei fatti accaduti quel giorno, per i quali si trova a dover rispondere di reati gravissimi e ancora più gravi se rapportati al ruolo che don Meloni svolgeva nella comunità di Segariu, dov’era conosciuto anche per le sue esternazioni a volte provocatorie sui metodi educativi da usare coi ragazzi.