Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Padova, arrestato un insegnante di religione: è accusato di abusi su sette minorenni

    Padova, arrestato un insegnante di religione: è accusato di abusi su sette minorenni

    Palpeggiamenti, baci, effusioni. Un professore di religione di una scuola paritaria di Padova è stato arrestato dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato con l’accusa di aver abusato di sette ragazzi e ragazze, tutti minorenni, in un periodo che parte dal  2017 e arriva allo  scorso mese di  marzo. L’insegnante, un trevigiano di 36 anni, era stato animatore in alcune parrocchie nel Padovano e collaboratore di una realtà sportiva.

    Le indagini

    A far scattare le indagini è stata la segnalazione di una delle vittime che nei mesi scorsi aveva confidato a un altro insegnante, dello stesso istituto, quanto accaduto con il professore di religione. Dal cellulare del ragazzo sono poi emerse le chat con altri amici che avevano vissuto la stessa esperienza e che si confidavano tra loro. L’indagato sarebbe riuscito a conquistare la fiducia di ragazzini e genitori nel tempo, proponendosi anche di portare a casa i minori dopo le varie attività creando un rapporto di confidenza.

    Su richiesta del sostituto procuratore Sergio Dini la giudice per le indagini preliminari Laura Alcaro ha disposto la custodia cautelare e il 36enne si trova agli arresti domiciliari presso la canonica di un centro della diocesi con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Francesco Saviane

    https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2026/05/padova-insegnante-religione-arrestato-abusi-minori-45061af1-3405-4224-a340-adce0dd7ec80.html

  • Condannato a 10 anni per abusi su chierichetto, in appello i legali di don Melis chiedono sconto di pena

    Condannato a 10 anni per abusi su chierichetto, in appello i legali di don Melis chiedono sconto di pena

    È stato condannato a 10 anni dal tribunale di Savona per violenza sessuale su un chierichetto dodicenne e ora i legali di don Andrea Melis chiedono in appello uno sconto di pena perché il sacerdote soffre di un disturbo psichiatrico.

    Melis è stato ritenuto responsabile di aver commesso ripetuti abusi sessuali su un chierichetto del ponente ligure che, all’epoca dei fatti, aveva 12 anni. Nel corso del dibattimento erano emersi numerosi dettagli sui regali che il sacerdote avrebbe fatto alla giovane vittima: videogiochi, denaro, abiti firmati, ricariche telefoniche.

    Attenzioni che, secondo l’accusa, servivano a costruire un legame di dipendenza psicologica con il sacerdote. Al don, al termine del primo grado erano state negate le attenuanti generiche e la giudice Laura De Dominicis, nel valutarne negativamente la personalità, aveva sottolineato la “totale assenza di empatia” dell’imputato per la persona offesa.

    “Questa caratteristica della personalità del religioso – sostengono adesso i suoi legali, gli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino – è conseguenza di una patologia psichiatrica che comprende anche tratti narcisistici”, evidenziati nella stessa perizia psichiatrica a cui Melis era stato sottoposto in incidente probatorio.

    I difensori nel ricorso hanno spiegato che l’ex sacerdote, che attualmente si trova agli arresti domiciliari in una comunità religiosa per il recupero dei sex offender, è in cura farmacologica per questa patologia che, seppur non abbia inciso – come sostenuto nella perizia – sulla sua capacità di intendere e di volere, deve però essere valutata per attenuare l’entità della condanna con la concessione delle ‘generiche’.

    Membro dell’Ordine dei Padri Scolopi, Melis era stato direttore di una scuola elementare a Savona, presidente della Fidae Liguria — la federazione delle scuole cattoliche — e parroco a Finale Ligure.

    https://www.fanpage.it/attualita/condannato-a-10-anni-per-abusi-su-chierichetto-in-appello-i-legali-di-don-melis-chiedono-sconto-di-pena/

  • Violenza sessuale su minori, la Cassazione conferma la condanna dell’ex prete Giuseppe Rugolo

    Violenza sessuale su minori, la Cassazione conferma la condanna dell’ex prete Giuseppe Rugolo

    Giuseppe Rugolo, ex sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minori e la Cassazione ha confermato la condanna a tre anni di reclusione. Inammissibili i ricorsi sia della difesa che della Procura, che aveva contestato la riduzione della pena, scesa in appello da 4 anni e mezzo a tre anni. In Appello, i giudici avevano applicato l’attenuante della tenuità del fatto per due delle vittime individuate, rideterminando la sentenza di primo grado che era stata di quattro anni e sei mesi. Il 14 luglio 2025 Rugolo è stato dimesso dallo stato clericale.

    L’indagine nei confronti del prete si era aperta grazie alla denuncia di Antonio Messina, che ha riferito alla squadra mobile di Enna le violenze subite dal 2009 al 2013: gli accertamenti hanno consentito di ricostruire violenze commesse nei confronti di altri giovani. Messina era è stato denunciato per diffamazione dall’imputato insieme a quattro giornalisti e al presidente di Rete l’Abuso – la onlus che assiste le vittime di abusi del clero – Francesco Zanardi.

    La vittima, dopo la condanna in primo grado di Rugolo, ha scritto a marzo 2024 una lettera a Papa Francesco e a tre dicasteri: quello per la dottrina della Fede, quello per il clero e infine a quello per i Vescovi, che dal 30 gennaio 2023 è stato retto dal cardinale Robert Francis Prevost, poi diventato Papa Leone XIV. Il caso aveva suscitato anche un botta e risposta tra i vertici del clero di Piazza Armerina. Il vescovo della diocesi Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, attuale parroco della chiesa Madre di Enna, Vincenzo Murgano, sono indagati per falsa testimonianza, accusati di avere mentito in aula durante il processo al sacerdote.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/14/rugolo-prete-condanna-abusi-minori-notizie/8386781

  • Antonio Pelayo, prete-giornalista a processo per abusi su un collega durante il Conclave

    Antonio Pelayo, prete-giornalista a processo per abusi su un collega durante il Conclave

    La procura di Roma accusa Antonio Pelayo Bombín, sacerdote e giornalista spagnolo di 81 anni, consulente dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede,  di violenza sessuale di lieve entità ai danni di un altro cronista più giovane. Oggi, il gup del tribunale di Roma ha accolto la richiesta di rito abbreviato presentata dal sacerdote: il processo inizierà a gennaio.

    La vicenda risale alla serata del 23 maggio 2025

    La vicenda risale al conclave 2025, convocato dopo la morte di Papa Francesco. In quei giorni di fermento Pelayo Bombín invita a casa il collega per motivi professionali ma poi fa delle pesanti avance nei confronti del cronista,  con contatti fisici non richiesti.

    A questo punto il giovane giornalista riesce a svincolarsi ed esce dalla casa in uno stato di forte agitazione. Da qui la querela e le indagini. Ora le accuse contestate a Pelayo saranno chiarite nel corso del processo, dove il sacerdote è difeso dagli avvocati Carlo De Marchis e Luca Goffredo, mentre la vittima rappresentata dal penalista Massimiliano Lecce.

    https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/15/antonio-pelayo-bombin-processo-abusi-sessuali

  • Condanna definitiva per il sacerdote Giuseppe Rugolo, accusato di violenza sessuale su minori

    Condanna definitiva per il sacerdote Giuseppe Rugolo, accusato di violenza sessuale su minori

    La terza sezione penale della corte di cassazione ha confermato la condanna, emessa lo scorso anno dalla corte d’appello di Caltanissetta, a tre anni di carcere per il sacerdote Giuseppe Rugolo accusato di violenza sessuale su minori.

    Il prelato, che sarebbe stato dimesso dallo stato laicale dal dicastero per la fede nonostante risulti ancora incardinato alla diocesi di Piazza Armerina, era stato condannato, in primo grado, dal tribunale di Enna, a 4 anni e 6 mesi.

    La suprema corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Rugolo e quella della procura generale di Caltanissetta che aveva contestato il riconoscimento della lieve entità dei fatti, riducendo la pena da 4 anni e mezzo a 3 anni di reclusione.

    “Sono anni che combattiamo, che attraversiamo lunghi giorni, mesi, anni per la verità, per la giustizi – dice Antonio Messina, l’archeologo che ha portato con la sua denuncia il prete alla sbarra – Continueremo a farlo e al momento non trovo tante parole, ma la giustizia italiana ha deciso: la corte di cassazione conferma la condanna in appello per Giuseppe Rugolo. Condannato a tre anni.

    È il terzo e ultimo grado di giudizio. Auspico ora che anche la chiesa faccia la propria parte”. Intanto è stata spostata all’8 ottobre l’udienza prevista per oggi al tribunale di Enna per il vescovo della diocesi di Piazza Armerina Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, Vincenzo Murgano accusati di falsa testimonianza nel corso proprio del processo a Rugolo

  • Per la chiesa masturbare un ragazzino è un atto ‘sotto la soglia della punibilità’

    Per la chiesa masturbare un ragazzino è un atto ‘sotto la soglia della punibilità’

    Tra le tante cose che la chiesa non dice sui processi canonici c’è anche questa, che emerge puntualmente nelle rare occasioni in cui il Dicastero per la dottrina della fede risponde alle vittime.

    Nello specifico caso si tratta di un ragazzo infraquattordicenne che fu abusato per anni dal suo parroco, al quale il Dicastero risponde che non procederà nei confronti del prete in quanto «I fatti contestati rimangono al di sotto della soglia di punibilità».

    Un concetto quanto meno curioso che sta emergendo in diversi documenti di archiviazione di casi denunciati dalle vittime agli sportelli diocesani italiani.

    Una giustizia, quella canonica, che diverge non poco dal senso di giustizia comune e da quello di un tribunale civile italiano, dove palpeggiare sulle parti intime, anche solo attraverso gli abiti, un minore ma non solo, è violenza sessuale.

    Concetto che diverge persino dal Vangelo che recita “chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”.

    Concetti a parte, se pensiamo al violentissimo trauma e alle conseguenze psicologiche e cliniche che subisce chi è vittima di abusi o violenze sessuali, rende difficile poter sostenere che i tribunali canonici restituiscano qualcosa che abbia almeno la parvenza di una qualsiasi forma di giustizia.

    Per chi vittima la cosa è scioccante, se poi aggiungiamo l’aggravante dell’abuso di potere e/o autorità che puntualmente emerge in un contesto di fede, forse si comprende meglio il perché secondo i sopravvissuti la chiesa non sia in grado e non debba gestire la giustizia di questi casi.

    Senza contare poi che chi indaga, ovvero il vescovo, è spesso la stessa persona che prima della denuncia ha coperto l’accusato. Si aggiunge al tutto un inquinamento dell’indagine che spesso produce nella valutazione che gli abusi «non possono essere provati con il necessario grado di certezza».

    Sul lato di chi stupra invece, il concetto stesso rafforza e legittima, di certo non viene e non può essere recepito come un deterrente.

    Se poi è lo stesso Papa a chiede misericordia per chi stupra, il tutto potrebbe passare persino per un “diritto” dell’abusatore.


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  • San Marino – ‘Caso Pedofilo’: in esame il pdl dell’opposizione per l’istituzione di una commissione d’inchiesta politica

    San Marino – ‘Caso Pedofilo’: in esame il pdl dell’opposizione per l’istituzione di una commissione d’inchiesta politica

    Visioni opposte tra maggioranza e opposizione nel dibattito generale del pdl dei partiti di minoranza per l’istituzione di una commissione d’inchiesta politica sul cosiddetto ‘caso pedofilo’: la vicenda che la scorsa estate ha scosso l’opinione pubblica con l’arresto a Riccione del sammarinese condannato in Italia, a 4anni e 4 mesi, per violenza sessuale aggravata e continuata su minori.

    A destar scalpore il fatto che il 27enne, pur sotto procedimento penale dal 2021, avesse un incarico temporaneo negli asili nido sul Titano, anche dopo la condanna definitiva ad aprile 2025. Maggioranza e Governo, contrari alla commissione d’inchiesta politica, hanno già istituito sulla vicenda una commissione tecnica-amministrativa: i due membri di maggioranza hanno già prodotto una relazione e quello di opposizione – che ha assunto l’incarico successivamente – ne sta elaborando una seconda, o un’integrazione, e a quel punto, ha detto il Segretario di Stato alla Giustizia, ci sarà un dibattito in Consiglio.

    Intanto dalla prima relazione, ha precisato Canti: “È emerso che ho operato nel pieno rispetto della legge. E Steven Raul James non ha invece adempiuto al suo obbligo di autodichiarazione” per l’assunzione dell’incarico nella Pa. Si sono dunque scontrate, due ‘scuole di pensiero’: da una parte l’opposizione che vuole accertare le eventuali responsabilità politiche di chi a San Marino sapeva che il soggetto era stato condannato in Italia per reati di pedofilia ma continuava a lavorare e a frequentare sul Titano ambienti con minori; dall’altra la maggioranza a sostegno di una commissione che accerti responsabilità tecnico-amministrative.

    La seduta odierna, si era aperta con una serie di pdl in prima lettura. Apprezzamento bipartisan per l’attivazione di politiche a favore dei giovani e poi per l’introduzione di incentivi a sostegno dell’attività sportiva, volti a favorire la partnership pubblico-privato nell’organizzazione di eventi ed anche nella realizzazione di impianti.

    Opposizione critica invece sulle modifiche alla composizione della commissione di controllo della finanza pubblica perché, con i requisiti e le incompatibilità introdotte, viene ritenuta una legge contra personam, nello specifico contro Andrea Zafferani, ex consigliere di Rf, attuale componente dell’organismo. Narrazione negata dalla maggioranza e dal Segretario di Stato Marco Gatti che hanno riferito come i cambiamenti si rendano necessari in funzione dell’evoluzione normativa e per garantire competenze specifiche di natura economica e giuridica.

    https://www.sanmarinortv.sm/news/politica-c2/caso-pedofilo-in-esame-il-pdl-dell-opposizione-per-l-istituzione-di-una-commissione-d-inchiesta-politica-a289379

  • Violenza sessuale su due ragazzine, condanna definitiva per un catechista

    Violenza sessuale su due ragazzine, condanna definitiva per un catechista

    Condanna definitiva per il catechista accusato di violenza sessuale. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d’appello con cui Bruno Palmacci, di Terracina, è stato condannato a sei anni di reclusione per gli abusi su due ragazzine di 13 e 15 anni.

    Le violenze sarebbero state compiute tra il 2020 e il 2021, nel periodo più difficile per il Covid, e quattro anni fa, dopo una prima denuncia presentata dalla famiglia di una delle vittime, sono iniziate le indagini, che hanno portato all’arresto del catechista.

    Palmacci è finito accusato di abusi sessuali, compiuti sia nei locali parrocchaili che in quelli di un’associazione impegnata nel sostegno ai disabili, preceduti dall’invio di foto e video “particolari” tramite WhatsApp. Abusi ai danni delle due minori, una conosciuta al catechismo e l’altra nell’associazione “Rete solidale”.

    In primo grado il giudice del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha condannato il catechista a sette anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e le vittime si sono costituite parte civile tramite l’avvocato Italo Sciscione. Poi la condanna è stata ridotta a sei anni in appello e resa ora definitiva dalla Cassazione.

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/04/20/news/terracina_violenza_sessuale_ragazzine_condanna_definitiva_catechista-425294345/

  • Processo Rugolo: udienza in Corte di Cassazione per il 14 maggio

    Processo Rugolo: udienza in Corte di Cassazione per il 14 maggio

    Si terrà il prossimo 14 maggio l’udienza alla Corte di Cassazione per discutere i ricorsi proposti dal procuratore generale di Caltanissetta sulla sentenza, emessa dalla Corte d’appello il 1 luglio 2025, che ha condannato il sacerdote Giuseppe Rugolo a tre anni di carcere per violenza sessuale a danno di minorenni.
    La Procura generale ha impugnato la sentenza per la concessione all’imputato della tenuità dei fatti.
    Parti civili nel processo sono Antonio Messina, il giovane dalla cui denuncia è scaturito il processo al sacerdote, assistito dall’avvocata Eleanna Parasiliti Molica, i genitori di Messina, rappresentati dagli avvocati Giovanni Di Giovanni e Giuseppe Messina, e le associazioni rete l’Abuso e Cotulevi con gli avvocati Mario Caligiuri e Irina Mendolia
    https://ilsicilia.it/processo-rugolo-udienza-in-corte-di-cassazione-per-il-14-maggio/
  • Violenza sessuale su minori: fissato il processo per don Ciro Panigara

    Violenza sessuale su minori: fissato il processo per don Ciro Panigara

    Brescia. È stato fissato per il 1° luglio il processo con rito abbreviato nei confronti di don Ciro Panigara, coinvolto in una vicenda giudiziaria delicata per accuse di violenza sessuale aggravata su minori.
    L’udienza, in primo grado, prevede l’acquisizione della documentazione prodotta dalla difesa, che si aggiunge agli atti dell’indagine preliminare, mentre in caso di condanna resta applicabile lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

    Le accuse riguardano due episodi distinti nella Bresciano: il primo si sarebbe verificato ad Adro tra il 2011 e il 2013, dove il religioso avrebbe abusato di sei ragazzi durante un ritiro notturno in parrocchia.
    In seguito, Don Ciro Panigara avrebbe seguito un percorso psicologico “di discernimento” che lo tenne lontano da minori.

    La seconda vicenda si colloca nel dicembre 2025 a San Paolo, nella stessa area geografica, e venne denunciata dalla vittima, ancora un minorenne, alla segretaria della parrocchia.

    Durante l’interrogatorio di garanzia, il religioso si è avvalso della facoltà di non rispondere. La decisione del giudice sul rito abbreviato determinerà tempi e modalità della discussione, ma sarà necessario attendere almeno l’udienza del 1° luglio per conoscere eventuali sviluppi e la sentenza di primo grado.

    Violenza sessuale su minori: fissato il processo per don Ciro Panigara